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From the
Fine Arts Library
Fogg Art Museum
Harvard University
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DOCUMENTI
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LA STOEIA LE AETI E LE INDU8TEIE
DELLE PROVINCIE NAPOLETANE ,^
RACCOLTI E PUBBLICATI
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GAETANO l'ILANGIERI
PRINCIPE DI SATRIANO
A^OLUME I.
NAPOLI
TIPOGRAFIA dell'accademia REALE DELLE SCIENZE
DIRETTA DA HICHtLl DE RUBEltTrs
UDCCCLZ XXIII
'^A(.,-DÒ- 2-lSr(/)F
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Harvard OoUego Library
Nov 8. 1912
Gif t of
Williap Endioott, Jr.
EFFEMERIDI
DELLE COSE FATTE PER IL DUCA DI CALABRIA
(1484-1491)
DI
JOAMPIERO LeOSTELLO
DA VOLTERRA
DA
UN CODICE DELLA BIBLIOTECA NAZIONALE DI PARIGI
^
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Edizione di copie 250
N. 19.
Al Ghiar."° Signor Luciano Faugou
^»B<
/
BARTOLOMMEO CAPASSO
ONORE E LUME
DELL'ARCHEOLOGIA E DELLA STORIA PATRIA
GUIDA E CONFORTO
A QUESTI MIEI STUDI
OFFRO
MEMORE E GRATO
\
\
Fac - simile della legatura del n
( Kp'^ Rkp.ico il )
1
Fac-simile della scrittura delle Effemeridi.
INTRODUZIONE
PARTE PRIMA
SOMMARIO
Orìgine della Biblioteca Aragonese •— Amore di Alfonso I pei libri — Copisti e mi-
niatori dei principi Aragonesi, e loro sottoscrizioni — Stemmi, motti ed emble-
mi che distingaono i codici di Alfonso I e di Ferdinando I — Manoscritti con-
fiscati ai baroni ribelli — Carlo Vili s' impadronisce dei libri Aragonesi — Dono
fattone ad Anna di Brettagna — Manoscritti Aragonesi a Blois — Isabella,
vedova di Federico in » vende altri manoscritti Aragonesi ia Luigi XII e al
Cardinale d* Amboise — Inventario di qaelli vendati al secondo — Gli stessi al
castello di Gaillon — Al Louvre — Alla Biblioteca Nazionale di Parigi — In-
dice dei manoscritti Aragonesi che sono nella detta Biblioteca, ed altrove —
Manoscritti donati da Alfonso II al monastero di Monteoliveto—Se ne conser-
vano alquanti nella Biblioteca Nazionale di Napoli.
La Biblioteca dei Re Aragonesi di Napoli, nata per opera di
Alfonso I, di Ferdinando I e di Alfonso II, faceva nel XV secolo
r ammirazione dei dotti. Nulla s' era tralasciato da quei sovrani
per formare in poco tempo una biblioteca , rivale della Vaticana
e della Medicea. Alfonso I in singoiar maniera avea posto in
quella ogni suo pensiero , ed una rara solerzia. Gli scrittori del
— IV—»
tempo , specialmente il Panormita ' ed il Facio •, ci han traman-
date testimonianze in gran numero sull'amore che quel sovrano
avea pei libri ; il quale giunse a tanto, da fargli scegliere per em-
blema un libro aperto '. Nei saccheggi delle città ordinava che
fossero salvati i libri , e niun dono gli si poteva fare , che fosse-
gli più accetto di essi \ Diceva che i migliori consiglieri erano
i morti, cioè i libri, i cui avvisi non sono mai dettati dal timore
0 dall' adulazione ^ Da una lettera, scritta a Ferdinando I d'A-
ragona da Giacomo Curdo, miniatore ed accademico Pontania-
no , che nuovamente ricorderemo di qui a poco , apprendiamo
che il Re Alfonso era solito intrattenersi ogni giorno nella sua
biblioteca , e quivi assistere alle lezioni del celebre Beccadelli ,
detto il Panormita ^ Ferdinando I ed Alfonso II % continuarono
r opera del loro illustre antenato, e non trascurarono cosa alcu-
na per arricchire la loro biblioteca, I più grandi miniatori, i più
esperti copisti vi erano addetti ; e non sarà fuori luogo fare di
* De dictis et factis Aìphonsi Eegis etc.
* De rebus gestis a& Alphonso etc.
' Veggansi i mss. latini 3063 e 5895 della Biblioteca Nazionale di Parigi, ci-
tati dal Delisle , Le Cabinet des Manuscrits de la Bibliothèque Imperiale de Paris
(Paris, 1868-81 , 3 tom. in 4°)— Tom. I, eh. VI. — Veggasi ancora il ms. VI. C. 4
della Biblioteca Nazionale di Napoli, del quale si parlerà appresso.^
^ Panormita , De dictis et factis , etc. , Ed. J. Santes , II , 1 5 , p. 15.
' Panormita , Op. cit., Ili, i, p. 14.
^ V. Mittarelli , Bibliotheca codicum manuscriptorum Monasterii S. Michaelis
Venetiarum prope Murianum (Venetiis 1779, in fol.), col, 295.
^ Di qaest*altimo veggasi quanto è detto al proposito nelle Effemeridi ^ come
verrà riferito nella terza parte di questa Introduzione.
— V —
essi alcun cenno , giovandoci delle preziose notizie che ce ne dà
il Delisle nella sua opera: Le Cabinet des Manuscrits etc; ed il
Minieri Biccio nel Cenno storico delF Accademia Alfonsina * : alle
quali notizie ne aggiungeremo altre , nuovamente raccolte.
I copisti e i miniatori , che lavorarono per i principi Arago-
nesi , furon dunque i seguenti :
Antonius Marius , di cui si legge questa sottoscrizione in
un codice * della Biblioteca Nazionale di Parigi, con l'arme
di Alfonso I: Antonius Marius Florentinus civis at-
que notarius transcripsit Florentiae, xi calendas
octóbris MccccLi l
Hugo Comminellus , Petrus Massarius. Questi due lavo-
rarono insieme un bellissimo codice della Cosmografia di Tolo-
meo * con le armi di Alfonso I , ed è nella Biblioteca Nazionale
di Parigi. Sulla carta di guardia del detto codice si legge : H u g o
Comminellus, e Francia natus, hunc librumscri-
psit; a carte 72: Per me VgonemComminelli, e Fran-
cia natum, inter scriptores minimum; e a carte 123:
* NapoK 1875, in 8^ di pp. 30.
* Ms. latino 4927.
' Tre mss. del Collegio di Baillenl ali* UnlTersità di Oxford , cioè i nnm. 78
B., 154 e 248 K, farono dallo stesso copiati nel 1445, ^447 ^ 1448. In quest'ulti-
mo annosi sottoscriTe cosi: Antonius, Mar ii filius florentinus ciyis at-
que notarius, transcripsi, Florentiae, ab originalibus exemplari-
bus, II idus junii ucccczlyiii, quo tempore nostra respublica ini-
quiter et injuste ab immanissimo rege Aragonum vexabatur.
* Ms. latino 4802.
— VI —
Scripsit Vgo Gomminelli, ex Francia natus, com-
posuitque Petrus Massarius Florentinus '.
Jacobus Curlus. è quegli che scrisse la lettera dinanzi ci-
tata, a Ferdinando d'Aragona, riferita dal Mittarelli*. Quivi è
chiamato J a e 0 b u s Curuius Genuensis. Fu dell'Accade-
mia Pontaniana ^
Un codice di Giustino della Biblioteca Nazionale di Pari-
gi \ con le armi di Alfonso I , porta la seguente sottoscrizione :
Divo Alfonso regi Jacobus Curlus, ut potuit, ex-
seri psit. A lui si deve il Libro d'Ore di Alfonso I, e poi di
Ferdinando I , eh' è in Napoh nella Biblioteca del Principe di
Torcila ^ nel quale codice nobilita anche di più il suo cognóme,
sottoscrivendosi J. A . C u r i u s .
^ In un Tolomeo della Biblioteca Vaticana (n.° 277 Fondo Urbino), scritto nel
1472, si legge il nome di Ugo Comminelli de Maceriis (Y. De Bossi, Piante
di Boma anteriori al sec. xvl Boma 1879, in fol., a p. go).
»
' Bibliotheca etc. Monasterii S, Michaelis etc.
^ V. Minieri Riccio , Biografie degli Accademici Pontanianù Ne fa pare cenno
nel dt. opasc. app. i e io.
^ Ms. lat. 4956.
^ Eccone la descrizione, quale ci vien comunicata dal eh. B. Capasse:
Codice membranaceo in 4^ non numerato — Nella prima pagina : Mccccv. —
Nel fol. 2 leggesi la seguente orazione : Deusomnipotens pater et filius et
spiritus sanctus da mihi famulo tuo Ferdinando victoriam cen-
tra inimicos meos ut non possint mihi resistere nocere et contra-
dicere sed virtus eorum et consilium sit in bonum. Deus Jacob
Deus omnium bene viyentium libera me famulum tuum Ferdi-
nandum de omnibus pe&catis meis de angustiis de necessitati-
bus de tribulationibus etc.
.— 711 — .
Petrus Ursuleus copiò per Alfonso I un Quintiliano, che
è nella Biblioteca Nazionale di Parigi \
Thobias Guarimbertus , la cui sottoscrizione vedesi in un
codice delle lettere di Cicerone * , della Biblioteca Nazionale di
Parigi.
Antonius Sinibaldus , cosi si sottoscrive in un codice del-
la Biblioteca Nazionale di Parigi, scritto a Firenze nel 1488 o
1489: Antonius Sinibaldus, Florentinus, quondam
regis Ferdinandi regis Siciliae scriptor et libra-
rius; e in un altro della Biblioteca di Berlino: Antonius Si-
nibaldus Florentinus, illustrissimi domini domni
Johannis de Aragonia familiaris,exscripsit. Nea-
poli, MccccLxxvii, Junii xxv'. Il Delisle ci dice che son
noti un dieci codici, scritti da Antonio Sinibaldi, fra i quali cita un
Petrarca della Biblioteca Nazionale di Parigi, con data del 1476 \
Incomincia il libro propriamente alla pergamena fol. VII, oy*è lo stemma di
Casa d'Aragona. È tatto ornato di belle miniatare al principio delle ore , e da fregi
e arabeschi, disegnati con gusto. Nel penultimo foglio si legge in lettere majascole:
J. À. Garias Divi Alphonsi fiegis inssu exscripsit feliciter.
In seguito, in varie orazioni, si legge il nome di Alfonso. Cosi neirOrazione alla
Yergine:Et mihi famulo tuo Alfonso» etc.Inaltra:Protege Domine fa-
mulum tuum Alfonsum etc. In altra: Domine Jesudamihi famulo tuo
Alfonso etc.
* Ms. lat. 7804.
« Ms. lat 8528.
' Wilken, Oeschichte der KSniglichen JSibliothék eu Berlin^ P- 225.
^ Ms. lat. 548.
Il detto copista è ricordato anche dal Minieri Rìccio nel citato opuscolo (an. 1 473).
T , ■■ ■■ f
— vni —
Cantes Bonagius de Cantinis , del quale si legge questa
sottoscrizione, in un codice Aragonese della Biblioteca Nazionale
di Parigi ^ Manu Cantis Bonagii de Cantinis, clerici
Sanctae Mariae Floris de Florentia, xxi aetatis suae an-
no natus,perscriptum est idibus julii Mcccclxxxviiii.
HippoLYTUS LuNENSis, che nelle Cedole della Tesoreria Ara-
gonese, ricercate dal Minieri Riccio, si trova anche coi nomi
di Limensis e Lunesse (1488-1493), volgarizzò un trattato
delle pietre preziose, dedicandolo al suo amico Luigi Corelli,
Sta in un codice della Biblioteca Nazionale di Napoli , del quale
ha dato recentemente notizia il Miola ^ Il detto codice è scritto
con grande eleganza, e vi si legge nella prima faccia: Hippo-
litus Lvnensis regius librarius clarissimo mercatori et
amico persuavi Aloysio Corellio salutem plurimam
dicit.
Il Delisle cita tre codici della Biblioteca Nazionale di Pari-
gi, uno dell'Universitaria di Valenza, e due esistenti in private
raccolte, scritti dal suddetto copista, che in uno di quelli di Pa-
rigi^ si sottoscrive cosi: Joannis Scoti, ex ordine Minorum,
sacrae theologiae professoris, super secundo Senten-
tiarum quaestiones finiunt feliciter, jussu musarum an-
* Ma. lat. 1 767,
«Cod.XII,E. 31.
' Le scrittu/re in volgare dei primi tre secoli della lingua^ ricercate nei codici
della Biblioteca Naaionale di Napoli dair Assistente Alfonso Miola^ in corso di pab-
blicazione, nel Fropt^natore di Bologna (V. An. xv, 1882, par. I, a pp. 146-150).
* Ms. lat. 3063.
— IX
tistitis et omnis sapientiae diligentissimi ijivesti-
gatoris regis optimi Ferdinandi per Hippolytum
Lunensem transcriptae *• ^
JoAGHiMDE GiGANTiBUS, secondo il Delisle è la stessa persona
che il Minieri Riccio trovò indicata nelle Cedole Aragonesi, sotto
i nomi di Gioacchino di Giovanni, Giovanni de Gigan-
te, Gioacchino di Alemagna (1471-1474), e Giovanni Tu-
dischino 0 Todisco (1487- 1492). In un codice della Biblioteca
Nazionale di Parigi* si sottoscrive a questo modo: Joachim de
Gigantibus, Germanicus, Rotenburga oriundus, Fer-
dinandi regis librarius et miniator, tranquille tran-
scripsit et miniavit MccccLxxvI^
JoANNES Matheus Cappitanus, il cui uome si legge in fine
d' un codice della Biblioteca Nazionale di Parigi \ contenente le
Categorie di Aristotile. In esso son le armi di Ferdinando I.
Vengeslaus Crispus \ Fra le varie sue sottoscrizioni , ri-
' Dalle ricerche del Minieri Eiccio (op. cit., p. 3) risalta, come nota il Delisle
stesso, che il saddetto ms. fu copiato nel 1488.
•Ms. lat 12946.
^ Ci yien riferito dal signor A-lIiola, che in un Codice della Biblioteca Nazionale
di Napoli, segnato XIII. A. 1 8, contenente l'esposizione in quartum librum
Sententiarum secundum Thomam de Argentina, leggesi a piò della
prima pagina: Iste liber est conuentus santi dominici de neapoli or-
dinis predicatorum quem legaàit dicto conuentui olim Joannes
todeschinus.Il codice è del xy secolo ; e sebbene scritto in corsivo , ha in princi-
pio una grande capolettera, egregiamente miniata su fondo d'oro.
* Ms. lat. 6292.
^ II Minieri Riccio lo trovò notato col nome di Yencislao di Boemia, dal-
l'anno 1488 al 1493.
— X —
portate dal Delisle, trascriviamo la seguente, che sta in un codice
della Biblioteca di Louviers: Beati Thome Aquinatis hoc in
^rimum Sententiarum scriptum Joannes de Aragonia,
Ferdinandi regis filius, sancle Romane ecclesie car-
dinalis presbyter, suo proprio sumptu, scriptore Ven-
ceslao Crispo Slagenverdiensi, natione magis quam
religione Bohemo,fecit anno salutis Mggcclxxxiiii,
quarto nonas septembris.
Dallo stesso copista fu trascritto pel Cardinale d' Aragona
nel i486 il commento di S. Tommaso in tertium Sententia-
rum; e nel 1489, quello in secundum, per il re Ferdinando '•
Il Delisle cita in tutto sette codici, scritti da Venceslao Crispo,
dal 1480 al 1493.
Joannes Marcus Cynicus Parmensis : cosi è sottoscritto in
un codice Aragonese, del quale esiste una copia fatta da Ago-
stino Gervasio, tra i libri che questi lasciò alla Biblioteca dei Gi-
rolamini di Napoli *.
^ I dae codici sono Tuno presso M.' Boardin di Boaen, T altro nella Biblioteca
di Loaviers.
* Questo codice, secondo che ci viene riferito dal ComnL Capasse, contiene
quanto segue :
i.Àndreae Gontrarii everou epistola Alfonso illustrissimo Du-
ci data ex Neapoli non. decembr. anno Ghristi optimi Mcccclxxi.
2. Andreas Contrarius Ferdinando Ghristianissimo Siciliae
Eegi supplez te plurimum commendat. Data ex Neapoli kl.jan.
Anno Ghristi optimi Mcccclxxi TsXo^.
3. Hermolai Barbari veneti poetae illustrissimi carmen quo
ad sublimia et hardua hortatur Alfonsum illustr. Galabriae du-
\
— XI —
Nelle Cedole Aragonesi è notato col nome di Giovanni
Marco Cinico di Palma, e una volta di Pavia (1470-1492).
In un codice della Biblioteca Imperiale di Vienna da lui scritto,
leggesi la seguente sottoscrizione: Fernando Aragonio, regi
italico, pacis et militiae ductori semper invicto, ae-
terno musarum splendori, unico justitiae cultori,
principi optimo, Cynicu exscripsit.
In altro codice Aragonese della Biblioteca Nazionale di Pa-
rigi * è segnato solamente Joannes Marcus.
Finalmente rimane ora chiarito, che il bellissimo e celebre
codice della Storia Naturale di Plinio, già Farnesiano, e ora della
Biblioteca Nazionale di Napoli *, è di mano del guddetto Gio-
vanni Marco, che vi si sottoscrive cosi: Johannes Marcus
clarissimi et virtute et nobilitate viri P^tri Strozae
Fiorentini discipulus Marcique Rotae magni viri e-
cem exemplo ayì et genitoris suadetque ut sibi delìget scripto-
rem rerum suarum Andream Gontrarium conciTem atque a-
mìcum.
In fine:
Joannes M. Cynicus Parmensis Ferdinand! Àragoni Gaes.
aug. fondatore quietis exscripsit.
*M8. lat 12947.
' È segnato V. A. 3. Fu descritto dal Jannelli nel suo Cataìogus Bibliofheeae
Latinae veieris et classicae manuscriptae qme in Begio Neapolitano Museo Barình-
nico adservaiur. Neapoli, ex B. typographia, 1827, pp. 249-25 1 ; e dal Miola insie-
me con altri mss., che la detta biblioteca inviò nel 1877 all'Esposizione Nazionale
di Belle Arti in Napoli (V. Catalogo generale delV Esposmone delVArte Antica.
Napoli, Fibreno, 1877, pp, 30-36).
— xn —
quidem Fiorentini amantissimus Parmae oriundus
praestantissimo liberalitate viro Domino Gherardo Si-
culi Regni Protonotario benemerito in xx ac centum
dies iuvante Deo tranquille transcripsit. Panormi an-
no salutis 1465 ultimo Julii.
JoANNES Rainaldus Mennius \ Due codici della Bibliote-
ca Nazionale di Napoli, sono opera del detto copista. U uno ' de-
scritto dal Jannelli * contiene i libri de re rustica di Colu-
mella , Palladio e Catone ; è membranaceo in folio grande ,
scritto con semplice e classica eleganza di caratteri e di orna-
ti, e ci è scritto in fine: Divo Fernando Regi Arago-
nio Joanrainaldus Mennius Millesimo Quadrigen-
tesimo Lxxxviii quod bene uortat transcripsit. Nel-
le Cedole Aragonesi * è notato che gli ultimi sei quinterni del
detto codice furono dal copista consegnati nel dicembre del 1488,
per il prezzo di due. 9, alla ragione di un ducato e mezzo il quin-
terno.
D' un altro * parla il Miola nella citata sua opera *. Esso
contiene le Sentenze di Plutarco, volgarizzate da Giovanni Albi-
no , e dedicate al re Ferdinando d' Aragona : è scritto e miniato
con somma cura, ed ha tuttora l'antica legatura in pelle rossa, con
^ Nel Mimerì Riccio, GioTanni Rinaldo Mennìo (1488-1493).
' Membran. in fol. gr., segnato V. A. 5.
' CatalogtM Bibliotheeae Latinae etc., p. 252.
* V. Minieri Riccio, op. cit, p. 18, not 70.
^ Membran. in 8^ segnato. XII. E. 34.
• V. Il Propugnatore^ Anno XV, par. I, pp. 1 59-162.
— xin —
fregi dorati. In fine si legge: Joan Rainaldus exscripsit.
Notevole, è poi lo stemma che è nella prima pagina del co-
dice, come quello che appartenne alla famiglia de Scorciatis',
di cui fu Giulio noto per la parte che prese come giudice nel pro-
cesso per la Congiura de' Baroni. E di costui dovette essere il co-
dice , fatto scrivere dal re Ferdinando per darglielo in dono *.
Due altri codici del Rainaldò li cita il Delisle, e sono un
Fi l elfo della Biblioteca di Torino, con la sottoscrizione: Divo
Ferdinando regi Aragonio Joannes Rainaldus Men-
nius, 1488, quod bene vertat exscripsit; e un S. Gre-
gorio in tre volumi della Biblioteca Nazionale di Parigi ^ sot-
toscritto: Illustrissimo et reverendissimo Joanni pre-
sbitero cardinali de Aragonia, Joannes Rainaldus
Mennius, millesimo quadringentimo octuagesimo
quinto, quod bene vortat, transcripsit.
Johannes de Guerne, Flamingus, scrisse pel Cardinale d'A-
ragona un codice, eh' è ora nella collezione di M.' Bourdin. Ec-
cone la sottoscrizione: Beati Thome Aquinatis conti-
nuum in duos evangelistas per me JohannemdeGuer-
' D* azzurro alla pelle di leone sospesa a una spada, col capo di rosso, caricato
di tre gigli d'oro, sostenuto da una fascia d*oro.
' In un foglio che precede quello oy' è V epigrafe dedicatoria di Albino al re
Ferdinando, l'uno e T altro di pergamena riolacea, si leggono a stento queste pa-
role, scritte in corsivo: D. Julius Scorciatus hoc opus habet. Nella faccia
intema della legatura è poi scritto in un angolo: Persone est capti ve:. e ciò si
riferisce probabilmente alla prigionia sofferta dallo Scorciato nel 1 503 , quando
gli Spagnuoli scacciarono di Napoli i Francesi, pe* quali avea quegli parteggiato.
»Ms. lai 2231.
— XIT -r-
ne, flamingum, exscriptum finitumque Neapoli, re-
gnante felicissimo rege Ferdinando, anno Domini
natalis Mgccclxxxvi, decimo octauo die novembris,
sumptu illustrissimi domini Johannis de Aragonia,
ejusdem Ferdinandi regis filii, sancte Romane eccle-
sie cardinalis presbiteri, qui dum Romam a patre ad
pontificem maximum missus esset, vitam cum morte
finiuit, dicto millesimo anno lxxxv, mense septembris.
Petrus Burdegalensis copiò pel suddetto Cardinale d' A-
ragona un codice, ch'è ora nella Biblioteca Nazionale di Napoli \
Giusta le notizie che ci comunica il Miola, esso contiene il
commento di S. Tommaso al quarto libro delie Sentenze. È
scritto con mirabile gusto di caratteri e di ornati. Nella prima
pagina, dopo l'indice, vedesi al di sotto del titolo, una miniatura
rappresentante il Santo Dottore, seduto in atto di studiare , con
un bel fondo d'architettura e paese. Il margine è tutto dipinto a
fogliame, concentro satiretti e puttini , due dei quali sostengono
uno scudo con le armi d'Aragona: sullo scudo era il cappello
cardinalizio, al quale fu sostituita una corona. In fine del codice
è scritto: ThomeAquinatis hoc in quartum sententia-
rum scriptum Inclytus Joannes de Aragonia Fer-
dinand! Regis filius S. Ro. Ecclesie Card, presbiter
suo proprio sumptu scriptore Petro Burdegalensi
fecit anno salutis Mill. ecce, lxxxiiii mi non. Se-
ptembris.
Aggiungeremo, ai già detti, i seguenti altri nomi di copisti e
^ È membran. in fol., sego. VII. B. 4.
— XV —
miniatori, che lavorarono per la Biblioteca Aragonese, dei quali
trovasi ricordo nel citato opuscolo del Minieri Riccio.
Giovanni de Lilione Cappella genovese , Francesco Bo-
LUMBRELLO, PlETRO DI GaPUA, VIRGILIO DI GaPUA, MaTTEO, DoN-
NO Fusco, Donno Altobello. Tutti nominati nelle Gedole del
1455. — Virgilio Visoleu(i456), Alfonso di Gordova (1456),
Ottone Quarto d' Alemagna (1466- 1474), Domenico Groffo
(1467), Don Matteo Lauro (1469), Nicola Rubricano 0 Rapi-
CANO di Amantea (1467- 1488), Niccola Vallers(i47o),Galisto
G AMERETE (1474), DOMENICO ANDREUCCIO DELLA MoNACA di Gava
( 1474), Giovanni de Frandina, de Frandanes, de Fiandena o
DE Frandes (1488-1493), Bernardino de Sardis (1488-1492),.
Gristofaro Maiorana di Napoli (1490-1492), Andrea diGastel-
LAMMARE (1491), Mazzeo Felice di Napoli (149 1-1493), Mariano
Volpe di Napoli (1491), Nardo Rapicano di Napoli (1491-1493),
Antonio Scariglia di Napoli (1492), Giovanni Marco de Rus-
sis di Napoli (1492), Francesco di Pavia (1492-1493), Don Giu-
liano FERRiLLO,prete napoletano (1492), Mariano Volpe di Na-
poli (1492) , Silvestro de Tumulo ( 1492) , Vincenzo Storia-
le (1493)-
Riporteremo altresì i nomi dei legatori Tommaso Aulesa
(1443), Baldassare Scariglia (i 445-1 491), Maestro Marino de
Manzo (1493), Francesco Gipolla.
Ora diremo degli stemmi, dei motti e degli emblemi, che ve-
donsi in taluni codici , appartenuti agli Aragonesi.
Le armi che distinguono i mss. di Alfonso I presentano, se-
condo il Delisle , quattro tipi diversi , cioè :
— XTl —
A) Scudo d'Aragona: d'oro ai pali di rosso.
B) Scudo inquartato: al i e 4 d'Aragona, al 2 e 3 di Ca-
labria (d'argento alla croce di nero) *.
C) Scudo inquartato: al i e 4 di Calabria, al 2 e 3 d'A-
ragona.
D) Riunione sulla stessa pagina dei seguenti scudi :
" L Arme d' Aragona. — IL Arme d'Aragona Sicilia: d'oro a
quattro pali di rosso, inquartato in croce di S. Andrea, d'argento
all' aquila di nero. — III. Scudo inquartato: al i e 4 d'Aragona,
al 2 e 3 interzato in palo, al i d'Ungheria, al 2 di Francia, al 3
di Gerusalemme.
In un codice della Biblioteca Nazionale di Parigi , che ha lo
stemma d' Alfonso del tipo C *, vi è un rosone circondato dal
motto: ANTE — siENPRE — AR AGORA ; 0 uu altro codice della stessa
biblioteca '^ ha nel frontespizio un medaglione col ritratto del detto
sovrano , e vi si legge intorno: alfonsus rex aragonum.
I manoscritti appartenuti a Ferdinando I hanno stemmi di
due diversi tipi, cosi descritti dal Delisle:
A) Scudo inquartato: al i e 4 d'Aragona, al 2 e 3 interzato
in palo, al i d' Ungheria, al 2 di Francia, al 3 di Gerusalemme \
^ Di questo tipo è lo stemma di aa codice della Biblioteca Nazionale di Na-
poli. Il codice contiene le opere di Cornelio Gelso ; è membranaceo in fol. (segn. Y. A.
IO bis) del sec. xv,ed è scritto semplicemente, senz* alcuna miniatura.
* Ms. lai 8533.
•Ms. lat, 17842.
«
* Di questo tipo sono gli stemmi di tre piss. Aragonesi , che sono nella Bibliote-
ca Nazionale di Napoli, cioè del S. Tommaso di Pietro da Bordeaux (Y. Petrus
— XTH —
B) Scudo inquartato : al i 04, interzato in palo , come so-
pra (Ungheria, Francia e Gerusalemme), al 2 e 3 d'Aragona.
Nota pure il citato autore i seguenti motti ed altri distintivi,
che hanno i codici della Biblioteca Nazionale di Parigi, scritti
per Ferdinando d' Aragona :
SVSTINmE — POR BIEN FINIR — EDEN EUR \
DEGORVM — SEQVITO — RES VINCES *.
Un piccolo quadrupede bianco col motto decorum ^ Lo
stesso col motto probanda \
Un medaglione col ritratto di Ferdinando, circondato dalla
leggenda: ferdinandvs hostfvm victor amicorvmqve defensor*.
In altri due codici * vedesi pure dipinto il ritratto di Ferdi-
nando.
Neir ultima pagina d' un Uffizio ^ vedesi lo stemma del sud-
detto principe (tipo A), attaccato a un tronco d'albero, a cui son
Bar degalensìs), delle LetterediS. Cipriano^ codice membran. in foL (segn. VL
C. 4) di bellissima scrittura del sec. xv, con la prima pagina ornata di vaghe mi-
niature, e della Vita di 8. GHcvanni JK^tfa^fa, codice membran. in 4^ p."" (segn. XIII,
F. 24), scritto anch'esso nel sec. xv, e ricco di molte preziose miniature. Questi due
ultimi fecero parte della mentoyata Esposizione del 1877 (V. il Catalogo citato
innanzi).
' Ms. lat. 1659.
* Ms. lat 2347.
' Ms. lat. 3063.
* Ms. lat. 8078.
^ Ms. lat. 63 1 o.
^* Ms. lat. 12946 e 12947.
' Ms. lat. 10532.
— xvra —
pure sospese una sciabola ed una spada incrociate. Agli angoli
son quattro medaglioni: nel primo e nel quarto è dipinto un poz-
zo con due secchie, donde escono fiamme; nel secondo e nel terzo
un libro circondato di fiamme. Al basso della pagina si legge:
DVCIT AD SVMMOS GLORIA (X)ELITES.
Tra i manoscritti appartenuti agli Aragonesi, ce ne ha parec-
chi che non furono fatti per quei principi , ma vennero confiscati
ai baroni, che si ribellarono a Ferdinando I. Il Delisle ne enu-
mera taluni che mostrano di essere stati d' Antonello Petrucci,
di Pietro di Guevara, del Principe di Bisignano e di altri signori*.
La Biblioteca Aragonese era una preda troppo bella , e non
poteva sfuggire al Re Carlo Vili di Francia \ che non trascurò
quando ebbe conquistata Napoli d' impadronirsene , per unirla
con la sua che si trovava allora nel Castello di Blois '•
^ Sappiamo dal Capasse che nelle Cedole di Tesorerìa del Grande Archivio di
Napoli (Autogr. Aragon.^ voi. 2), si trova fra T altro notato: 1458. Johan deGni-
nazon Senes por prezzo de dos Etiques de Aristotil vendutednc.
XX, tar. 8, aGaspar Feyro de la libraria gres, l'or unbreviario
due. XX, tar. 8.
* Il Delisle {Cabinet dea Manuscrits etc., Tom. I, Not. 2, della pag. IX,yiell'^-
vant'propos) dice d' ignorare che sia avvenuto delle note di Boivin sui mss. del Re
di Napoli, ma che una copia di esse note fu da lui acquistata nel 1868.
' Le Soux de lincy, Vie de la Beine Anne de Bretagne femme des rois de France
Charles Vili et Louis XII ^ suivie de lettres inédites et de documents originaux
(Paris , Curmer 1 860, 4 voi. in 1 2**). V. voi. II, pag. 3 1 -32. Le lettere di Carlo Vili,
di Luigi XII e di altri grandi personaggi del tempo, furono copiate a Londra nel
British Museum. Esse erano agli Archivii di Simancas, donde furono tolte non si sa
in qual tempo. Ve ne ha tre a D. Ferrante d'Aragona, una relativa a Michele Biccio,
— XIX —
In appresso i 1 140 libri di ogni specie portati via da Na-
poli \ furono donati dal Re a sua moglie Anna di Brettagna, che
amava grandemente anch'essa libri e manoscritti '.
Dopo la morte della Regina quei libri furono incorporati
alla collezione reale, e il Cardinale d' Aragona li vide nel 1 5 1 7 al
Castello di Blois ^
D' allora in poi rimasero sempre in possesso della corona, e
nel secolo XVII furono riuniti alla Biblioteca Nazionale.
Non tutti però i manoscritti Aragonesi vennero fra le mani
di Carlo Vili: molti ne furono raccolti dall'ultimo degli Arago-
nesi di Napoli, Federico III, la cui vedova Isabella del Balzo li
natiTO del JS. di Napoli, quattro di Carlo Vili a D. Ferrante, una di Carlo Vili al
Cardinale di Cartagena, cinque di Luigi XII a D. Ferrante d* Aragona.
^XJnze cent quarente livrea de toutes sortes apportes de
N api e 8. Questa indicazione precisa, che ò la sola onde apprendiamo il numero
dei libri portati via da Napoli , è eslratta da un impoi*tantissimo inventario del 7
Settembre 1498, intitolato: La declaradon dea relliques ìivres en latin fran-
scys italien grec et esbrieu apparfenant à la Beyne duchesse (22335 ^^s. fran.
Bibl. Naz. di Parigi) — V. Le Boux de Lincy, op. cit, to. Ili, p. 221.
* Fra i 1 300 0 1 500 volumi che componevano la Biblioteca di Anna di Bretta-
gna, scrive il Foumier , i libri conquistati a Napoli da Carlo Vili , formavano la
parte più grande (Fournier^ L' art de la Reliure en France aux derniers sièdes.
Paris, Gay 1864, in 12% p. 67).
Di tutti i Codici, che Anna di Brettagna fece scrivere e miniare per suo uso, nin-
no ò arrivato fino a noi (Le Boux de Lincy, op. cit.).
» De Beatis, Itinerario del Cardinale d'Aragona^ ms. X. F. 28 della BiW. Naz,
di Napoli — V. Estratti pubblicati dal Volpicella néiV Archivio Storico Napoletano.
Napoli, 1876, in 8^ (An. I, p. 113).
vendette al Re Luigi XII, ed al Cardinale d' Amboise Giorgio I,
arcivescovo di Rouen *.
Dei manoscritti venduti a Luigi XII non abbiamo a]cun ca-
talogo; ma nell'inventario dei mobili del Cardinale d'Amboise,
fatto nel 1508, figura une librairie achaptée du roy
Fédéric*.
^ V. De Beatis, op. cit. — Delisle, Cabinet des Manuserits ^ to. I, eh. VI; e to.
III9 Addiiions et Correeiions.
* Una copia del Catalogo della saddetta libreria si conserya negli Àrchiyii del-
la Senna Inferiore. Fa inserita nella citata opera del Delisle , ed era già stata messa
a stampa da M. Deville ( Cotnpies de Dépenses de la construeiion du Chdteau de
Craillon, p. 552), e dall'Ab. Langlois (Recherches sur les Bibltothèques des Archevé-
ques et du Chapitre de Rouen. Boaen 1 853 , in 8^, p. 70 ( Extratt du Prèda dee tra-
vaux de VAcadémte de Rouen^ année 1851 -1852). Non sarà inntile qoi ripabbli-
caria.
Aulire Librairie achaptée par mondit seigneur du roy Fédéric :
1. Auguetinus super psalmos , eouvert de drap d'or et quatte fermaus d'argent.
2. Augustinus de eivitate Dei^ eouvert de cuyr rouge à ouvrage doré^ garny de
deux fermaus d* argent dorè.
3. Augustinus super psalmoSj tercia pars, eouvert de cuyr tanné, à fermaus de
loton.
4. CoUectorium sermonum sanati Augustine eouvert de cuyr tanné, à fermaus de
lotum.
5. Augustinus centra Fausium, eouvert de cuyr rouge^ garny de quaire fermaus
d'argent dorè.
6. Epistole Sancti Augustini, eouvert de cuyr tanné, à fermaus de lotun.
7. Thomas super primo Sentenciarum , eouvert de cuyr noir, à ouvraige dorè,
m
garny de fermaus de loton.
8. Thomas super secundo Sentenciarum , eouvert de cuyr rouge , à ouvraige dorè,
«
guamy de fermaus de loton.
— XXI —
9* Thomas super tercio Sentenciarum , couvert de cuyr videi , à ouvraige ào/réy
guarny de fennaus de loton.
10. Thomas super quarto sentenciarum ^ couvert de cuyr vert^ guarny de fermaus
de foton.
1 1 . Quolibeta sancii Tkome , couvert de cuyr rouge , gamy de fermaus de loton.
12. Prima pars sancii Thome^ couvert de velours vert^ gamy de quatre fermaus de
loton ^ en fagon de coguilles.
13. Prima secunde sancH Thome^ couvert de velours veri^ sans fermaus.
14. Secunda secunde sancii Thome, couvert de cuyr rouge, guarny de fermaus eie loton.
1 5. Terciapars sancii Thome^ couvert de velours vert^ guarny de loton à coquilles.
16. Quesiiones sancii Tkome ^ de malo, couvert de cuyr rouge ^ à fermaus de cuyvre.
1 7. Diversa opera sancii Thome^ couvert de cuyr violei, gamy de fermaus de laion^
' en facon de coquille.
18. Besiduum questìonum sancii Thome, de veritaie, couvert de cuyr noir, à ou-
vraige doré^ gamy de fermaus de loton.
1 9. Sanctus Thomas super Matheum, couvert de cuyr rouge, gamy de irois fermaus
d'argent dorè.
20. Sanctus Thomas super Lucam, couvert de cùyr rouge , gamy de quatre fermaus
Sargeni dorè.
21. Sanctus Thomas super Marcrnn, couvert de cuyr rouge à ouvraige doréj gamy
' de irois fermaus d'argent dorè.
22. Sanctus Thomas super Johannem, couvert de cuyr rouge, à ouvraige dorè, guar-
ny de deux fermaus de cuyvre.
23. Sanctus Thomas super Tsaiam, couvert de cuyr rouge, à ouvraige dorè, gamy
de deux fermaus de cuyvre.
24. Sanctus Thomas, de celo et mundo, couvert de velours veri sans fermaus.
25. Sanctus Thomas super phisicam, couvert de cuyr fanne, à fermaus de cuyvre.
26. Sanctus Thomas super epistolam Pauli ad Bomanos, couvert do velours fanne,
.' gamy de deux fermaus de cuyvre.
27. Sanctus Thomas super epistolam Pauli ad Qalathas, couvert de cuyr rouge,
fermant et gamy d' un fermeau d' argent dorè.
28. Còmmenium Sancii Thome, de anima, couvert de cuyr noir , gaìmy de fermaus
de laton.
— XXII —
29* Bonaventura super primo Senfeneiarum^ couvert de cuyr rouge^ à ouvraige éhn
ré, garny de fermaus de Jaton.
30. Bonaventura super secundo Sentenciarum^ couvert de euyr rouge , ouvraige do^
ré, garny de fermaus de loton.
31. Bonaventura super tercio Sentendarum , couvert de euyr, à fermaus de laton.
32. Bonaventura super quarto Sentenciarum, couvert de cuyr rouge, à ouvraige do-
rè, garny de fermeauJx de loton.
33. Nicolaus de Lyra super Genesim^ couvert de cuir rouge, garny de troys fer-
maus d' argent dorè.
34. Nicolaus de Lyra super libros Eegum, couvert de cuyr rouge ^ garny de quaire
fermata d' argent dorè.
35. Nicolaus de Lira super Salomonem, couvert de cuyr rouge, garny de quatte fer*
meaulx d' argent dorè.
36. Postila de Lira super Apocalipsim, couvert de velours veri, garny de fermaus
de loton.
37. Athanasius super Paulum, couvert de cuyr rouge, guamy de quatre fermaus
d' argent dorè.
38. Athanasius super epistolas Bauli, couvert de cuyr rouge, ouvrage dorè, guamy
de fermaus de loton.
39. Titi Livii de bello Macedonico primo , couvert de cuyr veri, à ouvraige doré^
guamy de fermaulx de loton.
40. Titi Livii de bello Macedonico secundo , couvert de cuyr rouge, à fermaus de
loton.
41 . Titi Livii, de secundo Punico, couvert de cuyr rouge, garny de fermaus de loton.
42. Tifi Livii, ab urbe condicfa, couvert de cuyr rouge, garny de fermaus de loton.
43. Beclamaciones Quintiliani, couvert de cuyr tanné, garny de fermaus de loton.
44. Marii Faòii Quintiliani, couvert de cuyr tanné, sans fermaus.
45. Ptholomeus, en grant volume, couvert de cuyr rouge, garny de fermaus de lo^
ton , en fagon de coquille.
46. Liber insularum, couvert de cuyr noir, garny de fermaus de loton.
47. Omelie Aimonis, couvert de cuyr rouge, garny de fermaus de loton.
48. Basilius centra Simonium, couvert de cuyr noir, garny de fermaus de loton.
49. Tractaius de dtreciionibus et alia, eie, couvert de cuyr violet, à fermaus de loton.
— xxra —
50. FluiarcuSy couvert de euyr rouge^ garny de fermaus de loton,
51. Domitius super Juvenale^ couvert de cuyr rouge^ ouvraige doré^ gamy de fer^
maus de ìoion.
52. Virgilii Eneidos^ couvert de cuyr noir^ gamy de fermaus de loton.
53. Matheus Pdlmerius^ de temporibus^ couvert de cuyr tanné^gamy de fermaus
de loton.
54. De proprietatibus rerum, couvert de cuyrjaune, à fermaus de loton.
55. Teriulianus de carne Christi et altarum^ couvert de cuyr rouge^ gamy de quatre
fermaus $ argent dorè.
56. Glosa quafuor doctorum super Tsaiam, eiah'a^ couvert de cuyr rouge, à ouvrai-
ge doré^ garny de fermaus de loton.
57. Omelie et sermones diversorum doctorum, couvert de cuyr rouge, gamy de troys
fermaus d' argent.
58. Omelie diversorum doctorum, couvert de cuyr rouge, garny de fermaus de loton.
59. Glosa guaiuor doctorum super Genesim, etc., couvert de cuyr rouge, ouvraige
dorè, garny de fermaus de loton.
60. Bichardus super guaiuor Sentenciarum, couvert de cuyr rouge, garny de fermaus
de loton.
6 1 . Herodotus, couvert de cuir vert, garny de fermaus de loton, en fafon de coquiìles.
€2. Bonatus Actiorolus in Eihicen Aristotelis, couvert de cuyr rouge, gamy de fer-
maus de loton , en fagon de coquiìles.
63. Donatus in Virgilium, couvert de cuyr rouge, à fermaus de loton.
64. Hugonis de sacramentis, couvert de cuyr vert, à fermaus de loton.
65. Francisci Philelphi, couvert de cuyr rouge, sans ferfnaus.
66. Diverse oraciones PhileJphi, couvert de cuyr rouge, ouvraige dorè, garny de deux
fermaus d' argent dorè.
67. Leonardi Justiniani, vite Pluf archi, couvert de cuyr rouge, gamy de fermaus
de loton.
68. Somma, de septem viciis, couvert de cuyr rouge, gamy de frois fermeaulx d' ar-
gent dorè.
69. Eerodoti Halicamari, couvert de cuyr fòuge, garny de fermeaulx de loton.
70. Chrisostomi diversa opera, couvert de cuyr noir, garny de loton, e»i fagon de co-
quiìles.
/
— XXIV —
7 1 • Rabanus Maurus super euvangeliis^ eauvert de euyr vertt gamy de quatre fer--
fnaus Sargent dorè.
72. Eusd>ius, de tettìporibus^ couvert de euyr rmge^ gamy de fermaus de lotan.
73. Pugio Baymundi cantra Judeos^ couvert de euyr rauge^ à fermaus de lotan.
74. Johannis Damasceni tractatus^ eauvert de euyr rouge doré^ à fermaus de ìaton.
75. Laercii Diogenis vite super quatuor Praverbiarum , eauvert de euyr rouge dofé^
à fermaus de hton. -_
76. Porphirius super Oratium^ eauvert de euyr rauge^ à fermaus de laton.
77. Secundapars PUnii^ couvert de euyr tannai à fermaus de ìotan.
78. Epistole Pìinii Cecilini Seeundi , couvert de euyr rouge, gamy de fermaus de
lofon argenté en fagon de coquiUes.
79. Liber rethoricorum cum ceieris sequentibuSj couvert de euyr rouge, sans fermaus.
80. JDonatus in Therancium, couvert de euyr noir, gamy de fermaus de lotan.
8 1 . Peiri Comestoris hystaria scolastica, eauvert de euyr rouge, à fermaus de lotan.
m
82. Aristotéles, de animalibus, couvert de euyr rouge dorè, à fermaus de lotan.
83. Andree Conirarii rqfrehensia in Platonis, couvert de euyr violet, gamy de fer-
maus de lotan.
84. Liber de loris (sic) stellarum, couvert de euyr violet, gamy de fermaus de lotan.
85. Argircpylus inEtìiicen, couvert de euyr vert, gamy de quatre fermaus de lotan.
86. Ysagoge Porphirii Arisiotelis, couvert de euyr vert, gamy de fermaus de lotan.
87. LUier tripartite Cassidari (sic), couvert de euyr noir, à fermaus de lotan.
88. F. Petrarcha, de remediis fortune, couvert de euyr rouge, gamy de fermaus de
lotan.
8g. Hystorie Fiorentine , couvert de euyr tenne, gamy de fermaus de lotan.
90. Excerpta calletarum diversorum operum Benardi, couvert de euyr tenne, à fer^
maus de lotan.
91. Epistole Leonispape, couvert de euyr violet, à fermaus de lotan.
92. Scoius super primo sentenciarum, couvert de euyr rouge, ouvraige dorè, gamy
des fermaus de lotan.
93. Scotus super prima sentenciarum, couvert de euyr rouge dorè, à fermaus de
lotan.
94. Scotus super secundo sentenciarum, couvert de euyr rouge à ouvraige dorè, gami
de deux fermaus' d'argent dare.
— XXV —
95- Seotus super tercio sehtenctarufny couvert de cuyr rouge doré^ à fermaus de loton.
96. Scotus super quarto sentenciarum ^ couvert de cuyr rouge^ gamy d'un fermaut
d'argent dor^.
97. Scotus super quarto sentenciarum, couvert de cuyr rouge dorè, gamy de fermaus
de cuyvre.
98. Scotus super universalia Porphiriiy couvert de cuyr rouge, gamy de trois fer-
maus d'argent dorè.
99. Quolibeta Scoti, couvert de cuyr rouge dorè, gami de fermaus de lotof^.
100. Epistole Hieronimi, couvert de velours noir, gami de deux fermaus d'air-
gent blanc.
loi* Moralia Gregorii, couvert de cuyr vert dorè, gamy d'un fermaut d'argent dorè.
102. Sermones sancti Ambrosii, couvert de velours violet, à deux fermaus d'qrgent
dorè.
103. Biblie iextus, couvert de cuyr rouge, gami d'un fermaut d'argent dorè.
104. ConcordancieBiblie,couvert de cuyr rouge, gami de deux fcrmaux d'argent dorè.
105. Stcper qpistolas Pauli, couvert de drap d'or , sans fermaus.
1 06. Epistole Sancii Pauli, couvert de velours cramoisi, gami de deux fermaus d'ar-
gent dorè.
107. Tercia pars somme A lexandri des Halles, couvert de velours cramoysi, gamy de
troys fermaus d'argent dorè.
1 08. Lapi Castiunculi in vita Artexerxis, couvert de velours rouge, à quatre fermaus
de loton.
1 09: Lactandt^ Firmianus, couvert de velours rouge, gamy de fermaus de loton.
ixo. P. Ovtdii Nasonis, de arte amandi, couv&rt de velours noir, sans fermaus.
III. Commentum super Phisica Aristotelis , couvert de velours cramoisi, gamy de
déux fermaus d^argent dorè.
i 12. Josephus de hello Judaico, couvert de velours rouge, gami d!un fermaut d'ar-
gent dorè.
113. C. Julii Caesaris belli Gallia{sìc), couvert de velours cramoisi, gami de quatre
fermaus de loton dx>rè.
1 14. Declamaciones Platonis, couvert de drap d'or, sans fermaus.
115. Epistole Cypriani, couvert de velours violet, gamy de troys femtaus d'ar-
gent dorè.
4
— XXTI —
1 16. £piÌhoma JusUniy couvert de velours vioìet^ gami de quatte fermaus de fo-
fondere.
1 1 7. QuoTumdam vite per Ikmatum AcHorolum, couvert de velours violet^ gamy de
deux fermaus d*argent dorè.
1 18. Vincencii hystorialis prima pars, couvert de cuyr rouge , gamy de fermaus de
loton.
I ig. Vincencii historialis liber quartus^gamy de deux fermaus d'argent dorè.
1 20. Ciceronis ^pistole familiares, couvert de cuyr veri, à fermaus de loton.
121. Ars vetus Ciceronis et alta, couvert de velours rouge, à fermaus de loton.
122. Omelie Jo. Crisostomi in euvangelium secundum Matheum, couvert de cuyr
tanné à fermaus.
123. Bemigius super Maffècum, couvert de cuyr tenne ^ gami de deux fermaux
d'argent
124. Beda super Lucam, couvert de cuyr vert, gamy de deux fermaus de loton.
125. Beda super Parabolas Salomonis^ couvert de cuyr noir, gami de fermaus de
loton.
126. Beda super Apocaìipsim^ couvert de cuyr rouge, à fermaus de loton,
127. Prima Efhi. Aristotelis^ couvert de cuyr vert, gamy , à fermaus de loton, Jagon
de coquille.
128. Metaphisica Aristotelis et alia gus opera, couvert de cuyr tenné^ à fermeau
de loton.
1 29. Strabonis prima pars, couvert de cuyr vert, gamy de fermaus de loton.
1 30. Strabonis secunda pars, couvert de cuyr vert, gamy de fermaus de loton. •
131. Strabonis de situ orbis, couvert de velours rouge, à fermaus de loton.
132. Laurencii Vallensis, de notulis Badensis, couvert de cuyr noir, à fermaus de
loton.
1 33. Laurencii Valensis Thucididis, couvert de cuir violet, à femiaus de loton.
1 34. JDialectica Laurencii Vaila, couvert de cuyr violet, à fermaus de loton.
135-137. Troys volumes non reliesf et imparfaictsf.
135. Cirillus (sic erat in capite : preste à Mons. de Lodève).
J A. DE CASTIGJfOLLES.
— XXVII —
I libri comprati da Luigi XII furono subito incorporati nella
collezione Reale : ma quelli che acquistò il Cardinale d* Amboise,
e che formarono la sua libreria di Gaillon \ non pervennero alla
Biblioteca Nazionale, che nel XVIII secolo, dopo che fecero parte
del Cabinet du Roi, al Louvre '.
Oggidì la Biblioteca Nazionale di Parigi possiede più di 300
manoscritti , tra quelli conquistati da Carlo VIII, e quelli com-
prati dal Cardinale d' Amboise '.
* Se ne fisi pure menzione nel citato Itinerario del Cardinale d'Aragona (Ar-
chivio Storico Napoletano, Anno I, p. no).
* I Be di Francia, da Carlo Y a Luigi XII, ebbero al Louvre, nella Torre della
Libreria, quelle poche centinaja di volumi, che bastavano alle ristrette loro esigenze.
Ma da Francesco I a Luigi XIY, crescendo a dismisura coi progressi della stampa,
e per doni e successivi acquisti, la Biblioteca del Be, come si continuò a chiamarla,
passando da Blois a Fontainebleu, e poi entro Parigi stessa dal quartiere dell'Uni-
versità alla via Yivienne , si trasformava da dipendenza domestica dell' antica mo-
narchia feudale in una istituzione per uso dei dotti e del pubblico (Bathery,^o^ice
Historigue sur Vanderù Cabinet du Boi et la Bibliotì^ègue Impériak du Louvre. —
A p. 1013-1014 del BulUtin du Bibliqphile. Paris 1858, in 8"").
' Un catalogo sommario di essi manoscritti fu pubblicato dal Delisle nell'opera
citata (To. I, eh. YI) ; e qui lo riportiamo, traducendone i titoli dal francese:
Mss. Qwa
22. Salterio.
35. I libri Sapienziali.
49. Oli Evangeli.
102. Atti degli Apostoli.
563. S. Gregorio Nastianzeno.
1122. S. CHovanni Damasceno.
— xxvm —
1 388. Prontuario del Diritto di Costantino.
1759. Diogene Laerzio.
2465. Trattato di Michele Pseìlo sulle matematiche^
2795. Sofocle ed Euripide.
2809. Euripide.
2865. Epigrammi e trattati di grammatica.
2902. Esopo, Aristofane ed Euripide.
2983. Trattati di rettorica.
2999. Demostene.
Mss. Latini
372. Note sull'Antico Testamento.
495. Commentario di S. Tommaso sopra Isaia.
574. Esposùfione di Andrea sopra Isaia.
606. Esposùfione di S. Tommaso sopra Jdbu
667. Commentarii sulle Epistole di S. Paolo.
674. Commentario diS. Tommaso sull'Epistola di 8.
Paolo ai Romani.
771. Salterio.
1468. Trattato sullo Scisma.
16 59. Lettere di S. Cipriano.
1664. Lattanzio.
1 703. S. Basilio.
1 767. Sermoni di S. Ambrogio.
1795. Uomini illustri, di S. Girolamo.
2082. S. Agostino contro Fausto.
2231. Morali di S. Gregorio. Tre volumi.
2338, Pronostici di CHuliano.
2347. Commentarii di Beda sulle Parabole di Salomone
e sul Cantico dei Cantici.
2368. Esposizione di Beda sulV Apocalisse.
2379. Trattato della Fede di Giovanni Damascefno.
%
— XXIX —
254^. Sentente di Ugo di S. Vittore.
3063. Questioni di Giovanni Scoto sul secondo libro delle
Sentenee.
3 147. Quodliheta di Giovanni Scoio.
3305. (A) Sermoni sui Santi.
3362. Lettera di Bahbi Samuel.
3432. Compefkdio di Teologia.
3453. Dialogo sull'inferno di Agostino da Lecce.
* 36 1^. Trattato di Michele de Striverio sulla vita eico--
stumi degli uomini.
3923. Beperiorio di Giovanni Calderino.
3990. (C) Apparato Slnnocenzio IV sulle Decretali. .
3998. Apparato del Cardinale d' Ostia sulle Decretali.
. 4027. Commentario di Enrico Bohic sulle Decretali.- Tre
volumi.
4038. Commentario sulle Decretali.
4083. Giovanni Andrea sul Sesto.
4144. Inventario del Diritto Canonico di Berengario^ ve-
scovo di Béeiers.
4147. Beper torio di Giovanni Calderino.
4185. Formolario degli atti della Corte di Boma.
4234 e 4256. Specchio di Guglielmo Durante. Due esemplari.
4260. Addizioni di Giovanni Andrea allo Specchio di
Guglielmo Durante.
4276. (A) Questioni di Diritto Bomanoper Oldrado.
4277. (B) G. Mattelleti eulogium.
4427, 4429 e 4436. IsUiuzioni di Giustiniano. Tre esemplari.
4442. Apparato sulle Istituzioni.
4460 e 4467. Digesto antico. Due esemplari.
447 1 , 4472, 4473, 4476 e 4477. Inforjsiato. Cinque esemplari.
4489. Lezioni di Guido de Suzaria."
4492. Addizioni di Dino de Muxello al Digesto.
4493, 4495, 4496, 4498 e 4499. Nove volumi di Bartolo.
45^7 e 4SH* Lesioni di Diritto Romano.
4522,452464525. Codice di Crimtiniano. Tre esemplari.
4545. Trattati giuridici di Odofredo e di Boffìredo.
4546. Lezioni di Giovanni^ detto Aquila di sottilità^
pra il Codice.
4548. Apparato di Bartolo.
4557 ® 45 5^- Questioni di Diritto Bomano.
4563. Compendio del Codice di Giustiniano.
4569. (A) Compendio di Diritto Bomano.
457 1 . 4572 e 4573. Trattati di Pietro Giacomo d'Aurillac.
4590. Diversi trattati di Diritto.
4593. Trattato sulV ufficio dei notai.
4604. Il Curiale.
4625. Costituzioni di Sic&ia.
4675. Leggi e costumi d'Inghilterra.
4798. Strabene.
4§02. Tolomeo.
4833. PomjTonio Jlf(sZa.
4868. Cronica d^ Eusebio.
4927. Opera J« Matteo Palmerio sui tempi.
4956. Giustino.
508 1 . j^foria di Eusebio.
5088. Cassiodoro.
5620. (^ì; F>to df ^. Giovanni da Capistrano.
5631. Leggenda Aurea.
5689. Diodoro Siculo.
5700. Istoria di Troja ^i Guido deUe Colonne.
5770. Coffimen/arn dt Cesare.
5779. C7omm«nforn di Cesare.
5823. JZomtiZeon.
5827. Fife d' «omini cefe&ri di Francesco Filelfo.
5831. Plutarco.
5832. Plutarco.
5846. Valerio Massimo.
5865. Commentario su Valerio Massimo.
5895. Storia di Firenze di Leonardo Aretino.
5012. (A) Fatti di Alfonso I d'Aragona di Bartolomeo
m
Facio.
6069 (A) e 6069. (CJ Diogene Laerzio. Due esemplari.
6074. Senofonte.
6120. Ammiano Marcellino.
6137. Vita di Fabio Massimo.
6 161. Origine dei Lombardi.
6292. Categorie di Aristotile.
6295. Giovanni Argiropulo, sugli Analitici.
6306 e 6309. Etica di Aristotile. Due esemplari.
63 IO. Morale Economica e Politica di Aristotile.
6320 e 6324. Fisica di Aristotile. Due esemplari.
6344, 6352 e 6354. Cicerone^ degli Ufficii.
^359- Commentario sugli Ufficii di Cicerone.
6363, Commentarti su Cicerone, Orazio, Ovidio, etc.
6366. Cicerone^ Sogno di Scipione, etc.
6400. (D) Commentarii di Boezio ìsopra Aristotile.
6407. Nicola Trevetti sul libro della Consolazione di
Boezio.
6430. Logica di Chsglielmo Ocham.
6433, 6433 (A) e 6433. (B) Logica di Paolo da Venezia.
6447. Questioni di Apollinare da Cremona.
6456. Commentarii di S. Tommaso sulV Etica.
G472. Bosaio dei vizii e delle virtù.
6475. Del Beggimento dei principi di Egidio Bomano. .
65 1 1 . Trattati di Alberto Magno sul cielo e il mondo.
65 19. Alberto Magno, sugli animali.
652 1. Alberto Magno, sugli uccelli e i quadrupedi.
6522. Alberto Magno, sull'uomo.
6523. Alberto Magno, sul sonno, etc.
— XXXII —
6525. Commentarti di 8. Tommaso sapra Aristotile.
6527. Alberto di Sassonia^ sulla Fisica di Aristotile.
6528. JBurley, sulla Fisica di Aristotile.
6530 e 6531. Paolo da Venezia^ sulla Fisica di Aristotile^ etc.
6539. Commentario sul Trattato del cielo e del mondo.
6547 e 6548. Commentario sulle meteore^ di Aristotile.
6583. Trattato di Aristotile sulle meteore.
66 1 8. Cicerone, delF Amicizia,
6637. Boezio, sopra Porfirio e Aristotile.
6657. Logica di Pietro Ispano.
6658. Logica di Paolo Veneto.
6668. Trattato dei termini naturali.
6670. Trattato di Dialettica.
6738. (A) Trattati filosofici di 8. Tommaso.
6788. Libri di Aristotile, sugli animali.
6793. distessi.
6804. 8toria naturale di Plinio.
6848. Ugo da 8iena, stigli Aforismi d'Ippocrate.
6849 ® 6850. Giacomo da Forlì, sugli Aforismi d'Ippocrate.
6860. Marsilio, sui prognostici d'Ippocrate.
687 1 . Diversi trattati di medicina.
6883. Dieta d' Isaac.
6894 e 6896. Trattato di medicina di Giovanni figlio di 8€ra'
pione.
6908. Commentario di 8illano deNigris, sopra AJmanzor.
6920, 692 1 e 6922. Canone di Avicenna.
6938. Commentario sopra AvicentM,.
6941. Pratica di Giovanni da Parma.
6947, Johannis Mesuae grabadin libro secundo.
6959. Glossario medico di 8imone da Genova.
6984 e 6987. Trattati di medicina di Nicola da Firenze,
6990. Consigli medici di Antonio Cermosoné.
7010. Antidotario.
— xxxm —
7020. Trattato di falconeria di Moamim.
7135. Chirurgia di maestro Pietro di Largilata.
7 161. Trattato d'Akhimia.
7245. Frontino.
7269 e 7271. Tavole astronomiche di Giovanni JBianchino.
7316 (A), 7343 e 7348. Trattati di astronomia e di astrologia.
751 1. Frisdano.
7522. Grammatica di Corradino da Pontremulo.
7524. Lùremo Valla^ delle elegante.
7532. Crrammatica.
7538. Diomede.
7549. Compendio di Fri^ciano.
7623 e 7625. Dizionario di Ugazio. Due esemplari.
^6'J6. mimologie d' Isidoro.
7689. Sinonimi di Bartolomeo Fado.
• 7729. Istituzioni di Quintiliano.
7782. Discorsi di Cicerone.
7804. Declamazioni di Quintiliano.
7810. Opere di Francesco Filelfo.
7838. Declamazioni di Quintiliano.
7840. Raccolta di panegirici.
7922. Terenzio.
7952» 7953 e 7955- F«r^«7w>.
7980. Orazio.
7993 ® 8000. Ovidio.
80 1 5 e 80 1 6. Metamorfosi d* Ovidio.
8047.. P(9C5Ìè dt PrtiiZenjert'o.
8078. Commentoru c?i Domizio Calderino sopra Giove-
nale.
8Ì25. LaSforziade.
8152 e 8155. Dottrinale di Alessandro de Villadei.
8263 e 8264. Tragedie di Seneca.
8373* Poesie di Mattia Canalis.
5
— xxxnr —
8374. La Tarantina di Fusco Paracleto Carnetano.
8509. Favole di Esùpo.
8528. Lettere di Cicerone.
8533. Lettere di Cicerone. Due volumi.
8555. Commentarii sulle lettere di Seneca.
8557. Lettere di Plinio.
8579. Lettere del Panormita.
8612. Lettere di Cicerone.
8620. Lettere di Plinio.
8690, 8691, 8692 e 8693. Trattati di Lorenzo Valla.
8694. Laurentius Vallensis, de notulis Baudensis.
12946. Apologia di Platone^ per il Cardinale Bessarione.
1 2947. Apologia di Platone,per il veneziano Andrea Con-
trario.
1 7 1 50. Fatti di Alfonso d^ Aragona di Bartolomeo Fado.
1 7584. Storia di Eusebio. »
1 7842. Questioni naturali di Seneca.
18524. Bosaio di grammatica.
Mss. Itàliàki.
4. Parte della Bibbia.
82. Omelie di s. Giovan Crisostomo.
84. Compendio dt Solino.
85. Pentateuco.
87. Città di Dio.
88. Dialoghi di S. Gregorio.
96. Leggenda Aurea.
100. Vita di GesH Cristo.
395. Fatti di Carlomagno.
408. Ordinanze di Pietro d'Aragona.
414. Effemeridi del Duca di Calabria.
434. // Milione di Marco Polo.
— XXXV —
438* Libro dell' Aquila.
439. Cansolasfione di Boeaio.
447. Segreto dei Segreti di Aristotile.
457. mmediiper cavalli e falconi.
484. Decamerone.
49 1 . Storia di Onerino da Durajszo.
552. Commentario sui Trionfi del Petrarca.
580 e 583. La Teseide.
592. Metamorfosi di Ovidio.
616. Panegirico di Plinio, tradotto da Lippo Brandolino.
906. Consolajsione di Boe/sio.
91 7. Segreto dei Segreti di Aristotile.
928, 939 e 940. Eimedii per cavalli e falconi.
IO 16. Trionfi del Petrarca.
Mss. Spagnuoli
46. Bibbia.
55. Trattato dei vieii e delle virtù.
58. Doveri dei principi.
70, 71 e 72. Vite di Plutarco.
205. Breviario d' amore.
246. Questioni teologiche.
V
y
Altri avanzi della Biblioteca Aragonese si trovano a Lou-
viers \ nella Biblioteca Imperiale di Vienna *, e sparsi altrove, in
pubbliche e private collezioni '•
Dei manoscritti Aragonesi, che rimangono tuttora in Napoli,
i più sono nella Biblioteca Nazionale , e furono quasi tutti del
^ Il Delisle cita tre codici Aragonesi ivi esistenti, secondo M/ Baraisson; e sono i
Commentarii di S. Tommaso sul primo e sul secondo libro delle Sentenze, e soll'E-
yangelo di S. Matteo. Crede pare dovervi aggiungere nn codice, indicato da M/
Bréaaté {Catalogne de la Bibliothèque de la ville de Louviers, p. 369), che contiene
i quattro libri delle Sentenze di Pietro Lombardo.
* I codici Aragonesi, che si conservano in quella biblioteca, sono le Orazioni di
Cicerone, di cui s'è parlato innanzi, i Commentom di Cesare (Y. il Catalogo diEndli-
cher,pp. 7 e 33, citato dal Delisle), un S. Ambrogio con le armi d'Aragona (Y. Denis,
Codices mss. theologici bibl. palat Vindobon.1, i, 627, n. CCI), il codice di Strabone
del Cardinale d'Aragona, di sopra ricordato.
^ Nella collezione di M.' Bourdin , esposta a Bouen nel 1 86 1 , son tre volumi
delle opere di S. Tommaso.
Un manoscritto delle Quaestiones di S. Tommaso fa parte della collezione di
Lord Ashburnham (N. 88 dell'Appendice). Quattro volumi dei Commentarii di Gio-
vanni Scoto, sui quattro libri delle Sentenze, appartennero all'antica Biblioteca del
Collegio di Clermont. Nella collezione di John Cochran, venduta nel 1829, oravi un
Trattato italiano di Falconeria, ed in quella del Libri, venduta nel 1859, la tradu-
zione di Onosandro, fatta da Nicola da Negroponte, mss. Aragonesi l'uno e l'altro ,
secondo c'informa il Delisle. Il quale nelle Additions et Corrections alla sua opera, ci
dà conto di altri mss. Aragonesi, quali sono lo Svetonio della Biblioteca di Berlino, e il
Filelfo di quella di Torino, che abbiamo ricordati innanzi, parlando dei copisti e dei
miniatori; un Quintiliano ed altri codici dell'Università di Yalenza,dove si conser-
vano i mss. appartenuti a Ferdinando Duca di Calabria, figlio di Federico III d'Ara-
gona ( Y. Archives dea missions scienti fiques et littéraires, 3® sèrie, voi. Y).
— zxxvn —
Monastero di Monteoliveto * , al quale si vuole che- Alfonso II
avesse donati molti dei suoi libri *. — Finora nella: suddetta biblio-
teca non se n' è potuto con sicurezza discernere più di dodici '.
' Y. Fornari Vito , Notizia della Biblioteca Nazionale di Napoli (Belazìone al
Ministro della Pubblica Istruziose, fatta per V Esposizione Universale di Vienna del
1872, 2* ediz.). Napoli, Detken, 1874, in 8% p. 7.
* V. Troyli D. Placido, Storia generale del Bearne di Napoli (Napoli, 1 752, in
8®, To. IV, par. IV, p. 240). — Sarnelli Pompeo , Nuova Ouida de' forestieri e del-
l'Istoria di Nojpoli (Napoli, 1772, in 12°, p. 280). — Giustiniani Lorenzo, Memorie
della Beai Biblioteca Borbonica di Napoli (Napoli, 181 8, in 8^ p. 41).
' Ai già descritti, che sono i codici latini di S, Tommaso^ di S. Cipriano, di Co^
lumella^ di Celso , e i codici italiani della Vita di 8. Giovanni Battista e delle ^i^-
tenjse di Plutarco, bisogna aggiungere i seguenti:
Bibbia latina, in due volumi in folio, membran. (segn. VI, A. 20-21), di carat-
tere del sec. X oXI, detta, per lunga tradizione, Alfonsina, Ci è il bollo delia Bi-
blioteca di Monteoliveto. Di essa si fa parola nell* Appendice prima alla citata 226*
Iasióne del Fornari.
Mamotrecius in Bibliam frairis Marchisini. Codice membran. in 4® a 2 coL
del sec. XIII (segn. XV, E. 36) col bollo della Biblioteca Olivetana.
S. Gregorii Homiliae. Codice membran. in 12^, a 2 col., del sec. XIII (segn.
XV. F. 83), col bollo della Biblioteca Olivetana. Questi ultimi due codici li possede-
va il Minieri Biccio, che notò il secondo nel Catalogo dei mss, della sua biblioteca
(Napoli, 1868-69, inff^, V. tomo III, p. 37).
Begis Alfonsi Begestum iusticie primum anni MJ* cccc.Lviij. Codice cartaceo
in fol. del se^. XV (segn. XIV, A. 24).
Il Montfaucon lo vide nella Biblioteca degli Olivetani di Napoli, e cosi lo nota
nel tomo I, p. 230 della sua Bibliotheca Bibìiothecarum , etc: Begistrum Al-
phonsi Begis, ubi nomina pròpe modum innumera nobilium ac
civium illius aevi Neapolitanorum.
Libro della disciplina dei cavalli, di Antonello Scilla, Codice cartaceo in foL
del sec. XV (segn. VIII, D. 69).
— mvra —
j
Altri due son presso privati possessori \
È una raccolta di disegni, rappresentanti freni da cavalli, con un proemio, che
comincia: Alla Sacra Begale Maestà del sapientissimo Principe
Don Ferrando Aragonio Inaictissimo Be Italico etc. Prohemio de
Antonello Scilla Siculo della ueterrima città de Siacha odian-
do: mastro de stalla et creato et minimo mancipio del prefato et
optimo Signore: in lo libro della disciplina delli canalli et con
quali freni se habiano ciascuno a moderare etc — (Y. Miola, L^scrit^
iure in volgare^ etc., nel lycpugnatore. Voi. XIV, par. I, pp. 392-393).
Finalmente un codice membranaceo in 4° del secolo XV, di bella scrittura
(segn. XIV. D. 20), che ha il seguente titolo in rubrica: e Qua seguitano tutti
li ariiculi et ordinatione dell'ordine del Toson d*oro: del quale lo
primo fundatore fu lo Serenissimo Principe Philippo ducha de Bor-
gogna: Li quali articuli Johannes Tintoris doctissimo et clarissimo
musico per mandato de la Sacra Begia Maiesta ha traducti de lin-
gua de borgogna in lingua italiana.
^ Uno è il Libro d' Ore 0 UffUio, posseduto dal Principe di Torcila, e già di-
nanzi indicato : un altro appartiene al eh. Comm. Luigi Volpicella ed ò un codice
membran. in 8° a 2 coL del sec. XIII. In fine di esso si legge: Ezpliciunt Epi-
stole beati Bernardi clareuallis abbatis. Amen, etc
Oltre il bollo che ò nella prima faccia, nell* ultima ò scritto: Iste liber etc.
est Monasterii Sancte Marie de Monte Oliveto de Neapoli.
PARTE SECONDA
SOMMARIO
•
U ms. delle Eflfemeridi del Duca di Calabria — Suo passaggio da Blois a Fontaine-
bleaa -~- Enrico II gli dà nuova e splendida legatura — Il ms. delle Effeme*
ridi nella Biblioteca Nazionale di Parigi —Come è notato nei cataloghi di essa
biblioteca dal XYII al XIX secolo — Descrizione del detto ms. — e della sua
legatura — Chi fu il legatore del ms.— -Le legature del genere detto Orolier —
Cenno sull' arte della legatura in Francia.
Fra i manoscritti che Carlo Vili portò via da Napoli, e che
si conservano nella Biblioteca Nazionale di Parigi, trovasi il vo-
lume, intitolato: Ephemeridi de le cose fatte per el Duca
di Calabria. Esse furono scritte da un Joampiero Leostello da
Volterra, di cui diremo a suo luogo. Qui riferiamo quanto ci è
riuscito raccogliere intorno alle vicende del suo volume.
Scritto , come vedremo , per ordine del Duca di Calabria ,
quando costui divenne Re col nome di Alfonso II , e poi gli fu
tolto il regno da Carlo Vili, quel libro facea parte della Biblioteca
Reale, e venne, con gli altri, nelle mani del conquistatore ; indi in
^
— XL —
possesso della regina Anna di Brettagna. — Alla morte di costei
rimase a Blois ; e benché air Inventario delle sue robe , citato
nella prima parte di questa Introduzione, manchi il notamento
dei libri, pure abbiam potuto ritrovare un documento certo sul
passaggio delle Effemeridi da una in altra biblioteca , nel XVI
secolo.
Un inventario dei libri inviati da Blois a Fontainebleau nel
1 534 (i 544) \ che è la minuta dei bibliotecarii del XVI secolo, per
discarico di loro responsabilità, è stato sfogliato pagina a pagina,
e vi si è trovato al verso della carta 7 1 la seguente indicazione :
1669 ung autre Livre en papier a la main Intit.
Ephemeride de le cose fatte per il duce de Calabria.
Couvert de parchemyn.
Né andarono le Effemeridi a mischiarsi nella Biblioteca di
Carlo d'Angouléme*, che pure possedeva abbastanza di libri ita-
liani: esse rimasero presso il Re di Francia; e i successori di
Carlo Vili imitarono la sua condotta nel custodire gelosamente
quel manoscritto nella Biblioteca di Blois fmo al 1 544.
Gli estratti del giornale del Cardinale d'Aragona non ne par-
lano ; ma probabilmente non fu mostrato a quel principe un do-
cumento d'un carattere tanto intimo, sul quale avrebbe forse po-
^ Inyentaìre des Liyres Envoyés de Blois à Fontainebleau en
1 534 (i 544)* — Quest'inventario si conserva ora nel Gabinetto dei mss. della Bi-
blioteca Nazionale, Fonds Francata, 12999.
' Ne abbiamo invano cercata notizia nell'articolo di M/ Ed.Senemaud,£aJ5«-
bJiothèque de Charles d^ Orléans, comte d'AngouJéme, pubblicata nel BuUetin de la
Società Archéòlogique et Historigue de la Charente (Angouléme 1862, in S"").
— xu —
tuto far valere legitime pretese. — A ogni modo, il documento,
poco innanzi citato, ci assicura che nel 1 544 il manoscritto era a
Blois, e che in queir anno stesso fu trasportato a Fontainebleau,
dove il Re Francesco I aveva riuniti, agli acquisti suoi propri, i
libri raccolti a Blois dai suoi predecessori ^
Enrico II fece rivestire il manoscritto con la legatura che
tuttora si osserva, e che attesta la magnificenza di quel sovrano.
Alla morte di Enrico II il libro restò nella collezione reale. *
Le ricerche che abbiam fatte fra le opere pubblicate intorno a
Diana di Poitiers ed a Caterina de Medici % ci han convinti a
questo riguardo. Si può dunque affermare , che durante tutto il
secolo XVI rimase quel libro nella biblioteca dei successori del
re Enrico.
Nel secolo XVII si mette V ordine nella Biblioteca del Re.
Rigault, custode di quella biblioteca, compie nel 1622 un primo
catalogo dei manoscritti in essa contenuti, lasciando però da parte
un gran numero di volumi : cosicché nel 1 645 due illustri eruditi,
^ Nel Ca^Iogo della Biblioteca di Francesco I a Blois del 151 8, pabblicato se-
condo il manoscritto della Biblioteca Imperiale di Vienna (fondo del Principe Euge-
nio: E. CLXX, n.^ 2548) daM.' Michelant, Conservatore dei mss. nella Bibl. Naz.
di Parigi (Paris, 1863, 48 pag. in 8*^), abbiamo invano cercato le Effemeridi. M/ Mi-
chelant non 8* è occapato che dei manoscritti francesi.
* Per Diana di Poitiers abbiamo consultate le Letires inédites de Diane dePoi^
tìers, pubblicate da G. Guifirey (Paris, Benouard, 1866, in 8^) ed il Catalogue dea
manuscrits trauvés après le décès de M^ la princesse de Valentinois ( Diana di Poi-
tiers) dans san chdieau royal d'Anet {l?BiÌB,Qtsxiiomn, 1744, in 12®). — Per Cate-
rina de Medici, la Nota sopra la sua biblioteca, pubblicata da Le Bouz de Lincy
{BulleHn du Bibliophile, 13* série,.Paris 1858, pp. 916-941 ).
6
— XUI —
i fratelli Dupuy, rividero ed accrebbero quel catalogo \ in cui ve-
diamo le Effemeridi comparire per la seconda volta, col titolo che
segue:
1222. Ephemeridi delle cose fatte per il duca di
Calabria cap.""" generale della Lega contra Venitianì
ab an.® 1484 ad ann, 1491 per Joan. Piero Leostello
C. XIL
Nel detto catalogo, riguardato a giusto titolo come il più an-
tico tra quelli che ha la Biblioteca Nazionale di Parigi, le Effe-
meridi ebbero, come ho notato, il numero 1 222, che perderono nel
1730, quando il nuovo redattore del catalogo lo indicò a questo
modo:
9976. Ephemeridi delle cose fatte per il duca di
Calabria capitano generale della Lega contra Vene-
tiani 1484,
par Joan Piero les Stello.
* Livres mss. de Thist. d'Italie in f.^ med.'.
' Nel Catalogo del 1682 Clément lo aveva segnato cosi:
1222. 9976. Ephemeridi delle cose fatte per il duca
di Calabria capitano generale della lega contra Ve-
netiani 1484,
per Joan piero Leostello.
* Cataìogus htbliothecae regiae.par les frères Dupuy, to. I. (Bibl. Naz. di Parigi,
ms. lai., n.^ 10366). È a notare che i Dupuy non danno alcuna indicazione di prove-
nienza.
« Pag. 1 02 7 del Catalogne general des Manuscrits de la Bibliothèque Nationale
de 1729 et 1 730 (ms. Catalògues, n.^ 35, in fol.).
— xim —
Al recto della pag. 691: Li vres deThist. d'Italie ms.
in f/ med.\ #
«
Nel Catalogne desAuteurs, che rimonta ai primi anni del
XIX secolo , ed è cosi chiamato, perchè i manoscritti posseduti
dalla Biblioteca vi sono segnati dopo i nomi degli autori, trovia-
mo nel tomo 18, a pag. 175 :
Joampiero Leostello:
Ephemeridi delle cose fatte per il duca di Ca-
labria
9976'.
Finalmente in un catalogo metodico dei manoscritti, compi-
lato nel XVIII secolo, e tenuto al corrente del XIX \ troviamo al
tomo 1 2 (Histoire d Italie), sotto la suddivisione Venise, la seguente
menzione :
Ephemeridi delle cose fatte per il duca di Cala-
bria capitano generale della lega contra Veneziani.
1484. par Jo. Piet. Leostello
9976.
Una nota del redattore del catalogo, aggiunge:
Ce manuscrit a appartenu à Henri IL
Nel XIX secolo il professore Antonio Marsand, incaricato
^ Catàlogue general des tnanuscrits de la BtblioiMque du Boi de 1682 (ms.).
' Qaesto catalogo manoscritto, che comprende i mas. francesi ed in lìngue mo-
derne, ò a disposizione del pubblico nella sala da stadio dello scompartimento dei
manoscritti. Qaivi neppure ci sono indicazioni di proyenienza.
' Il detto catalogo è manoscritto, e messo parimente a disposizione del pubblico.
li
— XUY —
dai Governo francese di catalogare i manoscritti italiani delle bi-
blioteche di Parigi, cosi notò nel suo catalogo * le Effemeridi, al-
l'articolo 260:
Memorie di quanto accadde nel tempo che il Duca
di Calabria dirigeva le operazioni della sacra Lega.
Cartaceo in foglio, caratteri corsivi, di pagine
600, secolo XVI, nella sua legatura originale, dì
buona conservazione.
Indicazioni che, insieme colle altre che seguono, contengono
gravissimi errori, sui quali non vogliamo intrattenerci, perchè ri-
sulteranno evidenti da ciò che diremo in appresso.
Il eh. Bartolomeo Capasso fece notare T importanza di que-
sto manoscritto nelle sue Fonti della Storta delle Provincie Na-
politane*; ma non ne ebbe conoscenza, se non per le inesatte no-
tizie datene dal Marsand.
Dopo il Marsand una nuova classificazione della Biblioteca
separò in diversi fondi ì manoscritti , secondo le diverse lingue ;
ed allora le Effemeridi ebbero il numero 414 del Fonds Italien;
sotto il qual numero presentemente si conservano '.
^ I manoscritti italiani della BegiaBiiliotecaParigina^deacritti e illustrati dal
Dott. Antonio Marsand etc. ( Parigi, dalla Stamperia Beale, 1835, in 4^ Voi. ì,
P- 273).
* V. Archivio Storico per le Province Napoletane (Anno li, 1877, p. 32).
' A fin di rinrenire altre notizie del manoscritto delle Effemeridi, abbiamo fatto
ricercare, ma senza alcun frutto, nelle seguenti opere:
Comptes de Déjpense de la construciion du chdteaudeGaillon.publiés éCaprès les
registres manascrits du Cardinal d' Amboise.par A. Deville (Paris, Imprimerie Na-
% '•?
^
— XLV —
Il manoscritto delle Effemeridi è cartaceo in folio, alto 31
centimetri, e largo 21, ed ha carte numerate 295, scritte in carat-
tere corsivo del secolo XV, di forma trascurata, e pieno delle so-
lite abbreviature del tempo. Sembra della stessa mano di chi com-
pose il libro; se non che in certi luoghi è più grande e tondo, e
rivela una mano diversa '.
Nella faccia interna della legatura si legge questa nota ma-
noscritta del XVI secolo :
Italien
Papier Journal des faicts du Due de Calabre.
tìonale, 1850 , in 4^). Ivi ci è finanche un conto Mtsepour les Livres. Ci son pare
molte notizie sugli operai italiani , condotti da Carlo Vili in Francia.
Noiice sur la Biblioihèqw de Catherine de Medieis^avec des extraits de Vlnven-
taire de eette bibliothèque^ par le Baux de Lincy {BuUetin du Bibìiùphile^ 1 3^ sèrie.
Paris, Techener, 1858, in 8*, pp. 916-941).
L'inventario manoscritto si conserva alla Bibl. Naz. di Parigi.
Études sur la Beliure des livres et sur les colìections de quelques Hbliaphiles
célèhres^ par MS Brunet (Bordeaux, Oounouihou , 1 866, in 8^ di pag. 54).
Inventaires analytiques des Arehives Communales SArnboise^ 142 1 - 1 ^^^^suivi
de documents inédits, r elati fs à Thistoire de la ville, par Vabbé C. Chevalier (Tours,
1874, in 8**).
Essais historiques sur la ville d' Amboise et son Chdteau, par MS E. Cartier
(Poitiers, 1842, in 8% di pag. 83).
^ Ecco i luoghi dove il carattere muta format
Da car. 92 r. a 96 r.
» » 97 r. a 102 v.
» > 105 y. a 109 r.
» » Il I V. a 1^2 r.
» » 132 V. a 140 r.
» » 141 r. a 150 T.
— XLVI —
E al di sotto la cifra a stampa: Ital. 414.
Dopo la legatura son cinque carte bianche , di cui la quarta
ha quest' altra nota, anche di carattere del XVI secolo :
Tabula historie III versus hostium
ad terram
ytalian liber viij.
Al recto della prima carta numerata è scritto nel rhargine su-
periore e nell* inferiore : Ephem e ridi de le cose fatte per
il duca di Calabria, in diverso carattere ed inchiostro, ma
Tuno e l'altro del secolo XV: quello di sotto sembra più recen-
te. Il detto titolo fu certamente dato al libro , quando ancora si
trovava in Napoli.
Nella stessa pagina vedesi il numero del catalogo Dùpuy
1222 , il bollo della Biblioteca Reale di Parigi, e l'altro nume-
ro 9976.
Nell'ultima pagina (car. 295 verso), in fine dell'opera, si legge:
TsXoc xaip£
Poi di nuovo il bollo della Biblioteca, ed in ultimo a lettere maiu-
scole :
ALIA IN S."^ L."^ VIDE.
Sono aggiunte sei carte bianche, forate in qualche punto, co-
me le altre cinque che stanno innanzi. Esse hanno salvata la
parte scritta del volume, che è perfettamente intatta, grazie altresì
alla splendida legatura, di cui occorre parlare di proposito.
L' inventario del 1544, che abbiamo innanzi- citato, dice che
le Effemeridi sono legate in pergamena (en parchemyn). Dovea
]
— XLTH —
probabilmente esser quella la legatura originale, con la quale il
manoscritto fu portato da Napoli. Di fatti , la più parte dei libri
della Biblioteca Aragonese son legati in pergamena \
I molti traslocamenti del manoscritto, dal 1495 in poi aveano
forse imposto un mutamento di legatura, che fu eseguito sotto il
regno di Enrico II, dal legatore di quel sovrano, detto Le Faul-
cheur. Questa nuova legatura è pur essa una prova del conto in
che era tenuto il manoscritto, non essendosi ripetuto un simile
favore per alcun altro dei codici Aragonesi.
Stefano Roffet, detto Le Faulcheur, il cui nome ci è rivelato
da un estratto di conto pubblicato nel 1855 da M. de Laborde ',
^ Che diremo dell* imperdonabile inesattezza delMarsand, che chiama legatura
originale quella che ha ora il manoscritto?
' De La bordo , La Renaissance des Aris à la Cour de France, Études sur le
XVr siede, Additions au tome premier (Peintnre). Paris, Potier, 1855, p. 925:
Bolle des parties quo le Boy ordonne estre paiées par le mai-
atre de sa chambre aax deniers.
A maistre Claude Chappuys, libraire du dict seigneur la somme
de six yingtz dix liyres dix sols tournois pour son remborsement
de semblable somme qu'il a desboursée des ses deniers a ung li-
braire de Paris nommé le Faucheux pour avoir de Tordonnance
et commendement du dictseigneur rabillé, relié etdoré plusieurs
livres de sa librairie en la forme et manière d* ung évangelier ja
relié et dorè par icelluy Le Faucheux, escript de lettres d'or et
d'ancre.
(Archives de l'Empire, L. 96 1 , n."^ 1 05). II documento sottoscritto dal Be manca
di data, che vien fissata dal Laborde al 1 538.
L' Evangeliario, di cui è parola nel suddetto documento, ci fa sapere il Delisle
che ancora esiste nella Bibl. Naz. di Parigi, rivestito della legatura, fatta dal Le
Faulcheur: porta il n.^ 257 del Fonds Latin.
i," .-v-'-^-k » .^r^^'^ >\ .
XLVllI —
lavorava per Francesco I ed Enrico II ^ Le Faulcheur, e non Le
Faucheux, era cosi soprannominato, perchè nella marca della
sua libreria eravi una falce (/ae^teJ.Egli dimorava presso il ponte
S. Michele, all'insegna della Rosa*. A lui dunque dobbiamo la
mirabile legatura, di cui il fac-simile ci ritrae le squisite perfe-
zioni.
Si guardi a quei delicati intrecci di marrocchino giallo, che
staccano sul marrocchino nero avolio, i cui contrasti erano fatti
viemeglio risaltare dalle pietre che ornavano un tempo i quat-
tro lati della covertura. Son pure da ammirare le incisioni sui
tagli dorati, che doveano spiccare anche più, prima che fossero
tolti al volume i suoi fermagli di argento dorato. Quelle armi poi
artisticamente poggiate su d' un piano di marrocchino nero , la
cui severità è temperata dall'oro; quelle D e quelle H intreccia-
te; quei turcassi e quei crescenti collocati l'uno a ridosso dell'ai-
tro, tutto mostra il gusto sopraffino del legatore. Tutti gli spe-
dienti della sua arte, italiana d'origine, e portata in Francia dal
Grolier, mise in opera il legatore di Enrico II, adattandole al gu-
sto francese.
Le legature alla Grolier, che rappresentano tutta quell'arte
in Francia al secolo XVI, hanno, dice il Le Roux de Lincy, sva-
riati ornamenti j sempre di gusto assai puro e delicato, che abbel-
liscono le due facce esterne del volume.
' V. Quigard Joann., Armorial du Bibliophile, nel QiovnRÌe Le Bibliophilc
Frafi{ais (Paris 1868-1873, to. I, p. 263).
* Delisle, Cabinet des Manuscfits, to. I» p. 182.
•>*
— xux —
Quanta finezza ed arte nella maniera di aggiustare e intrec-
ciare quei molteplici compartimenti, o d'oro e nero, o verde, nero
e oro su fondo bruno ; ma più spesso a ornamenti s variatissimi
in oro su fondo verde. Tutti quei compartimenti e disegni si con-
fondono graziosamente Tuno con l'altro, senza^mai discordare \
Le legature sono di marrocchino o vitello, di color fulvo o
bruno, e le pelli furono si bene compresse, che bisogna guardarle
da vicino per riconoscere la differenza dei due generi di esse. Il
dosso, quasi sempre senza ornati, è a cinque o sette nervi, o cuci-
ture: la busta, che covre tutta la legatura, è quasi sempre di fina
pergamena: in principio e in fine del volume trovansi da quattro
a sei carte di guardia, la terza delle quali è in pergamena: il corpo
del libro non manca di solidità '.
Intorno alla questione se Grolier fece venire d' Italia i lega-
tori che per lui lavorarono, ovvero se ne trovò a Parigi di tanto
abili da eseguire le numerose legature, che fece fare negli ultimi
trent'anni di sua vita, passati in quella città, il Le Roiix de Lin-
cy ^ sostiene che quelle legature furono fatte a Parigi. Egli dice
che, dopo la spedizione di Carlo Vili in Napoli, molti abili artisti
ed operai italiani furono condotti in Francia da quel sovrano, co-
me risulta dal Conto pubblicato negli Archives de t Art Francai^ *;
m
* Le Eoux de Lincy, JRecherches sur Jean Grolier, sur sa vie et sa bibliotkèque
(Paris, Potier, 1 866, in 8^ pp. 82-83).
* Ivi, a pp. 81-82. Una legatura del genere Grolier oggidì raggiungerebbe,
nelle pubbliche rendite in Francia, il prezzo di 20000 franchi in circa.
' JRecherches etc, p. 99.
^ To. I, Documenis, p. 94.
— L —
dove si trovano nominati architetti, pittori, miniatori, orefici,
stuccatori, lègnajuoli, sarti, ricamatori, e per fino giardinieri : di le^
gatori non è parola; ma vennero probabilmente anch'essi. Se non
che, guardando alle magnifiche legature in marrocchino e vitello,
fatte in Francia -per Francesco I ed Enrico II , e per Diana di
Poitiers , ne trae per conseguenza che Grolier non fu , come si è
sempre detto, il rigeneratore dell'arte del legare in Francia. Cita
ancora ad esempio parecchie belle e note legature fatte in Fran-
cia, in tempi anteriori al Grolier, cioè nel XV , nel XIV e fin nel
XIII secolo. Nel XVI poi, afferma che v'erano abili legatori in
Francia; ma egh non può negare che il Grolier dal 1530 al 1565
avesse mandati a legare in Italia i suoi libri. Esempio di certo
seguito dai Re di Francia \
Noi ricorderemo che già, alla fine del XV secolo, erano fa-
mose le legature che fregiavano le edizioni Aldine; legature dette
officinale^ ^ perchè lavorate nell'officina stessa di Aldo Manuzio.
Il carteggio di costui \ ci fornisce a tal proposito non poche no-
tizie.
' Op. cit., p. 104.
' Aldo Manuzio, Letìres et documents, 1493-1515* Armand Baschet collexit et
adnotavit Venetììs, ex aed. Antonellianis, 1867, in 8^.
PARTE TERZA
SOMMARIO
Come comincia il ms. delle Effemeridi — Chi ne fa T autore — Stranezze di forme,
e verismo in esse predominante — Furono scritte per ordine del Daca di Cala-
bria — Altra opera del LeosteUo sulla vita di esso Duca — Stile e lingua delle
Effemeridi — Se furono o no continuate — Si espone sommariamente il conte-
nuto del libro — Guerra contro i reneziani — Usanze e vocaboli militari — Co-
me erano composti gli eserciti — Face concbiusa — Entrata del Duca di Cala-
bria in Napoli — Gli è affidato il governo del Begno — Congiura dei baroni —
Guerra in Abruzzo, nello Stato Bomano ed in Fuglia — Morte di Antonello Pe-
truoci e del conte di Sarno — Morte della Duchessa di Calabria — Ambasceria
del Duca di Milano — Malattia del Duca di Calabria — Viaggio dello stesso in
Fuglia — Importanza delle Effemeridi — Qualità del Duca di Calabria — Cura
dei suoi nelle infermità—Suoi modi familiari — Feste alle quali interveniva — Sue
pratiche religiose — Sua attività — Amore per la lettura e pei libri — Codici
avuti da Firenze — Esercizii cavallereschi — Equitazione — Caccia — Giostre —
Giuochi — Musica — Farse — Jacopo Sannazaro — Gusto del Duca Alfonso
neir edificare — Fa venire da Firenze Giuliano da Majano — Data certa della
costai morte — Maestro Antonio Fiorentino — I giardini e le stanze di Castel
Capuano — La Duchesca — La Maddalena — Santa Caterina a Formelle —
Poggio Beale — Il Palazzo Como.
Nella prima carta (recto) del manoscritto delle Effemeridi,
dopo il titolo, si legge una lista dei giorni, nei quali bisogna guar-
darsi dal cominciar guerra olite o rissa, o dal mettersi in viaggio.
— UI —
È fatta da chi scrisse queste effemeridi, prò Illustrissimo
Domino meo, cioè per il Duca di Calabria, che molto se ne
giova. Nella carta seguente, col titolo: Versi facti in laude
del Illustrissimo Signor Du-ca di Calabria, leggonsi 22
distici latini, opera, probabilmente, dello stesso scrittore delle
Effemeridi,
A carte 3 (recto) si dà principio al giornale a questo modo:
Registro doue saranno collocati tucti progressi
del Illustrissimo et Excellentissimo Signor Duca de
Calabria Capitano generale de la Sanctissima et Se-
renissima Liga: da poi se partio da Cremona cum
tucta sua casa per uscire in campo et offendere li
venetiani et loro subditi inimici expressi de la pre-
fata liga et excomunicati et maledicti dal sommo
Pontifice Papa Sisto per loro demeriti. Die xxij de
Maggio M. ecce. Lxxxiiij. Cominciato perJoampiero
Leostello volterrano exercitij causa.
Di qui dunque sappiamo chi fosse colui al quale era stato
commesso di notare giorno per giorno i fatti del Principe Ara-
gonese. Di questo Giovan Piero Leostello da Volterra nuli' altro ci
è riuscito di sapere, se non che in un codice della Biblioteca Lau-
renziana', contenente un Historia de calamitate Volalerrana
AntonuHyvani*, vi è una lettera di costui al Leostello, del 1473.
' V. Bandini, Catalogus Btbl Mediceae Laur. (II, 853, Cod. XXVIII).
* Antonio Ivano da Sarzana, fa Cancelliere della Bepubblica di Volterra nel
1466 (V. Muratori, Script Ber, Itaì., Voi. XXIII, p. i).
— un —
Anche il Mehus , nella prefazione alla Vita di Ambrogio Camal-
dolese, cita una lettera dell' Ivano al Leostello, esistente in un co-
dice Magliabechiano \ e ne riporta un passo, in cui si domandano
notizie intorno a certi libri a stampa.
Ora accenneremo a quanto l'esame del presente manoscritto
ci apprende intorno al suo autore.
Uomo affatto ordinario costui ci si rivela , sebbene intinto
d' una certa superficiale cultura di cui si piace far mostra , mi-
schiando in ogni frase, coi vocaboli dell'uso volgare un suo stra-
no latino, con aria cosi ingenuamente comica, da destare una viva
ilarità in chi legge. Lascio stare le stranezze ortografiche e le
storpiature , specialmente nei nomi propri di luoghi o di perso-
ne ; alterazioni, del resto, che bisogna lasciare cosi come stanno ;
perchè tutto serve a qualche cosa nelle indagini storiche, le quali
debbono aver di mira non il bello, ma il vero *. E il vero, anzi il
più schietto verismo, predomina in queste Effemeridi, ove è no-
tato fin quando l'Illustrissimo Signor Duca di Calabria prese
' Ambrosii Traversarii etc. Latinae Epistolae (Florentiae 1759, in fol. To-
mo I, p. LV).
Il codice è segn. Class. Vili, Nam. X. La lettera è la XXXII.
' Giusta r espresso principio, il testo delle Effemeridi sarà pabblicato cosi come
si legge neir originale, e solo correggendo quegli errori che sono effetto di distra-
zione e non d'ignoranza, come la ripetizione di qualche parola, la mancanza di qual-
che altra, e yia dicendo. In quanto alla punteggiatura, non potendosi adattare la
moderna ad uno stile composto di frasi senza nesso e senza ordine, è stato pur ne-
cessario seguire quella del codice, che consìste, secondo il sistema antico, in punti e
due punti. Si sono però aggiustati, per quanto s' è potuto, i detti segui in modo più
ragioneTole.
— ur-
la medicina de manna per purgarse; quando ebbe certe
scorse de ventre et se governò molto diligentemente
in cibo et potu , e quando voluit accipere quoddam cri-
stere prò valetudine sua conservanda.
Certo , quelle che oggidì chiamiamo indiscrezioni dei rq^or-
ters, non arrivano mai fino a tanto. Né si potrebbe d* altra parte
. dar dell' indiscreto al buon Leostello, che ci ripete più volte esser
egli tenuto per il suo ufficio a scrivere il giornale.
Lo ufficio mio è solo tenere a mente le jornate
come ho comandamento.
Basta in questo (trattato) pon ere le jornate et fare
quanto me è stato ordinato.
A tal fine seguiva dovunque la persona del Duca; e sebbene
ci dica una volta a 24 d'Agosto 1484: Continuerò le jornate
facte per lo 111."* Sig. Duca de Calabria secondo me
sarà referito per non essermece trovato presentiali-
ter : altre volte poi ci fa intendere che dei fatti che narra, fu te-
stimone oculare.
Una volta dice, che il Duca lectulum ingressus est bo-
ra iiij prius visis quibusdam scriptis de suis rebus
gestis aufugiendi ocij gratia.
E questi scritti doveano essere certamente le Effemeridi, a
meno che non si voglia pensare a un'altra opera, che il Leostello
ci fa sapere di aver cominciata sulla vita del Duca di Calabria.
Non delibero in ciò distenderme più perchè già
ho cominciato tractare sua vita ampiamente et in
quello tractato sarà più condecente narrare ogni
— LV —
cosa. Et perchè in altreopere nostre tractamo la vita
sua ampiamente non me distendo più in ciò per non
tediare li lectori*.
Come poi gli si offre il destro di ricordare al suo signore i
servigi prestati ed il premio che ne aspetta, eccolo, a proposito di
un vescovato che il Duca fece dare al suo cappellano , uscire in
queste parole :
Et certe molto se trovava de bona voluntà inpo-
nere innanzi tucti soi servitori. Et ipse in eo nume-
ro sum et dico uno quoque die: expectans expectavi
etc. Vivat Dominatio sua illustrissima etomnia ser-
vitoribus succedent ad votum.
Qualche volta non è privo il suo stile di una quasi inconscia
schiettezza ed evidenza, in ispecie nelle descrizioni; onde più ri-
salta il contrapposto dei gonfi latinismi che lo intramezzano. Co-
me ancora, accanto a frasi e vocaboli, che ci fan ricordare i tempi
migliori della lingua toscana, s' incontrano idiotismi e forme lin-
guistiche ancora vive nei dialetti del Napoletano; e di più, è a
notare una strana maniera di adoperar certe voci in significati
diversi da quelli in uso.
Ma basti dello scrittore, e veniamo subito a parlare del suo
hbco. Esso comincia, come s è visto, ai 22 Maggio 1484, e finisce
^ Forse qaesta vita non fa terminata; perchè in tal caso non avrebbe mancata
il Leostello di dedicarla al Duca di Calabria; e si sarebbe trovata nella costai bi-
blioteca, dove avrebbe subita la stessa sorte delle Effemeridi. Potè anche essere di-
stratta al tempo dell* invasione di Carlo Vili. Certo non pare che alcuno Tabbia ci-
tata mai; né se ne fa menzione in nessun* opera bibliografica.
— LVI —
ai 6 Febbraio 149 1. Se il giornale sia stato continuato dopo que-
st' ultima data, non si può dire con certezza; perchè, sebbene lo
lascino supporre le parole che leggonsi in fine del volume, cioè
ALIA IN S.^ l/ vide,
interpretando le due iniziali S ed L per Secundo Libro; pure po-
trebbe anche intendersi che ivi voglia dire: in suo loco, cioè nel
libro in cui Leostello scriveva più diffusamente i fatti del Duca
di Calabria.
Dal primo giorno in che cominciano le Effemeridi fino ai 6
di Agosto assistiamo alle mosse dell' esercito della Lega, condotto
dal Duca di Calabria contro quello dei Veneziani, comandato da
Roberto Sanseverino.
Son piccoli fatti di guerra, avvisaglie, scaramucce, movi-
menti di campo , e non altro. Le tregue sono frequenti, ed allora
è uno scambio fra i due eserciti, di visite, d'inviti e cavalleresche
affabilità senza fine. Ci si apprendono varie usanze di guerra, vo-
caboli attinenti all' arte militare ed alle armi da fuoco; e poi s'in-
contrano a ogni tratto i segni di quell' estrema mancanza di
compattezza e disciplina, di cui davano prova quelle schiere rac-
cogliticce di saccomanni, galluppi, stratioti, ed altri consimili, che
formavano in gran parte gli eserciti a quei di. A domarne le in-
subordinazioni, era quasi sempre necessario che il Duca di Cala-
bria intervenisse di persona, come quando ai 2 d'Agosto 1484
fu una tempesta cum grandine grossissima et in
quello tempo li saccomanni del campo per lo ban-
no (Il bando che nullo presumesse dannificare li Ve-
netiani in alcuna cosa) haveano unanimes deliberato
\
— LVII —
sacheggiare la piazza et lo fecero. Lo 111."** S.' Duca
de subito fu a cavallo con li fanti de la guardia sua
non riguardando né ad grandine né ad vento: corse
a la piaza percotendo quello rebuctando quello al-
tro: le lance volavano: li saccomanni viso Duce se
posero in fuga come stornelli, et così fu remediato
quella sera: chi perdette suo damno.
A' 7 Agosto 1484 fu conchiusa la pace con la Repubblica
di Venezia, e poco dopo cominciarono gli eserciti della Lega a se-
pararsi , avviandosi ognuno per la sua via. Il Duca di Calabria
coi suoi, dopo essere entrato trionfalmente a Milano, a Bologna,
a Firenze, a Roma, giunse finalmente in Napoli, dove fece il suo
ingresso ai 3 di Novembre: e qui cedo -la parola al suo cronista.
Partito da Adversa audita missa cum tanti Si-
gnori et jentili homini che pareano una nubile gran-
dissima arrivò a Sancto Juliano fuora de Napoli uno
mezzo miglio: dove scavalcò et li se fermò fino che
furerio bore circa xviiii: perchè entrò in Napoli
cum puncti de Astrologia et li concorse tutta Napoli
(cosa mirabile a dire) pizoli et grandi. Mutato ca-
vallo et vestimenti cavalcò et intrò in Napoli: dove
era tanta multitudine de gente piene le strade tecti
et astrici de le case et fenestre che non se crederia
mai lo romore grande ce era de campane bombarbe
et de pizoli che gridavano: Duca Duca. •
Tucta la Città andava ad remore per allegreza
de sua venuta Passò per tutti li Seggi de Na-
8
— Lvin —
poli li quali trovò parati de nobilissime donzelle che
danzavano et pieni de jentili honaini che faceano fe-
sta de sua venuta. Li se fermava con tanta humanità
tochando la mano a tucti: quod est mirabile dictu:
et da ogni homo li era basato pede et mano.
Cosi continuando, si aggiunge, che dal Re li fu data pie-
na potestà et autorità de tutto lo reame et che reve-
desse tucto et assectasse quello come meglio li pa-
resse che confidava in lo mirabile ingegno de sua
IH."* Signoria: di cui appresso è detto, che acconciò mo-
nasterii de religiosi et quelli che non erano obser-
vanti li ridusse in observantia Cause che era-
no durate xxv anni et più expedio cum justicia et
celerità le cose inique de la Corte redusse eque.
Assectò tucti li officii del Reame et per sua 111."* S.*
furono facte nove constitutioni.
Lasciamo il resto per non dilungarci di troppo : riporteremo
solo quest' ultima notizia :
In quello tempo furono cominciate le mura nove
de Napoli et augumentata la ciptà: et designate et
sollìcitate cum miro ordine et summa soiiicitudine
dal predicto 111.'' S.' Duca. Et lo principio de diete
mura fu a lo Carmine ecclesia de boni religiosi in
dieta ciptà. Et per lo prefato signore fu ordinato che
sancto Joanni ad carbonara Sancto Pietro ad Ara
Sancto Martino Sancto Benedecto fussero tutti in-
clusi in dieta ciptà: che in primis erano da fora.
— ux —
Dopo essersi trattenuto in Napoli fino ai 23 di Maggio del
1485, parte il Duca di Calabria alla volta degli Abruzzi, e percoi^
re quelle provincie, provvedendo al buon ordine loro, fino ai 24
Luglio dello stesso anno.
Ai 19 di quel mese già se parlava de certa rebellione
del Signor Principe de Salerno del Signor Principe
de Altamura del Signor Principe de Bisigiiano et del
Duca de Venosa et del gran Siniscalco che non ren-
devano più obbedientia al Signor Re.
Ai 25 Luglio rientrò in Napoli. Eodem die non dormi-
vit immo fece molte faccende eo maxime q^uod publi-
ce ferebatur che li prefati baroni se la intendevano
cum Papa Innocentio.
E cosi più volte accennano queste Effemeridi ai fatti della
Congiura dei baroni , e come il Duca di Calabria se ne stesse
preoccupato a cagione di quella; non senza però alternare con
giostre, cacce e conviti, i gravi affari di stato.
Ai 21 Settembre del suddetto anno parte di nuovo il Duca
per gli Abruzzi, a fin di ricuperare quei regi castelli.
Al I® d'Ottobre vennero lettere dal Signor Re quod
omnino li Baroni de lo Reame se reconciliavano con
sua maestà et che seguiria pace. Di fatti, ai 4 d'Ottobre
arrivò nova de la conclusa pace fra lo S.'^Re et li
Baroni de lo reame.
Intanto il Duca di Calabria sottomette quelle terre di Abruz-
zo che s' erano ribellate, passa i confini del Regno, e porta la
guerra fin presso a Roma. Ma ai 21 Agosto del i486 fa la pace
— LX —
col Papa, mentre già in Napoli, come nota Leostello al margine
del suo giornale, die xj augusti lo S.' Re volle conclu-
dere lo parentato con lo Conte de Sarno solo per re-
ducerli in castello et eo die resto presone con lo Se-
cretario et T altri.
Fatta la pace col Papa, di accordo con lui il Duca di Cala-
bria insegue Roberto Sanseverino fin oltre ai confini toscani ; e
passando per Borgo S. Sepolcro, lo Magnifico Laurentio de
Medici partito da la sua inclita ciptà andò a visitare
sua Sig/IU.* et insieme con quella assectò molte co-
se: et certe lo prefato 111/ Sig.* fu molto accarezato
da ipso. Et in lo dicto burgo se cacciò una canzona
la quale comincia:
Lassatelo andare etc.
Et fu facta per la partita del sopradicto S.' Ro-
berto.
Ai 1 2 Settembre disperde il Duca di Calabria a Castel Bolo-
gnese la gente di Roberto Sanseverino , il quale è costretto a ri-
fugiarsi negli Stati di Venezia. Il Duca intanto parte da Castel
Bolognese, e passando per Cesena, Rimini, Pesaro, Loreto, torna
in Abruzzo.
Dai 4 Ottobre ai 27 Dicembre percorre con l'esercito Abruz-
zo, Puglia e Principato di Salerno. Prima di arrivare in Puglia,
li baroni ribelli che intendevano sci progressi sta-
vano tutti tremebundi.
Presso r Ofanto si unisce con V esercito del Principe di Ca-
pua, suo figliuolo, et furono squatre in tucto lxxv et
— LXI —
tucta bella gente: et li baroni stavano pertusati co-
me volpi in la cava per timore.
A Cirighola s' incontra col Re, che assiste ad una mostra di
tutto r esercito. I baroni uno ad uno si sottomettono, fra i quali
il Principe di Salerno, che voleva venire omnino a basare
la mano al Signore, ai 26 di Novembre venne et lo Signo-
re cavalcò et lo andò a scontrare: trasio in campo et
ne fu facta gran festa perchè per la venuta sua la
guerra hebbe fine.
Poi è narrato come il detto Principe non volle cedere il ca-
stello di Salerno, ove s' era rinchiuso , chiedendo nuovi patti , i
quali finalmente gli furono accordati. Ciò fu ai 23 Dicembre. A-
gli 1 1 dello stesso mese, si legge in una noticina marginale: fu
scartato lo conte de Carinola et tagliato la testa al
conte de Policastro suo frate al Mercato.
Ai 27 Dicembre entrò il Duca di Calabria in Napoli.
Veniano innanzi a sua IH.* Sig.'* tucti li baroni
et signori ribelli: et ce era uno Negro chiamato Mal-
fusso che andava innanzi a li baroni a pede con una
scopa scopando tucta la via per burla. Ita fereba-
tur: et certo fu pigliato tale acto per male augurio
per li dicti Signori.
Poco dopo leggiamo che il Duca di Calabria, per alchuni
mesi se riposò in Napoli de continuo però in fac-
cende, et lo Signor Re havea rimesso in'ipso ogni
cosa: et ogni lunedi et ogni venerdì teneva consiglio
et dava audentia generale in castello novo 0 vero a
— ixn —
la Incoronata: mancando quelli jorni suplìva li altri
di de la septimana.
Da Napoli si recava continuamente a Pozzuoli e nei dintorni ,
a cacciare insieme col Re e coi signori di corte; né trascurava gli
affari di stato: semper unoquoque die erat in negocijs
apud regiam Maiestatem.
In data dei 9 Maggio 1487 si legge che, lo Signor Re
stava a casal de principe et cosi lo Signor Duca ce
andava ogni di a casale de principe al Signor Re. Et
li se expedivano le faccende: et demorò là fino a li
tredeci del dicto. Et a li xi fu tagliato la testa al
Conte de Sarno et al Secretario del Signor Re in ma-
ne a x hore 0 circa intro lo castello novo. Fu facto
lo tavolato in lo largo de la ciptadella ubifuit ma-
gnus gentium concursus et fuit magnum expectacu-
lum. Et eo die furono facte loro le exequie et portati
lo Secretario a Sancto Domenico lo Conte a sancto
Angustino. Requiescant.
Al i^ Ottobre di quell'anno lo prefato Signore deliberò
andare al Celento per vedere quelle terre de la ma-
rina et provederle, et cosi lo di seguente partio.
Ritornò in Napoli ai 24 dello stesso mese etponeainor-
dine la cavalcata per Puglia per provedere a tucte
quelle terre de marina.
Al i^ Dicembre si mise in viaggio, e fatto un giro nelle Pu-
glie, torna in Napoli ai 9 Febbrajo 1488.
Accenneremo a qualche altro fra i più notabili fatti di cui è
..«a.
- *
— Lxm —
parola nelle Effemeridi, riassumendo a larghi tratti tutto il con-
tenuto di esso- ^
Ai 1 9 d' Agosto mori la Duchessa di Calabria, ed ai 2 1 se
portò a la Nunctiata a sopterrare con gran pianto et
fvrono vestuti nigri in quantità che era una cosa
impossibile ad vederli et lo Signor Duca ann/ò ap-
presso al corpo molto malcontento.
Ai 2 1 Settembre vennero ambasciatori da Milano a d e x -
ponere la imbasciata del Signor Duca de Milano co-
me quello Signore dimandava la 111/ Duchessa de
Milano filia 111."* Domini Ducis.
Ai 1 2 Dicembre entrarono in Napoli i signori lombardi che
venivano per la Duchessa di Milano, ed il loro ingresso, le feste,
le cavalcate, le giostre, i conviti, e finalmente ai 30 Dicembre la
partenza della detta Duchessa , tutto è minutamente narrato dal
nostro cronista. .
Ai 3 di Gennaio 1489 parte il Duca per Calabria, e ne visita
ad una ad una le terre.
Dura il suo viaggio fino ai 21 di Aprile; ai 22 rientra in Na-
poli. La dimora in questa città era sempre interrotta da^gite in
luoghi vicini, 0 per andarvi a caccia, 0 a vedere cavalli, 0 a visi-
tare fortezze.
I conviti poi erano frequentissimi, ai quali intervenivano
il Re, la Regina, e i Principi Reali, gli Ambasciatori e varii
signori.
Dal i"* Agosto 1489 comincia il Duca di Calabria a soffrire
febbri periodiche, che lo tormentano per più di tre mesi, senza
— LXIV —
impedirgli di passare le sue giornate, come era solito, tra gli af-
fari e gli svaghi.
Ai 14 d'Ottobre va a Somma ad una Masseria della Regina,
per mutare aria, e vi si trattiene fino ai 22: poi va a Nola, e ri-
torna in Napoli il 30. Non mai perfettamente ristabilito, muove
spesso da Napoli pei vicini paesi, e nell'Aprile del 1490 si giova
delle acque dei Bagnoli: indi si reca a Capua. Nel Maggio è nuo-
vamente in Napoli, dove il giorno 5 furon fatte leexequieper
la successa morte del Signor Re de Ungaria.
Il 21 Maggio parti il Duca per Abruzzo, ma non andò più in
là di Arnone, e tornò ai 7 Giugno in Napoli.
Dai 26 Novembre son notate le giornate d'un viaggio in Pu-
glia, che dura fino ai 21 Gennajo del seguente anno; e quasi nul-
r altro troviamo ricordato, in questo tempo, che le grandi cacce
cui ogni giorno pigliavano parte il Re ed i principi. Ritornato in
Napoli il Duca ai 32 Gennajo, ebbe ai 28 dello stesso molte
bone nove de Ungaria che lo Re de Romani era stato
rocto da lo Re de Ungaria et fugato: et de.Francia
et de Milano molte bone nove.
Ai 3 di Febbraio vennero nove de Milano come la
Duchessa figliola del prefato 111.^ Sig.' Duca havea
figliato et facto figlio masculo. Fureno facte lumi-
narie et festa grande.
Due giorni dopo finiscono queste Effemeridi, la cui impor-
tanza sta tutta, come a noi pare, in certi minuti particolari che
vi s'incontrano della vita intima e di famigha dei principi Ara-
gonesi, specialmente del Duca Alfonso, quali altrove si cerche-
— LXV —
rebbero invano. Tanti piccoli fatti, che ci si presentano qua e là
sminuzzati sotto la monotona forma del giornale, e sembrano la
più parte inutilità da non tenersene conto ; son pure nel loro
complesso una viva dipintura dei gusti e delle abitudini del Duca
di Calabria , delle usanze e cerimoniali di quella corte : e se il
protagonista delle Effemeridi apparisce affatto immune dai vizii
che gli son rimproverati da alcuni storici ' , e anzi adorno delle
contrarie virtù ; lasciamo agli altri giudicare quanta parte di lode
è da attribuire all' adulazione, e quanta di biasimo allo spirito
di parte. Noi non facciamo altro se non esporre quel che trovia-
mo notato.
Del Duca di Calabria si è visto dai passi riferiti innanzi
quanta parte egli avesse nel governo del regno, che il Re suo pa-
dre ayeagli quasi in tutto affidato. Anch€ il fratello D. Federico
troviamo di continuo occupato con lui a terminare speditamente
faccende di stato ; e fra essi , come fra tutti di loro famiglia , ve-
diamo regnare il più perfetto accordo ed una grande affezione.il
Duca, come ci fa sapere il suo cronista, scribebat unoquo-
que die ad regem: et mai sua IH.* Sig.*** facea alcuna
cosa senza sua consulta benché pizola fusse: et tale
virtù regnò semper in sua 111."* Sig.'** lì che ripete pure
in altri luoghi. Altrove è detto che il Duca cavalcò in Castel lo
' Basterà per tntti citare i Diurnali di Giacomo Gallo , pubblicati la prima
volta dal eh. Gay. .Scipione Yolpicella (Napoli 1846, in 8^), dove a pag. 2 1 è notato:
Nel medesimo giorno 4 detto venne la nova a Napoli come la
Maestà dì Alfonso 2^ jera morto d'infermità a Messina, et si pò
dire essere morto lo Dio della Carne.
y
— LXVI —
perchè lo SignorRe volea pigliare medicina et sua
*
lU/Sig.'** ce la volea dare suis manibus propriis.
Ed in vero, quando si trattava d'infermità o di parenti o di fa-
miliari, s'impegnava per la loro guarigione con una premura
insolita, e senza risparmiar cure né spese. Cosi in data dei io
Agosto 1490 è narrato come quello jorno hebbé nova
che lo Cardinale de Foes parente della Signora Re-
gina era indisposto in Roma. Illico deliberò la nocte
venente mandare a visitarlo: et cosi ce mandò uno
suo camerere uno jentile homo suo cortesano nomi-
ne Colantonio Brancazo uno suo cuoco etlospetiale
cum due carriaggi de ogni generatione de medicina
cum uno suo medico nomine Messer Chimento ho-
mo doctissimo cum ordinatione che dovessero sem-
per intervenire al governo de dicto Cardinale.
Ai 26 Giugno 1489 si legge: et eo die fu assaltato da
certa febbre Messer Antonio Galatheo de Lecci me-
dico doctissimo et subtilissimo. Illico sua 111.* Sig."*
ordinò li fusse parata la camera in casa de sua Si-
gnoria et governato come sua persona in omnibus et
per omnia.
Anche i nemici usava trattare con modi si fatti; e ne diede
un saggio quando una volta stavano al suo accampamento dui
proveditori venetiani de li quali volendose partire
uno cascò et lo cavallo adossoli in modo se guastò
una gamma. Lo 111.^ Signore manibus propriis lo pi-
gliò et con l'altri lo fece condurre a suo lecto adi-
— ixvn -— .
bitis suis medicis. Demorò li una nocte et lo altro
JQrno fino a xviii bore et discessit. Fu accarezato
et non li fece manchare cosa nulla lo dictolll." Si-
gnor Duca: fu governo come se fusse stata la sua
persona propria.
Trattava poi con tutti familiarmente: cosi leggiamo che la
sera prima di accomiatare i suoi curiali, che tenea sempre dat-
torno, era uso cenare insieme con essi. Una volta in Castel nuovo
jocò con alcuni mercanti: un'altra volta si legge che fu
convitato da uno mercante; e un'altra che fu con la Si-
gnora Regina al batismo del suo cavallaritio.
Non v'era poi festa di nozze o di battesimo in case signorili
cui non intervenisse il Duca di Calabria, quasi sempre in com-
pagnia della Regina, e qualche volta anche del Re.
Di feste religiose , cui soleva intervenire la Reale famiglia,
ne troviamo parecchie ricordate. .
Die secundo junri (1488) lo Signor Duca fece al
Signor Re un bello convito et a la Signora Reina al
Poggio reale et fu lo di cJieSua Maestà sole an-
dare a Sancta Maria Armellina locho dove lo Signor
Re Alfonso havea posto lo campo: et lo jorno pre-
m
dicto prese Napoli et ad commemoratione de ciò lo
prefato Signor Re quello di ogni anno ce sole an-
dare a pede con gente de arme et fanti: et in quella
ecclesia aude missa cantata.
La festa del Corpus Domini è cosi descritta:
Die decimo octavo Junii (1489) cavalcò (il Duca) in
^ *
— trmi —
»
castello novo et trovò che lo Signor Re volea venire
alo Episcopato per accompagnare Corpus Domini et
venne cum sua Maiestate et ibi audiro la Missa can-
tata et ea finita partio la processione cum suo or-
dine. Lo Signor He cum li imbasciatori deVenetia
de Milano de Fiorentini et aliis legatis preselo pa-
lio et lo portò fino a lo Seggio et li lo prese lo 111.^
Signor Duca cum quelli de lo Seggio secundummo-
rem eorum: et lo prefato Signor Re montò a cavallo
et andò ad expectare a Sancta Chiara et lo prefato
111."^ Signore lo portò vicino a Sancta Chiara et tro-
vò lo Signor Re che era venuto ad scontrarlo et lo
riprese et lo portò fino in la Ecclesia et ibi finita
missa lo prefato Signor Re a cavallo venne appresso
lo Corpus Domini fino ad Piscopio: lo Signor Duca
lo portao de continuo etreposto in dieta ecclesia lo
Signor Re in castello novo se andò a riposare.
In due altri luoghi si parla della festa e del miracolo di San
Gennaro-
Spesso le Effemeridi ci danno notizia di quanto si riferisce
alle pratiche religiose del Duca di Calabria. Citeremo qualche
tratto :
Ogni di audiva sua missa et non se trova che
mai la lassasse.
Faciva dare ogni mactina alo castello elemosine
a quanti poveri ce andavano pane et vino.
Lo venardi facea venire xii poveri vergognosi
\
\
— LXK
in una sua habitatìone et dato loro Tacqua a le mani
fa ce a donare loro uno carlino per uno. El sabato era
ordinario suo jeiunio benché tre di della settimana
et più de continuo mangiava una volta et non più.
È lodato di sobrietà non solo nel cibo, ma anche nel riposo.
Quand'era al campo troviamo notato: loSignore se andòa
riposare sopra unaseggia che sempre dorme vestito
et sua dominatio unquam ocio marcebat. E di continuo
ci ripete il nostro scrittore che sua 111.* Sig."* mai perdeva
una bora di tempo: semper vigilabat.
È notato altresì che de continuo facea leggere in sua
camera da li soi camereri dicti antiqui et boni et più
volte dicea che se non che dubitava non se mormo-
rasse haria facto leggere in sua tavola quando man-
giava cose sancte. Et per intendere quelle spesse volte
andava a mangiare con li monaci di Santo Severino
et de Sancto Benedicto de Monteoliveto.
In quest' ultimo monastero si recava con tanta frequenza
che ci aveà sue camere, dove una volta ci si dice che dette udienza
all'Ambasciatore di Milano.
Del suo amore pei libri abbiamo qui diverse prove. Nel Mag-
gio del 1490, trovandosi in S. Germano, cavalcò a l' Abadia de
Montecasino et là udia sua missa et vide la libraria
et per spatium bore lesse alchuni libri.
In altro luogo si legge che in suam habitationem vidit
quosdam librosut moris sui erat per evitare lo ocio
quod est vivi hominis sepultura.
Finalmente al i*" Dicembre 1489 è detto che sua Sig'** se
ne venne in castello capuano et visis non nullis
codicibus suis qui venerant Florentia cenavit etc. Il
giorno appresso propter pluviam que ilio die fuitdemo-
ratus est domi per totum diem videns suos codices.
La notizia di questi manoscritti venuti da Firenze, dove cer-
tamente furono fatti per uso del Duca di Calabria, forse con la
mediazione di Lorenzo il Magnifico, dà nuovi elementi alla sto-
ria della famosa biblioteca Aragonese.
Ed a proposito di libri, riferirò ciò che è detto di taluni che
si conservavano all'Incoronata. Si narra dei danni arrecati in Na-
poli da una tempesta , ai 26 Settembre 1488 , e fra T altro si nota :
et la ecclesia de la Incoronata impleo in modo che
non ve se potea intrare. La acqua dava fino alla co-
lia de lo altare: tucti li libri de quella ecclesia fece
andare natando che erano de valore de ducati ccc et
più che con gran fatica se racconcioro.
Alle occupazioni cJbUo spirito accoppiava il Duca gli esercizii
del corpo; e a questo modo educava la gente di sua corte. De
continuo facea cavalcare suoi paggi et quelli facea
dare a lo studio de le lettere come amatore de quelle.
Tenea loro lo mastro de schermire: et in exercitio
bono et comendabile sempre se trovavano tucti de
soa casa.
Egli poi non v' era quasi giorno che non cavalcasse e non
vedesse correre i suoi cavalli , che in gran numero avea , e ne do-
nava non pochi alla sua gente ed ai signori che lo avvicinavano.
{
— LXXI
Avea sue cavallerizze a Caserta ed a Marcianise , ed un' altra ne
fece edificare in Napoli a S. Giovanni a Carbonara presso le
mura. La caccia era ancora un'occupazione prediletta per quei
principi , e già se n' è fatto innanzi qualche cenno. Aggiungere-
mo qui i nomi dei siti di caccia, che più frequentemente sono ri-
cordati nelle Effemeridi. Per la caccia al cignale troviamo nomi-
nati Arnone, EboU, Pianura, Marianella, Giugliano ; per la cac-
cia al cervo. Quarto; per quella a volpi ed a lepri, Foggia e Ce-
rignola; Pianura per la caccia alle quaglie; Cuma, Pozzuoli,
Monte di Procida, per varie altre cacce. In viaggio poi e dovun-.
que poteano troviamo che il Re e il Duca faceano volare i falco-
ni. Il Re più di ogni altro della sua casa era continuamente oc-
cupato in ogni genere di caccia. Ci è ricordo della sua canatteria,
che aveva a Tripergole; come del Duca spesso è detto che andava
a vedere la sua conigliera nella masseria ai Verini.
Di giostre ed altri giuochi e sollazzi sovente vien fatta men-
zione. Le giostre si faceano ordinariamente nei fossati di Castel
Nuovo, 0 di Castel Capuano, fra i cortigiani del Re, del Duca di
Calabria, di D. Federico suo fratello.
Ai 4 d'Ottobre 1489 fu tenuta giostra Reale all'Incoronata.
Il Duca ch'era ancora infermo stecte vicino ad una fine-
stra et vide tucta la giostra che durò fino ad bore
xxiiij: che certo fu molto attillata et bene ordinata.
Giostratori ce fureno circiter cinquanta. Lo primo
fu lo Marchese di Hirace nepote del Signor Re che
ruppe quattro lance et buctò lo cavallo in terra: et per
essere de xiij anni se portò tanto extrenuamente che
— I.TXÌI —
tucti quelli imbasciatori cioè del Signor Re de Fran-
eia de Castiglia de Venetiani de Milano et Fioren-
tini et altri ne restoro spantati — De poi seguirò li
altri giostratori Lo ultimo fu lo IlL"" Principe de
Capua lo quale entrò molto attillato con uno ca-
vallo tucto copertato de brochato ricchissimo... Se
portò bene come 111.'' Sig/ Principe era: ruppetuc-
te quactro le lanze. Lo honore era suo sed renuit
et fu dato a Rinaldo del Rosso de Messer Procida.
Il Duca di Calabria donò al prefato IH.'' Sig."' Principe
suo primogenito una bella pezza de brochato per
bavere op tenuto ipsolopremiode dieta giostra. Lo
Signor Re vedendo lo prefato 111.'' Sig.** Principe
fare sue correre tanto attillatamente tucto era fe-
sta. Congratulabantur illi omnes circumstantes et
quello ut moris sui erat: che ne de prosperitate se
allegrava ne de tristitia se turbava: ylari fronte
omnibus referebat gratias.
Altri giuochi usati in corte erano la palla, il pallone, la
palla al calcio. Vi si esercitava il giovine principe di Capua; il
Duca suo padre spesso vi assisteva , ed egli pure giuocava alcuna
volta alle carte o agli scacchi. Quand' era ammalato, un giorno
fece venire musica et multo oblèctabatur ex illa.
Un' altra volta vennero certe farse fra le qu^li fu Ja*
cobo Sanazaro et Carìteo ' et de ciò lo Illustrissimo
Signore prese grande recreazione et piacere.
' Nel ms. 8i legge : pariteo.
— Lxxni —
Ecco dunque un testimone del tempo , che ci conferma ciò
che era solo un' incerta tradizione. Chi non ha sentito parlare
dei famosi gliuommeri, le farse del Sannazaro? Ora possiamo
ritenere che il Sannazaro non fu solò autore di farse, ma insie-
me col celebre poeta Cariteo, attore egli gtesso. Il suo nome
s'incontra di bel nuovo, in altra occasione, ai 5 Dicembre 1489,
quando il Duca di Calabria fece accompagnare lo prefato
imbasciatore (del Re di Francia) a Pezzole da alcuni de
li soi fra li quali ce mandò lo Magnifico Jacobo Sa-
nazaro poeta eximio che li monstrasse tutte quelle
antichitate come homo experto in ciò.
Tornando alle farse, un altro ricordo di esse, e degl'inter-
mezzi, si ha in queste parole: andoro con lo Signor Re a
• la Signora Regina et li se danzò et fecense farse et
festa. Sumpta cena fureno facte belle tramesse et ma-
schere.
Ma è oramai tempo di far parola di ciò che forse fu il più
bel vanto di quei tempi, di quella corte, e in particolare del Duca
Alfonso , voglio dire, il gusto nell' edificare, che fé' sorgere presso
di noi chiese, castelli, palazzi, archi, sepolcri ; a giudicare dei quali,
dai mal curati avanzi che ne restano, non furono forse in nessun
tempo superati. Raccoglieremo quindi le sparse testimonianze
che di essi monumenti ci offre il nostro manoscritto: e prima ne
riportiamo il seguente passo che molto fa al caso nostro:
In frabbiche molto se delectava et in più lochi
ameni facea fabbricare. Ita et taliter che ha facto
molti poveri homini richi: et molti fabbricatori che
IO
— LXXIV —
teneano quactro et cinque figliole da maritare et po-
verissimi in quello tempo le maritaro molto facil-
mente per li denari veniano in loro mano fabrican-
do de continuo palazi et case molto amene: come a lo
Poggio Reale vicino a Napoli a due miglia come la
Duchesca et molti jardini et massarie. 0 dove non
fabricava? In Calabria in Puglia in Gaieta a Casal
de Principe.
Di quasi tutte queste fabbriche fu architetto il celebre Giulia-
no da Maiano, di cui ai 17 Febbrajo 1487 ci parlano le Effeme-
ridi la prima volta, dicendoci che sua 111/ Signoria comin-
ciò a dare ordine a fare fabrica et mandò per Mes-
ser Juliano designatore a Fiorenze. Del quale sotto il
nome storpiato di Mariano da* Vaiano si torna a parlare ai
15 di Ottobre 1490, nel modo che segue : Et h avendo nova
che Mastro Mariano da Vajano fiorentino homo ex-
perto in la fabrica et in desegni stava malissimo ce
mandò li soi medeci et pratichi et ordinò che non li
manchasse alchuna cosa ut moris sui erat erga suos.
Et quello stava a sua provisione et facea fare sue
fabriche de la Duchesca et del Poggio. Et demon-
strava sua IH.* Signoria che certo l'increscea la
malattia de quello: ad ogni liora lo mandava a vi-
sitare.
Indi ai 17 d'Ottobre è notato: Ea nocte bora vj.mo-
rio lo supra dicto Mariano fiorentino.
Questa data , che senza dubbio è la vera , non è quella fi-
«.-^ - ■■ j.^ *
t-t. i**5S3=atte=3C/
Ha.mL'.!!-y'Li' '■a'jl''.-.j -Jì tisi:
— KIT —
nora accettata. L' illustre annotatore del Vasari, fondato sopra
altri documenti , pone la morte di Giuliano ai 3 Dicembre dello
stesso anno *.
Ai 13 Gennajo del 1489 trovandosi il Duca a Policastro, ca-
valcò al castello per provedere ad alcune cose ne-
cessarie: et eo sero cavalcò intorno alla terra et por-
tava cum ipso maestro Antonio fiorentino homo sub-
tile circa de fare forteze et roche et assectò molte
cose. Questi dev'essere Antonio Fiorentino, architetto, di cui s'è
scritto che nacque nella città di Cava, studiò in Roma e lavorò in
Napoli ; dove fra le sue opere si cita la cupola di S, Caterina a
Formello \
Ma torniamo ai castelli ed ai palagi di NapoK, fra i quali
Castel Capuano, che era l'ordinaria residenza del Duca di Cala-
bria , e di cui si fa cenno ad ogni poco. Si parla dei giardini che
lo circondavano, e delle stanze che si avea in essi fabbricate
quel principe :
Vide tucti soijardini et certe stanze oove et mon-
tò per lo ponte in le sue camere.
Altrove quelle stanze son chiamate camere pinctate de
' V. Le Ofere di Giorgio Vasari cof^ nuove annotazioni e commenti di Gaetano
Milanesi (Firenze, Sansoni, 1878-81, in 8*, to. II, p. 473, in N.).
• V. De Dominici, Vite de' pittori, scultori ed architetti Napolitani (Nap. 1743,
in 4^ to. II, p. 95)— Milizia, Memorie degli Architetti (Bassano, 1735, in 8^ to. I,
p. 160). Quest'ultimo aggiunge che mori nel 1570, e il Grossi (Le Belle Arti, optc-
scoli storici Napoli 1 820, in 8", voi. Il, p.63) lo dice nato nel 1483, e morto nel 1 530 :
le quali date sarebbero a rettificare.
— LXXVI —
lo jardìno; e spesso si dice che il Duca mangiò in lo suo
jardino grande a la fontana, luogo molto amenissi-
mo estivis temporibus.
Alcune stanze di Castel Capuano sono distinte coi nomi di
camera di paramento, camera pintata, camera gran-
4
de, camera della musica, camera del bagno. Contigue
allo stesso Castello erano le fabbriche della Duchesca e della
Maddalena. La prima è chiamata, nel Dicembre 1489, palatio
novamente edificato dal dicto 111.'* Signore fronte a
10 suo jardino grande. La Maddalena poi era stato convento
di monache, che furono fatte passare a Santa Caterina aFormello.
11 fatto di questo passaggio, e di quello dei monaci Celestini a
San Pietro a Majella è in più luoghi accennato , e li citerò in
ordine di tempo.
Ai 17 Gennajo 1490 è scritto che il Duca cavalcò et andò
in Sancta Caterina de Formello. Li designò certe
cose perchè ce doveano tornare le monache de la
Maddalena.
Ai 27 dello stesso il Duca partio in carrecta et venne
a la Maddalena vicino al Castello et designò alcune
cose.
Ai 12 Febbraio dello stesso anno si legge:
Eo die venne lo Patre limosinere de Otranto et
adduxe ben dece capse de osse de morti de quelli
che fureno tagliati a pezi da li turchi: le quali lo
prefato 111.^ Signore havea facto venire per collo-
carle in Sancta Maria de li Martiri ecclesia novi-
V ,
— LXXVII —
ter intitulanda in la Magdalena coniuncta con lo
suo Castellò: locho già de monache le quali fùreno
collocate a Sancta Caterina de Formello et li frati
che stavano in quella ecclesia fureno mandati in
Sancto Petro Maiella et provisti tucti del necessa-
rio et bene assectati et contenti: et 111." Dominus
Dux hec omnia diligenti cura et studio composuitet
„ ordinavi! habita licentia a summo Pontifice.
Della Maddalena, già ridotta al nuovo uso, ed annessa, come
pare, alla Duchesca, ci è ricordo in molti altri luoghi. Spesso il
Duca vi convitava i Sovrani; come ai 24 di Giugno 1490, quando
expectava Io Signor Re et la Signora Regina a la Du-
chesca; e dopo essere andato loro incontro e averli accompa-
gnati alla Messa a San Giovanni a Carbonara, ritornò alla Du-
chesca per vedere et intendere li preparatorii erano
facti per la venuta de li sopradicti: et expectò fino
in tanto vennero. Et veduti cavalli et quelle stanze
e riposati alquanto ascesero a lo cenacolo grande
de la Maddalena dove fu preparata una vera col-
latione regale copiosissima di ogni generatione de
f ruote et confectioni varie. .. . Et fu facta la colla-
tione intorno a la acqua che correva in terra: li
stavano tucti prostrati a lo fresco.
A Poggio Reale andava continuamente il Duca a vedere e
mostrare ad altri quelle fabbriche non ancora compiute, e vi te-
nea sontuosi conviti, di cui si piace il cronista darci minuti rag-
guagli. Un giorno che erano tutti della Reale Famiglia colà con-
— LSXYIIJ —
Tenuti, la Infante volse intrare in barca et remare ma-
nibus propriis in certe acque le quali artificiose lo
111.* Signor Duca le ha facte conducere in quello
lochó.
Di parecchie altre fabbriche fanno ricordo le Effemeridi, che
faceansi a quel tempo in Napoli, o a spese del Duca di Ca-
labria, 0 che egli recavasi a visitare. Tali erano, fra l'altre, certe
fabbriche vicino San Giovanni a Carbonara e nella chiesa di .
Santa Maria la Nova, il chiostro di San Benedetto, e talune case
private. In data dei i6 Luglio 1489 è notato che il Duca cavalcò
per Napoli: vide certa fabrica del Magnifico Ferante
de Gennaro.-.. Et vide la casa de Lionardo Como et
a quella dato alcuno suo judicio: che noviter se fa-
bricava: li fece collatione.
Se qui si parla, come pare, del celebre palazzo Como, la
data tanto controversa della sua costruzione parrebbe ora accer-
tata. E tutto indurrebbe a credere, guardando alle strette rela-
zioni dei Como con la corte, che l'architetto del palazzo sia stato
appunto quello di corte, cioè Giuliano daMajano: la qual cosa
che lo stile dell'edificio confermerebbe pur troppo.
Ma chi sa quante altre cose troverebbe nel libro che ci ha
tenuti occupati, chiunque altro si facesse ad esaminarlo per suoi
fini particolari , e sotto punti di vista diversi dai nostri \ Quindi
è che l'esame fattone non potrebbe suppHre, se non in parte, al
^ A rendere più agevoli quelle speciali ricerchei che ad altri potranno occorre-
re y sarà aggiunto in £ne del libro un indice copiosissimo dei nomi di persone e di
luoghi , e delle cose più notabili che in esso s'incontrano.
— LXXIX —
complesso delle notizie contenute nel manoscritto ; e però ci
nacque il pensiero di pubblicarlo nella sua integrità.
La trascrizione del codice venne affidata al Signor Alfonso
Miola, Assistente, addetto ai manoscritti, nella Biblioteca Na-
zionale di Napoli , il quale Tatto da me venire a bella posta a Pa-
rigi , con paziente assiduità in poco più d' un mese menò a ter-
mine un lavoro pieno di non comuni difficoltà paleografiche e
linguistiche; ed ha di poi non poco contribuito a far che la pre-
sente pubblicazione rispondesse al fine propostoci. In ciò ha pure
cooperato con attività ed intelligenza il Signor Luciano Faucou
di Parigi , erudito giovane , assai versato in cose di bibliografia.
Dobbiamo in fine rivolgere vivi ringraziamenti all'illustre
Signor Leopoldo Delisle, Amministratore Generale della Biblio-
teca Nazionale di Parigi , ed ai Signori Desprez , Omont e Ray-
naud, ivi impiegati allo scompartimento dei Manoscritti, per
avere tanto gentilmente messi a nostra disposizione quei tesori
d?i essi custoditi , e permessoci inoltre il Delisle di ritenere presso
di noi il prezioso codice delle Effemeridi, durante il tempo della
sua trascrizione.
Quest' ultimo favore ci fu agevolato dai buoni ufficii dell' Am-
4
basciata d' Italia a Parigi , rappresentata allora dal Comm. Ress-
mann , cui manifestiamo tutta la nostra riconoscenza.
t
I
EPHEMERIDI DE LE COSE FATTE PER EL DUCA
DI CALABRIA
\
Pro Illustrissimo Domino meo.
Dies in quibus est cauendum ne incipiat bellum nec lites nec rissam :
quia jure uel injure esset periculum perdere. Et dicuntur dies prohibiti ad in-
cipiendum lites et prelia. Ponentur etiam alij dies in quibus ab omnibus iti-
nerum principijs cauendum erit et cum ordine suo.
JYNIVS.
Dies I. 9. IO. II. 27. 28. 29.
JYLIVS.
Dies 7. 8. 25. 26.
AVGVSTVS.
Dies 3. 4. 21. 22. 31.
SEPTEMBER.
Dies I. 17. 18. 19. 27. 28.
OCTOBER. '
Dies 14. 15. 16. 24. 25.
NOVEiffiER.
Dies II. 12. 20. 21. 22. " ^
DECEMBER.
Dies 8. 9. 18. 19.
Dies infelices : et aliquos notatos cognoui.
• Januarìus. i. 2. 3. 4. 6. 1 1. 20.
Februarius. 1.6. 17. 18.
Martius. 15. 16. 17. 18. 28.
Aprilis. 7. 15.
Maius. 7. 15. 18.
Junius. 6.
Julius. 17. 18.
Augustus. 19. 20. 29.
September, 16. 17.
October. 6.
Nouember. 15. 27.
December. 6. 7. 11. 28.
Versi facti in laude del III."** Signor Duca de Calabria.
Salue dax calaber tribuit cui nobile nomen
Et genus egregium Regia clara domus :
Quo noa ia tota bello prestantior alter
Dicitur Ausonia nec pietate prìor.
Felix 0 genetrìx ueram felicior ipse
Est pater hunc talem qui genuere uirum:
Alfonsus nam luce finii si liuida prestat
Àtropos haud patri laude secundus eris.
Quanta ubi copisti prima florere juuenta
Sint tibi gesta datur vix mihi posse loqui.
Molle iugum primo sub te Florentia sunsit
Vnde tibi censum dedita reddit adhuc.
Hinc cum forte tui crudeli turchas iniquus
Cepisset bello menia clara patris :
Ocius ipse ferox coniuncto missus in illum
Agmine strauisti milia multa uirum.
Àtgue eadem pulsis superasti menia uictor
Hostibus et turchas vix sua terga dedit.
Brisia nunc metuit metuit Verona potentes
Cumque Crema uires Pergamus usque tuas:
Nec leo confldit tecum concurrere in armis
Quamuis sub Marci numine celsus eat.
Audito solum (miram est) terretur et hostis
Nomine jam tanta est gloria parta tibi.
Omnibus bis flores magis at reuerentia recti
Te canit et laildes ampliat ipsa tuas.
Mirandum cuntis prebes te tempia colentem
Crederis atque Numa relligione prior.
Et licet Augustus superis clementia reddat
Equalem certe Cesare maior ades.
Et si Augusti templum veneraberis imo
Corde dabit titulis premia digna tuis.
Horrida sub tali nulUus castra timebis:
Preside sub tali Mantua tuta fuit.
Quid maius uarijs quam quod decorata triumphis
Pauperibus gaude destra lauare pedes.
Non hoc Fabricij non hoc fecero Camilli
Non Cato nam crassum relligionis opus:
Ad summum Eneas specimen pietatis in orbe
Numquam tale uh*is prestitit officium.
Quare omnis ueterum sileat pia gesta uirorum
Fabula et buie detur totius orbis honor.
Dij talem semate ducem semate perhennem
Jura dabit populis et sua thura sacris.
TsXo? )ca7p6.
^^S3Mm
+ YHESUS MARIA :
M.* ecce Lxxxiiij.
• • • • 0
MAGGIO
V
Registro doue saranno collocati tucti progressi del Illustrissimo
et excellentissimo Signor Duca de Calabria Capitano gene-
rale de la Sanctissima et Serenissima liga da poi se partio
da Cremona cum tucta sua casa per vscire in campo et of-
fendere li venetiani et loro subditi inimici expressi de la
prefata liga et excomunicati et maledlcti dal sommo Ponti-
fico Papa Sisto per loro demeriti. Die xxij de Maggio M.^
ecce Lxxxiiij .° Cominciato per Joampiero leostello volter-
rano exercitii causa.
Imprimis parte lo Illustrissimo Signor Duca de Calabria de Cremona a
xxij de Maggio M.^ ecce Lxxxiiij a xiij bore et fuit dies Sabbati audita prius
missa cum tucta sua casa et va ad alloggiare a farfengo quella sera doue ma-
turo Consilio suo delibera partire quella nocte a v. bore et fa significare per
lettere sue circum circa a tucti conestabuli et capi de squatre cbe se deuino
trouare lo di sequente a Burdellano con loro gente et cavalli.
Die xxiij. Maij. In bordellano.
Lo prefato Illustrìssimo Signore parte da farfengo a vj. bore de nocte»
audita prìus missa come e solito suo costume et caualca cum tucti li soi'et va
MAGGIO M.® ecce LxZXiiij.^ 6
ad alloggiare ad Bordellano doue arriuo quella mactina orto non adhac sole
et illieo fé sua Illustrissima Signorìa prouedere alli alloggiamenti per la gente
de arme douea venire quello jomo per comandamento suo et a tucte vectua-
rie necessarie. Et eodem die fra bore xiij. in liiij. arrìuoreno li squatre ilv.
et fanti ij. mila et più bene in ordine.
Eodem die sumpto prandio lo predicto Illustrìssimo Signore caualco con
li balestrerì et caualli leggerì et due squatre del Conte Marsilio verso li ter-
reni de li inimici vicino al campo de quelli ad vno miglio et mezo passo ogUo
suo solito et forti animo et delibero acampare a Quinzano et dati li alloggia-
menti cbe quella sera li assigno sua Illustrissima Signorìa a ciascheduno sua
solita prudentia ita et taliter che tucti quelli Signori capiti et conducteri re-
storo contenti et satisfacti senza replicatione et condictione alchuna: ritomo a
burdellano et conuito tucti li Signori prefati ad eena: finita cena et cohacto
Consilio quieuit illa nocte.
Die xxiiij. eiusdém.
Lo Illustrissimo Signore prefato a vj. bore fu a cavallo per accompagniare
la scorta de li saccomanni cum li cavalli leggeri et balestreri et passato lo
ponte de oglio a burdellano tucti li sacomanni feceno strame quella mactina
in una possessione de vno priuato ciptadino subdito de li Yenetiani doue era
tanta abbundantia de biade che se posseua liberalmente fornire lo campo per
dui jomi. Eodem die sumpta iam cena fece sua Illustrissima Signorìa conuo-
care lo conte Marsilio Messer Jean Jacobo et Messer Renato Triuulsi e 1 altrì
Signori et coacto Consilio delibera partire la mactina sequente con tucto lo
campo.
Die XXV. eiusdem circa quinzanum.
«
Erumpente luce lo prefato Illustrìssimo Signore emisso proclama partio
da burdellano cum soi galuppi et caualli leggeri et Balestrerì et Squatre iliij.
7 M.^ ecce Lzzxiiij.® maqoio
lasso li carriaggi et suoi corseri che erano circa cento et suoi paggij et cum
quelli due squatre et certi fanti: comando che non partissero fino al 2<> man-
damento et che venissero per retro Guardia de lì Carriaggi credendo che lo
Signor Roberto non douesse lassarlo adcampare in loco determinato che cosi
lo uolea ogni debito de ragione: passo oglio fiume et accampo senza nulla con-
tradictoria de li inimici ymmo quelli non se mosseno mai fino che tucto homo
fu alloggiato. Et vennero fino in L caualli de stratioti et balestreri altretanti
per assaltare certi caualli. Lo Signore audito hoc comando li soi galuppL et
certi balestreri: furono a le mano ne scaualloreno alcuni et portorenli presoni
et ce ne fu morti dui de loro: per tucto quello jorno non ne fu mai visto uno :
li nostri feceno sachomanno a loro bel piacere venuti già li carriaggi et altra
gente da bordellano che erano restati li per sua ordinatione.
Die xxvj. eiusdem.
Due bore innanzi giorno lo campo del Illustrissimo Signor Duca fu tucto
in arme che se intendeua che li inimiqi vernano a trouare sua Illustrissima
signoria. In efiecto come intesero da certe spie loro le prouisioni bone de di-
cto signore et li Ragonesi già essere tucti in arme se tiroreno in detro con lo-
ro poche honore: lo signore se andò a riposare sopra vna seggia: che sempre
dorme vestito et sua dominatio unquam ocio marcebat.
Die xxvij. eiusdem.
Era già deliberato per sua Illustrissima signoria andare a trouare li ini-
mici animo cesareo. Et perche erat dies ascensionis Domini a 1 altri Signori
de la Sanctissima et Serenissima liga panie di de riposo : per loro complacen-
tia non sequio più auanti: eo die se grido ad armi et se armo tucto lo campo
tamen nihil fuit.
XAOOio M.^" ceco Lxxziiij.'' 8
Die xxviij. eiusdem.
Per lo prefato Diustrissimo signore se mando Messer Joan Jacobo con li
Guastatori a fare le spianate verso lo campo de li inimici et fureno facto dili-
gentemente. Et prouisto per lo Signore quello jomo a molte cose necessarie
maxime a fare certi ripari al Mulino de quinzano verso li alloggiamenti doue
correua certa acqua per mezo de vna strata che quando bisognasse soccorso
al campo li inimici non potessero offendere da quella banda.
Die xxviiij. eiusdem.
Sua Illustrissima signoria erompente iam luce et audita Missa fece adu-
nare in lo largo de li suoi pauiglioni tucti li saccomanni con la scorta et li ac»
compagno et andare a fare saccomanno in quello de li inimici cum vno mi-
rabile ordine.
Die penultimo eiusdem.
Celebrata iam missa erat nam Dies Dominicus caualco sua Illustrìssima
Signoria cum alchune squatre et vno colonnello de fanti verso li inimici et la
scorta appresso con li saccomanni li quali fecero saccomanno dinanzi a li ochi
de li inimici qui non fuerunt ausi aperire os. Lo Signor Roberto era armato
cum sue squatre et fantaria. Lo Illustrissimo signore viso eo fece pignere certe
squatre auanti per incitare li inimici et certi caualli leggeri cum soi balestrerì
et Galuppi li quali scaramuccioreno con certi Stratioti et scauallorenne certi
et guadagnaro loro caualli. Lo Signor Roberto mando vno trombecta con dire
saria bono rompere qualche lanza : lo Illustrìssimo Signore li fece rìspondere
che non era li per altro: tamquam magnianimus cuius officium est non time-^
re. Li inimici se reduxero in loro fortilitii per la megliore parte. Lo Illustrissi-
mo Signore venne a mangiare. Sumpto prandio sua Illustrissima Signoria ca-
ualco et andò a prouedere certa strata de sancta marìa luoco de sancto fran-
9 M.® ecce Lxxxiiij.'' maggio
Cesco doue stanno frati obseruantini perche da la posseano venire li inimici
a la coperta.
Die vltimo eiusdem quieuere omnes per totum diem.
Hora xxìj cenàuit Illostrissimus Dax et caualco verso li inimici ad solazo
cum certi caualli leggeri. Inimici armata manu veniebant: viso Duce non ar-
direno mouerse. Venit vox che certi fanti ueniano la via de burdellano. Se
dubito che li inimici non facessero tale motiua per assaltare lo campo da
quella banda quando lo Illustrissimo Signore fosse apizato con loro. Lo campo
se leuo in arme che già erano xxiiij bore et armate le squatre cum suo or-
dine correano per lo campo alchuni con lo armecto in testa: tamen nihil actum
est : 1 una parte et 1 altra se ne andoro a li alloggiamenti loro et quieuere per
illam noctem.
Die primo junij. giugno
Àudita missa lo prefato I. S. caualco con caualli leggeri et balestreri et
certe squatre li Saccomanni appresso: et feceno saccomanno a Gabbiano ante
faciem inimicorum et fecense innanzi li balestreri per tentarli: tamen illi non
exiere.
■
Die ij. eiusdem.
Lo Signor Roberto quella nocte hauea facto armare tucto io campo co-
me hauesse a partire et mandato li Stratioti innanzi doue la scorta de li Sac-
comanni del L S. Duca de Calabria douea andare: et deliberaua intercluderla
et pigliarla quod succedebat ad votum suum : lo Illustrissimo prefato Signore
audito hoc: che stana a messa iam celebrato corpore xpisti: illieo equitauit et
fece ritrarre la scorta cum tanto bono ordine che fu salua et li inimici fureno
decepti mirabiliter.
•
i
QiUQNo M.^ ecce Lxxziiij.^ IO
Die iij. eiusdem.
Orto iam sole vennero alchuni Stratioti appresso lo campo del I. S. pre-
dicto et due squatre de li inimici per fare stare sollicita la gente del dicto Si-
gnore et per possere offendere la scorta. Dux iUico hoc audito mando Gu-
rello Garazolo con li Galuppi che officio suo é de gouemarli et ce mando a le
spalle de quello due squatre bone. Li inimici se posero in fuga et nihil a-
ctum est.
Die iiij. eiusdem.
Ante lucem ad harma conclamatum est che ne furono causa certi Stra-
tioti qui aufugere statim visis parthenopeys. Eodem die entro in campo lo Si-
gnor Conte de pitigliano cum quactro squatre et vna de balestreri hora XYiij.
hora nero xx li Stratioti vennero : U Galuppi cum certi Gortesani et Creati del
I. S. Duca li hebbeno a tractare a misura de carboni che furono a le mano
cum quelli: ne amazareno et ferirono alchuni de dictl Stratioti. Francisco Ma-
ria Gazullo creato del dicto I. S. ne fu ferito de vna lancia in lo pectinale: eua-
sit et se porto degnamente.
Die V. eiusdem.
Lo Signor Roberto pose in ordine ij. mila fanti per mandare a pigliare
Sonica Castello de Milano lo quale era molto ad proposito de li inimici. Pas-
soro certa aqua a guazo et dectero la bactaglia ben tre uolte a dicto Castel-
lo. Lo prefato L S. hoc intellecto cum sua sagacita et ingegno mando a prò-
uedere lo ponte de bordellano: ita et taliter che se dicti inimici non erano sa-
pii non passauano tucti a la ritornata loro senza ragione veduta. Ma^e ne ri-
trassero con loro poche honore.
Il M.^ ecce Lxxziiij.^ oroGNo
Die vj, eiusdem.
Li Stratioti ogni di correano fino a le sbarre del campo de dicto I. S.
Saa L S. delibero remediarce : ce mando Ioambaptista carazolo et Golandrea
de placente cum ìiy. balestreri li quali se portoreno molto animosamente quel
jomo che venendo xl. Stratioti per fare lo solito non fuerunt ausi compardi:e
apud illos paucos : certe li prefati Stratioti sono vìlìssime persone. Nocte se-
quentì alchoni del prefato I. S. andoreno ad assaltare lo campo de li inimici
et ne portoreno in due volte xvj. caualli et fecero stare tutto lo campo de
quelli in arme.*
Die vij. eiusdem.
Entro in campo del dicio I. S. lo Rossecto de Capua homo molto anti-
quo et experto in le arme cum soi homini de arme fanti et balestreri : molto
fu accarezato dal prefato 1. S. bora xx. Per certe spie se intendeua lo campo
de li inimici douere partire et acampare vicino al campo de dicto I. S. in vna
valle vicina a sancte firancesco de quinzano : doue lo Signor Roberto era ve-
nuto a prouedere li alloggiamenti cum ecce caualli leggeri. Dux audito hoc prò-
uidit ita et taliter che se nenia voiea essere a le mano cum quello : inimici ti-
more perterriti non venere.
Die viij. eiusdem.
Lo L S. Duca fece fare le spianate presso lo campo de li inimici accioche
se se moueanò potesse essere a. le mano cum quelli. Et eodem die se fuggirò
molti stratioti da li inimici et vennero dal prefato L S.
Die viiij. eiusdem.
Li inimici delibererò passare oglio et fare vna corraria. Lo L S. ne hebbe
notitia : ce mando lo Messer Rossecto con li balestreri. Oli aufugerunt hoc in-
GIUGNO M.° ecce Lxxxiiij.* 12
lellecto et hebbeno a dire che non posseano pensare cosa che lo I. Duca non
sapesse et adcio cum sua sagacita presto hauea prouisto.
Die X. eiusdem.
Lo 1. S. fece fare le spianate a sancto francesco perche lo Signor Roberto
quello jorno era venuto a lo vallone cum ccc caualli per prouedere a li allog-
giamenti: che era fama fra li inimici che loco douea venire con lo campo: et
benché lo L S. mai se lo persuadesse pure ce prouide al necessario con la sua
solita diligentia.
Die xj. eiusdem.
Suo solito more equitauit ad preuedere li ripari se faceano intorno a lo
campo : eodem die vennero da sua I. S. L/* fanti fugitiui.
Die xij. eiusdem.
La scorta mandata al saccomanno dal prefato signore andò et ritomo :
bene ii inimici li abbaiassero et minacciassero de offenderla. Eodem die en-
tro in campo Antonello de Campobasso con lo squatrone de la Guardia de
dicto L S. Duca. De lo quale ne era goueroatore et capo messer Galeocto
pagano.
Die xiij. eiusdem.
Vennero molti Stratioti ad secum pontem. Golandrea cum soi balestreri
et vno homo de arme solo li retennero in tal modo che non vennero più a-
uanti et ne fureno presoni de quelli alchuni. Eodem die entro in campo lo
Conte Antonio Marzano cum ^j. squatre de fiorentini et vna de balestreri a
cauallo. Eodem die summo mane se partio de campo del L S. lo Conte Mar-
siUo cum quactro squatre verso carauaggio perche fracasso era caualcato
quella nocte verso Romano cum xiiij. squatre et fanti.
^^V^^m^-^^
13 M.*" ecce Lxxxiiij.^ GiuaKO
Die xiiij. eiusdem.
Lo L S. prefato caualco per lo campo et prouide a ilare alloggiamenti
per le squatre del Conte de vrbino che doueano entrare lo di seguente. Eo-
dem die se appiza fuoco in campo et se abrusoreno dui alloggiamenti. Lo
campo fu tucto in arme et ordinate le squatre a loro loco. Li inimici anchora
patirono de fuocho et loro campo fu tucto in arme et missero le squatre loro
da fora. Àlchuni de li caualli leggeri del prefato L S. andoreno verso lo cam-
po de li inimici et fureno a le mano con quelli: et quella sera ne fu portato
presone vno capo de squatra del Signor Roberto et dui altri capi de baie-
strerì. Et venne la nona che li venetiani haueano hauto calipoli per tractato.
Die XV. eiusdem.
Entroreno in campo quactro squatre del Duca de orbino le quali con-
dusse lo Signor Ranutio.
Die xvj. eiusdem.
Lo Rossecto ter incitauit inimicos ad arma. Illi tanquam mures non exiere
ex foramine.
Die xvij. eiusdem.
Fu la solempnita del Corpo de xpisto celebrata con le solite circumstan-
tie. Dux audita missa caualco a le vedecte et fece venire soi corseri con suoi
paggi] et fece correre dicti corseri. Alchuni de sua L S. caualcoro fino a lo
campo de li inimici et leuoreno quello in rumore et in arme.
Die xviij. eiusdem.
Hora prima noctis precedentis diei fu nunptiato al L S. che lo campo de
li inimici douea leuare : tunc hoc audito ce mando quella nocte Messer Aloy-
oiTONO M.® cocc Lzxxiiij.^ 14
si de Capua cum ccc fanti cum hoc che assaltasse lo dicto Campo. Quando
era apizato lo foco : che già se era dato ordine cum certo foco lauorato de
abrustire et apizare foco in lo campo de li mimici: ma quella nocte fu tanta
acqua che lo foco non hebbe suo loco. Se leuo ad romore Io campo et se ar-
mo. Et vedendo che non era la verità che douesse partire per andare ad al-
loggiare in altre parti lo mando ad adnumptiare al Signore: sua Signoria man-
do a dire che se ne retraesse cum li fanti. Et ita factum est. Venne al ponte
doue trono lomesser Rossecto con li caualli leggeri et galuppietbalestreri che
ce lo hauea mandato lo dicto I. S. Et più hauea facto armare tucte le squatre et
poste a suo ordine come hauessero a fare facti de arme. Lo Signor Roberto
hauendo inteso quanto hauea facto Messer loysi ordino sue squatre et fanta-
ria : et le cauo fora de li alloggiamenti come hauesse ad essere a le mano. Li
Ragonesi se ritrassero al ponte vedendo' che li inimici se tomauano. Lo Illu-
strissimo Sigùor Duca intesolo mando a dire a le squatre se ne andassero a
loro alloggiamenti. Li inimici vennero fino a lo ponte per rompere quello. Lo
dicto Messer Rossecto non volse comportarlo perche li parca non piccola in-
juria che innanzi a li ochi soi li inimici hauessero tanta audacia. Et cosi dette
dentro et mando a dire al Signore che mandasse soccorso che già hauea ap-
pizato. Lo Signore mando a dire che non appicciasse : ipso rimando vno
creato del Signore a numptiarli come erano a le mano. Se porto tanto egre-
giamente che li ribucto tre uolte et furono morti de li inimici ben x et sca-
uallati V. hommi de arme et presi loro caualli et ducti presoni. Bìsbal ne ad-
dusse vno et ipso fu percosso in vno braccio de vna maza ferrata : se porto
strenuamente quello jomo. Li Galuppi del Signore se porterò animosamente
benché jouani fusseno. Fu quella mactina che se appizo facta la scaramuza
ad bore x percosso de vna sagipta in la spalla Ioanni antonio carazolo Ga-
luppo creato del I. S. Duca jouane bone et animoso : de la ferita passo de
questa vita : riportato in campo fu sepellito honorìfice et li fu facto tale epy-
taphio ut infra ponam.
^'^
15 M.^ ecce L^xxiiij.'' Qimso
loannes antonius Parthenopeus celeberrimo cognomento Garazolo ado-
lescens sub Principe meo Calabnim Duce militans coimnisso proelio inter
primos mei ordinis ieui armatura animo ingenti irrupi in hostem robustum qui
manu sena spiculo acuto corpus confodit. Yitalesque vires vno ictu extinxit.
Heu tunc peregrina Quinzana teilus me tegit die veneris xvUj Junii 1 484. bora x.
Fu morto vno fante del campo de la liga. De li inimici furono feriti
più de xL. Fu scauallato faccienda lo figliolo del signor Roberto et Antoma-
ria fu percosso in vna spalla de vno guarectone et li fu ferito lo cauallo so*
ctò : furono piene quelle strato de caualli morti et de lanze spezate come fusse
facto bactaglia ordinaria. Et se lo I. S. mandaua et facea spingere la gente de
arme: cbe non fece percbe non era in ordine: quella mactina erano rocti li ini-
mici. Lo signor Roberto vedendo che li soi ne haueano lo peggio comando a
li soi se ritraessero: et retracti ambedue le parti nihil aiiud actum est.
Die xviiij. Junij.
Lo I. S. fu a cauallo a yj. bore de nocte adhuc non erat dies: et ordino
che tucte le squatre se armassero et stessero al loco loro percbe inféndeua
cbe li inimici voleano partire et leuare campo. Et li uolea sequitare et appi-
zare facto de arme: non discesserunt et nihil actum est.Eodem die faggio da
li inimici vno capo de colonnello cum xxx buoni fanti et venne ad sua L S.
Die XX, eiusdem.
Nihil actum est: vterque exercitus quietauit et entro in campo lo Conte
antonio maria de la mirandola.
Die xxj, eiusdem.
Se appizo io focho per mano de vno barberi alli alloggiamenti del Conte
Joampero et del Conte de cayaccio et furono combusti molti alloggiamenti*
Et per la sollicitudine et cura de dicto L S. fu extutato. Eodem die lo dicto
x
6IU0N0 M.® ecce Lxxxiiij,** i6
signore mando Messer Diego vela suo maiordomo ad Cremona per fare con-
durre la mogliere del Signor Roberto et de fracasso et fu recepta honorìflce
et conuitata dal prefato I. S. cum tucti li loro et fu lo conuito sumptuoso et
abbundantissimo de ogni cosa.
Quello jomo fu facta treuga fira ambedui li exerciti et conuersauano tucti
in 1 uno campo et 1 altro come fusse stato la pace de optauiano. Et li inimici
quello di se fornirò de pane in lo Sanctissimo et Serenìssimo exercito. Et se
partiuano tucti carrìcbi de pane pei* la penuria grande ne haueano.
>
Hora xxj. se partio accompagnata cum grande triumpho dal 1. S. fin fora
del Campo et da li jentili homini et cortesani del dicto Signore fin in campo
del Signor Roberto : et ne condussero in retro la mogliere del Conte antonio
marzano che era detenuta da venetiani. Eodem die ne uenne da qua Messer
berlingere Caldora et la treuga fu tale che inxampo de li inimici liberamente
se gridaua : Duca Duca. Roberto Roberto. Marco nullo nominaua et quelli che
ce fureno referiano che li proueditori stanano come exanimati rei nouitate.
Finito eo die et treuga fiiit finita.
Die xxiij. eiusdem.
Àudita missa lo prefato I. S. cavalco suo solito more. Hora xv. ortus fuìt
yentus talis che ne portava per aere tende et frascate integre. Hora xxiiij.
ne uenne fugitiuo in campo del I. S. Mastro ferrante capo de balestreri de li
inimici cum carriaggi : fu perseguitato da li inimici: auxilio et fauore de li Ra-
gonesi vennero salui et non perde niente.
Die xxiiij. eiusdem.
Da pò che lo L S. caualco a le vedecte et ritomo orta fuit tempestas ta-
lis che ne portaua fraschate et leuaua pauìglioni et tegole de li tecti et duro
quasi per meza hora.
17 M.° ecce Lxxxiiij."* giugno
Die XXV. eìusdem.
Lo I. S. Duca dono licentia al Conte de cayaccia che facesse corraria fino
a Crema. Et fa facto et ne porto ce. capi de bestie et xxx. presoni de taglia
et Cam ij sqaatre portò fu a le mano con li Stratioti stanno in Crema : fureno
quelli feriti et morti et scauallati et lo dicto signor Conte se porto quello jor*
no come vno Cesare et secondo recercaua la virtù sua.
Die xxvj. eiusdem.
Entroreno in campo iiij. squatre de feltreschi et vna de balestrerà Et
Yterque exercitus eo die quietem duxit.
Die xxvij. eiusdem.
Messer Giorgio lo figlio del Signor Roberto fuggio da li inimici et entro
in campo ad viij. bore cum carriaggi et gente sua. Et caualco verso Milano
basata la mano primo al I. S. Duca de Calabria.
Hora XX. entro in campo messer Baptista visconte cum xv. caualli bene
in ordine. Eodem die ritomo da li inimici messer berlingeri caldora cum tu-
cta sua robba et xxx caualli et sua gente.
Die xxviij. eiusdem.
Molti Stratioti se ne fuggirò dal campo de li inimici et vennero ad quello
. del I. S. Duca per pigliare suo soldo. Et fu fama che li inimici voleano partire :
che tucto quello jomo stetteno armati. Lo Rossecto de capua caualco con li
soliti cavalli leggeri et certe squatre de balestreri et se imbosco per expectar-
li : non exiere inimici.
Die xxviiij. eiusdem.
Arriuo a bordellano Mess^ Jean Francisco de ToUentino cum vij. squa-
3
GIUGNO M.** ecce Lxxxiiij.* l8
tre de la ecclesia: li lasso et fece alloggiare le diete squatre per ordinatione
del 1. S. Duca per expectare 1 altre et intrare in campo cum tiicte: et sua per-
sona venne quella sera a basare la mano al prefato 1. S.
Die vltimo eiusdem.
Ritorno in campo lo Conte Marsilio con le squatre porto ut dictum est
supra. Et cosi ritomo Messer Renato cum soi fanti. M.^ ferrante summo mane
ritorno in campo : che quella nocte hauea gabbate le scolte de li inimici dato
loro lo nome et leuato loro caualli.
LUGuo Die primo Julii M.^ ecce Lxxxiiij.*"
Lo Illustrissimo Signor Duca de Calabria caualco a xij bore con tucti li
signori del campo et andò fino a bordellano da qua del ponte de oglio quale
fece fare sua 1. S. et li scontro lo I. S. Duca de ferrara et lo I. S. Duca de bary
Messer francesco sechi et lo Imbasciatore del Signor Re che vernano in campo.
Scaualcoro tucti se abbracciare et accarezareno assai. Montati a cauallo cum
le solite solempnita entroreno in campo lo quale tucto stana in festa per loro
venuta : campane bombarde trombe et altri instrumenti non perdeuano tem-
po : furono tucti receputi in conuiuio laute dal predicto 1. S.Duca de Calabria.
Sumpto prandio se andoreno a riposare dicti Signori bora xxj. Caualcoreno
tucti et lo I. S. Duca de Calabria monstro loro tucti ripari et fortilie del campo.
Die ij. Julij.
Summo mane lo I. S. Duca con li prenominati Signori fu a cauallo. Ca-
ualco suo solito more a le vedecte : li fece correre alchuni soi corseri. Ritor-
nato audio messa con 1 altri dicti Signori. Reliquum diei posuit in Consilio.
Die iij. Julii.
Da li prefati Signori se caualco et audita missa et sumpto prandio con-
"'■*»»»-(,
19 M.^ ecce Lxxxiiìj.^ luglio
silium fecere. Nihil aliud actum est. Visitoreno lo Conte de pitigliano qui la-
borabat febre tertiana.
Die iiij. Julii.
Erumpente luce caualco lo I. S. Duca de Calabria con li altri Signori pre-
dicti fino a la Madonna. Et reversi et audita missa se trouoreno a la benedi-
ctione de le bandere che fu facta una gran solempnita. Eodem die sumpto
prandio caualco lo I. S. Duca de ferrara cum certe squatre et caualli leggeri
verso Gabbiano: tento de hauerlo: non lo volsero audire et reuersus est cum
quibusdam captiuis.
Lo I. S. Duca de bary caualco et andò a prouedere alli alloggiamenti del
campo : che lo I. S. Duca de Calabria douea partire lo di sequente con tucto lo
campo et tento de hauere cum bone parole la Moctella: non valuere preces
nec mìnae.
Die V, Julii.
Partio lo I. S. Duca de Calabria cum tucto lo campo de la Sanctissima et
Serenissima liga: che fureno cento et v. squatre et v milia fanti tucti bene in
ordine: jam orto sole: cum caualli leggeri et balestreri et alchune squatre et
tiro la via de Gabbiano. Lasso lo signor Duca de ferrara a le frontere de li
inimici cum caualli leggeri : quelli non hebbeno animo comparire ma quello
jomo lo Signor Roberto partio cum tucto lo campo. Ando ad alloggiare vicino
a farfengo. Sua L S. come comparue a Gabbiano de continente viso ilio et ter-
ritis hostibus se arrende et li alloggio vicino a noi a tre miglia cum malissimo
ordine: et quella nocte se partio quasi fuggendo perterritus nomine Illustris-
simi Ducis. Et hebbe quello jomo sua I. S. tre terre videlicet Gabbiano Villa
chiara Vuanengo che tucte ce donoro le chiane.
LUGUO M.^ ecce LxXZiiij.^ 20
Die yj. Julii,
Perche lo di dinanzi lo I. S. Duca de Calabria mando Gurello Carazolo
cum li soi Calappi a farfengo a reducere quelli homini a dare la terra non ne
uolseno fare niente: ne riporterò alchuni captiui de taglia et scaramuzorQ et
ne amazaro et ferirono alchuni. Delibero sua I. S. caualcare a bona bora cum
caualli leggeri et balestreri et le squatre ordinate: a farfengo quelli homini ve-
dendo solo sua presentia illieo se dettene et li alloggio quella sera lo S."""* et
Ser."** campo. Et hebbe quello jorno v. terre cioè Farfengo Patrìnella Lamoc-
tella Cugnolo Orlano. Cugnolo prese lo Magnifico messer Berlingero Caldera.
Die vij. eiusdem.
Sua I. S. guardo lo jorno de la constellatione et non uolse muouere lo
campo : pure non dormio ymmo mando sua gente et quello jorno hebbero le
infrascripte terre videlicet: Trigniano Petrinaca Scarpizola Cremezano Yerola
vechia Yerola alghisi Labreta Scorzarolo. Hora xxj. Tennero fino in Lx fanti
del Signor Roberto vicino a lo alloggiamento per furare caualli: sua I. S. ne
hebbe sentore ce mando lo Rossecto et ne porto presoni xL.
Die viij. eiusdem.
Se partio sua I. S. con tucto lo campo* da farfengo et venne a barbariga
la quale in primo se monstre arrida et salutaua lo campo de bombarde ed ar-
cabusi per vna grossa hora: postea viso Illustrissimo Principe se decte in sua
mano. Li alloggio quella sera con tucto lo campo assai comodamente. Li ini-
mici alloggioro vicini ad noi tre miglia et perdereno quello di alchuni carriaggi
che li prese lo capoano et fin in iiij carri de artigliaria. Hebbe diete L S. tre
terre videlicet : Barbariga Frontignano Barignano : et quella nocte li nostri
presero le scolte de li inimici a cauallo.
21 M.^ ecce Lxxxiiij.^ LUGUa
Die viiij. Julii.
■
Questo jomo riposo lo S."*® et Ser.™* exercito abarbariga et lo DI."** Signor
Duca de Calabria fece caualcare lo Messer Rossecto cum alchuni altri caualli
leggeri et balestreri verso brescia et hebbe Manerbi.
Die X. eiusdem.
Lo 111.™* Signor Duca prefato hebbe tucte le infrascrìpte terre Cortigelli
Quìnzanello Buldeniga Cignano Gatignano : doue Messer loysi de capua se porto
éxcellentemente et strenue perche ce dono baptaglia: tandem quelli homini
se decteno et in Gatignano ce erano ce. boni fanti.
Eodem die fu preso etiam Brandiga Àzano Ponte de le Gaptelle Del. Sum-
mo mane caualco lo Gente de cayaccia verso brescia et fece vna bella corra-
rìa : riporto la palma de cento capi de bestie grosse et più et altra robba de
valore de parechie centinara de ducati. Et de hoc ab Illustrissimo Duce fuit
summe laudatus. Et induxe a li bresciani non modico terrore.
Die xj.
Parte lo Illustrissimo et Excellentissimo. Signor Duca de Galabria con lo
S."® et Ser." exercito de Barbarìga et vene ad alloggiare et acampare centra
Lunghena la quale per essere forte de sito et mure et fossi de acqua non se
volse dare usque ad vesperas: sed minis et precibus tanti Ducis delibero do-
narse in mano de dicto Illustrissimo et prefato Signore.
Eodem die entro in campo Messer Joanni bentivoglio cum iiij squatre de
homini de harme et due de caualli leggeri bene in ordine: et entro in campo
anchora cum ipso a xj bore lo protonotaro mantuano de casa de li Agnelli
mandato dal Summo Pontiflce come rispondente.
Eodem die sumpto prandio lo Messer Rossecto cum due squatre de ca-
ualli leggeri caualco fino a le sbarre de brescia non trouo anima nata. Rever-
LDGLID M.® ecce Lzxxiiij.^ 22
sus fu a le mano cum li inimici: ne porto presone vno Stratiota et certi ho-
mini de arme.
Die xij, eiusdem.
Lo prefato I. S. fu in Consilio con li altri collegati per deliberare doue se
douesse ire a campo. Et lo I. S. predicto a xviiij hore caualco cum ce. fanti
et cento Guastatori et Gaualli leggeri per vedere lo paese de li inimici et pro-
vedere a le spianate per lo S."^ et Ser."»« exercito in sua partita.
Eodem die fu nona in campo come Troyano pappacoda lo quale demo-
rana a Robecha con sua gente de arme assalto certe terre de li inimici da qua
de oglio et prese Cigole Pagone et San Ceruaso.
Die xiìj. Julij.
Lo L S. prefato non attese ad altro che a mandare da fora verso brescia
et verso lì inimici per intendere loro motiuo et per hauere notitia del paese :
et furono presi da li ragonesi alchuni presoni.
Et tucto quello jomo fu posto in consiglio fra li signori de la S."* et Ser.»*
liga. Et se delibero partire lo di sequente.
Die xiiij. eiusdem.
Non partio da Lunghena lo Illustrissimo Signor Duca de Calabria per
certa sua indispositione et reuolutione de stomaco. Riposo quello jomo et air
tese a stare forte. Venne Albino da napoli: conferio con quello molte cose: et
per più vie se hebbe nona che li Stratioti per la questione facta con li homini
de arme de li inimici haueano venduti loro caualli per penuria de denari et se
partiuano dal signor Roberto. Et dal predicto L S. fu facto consiglio et delibe-
rato la partita del campo da Lunghena.
23 M.^ ecce Lzxxìiij.'* luguo
Die XV. eiusdem.
Ordinate tucte le squatre et faDtarìe et Carrìaggij et altre cose necessarie
per la partita del campo : partio lo prefato 1. S. Duca con tucto lo exercito de
la S."*' et Ser."* liga orto iam crepuscolo et audita suo solito more missa et
acampa centra Bagnolo bora xij. et tucto quello jomo ne andò in alloggiare
perche a xij. bore anchora veniano in campo squatre: che già erano adunate
in lo S."** et Ser.""** exercito squatre cento et xx. et più de v mila fanti et tucti
boni. Et in lo alloggiare erano visitati da la terra de bombarde de passauolanti
et sagipte invenenate ne amazoro quella sera fino in v. quactro Saccomanni et
vno homo de arme.
Die xvj. eiusdem.
Fino a terza quelli de bagnolo trassero per lo campo et recognoscendo
loro errore demandauano pacti al dicto Signore : sua L S. non ce porse le
orechie ymmo fece fare loro risposta che non U uolea se non per forza : per-
territi minis se dectero illieo ad discretione sua : a li soldati che ce erano en-
tro fu data licentia lo jomo sequente rimandati in campo de li inimici in jub-
bone et senza coppula: a quetU de la terra vso equità come e suo solito co-
stume.
Die xvij. eiusdem.
Bona bora lo I. S. Duca comando fossero facte certe spianate per lo
campo per possere conducere tucte le gente de arme a sua babitatione biso-
gnando. Et se mando li Guastatori a fare le spianate per possere passare lo
exercito più liberamente. Et tucto quello jorno se pose in Consilio.
Die xviij. Julij.
Entro in campo Pietro Colompna cum xxv. homini de arme. Et lo I. S.
LDGUO M.® ecce Lzzziiij.^ 24
Duca con li altri Signori fu bis ilio die in consiglio. Et eodem die entro in
campo lo Conte Jacomazo cum sua gente. Et li nostri scaramuzoro con li
inimici et ne fureno morti sei fra 1 una parte et 1 altra: a xxj. bora fu con-
cluso lo parentato fra messer Jean Jacobo triuulsi et lo signore antonio ma-
ria de Sanseverino cbe piglio la figlia sua per sposa et lo Signor Galeazzo la
figlia del signor lodouico.
Die xyìììj. eiusdem.
Ante lucem vno saccomanno de vera ribaldaria grido ad arme per po&-
sere più facilmente robare qualche cauallo come fece; et levo lo campo in ar-
me et se pose in fuga cum vna jumenta et fu preso da le' nostre scolte et fu
impiccato a la piaza. Eodem die a xij bore li nostri erano a saccomanno : li
immici li assaltoro : fureno a le mano et fu morto Luca Sauello Gentile bomo
romano conducto da venetiani da uno Saccomanno miseramente cbe andana
a la strata per bauere persi dui cavalli grossi et cercaua recuperarseli : non
se uolse arrendere. Àlii se posero in fuga.
A xiij bore ne venne da la banda del S."' et Ser."® exercito vna squatra
de xxij bomini de arme cbe fureno de quelli del Signor Joanni Conte lo quale
pocbi di innanzi se era partito del campo de li inimici.
Die XX. eiusdem.
Audita missa ante lucem caualco lo I. S. Duca per ordinare la scorta de
li Saccomanni cbe andana senza alcbuno ordine. Reuersus fuit in Consilio et
sumpto prandio mando a donare uno bello carro cum quactro boni et robu-
sti boni et dui muli al Signor Conte de Marzano lo quale bavea perso ben
viij sol muli a la scorta per andare li sol senza ordine. Grata extitere munera.
Eodem die ritomo in campo lo signor Conte de pitigliano lo quale era restato
in Cremona per indispositione del suo corpo da la partita fece lo campo da
quinzano.
.^
25 M.^ ecce Lxxxiiij.'* luglio
Die xxj. Julij.
A bona bora fu a cauallo lo I. S. Duca et cum tale orcljne mando la'
scorta de li Saccomani che andoro et toraoro a saluamento : che senza proui-
demento de sua 1. S. omnia ruebant in peius. Eodem die entro in campo Ra-
nerì de lagni cum ccc fanti de la guardia et bene in ordine et quasi tucti capi.
Et più entro in campo vna squatra del Signore de Carpi che in tucto in lo
S."*** et Ser."^ campo sono al presente c.^ et xxx squatre. Et ritorno in campo
ferranto homo de arme del conte byeronimo che andò da la per combactere
cum vno altro qui venia impetrata noluit: ritomo cum triumpbo.
Die xxij. eiusdem.
Seguito suo stilo lo prefato Signore caualco et prouide per la scorta de
li saccomanni: bora \}. fu referito a sua I. S. che 15 squatre de li inimici &-
rano partiti de loro campo et veniano ad assaltare la scorta che sua I. S. ha-
vea mandata : de subito mando a chiamare tucti li capi et fece armare lo
campo et prouide al necessario ita et taliter sua prudentìa che non fo altro.
Eodem die ad bore xx fu conclusa la treuga fra 1 uno campo et 1 altro
et leuate le offese.
Die xxiij. Julij.
Lo 1. S. Duca caualco summo mane et ordino la scorta et prouide che a
le sbarre stesse uno homo discreto che non lassasse passare quelli che ve-
rnano del campo de li inimici che concorreano come formiche per comprare
del pane: et saria occorso qualche inconueniente per la peste hanno in loro
campo.
Eodem die se mcomincio a capitulare la pace futura. Et a xx bore ca-
ualco lo prefato I. S. et lo Signor Duca de bari con Messer Joan bentiuoglio
et 1 altri Signori de la S."** et Ser."** liga fuora del campo : doue venne lo si-
%.
LUQUO M.* ecce Lxxxiiij.* 26
gnor Roberto et tochata la mano al I. S. Duca de Calabria fu subito con lo
(lieto signor lodouico : et data la mano 1 uno a 1 altro cum debite et conde-
centi reuerentie fureno in sermocinacione sempre ridendo et in festa per vna
meza bora grossa: reconciliati et reducti in bona amicitia se partirò bene sa-
tisfacti 1 uno et 1 altro.
Intro in campo quella sera con li prefati Signori Antonio maria con
molta festa. Et accompagno lo signor lodouico fino a sua habitatione.
Die xxiiij. Julij.
Orto sole fu a cauallo lo I. S. Duca con li altri Signori fuora del campo:
doue sua I. S. fece venire de li soi corseri xxvj. Et arriuando lì antonio ma-
ria lo figlio del Signor Roberto : et passeggiato alquanto a cauallo et li corseri
tucti stando a la fila: comando a suo Cauallaritio che li facesse correre et ga-
luppare ad vno ad vno : et vistoli tucti ritomo in campo et aliquantulum quie-
uit: et a xv. bore arrivo fracasso in campo a mangiare cum sua I. S. et sum-
pto prandio stetteno a piacere per spatio de due bore. De poi caualco dicto
fracasso et andò a uisitare lo signor lodouico et demoro cum quello per spa-
tio de tre bore bone et caualcoro et vennero a la babitatione del prefato I. S.
Duca de Calabria con li altri Signori. Doue fecero consiglio fino a xxiij. bore.
Deinde discessere.
Die XXV. eiusdem.
Tucto quello jomo se discusseno fra li Signori de la S."'* et Ser.*"* liga
alcbuni dubij de la pace et feceno consiglio. Se delibero mandare a ferrara
lo imbasciatore del signor Re. Et omnino che la pace sequisse : perche era
necessaria per Italia et prò bono comuni.
Die xxvj. Julij.
Erumpente luce lo L S. Duca de Calabria prese la medicina de manna
27 M.^ ecce Lxxxiiij.^ luguo
per purgarse et rinfrescarse : que medela multum confert corpori. Tucto
quello jomo concorsero li Signori a uisìtare sua I. S. et dell uno campo et
de 1 altro.
Die xxvij. eiusdem.
Arriuoreno in campo xL. corseri del 111."* et excell,"*» Signor Duca de
Calabria bora xv. cbe vernano de napoli. Et ad bora xvìj. partìo Albino per
napoli per faccende necessarie et in pressa.
Hora xxj. entro in campo lo R."** monsignore Ascanio Cardinale accom-
pagniato dal I. S. Duca de Calabria dal Protbonotaro Mantuano dal signor
lodouico et da tucti Signori et Imbasciatori de la S.""' et Ser."** liga et quasi
da tucto lo campo cum grandissimo honore.
Die xxviij. eiusdem.
A bona bora partio de campo da bagnolo lo signor Lodouico et lo Re-
uerendissimo Cardinale suo frate per Milano per prouedere a certe cose per
quello stato et per ritornare presto.
Die xxviiij. Julij M."^ 0000."^ Lxxxiiij.*"
A XX bore caualco lo I. S. Duca con quelli altri Signori de la liga et an-
dò da fora el campo due miglia. Doue venne lo Signor Roberto con li pro-
ueditori per parlare cum sua I. S. et erano venuti vicino al campo del pre-
fato I. S. a due miglia. Lo signor Roberto uiso Duce uolse scaualcare per ba-
sare la mano al I. S. sua L S. non lo permisse: li tocbo la mano: se abrac-
cioro cum rise et festa. Lo simile feceno li proueditori: parlerò insieme et di-
scessere. A xxiiij bore sua L S. mando francesco suo spetiale a venetia.
Die penultimo eiusdem.
Summo mane partio messer Simonecto de bel prato imbasciatore del si-
1
Luouo M.® ecce Lxzxiiij.^ 28
gnor Re per napoli: mandato dal I. S. Duca per facciende molte necessarie.
Eodem die a xviiij bore venne in campo vno jentile homo venetiano ad visi-
tare lo I. S. Duca et eadem bora venne in campo lo Signor Diophebo per vi-
sitare pure dicto I. S. et entro bene in ordine. Goncorreano li bresciani in
campo come formicbe per vedere lo I. S. Duca tanta fama bauea sua Signo-
ria in lo paese per le cose successe: et stanano in admirarlo come statue de
marmoro fixe.
Die vi timo Julij.
Vno figlio de li proueditori del campo de li venetiani venne a visitare lo
I. S. prefato cum molti altri : fu visto volenteri et accarezato da quello molto.
AGOSTO Die primo augusti M.^ ecce Lxxxiiij.®
Lo I. S. Duca de Calabria audita eius solita missa caualco a le sbarre do-
ue fece venire soi corseri et li fé correre et rediit domum. Sumpto prandio
vna grande multitudine de Venetiani Bresciani et bomini de arme del campo
de li inimici concorsero a visitare sua 1. S. : a tucti fece careze et bona ra-
colta taliter cbe se partirò de ipso molto satisfacti.
Die ij. Augusti.
Caualco lo prefato I. S. et uide certi corseri et confabulo con li Signori
Imbasciatori de la S."* et Ser."* liga donec equus cursum perficiebant suum: et
reuersus audio la messa et sic dicti Domini. Sumpto iam prandio molti Sir
gnori et Ciptadini Venetiani et Bresciani vennero a uìsìtare sua I. S. et per
vedere li corseri de quella.
Die iij. Augusti.
Audita prius missa equitauit Illustrissimus Dux et reuersus vdio vn altra
messa et cum sua I. S. tucti li Signori de la liga. A xij bore ritorno da Mi-
X
29 M.^ ecce Lxxxiiij.** agosto
lane lo Signor Duca de bary. Et a xiiij fu mandato lo bampno regale che
nullo presumesse dampnificare li venetiani in alcuna cosa.
Eodem die a xviiij bore fu vna tempesta cum grandine grossissìma che
duro per vna grossa bora che indusse a molti degeneri animi non picholo ti-
more: et in quello tempo li Saccomanni del campo per lo inteso bampno ha-
ueano vnanimes deliberato sacheggiare la piaza et lo fecero. Lo I. S. Duca de
subito fu a cduallo con li fanti de la guardia sua non risguardando ne ad gran-
dine ne ad vento: corse a la piaza percotendo quello rebuctando quello altro.
Le lancio volauano : li Saccomanni viso Duce se posero in fuga come stor-
nelli et cosi fu remediato quella sera : chi perdecte suo dampno.
Die iiij. Augusti.
Ante lucem caualco lo prefato Signore con li altri apresso et reuersus
et audita missa ad prandium conuolauit. Et quello di molti venetiani et bre-
sciani li vennero a basare la mano. Lo Signore se ofTeriua a quelli : replica-
uano che considerato che sua Signoria era fratello de la loro L S. ipsi erano
parati a li suoi comandi et stanano per seruire a sua L S. Dono quello jorno
molti caualli lo prefato Illustrissimo Signore.
À xxj bora entro in campo Messer pietre philippo pandolflni mandato
da la excelsa Signorìa de fiorenze Imbasciatore appresso lo L S. Duca de Ca-
labria et cum grande honore accompagnato da tucti li Signori de la S.""^ et
Ser."^ liga fino a la habitatione datoli in bagnolo.
Die V. augusti.
Suo solito more equitauìt lUustrissimus Dux et vidit suos equos et totum
diem posuit in Consilio : et aliud nihil actum est.
Die vj. eiusdem.
«
Se contmuauano e capituli de la pace et bona bora lo L S. Duca lo Si-
AGOSTO M.** ecce Lxxxiiij.** 30
gnor lodouico et 1 altri Signori Imbasciatori de la S."' et Ser."' llga furano con
lo Signor Roberto et proueditori venetiani et flnaliter se partirò mezi discor-
dati. Fuerunt omnes sumpto prandio in Consilio et res foit reducta ad bo-
num pacis.
Die vij. eiusdem.
Lo I. S. Duca predicto audita sua solita missa erumpente ^ole caualco et
«
fece ponere in ordine soi paggij con li soi corseri : fece la via de le vedecte
doue lo Signor Roberto et proueditori vennero et li fece correre dicti corseri
et ragionaro insieme. Deinde discessere omnes leti et dato obsculo ad inui-
cem venit Dux ad prandium : bora xviiij fuerunt omnes in Consilio et fuerunt
facta capitula pacis. Dominus ludouicus Dux bary equitauit cum pontano Se-
cretano primo eiusdem Illustrissimi ducis Calabrie et fuerunt cum Domino
Roberto de sancto seuerino et eo sero conclusa fuit Pax sancta Pax bona Pax
diu desiderata ab omnibus viuentibus et a militibus ut ita loquar.
Die viij. Augusti.
IHustr."*" et Exc.""* Dux Calabrie equitauit suo solito more. Et comando
ai suo Cauallaritio facesse andare apresso sua Signoria fino in xxx corseri
boni et ita actum est. Ando fino a la frascata et a 1 acqua in la strata de bre-
scia doue vennero lo Signor Roberto Proueditori et altri Signori. Li se videro
de bona uoglia et se acharezoro insieme et basoreno.Lo Signor Roberto decte
in mano al dìcto L S. vno ramo de olino in signum pacis iam facte ad hono-
rem summi Dei et Beate virginis et Sancti Georgii et ad summam quietem no-
stram. Et parthenopeam vrbem petiemus ouantes.
Sumpto iam prandio vennero in campo li proueditori et Sindici venetia-
ni : fureno raccolti et visti volentere et quasi tucto lo campo de venetiani pre-
dicti concorse quello jomo in campo de la S."** et Ser."' liga et comproreno
tanto pane che quella sera non se ne trono bochone per li soldati del prefato
31 M.^ ecce Lxxziiij.® aoosio
I. S. Sit benediclus Deus che ce ha data la sancta pace a dìspecto de li Astro-
logi qui aliud judicabant éo anno.
Die viiij. eiusdem.
Fece caualcare alchuni soi con certi corseri et condurli a la frascata et
li fece correre suo solito more. Eodem die de sero fece correre certi altri cor-
seri et li fece vedere al Illustrissimo Duca de bari al quale ne dono vij. ad sua
electione. Et die eodem summo mane lo Signor Roberto venne a la frascata
vicmo a lo campo de la S."' et Ser."** liga doue lo I. S. Duca andò co li sqì: et li
foce venire due belli boni et degni corseri et una jumenta saynata con le barde
innaurate con li passaturi. Li nomi de li corseri 1 uno se chiamaua lo leggia-
tro 1 altro Gazullo : furono molto accepti al dicto Signor Roberto. Ad Anton-
maria dono dicto L S. lo corseri chiamato lo Sauro de troyolo. Molti altri ca-
ualli sua I. S. dono illis diebus a quelli Signori che ascenderò ad numero de
LviiJ. Jacobo pappacoda partio per ferrara per fare restituire quelle terre che
erano in potere de venetiani.
Die X. Augusti.
Lo Signor Roberto et li Proueditori lo signor Lodouico messer Joam ben-
tiuoglia messer Jean francesco de ToUentino lo Conte antonio maria de la Mi-
randula et molti altri Signori furono -conuitati dal prefato L S. a la frascata.
Doue furono piantati li pauiglioni et parchi dignissimamente. Bona hora sua
L S. fu li audita prius missa et così li conuitati : fece venire soi corseri et fino
in XV. giannecli barbari: tucti corsero ad sonum tube due per due. Vbi erat
maxima copia hominum. Hoc peracto andoreno ad tauola : de viuande varie
et copiose non ce fu penuria et vini boni : melloni et fructè assai. Laute co-
medere omnes. Sumpto prandio furono stipulati et jurati li capitoli de la pa-
ce. Deinde quieuere et per tucto quello jorno stecteno in festa et in piaceri.
AGOSTO M.^ ecce Lxxziiij.^ 32
Die xj. Augusti. »
Pure bona bora audita missa caualco a la frascata et per loro piacere
quelli Signori fecero correre caualli : postea venere ad prandium. Quieuit 11-
lustrìssimus Dux per horam et illieo lo capitano de brescia et altri venetiani
Diophebo cum molti altri vennero ad visitare lo I. S. Duca. Fureno raccolti da
sua I. S. molto volenteri et accarezati : videno tucto lo campo et li caualli et
corserì de dicto L S. et demororo con quello et con lo signor Lodouico per
duas horas: ea causa che ce erano dui proueditori venetiani: de li quali vo-
lendose partire vno casco et lo cauallo adossoli in modo se guasto vna gam-
ma. Lo I. S. manibus propriis lo piglio et con 1 altri lo fece condurre a suo
lecto adibitis suis medicis: demoro li vna nocte et lo altro jomo fino a xviìj.
bore et discessit. Fu accarezato et non li fece manchare cosa nulla lo dicto
I. S. Duca : fu gouemo come se fusse stata la sua persona propria.
Eodem die a xj. bora entro in campo lo Signor Roberto che uenne a
uisitare lo Signor Duca de Calabria et fece coUatione cum sua I. S. Quella
sera ceno con lo I. S. Duca de bary : a la quale cena se trono lo prefato I. S.
Duca de Calabria et altri Signori et li figli del prefato signor Roberto cenoreno
con la persona sua : quos respiciebat tamquam caros filios. Ritomo in lo
campo de venetiani sumpta cena (distabat nam per vj. milia passum ) ac^
compagnato fora del campo da li predicti Illustrissimi Signori.
Die xij. augusti.
Dux et alii domini equitarunt eorum solito more et reuersi ad prandium
quietarunt. Lo prefato I. S. fece cauallere vno nobile homo bresciano lo quale
venne ad uisitare sua L S. et per sua virtù fuit adsumptus ad dignitatem il-
lam : hora xxiij. cenante Duce venne lo Signor Roberto in campo fino alha-
bitatione de dicto L S. Sua L S. se leuo da tauola et iuit illi obviam per viij.
passus: lo accarezo assai. Finita cena sociauit illum usque ad exitum viarum.
33 M.^ ecce Lxxxììij.^ agosto
Die xiij- augusti.
A bona bora lo I. S. audita prìos missa caualco ad locum solitum et li
trouo lo Signor Roberto et per boras duas trascorsero molte cose. Sumpto
prandio aliquantulum dormiuit. A xxij bore venne lo signor Roberto de im-
prouìso a cenare con lo I. S. Duca de Calabria : in la quale cena se trono ipso
con lo signor lodouico: lo conte de cayaccia figliolo del dicto Signor Roberto:
lo signor Messer Ridolfo de Gonzaga: messer Joaniacobo de Triuulsi et lo frate
et molti alii signori et fu cena sumptuosa et laute facta per essere stata facta
improuiso et in illis locis. Sed nil mirum ad tuo tanto Prìncipe. Dono lo prefato
I. S. vno bello et bono corsero al predicto messer Ridolfo. Sumpta cena Do-
mini sociarunt dominum Robertum vsque ad exitus campi. De poi fureno po-
ste le scolte et venner le squatre accostumate a la guardia de la persona de
dicto I. S. et li fanti soliti : che benché fusse facta la pace et non paressero
necessarie tali guardie ad maiorem cautelam le facea fare dicto signore sua so-
lita prudentia.
Die xiiij. augusti.
Lo I. S. Duca cavalco a piacere con li soliti Signori li quali conuito tucti
a lo alloggiamento del Signor Conte antonio maria quella mactina: et fuit dies
sabbati et piscium fuit ibi maxima copia. De sero lo signor Roberto lo visito
et per horam fuere simul allocuti : bora xx voluit vesperos.
Die XV. augusti.
A bona bora surrexit e lectulo : audita la messa cantata solempniter co-
medit et ìllico equitauit et fuit cum Domino Roberto in locis solitis. Sum-
pto prandio per duas horas venne vno de li proueditori cum grande caterua
a visitare sua I. S. perche douea partire cum tucto lo campo de la S."' et Ser."''
liga da bagnolo. Fecero Consilio et parue al signor Roberto che se expectasse
}
AQQ8I0 M.^ ecce Lzzxiiij.^ 34
la noua de la restitutìone de le terre de ferrara. Et eodem die a u bore venne
nona come lo Papa era morto: et morie gioaedi che foreno li xij. del dicto a
T. bore de nocte. Et andito boc nono Messer Joanfrancesco de Tollentino bo-
mo del papa cbe era in gouemo de la gente de la ecclesia se partio de subito.
Non potuit seuum ulla uis extinguere Sistum ;
Et tìx audito nomine pacis obijt.
Die xvj. eiusdem.
Caualco lo I. S. Duca a lo frascato ut solebat. Sumpto prandio dormiuit:
decte audientia a loysi de casalnouo cbe veniua da napoli et a Jacobo pap-
pacoda cbe veniua da ferrara. Statim fu a cauallo con lo Signor Roberto et
proueditori cbe lo erano venuti a visitare et equitarunt versus babitationem
Domini ludouicL
Die xvij, augusti.
Caualcato sua I. S. et sumpto prandio dormiuit aliquantulum et ilio die
cenauit apud Dominum ludouicum cum aliis Dominis: et a xxiiij bore se levo
remore per vno cauallo fra quelli del signor messer Joam bentiuoglia et quelli
de antonio farina ita et taliter cbe se non fusse stato lo prefato signore a ca-
uallo presto se tagliaua a pezi tucto lo campo. Sua I. S. annata manu diuise
et separo li litiganti et redusse Io campo in summa quiete cbe tucto era ar-
mato squatre et fanti et andana a remore: sua solita prudentia sedauit omnia.
Et quella noct^ da li sei fece guardare la piaza et lo resto del campo. Eadem
die sua I. S. fece iiìj. cavalieri et li vestio de brocato.
Die xviij. eiusdem.
Summo mane lo I. S. audita missa caualco a la frascata doue trono
lo Signor Roberto li proueditori cum molti conducteri de venetiani li quali
\
35 M.® ecce Lxxziiij.^ Aflosio
expectanano sua I. S. che se douea combactere per due guide de 1 uno et
1 altro campo et combatterò et fureno amicissimi. De poi se giostro per fra-
casso et antonio maria et duo altri jentili homioi. Et quella mactina fu facto
festa et tucti verniero a mangiare con lo prefato I. S. Interim lo signor lo-
douico se partio per Cremona. Tucti li predicti Signori si riposoro in la habi-
tatione del Signor Duca et quella sera cenoreno cum quella. Essendo in
tauola se leuo romore che erano certi che se tagliauano in pezi: lo prefato I.
S. se leuo da tauola saltando et correndo come uno cerno et sedavit omnia. Et
a xiij. bore partio lo signor lodouico per Cremona: che andò ad scontrare lo
cardinale suo fratre che andana a roma volando.
Die xviiij. augusti.
Lo S."^ et Ser."*® exercito partio da bagnolo et venne ad alloggiare a Mi-
nerua con lo ordine suo et senza scandalo. Loco trono lo I. S. Duca de Cala-
bria lo signor Lodouico che era stato con lo signor cardinale suo frate: et ri-
tornato feceno consiglio et quella sera ceno apresso dicto signor ludouico.
Die XX. eiusdem.
Lo signor Roberto et li proueditori de li venetiani vennero a Minerua a
visitare lo I. S. Duca de Calabria et presero licentia da sua L S. et partirò.
Quella sera dicto I. S. conuito a cena lo signor lodouico messer Joam benti-
uoglia et messer Joan Jacobo et altri Signori. Et quieuere per illam noctem.
Die xxj. eiusdem.
Equitauit per campum ut ita loquar et cenauit ilio die apud Dominum
Lodouicum. Et prouidit domui sue per itinere versus Mediolanum. Et eo die
fuit numptiatus obitus regis Ungarie.
\
AQ06T0 M.^ ecce LzXXÌiij/ 36
Die xxij. augusti.
Similiter equitauit et venit nouum ferraria quia iUa castra iam erant re^
stituta. Et Dominus ludouicus cenatus est apud niustrissimum Dominnm Du-
cem: et lo Conte de pitigliano et lo Conte Antonio de marzano presero licen-
tia per Serazana a campo contra li Genouesi.
Die xxiij. augusti.
Partio lo ni."® et ex."** SignorDuca de Calabria con lo S."'' et Ser."® exer-
cito da minerua et venne ad alloggiare sua I. S. a Patrinella con la gente sua
et sforzescha: quella del papa et de li fiorentini presero altro viàggio per an-
dare verso roma et li fiorentini a Serazàno a campo.
Die xxiiij. eiusdem.
Da Patrinella summa luce partio lo prefato I. S. Duca et lo Signor lodo-
uico verso milano et lo prefato I. S. mando parte de sua casa a casal majore
a le stanze fino a sua ritornata da Milano: et come tocho andare in gouemo de
soi paggij et buie operi imposui finem. Deo gratias.
TtXoq xaTpe:
Continuerò le jornate facte per lo I. S. Duca de Calabria secondo me sarà
referito per non essermece trovato presentialiter.
Die xxiiij. augusti sua I. S. andò ad alloggiare a romanenga et riposo li
quella sera et facto consiglio delibero lo di sequente andare a trouare lo Si-
gnor Duca de milano che demoraua a Casciano expectando sua I. S.
37 M.** ecce Lxxxiiij.^ AGOffW)
Die XXV. eiusdem.
Da Romanenga partìo sua I. S. et andò a Gasciano bona bora et li fece
coUatione con lo I. S. Duca de milano et con lo Signor Duca de bary. Et andò
quella sera ad alloggiare a Treze: et riposato quello jomo alquanto prouide
suo optimo ingenio de bauere lo castello de Treze in mano: ilio sere non ua-
luere preces. Àddidit secundo die minas et habuit ut infra.
Die xxvj. augusti.
Riposo quello jomo in Treze et optenne lo castello minis: che era ri-
bellato al Duca de Milano. Lo castello viso Duce et preparatoriis auditis lo
restituì in mano de sua I. S. et fuit factum de hoc magnum festum.
Die xxvij. eiusdem.
Partirò li I."' Sig." lo signor Duca de Milano et lo signor Duca de Cala-
bria et lo signor Lodouico de treze et quella sera introre in Milano cum gran
triumpbo. Tucta milano venne loro incontra. Et a sua I. S. fu data la stantia
de castello. Et tucta quella cipta fece festa de suo aduentu.
Die xxviij. eiusdem.
Sua I. S.* riposo in milano et la sera de nocte trouandose granato de fe-
bre lo Signor lodouico per non fastidirlo et per alquanto quietarse andò per
stanza a casciano al palcho doue demoro cum sua casa per alcbuni jomi eo
maxime perche in Milano era la peste et ce ne merlano da xxv. in L.^ lo
jomo. Et in diete casano expediua sua I. S. molte facciende et assecto molte
cose ardue in vtilita de ^quello I. S. Duca de milano. Et caualcaua qualche
volta per dieta cipta et da tucti fu uisto volenteri et sempre honorato et sum-
mamente comendato de la facta pace. Et ne riporto grande gloria et partìo
da dieta cipta a U xxv de septembre.
SEPTEHBKS M.^ cccc Lzxziiij.® 38
Die XXV. septembris.
Lo I. S. Duca de Calabria partio de Milano et presa licentìa dal I. S. Du-
ca de dieta cipta se ne andò ad alloggiare quella sera a lodi.
Die xxvj. eiusdem.
Summa luce partio da lodi et venne ad alloggiare in Cremona doue fu
raccolto de bona voglia in casa de messer Gaspare del gallo.
Die xxvij. eiusdem.
Partito da Cremona quella sera alloggio in casal majore doue trono sua
casa et soi caualli che li era stantiati per quello tempo che sua I. S. demoro
in Milano.
Diexxviij. eiusdem.
Cavalco sua I. S. ad bore x. et audita missa con grande arte prouide
che tiicti li carriaggi] passassero lo pò : et Dio gratia passo tucto homo a sal-
vamento. Cascho solo vno mulo de la buctegliaria ma fu canato libero per la
diligentia et cura de colambrosio che se trono in lo passare : et quella sera
alloggio in reggio in lo castello : fu riceputo molto allegramente et li fu facto
honore assai. Et quella sera ad bore xxiij. bebbe nona che lo duca de ferrara
stava indisposto et per tale indispositione Madamma Elyanora Duchessa de
ferrara non posseua conferirse a modonà doue sua I. S. voleua alloggiare lo
di sequente : cosi delibero mutare proposito et summo mane cum pocha gente
caualco verso ferrara per visitare sua Illustrissima sorella la quale amaua
grandemente.
Die xxviiij. eiusdem in Carpi.
Mando sua casa et soi caualli a modona et sua I. S. caualco bona bora
39 M.*^ ecce Lxxxiiij.** septbmbbe
verso ferrara et andò ad alloggiare a carpi doue li fa facto grande honore da
quel Signore.
Die vltimo Septembris in ferrara.
Partio da Carpi orto iain sole et andò a ferrara doue dimoro quella sera
et dui altri jomi a complacentia de la prefata sorella sua lU.""* et li acconcio
molte cose.
Die ìij. Octubris in bologna. octobre
Orto diluculo et audita missa solita suo more et presa licentia da li Il-
lustrìssimi Signori lo Signor Duca et la Signora Duchessa de ferrara partio et
andò a fare collatione in Sancto prospero terra de bolognesi et li conuito li
imbasciatorì senesi et quella sera andò a bologna : de la quale cipta uscirò
fora tucti ciptadini a cauallo et pede et li andare incontra et rìcepecte gran-
dissimo honore.
Die iiij. eiusdem.
Bona bora surrexit bononie et audita missa fuit in ecclesia majori con
la Excelsa Signoria de quella cipta a la missa cantata: che quello jomo fu
sancto Petronio: et sumpto prandio in sere fu cum dieta Signoria et se corre
lo palio lo quale optenne lo corsero del Magnifico lorenzo de medicis.
Die V, eiusdem in layrano.
Se partio sua L S. da bologna et quella sera andò ad alloggiare in lay-
rano hiter Àlpes bononienses. Doue sempre sua Signorìa fu receputo con
grandissimo honore.
Die vi. eiusdem in fìorenzola.
Surrexit e lectulo bona bora : audita missa caualcho et andò ad allog-
1
OCI€BBB M.® ecce Lzxxiiìj.^ 40
giare a lo terretorio de fiorentìDi in fiorenzola dooe fa recinto hoDorifice et
semper aderant Gommissarii florentìni.
Die vij. octobrìs in Cauaggiolo.
Se pallio da fiorenzola orto sole et andita missa: et eo die lo magnifico
lorenzo lo venne a tronare et conduxe soa L S. a Canaggiolo sna villa dono
qaella sera lo ricepette satis honorifice : et la casa de saa L S. andò ad al-
loggiare a la Scarparia. Robba ce era copiosa et bona et fu facto a tatti gran-
de honore.
Die viij. eiusdem in fiorenze.
Caaalco con lo Magnifico lorenzo bona bora prias aadita missa verso
fiorenza. Incontro li aenne grande copia de ciptadini percbe tncto bomo bra-
mana vedere tanto Dlostre Signore maxime per la secata pace de ytalia sao
medio et sois viribos et virtntibos. Entro in fiorenze bona bora: tncte le strate
fenestre et boctegbe piene de bomini: donne parate: pizoli: per tncto Duca
' Duca. Passo per la piaza done la Excelsa Signoria venne a le scale et li tocbo
la mano : presa licentia fa accompagnato da tncta la plebe a sancta Maria No-
aella et li fùreno facte le expese a tatto bomo de ogni cosaet abbandantissime.
Die viiij. Octobris 1484. Florentiae.
Lo nL** Signore solita soa bora sorrexit et aadita missa et facta coUa-
tione se qaieto alquanto. Et bora xviiij. la excelsa Signorìa venne a visitare
saa I. S. Et ce concorse tncta fiorenze : la qaale tocta staaa in festa per la ve-
nata de tale L S.
Die X- ejusdem. Florentiae.
Aadita missa et sampto prandio visito laExcelsa Signoria et lo magnifico
Lorenzo ce lo accompagno. Et andò per fiorenze ad solazo da tncti accarezato.
41 M.^ ecce Lxxxiiij.** ecroBBE
Die xi, eiusdem.
Sumpto prandio vide sua I. S. vani colori de panni et seta et ne compro
assai per bisogno de sua casa. Et equitauit per ciuitatem : et nullo se saciaua
de seguitarlo et de mirarlo. Et uisitauit Dominos et prese licentia.
Die xij. eiusdem.
Bona tìora surrexit et facta collatione vide molti cristallini et sua I. S. ne
fece comprare et equitauit et fu accompagnato da tucta quella cipta et man-
dati con sua I. S. Imbasciatorì et Gommissarij li quali hauessero ad prouedere
per tucto lo territorio loro che fussero facto le spese a tucto homo. Et certe
non se lasso a fare niente in honore de dicto I. S. Et quella sera andò ad al-
loggiare a castello Sanjuuanni doue era facto digne prouisione.
Die xiij. Octobris.
Partio bona bora da Castello Sanjuuanni et andò ad alloggiare in Arezzo
in la quale cipta per la venuta del prefato I. S. fu facta gran festa et nbbili
prouisioni.
Die xiiij. eiusdem.
Partito quello jomo da Arezzo orto iam sole andò ad alloggiare quella
sera bona bora al borgbecto de Cortona vbi. bonorifice fu recepto. Et ibi re-
perit Legatos Papae li quali li fece mangiare cum sua I. S. cbe erano venuti
per fare compagnia a quella et per condurre cum bonore ad Roma ad Inno-
centium Summum Pontiflcem : qui pontificatum acceperat eo anno et nouiter
post obitum Sixti eius predecessoris.
Die XV. eiusdem.
Da Cortona partito lo prefato I. S. et licentiati li legati fiorentini et do-
6
/
OGtOBBB M.° ecce Lxzxiiij.^ 42
nati a quelli optimi corseli et facte loro grande careze caualco con li imbar
sciatori ecclesiastici et quella sera andò ad alloggiare al Pycaro terra de la
ecclesia : et scaualcato bona tiora andò a vedere sua I. S. fare vetro et fece
comprare belli fiaschi et sumpta cena dormiuit.
Die xvj. Octobris 1484.
Venne quello jomo ad Oriueto a bona bora et fu uisto volentere et ho-
norato grandemente.
Die xvij. eiusdem.
Àrriuo quella sera ad Viterbo. Et ibi venit Cardinalis de Àragonia Ger-
manus sue 111."^ Dominationis : et se feceno insieme molte careze.
Die xviij- eiusdem.
Delibero andare a brazano Terra del Signor Virgilio et li vennero in cour
tra a sua I. S. lo Cardinale Vrsino lo Cardinale Sauello et lo Cardinale Co-
lumpna. Et lo prefato signor Virgilio fece a tucti careze assai: et li li tenne
lo di sequente.
Die xviiij. eiusdem.
Fu ordinato che non partissero de brazano et se riposoro et fu facto
gran festa.
Die XX. eiusdem.
Venne incontro al dicto I. S. verso brazano da Roma tucto lo ceto de li
Cardinali : tanta multitudine de gente che la via era tanto piena et percussa
de cauaUi che non se vedea se non poluere: et approssimandose a Roma
continuamente concurreua gente assai. Entro in roma ad bore ixij. cum tanto
triumpho che non se porrla scriuere. Bombarde per tucto: non ce resto fé-
43 M.® ccoc Lzxziiij.® octobbb
Destra non fosse piena de tappeti et de donne bene adomate et per tucte le
strato se gridaua: Duca Duca. Scaualco sua. I. S. a Sancto Pietro a lo Palazo
del Sommo Pontifice. Mutato et riposato alquanto post paulo andò a visitare
la Sanctita del N. S. Da quella visto volenteri et accarezato recepette grande
honore. Concessa a sua I. S. licentia ritomo a la camera: et sumpta cena tota
roma concurrebat ad palatimn per vedere tanto I. S. et illa nocte lo Cardinale
de ragona se riposo cum sua L S. Et dimoro in Roma fino a li xxvj. del dic-
to. Fu conuitato dal Vice cancellerò dal Cardinale de sancto petro ad vincula
et vltimo dal Summo Pontifice. Sempre quelli jomi in triompho et in festa
andò tucta Roma.
Die xxvj. Octobris.
Partio dicto I. S. da Roma donatali licentia dal Summo Pontifice et ac-
compagnato da tucti li Cardinali et Signori et Baroni chi per due miglia chi
per tre et quactro. Lo Cardinale suo Germano Sancto petro ad vincula et Co-
lunna lo accompagno fino a Marino et quella sera tucti li riposero. Et da quel
populo homini et donne ben visto gridando: echo lo Signor de la pace: de
sua arriuata loco ne fu facta gran festa da pizoli et grandi.
Die xxvij. Octobris 1484.
Sua I. S. partio da Marino data licentia a li tre Cardinali predecti et andò
quella sera ad alloggiare a Sermoneta in lo castello doue a sua I. S. fu facto
grande honore dal signore messer Joancola et fu a bore xxiij si gran vento
che non se possea habitare in quello castello.
Die xxviij. eiusdem.
Caualco summo mane lo prefato 1. S. et andò ad alloggiare a Pipemo a
bona bora. Et licentiati fuere legati ecclesiastici.
}
OCIQBRB IL® ecce Lxxxiiij.® 44
Die xxYÌììj. eìusdem.
Ad bore xviij arrìiio in fimdi: fa scontrato dal L S. Don fedmco sno
Gennano et Don ferrante sno frate non Tterino: dal signor Principe de Sa-
lerno et da molti Conti Baroni et Signori: che certo era expectato pia che lo
Missia. Fa dal Signor Ck)nte qaella sera recepato et molto accarezato. Ce se
troao anchora lo I. S. Don francesco sao germano che qaello anno era ritor-
nato de vngaria.
Die XXX. Octobrìs.
Partito da fondi orto iam sole andò a Gayeta ad alloggiare qaello dL Soi
caaalli andoreno con la Casa a Mola. Li Gayetati eo tìso fecero gran festa :
bombarde sparaaano : soni de campane : grida de grandi et pizoli per la a^a
era per lo advenimento de tanto Illnstre et loro Signore.
Die vi timo Octobrìs 1484.
Caaalco qael jomo et alloggio in Sessa dono de soa venata fa facta gran
festa et fa ricepato con Palio. Et tacta la cipta era parata et li Seggi erano
pieni de jentili homini et donne. Li concorsero molti neapoUtani a visitarlo.
KovEMBBE Die prìmo Nouembrìs.
Caaalco aadita prias nùssa et orto sole et andò ad alloggiare m Capaa
et fa recepato cam Palio et ne fece tacta qaella cipta gran festa. Et li par-
aali ce andoro incontro cam ramis oliaaram. Lo L S. Prìncipe sno Agnolo
primogenito lo expectaaa li et aadita fama de saa venata bona bora fa a ca-
aallo et li venne incontro : viso patre et scaaalcato et basatoli li pedi et la
mano fa basato da dicto L S. et visto de tanta bona no^ che non se porria
dire pia.
45 M.° ecce Lxzziiij.^ notehbbs
Die ij. eiusdem.
Àudita missa et orto sole fu a cauallo cum tucta la cateraa de li prefati
Signori et molti più altri che per vedere sua I. S. che era stata dui anni da
fora in castris erano transcursi fino a capua : et andò ad alloggiare in Àdver-
sa. Saria intrato quello jomo in napoli: ma per essere lo di de morti non
panie a la S. R. Maestà: che sempre con lo consiglio de quella se gouemo
dicto I. S. : et entro cum Palio et gran triumpho per la riportata pace de la
quale tucta ytalia ne sentio emolumento et vtilita.
Die iij. Nouembris.
Partito da adversa audita missa cum tanti Signori et jentili homini che
pareano vna nubile grandissima arriuo a Sancto Jiiliano fuora de Napoli vno
mezo miglio: doue scaualco et li se fermo fino che furono hore circa xviiij:
perche entro in napoli cum puncti de Astrologia et li concorse tucta napoli
(còsa mirabile a dire) pizoli et grandi. Mutato cauallo et vestimenti caualco
et intro in napoli : doue era tanta multitudine de gente piene le strate tecti
ed astrici de le case et f enestre che non se crederla mai lo romore gran de ce
era de campane bombarde et de pizoli che gridauano: Duca Duca. Tucta la
cipta andana ad romore per allegreza de sua venuta che mai se expectaua
riuenisse saluo per la aspera guerra hauea facta in lombardia contra li vene-
tiani et per li grandi pericoli se trono sua I. S. De li quali libero diuina gra-
fia et sua virtute ritomo victorioso et triumphante cum perpetua fama. Passo
per tucti li Seggi de napoli li quali trono parati de nobilissime Donzelle che
danzauano : et pieni de jentili homini che faceano festa de sua venuta. Li se
fermaua con tanta humanita tochando la mano a tucti: quod est mirabile di-
ctu: et da ogni homo li era basato pede et mano. Ando ad scaualcare in lo
castello nono per visitare la S. R. Maestà suo patre: et quella visitata cum
debite reuerentie visito la Signora Regina et demorato alquanto ricauàlco et
M.^ ecce Lzxxiiij/ 46
Tenne al Castello de Capuana sua habitatione. In quello castello fu facta gran
festa dal Castellano da la I. S. Duchessa sua Consorte et da li Illustrissimi fi-
glioli et da tucta quella Corte. Scaualcato a le scale trono li la prefata Illu-
strìssima Duchessa et li 111.""^ figlioli et la Signora Duchessa de Yrbino accom-
pagnate da molte jentili donne. Abbracciati et basati cum tanta tenereza et
festa andoreno a loro stantie vbi quieuit per illam noctem et furono tucti in
festa: et ceno apresso la dieta Illustrissima madonna quella sera.
Die sequenti bona bora caualco in Castelnouo al Signor Re cum quo
per totum diem moram traiit ragionando et transcurrendo molte cose. Et de
continuo se trouaua apresso dieta Maestà da la quale li fu data piena potestà et
autorità de tucto lo reame et che reuedesse tucto et assectasse quello come me-
glio li paresse: che confidaua in lo mirabile ingegno de sua I. S. Et era certa
che le cose de dicto Reame non posseano andare se non bene per mano sua.
Et cosi da li quactro de Nouembre fino a li xxtììj. de Maggio non cesso
mai sua I. S. de fare facendo: et Consilio coacto vno quoque die expediua
molte faccende: et acconcio Monesterìj de Religiosi et quelli che non erano
obseruanti li ridusse in obseruantia cum tanto ordine che non se parlaua de
altro. Cause che erano durate xxv. anni et più expedio cum justicia et cele-
rità in modo che molti pouerì homini fece reuiuiscere. Le cose inique de la
corte reduxe eque. Assecto tucti li offici] del Reame et per sua I. S. furono
facto none constitutioni et date molte sententie cum tanta justicia et equità
che tucto homo restaua admirato et li docturi peritissimi in Vtroque jur^
molte uolte restauano confusi et faceuanse non pichola marauiglia de li op-
timi ludici] de sua I. S. Due uolte la septimana daua audientia a tucto homo
publicamente in la Sala grande de castelnouo et a tucte petitioni et suplica-
tioni datoli facea dare bona expeditione. Ordinati erano li Judici a li quali fa-
cea commectere cause et tucte suplicationi: et date erano le sententie cum
grano salis et con lo pede del piombo. Viuebatur tunc cum maxime timore
perche li erranti erano gasticati et li boni bene remunerati. In dare de le sen-
47 M.'' ecce Lxxxiiij.'' movhbbb
tentie et expedìre le cause a sua Illustrissima Dominatione non erat facta
exceptio personarum. Le cose andauano tucte equa lance et in tale modo che
non se parlaua de altro. Tucti li offici] furono reassectati et reducti a bono
termine et feicte none constitutioni. Ad vidue pupilli et pouerelli dati procu-
ratori notarij et aduocati gratis. Lo salario ordinato a quelli per la regia Cor-
te : et a questi tali non oppressi ma defensati obseruabatur jus vbique. Et
Inter officiales nulla uigebat fraus. >}omine tunc solo Ducis ogni homo pre ti-
more attendeua ad uiuere bene et sanctamente.
Eodem tempore lo L S. Don federico fu mandato in la puglia ad proue-
dere tucte quelle terre et fortificare doue era necessario: gastìcatì li erranti
et remunerati li boni furono per lo prefato Signor Don Federico per tucta
quella prouincia : a Nardo illis diebus furono abbactute le mura et multi fue-
re suspensi per non essere fideli a la Regia Maestà. Doue era trouato lo er-
rante in tale modo era punito che era a 1 altri exemplo euidentissimo. Fu per
lo 111.°''' et excell."''' signor Duca in quello paese de puglia mandata gente de
arme fantarìa artigliaria et tucto fornimento necessario a quelle terre taliter
che lo gran Turco qui tunc minabatur regnum mando legati soi al Signor
Re et al Signor Duca cercando uolere pace cum loro Signorìe. Et furono per
dectì Imbasciatorì dimandati certi turchi che erano detenuti schiaui per lo
reame et facihnente furono concessi et rimandati al grande Turche quanti se
ne trono de quelli che furono pigliati dal m."'' et excell."**' Signor Duca de Car
labria in la presa de Otranto doue fu facta da sua LS. grande exconficta de Tur-
chi. Sed de illis hactenus quia non est hic narrandi locus. Et cosi tucto quello
paese per la vutu et grande prouidemento del prefato L S. Duca fu liberato da
non picholo timore de quelli populi et reducto in summa tranquillità et pace.
Propterea non post multos dies fu mandato lo L S. Principe de capua
in puglia per reuedere quelle terre et intendere lo bono prouidemento se fa-
cea et per dare animo a quelli populi et sollicitare lo expedimento necessa-
rio. Et furono assectate molte cose per la virtù et prudentia de tanto prefato
ifOYEHBSR M.® ecce Lzzxiiij.^ 48
lUastrissìmo Principe et ne reporto samma laude et dal I. S. Duca suo patre
ne fu grandemente commendato.
In quello tempo furono cominciate le Mura none de napoli et augumen-
tata la Gipta : et designate et sollicitate cum miro ordine et summa soUicitu-
dine dal predicto I. S. Duca. Et lo principio de diete mura fu a lo Carmino
ecclesia de boni religiosi in dieta Cipta. Et per lo prefato Signore fu ordinato
che sancto Joanni ad carbonara Sancto pietre ad Ara Sancto Martino et San-
cto benedecto fussero tucti inclusi in dieta Cipta: che in primis erano da fo-
ra. Fu in tanto Principe illis diebus tale vedere che non resto nulla in lo Rea-
me suo che non fusse asseetata et redueta ad sancto et justo termine. Bene-
dicebatur et laudabatur tune ab omnibus.
Furono illis temporibus disarmate tucte le Galere che lo Signor Re tenea
armate per forza et liberati migliara de Captiui che erano detenuti in quelle
et andaro per tueto napoli gridando per allegreza: Duca Duca: portando vna
grande bandera in mano in signo de la recuperata liberta. In pochi jomi
tucti si partirono et ripatrioro a loro case faete a quelli molte elemosine dal
predicto I. S. Duca de Calabria.
Et quo4 plus est a Sancto benedecto in quelli jomi fece dare trecento
ducati de oro per augumentare lo Chiostro de quelli Saneti Religiosi.
Facea dare elemosine infinite per maritare citeUe et a poueri vergogno-
si. Ogni mese ordinarie erano depositati certa quantità de pecunia : perciò
vtrobique laudabatur bonitas tanti Principis.
Ogni venardi oltra lo mandato che facea lo jouedi sancto lauava le mano
a dodici poueri et basate quelle a ciascheduno donaua vno Carlino de ar-
gento: cosa mirabile et de grande humilita.
Nullo locho religioso visitaua sua I. S. che a quello non lassasse 0 or-
dinasse bona et condecente elemosina.
Et Sabbato era ordinario suo jejunio benché tre di de la Septimana et
più de continuo mangiaua vna volta et non più.
49 M.^ ecce Lxxxiiij.'^ novembre
Venti naui grosse et xL Galere suhtili fuste et altri legni fureno armati
illis temporibus per li bisogni occorressero per le terre marithyme. Non se
perdeua vna bora de tempo da sua I. S. Semper yigilabat. Et Gastellum no-
uum et Capuanum illi continuo erant curriculum vbi cogebatur consilium et
se expediuano molte faccende.
Fu visto essere necessario hauendo prouisto a tucto lo Reame excepto
Àpruzzo prouedere in le terre de quello. Se mando lo S. Don francesco Ger-
mano del prefato I. S. Duca in la prouincia de dicto Apruzo. Doue demoro
per alchuni jomi et per Sua Signorìa molte cose fureno assectate et cum
tanta prudentia et discretione cbe certamente satisfaceva a quelli populi: nec
mirum: quia reputabatur vir Sanctus et Justus. Officium Domini et beate Yir-
ginis: jejunia complura: elemosine: sacra scriptura et honesti et regales mo-
res alteri erant illi vite alimentum. Et huius rei testis ego sum : quia illis die- '
bus reperì me in illa provincia apud 111.*^ Dominum Ducem Calabrie. Lo quale
se partio de napoli per intendere come la prouincia de apruzo se portava per
le imposite et noue Gabelle: et caualco cum sua casa verso dieta Prouincia.
50
Mi^wio M.^ ecce LXXXY.''
Die xxiiij. Madij.
Partìo la casa de dicto L S. cum li caualll per Àbruzo et fece le jornate
assai comode et a lanciano expecto la venuta del suo I. S.
Die XXX, Madij. In Caluj.
Lo prefato I. S. Duca a bona bora fu a cauallo audita sua solita missa et
partio de napoli babita licentia regia per Àbruzo cum ce. caualli et bene in
ordine et passo per lo Mazone et fece collatione loco a la frascata de li soi ca-
ualli. Et juncto in capua vide le mura de la cipta et quelle designo cum mo-
do nouello: et li principali homini de dieta Cipta et sua I. S. andaua reassec-
tando ogni cosa cum suo sagacissimo ingegno. Et quella sera alloggio in
Caluj.
Die vltimo Madij. In venafrj.
Partio da Caini bona bora et andò ad alloggiare in venafri doue fu re-
ceputo bonorifice da quello Signor Conte.
GIUGNO Die primo Junij. In castello de Sanguino.
Caualco audita missa accompagnato dal conte de venafri et andò ad al-
loggiare quella sera a castello de Sanguino.
Die 2.** Junij a li quatrj.
À li Quatrj alloggio assai comodamente essendo piccolo castello.
51 M.^ ecce LxxxY.^ (znTQiia
Die iij. Junij. In Lanzano.
A bona bora arriuo a lanzano doue fu receputo cum grandissimo bonore
et essendo loco la sera andoro incontra a sua I. S. genti infinite. Lo I. S. don
francesco suo Germano fu lo primo che era venuto li tre dì innanzi: per la
sua venuta fu facta gran festa et gran trìumpho. Et demoro sua I. S. in lan-
zano die iiij.^ et quinto Junij et assecto molte cose et pronide a le mure de
quella terra cum bono ordine. Compro molta seta cristallini et altra robba et
dono ogni cosa: et compro molti caualli per darli a li soldati soi.
Die vj. Junij. In orthona.
Partio de lanzano et mando soi caualli et la Casa a ciuita de cbiete et
sua I. S. andò ad alloggiare ad ortbona in mare per quella sera et la sequente
et prouide a molte cose et designauit Menia.
Die viij. Junij. In francauilla.
Da ortbona partito sua I. S. andò ad alloggiare a francauilla et Ulo sere
consilium fecit cum quelli Signori et expediuit multa negocia. Et essendo a
Pescara lo campo regio molti andoro a visitare sua I. S.
Die viiij. Junij. In ciuita de chiete.
Da francauilla partio sua L S. : passo per lo campo regio doue fu facto
gran festa de sua venuta et vide tucte le squatre. Et quella sera venne ad al-
loggiare a Ciuita de cbiete : doue trouo sua casa et caualli. Venne a bona bo-
ra : ne fu facto grande solempnita et quella sera sumpta cena sua I. S. andò
a Sancto Andrea loco de Sancto francesco de frati obseruanti fora de dieta
cipta : li audi completa deuote et designo le mura future.
GIUGNO M.** ecce LXXXY.** 52
Die X. Junij. 1485.
Surrexit hora 1 et audita missa in sancto Dominico et coacto Consilio
tantus ni.""" Dux vidit equos et peditos suos in Ciuitate theatina.
Die xi. Junij.
Bona hora audiuit Missam in ecclesia Catedrali et per totum diem expe-
diuit negocia Militum suorum. Et eo die habuit nouum che lo Signor Conte
de pitigliano liebbe certe terre in curia ecclesie le quali erano state dal quon-
dam Conte vrsolo. Eodem die intro in la Cipta de ciuita de chiete lo 1. S.
Principe de Capua che veniua de puglia mandato da la S. R. Maestà et dal
I. S. Duca per assectare alchune cose mal facto et quelle reducte a bono porto
li era arriuato per gouemare lo Regio Campo. Entro cum gran triumpho.
Tucti li Cortesani del prefato I. Duca et tucta la Cipta irono incontra al dicto
Principe che era multo amato da tucto homo per li optimi et regali porta-
menti hauea facti in quella cipta altra uolta che ce fu Vice Re.
Die xij. eiusdem.
Sua I. S. audita missa et sumpto prandio vide currere sol corseri. Et in-
terun expediebat multa negocia.
Die xiij. eiusdem.
Hora nona surrexit e lectulo et caualco in campo. Et quello |omo dono
caualli a molti soldati soi et quelli molto accarezo. Et reuersus eodem die
hora xxiiij. cenam sumpsit.
Die xiiij. Junij. in ciuitate theatina.
Equos complures emit et bene soluit taliter che li uenditori restauano
molto contenti de tanto Principe et sparsa la fama del suo bono pagamento
53 M.*" ecce Lxxxv.* giugno
molti caualli ce fureno adducti per pigliarne denari et sua I. S. non ne uolse
pigliare alchuno in dono vt seruaret nouam constitutionem che nullo Vassallo
potesse donare al S. Re ne a soi Illustrissimi figlioli cauallo.
Die XV. eiusdem in eadem Giuitatem.
Non horto adhuc diluculo caualco in t^ampo per dare caualli a soi sol-
dati che dimorauano a la pescara: ibi sumpto prandio dormitauit aliquantu-
lum. Reuersus est hora xxiij. Eodem die in campo quelli soldati feceno preda
a Giuita de sancto angelo de vache Lxxxx et de altre cose perche quelli ho-
mmi come vassalli erano de la R. Maestà non voleano portare vectoaglia in
campo. Et cosi se daua exemplo a 1 altri.
Die xvj. eiusdem in eadem Giuitate.
Àudita missa comedit et coacto tonsiUo vidit suos equos et expediuit
multa.
Die xvij. Junij in Giuitate theatina.
Caualco sua I. S. in campo et decte caualli a quelli Soldati et quella sera
riposo li: fece molte careze loro et li conuito a mangiare et dono a li Sacho-
manni certe sache de pane et barili de vino: vbique predicabatur nomen L
Ducis.
Die xviij. eiusdem in eadem Giuitate.
Reuersus est e Gastris regiis cum dolore ventris. Gonvocatis et adhibitis
Medicis conualuit.
Die xviiij. eiusdem in Giuitate dieta,
Surrexit hora x. et audita missa comedit et hora xviiij. consilium fecit:
cenam sumpsit hora xxj et iuit ad Gompletorium in Sanctum Àndream.
oiUGKO M.® ecce Lxxxv.* 54
Die XX. eiusdem in eadem Giuitate.
Sqo solito more bona bora missa audita expediuit multa. Et eodem die
lo I. S. Don Francesco suo Germano babita licentia discessit neapolim versus
bora xiiij. Se leuo vna grande tempesta de venti et de acqua cum magno
frigore et duro per tucta quella nocte.
Die xxj. eiusdem in eadem Giuitate.
Àudita missa et sumpto prandio expediuit multa: vidit equos et andò a
la piaza doue lo I. S. Principe jocaua cum multi Signori a la palla al calcio
exercitij et aufugieui ocij causa.
Die xxij. Junìj in Giuitate theatina.
Hore X. equitauit in Castra Regia et decte caualli: reuersus bora xxiij.
cenauit.
Die xxiij. eiusdem ibidem.
Missa audita jejunans cibum accepit bora xx. et auditis vesperis quia
tunc erat uigilia Sancti Joannis multa expediuit et eodem die bora xiij. intro
dieta Cipta lo Conte de Mentore cbe veniua da 1 aquila conuocato per più
lettere dal prefato L S. cbe se uolea fare lo Parlamento generale in quella Cipta
cum tucti quelli de la prouincia prò vtilitate comunj et prò imponendis no*
uis Gabellis;
Die xxiiij, eiusdem ibidem.
In Sancto Dominico missam solempnem audiuit et sumpto prandio Con-
sillum fecit et ce interuenne lo diete Conte de mentono. Et auditis vesperis
vidit suos equos currere. Eodem die bora xiij. lo Signor Conte prefato dono
a sua I. S. vno bello corsero. Et a quello referì gratie.
55 M.^ ecce Lxxxv.** giugno
Die XXV. Junij. In ciuitate teatina.
Lo prefato I. S. caualco a bona bora in campo et decte caualli quello
jorno a li soldati. Et fece Consilio et parlo con lo Magnifico messer Andrea de
gennaro secrete et jam decreuerat Dl.""^ Dominatio sua prò bone pacis et
concordie aquilani populi capere Gomitem montorìj et fece tucte le prouisioni
necessarie con quelli Signori. Reuersus est bora xxiiij.^
Die xxvj. eiusdem. Ibidem.
Àudita missa in sancto Dominico tucto quello jorno fece Consilio. Et lo
Conte de montorio soUicitaua pure sua I. S. de la licentia: cbe volea partire
per 1 aquila. Sed dictus Comes nesciebat quod aliud erat in Cacbabo. Et de
futuro nihil cogitarat: ma viueua cum suspitione non picbola.
Die xxvij. eiusdem ibidem.
Bona bora surrexit et Sanctum Dominicum petiit. Ibi audita missa suo
solito more comedit bora tarda negociis impeditus. Eodem die arriuo in quella
Cipta lo S. Duca de Malfl et lo prefato I. S. lo fece visitare cum bone fructe
et altre cose : et fu in Consilio con lo diete Duca malfitano con lo Mag.^ Si-
gnore messer Antonio Cicinello usque ad 2.^ boram noctis. Non defuit un-
quam I. Dominus Princeps Capue eius primogenitus et discessis omnibus
solus I. Dux cum Principe remansit in camera et suo sagaci ingenio et pru-
dentia facea guardare tucte le strade de dieta Cipta et ad ogni bora lo pre-
fato Principe mo andana mo veniua : semper in itinere recipiebatur et sta-
tuerat 1. Dominus Dux die sequenti dictum Comitem Montoni captiuum red-
dere ob sua demerita : et numquam eo nocte nec I. D. nec Princeps dor-
miere.
\
GIUGNO M.* ecce Lxxxv.*' 56
Die xxviij. Junij. In Ciuitate theatìna.
Semper in labore repertus est I. Dominus Dux non piger ymo sollicitus
et prudens in conseraatione Regni sui et bora x. fece venire de campo io
Magnifico messer Andrea de gennaro cum certi homini de arme bene in or-
dine et certi fanti boni. Et conuocato lo dicto Conte et 1 altri Signori che ve-
nissero al dicto I. S. prò Consilio flendo et reducti in vna camera et bauli
molti ragionamenti jam venerant milites et pedites tucta la strata circum circa
la casa de lo episcopo doue posaua lo prefato I. S.: fu chiamato lo Conte da
lo Magnifico messer Diecho vela et cum eo erat Magniflcus Dominus hector
caraffa et fu adducto in la torre in vna camera de dieta casa et li li fu [detto]
per li prefati jentili homini che per bona causa restasse loco solo et che li era
necessario andare fino in napoli a parlare con lo Signor Re.Lacrimauit et non
poterat verbum facere. hi quella camera fu bene custodito et non li mancho
alcbuna cosa et era senito da tucti li jentili homini de casa et cum eo fue-
runt capti tres alij Magnates sui et magni Consiliarii eius. Et carcerati multa
notificarunt delieta et facinora periculosa per illos perpetranda. Custoditus
fuit Comes usque ad sequentem diem. Et ordino subito dicto I. S. quod de-
scriberent omnes eius facultates et reseruarentur vxori: la quale la fece con-
durre a napoli per lo Magnifico Signore messer Paulo Siscar suo primo major
domo che lo mando de subito post capturam Comitis a 1 aquila.
Die xxviiij. Junij. In ciuitate teatina.
111.°* Dominus Dux audita missa equitauit et andò a prouedere li allog-
giamenti che lo di sequente douea partire lo regio Campo da pescara et ve-
nire ad alloggiare a la Scafa. Et cum eo equitarat I. Princeps eius primoge-
nitus. Eodem die bora x. eaualco lo Conte de montorio conducto verso na-
poli dal Magnifico Signore messer Diego vela accompagnato da Lx. homini
de arme et cento fanti.
57 M.® ecce Lxxxv.° giugno
Die vltimo Junij. Ibidem.
Lo Regio Campo partio da pescara et venne ad alloggiare a la scafa. Lo
L S. Duca bona bora : et cum sua L S. lo L S. Principe: caualco verso lo cam-
po per alloggiare la gente de arme et quella fu alloggiata degnamente et cum
bone ordine dal prefato L S. Principe el quale lo dicto Signor Duca ordino
fusse capitano de tucto lo exercito. Et reuersus da pò fu alloggiato lo campo
hebbe nona da 1 aquila come quella Cipta per captura del Conte non hauea
facto alchuno motiuo ymmo se ralegraua de aperta liberta. Et bora xx. prò*
uide cbe lo conte de malfi caualcasse a 1 aquila.
Die primo Julij. luguo
Partio Io L S. Duca cum tucta sua Casa de Ciuita de cbiete audita missa
bora viij. et andò a trouare lo Regio Campo cbe partiua per sua ordinatione
et quello conducea lo L S. Principe.- Et alloggiata la gente de arme primo in
la pianura , de la Abbatia de Sancta Maria de Àrbone sua L S. alloggio cum
sua casa in dieta abbatia et eo die conuito tucti Capi de Squatre et Conesta-
bili ad mangiare a lo lardino de dieta Abbatia: fece dare ad mangiare a
molti soldati et a trombecti et ad altri cum tanta bumanita et piaceuoleza
cbe per tucto quello Campo non se parlaua de altro.
Die 2"" Julij in la Abbatia de Sancto Ghimento.
Da la Abbatia predicta partio lo I. S. con lo Regio exercito et ordinate
le squatre lasso gouemare tucto al L S. Principe et ipso caualco innanzi ad
prouedere li alloggiamenti a la abbatia de sancto Cbimento doue alloggio tu-
cto lo exercito lungo a 1 acqua: sua L S. alloggio in vna casecta da fora de
- la Abballa et in la abbatia alloggio lo L S. Principe cbe stana indisposto et
tucta sua casa. Fu quello jomo visitato da tucti li Signori et Vassalli vicini
et li fureno portati molti presenti. Expaccio molte facciende: vide cauallj.
8
hvouo M.** ecce Lxxxv.* 58
Die iij. eiusdem. Ibidem.
Àudìta missa comedit bora xij. et equitauit per castra: vide cauallì et ex-
pediuit multa. Et essendo amalati certi soi cortesani comando fossero por-
tati a tocho et prouisti de medico medicine et de ogni cosa ut mos est suus.
Et queDo jomo Bisbal li decte vno paggio nominato antonio de sancta Croce
da parte del Signor Virgilio. Et alloggiauano li soldati fra lo grano tagliato
et metuto : et non era tocbato vno acino quod mirum erat.
Die iiij. Julij in la Abbatia de Sancto chimento.
Bona bora surrexit audita missa: equitauit per Regia Castra: vidit equos
et eo die Dlustrissimus Princeps petiit tocbum febre laborans.
Die V. Julij. Ibidem.
Sua solita missa audita comedit et equitauit et suum filium niustrìssi-
mum Principem visitauit cbe stana indisposto a tocbo: et eodem venere legati
aquilani ad reddendam obbedientiam tanto Dlustrì Duci et ad faciendam eius
Toluntatem. Eodem die venne Jacobo pappacoda et bernardino gualandi de
napoli cbe erano restati malati in la partita del I. S. Duca. Magnificus Domi-
nus antonius Cicinellus intrauit qui remansit in ciuitate teatina podagris la-
borans.
Die vj. eiusdem. Ibidem.
Vennero in campo Lx Caualli quos uidit missos a Regia Maiestate per
darli a li soldati. Eodem die intrarunt xx Milites et expediuit multa negocia
ob jeditum Fontani sui Secretarli Neapoli: et deliberauit discessum suum.
Datus fuit ei padius quidam aquilanus nomine Jacobus nepos Comitis montorij^
59 M.** ecce LxxxT.' r luglio
Die vij. eiusdem. Ibidem.
Hora X surrexit et audita missa multa expediuit cum suo Secretano. De-
cUt audientiam legatis aquilanis: vidit complures equos quos militibus suis
douauit et dato bapno discessionis hora tarda comedit.
Die viij. Julij.
Partio lo I. S.Duca et lo Regio Campo da la Abbatia de Sancto Cbimento
con lo ordine suo et andò ad alloggiare a la Abbatia de sancto Spirito. Ibi
auditìs vesperìs comedit et audito Completorio et expeditis multis negociis le-
ctulum petìit hora iiij. noctis: et precedenti nocte hora \j. furono impesi dui
famigli de Cortesani de dieto I. S. perche se trouaro a la morte de vno fami-
glio de vno seruitore et familiare del I. S. Principe.
\
Die viiij. eiusdem. In Sulmona.
r
Sua I. S. et lo campo partio da la Abbatiia de sancto spirito cum ordine
solito et con Ijb squatre in babtaglia passoro per populi et per Sulmona che
Hiai fa, uìsta più bella brigata. Ando ad alloggiare lo dicto Campo a la forca
de palma. Et lo prefato I. S. venne ad alloggiare a Sulmona cum tucta sua
casa et hora xxiij. arriuo lo I. S. Principe in vara che stana indisposto et ^^
restato a thoche. I. Dominus Dux visitauit iUum hora prima noctis. Et quella
sera a lo prefato I. S. fu facto uno dignissimo presente da li Sulmonesi.
Die X. eiusdem. Ibidem.
Hora viiij. surrexit et audita missa )s\ Sancto Dominico et sumpto pran-
dio dormivit: posteaque e lectulo surrexit: équitauit per totam Sulmonem et
eenam fecit in ortulo thesaurarij : postea uisis equis suis Principem eius prì*^
mogenitum visitauit.
LUGUO M.® ecce Lxzxv.^ 60
Die xj. Julij. In Sulmone.
Surrexit bora vij.* et audita missa andò a caccia de pernice et comando
al suo Compratore che facesse elemosina a lì frati de sancto francesco obser-
uanti a sancto Nicolo. Quello fece portare loro due barili de vino 4 presntti
dui castrati et certi sachi de pane et dece ducati de oro. Res mirabilis dictu:
sed quod miram semper pietatem dilexerat. Eodem die lU.'^*" Princeps redu-
ctus fuit in pristinam valitudinem.
Die xij. eiusdem. Ibidem.
Audita sua solita missa decte audientia gratissima ad ?no jentile homo
neapolitano che veniua de francia: et andò a caccia quella sera ad bore ixj.
Die xiij. eiusdem. Ibidem.
Duodecima bora surrexit et audita missa multa expediuit negocia.
Die xiiij. eiusdem. Ibidem.
Promiserat se cenaturum apudDominum franciscum de sanguino. Et ita fa-
ctum est. Expaccio molte facciende et equitauit bora xx. et andò a bugnara et ibi
cenam sumpsit Ulo sero. Et fu accarezato multo dal prefato messer francesco.
Die XV. eiusdem. Ibidem.
Facto primo lo mandato suo solito more: che ogni venardi da acqua a
mano a xij. poueri et basate loro mano dona vno carlino per vno: partio de
Sulmona : passo per lo regio campo et venne ad alloggiare a lo peschio Co-
stanzo. Et per certo cpmore era sequito in lo regio Campo da h Saccomanni
per certi castrati furati ne fu pigliato et impeso vno vicino a Sulmona cum la
pelle et falcetta a collo perche hauea gridato falcetta. Et lo I. S. Principe re-
sto in Suhnona.
6l M.^ ecce LXXXT.^ LUGUO
Die xvj. Julij. In lo peschio.
Surrexit bora xij. et audita mìssa expediuit multa et equitauit ad Regia
Castra et vidit et donauit plures eqùos Militibus suìs.
Die xvij. eiusdem. Ibidem.
Ante lucem surrexit et equitauit in campum : ibi comedit et vide tucta la
gente de arme et ordino cbe facesse la monstra.
Die xviij. eiusdem. Ibidem.
Fu a caualio a bona bora et ritomo in campo et fece expedire la mon-
stra et dare ordine per possere andare a le stanze. Et mai se perdeva una
bora de tempo cum summa eius diligentia et cura.
•
Die xviiij. eiusdem. Ibidem.
Fece partire sua casa et caualli per napoli et sua I. S. resto in lo pescliio
per dui jomi. Expectava lo Signor Duca de malfl cbe douea ritornare da
1 aquila. Eo die uidit equos suos et expaccio molte altre cose necessarie per
la sua partita : cbe già se parlava de c^rta rebeilione del Signor Principe de
salemo del Signor Principe de altamura del Signor Principe de bisignano et
del Duca de Venosa et del gran Siniscbalco cbe non rendeuano più obbe-*
dientia al Signor Re.
Die XX. Julij. In lo peschio.
Ritomo lo Signor Duca de Malfl et trouando le cose de 1 aquila bene
disposte lo I. S. Duca, delibero partire de subito per molte none que bue il-
lue volabant de nouitate regni: per prouedere al necessario et in ciò non dor-
mina ymmo omnia diligenter curabat.
LUGUO M.^ cooc Lxxxv.^ 62
Die xxj. eiusdem. Ibidem.
Delìbero sua I. S. restare in lo peschio quello jomo et parlare cum Duce
Malfitano et expedire omnia et die sequentì iliinc discedcm NeapoUm versus*
Die xxij. eiusdem. In lo fornello.
Partio sua I. S. dal peschio et in itinere tucti capi de squatre et alQ pri-
mates militum lo vennero a trouare: cum quelli fece confabutetione et vna
tale sermocinatione in confortarli alla sollicitudine et al misterio de la guerra
cum efficacissime rationi offerendo loro sua robba regno et propria persona
et cum tanto bone modo che induxe tucto homo ad lacrimare : et vna voce
risposero che haueano deliberato disponere per seruitio de sua I. S. la robba
loro figlioli et la propria vita: et tochato la mano a tucti tandem equitauit ver*
so fornello doue quella sera alloggio : et a castello de sanguino fece collatio-
ne et aliquantulum recepit animum oh magnum estum. Et semper per via
expacciaua facciende.
Die xxiij. Julij. A Bayrano.
Bona bora et audita missa equitauit et venne ad alloggiare a Bayrano.
Die xxiiij. eiusdem. In ad versa.
Partio a bonissima bora caualco et arriuando a Capua trono li lo.Signor
Re lo quale douea partire per aduersa: fu cum sua Maestà parlando de molte
cose et quella sera cum quella alloggio in adversa.
Die XXV. eiusdem. In napoli.
Quello jomo lo Signor Re restaua in aduersa che era Domwica et se
faceua Giostra et sua I. S. douea restare cum sua Maestà. Tandem bona causa
et anchora che la I. S. Duchessa de milano stana cum febre in napoli statuit
63 M.** ecce Lxxxv.* luooo
discedere. Et bora xiij arriuo in napoli doue de la sua ritornata fu facta gran
festa. Eodem die non dormiuit ymmo fece molte facciende eo maxime quod
publice ferebatur cbe li prefati baroni se la intendeuano cum Papa Innocen-
tio. Et quia erat res maxima et maximarum nouitatum attendeua cum suo
sagace ingenio al necessario del suo reame.
•Die xxvj. eiusdem. In napolj.
Erampente luce audiuit suam solitam missam et fece collatione cum lo
1. et R.""^ Cardinale de ragona suo Germano. Et in sero lo prefato Cardinale
conuito lo Signpr Re et sua I. S. et lo paggio del Signor Re de vngaria che
hauea portata la nona de la rocta hauea facta a lo Imperatore.
Die xxvij. Julij. In napolj.
Surrexit bora xij et audita missa expediuit multa et fece collatione in
lo suo jardino et caualco in castello nono al Signor Re: bora xxij. se trono a
la Giostra del fosso.
/
Die xxviij. In napolj.
Hora nona bebbe sua I. S. dolore de fiancbo : adbibitis medicis se fece-
Do più de L remedi : tandem conualuit. Quello jomo lo Signor Re era fora :
audito boc redijt festinanter et scaualco in castello de capoana et visito sua
Signoria. La Signora Reyna ad bore xxj. venne a visitare sual. S. Idem fecit
Reu.""* et Di."** Cardinalis de àragonia et totus mundus conuolabat.
/ Die xxviiij. eiusdem: In napolj.
Rene se babuit et conualuerat et equitauit in castellum nouum ad Re-
gem. Tota die fuit in negociis et die penultimo caualco a la sua maxaria et
ibi collationauit.
i
\
LUOUO
M.® ecce Lxxxv.^
64
lOOGTO
Die vltimo Julij. In napoli.
Ante lucem surrexìt et audita missa caualco in castello et accompagno
Io Signor Re cbe andò quello jomo a capaa. Reuersus eodem die comedit et
aliquantulum dormiuit.
Die primo Augusti. In napolj.
Fa mandato lo bampno per la fatura Giostra reale che se doaea fare a
la Sellarla die vq seguenti : et tenea tauola Ranerì de lagni et Ranerì Gualan-
di. Et eo sero ceno a sancto petro martire con lo Cardinale prefato.
Die ij. Augusti in Napolj.
Audita missa andò in castello nono et tenne audientìa et per totum diem
stecte in facciende per la nouita successa ut supra in regno.
Die iij. eiusdem. In napolj.
- Bona bora et audita missa caualco a la sua massaria la quale nouiter
bauea comprato ad ogliuolo: ibi coUationauit. Reuersus in castellum nouum
multa expediuit negocia. Et eodem redierat Ciccbella qui paulo ante missus
fuerat ad Prìncìpem Salernitanum prò bono illius principis.
Die iiij. Augusti. In napolj.
Per totum diem fuit in castello nono cum Rege et cogebatur Gonsilium
semper prò bono comunj.
Die V. augusti. In napolj.
Hora vii], surrexit et illieo conuolauit ad stabulum. Ibi expectabatur Re-
gia maiestas ad vedere li caualli de sua I. S. Et se paro lo jardino et coquina
se dieta maestà hauesse uolunta fare collatione. Visiis equis dieta maiestas di-
scessit et se contulit ad venandum.
65 M.® ecce Lxxxv.** * agosto
Die vj. eiusdem.
Gaualco in castello et vide quelli che doueano tenere tauola lo di se-
quente che feceno la mostra, niis diehus fa in napoli passaggio de vna grande
moltitudine de grillj ben grossi et de varij colorì. Del che ne fu facta grande
admìratione et multi multa dicebant.
Die vij. Augusti. In napoli.
Perche sua I. S. volea giostrare bona bora surrexit et fece prouedere
dal suo Cameriere de arme a tucte cose necessarie. Et quella sera giostro
tanto egregiamente che a sua I. S. fu dato lo premio. Ranerj de lagni et Ra-
neij gualando soi cortesani tennero tauola 9 ben xxx giostratori: se porterò
bene. Lo I. S. pago loro tucta expesa necessaria.
Die vìij. eiusdem. In napolj.
Per illum diem nihil aliud fecit quod negocia expedire cum Regia Ma-
iestate. Die sequenti idem fecit et comedit in monte oliuarum cum iUis re- '
ligiosis.
Die X. eiusdem. In napolj.
Àudita missa coUationauit et quam prìmum equitauit in Castellum no-
uum et per totum diem fuit cum Rege: ilio sero cenauit apùd Cardinalem
Germanum eius.
Die xj. eiusdem. In napolj.
Equitauit summa luce in casteUum et mando lo Pontano suo Secretarlo
ad illos Dominos qui reuocauerant se a seruitio Regio ut supra dictum est.
Et die sequenti nihil aliud fecit quam negocia. Idem fecit die xiij eiusdem.
Semper in negociis versabatur. In castello nono uel in castèllo capuano non
9
AGOSTO M.^ ecce LXZZT.^ 66
terebat tempus sua Illustrissima Domìnatio : nilìil aliud querebat bonus Dux
nisi summam pacem cum tote regno suo.
Die xiiij. Augusti. In napolj.
In castellum nouum se contulit ad negocia peragenda: quella sera se
giostro al fosso: sua I. S. interfuit et se trono anchora a li vespri solempni
cum Rege patre.
Die XV. eiusdem. In napolj.
Caualco sua I. S. in castello et tucto quello jomo se decte ad deuotione
Tdio la messa solempne in castello nono cum Regia Maiestate. Et in sero se
trono a li vespri solempni in lo Carmino vbi Rex et Regina conuwerant.
Die xyj. Augusti. In napolj.
Per totum diem in Consilio et semel comedit et horam ij noctis vt più-
rimum vna uolta lo jomo mangiaua.
Die xvij. eiusdem. In napolj.
« E lectulo surrexit bora xiij. audita missa equitauit in castellum et ibi
cum Rege patre per totum diem multa expediuit. Eodem die de sero fuere
facta luminaria per la Victoria hauea bauto lo Signor Re de vnigarìa contro
lo Imperatore: che ce fu nona bauea presa Vienna magna cipta: et tale noua
la porto lo Paggio del prefato Re de vngaria.
Die xviij. eiusdem. In napolj.
More suo solito in castellum equitauit et bora xxj . a la Giostra a lo fosso do-
ne giostro lo I. Don ferrante suo frate. Et eo die gummo mane lo S. Re la Signora
Regina et lo I. S. Duca andoro a la annumptiata con tucto lo clero a proces*
sione ad pedo per la Victoria del Signor Re de vngaria contro lo Imperatore.
67 M.^ ecce Lxxxv.® . àgosio
Die xviiij. Augusti. In napolj.
Summo mane audita mìssa caualco in castello a tenere audientia et de
sero a caccia de stame.
Die XX. eiusdem. In napolj. ,
Fuit in castello ad expedienda negocia suo solito more: bora xx andò a
caccia de quaglie. Et quello jorno mangio a lo palco.
Die xxj. eiusdem. In napolj.
Dormio la nocte precedente a lo suo jardino et summo mane audita
missa andò in castello: ibi coUationauit postea se trono a la Giostra reale a
lo foàso done tenne tauola lo I. S. Don ferrante de aragonia: egregie se porto
lo I. S. Duca. Giostro et corse quactro lancio et tucte le fracasso et babuit
premium cbe furono due canne de cbermusino lo quale dono al signor Ja-
cobozo de alix.^ et quella sera conuito lo paggio de vngaria et fecit magnum
et lautum conuiuium in quo interfuit Cardinalis de aragonia et lo Signor Conte
de conza et ni."^ Don Ferdinandjis supradictus. Sumpta cena et coliatione
facta sua I. S. dono al dicto Paggio vna catena de oro de cento L^ ducati et
alia pulcra dona. Idem et fecere Rex et Regina: hebbe de doni solum circa
duomilia ducati.
Die xxij. eiusdem. In pezolo.
In castellum ut consuerat bora xx. reuersus in castellum Capuane fece
concludere lo matrimonio fra lo figlio cbe fu del quondam Macticello et la fi-
glia del quondam barone de la Torella: eo facto equitauit et accompagno lo
I. et R.*""^ Cardinale de ragona suo Germano et lo paggio de Yngaria a pezolo
cbe da li andauano a roma: et percbe lo dicto paggio amalo de vna certa fé-
bre ritomo a napoli a sanare et fu atteso cum omni dlligentia. Et lo prefato
AGOSTO M.* ecce Lxxx?.** 68
I. S. Duca dormio quella sera con lo dicto Cardinale et lo di seguente ritomo
in napoli a bona bora et tota die in castello fuit ad expedienda necessaria
regno suo.
Die xxiij. Augusti. In napolj.
Venerat ex puteolis et in castello nono moram traxerat ut mos erat suus
per reliquum diej.
Die xxiiij. eiusdem. In napolj.
Non reliquit castellum eo die: quia occurrit quid magni ponderis ex no-
miate successa regno. Reuersus bora ij. noctis ad suam aulam fuit in Stabulo
et vidit equos suos cum cereis.
Die XXV. eiusdem. In napolj.
Discesserat Rex Capuam versus et sua I. S. domi multa expediuit. Et
comedit ad Stabulum et uidit equos. Certe tantus Princeps unquam uigilabat
incassum.
Die xxvj. eiusdem. In napolj.
Non multa negocia venere iUi pre manibus: idcirco recepit aliquantulum
animum. Comedit in jardino suo et ibi quietauit ea nocte.
^ •
Die xxvij. eiusdem. In napolj.
Equitauit in castellum eo die et quia Pontanus redierat ab illis Dominis
regi contrariis non triuit tempus eo die.
Die xxviij. xxviiij et xxx° Augusti. In napolj.
Equitauit vno quoque die in castellum. Semper vsatus est circa negocia
regni. Et bora xxij. se trouaua a la Giostra a lo fosso.
^9 M."* ecce Lxxxv.* r agosto
Die vi timo Augusti. In napolj.
Bona bora surrexit: missa audita caualco ad tenere audientia et comedit
60 die a lo palco.
Die primt) Septembris. In napolj. septembre
In Castellum conuolauit et expeditis negociis oportunis caualco con lo
Signor Re et cum la Infante et accompagnerò Madamma ysabella la figliola
del I. Duca de ferrara sua Nepote che partiua de napoli per ferrara.
Die ij. eiusdem. In napolj.
Hora X. caualco in castello suo solito more et mangio a lo palco quello
jomo per trouai*se più vicino al Signor Re occupato in varie facciende.
Die iij. eiusdem. In napolj.
t)ominatio sua Illustrissima fessa circa plura expedita et expedienda :
semper nam vigilans reperiebatur: recreandi animi gratia andò a mangiare
a monte oliueto con quelli deuotissimi religiosi.
Die iiij. Semptembris. In napolj.
Àudita missa equitauit in castellum et mando a conuitare li imbasciatori
de milano de fiorentini et de ferrara per quella sera ad cena cum sua I. S. et
demoro con lo Signor Re fino ad xxi hora. Reuersus est et a lo j ardine era
stato parato lo conuiuio per vedere che recapito ce era dato: perche sempre
sua I. S. recercaua lo bonore in tucte le cose post positis omnibus. Venere
legati bora xxij et fureno collocati in tauola cum tanto silentio et ordine et
tam abbundantissimo fu lo prefato conuiuio che tucti resterò admirati. Sum-
pta cena fu facta vna collatione de ogni generatione de fructi facto de zucha-
ro. Et domum suam petìere ouantes ob uisum tam lautum conuiuium. Et eo
SBnPTEMBB£ M.^ CCCC LXZXY.^ 70
sero sua I. S. delibero canalcare in abruzo et vscire in campo con la gente
de arme.
Die V. Septembris. In napolj-
Tenne audientia quello jomo sua I. S. et fureno expedite multe cause et
contenti et satisfacti a molti pouerì homini che viueuano desperatì non tro-
uandò justìcia. Sua L S. non attendeua ad altro che a satisfare a tucto homo
justicia media.
Die vj. eiusdem. In napolj.
Steterat in castello per totum diem: et eiipeditis negocijs redijtetdenocte
cibum accepit.
Die v!J. eiusdem. In napolj.
Ante lucem surrexit et audita missa castellum nouum petijt et andò a la
maddalena con lo Signor Re ad vedere cauaUj et ad eleggerne per darli a la
gente de arme: ad aliud non vigilabat.
Die viij. et viiij. Septembris. In napolj.
Sua I. S. sempre se trono in castello cum summa cura ad expacciare
lettere gente de arme et multe altre cose necessarie ad sua partita per abruzo.
Die X. Septembris. In capua.
Summo mane surrexit e lectulo et audita missa equitauit in castellum et
a xxiij. bore accompagno lo signor Re a capua che partio de napoli per pu-
glia: che uolea essere con quelli Signori et baroni reuocati dal suo seruitio
et per la sua somma bontà sempre cercaua vnione et pace cum tucti. Et mando
lo magnifico Jacobo pappacoda, versus aquilam cum militibus et peditibus.
71 M.** ecce LXXX?.* SBPTEMBEB
Die xj. Septembris. In Napolj.
Trouandose in napolj che era venuto lo di ad bore xx. delìbero lo di se-
quente caualcara a capua ante lucem et essere con lo Signor Re et ita factum
est. Se trouo cum sua maestà et parlato cum quella : la quale partio per se-
guire suo viaggio in puglia: sua I. S. dormio in capua aliquantulum et bora
iam tarda equitauit et venne in aduersa et quella sera ceno cum la Signora
Regina che quello jomo era partita de napolj per Abruzo : che furono li xij.
del dicto mese.
Die xiij. eiusdera. In napolj.
Ritomo quello jomo de aduersa bora xviij. et quam primum comedit et
sumpto prandio conuolauit ad negocia expedienda. Facea expacciare tucto
homo de sua casa de arme et denari et comandare a quelli fusseno in ordine
a caualcare quando fusse loro comandato..
Die xiiij. Septembris. In napolj.
Bona bora surrexit et missa iam perfecta ad stabulum se contulit ad dare
caualli a tucti de sua casa et cum più soUicitudìne che in le cose apartenenti
a la sua persona propria. Quod videbatur quid mirum. Idem fecit die xv. per
totum fere diem.
Die xvj. eiusdem. In napolj.
Attese a fare dare caualli a quelli de sua casa che non li haueano et
fece ponere in ordine tucti sol Galuppi de caualli arme et del tucto era ne-
cessarlo : param equitauit ilio die per vrbem.
Die xvij. eiusdem. In napolj.
Sua I. S. hauea preso dui sciloppi in li di passati perche se sentina al-
SETTEMBRE M.® CCCC LxXXT." 72
quanto de colera. La mactina ad bore xij. conuocatis medicis et presentibus
prese la medicina de la quale ne recepte grande beneficio: tamen semper
negocia expediebat vt Ducem prudentem decet. Et mando lo magnifico Ar*
tuso pappacoda cum peditibus Aquila versus.
Die xviij. eiusdem.
Audita sua solita missa posuit se ad negocia expedienda cum Magnifico
Gicchella eius malori Scriba. Venne sua I. S. a la stalla vidit equos et fece
prouedere ad selle briglie et a tucte cose necessarie per caualcare: che hauea
deliberato lo di sequente partire. Fu tucto quello jomo in facciende con lo
Signor Conte de mathalona et Conte de mariliano et con lo suo Secretano et
in sero aliquantulum equitauit.
Die xviiij. Septembris 1485. In napolj-
Surrexit e lectulo bora xiiij perche quella nocte non dormio mai : ven-*
ne vno cauallaro cum lettere a sua I. S. dal Signor Re importanti: li fu ne-
cessario leuarse de lo lecto ad bore v. et scrivere fino a ^^ij. postea quieuit. Au-
dita sua solita missa eo die comedit semel bora xx. Expediuit multa et equi-
tauit cum Comite mataloni: reuersus bora prima noctis in negociis se posuit.
Die XX- eiusdem. In napolj.
Vide sol caualli imbardati et li Galuppi in ordine et armati et caualco
per Ciuitatem : et eo die multi obsculati sunt eius manus et pedes ob disces-
sum suum quia die sequenti erat equitaturus ad reperienda Regia Castra
versus Aprutium. '
Die xxj. eiusdem in Caserta.
Fu a cauallo sual. S. ad bore xvij. Jam discesserat famìUa eius et equi.
Expeditis primo non nullis negociis et obsculata I, Ducissa eius vxore et ob-
73 M.** ecce LxxxT.* sbptembbb
scplatìs filijs junse a la sua Gauallaritia a Caserta satis bona bora: vidde sol
corserj : bora xxiij ascese a la badia doue quieto queUa nocte et ibi cibiim
sumpsit
Die xxij- eiusdem in Thyano.
Partito da Caserta caualco sua L S. bora xiij. et passo per capua et an-
doro in centra a sua S. lo Signor Rossecto et multi altri Ciptadìni et da quelli
fu accompagnato fora de dieta Cipta: et data loro licentia andò a caruj a fare
collatione et quella sera se trono in tbyano et ceno con la Signora Regina la
quale era caualcata da fora ad certo monasterio ad prandium: et sua I. S. co-
me fii in dieta cipta caualco et andò a trovare dieta Signora Regina : et facto
a quella le debite reverentie eo sero mansit apud illam in cena.
Die xxiij, Septembris a le Tabernole.
Bona bora surrexit et equitauit presa primo licentia da la Signora Re-
gina et andò ad alloggiare a le tauemole de Vayerano: doue demoro parecbi
jomi et mando bomini de arme et fanti per li confini de la ecclesia che se
tenea ebe papa Innocentio era inimico de la R. Maestate. Mando certi bomini
per spie per intendere quel se facea et dicea et a roma et in altre partì. Non
perdea mai tempo sua I. S. semper vigilabat et prouidebat ad omnia neces-
saria: più facciende facea de nocte ebe de jomo et perebe le cose importa-
nano assai pero ce stana sua I. S. vigilante. Vnoquoque die videbat equos suos.
Die uvj. eiusdem firmabat cum Bisbale omnino pacem futuram cum
Rege et Prineipibus et super boc depositum fuit certum quid. Et ea nocte
semper fuit in negocììs.
Eo die Àquilanj interfecerunt bomines regios bora xviij. armata manu.
Die xxvij. statuerat omnino discedere cum toto exereitu regio Sulmonem
uersus bora v. noctis: venere littore ab Di."'' Principe Gapue eius primogenito
cum none ebe li Àquilanj baueano facto nouita et leuatose a remore et ama-
lo
1
i
SEFTEMBBB M.^ CCCC LxXX?.® 74
zato lo Signor Marco antonio cicinello et Bianchino Conestabile cum certi al-
tri et posto in fuga tucti li fanti del Signor Re che erano fino in ecce.® Et cosi
muta suo proposito et die seguenti ctie fureno li xxviij de septembre audita
missa caualco a presenzano et fece certi fanti et guide : et post paulo caualco
cum tucti quelli de sua casa con corpo de coraza et cum certi homini de ar-
me et soi caluppi et altri caualli leggeri et fanti et andò a Mignano a prone-
dere li alloggiamenti per lo campo bisognando andare ad alloggiare in quel
loco per trouarse a le frontere de li inimici che aUoggiauano a Ponte Conio
et circum circa. Visti li alloggiamenti ritomo ad bore xx. et assumpsit pran-
dium che digiunaua sua Signoria quel jomo et guardaua la vigilia de sancto
Angelo come e suo solito costume per lo Armìnio. Sumpto prandio et auditis
et celebratis solempniter vesperis iam nox advenerat et eo die bona bora lec-
tulum petiit. In tale nouita de 1 aquila ce fu morto lo Magnifico Jacobo pap-
pacoda.
Die xxviiij. Septembris- Ibidem.
Surrexit bora xij. et audita missa solempniter celebrata vidit equos suos
et sumpto prandio aliquantulum dormiuit: et quello jomo quieto sempre
stando in diuinis vesperis ob deuotionem Sanctissimi Micbaelis Arcbangeli.
Expediuit non nulla negocia.
Die vltimo Septembris. Ibidem.
Orto iam Sole e lectulo surrexit et fece celebrare la missa solempne de
morti per le anime de li confratrì de la impresa defuncti et quella audita equi-
tauit et fece coUatione : et eo die semper fuit in negocìis perche li venne vno
cauallaro de 1 aquila mandato da la camera de dieta Gipta excusandose de la
nouita successa attribuendo la colpa a li soldati del Signor Re et ea fuit fri-
uola excusatio: et fu facta dieta nouita die xxvj septembris bora xviij.
75 M.** ecce LxxxY.** octobhb
Die primo Octobris 1485. Ibidem.
Àudita saa solita missa expedioit multa et comedit bora tarda quia sole-
bat eo die Sabbati semper jeiunare. Yeunero lettere dal Signor Re quod omni-
no li Baroni de lo reame se reconciliauano con sua maestà et che seguirla
pace.
Die ij. Octobris. Ibidem.
Orto iam sole surrexit et audita missa prandium sumpsit et eo die multa
negocia expediuit. Et Tenne lo Magnifico Artuso pappacoda da 1 aquila lo. ^
quale stana la con li fanti del Signor Re in gouemo loro. Scampato cum sua
grande industria da la successa nouita et dal furore de quello popolo et perse
tucte sue facultati le quali li furono depredate da tal popolo : baso la mano al
I. S. Duca et chiamato in conclaui da sua I. S. narro tucta la successa nouita
et la morte de Jacobello suo Germano con le lacrime a li ochij : et bis auditis
lo I. S. non possecte nullo pacto detenere le lacrime ex sua bonitate et per-
che diete Jacobello ^ra stato suo creato già anni xxj. diligebat illum summo
affectu. Et donata Ucentia ad Artuso che se riposasse vidit equos suos et bora
iam tarda lectulum petqt.
Die iij. octobris. Ibidem.
Orto iam sole et audita missa posuit se ad negocia expedienda. Et fece
chiamare ad se Artuso pappacoda et cum suauissime parole lo conforto ad
patientia de lo perso firate et de la sua amissa robba caualli et arme. Et illieo
li fece donare ducati Lx et tre boni cauallj et seta per lo jubbone et joraera:
panno per cappa et tabbano : barde et armatura dicendoli che per li mali
temporali haUesse patientia et con lo tempo sua I. S. se ingegneria ricordarse
de li seruitii et lo satisfarla in parte. Lo diete Artuso presa Ucentia da sua Si-
gnoria caualco per napoli si per ponerse in ordine si etiam per recreare suo
OCIOBBB M.® ecce LXXXY.^ 76
patre et sua matre che stauano in pianeti per la successa morte del sopra
dicto Jacobello loro primogenito : cuius casus flendus est non propter eum
qui hoc carcere exutus meliorem vitam sortitus est: sed propter suos qui tan-
tum lumen amisere. Sperabant omnes iUum fiitunim colùmpnam sue domus.
Reliquum diem posuit in negociis.
Die iiij, octobris. Ibidem.
Àudita missa et sumpto prandio aliquantum collationauere primates eius
et curiales. Vennero lettere dal I, S. Principe et dal Signor Re hora quasi tarda
attese ad spacciare facciende. Et eo die arriuo nona de la conclusa pace JEra
lo Signor Re et li Baronj de lo reame, niico sua I. S. fece spacciare caualli
per tucto Abruzo et circum circa significando la bona nona de la pace et tu-
cto homo ne facesse festa et furono facto luminaria ab omnibus.
Die V. octobris. Ibidem.
E lectulo surrexit hora xiiij. et audita mìssa aliquantulum deambulauit:
comphires littore ad eum conuolarunt et eipeditis negocìis pluribus comedit
semel eo die hora iam tarda. Eo die venit e neapoli Àntonellus picciolus eius
camerarius et CamiUus qui remanserant ibi egrotantes.
Die vj. eiusdem. Ibidem.
Hora xiij. vennero a le tauemole duj religiosi del ordine de sancto fran-
cisco obseruantini mandati Imbasciatori da li Aquilani al I. S. Duca: che an-
cora dubitauano mandare loro Giptadini. Quelli hebbero grata audientia et
dal dicto I. S. furono uisti volenteri et accarezati assaj. Et expeditì sua I. S.
li mando ai Signor Re et lo magnifico Jacobozo de alei.^ li condusse per or-
dinatione de dicto Signore. Multa expediuit eo die. Ceterum diei posuit in
vedere soi corseri.
\ '
77 M.® ecce Lxxx?.® octobbb
Die vij. eiusdem. Ibidem.
Àudita missa fait in prandio et quam primum conuolauit ad negocia:
equitauit ut mos suus erat vno quoque die: et quod miram est de continuo
facea caualcare suoi paggij et quelli facea dare a lo studio de le lettere come
amatore de quelle. Tenea loro lo mastro de scbermire et in eiercitio bono et
comendabile sempre se trouauano tucti de soa casa. Et de ciò sua L S. ne
era multo laudata da tucti li homini del mondo.
Die viij. octobris. Ibidem.
Hora xìij. surrexit et quam primum ad negocia se contulit. Et postea
audita missa vidit suos equos et habuit literas regias. Illis lectis et expeditis
equitauit. Reuersus hora xxiiij. comedit : jejunare nam die ilio Sabbati mos
suus erat.
Die viiij. octobris. Ibidem.
Eo die nihil aliud fecit nisi uidere equos suos et expedire negocia com-
plura.
Die X. eiusdem. Ibidem.
Semel eo die comedit quia plura negocia expediuit et vidit equos suos.
Et statuerat die sequenti equitare Sanctum Jermanum versus cum alchuni
homini de arme et mando quella sera innanzi cento L.^^ prouisonati.
Die xj. octobris. Ibidem.
Hora viiij. hebbe lettere del I. S. Principe de capua come li inimici che
erano gente del paj^a haueano preso ciuita reale et molestauano la monta-
gna. Delìbero non caualcare ma ordinare partire lo di sequente per Abruzo
con lo campo et lassare lo Signor Conte de Venafri cum vj. squatre in guar-
OCTOBRB M.** ecce LxXXV." 78
dia de sangermano et del paese. Et cosi lassaua Io Signor Rossecto et ad
ogni cosa ben prouisto Io di seguente fece comandare a sua casa fosse in
ordine per andare ad alloggiare al fornello: Io campo de la del vulturro.
Die xij, octobris. Ibidem.
Non discessit eo die perche delibero dare denari a li soldati accioche
potessero più facilmente partire: et fece dare a quelli denari et tucto homo se
pose in ordine per partire Io dì seguente.
Die xiij. octobris. In lo fornello.
À bona bora sua I. S. fu in pede et audita missa a cauallo ad ordinare
le squatre et che tucto homo partisse: sua casa et caualli fece adulare innanzi
et resto alquanto: che expectaua lo Signor Conte de venaM che douea yenire
in gouemo de le sei squatre restauano per sangermano. Venuto lo dicto Conte
che venne cum xxx. balesterj et vna bòna squatra bene in ordine partio sua L
S. et venne ad alloggiare al fornello et ibi habuit nouum de pace iterum.
Die xiiij. octobris. In Castello de sanguino.
Partio sua I. S. bora xiiij. discessis omnibus et venne ad alloggiare in
Io castello de sanguino : doue fu bene alloggiato. Et die sequenti demoro
loco per fare riposare sua gente de arme et cauallj.
Die xvj. octobris. In lo peschio Costanzo.
Partio sua I. S. da castello orto iam sole audita missa et sumpto pran-
dio: et venne ad alloggiare a lo Peschio quella sera a bona bora.
Die xvij. eiusdem. In Sermona.
Da lo peschio partio ad bore xv. audita sua solita missa ed alloggio
quella sera in surmona : doue fu recolto de bona uoglia et uisto volenteri.
79 M.® ecce Lxxx?.*> ocroBBE
Die xviij, eiusdem. in Sermona.
Quella Qocte precedente mai non riposo sua I. S. Venere littere regie.
Expaccio molte facciende et arriuo lo magnifico Messer Andrea de gennaro
de campo de lo I. S. Principe de capua con lo quale sua I. S. parlo et lo ex-
pedio et mando quello al Conte de populo per facciende necessarie : et quella
sera ritomo ad uotum Principis. Semel eo die cibum sumpsit semper in con-
silium et aliquantulum equitauit per Sulmonem. Reuersus bora xxiìij. comedit.
Die xviiij. eiusdem. In Sermona.
Sperabat alquantulum quieti membra sua dare et dormiebat: erat nam
bora xiij. Le campane comincioro a sonare ad arma, niustrissimus Dux quam
primum surrexit e lectulo et equitauit extra menia cum suis omnibus armata
manu equites et pedites cum ilio : tucta sermona andana a romore et tamen
nihil ftdt. Reuersus Dominus eo die'semel comedit et coacto Consilio cum ci-
uibus Sulmonensibus quella sera leuo le imposte gabelle: de la remotione de
le quali ne fu facto gran festa et magna luminaria. Non se gridaua per la ci-
pta se non: Duca Duca. Et eo sero reuersus fuerat legatus aquilanus a Rege:
qui erat frater ordinis sancti francìsci.
Die XX. Octobris. In Sermona.
Ando sua I. S. a sancto Nicolo : ibi missam audiuit et allocutus illum re-
li^osum qui yenerat a Rege missus legatus ab Àquilanis reuersus est do-
mum: et eo die multa expediuit et semel comedit.
Die xxj. octobris. In Sermona.
Surrexit orto iam sole et audita sua solita missa non egressus est do-
mum ob negocia expediendo et tempus erat ad pluuiam eo die: comedit
bora xxj.
}
(XJrOBRS M.^ ecce Lxxx'^.^ 80
Die xxij- octobris. In Sermona,
Congregatìs ciuìbus Sulmonensibus consilium fecit et conforto et per-
suadecte quelli ad essere costanti et ad resistere a li inimici benché poche
fosse necessario perche trono quelli tucti disposti fino a la morte in ponere
la robba et li propri] figlioli in seruitio de la maestà del Signor Re don fer-
rando et de sua I. S. Prouide quello jomo a molte cose a dieta Cipta oporto-
ne et vna volta cibum accepit. Eodem die hebbe nona dal Signor Re come
lo I. et R.'"'' Cardinale Don Joannj suo Germano erat in extremis. Dolore af-
fectus lacrimauit et non audebat tunc loqui nec aliud facere: quam primum
tecepit animum tanquam prudentissimus Princeps et dixit : sciebam illum
natum mortalem. Solum per dare animo a li soi cortesani che stavano de
mala voglia eo maxime quia tbnc lo prefato L S. se trouaua in grandi traua-
gli per vedere le cose de lo reame non andare a la seconda et intendeua che
li Aquilani quello jomo alzavano le bandere de la ecclesia: et già se erano
dati a Papa vìcentio et remoti in tucto da la jurisdictione del Signor Re : quod
reputabatur quid maximum et maximarum nouitatum. Et quod pluris erat di-
cebatur che lo Signor Roberto veniua a roma cum xxx squatre et se dubita-
ua de alchune terre che non concurressero a la deuotione del Papa. Et an-
chora Id Signor Conte de populi teneua varia fantasia et extranea aliquantu-
lum de non permectere lo transito de diete I. S. per andare innanzi. Et se
extimaua che sua I. S. facesse la via de Caramanico. Ma lo dicto Conte per
hauere cognosciuto suo errore et quello li era stato dicto non era la verità
excusandose che tucta la suspitione ce era procedeua de alchune lettere per
le quali intendeua che dicto I. S. non passaua per altro se non per pigliarlo.
Et pero cognita bonitate I. Domini Ducis et penitentia ductus commisse lo
transito et cosi delibero sua I. S. partire de sermona lo lunedi sequente. Et
non se facea altro che a la partita.
/
8l M.** ecce LXXX?.<> OCTOBKB
Die xxiij. octobris. In Sermona,
Àudita sua solita missa posuit se ad negocia expedienda. Et fece venire
in lo mercato de dieta Cipta tucti li conestabili de le porte con li soi homini
armati: che e costume in tali terre stare prouisti de homini acti a guerra : et
a ciascheduno remore se leuasse in la Cipta concorreno li conestabili o capi
de le porte ut ita loquar ad prouedere al bisogno armata manu. Quello jomo
fu facta la monstra et vide tucti li homini acti ad bellum. Quello di medesimo
fece caricare la artigliarla et mandarla avanti. Non perdona mai tempo sua
I. S. sempre in labore et uigiliis reperiebatur. Se dixe quella sera la successa
morte del KJ^ Monsignore Cardinale de Ragona suo Germano qui diem suum
obijt Rome febre laborans pluribus diebus.
Die xxiiij. eiusdem. In Tocho.
Sua I. S. partio de sermona bora xiiij. et fece la via de populi: doue rì-
cepecte assai honore da quello Signore lo quale li vscio incontra cum vna bella
squatra et xxx balestreri: et assai bene in ordine lo accompagno dentro
et condusselo a sua habitatione et cum ilio coUationauit et quam prìmum
equitauit : et fece mille fauorì et festa al dicto Conte lo quale resto molto
contento de sua I. S. Et quella sera alloggio a tocho visto da quel Signor vo-
lenterj.
Die XXV. Octobris, In la Abbatia de Arnone.
Partito da Tocho bora xv. et audita prius missa : parlato con quello Si-
gnore et ordinate molte cose necessarie per quella terra caualco et trono lo
I. S. Principe de capua suo primogenito che se era partito del campo che al-
lora se trouaua a la Abbatia de sancta maria de Amene et veniua ad scon-
trare sua I. S. per farle le debite reuerentie. Et viso patre scaualco de subito
et obsculatis manibus eius recepii obsculum patris et recaualcato cum molti
II
\
OCTOBRB M.* ecce LXXXV.® 82
capi de squatre et altri homini de arme accompagno Io prefato I. S. a la dieta
Àbbatia doue alloggio cum tucta sua casa.
Die xxyj. octobris. Ibidem.
*
Jam orto sole surrexit et audita missa caualco per lo campo et vidde sol
corseri : et reuersus cibum sumpsit.
Die xxvij. eiusdem. Ibidem.
Tucto quello joroo pose in faccende et fece dare vna meza paga a li sol-
dati: et coacto Consilio cum primatibus delibero caualcare versolo tronto per
prouedere a quelle terre soe.Et per intendere certa nouita de li Ascolani cum
Firmani più chiaramente maxime perche li decti Ascolani lo dimandauano.
Et fece fare tucte prouisioni per caualcare la mactina sequente cum certi ho-
mini de arme et soi cortesani: lassare sua casa et lo campo a la dieta Abbatia.
Die xxviij. Octobris. In Atri.
Caualco summo mane audita missa : et mai quella nocte dormio : cum
circa ce. caualli: et quella sera alloggio in Atri doue fu receputo allegramente
et li prouide al necessario.
Die xxviiij. In Julia.
Partito a bona bora da Atri alloggio quella sera in Julia et vide vndique
la terra et andana sua solita diligentia prouedendo a le reparatione de quelle
terre donde potesse offendere lo inimico.
«
Die XXX. octobris. In Ciuitella.
Da Julia orto jam sole caualco et andò in ciuitella et prouide tucto quello
paese et de la sua venuta se ne facea gran festa et tucti quelli populi recepe-
runt animum : che stanano in timore che per tucto se dicea veniua lo Signor
83 M.* ecce Lxxxv.** octobeb
Roberto de Sansouerino a roma cum xxv bone squatre. Et quello jomo sua
L S. mando lo Signor Mario Ursino et lo Magnifico Laudadio ad Ascoli a
parlare cum quelli cìptadini et per intendere lo animo loro: eo die arriuo in
campo lo Magnifico Gicchella scrinano majore de ratione de sua I. S. .
Die ultimo octobris. Ibidem.
Sua L S. se poso in Giuitella et prouide a quello castello et torre et al
necessario et eo die rediere legati sui quos miserat ad Asculanos : li quali
trouoro quello populo tucto desposto ad votum Regie Maiestatis et de sua I.
S. et quello populo coacto Consilio ecce, et L. ciuium vno uoto non discre-
pantium inuocabant Ducìs nomen: inulto legato Sedis apostolico quem mise-
rat paulo ante Innocentius summus Pontifex inimicus Regie maiestatis per li
immensi benefici) hauea receputo da quella: che paucis mensibus ante dieta
Maestà lo hauea facto assumere in Pontificatum : inuitis non nulUs Cardinali-
bus. Et talìs legatus ad Asculanos erat Cardinalis vrsinus. Et li prefati Ascu-
lani donerò certi castelli loro al prefato I. S. Duca li quali erano da qua dal
tronto.
Die primo Nouembris. Ibidem. notkmbeb
Surrexit bona bora et caualco a sancto francesco vbi audiuit mìssam so-
lempnem et adhuc non sumpto prandio venere ad eum legati Asculani a li
quali fece grandi careze et videli de bona uoglia et dono a quelli la tracta de
tucto lo grano voleano del Reame et offerse loro tucte quelle cose che erano
ad beneplacito de quel popolo. Rediere ad suos tales legati ad plenum satis-
facti. Et sua I. S. quello jomo expaccio molte facciende et lasso fanti xL. in
lo Castello de Ciuitella et lo magnifico Ferrante Pagano che prouedesse al
bisogno de quella rocha et delibero partire lo di sequente-et ritornare in
campo.
}
NOYEMBBE M."" CCCC Lxxxv.'' 84
Die ij. Nouembris. In Julia.
Partito da Ciuitella et dato licentia a li imbasciatori Asculani venne ad
alloggiare quella sera in Julia.
Die iij. Nouembris. In Ciuita sancto Angelo.
Caualco satis bona bora et alloggio in Ciuita sancto angelo et omnino
statuit discedere die seguenti.
Die iiij. eiusdenl. In la badia de S.* M.* de arnone.
Fu quello jomo vno malissimp tempo da non caualcare: tamen sua I. S.
partio et venner a la badia doue alloggia lo Regio Campo. De la sua ritornata
fu facto gran festa da tucti li soldati : quella sera expaccio molte facciende con
lo Signor Duca de malfi et delibero mandarlo ad Celano a le terre sue cum
V. squatre perche se intendeua che li Aquilani haueano corso in le terre sue
et preso tre castellecte.
Die V. eiusdem. Ibidem.
Statim postquam surrexerat fece couuocare tucti Signori et capi de squa-
tre et fece consiglio et prouide a molte cose et satisfece al Duca de Malfl a
quanto dimando. Ita et taliter che dicto Ducha delibero partire lo di sequente
verso Celano a prouedere al bisogno suo. Tucto quel jomo sua I. S. pose in
facciende et semel comedit et bora tarda. Et quello jomo fu mandato Raymo
de aluito suo Guardarobba a Ciuita de chiete per prouedere a certi vestiti ne-
gri per sua I. S. per la successa morte del Reu."''' Cardinale suo Germano.
Die vj. nouembris. Ibidem.
Ante lucem per duas horas venne lo Signor Duca de malfl a pigliare li-
centia da sua I. S. et se partio cum vij. squatre et cccc.^ prouisionati de la
85 M.^ ecce Lxxxv.<> koyeubbe
guardia del dicto L S. et quelli conduceua lo magnifico messer loysi de ca-
pua et andò verso celano centra li inimici: che era capo di quelli Joanni Sa-
uello per riboctarli et leuare et recuperare certe sue terre le quali li dicti ini-
mici li haueano leuate. Bona bora post paulo surrexit Dlustrissimus Dux et
audita sua solita missa per totum diem ad negocia expedienda se tradidit :
semel comedit illa die et quella mactina caualco lo Magnifico Messer Andrea
de gennaro a populi per parlare con lo Conte de montorio che era li arriuato.
Et quella mactina sua L S. se pose la gramaglia per la successa morte del
Cardinale de ragona.
Die vij. eiusdem. Ibidem.
Delibero sua I. S. mandare lo I. S. Principe de capua suo primogenito a
populo ad parlare con lo Conte de montorio lo quale era arriuato li da na-
poli liberato et mandato dal Signor Re per andare verso 1 aquila per inten-
dere et cognoscere la uolunta de quello populo et la rebellione facta centra
lo Signor Re: et lo dicto Conte riposo in populi alchuni jomi. Ad uisitarlo ce
concorsene imbasciatorì aquilani et molti altri perche certamente ante suam
capturam lo dicto Conte era appresso li Aquilani in summa reuerentia et co-
lebant iUum tamquam Deum. Quella sera furono visti certi lumi da lo campo
che faceano certe castello : numptiato al I. S. Duca de subito diuino sua I. S.
che erano facto per la Victoria che douea hauere haute lo Duca de malfl pure
ce fece caualcare quactro dei sol galuppi.
Die viij. Nouembris. Ibidem.
A bona bora lo I. S. Duca fece caualcare lo Magnifico messer Andrea
de gennaro et loysi de casalnouo suo cancellere per napoli per certe faccien-
de importantissime et per persuadere lo Signor Re che volesse trahere lo
Signor Virgilio vrsino ad votum suum: quod sperabat fiendum per esserce
la volunta del prefato I. S. Duca che ama li homini de reputatione et quanto
KOVEMBKK M.^ cccc Lxxx .*^ 86
vaglino in rebus arduìs già più uolte sua I. S. ne havea facta experìentia. Et
mai era pigro in reducere le cose ad votum suum.
Eodem die lo prefato I. S. expaccio molte facciende et ante lucem ven-
nero lettere dal duca de malli de la Victoria hauea hauta contra li inimici et
expulso Joanni Sauello cum li sol soldati recuperao tucte sue castello le quali
se erano perse illis diebus trouandose lo dicto Signor Duca de malfl in cam-
po al gouerno de quello per essere absente lo I. S. Duca de Calabria che an-
cora non era ritornato de verso lo Tronto. Et quello di medesmo hebbe nona
lo prefato I. S. da li mandati Galuppi sol come li fochi facti la sera prece-
dente erano processi per la recuperatione de diete castello.
Quella sera ritomo lo I. S. Principe de capua che erane andato a populi
a parlare con lo Conte de montorio de alchune cose necessarie. Et semel eo
die 1. Dux cibum sumpsit. Et etiam vennero in campo L.^ fanti boni de li
inimici che li conduxe firancesco Morano. Et ea nocte fece caualcare soi Ga-
luppi verso pianella: che hauea inteso sua I. S. che certi soi homini de arme
ammazavano li certo bestiame. Furono presi dicti homini de arme et ducti
al dicto I. S. lo quale intesa la cosa dui ne fece sostenere 1 altri quia non e-
rant in culpa furono licentiati. Per niente sua I. S. permecteua cosa malfacta.
Et quello jomo ritorno da Gelano lo magnifico messer Àloysi de capua con
la fantaria mandata con lo Duca de malfi.
Die viiij. Nouembris. Ibidem.
Eo die audita missa vidit equos suos et allquantulum equitauit per Re-
gia Castra et expediuit negocia et semel cibum assumpsit. De napoli vennero
due sahne de vino et fructe et altre cose necessarie per la casa de dicto I. S.
et pfer sancto Martino.
Die X. Nouembris. Ibidem.
Audita missa caualco et andò a vedere insayare lo L S. Principe de ca-
87 M.^ ecce LXXXV.^ tfOTEUBBE
pua suo primogenito lo quale bene in ordine era caualcato et certe se porto
extrenuamente et ne riporto dicto Signor Principe summa commendatione
da tucti li Signori et capi de squatre del Regio Campo. Quella mactina arriuo
BisbaI Gortesano de sua I. S. in campo cum pecuniis de Napoli: et Àrtuso
pappacoda : a xx. bore arriuo in campo lo Signor Conte de Morcona cum
L.^ caualli xyj. balestreri et 1 altri caualli leggieri. Et venne de continente a
visitare sua I. S.
Eo die semel ad prandium accessit: et conuito quella sera lo I. S. Prin-
cipe et tucti Signori et capi de squatre del Regio Campo ad cenam per festa
de sancto Martino. Et laute fuit factum conuiuium.
Die xj. Nouembris. Ibidem.
Sua solita audita Missa et quibusdam negociis expeditis equitauit et vi-
dit equos suos. Semel eo die comedit et bora prima per totum diem versatus
fuit in negociis con lo Signor Conte de morconc et lo Reu.°''' episcopo de
Ciuita.
Die xij. Nouembris. Ibidem.
Eo die semper seruare solebat jejunium: nam Sabbati dies erat. Come-
dit bora prima noctis. Fere per totum diem in negociis fuit.
Die xiij. eiusdem. Ibidem.
Àudita missa posuit se in negociis expediendis: litteras babuit a Regia
maiestate et illos perlectis equitauit per regia castra et corse certe lancio
exercitij causa.
Die xiiij. Nouembris. Ibidem.
Postquam surrexerat e lectulo equitauit aliquantulum et sumpto pran- ^
dio ad varia negocia se implicuit : et mai perdeva tempo. Et molte volte a
N.
KOTEMBBS M."" CCCC LziKY."" 88
Yiij. bore et vìiij. de nocte expacciaua facciende. Semper reperiebatur in
vìgilìis. Et cascando quello jomo de vna mula lo Magnifico Scipio figlioma-
lino suo Gortesano cbe andana a manappello sua 1. S. comando lo Signor
Principe suo primogenito ad msitarlo.
Die XV. eiusdem. Ibidem.
Non egressus est aulam suam eo die propter pluuiam. Expaccio molte
facciende et semel tantum comedit ut sua erat consuetudo.
Die xvj. eiusdem. Ibidem.
Bona bora surrexerat et audita missa se posuit ad negocia et eo die non
exiuit domum.
Die xvij. eiusdem. Ibidem.
Suo solito more audiuit Missam et ea audita ingressus cameram ad ne-
gocia se tradidit et semel bora ij. noctis comedit. Et dum esset in cena ven-
nero lettere dal Conte de populi lo quale stava a campo al peschio terra del
Duca de sore lo quale illis diebus s era rebellato dal Signor Re et legatose
con lo Papa pregava sua I. S. cbe lo di sequente mandasse gente in suo
adjuto cbe speraua bauere dieta terra: et cosi lo prefato I. S. delibero quella
nocte mandarce lo I. S. Principe de capua. Quella sera medcsma sua I. S.
bebbe nona cbe Gurello Carazolo suo Gortesano bauea preso una terra del
Duca de sore.
Die xviij. Nouembris. Ibidem.
Hore X. mando sua I. S. a sollicitare lo S. Principe de capua cbe fusse
a cauallo et andasse a trouare lo S. Gente de populi et se representasse al
pescbio per pigliarlo. Fu posto ad executione quanto per sua I. S. era stato
ordinato : andò cum certe squatre et fanti de la guardia et presentato a dieta
89 M.*^ ecce LXXXY.® NOTSMBBB
terra statim sedecte. La Rocha volse fare resistentia : donatose a quella la
' bactaglia et ferito lo castellano subito se dono a discretione et ritorno quella
sera in campo lo prefato I. S. Principe: lo dicto peschio lo I. S. Duca lo dono
al dicto Conte de populì. Del che se ne monstre multo allegro et contento
laudandose multo de sua I. S.
Die xviiij. Nouembris. Ibidem.
Dies erat Sabbati: seruabat jejunium: comedit bora xx. qua bora ven-
nero lettere dal Signor Tirgilio lo quale mandaua a chiamare sua I. S. et cosi
delibero partire lo lunedi futuro. Eodem die ritomo Albino cortesano de sua
I. S. mandato a Milano et a fiorenze a sollicitare quelle Signorie mandassero
la gente de arme che doueano per la lega era fra loro et lo Signor Re. Et
venne bene expedito de tucto: et la cosa hauea reducta ad votum Principis. *
Die XX. Nouembris. Ibidem.
Die sequenti erat discessurus ex regiis castris : ordinava le squatre do-
uea portare cum sua Signoria et li fanti et quelle lassaua in Abruzo con lo
L S. Principe de capua suo primogenito : et tucto quello jomò stette in fac-
ciende. Sumpsit cenam bora vj. noctis.
Die xxj. Nouembris. In tocho.
■
Partio lo I. S. Duca de Calabria de sancta maria d arbone ad bora xvj.
che era solita sua I. S. somare horas et minutos Lune oh bonam causam.
■
Porto li fanti de la guardia et le squatre sue : et ordino che 1 altre venissero
appresso: et quella sera andò ad alloggiare in tocho in lo castello. Lo L S.
Principe lasso in campo con la gente de arme cum ordìnatione partisse lu
mercurdi che erano li xxiij. del dicto mese et andasse a le stanze a loreto et
spartisse la gente de arme intomo. Quella sera venne lo Magnifico Jacobozo
falconerò majore del Signor Re mandato da sua maestà con certe none im-
\
MOTEHBBB M.^ ecce LXXZV/ ^O
portanti et cum quello demoro sua L S. in facciende per due bore grosse
' adhuc non sumpto prandio. Et la mactina a bona bora delibero partire.
Die xxij. Nouembris in sermona.
Ante lucem surrexit et fu a cauallo et andò ad missa a sancto flrancisco
de tocho ordine osseruantino: et spaccio Albino per napoli ebe andasse vo-
lando: et venne sua I. S. a fare collatione a populi conuitato et conducto dal
Signor Conte de dieta terra che li andò incontra verso la via de tocbo insie-
me con lo Signor Conte de Morcona: et andò ad alloggiare in Sermona in
casa del Tesorere de Apruzo : passo per la badia de sancto Spirito et li audio
li vespri. Et lo Signor Prospero de sancta croce era arriuato poche innanzi
a populi a trouare sua I. S. mandato dal Signor Virgilio capitano de la liga
che soUicitasse lo I. S. Duca allo andare presto in lo territorio de Roma: che
perciò sua I. S. se era partita de campo ad complacentia de li vrsini a li quali
tucti Papa Yincentio se mostraua inimico.
Die xxiij. eiusdem. In Piscina.
Caualco sua I. S. bona hora perche deliberaua dare bactaglia ad orthona
terra del Duca de sere et bebbe quello jomo male temporale de acqua et ven*
to. Delibero non fare guastare la fantaria et caualco et lasso li sol galuppi a
la strata a fronta a dieta terra in guardia de li soi carriaggi] che vernano et
andò ad alloggiare quella sera in Piscina doue trono lo S. Duca de Malfl. Suc«
cedette quello jomo vno caso obrendo de vno jentile homo Napoletano chiar
mate Carlo de lofredo homo de arme che in lo bassare de la pescara socto lo
Mulino de Bugnara abbeuerando suo cauallo se annego cum tuete sue arme
et per tale caso fu gridato a 1 arme. Lo I. S. Ducha che era in detro corse a la
remore de quelli che gridauano adjuto adjuto per lo caso de lo affogato : et
la gente del castello de dieta Bugnara intesero arme arme et quelli del castello
vspìro fora con li fanti : de li quali era capo Messer Pietro de sanguino. De che
gì M.^ ecce Lxxxv.^ hotubbe
lo I. S. prefato audito tald romore scaualco presto et caualco Yno suo cauallo
de la persona et corse a lo romore cum li suoi balestreri. Trouo lo dicto mes-
ser pietre che ritomaua in detro che dixe che Io romore se facea per quello
jentile homo che era caschatp in 1 acqua. Sua I. S. caualco auanti a la dieta
fiumara: ordino se pescasse dicto annegato et de la robba sua li fusse facto le
exequie et honore et portato a la dieta Bagnara: et cosi fu facto. Quella sera
ad una hora de nocte vennero Certi homini de la dieta ortona mandati da la
terra che temeano che lo di sequente lo I. S. Duca ce andasse a dare baptaglia
et se decteno in mano sua. De che dicto I. S. de continente spaccio vno homo
et mando al conte de populi et li dono dieta ortona. Come Signore che sempre
attendeua a beneficare li soi.La mactina spaccio Jacobozo de alex.^ per napoli.
Die xxiiij. Nouembris. In Celano.
Surrexit hora xv. et audita missa fu a cauallo et andò ad alloggiare in
celano in lo castello et per la via trouo Paulo vrsino che veniua a trouare sua
I. S. Scaualcato iUico fa m consiglio con lo Signor Duca de malfi et con Paulo
vrsino et spaccio molte cose necessarie per tucto quel jomo : et non desisteua
mai ne di ne nocte. Quella nocte abrasero certe stalle et quella de messer
Gicchella cascho et amazo dui soi muli et lo cauallo : lo I. S. Duca audito hoc
ne mando dui altri boni de li soi a donarli al dicto messer Cicchella. Cosa di-
gna de tal Illustrissimo Principe.
Eo die che fa venardi trasio lo S. Don ferrante in castello nono et venne
presone perche se ne andana a Salerno et intendeuase con li Baroni.
Die XXV. nouembris. In Albi.
Surrexit hora xiij. et audita missa delibero sua I. S. partire de Celano:
che prima ante lucem statuerat non discedere per consiglio del Duca de malfi
per essere quella nocte semper piouuto che fu vno malissimo temporale et
tucto lo paese allagaua de acqua: et fu a cauallo cum sua casa et arriuando
NOTEMBBS M/ CCCC LzZZV.'' 92
a li septe ponti che sono vicini a la Scraciola trono per le guide mandate per
sua L S. essere tanta acqua che allagauano li ponti et non se uedeano quod
fuit mirabile dictu et cosa inaudita che diceano li conuicini che mai più vi-
deno tale cosa : ritomo in detro et quella sera allogio in Albi et li riposo
quella nocte assai comodamente. Ad bore xxij. arriuo Ambrosino de mayo
suo comperatore malore che lo hauea mandato ad ortona ad assegnare la
possessione de quella terra al Conte de populi.
Die xxvj. eiusdem. In tagliacozi.
Jam orto diluculo et audita missa fu a cauallo et quello jomo hebbe mal
temporale et andò ad alloggiare in tagliacozi. Dio grafia non ce fu in quello
cammino nullo disastro ne de homini ne de carriaggi benché se trouasse per
la via grandissime «quantitate de acqua. Et quella nocte hebbe nona che Albi
hauea facto certi segnali che passauano squatre et fanti. Expaccio molte fàc-
ciende.
Die xxvij. Nouembris. In le Celle.
Delibero quella mactina audita missa fare collatìone: et ea sumpta fu a
cauallo et andò ad alloggiare a le Celle et ordino che le squatre restassero
per quello jomo a riposare in quello de tagliacozo p^ lo temporale fu quello
jomo che fu acqua et vento grandissimo et la via era diaboUca: che non ce
fu corsero che non se sferrasse per quello camino. Et quella mactina ante lu-
cem fece caualcare Colantonio brancazo con li balestreri et certi galuppi verso
Ciuìta Lauina per dampnificare quello de roma.
Die xxviij. eiusdem. In le celle.
Audita sua solita missa fece collatìone et ea sumpta se tradidit ad expe-
dienda negocia. Hebbe nona che li inimici presero la rocha ranese che e al
contado de manere per mala guardia del Castellano: fece prouedere a vecto-
93 M.® ecce Lzxziiij.® noteubbk
ria et quello jorno hebbe noua sua I. S. che lo Conte de carinola figlio del
Secretano del Signor Re era stato preso in lo castello de dieta terra ob quos-
dam errores contra regiam Maiestatem. Ad bore xx. vennero circa xviij. ba-
lestreri che erano foggiti dal Papa.
Die xxviiij. eiusdem. In vicouarj.
Partio sua I. S. da le celle a xx bore et quella nocte non fece altro che
neuigare: et andò ad alloggiare in vicouari doue fu bene receptato da la Con-
tessa de tagliacozo mogliere del signor Virgilio et li riposo vno jorno cum
tucta sua casa et spaccio molte facciende: et quella sera hebbe dui homini
del signor Virgilio et da quelli aduiso de quanto hauea a seguitare in fauore
de li vrsini. Et hebbe noua da roma come li Romani stanano molto admirati
de sua venuta et molto male contenti. Et delìbero partire lo di sequente che
fu lo pruno de decembre per andare a monte ritondo.
Die primo decembrìs. In monte ritondo. dbceubbe
Audita missa fu a cauaUo et ordino le squatre et fantaria et come do- ,
ueano andare li carriaggi perche passauano uicini a Tigoli terra de li inimi-
ci: et come fu fora di vicouarj in lo piano li furono posti in bactaglia caualli
et altre squatre: et preso bono ordine ogni homo comincio aduiarse in lo no-
me de dio et de sancto Jorgio. Passato che sua I. S. hebbe Sancto Polo Ca-
stello de li vrsini et fu a lo piano sua L S. vide che la bora era tarda per li
mali viaggi] : comando che li carriaggi et soi corserì con la casa restasse a
sancto Polo per quella sera et non andassero più auanti: sua I. S. passo et
andò ad alloggiare a monte ritondo. L altra gente non ritomando in detro
non fu receptata da quelli de sancto Polo ma fu a quelli serrata la porta. Cic-
chella scrinano magiore de ratione de sua I. S. che condu(5ea dieta gente
mando vno homo a cauallo ad aduisare dicto I. S. de lo acto haueano facti
quelli de saneto Polo et non tornando presto delibero ritornare a vicouari per
BÌC3EIIBSB M.^ ecce LZZZT.^ 94
quella sera: doue fureno recepiti de bona TOglia et la mactlna seguente sua
casa cauallj et carriaggi partirò et andoro a trouare sua I. S. et senza sua
consulta. La quale andata molto dispiacque a sua I. S. perche in monte ro-
tondo non ci era comodità de tenere bene sol corseri. Pure de continente a
tucto fu dato recapito.
Die ij. Decembris. Ibidem.
Tucto quello jomo fece consiglio et decte recapito a molte cose se ha-
ueano a fare in offensione de li inimici : et quella sera ad bore due de nocte
venne lo Signor Virgilio con lo imbasciatore de milano et de florenze et dal
I. S. bene receptati: et fu de continente prouisto che cenassero. De poi fure-
no in consiglio et li prefati imbasciatori vernano cum questo tenore che lo Si-
gnor Virgilio facesse quanto per lo dicto^L S. li fìisse ordinato. Et quella sera
ce fu noua da roma come lo papa hauea facto abrusare Monte lordano che
era del Signor Virgilio et altre case de li vrsini. Vindicta certo molto puerile.
Die iij. Decembris. Ibidem.
A bona bora audita missa caualco sua I. S. verso lo Ponte da la ventana
vicino a roma a prouedere alchune cose: fece fare in quelle parte saccoman-
no et da li soi fureno facte corrane: et quello jomo preso fu grande copia de
bestiame grosso et minuto: tale quantità che lì soldati dauano lo castrato per
grana cinque et la baccha per tre carlini. Cosa inaudita. Et quello jomo fece
lassare molto bestiame preso che era de amici soi romani.
Die iiij. Decembris. Ibidem.
Postquam surrexerat e lectulo fu in conclaui con li unbasciatori et con
Io Signor Virgilio et altri Signori: et de poi audita missa caualco verso lo li-
bere doue sua I. S. facea fare vno ponte per passare la gente de arme et de-
signo U vno bastione: et ritornato se pose in facciende et quello jomo fu ter-
/
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95 M.** ecce Lxxxv.®
ribilissimo freddo et preter modum: che in tali lochi non sole essere freddo
ma aere temperato.
Die V. Decembris. Ibidem.
Audita missa caualco al fiume doue sua I. S. facea fare lo ponte et vno
bastione: et lo Signor Virgilio et lo imbasciatore de milano et quello de fio-
rentini andoro con sua I. S. fino al dicto fiume: passero quello con la barcha
et presero licentia et andoro a bracciano per prouedere da quelle bande per
offendere li inimici: et ritornato dicto I. S. spaccio molte facciende et semel
comedit.
Die yj. eiusdem. Ibidem.
^ Orto diluculo surrexit et audita missa prouide che andasse la scorta con
li saccomanni al monte Jubileo che li facessero sacchomanno. Sua I. S. non
partio de casa per la combustione de la luna et attese ad expedire facciende.
Die vij. Decembris. Ibidem.
Àudita sua solita missa collationauit et expeditis quibusdam negocits
caualco a 1 acqua del tebere a sollicitare lo ponte facea ordinare. Hora tarda
reuersus est.
Die viij. eiusdem. Ibidem.
Surrexit bona hora : mai dormiua la nocte: semper premeditabatur quic-
quid facturus erat. Et audita missa caualco al ponte che quel jomo se douea
expedire et facea passare certe squatre da la da 1 acqua per offendere più li
inimici: et de roma ce era nona che stauano malcontenti et la salma de le-
gna valea carlini septe tanto stana assediata et circumdata da li inimici.
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M.® ecce Lzzzv.^ 96
Die viiìj. Decembrìs. Ibidem.
Aadita mìssa equitauit ad pontem et ibi stetit per totcun diem che sol-
licitaua li Guastatori a la fabrica del bastione. Hora prima noctis reuersus co-
medit.
Die X. eiusdem. Ibidem.
Equitauit eodem die ad pontem et expaccio loysi de casalnouo suo Can-
cellere per napoli ad regiam maiestatem. Et semel comedit: semper in nego-
ciis versabatur.
Die xj. Decembris. Ibidem.
Postquam surrexerat hebbe nona de napoli et che lo Signor Re era in
campo centra a Sansouerino cum x. squatré et iiij. mila fanti. Et come sua
maestà hauea hauta la cerra et carinola. Et de roma hauea nona che stanano
cum timore et la carestia grande ce era.
Die xij. Decembris. Ibidem.
Àudita missa equitauit et reuersus delibero sua I. S. lo di sequente ca-
ualcare verso roma ad vedere lo ponte a ia ventana pigliato per paulo vrsino
et tucto quello jomo expaccio faccende: et fece mandare lo hanno che tucto
homo fusse in ordine quella nocte sequente. Et quel jomo venne lo Trom*-
becto del Signor Roberto al quale fece fare careze et guardarlo molto bene
fino al di sequente per causa de la caualcata futura.
Die xiij. eiusdem. Ibidem.
Surrexerat hora x. et audita missa equitauit: mando innanzi verso ro-
ma li caualli leggeri et le squatre et fanti et porto appresso sua I. S. lo Trom-
becta del Signor Roberto de Sansouerino et andò a lo ponte a la ventana vi-
V
97 M.^ ceco LxxxY.® dbceiibhb
cino a roma due miglia et li fece collatìone et mando a roma a le porte li
caualli leggeri li quali fureno fino a la porta de sancta agnese et li se leuo lo
remore come li inimici donauano baptaglia a quella porta: per tucta roma
sonauano le campane ad arme: lo prefecto et lo Signor Roberto feceno adu-
nare li caualli leggeri et fantaria et caualcaro fino a dieta porta et feceno ser-
rare tucte diete porte et comandare che homo vscisse da fora a la pena de le
forchi. Pensauano quello haueano da fare o vscire et starse dentro. Interim
lo I. S. Duca era caualcato dal ponte dicto verso roma et reuocato ogni ho-
mo perche la hora era tarda et tiranj da la dal ponte dono licentia al Trom-
becta del Signor Roberto cum dire: dicate al S. Roberto che jo so venuto
qua ad vederlo et mangiato a mio piacere a questo ponte ipso non se e de-
gnato venirme ad vedere. Partito dicto Trombecta trono lo S. Roberto con
lo prefecto a le porte et dixe : già possete andare da fora perche lo Signor
Duca se ne uà. Vsciro fora cum ce. caualli leggeri et ce. fanlj : trouoro certi
ragazi: quelli preseno de quelli de li inimici. Et cosi lo I. S. prefato se ne ri-
tomo a la stanza a monte ritondo et quella sera per vno balestrerò del S. Ro-
berto che se ne fuggio intese ogni cosa ad plenum de quanto successe. Et fu
pigliato quel jomo Joannj turco che lo tenea lo Signore in seruitio de li suoi
paggi] et alchuni altri che volseno vscire del ordine dato dal prefato I. S. Du-
ca. Et quella sera lo Signore andò a dormire a tre bore de nocte: tamen non
quietauit per totam noctem perche hebbe nona che certe squatre del S. Ro-
berto vernano: sua I. S. prouide a mandare guastatori per assectare certo
passo doue posseano passare et fece mectere lo hanno che tucto homo stésse
in ordine cum carriaggi et ogni cosa partire al 2"" mandato che deliberaua se
li inimici vernano et uoleano passare per andare a roma andarli a trouare et
essere a le mano omnino.
Die xiiij. Decembris. Ibidem.
Gaualco al ponte audita missa et reuersus comedit hora xx. et spaccio
"3
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DECEMBBE M.° CCCC LXZZV.<' 98
molte facciende et hebbe noua dal S. Virgilio et da Àrtuso pappacoda de le
squadre de li inimici come veniano. Sua I. S. prouide ad ogni cosa.
Die XV. eiusdem. Ibidem.
Per totum diem negocia eipediuit et ce fu noua che li inimici haueano
assaltata la scorta: prouide de subito sua I. S. ita et taliter che non se p^-
decte niente : et hauendo inteso che li inimici uoleano passare certe squatre
a roma fece alloggiare certe squatre sue a la campagnia: fra le quali ce fu-
rono quelle del S. Mario Vrsino: per dare terrore a li inimici.
Die xyj. eiusdem. Ibidem.
Sua I. S. mando molte cerboctane et altra artigliaria al bastione hauea
facto fare al nono ponte al tenere et tende et altre cose: et multa eipeduiit
et mando lo Signor messer andrea de gennaro a consultare con lo Signor
Virgilio: et a pigliare vno certo passo perche non passassero li inimici ad roma.
Die xvij. Decembris. Ibidem.
Surrexit ante lucem et audita missa et armatus andò per caualcare con
la gente de arme et caualli leggeri ad vno certo passo lo quale hauea pi-
gliato per vederlo et fortificarlo: et loco trouaua lo imbasciatore de milano et
lo S. Virgilio Vrsino che lo expectaua con lo magnifico messer andrea de
gennaro. Comincio a piouere cum vento et nebbia : cosi sua I. S. delibero non
caualcare: mando suo trombetta a fare ritornare la gente de arme che già
era passata lo ponte et mando a prouedere lo passo et ad numptiare al S.
VirgiUo non lo expectasse per la dieta causa. Stette in casa quello jomo :
spaccio molte faccende et caualco al ponte et ritomo ad vna bora de nocte
con lo imbasciatore prefato et dicto S. Virgilio et tucti cenoreno con sua I. S.
et feceno consiglio. Et hebbe noua da napoli come lo I. S. Don federico lo
Secretarlo del S. Re et Messer Po era fuggito de Salerno: che li li diteneua
presoni lo S. Principe de dieta Salerno ribeUo de la Regia maestà.
99 M.^ ecce Lzxxv.^ dbcbmbbb
Die xviij. eiusdem. Ibidem.
Auditis legato mediolanensi et D. Yirgineo Vrsino et coacto Consilio ad
iQuicem et audita missa conuito li predicti ad prandium. Nam ynqaam ab
ilio discedebant. Dormitauit aliquantulum et e lectulo sobrectus andò a uisi-
tare lo Cardinale Vrsino che era venuto in monte rotondo et cum quello et
1 altri Signori feceno consiglio: et mai riposaua sua I. S.
Die xviiij. Decembris 1485. Ibidem.
Audita missa fureno in consiglio culn sua I. S. lo S. Cardinale Vrsino lo
imbasciatore de milano et lo S. Virgilio cum altri Signori. Et delibero sua
I. S. partire lo di seguente da monte rotundo et andare cum sua casa a Cam-
pagnano vicino a bachano. Et quello jomo partio lo S. Virgilio predicto per
bracciano. Lo R."''' Cardinale tucto quello jomo fu con lo I. S. Duca ad eipe-
dire molte facciende.
Die XX. eiusdem. Ibidem.
Ordinato già era per lo I. S. Duca de partire et comandato a tucte squar
tre et altra gente che stessero in ordine per partire: fu tanto male temporale
de acqua et vento che non possette partire et fé comandare che tucto homo
se riposasse : et ad alchune squatre che erano innanzi ritornassero. Ando
quello jomo a uisitare lo cardinale vrsino et stette cum quello : expaccio molte
facciende. Et la sera lo prefato Cardinale uenne in corte et demoro cum sua
I. S. per spatio de ili. bore semper in facciende : vnquam dormiebat.
Die xxj. eiusdem. Ibidem.
La nocte précédente fu tanto male temporale de acqua et vento che in-
grosso lo tenere et li fossati in modo che non si posseua caualcare per lo
paese. Sua L S. non partio de casa et lo reuerendissimo Cardinale prefato
PBCSMBRE M.^ ecce LxXZY.^ 100
lo imbasciatore predicto cum sua Signorìa stetteno in facciende per totum
illum diem.
Die xxij. Decembris. Ibidem.
Àudita sua solita missa andò a casa lo Cardinale et per totum diem stette
sua I. S. in facciende cum quello et bora tarda cibum sumpsit.
Die xxiij. eiusdena. Ibidem.
Clollatione facta et expeditis quibusdam negociis vennero lo imbasciatore
de milano et lo imbasciatore de fiorentini da roma cbe stanano in dieta cipta
et per douerse partire da roma per causa de la guerra vennero ad uisitare
sua I. S. et demororeno cum quella fino a la mactina et discessere romam
versus. Spaccio dicto I. S. Duca cum quelli molte facciende : quello jorno ar-
riuoreno in monte rotundo molti servitori del quondam Cardinale de ragona
che andauano a napoli et vennero a basare la mano al prefato I. S. Duca. Et
fureno accarezati et visti uolenteij. Eodem die passoro li inimici per roma.
Die xxiiij. Decembris. In lo poggio de mortelo.
Bona bora surrexit et li imbasciatori predicti fureno cum sua I. S. et
spaccioro molte facciende et lo I. S. partio cum sua casa et andò ad allog-
giare in lo poggio de morteto terra de la badia de falfi del Cardinale Vrsino
ilio tunc tempore. Quella medesma mactina partirono li prefati imbasciatorì
per roma.
Die XXV. Decembris. Ibidem.
Postquam surrexerat e lectulo contulit se ad ecclesiam : ibi tres missas
solitas audiuit et collatione facta fuit cum suis curìalibus in gaudio propter
solempnitatem pascalem.
101 M.** ecce Lxxxv.^ DBCSaiBBB
Die xxvj. eiusdem. Ibidem.
Gontulit se ad ecclesiam et audita missa posuit se ad expedienda nego-
eia et eo die lo Cardinale Vrsino venne ad uisitare sua I. S. et cenauit bora
tarda perche venne la borgecta de napoli et expaccio facciende.
Die xxvij. Decembris. Ibidem.
Jam orto sole surrexit et audita missa caualco et andò a uisitare lo Car-
dinale Yrsìno che dimoraua ad vno suo castello vicino et demoro cum sua
R."* S. per quactro bone hore in facciende : et reuersus posuit se ad negocia
expedienda.
Die xxviij. Decembris. Ibidem.
Audita missa equitauit aliquantulum et reuersus cibum sumpsit et ex*
pediuit multa negocia: et eo die cardinalis fuit cum sua Dominatione per to-
tum diem. Et venne de napoli Àloysi de casalnouo suo Secretarlo.
Die xxviiij. Decembris. Ibidem.
Bona bora surrexit et missa sua solita audita caualco al S. Cardinale vr-
sino et cum quello stecte tucto lo jorgio et spaccioro molte facciende: eo
Die bebbeno nona cbe li inimici baueano preso lo ponte a la uentana per
tractato et ce fu ferito fracasso malamente. Furono in consiglio et multa* de -
liberarunt.
Die penultimo Decembris. Ibidem.
Non discessit e domo eo die : expediuit multa et semel cibum sumpsit.
Et delibero lo di sequente caualcare a lo fiume per fare reducere lo ponte
facto a monte rotundo ad vno loco tuto acciocbe li inimici non lo potessero
abrusare.
}
DBCDfBRB M.^ 0000 LzZZT.^ 102
Die vltimo Decembrìs. Ibidem.
Andita missa sua solita fa a cauallo cum tucti de sua casa et caualco
Terso lo fiume per vedere che comodità ce era per possere reducere lo dicto
ponte : et reuersus bora u. expediuit multa et sumpto prandio quieuit ali-
quantulum.
I03
M.'' ecce LxxxvjJ
GENNABO
Die primo Januarij. Ibidem.
Surrexit bora xv. et audita sua solita missa et coliatione facta posuit se
ad negocia expedienda.
Die ij. Januarij. Ibidem.
Audita missa caualco al S. Cardinale et quello jomo demoro cum sua
R.°^ S. et prouideno a molte cose et reuersus clbum sumpsit. Et lo prefato
Signor Cardinale stana a buchigniano.
Die iij. Januarij. Ibidem.
Sumpto prandio sua I. S. fu in facciende con lo R.°^ prefato Cardinale
cbe venne a uisitare sua I. S. et demoro cum quella per tre bore grosse: et
partito sua I. S. se pose in negociis peragendis.
Die iiij. Januarij. Ibidem.
Bona bora lo Signor Cardinale vrsino uenne a visitare sua I. S. et tucto
quello jomo spaccioro facciende: cbe ce era nona cbe lo signor Roberto era
già fora del ponte a campo et cbe veniua a la mentana.
Die V. Januarij. Ibidem.
Bona bora surrexit et audita missa se pose in facciende con lo S. Car-
' dinaie: cbe se affirmaua ommino cbe lo S. Roberto veniua a campo a la men-
tana terra del S. Paulo vrsino percbe quello jomo erano venuti loco certi ca-
GENNABO M.^ ecce LXZXTJ."* 104
Halli leggeri a prouedere li alloggiamenti per lo campo. Et visto ciò lo dìcto
S. Paulo se ne uscio et venne al poggio de morteto al I. S. Duca con lo quale
demoro duj jomi et partio per bracciano al S. Virgilio.
Die vj. Januarij. Ibidem.
Non partio da la stanza lo prefato I. S. perche spaccio molte facciende
per napoli per firenze per bracciano et quello jomo non finio maj. Et se heb-
be noua che lo S. Roberto era venuto a campare a la Mentana cum xxij. squa-
tre et mUle cinquecento fanti et che facea eonduceme le bombarde. In la dieta
la montana lo prefato L S. ce pose dentro Antonello de Campobasso valen-
tissimo homo cum due squatre et cento fanti. Et se extimaua che animosa-
mente se tenerìa.
«
Die vij. Januarij. Ibidem.
Surrexit bona bora et audita missa se pose in facciende con lo S. Car-
dinale. Et postea equitauit aliquantulum et bora tarda cibum sumpsit. Et sol-
licitaua de mandare homini soi a fare reducere li ponti hauea facti fare a mon-
terotondo al tenere a certa ysula vicino a foyano donde potesse passare la
sua gente de arme de la per offendere li inimici. Et delibero lo di sequente
caualcare con lo prefato Cardinale al fiume per fare reducere lo ponte ad
portum.
Die viij. Januarij.
Partio sua L S. audita missa et assumpta collatione con lo corpo de co-
raza et caualco cum soi cortesani armigeri et tre paggij dando fama che an-
daua al fiume per fare passare li ponti: et conduxe lo R."""" Cardinale fino al
prefato fiume: et come fu li delibero passare da la et andare a trouare lo S.
Virgilio. Lo Cardinale ritomo in retro et sua I. S. passo da la et lo prefato
Cardinale delibero ribellarse et tenea pratica con papa Innocentio et con lo
I05 M.^ ecce LzzzYJ.<^ gennabo
S. Roberto et mercurìdi futuro che fureno li xì. de Januarìo caualco in campo
al S. Roberto et li decte monte rotundo cum pacti che lo Signor messer an-
drea de gennaro che staua li cum yj. squatre et messer loysi de capua cum
ecc. fanti et la Gasa del prefato I. S. Duca che staua allora al poggio de mor-
teto se potessero partire tucti inlesi a la via del Reame in termine de tre jomi:
et lo simile fu facto al Magnifico Antonello de Campobasso che staua a la mon-
tana cum duj squatre et ce. fanti: tucto homo prese la via verso lo reame a
li xiij. del dicto per la meglìore parte. Lo I. S. Duca resto da la del fiume verso
bracciano con lo S. Virgilio vrsino: de la prese sua I. S. nona ordinatione co-
me de socto se subscriuera.
Eodem die per trouarse sua I. S. de la del fiume ea bora che già sol de-
clinabat delibero andare ad alloggiare ad foyano con suoi cortesani che por-
taua et quella nocte alloggio li cum deleberatione lo di sequente andare ad
trouare lo Conte de pitigliano che se expecta con le genti fiorentine.
Die viiij. Januarij.
Bona bora : che mai queUa nocte riposo sua I. S. per la fantasia tenea
de oflfendere lo inimico quia agebatur res sua : partio et caualco verso Cam-
pagnano et li alloggio quella sera et lo di sequente : si riposo in queUo ca-
stello doue bebbe nona da Troyano mormino che lo Cardinale vrsino se era
reuoltato et accordato con lo S. Roberto. Et benché tal nona paresse alquanto
contraria al proposito suo et mala pure sua I. S. forti animo animaua li soj
come bono et optimo Capitanio et insieme con lo S. Virgilio delibero fare tale
prouisione de intendere se lo prefato Conte de pitigliano venia mai più.
Et queUa sera hebbeno nona che veniua lo di sequente : et fu facta pro-
uisione per darli li stanze.
Die xj. Januarij et xij. eiusdem.
Hauendo nona che lo Conte de pitigliano venia delibero sua S. I. vna
14
OTONABO M.*' ecce Lxxxrj.* io6
/
con lo S. Virgilio andarli incontra et caualco et trouando lo dicto Conte che
portaua et conducena seco squatre xiij. et ce sono connumerate due squatre
de balestreri et fanti numero D. et circa: et quella sera tucti alloggioro a brac-
ciano lo meglio se possecte: et fra se medesimo et anchora ragionandone con
lo S. Virgilio et con lo prefato conte delibero la mattina sequente rìposarse a
bracciano et venardi partire et andare innanzi per sollicitare li fiorentini et
fare quello era necessario : et questo facea centra la volontà et parere de ogni
homo che diceano sua I. S. non douere partirse: ma sua I. S. che cognoscea
quanto importaua lo stare per lo stato suo et perspicaua le cose future con
lo suo subtilissimo ingegno omnino uolse partire lo di sequente che fureno
le xiij. de gennaro. Et fece ponere in ordine quella gente che li panie neces-
saria per hauere a passare per terre de inimici. Et andò leggero più che li fu
possibile.
Die xiij. Januarij.
Mogio sua I. S. quella sera a bracciano anchora prouedendo a molte
cose necessarie. Mai donnina quello I. S. et delibero die sequenti partire per
andare verso pitigliano.
Diaxiiij.eiusdem.
Partio sua I. S. a la Aué^ maria iam sole tendente ad occasum. Et canal-
co tucta quella nocte. Et bora quarta noctis passando socto Viterbo loco dicto
a le case abrusate trono U inimici che cercauano interrumpere a la sua S. lo
passo: li ruppe in modo che andoreno in fumo: et lo animo de tal Signore
non era piccolo per vederse reducto in tal puncto. Media nocte passo a li
bagni socto Viterbo et inuentis ibi quoque inimicis et dispersis et captis passo
a loro dispecto. Et erompente luce passo a la Marta et quactro miglia più la
fecit collationem cum omnibus suis adeo familiariter quod omnes miraban-
tur. Et caualcando passo socto la valentano vellent nollent inimici et junse a
107 M.^ ecce Lxxxvj/ oennaro
pitigliano die sequenti ad hora de vespro ut campane iadicabant. Et li fa re-
colto molto allegramente et fu assai accarezato. Et ibi trono lo conte de ca-
yaccia mandato dal I. S. Duca de Milano cum quactro squatre et ce. caualli
leggeri. Et dimoro in quella terra fino a li xviij. del prefato mese.
Die xviij. Januarij.
Sua I. S. ordino che tucto homo se trouasse in ordine: che volea omni-
no partire quella nocte: et a meza nocte fu a cauaDo. Ita et taliter che ante
solis ortum fu a la Paglia territorio de Senesi : loco doue sono alchune ta-
ueme: et facta collatione et posito igne in alchuni pagliari respectu inimico-
rum : et in itinere fareno presi tre homini de arme li quali vernano de siena et
portauano duo milia ducati de oro : iUis ablatis se ne rinfrescoro quella gente .
che ne haueano bisogno et lo L S. fece prouedeme a tucta la casa taliter che
tucto homo ne resto contento secondo li temporali erano. Et quella sera andò
ad alloggiare in montepulciano terra de fiorentini : doue fu receputo de alle^
gra faccia da quello popolo et da prefati fiorentini prouisto ad ogni expesa ne*
cessaria per sua I. S. et de tucti de sua casa assai splendidamente. Et dimoro
li sei jomi suis rebus integris : che a tucto era facto la expesa. Et sua I. S. se
riposo in quella Gipta fino a li xxiij. de febraro. Et lo visitare li opto et li
dece de fiorenze cum grandissimo honore et fecero a sua I. S. molte proferte
cum dire che sua I. S. se riposasse perche loro voleano ponere lo stato la
robba et li figlioli in seruitio de quella.
Die xxìiij. februarij. febraro
Partio sua I. S. da monte pulciano et caualco verso Cortona: che inten-
deua che messer Jean Jacobo triuulsi veniua con la gente del Duca de milano
et ita fait. Et dimoro in quella terra fino a li sei de Martio. Doue fu ben uisto
et accarezato da quelli Giptadini.
}
ìUE^o M.** ecce Lxxxvj.o io8
Die vij. Martij.
Se partio Sua I. S. da Cortona et andò verso Montepulciano prenomi-
nato con la sua gente perche lo animo suo de continuo era vscire in campo
verso roma et de andare a trouare lo S. Virgilio et lo conte de pitigliano vr-
sini et alloggio quella sera in montepulciano et li stecte fino a li vndeci de
Marzo et eo.tempore petiit Sanctam fiorem. Et andana ordinando lo bisogno
del campo et li lochi più a proposito de la gente de arme et in hoc quietabat
animus illius.
Die xij. Martij.
Gaualco et quello jomo alloggio in pitigliano con quella comodità se
possecte. Et die sequenti caualco in Sorano terra del conte Nicolo vrsino: et
quella sera ritomo in pitigliano et andò a vedere la gente de arme che de-
moraua ibi: prouedendo al necessario. Et dimoro in pitigliano fino a li ij. de
Maggio: et illis partibus la gente de arme mangiaua macramente.
MAGGIO Die iij. Maij.
Eodem die sua I. S. uscio in campo cum xLvij. squatre et v. mila fanti
cum tanto ordine che a me saria impossibile esplicarlo con penna: lo lasso
a li altri che pongano in carta. Lo officio mio e solo tenere a mente le jor-
nate come ho comandamento. Getera relinquo majoribus meis. Et fermo lo
campo ad Mentono et li stecte vsque ad septimum diem Maij. Illis diebus fu
a le mano con la gente del S. Roberto de Sancto Severino et furono facto
molte scaramuze. Ma eo die septimo mensis maij. lo I. S. fu a le mano con
lo prefato S. Roberto incitato da quello mandandoli a dire che omnino volea
essere in facto de arme: qui Dux Calabrie annuit et fece ponere in ordine la
sua gente et comincio aduiarse verso lo campo del prefato S. Roberto: lo
' quale vedendo che lo prefato I. S. andana a trouarlo animosamente se re-
109 M.^ ecce Lxzzvj.^ maggio
trasse in retro ma non tam presto che dicto I. S. non li fosse adosso con li
caualli leggeri et appicciata la scaramuza foreno morti molti homini de conto
da 1 una banda et 1 altra: et fra queUi ce fu lo Magniflco.ludouico de la Sa-
xetta de la cui morte assai se condolecte sua I. S. Assai ne furono feriti. In-
terim lo prefato I. S. vedendo che lo S. Roberto se scostaua quanto posseua
pmse innanzi certe sue squatre et de continuo andana ferendo a le spalle
quella gente del S. Roberto. Et duro quello facto de arme da le xx.^' bore vs-
que.ad 2/*° horam noctis et con le intorcie se combacteua: et tale saria stato
tale facto de arme quella sera che lo S. Roberto era rocto ia tucto : se non
che ipso cum sua sagacita et astucia ce prouide : che mando Golamarìa suo
figlio ad parlare con lo S. Conte de Gayaccia suo primogenito lo quale era
con lo I. S. Duca de milano : et lo I. S. Duca de Calabria lo hauea spineto
innanzi cum sua gente et se portaua animosamente : et hauto confabulatione
insieme li decti frati se spartirò et subito lo. prefato Conte venne al predicto
I. S. Duca a dire come al S. Roberto parca se douesse spicciare lo facto de
arme. Lo dicto I. S. Duca alquanto se monstro duro ma vedendo che per la
nocte non se cognosceano 1 uno 1 altro le panie compiacere al S. Roberto et
per intercessione del figlio acconsenti che lo facto de arme se spicciasse : et
ita factum se ne ritornoro a li loro alloggiamenti et tentorìj doue quella sera
lo I. S. Duca conuito ad cena cum ipso tucti capi de squadra et altri homini
de conto et li accarezo assai. Et in questo campo demoro lo exercito regale
fino a li vj. de Jugno. Et partio lo campo et andò ad alloggiare ad lago de
Marzano. Et septimo die ibi requieuit.
Die viij. Junij. giugno
Bona bora partio lo I. S. Duca con lo campo da lo lago de Marzano cum
lo ordine suo et andò ad alloggiare quella sera a Toscanella et ibi*quieuit
die viiij.^
j
é
GIUGNO M."" ecce Lzzxvj.^ no
Die IO. Junij.
Allogio sua I. S. con lo campo socto cometo et riposo li usque ad xij.
eiusdem. Doue li soldati non curoro in seruitio de sua I. S. bebere acqua cum
sucho de cedrangoli et mangiauano cedrangoli in luogo de pane: che sta*
uano in grande penuria et quello L S. cum sue eiortationi animaua tucto ho-
mo. Ita et taliter che tale ulta a quelli soldati era vno zucharo: expectando
dal dicto I. S. condigna remuneratone: et non fuggiuano alchuna fatica.
Die xij. eiusdem.
Partio lo esercito de dicto I. S. et passo socto le porte de Giuita vechìa
et ibi scaramuccioro li soldati egregiamente con la gente de la ecclesia: et non
trouando in quelle parti acqua non alloggioro ma quella sera andò dicto I. S.
con lo campo a sancta marinella.
Die xiij. eiusdena.
Partio da sancta marinella et andò in ceruetero et li stecte lo di sequente
che furono li xiiij. de Giugno.
Die XV. Junij.
Da Ceruetero partio lo campo et sua I. S. quello indirizzo verso lo an*
guilaro et posti li pauiglioni et trabache tucto lo Regio exercito hebbeno
quello volseno. Et li se riposo lo di sequente.
Die xvij. Junij.
Venne sua I. S. con lo campo a 1 ysula lontana da roma circa miglio
cinque et ce stecte fino a li venti del dicto. Et già se praticaua la pace perche
Papa Innocentio viueua intrepido per hauere li inimici vicini et dentro roma :
non se fldaua molto: attendeua a fare fortificare sancto petro et se faceano
\
III M.® Occc Lxxxvj.'* GITOKO
molti ripari. Et de continuo di et nocte stanano li Romani vigilanti. Et lo Pa-
■
pa comincio a presentare a lo I. S. prefato et tenea cum quello strectissima
pratica. Et già se tramaua mandarne lo S. Roberto ut postea secutum fuit.
xxj. Junij.
Ando a porcareccio lontano da roma circa due miglia et li se riposo fino
a li XXX. del dicto. Et eo sero ritorno a 1 ysola bona causa et per compiacere
a la Santità de Nostro Signore.
Die primo Julij. i-uguo
Da 1 ysula partio et andò con lo campo a liprignano et lo prese et de
continente lo dono al conte de pitigliano: et sua I. S. non cupido ma libéra-
lissimo era a tucti. Et li riposo fino a li sei del dicto.
Die vj. Julij.
Partio da liprignano et andò in Noxano doue sua S. stecte usque ad
xiiij. Julij predicti.
Die xiiij. eiusdem.
Ando a pozano a la Abbatta de sancto Andrea et ilio tempore prese la
abbatia de sancto paulo cum sue castelle satis prudenter: che venendoli in
mano la mogliere cum li figlioli de lo castellano de quelle forteze positis fur-
cis et ostensìs vxore et filiis restituit arcem et moratus est ibi vsque ad xxj
Augusti. Interim conclusa fuit Pax cum Summo pontifice et iUis diebus fu
comandato al S. Roberto che se partisse del territorio de la ecclesia et che
pigliasse suo viaggio verso venetia aliter saria stato eualligiato cum tucti li sol:
et al I. S. Duca che lo sequitasse con la gente de arme accioche non man-
dasse in rapina alloggiando o per lo passare quelle terre de la ecclesia. Et ita
actum fuit.
\
LUGUO M.<^ ecce LXXXYJ.^' 112
Die 22 Julij lo I. S. Principe arriuo in napoli malato.
Die vj. augasti arriuo 1 annata del Re de castiglia et fureno con cara*
nella et due ballonerj.
Die n]. augusti lo S. Re uolse concludere lo parentato con lo Conte de
Samo solo per reducerli in castello et eo die resto presone con lo Secretarlo
et 1 altri.
Die 19 Augusti lo S. Principe perde lo polso et già fu tenuto per morto :
et la S. M. prophetauit con lo C. cammerlingo eum non moritiirum.
^««ww> Die xxj. Augusti.
Sua I. S. partio con lo exercito et andò ad alloggiare al Borghecto et
tucto bomo andana allegramente per la successa Pace et Victoria: et quieuit
ibi diem sequentem.
Die xxiìj. eiusdem.
Partio lo prefalo I. S. dal borghecto et andò ad alloggiare ad Orta et lo
S. Roberto partio da Ciuita Castellana et alloggio quella sera ad orta. Inteso
che lo prefato Signore veniua passo lo tenere de subito che stana cum pau-
ra : et quella sera in lo passare del dicto fiume molti carriaggi se perderò
perche annegare molti muli per la pressa.
Die XXV. Augusti.
Partio da orta et andò ad alloggiare a Rosane : a li ixvj. andò ad allog-
giare a colle pepe doue per dare loco et tempo al prefato S. Roberto che se
andasse cum dio riposo fino a li xxviiij. del dicto.
Die xxviiij. Augusti,
Alloggio in sancto Bartholomeo et quella nocte delibero seguitare suo
cammino appresso lo prefato S. Roberto lo quale andana musando ed spe-
113 M.** ecce Lxxxvj.® a(30ST0
raua fare qualche suo designo per non andarsene cosi cum pocho suo
honore.
Die XXX. Augusti.
Ando ad alloggiare sua I. S. con lo exercito ale fracte et quella sera de-
libero partire la mactina sequente et continuare suo cammino appresso lo
prefato S. Roberto che cosi hauea ordinatione de la Santità de Nostro Si-
gnore prefato.
Die vi timo Augusti.
Caualco bona bora et andò al borgo de sancto sepolcro et lo S. Roberto
in coppa a le Arpi de fiorenze. Et lo Magnifico laurentio de medici partito da
la sua inclita Cipta andò a uisitare sua I. S. et insieme cum quella assecto
motte cose et certe lo prefato I. S. fu molto accarezato da ipso: et in lo dicto
burgo se caccio vna canzone la quale comincio: Lassatelo andare etc. Et fu
facta per la partita del sopra dicto S. Roberto. Et demoro dicto I. S. in quella
terra fino a li cinque de septembre.
Vltimo augusti partilo la casa del Signore et lo andò a trouare vicino a
Venosa in campo.
Die V. septembris. settembre
Parti dal Borgo sopradicto et andò ad alloggiare in valle Yaldignano as-
sai delecteuole et amena et quella nocte se riposo quello campo.
Die vj. eiusdem.
Alloggio in Ranghi a la fiumara la quale quella nocte per lo male tem-
porale se impie in modo che quasi hebbe ad annegare mezo lo campo et
decte che fare a tucto homo et non li fece stare in ocio.
'5
SETTEMBRE M.*» CCCC LXXXTJ.*» H4
Die vij. Septembris.
Lo prefato I. S. andò ad alloggiare a Marzino et riposo li lo di seguente
che furono li octo del dicto.
Die viiij. eiusdem.
Alloggio a Pietrauiua con tucto lo campo che sequitaua pure lo prefato
S. Roberto.
Die X. eiusdem.
Ando a la frecta et loco alloggio cum quella comodità se possecte.
Die xj. eiusdem.
Partito da la fracta andò ad alloggiare in forli et sua I. S. alloggio den-
tro la cipta et fu molto bene accarezato. Lo campo alloggio fora.
Die xij. eiusdem.
Quella sera andò ad Castello bolognese che intendeua che lo S. Roberto
tramaua per passare in quello de genoua : et datene aduiso a messer Joam
Benteuoglia et a quella Signoria prouide ita et taliter che lo S. Roberto inten-
dendo li preparatorij se faceano contra ipso se partio de loco dove era allog-
giato de nocte: più che de passo lo prefato L S. lì mando appresso et fureno
molti carriaggi sualigiati et fragassati. Molti de li soj alchuni valenti homini
se ne uennero al I. S. per acconciarse con quello et molti ne piglio: ad al-
chuni donaua licentia. Lo S. Roberto queUa nocte intro in le terre de la Signo-
rìa de venetia : et perche la gente del prefoto I. S. animosamente seguitaua
quello per dampniflcarlo sua I. S. de continente delibero mandarse ad excu-
sare a quella excelsa Signoria. Ce mando lo nobile homo Carlo deforma gen-
tile homo neapolitano lo quale fu visto da quella Signorìa de bona uoglia et
115 M.^ CCOC LXXXTJ.*^ SEPTE3CBBB
ne riporto grata risposta. Et dimoro lo predicto L S. Daca in dicto loco fino a
li quindeci de septembre et riposo con tucti li soi et expecto lo dicto. Carlo:
et inteso lo bono animo che teneano li Signori venetiani verso de ipso deli-
bero andare ad parlare al S. Duca de ferrara ad Lugho et partio quello di et
tacti li soi andauano allegri per la Victoria hauta et per le cose che molto an-
dauano a la seconda.
Die 14 septembris lo S. Re et la S. Regina con tucti furono ad epysco-
pio a la missa et fu bandita la pace fra lo papa et S. Re et ne fu facta gran
festa.
Et die 16 lo S. Re mando vno paro de brachi che haueano vno palmo
de orechie a donare a lo Principe de altamura.
Die xvj. Septenibris.
Ando ad mangiare a cotignola et quella sera ritomo pure in campo al
dicto Castello bolognese et li vennero lo S. Duca de ferrara lo S. Marchese
de mantoa et Messer Joam bentiuogUa et eo sere sumpto prandio discesse-
runt et lo I. S. resto con li soi quello di et lo sequente.
Die xviij. septembris.
Partio da castello bolognese sua I. S. et venne ad alloggiare a furli doue
fu bene accarezato.
Die xviiij. eiusdem.
Orto iam sole et sumpta collatione partio da furli et andò ad alloggiare
a Cesena.
Die 20. eiusdem.
Da Cesena partito sua I. S. andò quella sera a sanmignano.
SEPTEMBRB M.^ CCCC LXXXYJ.^ 1 16
Die xxj. eiusdem.
Venne quella sera in Rimini et fa recepato molto de grato animo da
quelli Signori li quali fureno facti Cauallerì da sua I. S. Et li pres^ la gente
de arme del signor Roberto et altri valenti hominj « suo soldo et conduxela
cum ipso accarezandolo tanto che quelli soldati vernano de bona voglia. Et
riposo li lo di seguente.
Die xxiij. eiusdem.
Sua I. S. partio da Rimini et venne ad alloggiare a pesaro in lo Palazo
de lo Imperatore et ibi quietauit per tres dies.
Die xxvij. Septembris.
Da Peserò partio sua I. S. et andò ad alloggiare a fiumicinj vicino ad
Ànchona.
Die xxviij. eiusdem.
Venne ad alloggiare a sancta Maria del loreto doue uisito quella sancta
ecclesia et ce decte de elemosina Cento sexanta ducati de oro in oro et per
ipso et per lo Principe che era stato in napoli indisposto usque ad mortem
et mai se extimo sua sanità. Et la opinione de tucto lo populo fu che le ora-
tioni infinite fece fare la 111.°*^ madamma duchessa sua madre lo liberaro. Et
lo dicto I. S. ordino fusse facta vna ymagine de argento del dicto Principe in
illa ecclesia et sic factum fuit: et lo di sequente non partio.
Die vltimo Septembris,
Alloggio socto fermo per che dentro non possea alloggiare.
117 M**^ ^^^^ Lxxxvj.** OCIOBBE
Primo Octobris.
A monte Turbiano et lo di seguente se fermo li et riposo sua gente de
arme : la quale la gouemaua cum grande discretione perche la conduceua in
lo Reame centra li baroni ribelli et per assectare casa sua.
Eo die venne a napoli lo Conte de fundi et de MUeto.
Die iij. Octobris.
Se conduxe al Tronto in li confini del suo reame et smontato sua I. S.
fece tale segnale : se scosse tucto saltando per letitia et dixe : Mo pure so in
lo territorio mìo.
Die iiij. eiusdem.
Venne ad alloggiare a la Abbatia vicina a Julia nona et li prese tucta
quella baronia: vernano tucti quelli homini con le ciani et cum presenti infi-
niti et li riposo sua gente usque ad diem yj. et eo die discessit.
Die vj. eiusdem.
Da la dieta Abbatia et andò in Julia nona receputo come nono Signore
et cum grande honore da piccioli et grandi.
Eo die venne in napoli lo conte de conza bene in ordine cum caualli C.
et XV. ronconerj.
Die vij. eiusdem.
Alloggio in Monte Saluano et li arriuo tucta la casa de sua L S. et ca-
ualli grossi che vernano de napoli a trouare quella: et volse vedere tucti ca-
nali) et altre cose de animo molto jocondo. Et riposo U quello jomo et li diq
sequenti. Et lo Signore stette a lo castello: lo campo alloggio sopra la collina
per 1 acqua.
^
ocrOBBB M."" ecce LzzxTj.^ ii8
Die X. Optobris.
Partio da Monte Salaano et venne ad allegrare al Molino de Pianala.
Die xj. eiusdem.
Ad alando venne quella sera cum tucta quella gente de arme soa et pose
in possessione lo Duca de malfl de tucta la baronia del Marchese de bitonto
che era sua et se era ribellato da la Maestà del Signor Re. Et lì venne nona
come la aquila era ribellata da la ecclesia et reducta in gratia del S. Re et li
aquilani in quella nouita haueano amazato lo archydiacono et certi sol pa-
renti. Et die 13 venne la nona iq napolj. Et riposo lo campo suo fino a li xv^
del dicto. Et mai stana in ocio sua I. S. et facea che da li baroni ribelli che
intendeuano soi progressi stanano tucti tremebundi. Et in quelli di vennero
D. fanti de Ciuita de chieti li quali lo I. S. mando al Conte de Celano cum
Pissicello suo creato..
Die xiiij. eiusdem.
Alloggio ad pentima cum tucta la gente de arme et tucto quello paese
correua ad vedere sua I. S. che non credeano anchora che fusse ipso: per-
che se extimaua mai più venisse in lo suo reame.
Die XV. eiusdem.
A Piscina alloggio et delibero partire lo di sequente et andare a celano
doue riposo li xxvij. et li xxviij. cum quello Signore: et assecto molte cose de
Colonnesi con li Yrsìni et reduxeli in grande concordia che molti tempi erano
stati in discordia et diligenti ratione componi curauit et ita componi ut tam-
quam ex horrenda maris tempestate Mercuri} et Jouis tempora redijsse vider
bantur. Quid plura? Innanzi sua partita reduxit lo stato de celano al dicto
Duca de malfi tucto pacifico. Et in quelli jomi venne francisco de Sorrento ad
accordare lo contado de Albi et li vennero li Aquilani ad jurare omagio.
119 M.® ecce LzxxTj.^ ocrOBBE
Die 1 5 lo campo andò ad alloggiare ad piscina.
Lo campo alloggio ad paterno.
Die xxj. trasio lo imbasciatore de francia.
Die 1 5 trasio in napoli lo imbasciatore de ferrara.
Die 1 7 quello de milano.
Die xviiij. Octobris.
Ritomo ad Pentima et li poso lo di seguente non mancando mai da le '
facciende: non perdea tempo perche vedea adproximarse la vernata et hauea
a caualcare in puglia centra li baroni prefati et ridurli tucti ad votum suum.
Et eo die arriuo xij. squatre che furono de fiorentini et con loro lo Signor
hyeronimo spinula et del Signor de peserò del S. de Arìmino del Signor de
Piombino.
Die xxj. eiusdem.
Caualco et andò ad alloggiare a la Àbbatia de naruone.
Die xxij. eiusdem.
Alloggio a Pescara et lo di seguente riposo li sua gente et caualli et de-
libero fermarse fino a li uv. del diete. Et li trono ix. squatre robertesche
che le conducea Petro Pagano loro capo. Et die 24 alloggio con lo campo a
la terra de Joam pizolo due miglia ad ortona.
Die XXV. eiusdem.
Ando cum tucto lo campo ad alloggiare a paglieta et lo di seguente par-
tio et passo per lanzano. Lo campo alloggio al Sanguino.
Die xxvj. octobris.
Partita sua L S. da Paglieta andò ad alloggiare a 1 asinella et la fila al-
loggio ad casale bordino.
}
ocroBBS M.^ ecce Lxxxvj.*^ 120
Eo die a meza bora de nocty mono lo S. Don firancesco de ragona.
Die seguenti se feceno le exequie et eo die venne lo conte de popoli et
messer Andrea de gennaio.
Die xxvij, eiusdem.
À lo Trìgno andò quella sera cum tacta la gente de arme: la fila a mon-
te negro.
Die xxviij. eiusdem.
Con lo campo bona bora partito andò ad alloggiare ad Pantano a bifer-
no: la fila a sancto Martino: et eo die entro in Paglia.
Die xxviiij. eiusdem.
Ad tortora alloggio et li demoro lo di seguente et expedìo molte faccen-
de. Et fermosse con lo campo fino a lo primo de Nouembre.
NCYEicBBE Die prìmo nouembris.
Lo I. S. se partio da fortore et andò con lo campo ad alloggiare ad Can-
deto V. miglia da Nocera de puglia et quella sera intro in nocera per fare an-
m
dare in campo li vngarì et ritomo la sera in campo. Et prouedeua al neces-
sario et tucto bomo restaua contento et li vngarj qui fuere circiter Mille se
poseno in ordine per venire in campo lo di sequente.
Eo die trasio in napoli lo figlio del duca de Melfi.
Die ij. Nouembris.
Orto jam sole partio da candeto et andò ad alloggiare con lo campo ad
Sancta maria de Morgana et quella sera andò a Nocera et fece uenire li vn-
garì in campo et subito ritorno al prouidemento de quello.
121 M.^ ecce LXZXVJ.® MOTEMBRE
Die iij. Nouembris.
Ando ad alloggiare con lo campo ad lucemaro et sempre se sforzaua
trouare lochi più comodi et apti per la gente de arme. Et li se fermo lo di se-
quente: doue fa apeso uno delinquente. Et in tale modo tenea lo suo campo
che non e era homo che auesse tocho vno filo de grano ne facto altro errore:
quod mirabile erat.
Die. V. eiusdem.
é
Partio con lo campo Regale et andò ad alloggiare bona bora ad yna Àb-
batia de sancto Antonio.
Die vj. eiusdem.
Sua I. S. partio con lo campo da la dieta Abbatia et andò ad alloggiare
ad vno fiume chiamato 1 ofanto et li se aflb-ontoro lo campo del S. Principe
de Capua et quello del I. S. Duca suo genitore et fureno Squatre in tucto
Lxxv. et tucta bella gente : et li baroni stanano pertusati come volpi in la ca-
ua per timore.
Die vij. Nouembris.
Lo prefato I. S. andò ad alloggiare con lo campo a la Hassaria del Duca
de Venosa et li se fermo fino a li dece del dicto et a li viiij. vennero in cam-
po V. squatre del S. Virgilio Vrsino.
Die X. eiusdem.
Bona bora se mosse lo campo et lo I. S. Duca delibero andare ad allog-
giare a la Tauema de la Rendene et quella sera lo S. Duca de Melfi uenne a
basare la mano al prefato I. S. Duca: et eo die lo dicto Signore caualco verso
i6
NOVEMBBB M/** CCCC Lxxxvj.^ 122
venosa et presela : lo castello non se uolse rendere : ma non offendena. Fu
fornita la terra de fanti et del necessario.
Die xj. eiusdem.
Sua I. S. partio con lo campo et andò ad alloggiare ad 1 acquarella.
Die xij. eiusdem.
Lo campo stette fermo in quello medesmo loco et cosi U xiij. li xiiij. et
eo die lo I. S. Duca caualco con gente assai et vngari : che intendeua che lo
Duca de venosa veniua ad venia et lo scontro per la via: et come vide lo L
S. Duca scaualco lontano et andò a trouarlo a pede et basarli la mano quasi
lacrimabundus: et montato a cauallo venne in campo etfuassaj accarezato
dal I. S. Sed iUe tremebundus non ardiua alzare 1 ochi. Et alloggio li apud
I. D. Fu facta gran festa quello jomo da tucto lo campo perche tucto homo
desideraua deponere le arme per la inuernata veniua.
m
r
Die XV. Nouembris.
Lo L S. Duca caualco bona bora leggeri et lasso lo campo in lo loco
predicto et andò a la Cirignola per visitare lo Signor Re: et li venne lo Mar-
chese de bitonto a basare la mano al S. Re. Et die xyj. lo campo stette in lo
suo alloggiamento lo S. Duca appresso lo prefato S. Re lo quale quello jomo
alloggio in la cirignola.
Die xvij. eiusdem.
Lo prefato I. S. partio cum la Maestà del S. Re da la cirignola et accom-
pagno quella fino a venosa doue sua maestà se fermo cum soi curiali: et lo
predicto S. Duca venne quella sera ad alloggiare in campo et fece prouedere
che tucta gente de arme fusse in ordine per lo di sequente che se havea a
»»
fare la monstra al S. Re che la uolea vedere. Et fu preparato vno bello con-
123 M.® ecce Lxxxvj.** notembbe
Tito et da mangiare a tucto homo cum uno mirabilissimo ordine: et quella
nocte semper sua I. S. fu vigilante.
Die xviij. Nouembris.
Se leuo a bona bora et fu a cauallo et tucta la gente de arme et fantaria
in ordine et fece adviare colonnello per colonnello cum sue squatre per vno
bello piano et se fece la monstra. Lo S. Re per vna collina vedea ogni cosa
cbe mai fu vista la più ordinata ne più bella : omnes mirabantur. Quella mac-
tina fu una pocha de nebbia ma cessata fu vno bello temporale: et tucto
quello jomo duro dieta monstra et la sera lo S. Re se ne ritomo a venosa et
lo S. Duca in campo.
Die xviiij. eiusdem.
Lo Signore se partio dal Campo et andò a venosa per expedb^e faccien-
de con Io S. Re et anchora: benché fusse facto lo accordio cLe baroni et fus-
seno venuti ad venia : ancora teneano pratica con lo papa occultamente. Lo
campo non se mosse del loco suo. Et Io di sequente lo L prefato Signore ri-
torno in campo et li fermo quello jorno et 1 altro che fureno li xxj. de no-
uembre. Et expedio molte facciende et fece pagare li vngari et hebbeno licen-
tia: fu assaj accarezato lo loro capo ettucti fureno ben tractati. Et fu mandato
messer Dieco vela a pigliare possa de tucte le forteze del Prmcipe de bisigna-
no: lo quale hauea mandato al Signore per ciò et ad offerilli dui soi figliolj.
Die xxij. de nouembre.
Bona hora facto lo hanno accostumato partio lo prefato L S. con tucto
lo campo: dato ordine che le xxv. Squatre Marzochesche et li vngari andas-
sero a le stanze : et andò ad alloggiare ad Bradana : et sempre lo Duca de
melfi veniua appresso con sue squatre assai bene in ordine.
NOTEMBBB M.® CCCC LxxXFJ.<> 124
Die xxiij, eiusdem.
Se partio con lo campo da bradana et andò ad alloggiare ad vno fiume
chiamato Liuiasento et lo alloggiamento chiamato la machia de lo corro. Et
quello di venne ad venia et in campo lo S. Principe de Bisignano al quale fu
facto gran careze et non li facea manchare niente lo I. S. Duca : et quello sem-
per cum tanta humilita quod onmes mirabantur.
Die xxiiij. eiusdem.
Sua I. S. partio con lo campo et andò ad alloggiare in su quello del
Principe de Salerno che già tramàua-de venire ad venia: cosa desiata da tucto
lo campo per la vernata: et alloggio sua I. S. in una casetta vicina a 1 oliueto
de la Salandra et lo campo intorno.
Die XXV, Nouembris.
Àudìta solita eius missa fu a cauallo con la Squatra de la guardia et ca-
uallj leggeri et caualco verso sancto Mauro et apresentato li hebbe la Rocha
et lo castello adhibitis prius minis et factis. Et eo die fece impendere duj sol-
dati che li trono con balestre parate: et ritomo quella sera in campo.
Die xxvj. eiusdem.
Lo campo stette fermo al sopradicto alloggiamento et lo h S. Duca ba-
nca mandato Messer Marino brancazo al Principe de Salerno che lo hauea di-
mandato et volea venire omnino a basare la mano al Signore. Et cosi fu che
quello jomo venne et lo Signore caualco et lo andò a scontrare : trasio in
campo et ne fu facta gran festa perche per la venuta sua la guerra hebbe fi-
ne. Et eodem die venne lo conte de mileto in campo et mangio quella sera
con lo I. S. lo Principe de salemo lo Principe de bisignano lo conte de mileto
Messer Manno branchazo et alchuni altri et tucto homo se daua piacere.
125 M.® ecce Lxxxvj."
Die xxvij, Nouembris.
Lo L S. DOQ se partio dal prefato alloggiamento et bona bora audita mis-
sa expaccio lo Principe de bisignano cbe andò a trouare lo S. Re per basare
la mano a sua maestà et venire ad veniam. Et anchora expaccio lo Principe
de Salerno cum Marino brancazo che andana cum ipso per darli tucte sue
forteze in mano et che se tenessero per lo S. Re. Et tucto quello jorno mai
poso lo prefato I. S.
Die xxviij. eiusdem.
Non flnio mai de expedire facciende et prouedere che alchune squatre
partissero cum messer hectore carraffa ad alloggiare et a stanzare hi valle de
diana et in terra de lauoro : et lo campo non se mosse dal dicto alloggiamen-
to. Et quello di parti Messer hectorre prefato cum x\j. squatre alle stanze.
Die xxviiij. eiusdem.
Misso proclama bona bora fu a cauallo lo 1. S. et tucta gente de arme
cum le squatre ordinate et paitio con lo campo da 1 OUueto de la Salandra
et andò ad alloggiare al Boscho de Sancto Joannj et loco se fermo fino a li
xiij. de decembre. Et die 2.^ decembris sua I. S. caualco a matera per pro-
uedere alchune facciende necessarie et li stette fhio a li quactro: et eo die ri-
tomo in campo da Matera et trono messer Cicchella et lionardo che erano
venuti de napoli eo die: et per tre jomi mai ce mancho la neue grande et
vento terribile che ne portaua fino a le tende : et spaccio sua I. S. quella
nocte molte facciende et lo di sequente rimando in retro a napolj lo prefato
Lionardo comò. Et die vj. Decembris expedio Messer Cicchella et lo mando a
napoli. Et die duodecimo eiusdem lo L S. Duca fece leuare arme et cauallj a
quellj soldati erano stati ribelli et die precedenti partio la casa per napoli. Et
dicto die 12. venne la nona da messer Marino Carazolo come lo Principe de
NOYEIIBBE
Vn
KOTBMBBS M.^ CCCC LZXXYJ.^ 126
Salerno non volea dare lo castello de salemp et certe altre forteze et cercaua
cose none. Et cosi lo prefato I. S. delibero partire lo di seguente con tucto
lo campo.
fiwnnniR» Die xj. decembris fu scartato lo conte de carinola et tagliato la testa al
conte de policastro suo frate al mercato.
Die xiij. Decembris.
Partio lo I. S. Duca et andò ad alloggiare ad monte peloso. La gente de
arme parte cum sua Signoria parte a le stantie.
Die xiiij. eiusdem.
Bona bora caualco et quella sera andò ad alloggiare ad Oppete. Et die
XV. a piciemo : et die xyj. a bucino : et die xvij, ad yenuitj: et die xviij. a Sa-
lerno doue li fureno facte molte careze da tucta quella cipta. Et lo Principe
se pose in castello cum la mogllere et figliolj et tenease forte cercando nouj
pacti. Et li stanano li imbasciatorj de tucta ytalia. Et finaliter quello dimando
dal S. Re li fu concesso che lo andò a trouare a Samo.
Die xviiij. eiusdem.
Stette a Salerno et audita missa caualco et andò a prouedere lo Ca-
stello et mai perdeua vna bora de tempo.
Die XX. eiusdem.
Partio da Salerno et andò ad alloggiare ad Scazauentulj casale de la
Caua.
127 M.** ecce Lxxxvj.o
DECEHBBE
Die xxj, eiusdem.
Pure se fermo in eodem loco et andò a la bastìa la quale hauea facta
fare lo Principe de Salerno et ^ardauala : et quella prese ad vj. bore de noc-
te: et die sequentì non se partio per expedire alchune cose importanti.
Die xxiij. Decembris.
Sua I. S. partio da Scazauentulj et caualco a Sarno cbe la si trouaua la
maestà del S. Re: doue venne lo Principe de Salerno et bebbe audientia da
sua maestà et venne cum saluaconducto : et quella sera ritorno a lo castello
de Salerno et dal S. Re hebbè quanto cercbo.
Die xxiiij, Decembris.
Partio et caualco verso Scazauentulj et li alloggio quella sera et lo S. Re
se ne ritorno a. napoli: et die sequenti lo prefato I. S. stette fermo in eo-r
dem loco.
Die xxvj. Decembris.
Àudita missa caualco et venne a la torre del greco : et li poso quella
sera et fece venire de napoli tucti prouedimentì necessarij. Et lo- di seqyiente
delibero intrare in napoli cum puncti de constellationi. Et certo sua I. S.
molto se gouemaua discretamente in ciò in ogni sua cosa.
Die xxvij. Decembris.
Lo prefato I. S. orto iam sole fu a cauallo cum vno grande ordine suo
et venne verso napoli. Molti Signori et jentili bomini lo andoro a scontrare
bencbe sua I. S. volse intrare in napoli senza alcbuna pompa. Et cosi entro
ad bore xviij. et tucte le strade fenestre astricbi et abotbe'gbe erano piene
de bomini donne pizoli et grandi: tanta gran mulUtudine cbe erano cosa mi-
• A
/
}
iK-w:-* i;i;
M.** ecce Lxxvj.* 128
randa et incredibile. Yeniano innanzi a sua I. S. tucti li baroni et signori ri-
belli et ce era vno Negro chiamato Malfusso che andana innanzi a li baroni
a pede. con vna scopa scopando tucta la via per burla. Ita ferebatur : et certo
fu pigliato tale acto per malo augurio per li dicti Signori.
Tucti li Seggi de dieta Napoli erano parati et faceano festa et allegreza
per la ritornata del loro Signore lo quale da tucto homo se pensaua non in-
trasse mai più in lo Reame. Dio gratia et de la sua matre : la quale sua Si-
gnoria tene per advocata et tucta sua speranza teneà in quella: ce trasio con
lo malore honore del mondo. Tucta napoli andò socto sopra per gaudio: lu-
minaria fureno facte grandissime per tucto. Ando in castello nono a basare
la mano al S. Re suo genitore lo quale vedendo Io desiato et victorioso fi-
gliolo lacrimo de allegreza. Et hauto licentia da quella Regia maestà visito la
S. Regina et venne in castello de Capuana doue era sua habitatione et mo-
gliera et figlioli. Intrando in quello bombarde assaj : grida grandissime da
grandi et pizoli : Duca Duca. Scaualcato a le scale trono la I. Duchessa de
Calabria sua consorte : la I. Duchessa de milano sua figliola accompagnate
da molte Contesse et Madamme Excelienti et da quelle receputo cum obsculi
suauissimi et abbracciamenti jocundissimi che a vederli ogni homo lacrimaua
de tenereza: che vedeuano dicto I. S. vino bello et animoso che già era nun-
cupato morto et perduto. Quella sera ceno con li prefati suoi et dormio con
la Mogliera et non se posseano satiare de mirare 1 uno 1 altro. Superi quod
fecere che tanta mesticia che già lo reame era judicato perso conuertirono in
gaudio et triumpho. Benedicatur Deus.
Die xxviij. Decembris.
Summo mane surrexit e lectulo et audita missa: la quale mai era solito
lassare: caualco in castello al S. Re et quello jomo dimoro de continuo in fac-
cende cum sua Maestà.
, 129 M.** ecce LXXXVJ.** DECEMBBE
Die xxviiij. Decembris.
Quieuit illa nocte satis bene et orto iam sole audita missa sumpsit cibum
et caualco in castello ad expedire facciende in assectare le cose del Reame :
et in ciò sua I. S. molto ce era sollicito: et merito perche desideraua rìposar-
se vno pocho che ne era tempo: che già yiij. annj de continuo era stato da
fora in guerre et con la coraza in dosso et fino a li vj. de gennaro vita eius
erat. Gum surrexisset e lecto potere aulam regiam in elpediendis negocijs.
«7
1
130
eamao M.** CCCC LxXXVij."
Die vj. Januarìj.
Solito more eius petijt castelliim et eo die veime lo Prìncipe de Salerno
et Tisitato et basato la mano al S. Re: che già hanea mandato li carnaggi in-
nanzi verso roma : delibero partire quella sera et expecto che lo S. Re et lo L
S. Duca caualcasse per napoli che cosi fece sua maestà sumpto prandio : ca-
ualco per tacti li seggij cum tucti li baroni et ne fa facto gran festa. Lo I.
S. prima bora noctis ritomo in castello et sompta cena dormitauit. Et per al-
chunj mesi se riposo in napoli de continuo pero in facciende: et lo S. Re ha-
nea rimesso in ipso ogni cosa : et ogni lunedi et ogni vraardi teneua consiglio
et daua audientia generale in castello nono o vero a la incoronata : mancando
quelli jomj supliva li altri di de la septimana ita et taliter che tucto restaua
contento et satisfacto et ab omnibus commendabatur.
Die 20. Januarij.
Auditamissacontulitse in castellum: et eodie intro lo imbasciatore del turco
bene in ordine et porto alchuni cani a donare al S. Re et eo die pluuiafuit ingens.
Die 2 1 . eiusdem.
Rena bora surrexit: audita missa caualco in castello perche quello jomo
lo S. Re douea dare audientia a lo imbasciatore del turco.
Die 22. eiusdem.
Delibero sua I. S. quella sera conuitare li imbasciatori : et ce fu quello
131 M.^ ceco LxzXVij.^ QENNABO
del papa del Re de càstiglia de milano de fiorentini de ferrara : lo S. Virgilio
lo S. Joan Jacobo et molti altri Signori et fu belio conuito et assai grato : et
conuito la Illustrissima consorte sua et soj Illustrissimi flgliolj in la camera de
lascio de la prefata sua consorte.
Die 23. eiusdem.
Lo prefato I. S. hauea facto ponere in ordine tucta sua casa et caualco
in castello et accompagno a pezolo lo S. Re: doue demoro alquanti jomi pe-
ro non manchando mai da expedire le sòlite facciende: et lo di ordinato per
la audientia caualcaua a napoli. Et lo S. Re la S. Regina et sua I. S. se fer-
maro a pezolo fino a li xTìj. de febraro. '^
Die XXV. Januarij.
Ando a caccia con lo S. Re a quarto et da napoli Tenne la Illustrissima
sua consorte et vide la caccia et resto con lo I.S. Principe quella sera a pezolo.
Die xxviiij. eiusdem.
Quella sera caualco a napolj et fu conuitato da vno Mercante: et resto
quello jomo a dormire in dieta cipta.
Die penultimo eiusdem.
Àudita solita missa et expedite alchune sue faccende ritomo a pezolo doue
de continuo demoraua appresso lo S. Re. Solo veniua^la stanza a lo episcopato
ad cenam et ea sumpta ritomaua al S. Re et ibi plurimum pemoctabat.
Die vj. februarij. fbbrabo
Partio da pezolo et andò a napoli per dare audientia : et quella sera re-
sto li et lo S. Re caualco a casale del Principe per duj jomj : et lo prefato I. S.
ritomo lo di sequente a pezolo et nunquam ocio marcebat.
I
FEBÌRABO M.® ecce Lxxxvij.* 132
Die viiij. februarij-
Eo die che fa venardj sua I. S. conuito lo S. Re et la S. Regina la S. Du*
chessa et molti altrj Signoij al Traglio et andoro per mare cum triremis: et
li la S. Regina et lo prefato I. S. expectoro lo S. Re che veniaa dal dicto ca-
sale: et a XX. hore se posero a tauola. Fu vno conuito molto bene ordinato et
cum tanto silentio quod quidem mirum fuit. Et ritornoro a pezolo per mare
in galera: et Rex dormitauit aliquantulum et suauiter eo sero in ipsis trire-
mibus.
Die xij. februarij.
Sua I. S. partio da pezo]o bona bora et andò a napoli a dare audientia
et ritorno lo di seguente: et semper vnoquoque die erat in negocijs apud re-
giam Maiestatem.
Die xiiij. lo S. Re et la S. Reina et lo I. S. Ducha et molti altri Signori
annarono a caccia a monte de plocita et pignarono assai animali: et poi tor-
naro a pezulo de nocte.
Die xvj. februarij lo I. S. Ducha bona bora caualco et anno a caccia con
lo S. Re a Cuma.
Die xvij. lo I. S. Dffia caualco con lo S. Re et annarono a caccia a cu- .
ma. Eodem die se ne andarono a napoli per fermo. Et sua I. S. comincio a
dare ordine a fare fabrica et mando per messer Juliano designatore a fio-
renze.
Die xxj. eiusdem lo L S. Ducha caualco audita missa : anno a trouare lo
S. Re in caste! nono et stecte alquanto a far faccende: et poi tomo et anno lo
133 M.® ecce Lxxxvij.® febbabo
I. S. a la casa del S. Virgilio doue era molto bene parata: et io S. Virgilio eo-
dem die fece la festa et conuito lo S. Re et la S. Reyna: perche facea la festa
de la figliola del Caualierj vrsino la quale era stata maritata al figlio del ma-
gnifico lorenzo de medici: et quella sera lo prefato I. S. seruio a tauola et
mangio de poi a la 2.^ tauola et tanta soUicitudine vsaua che parca fusse la
festa sua.
Die xxTj. lo I. S. Duca caualco audita sua solita missa: et anno ad expo-
dire faccende con lo S. Re. Eodem die trasio lo imbasciatore del Turco molto
bene in ordine et uno de soi cascho a formello senza alcuno impaccio ipso
et lo cauallo et fu tenuto per malo augurio. Et die sequenti lo dicto imba-
sciatore andò ad exponere la imbasciata al S. Re et li dono certi tappeti et
certi canj.
Die iiij. marti] . marzo
LoLS.Duca bona bora caualco audita sua solita missa: et faceo coUatione
in Castel nono ad expedire faccende con lo S. Re. Eodem die annanno a cac-
cia lo Ducha de sore decte certe ferite a lo figliolo et lo prefato I. S. Duca ce
mando rqnyeri Gualandi suo maiordomo con tucti li balestrierj et trono che
se era partito et andato verso roma: et prouide molto bene a quello stato.
Die xvij. lo S. Duca caualco et anno a scontrare lo S. Re et la S. Reyna
a quarto: che stanano a caccia. '^
Die xxYj. marzi lo S. Duca caualco et anno bona bora a Caserta et tucto
lo di uide caualli et lo di sequente: et poi tornando per la uia cascho in uno
fosso pieno d acqua multo periculoso ipso con la mula et hebbese d anega-
re: ma sua I. S. animosamente ne vscio.
\
MABZO M.** ecce Lxxxvij.** 134
Die penultimo marti] lo S. Duca caualco et amio a peznolo et quella sera
resto loco : et lo di seguente partio et caualco a trouare lo S. Re: et lo primo
de aprile ritomo in napolj.
AFBiLB Die iiij. Aprilis lo prefato I. S. andò a casal del Principe et li stette tuo
jomo appresso lo S. Re: et lo altro ritomo a napolj per expedire facciende
come era solita sua L S. que unquam marcebat ocio.
Die viij. eiusdem bona bora fu in castello: et quello jomo lo S. Re fece
ritenere lo conte de morcona et francesco Spinello perche de continuo cer-
cauano fare nona rebbellione. Aliis diebus non discessit neapolj.
Die xvij. eiusdem eipeditis quibusdam negocijs intese che lo S. Re ve-
niua: lo andò a scontrare a pezolo et con sua maestà in castello nono multa
eipediuit.
Die xviiij. lo S. Duca caualco et anno ad noia et stecte un di et poi tomo
a napolj.
Die xxij. apriUs lo I. S. Duca caualco in castello nono: et quel medeximo
di messer Jean Jacobo de trìulti se insory et piglio la figliola del Conte cam-
merlingo: et eodem die se fece Conte de bellicastro et caualco per tucto
napoli. *"
Die xxiij. lo S. Duca anno a peczulo.
Die xxiiij. lo S. Duca se parti da pezulo et anno ad lo maczone.
Die XXV. lo S. Duca se parti da lo maczone et anno ad amone.
133 ^'^ ecce Lxxxvij.o afbilb
Die xxvj. lo S. Duca se parti de arnone et anno a casal de priocipe: et
stectece un di et poi 1 altra matina se ne u^nne a napoli.
Die y]. maj lo Duca caualco ad lo castello: et quel di lo figliolo del Conte haggio
de morchone se insoro e piglio la figliola del S. Duca de Calabria nominata
Donna Ciancia.
Die yiiij. maj lo S. Duca anno a lo maczone a uedere caualli et lo S. Re
stava a casal de princepe et cosi lo S. Duca ce andana ogni di a casale de
principe al S. Re. Et li se expediuano le facciende: et demoro la fino a li
tredeci del dicto. Et a li xj. fu tagliato la testa al Conte de samo et al Secre-
tarlo del S. Re in mane a x. bore o circa intro lo castello nono: fu facto lo
tauolato in lo largo de la ciptadella vbi fuit magnus gentium concursus et
fuit magnum expectaculum. Et eo die fureno facto loro le exequie et portati
lo Secretarlo a sancto Domenico: lo Conte a sancto Angustino. Requiescant.
Die xx\j. eiusdem lo S. Duca caualcao et anno ad uedere lo Conte de
mataluni al castello dell ouo et eo die a xviiij. bore mori: et poi lo di se-
quente li fu facto lo obsequio in sancto Domenico.
Die xxi. maj lo Duca anno ad amone et tomo lo di sequente.
Die V. Jugnj lo Duca caualco et anno in castello: et eodem die trasio lo oiuono
imbasciatore de Incbilterra et poi lo di sequente bebbe audientia dal S. Re et
dal S. Duca.
Die Tiij. Jugni lo Duca caualco et anno in castello dell ouo et eo die fece
un bellissimo conuito al sopra dicto castello a lo imbasciatore de Ingbilterra
cbe fu de pesce. Et die xj. tu pigliato lo conte de mileto et fu die mercurìj.
^
GIUGNO M/ ecce Lxxxvij.® 136
Die xvj. lo S. Duca connito lo imbasciatore de Inghilterra sopradecto a
lo Giardino grande: che fu de carne.
Die xvij. lo S. Duca caualco ad fare faccende: et quel medesimo di trasio
un altro inbasciatore pure de Inghilterra.
Die xxiiij. lo S. Duca caualco et anno al S. Re et poi uenneno a messa
a san Joanni che era el suo di: et uennero in castello capuano et poi andaro-
no per mare et faoreno facte assay luminarie al porto.
LUGuo Die iiij. Julij. lo S. Duca caualco in castello et stecte la lo di a fare fac-
cende. Eo die a quattro ore de nocte 0 circa lo S. Re fece pigliare lo Principe
X de Bisignano et lo principe de altamura et lo Duca de melfl et Conte dell av-
ria cum fiiio eius et lo conte de ducento et fuit dies Jouis.
Die X. Julij trasio li imbasciatori del Papa molto bene in ordine: li quali
erano stati a eapua con lo S. Re et lo I. S. Duca. Et eo die fu retenuto Mes-
ser Cicchella presone in castello nono et quella mactina seruio de maior do-
mo quando mangia lo I. S. Duca in dicto castello.
Die xviij . lo S. Duca fece un bel conuito a li imbasciatorj del Papa a lo giar-
dino picciolo: che fureno messer Pietro romano et messer Jacobo da Volterra.
Die XX. Julij lo S. Duca fece un bellissimo conuito a lo imbasciatore del
Turco a lo giardino grande a la fontana et mangio cum quello francesco ga*
leocto. Et lo I. S. Duca quella sera mangio a la sala del bagno. Àliis diebus
vnoquoque die ibat in castellum: et die solito ad audientiam tenendam.
AGOSTO Die xiiij. Augusti in castellum contullt sua Dominatio. Et quella sera se
137 M.*^ ecce Lxxxvij.* agosto
trouo a li vesprj con la Maestà del S. Re et digiuno quello jomo ad honorem
yirginìs.
Die XV. Augusti bona bora surrexit e lectulo et contulit se in castellum
vestibus albis propter solempnitatem. Àudìta missa cum Regia maiestate et
facta collatione bora prima noctis reuersus cenauit cum I. Madamma eius
consorte.
Die Tij. Septembris lo I. S. fu in castello nono et li audi vespro cbe fu septembbb
decto ad vna bora de nocte: cbe fu la vigilia de la Natiuita et la festa de san-
cta maria de la grocta. Doue per la gran diuotione tucta napoli ce concorre
quella nocte : et ritornato in castello sua I. S. bebbe noua cbe la Principessa
de Bisignano era in alto mare cum li figlioli et robba leggera et tiraua verso
roma et 11 sol andauano per terra. Illico mando lo Magnifico Raneri Gua-
landi con li balestreri et altri sol cortesani appresso et ne fureno pigliati al-
cbuni et vno de li soi cbe se uolse defendere de nocte per la via de adversa
»
obijt diem suam. Et mando lo Magnifico Messer ferrante de gennaro per ma-
re cum due galere et corsero fino presso a terracina: trouoro era smontata:
ne porterò lo legno doue era nauigata. Quella se ne andò a roma.
Die viiij. septembris lo S. Duca caualco et anno in castello al S. Re. Eo-
dem die anno a uedere al parcbo una bella jostra se facea a lo fosso et beb-
bene lo premio Gianbatista de lo Tufo : et poi fornita la jostra uenne in ca-
stello capuano et mangio ipso et li jostranti a lo giardino picciolo.
Die x\j. septembris lo S. Duca caualco in castello al S. Re et eodem die
lo S. Re et lo S. Duca annarono al parcbo ad uedere la jostra se facea al
fosso et lo S. Principe de Capua bebbe lo premio. Et poi jostrati tucti jostro
sua I. S.
18
sspTmBBE M.^ ecce LzzzYÌj.« 138
Die xx\j. lo Signore caualco et anno in castello ad fare faconde. Et eo-
dem die trasio lo imbasciatore de franza molto bene in (ardine. Et die 27
trasio lo S. Don Alfonso in napoli vestito come Soldano : et fnit dies Jouis.
Die xxviij. eiusdem lo S. Duca anno a dormire al Castel nono per che
la matina era lo erminio: et la matina audi messa sollenne con lo S. Re et
poi tomo in Castel capuano che fu sancto Michele archangelo lo quale tene
per suo aduocato et sua I. S. lo fa guardare da tucti de sua casa.
ocTOBBE Die primo Octobris lo prefato Signore delibero andare al celento per ve-
dere quelle terre de la marina et prouederle et cosi lo di sequente partio.
Die y. octobris lo I. S. caualco et anno ad samo quella sera.
Die iij. Sua Signoria se parti de samo et anno ad salemo doue fu molto
accarezato.
Die iiij. Sua Signoria se parti da salemo et anno ad euolj.
Die V. anno Sua Signoria a gropoli che se parti da euolj.
Die vj. se parti da agropoli et anno a lo celento et stecte un di.
Die vii], se parti da lo celento et anno a lonno.
Die viiij. se parti da lorino et anno a diano et stectece sua I. S. doi di.
Die xij. a la olecta che se parti da diano.
Die xiij. se parti da la olecta et anno ad euolj.
139 ^'^ ^^^^ Lxxxyìj.® ocrroBRK
Di^ xiiij. se parti da euoli et anno a san seuerino.
Die XV. Da sansenerino sua I. S. se ne uenne a napolj : et in le sopra-
dicte terre fa veduto come dìo.
Die xvìiq. octobris lo S. Duca se parti et anno ad amone a lo S. Re.
Die XX. lo S. Duca anno con lo S. Re a caccia et tornarono ad amone la
sera : et stecte lo di seguente fermo ad far faccende.
Die xxij. lo S. Duca anno con lo S. Re a caccia et tomo la sera ad ar-
none.
Die xxiij. lo S. Duca caualco et anno a caccia con Io S. Re.
Die xxiiij. eiusdem io S. Duca caualco et uennesene ipso et lo S. Re a
napoli. Et li demoro sua I. S. fino a li xvj de Nouembre visitando de continuo
lo S. Re quando era in napoli et in sua absentia expediua molte cose et po-
nea in ordine la caualcata per Puglia per prouedere a tucte quelle terre de
marina.
Die xvj. Nouembris. Bona bora surrexit et cum suis curialibus caualco novembre
audita prius missa : et quella sera andò ad alloggiare a Caserta et lo di se-
quente se fermo et vide soi caualli. La casa andò a noia et li expecto sua I. S.
Die xviij. sua L S. partio da Caserta et andò ad alloggiare in noia doue
trono sua casa.
Die xviiìj. Nouembris partio de noia et dellberaua quella sera andare a
}
KOTSMBBE M.^ CCCC LzzZYlj.^ 140
la triparda et li era expectato: et essendo in cammino vicino a la tripaida ven-
ne vno balestrere del S. Re et hebbe nona come lo S. Lodouico stana in ex-
tremis, niico sonato la trombecta ritorno in retro cum li cauallj leggerj: et
ritorno quella sera a Nola : la casa andò innanzi et alloggio a la tripaida : et
lo di seguente sua L S. fu in napoli summo mane. Et la casa da la tripaida
ad noia et da noia a napoli. Doue se firmo fino al primo de dicembre et in-
terim hebbe nona certa vna con la S. Duchessa sua consorte che lo S. Lodo-
uico stana bene : et cosi per lettere del S. Re li fu concesso ritornasse in pu-
glia doue se trouaua sua maestà. Et partio lo primo de decembre.
DECEUBBs Die primo Decembris lo prefato Signore audita missa fu a cauallp per
puglia et quella sera alloggio a noia cum tucti li soi de casa.
Die ij. a la trìpauda Sua Signoria con la casa.
Die iij. da la tripaida a la grocta menarda.
Die iiij. lo S. Duca da la grocta ad ariano et la casa ad monte llone.
Die V. da ariano ad asculj et ancora la casa.
Die vj. Sua Signoria ad fogia el la casa stecte ad asculj.
Die vij. Sua Signoria stecte a fogia et la casa a la cirignola.
■
Die viij. A manfredonia anno sua Signoria et la Casa a barlecta.
Die niij. lo Duca caualcho et anno a sancto Angelo et torno la sera a
Manfredonia et la casa fermo a barlecta.
l4l M.^ ecce Lxxx7Ìj.^ DEGEMBBE
Die X. lo Duca venne a barlecta a trouare la casa et stettece un di.
Die xij. Decembris.
Lo L S. Duca partio da barletta cum tucta la casa et venne quella sera
ad alloggiare ad Andria doue fu molto bene accarezato da la Ck)nsorte del
I. S. Don federico 6U0 germano lo quale trouandose con la maestà del S. Re
faauea commisso a li soi che facessero expese de pane vino biada pulii carne
cera et confecti ad tucto homo. Et certe ce fu tanta abbundantia de ogni cosa
che se partirono contentissimi de tale hospicio et ab omnibus commendaba-
tur : et lo prefato I. S. lasso in la sua partita tucta consolata la figlia del Prin-
cipe de altamura consorte del dicto Don federico per la humanita vsata verso
ipsa. Et da tucti quelli popull lo dicto I. S. era scontrato cum palmis oliua-
rum et cum gran festa vtrobique presentato : et beato se tenea quello che li
possea basare lo pede o ginochio o mano. Lassaua sempre in la partita sua
ogni homo contento et satisfacto.
Die xiij. eiusdem lo Duca con la casa se parti da andri et anno a tranì.
Die xiìij. da trani Sua Signoria con la casa anno a biseglia et la uide li
tre sancti Sergio Mauro et Stantaleo.
Die XV. da Biseglia ipso con la sua casa anno ad Jouenazo : che vide
sancta maria de li mailiri et passo per lo borgo de molfecta.
Die xvj. da Jouenazo sua Signorìa con la casa anno ad Betonte et fu
scontrato con lo palio lo quale rimando indirete et li fermo un di proueden-
do a molte cose necessarie de quel popolo : el quale per essere uenuto ad de-
uotione del S. Re et in terra de demanio demandaua alcune gratie le quale
dal prefato Signore forono concesse gratiosamente et ne la sua partita lasso
tucto quel popolo satisfacto.
.n:< i:im:
M.** ecce Lxxxvij'.* 142
Die xviij. da Betonte ad Bari et sua Signoria anno a uedere Sancto Ni-
colao.
Die XTiiij. Sua Signorìa con la casa anno ad Polignano et la era lo brac-
cio de Sancto Vito.
Die XX. Sua S. con la casa da Polignano anno ad monopoli quella sera:
se appiccio fuoco in quella casa in due parti.
Die xxi. Sua S. con la casa da monopoli anno ad astone.
Die xxij. ^ua S. con la casa da astone anno ad Brìndisi et lì stecte un
di et anno per mare a lo porto et a prouedere le tonj et 1 altre cose.
Die xiiiij. Sua S. partio et anno a leccia et stettence fino a li xxyìj. Doue
fu bene uisto et accarezato più che in altra parte et tucta quella cipta era pa-
rata et tucto lo popolo li vscio innanzi cum certi homini armati.
Die xxviij. Io Duca caualco et anno a sancto Pietro Calatine et lasso la
casa a leccia et la stecte la sera.
Die xxviiij. ad Otranto et la casa a leccia et li prouide a molte cose.
Die XXX. Decembris anno Sua S. ad Specchio et la casa stana a leccia.
Et lo S. Ramundo fece ad sua S. vno bello conuito et incontro li andoro pi-
zoli assai cum palmis oliuarum.
Die vltimo Decembris parti sua I. S. da specchio et anno a gaHipoli et li
stecte un di a prouedere al necessario de la terra: et quello jomo fu capo de
anno.
U3
M."" ecce LxXXViij.'' gbnnabo
Die secundo Januarij sua I. S. partio da Galipoli et andò quella sera ad
alloggiare a Nardo doue fureno molto accarezati li soi curialj da queUo p o-
pulo et illi pecunie et alia dona venere sicut et vnusquisque populus facere
solitus erat. Et li se fermo vno jomo et caualco da fora a vedere vna certa
ysola vicina a la terra a iiij. miglia.
«
Die iiij. Januarij arriuo a lecci et alloggio a lo castello douehauea allog-
giato cum sua casa et li riposo fino a li viij. del prefato mese : et de continuo
staua in facciende : et quello popolo non se satiaua de vederlo tanto lo amaua
et quotidie andana a missa mo a lo episcopato : et ibi aliquando verbum dei
intellìgebat a R.°^ episcopo frate Roberto : et mo a sancta Maria. Gompleto-
rium unquam pretermictebat.
Die viij. Januarij lo prefoto L S. partio da lecci et quella sera andò ad
Oyra: et lo di precedente hauea facto partire sua casa la quale alloggio a
sancto Jancaze perche non facesse tam gran jornata. Et die eodem se trono
in dieta oyra et alloggio in lo castello.
Die viiij. eiusdem audita missa ut mos eius erat: partio da oyra et andò
a le groctaglie et comedit eo die semel et bona bora. Et li fu uisitato da
quelli boni homini assai competentemente.
Die X, Januarij. Ando a Taranto doue de sua venuta fu facta gran festa
et alloggio in lo castello: et eo die andò per mare per vedere vna certa ysola
}
GKNNABO M.^ ecce Lxxxvìij.^ 144
doue Yolea fare vna forteza et riposo li fino a li xv. et mai poso : de continuo
in negociis et fare prouedere se expedissero certe torri et mure: et prouide
al denaro necessario et Sanctus Antonius de padua sepe ilii erat curriculum.
Et fu conuitato la domenica che furono li xiij. del dicto dal Magnifico Macteo
crispano et da ipso assaj accarezato.
Die XY. Januarij. Lo prefato I. S. partio da Taranto et caualco quella se-
ra a castellaneta et sumpta cena delibero spartire sua casa et mandarla verso
napoli per lo male temporale et volea restare leggeri: et la mactina seguente
la fece partire bona bora et ipso verso matera. Ma per essere quella mactina
acqua et vento se ne andò a fare collatione a la terza et per lo tempo allog-
gio li quella sera con pocbi de li soi. L altri passoreno a matera doue sua
L S. andò lo di sequente.
Die xvij. venne ad alloggiare a Matera che fu giouedi et tucto quello jor-
no expcdio facciende et la mactina sequente bona bora suirexit et in negociis
fuit per duas boras. Et postea equitauit et andò ad alloggiare a Migllonico io
quale li villani lo chiamano male consiglio perche loco li baroni tucti insieme
fecero consiglio et Dyeta. Et tucta quella nocte neuigo.
Die xviiij. venne ad allogiare a pisticcio luocbo diabolico: che quella se-
ra cascoro muli caualli et se condussero a la terra a meza nocte et bisogno
andare ad scontrare li carriaggi de la guardarobba cum le intorze.
Die XX. Januarij. Se partio da pisticcio dando ordine che la fila et li soi
andassero a Monte albano : et lo Magnifico Messer Ambrosino era capo de
tucti et gouemaua la casa : che era Scrinano malore de sua I. S. et li fece
condurre cum tanta discretione per causa de mal paese et fiumare che ogni
homo andò a saluamento. Lo prefato L S. andò quella sera a pellicoro doue
145 ^'^ ecce LzxXTiij.^ GSNKABO
e Tua torre et vide le jumente et andò molto leggieij perche lo loco non com-
portaua più gente.
Die xxj. sua I. S. partio da pollicoro et anno a la Rocca Imperiale et la
sua casa fermo a monte Albano quel di.
Die xxjj. sua I. S. partio da la roccha et uenne a turzo doue trouo la casa
sua che era uenuta quel di da monte albano : et stectece sua I. S. fino a li
xxTJ. doue spaccio assay faccende et anno a uedere el castello et molte altre
cose de la terra.
Die xxTJ. sua I. S. caualco con tutta la casa et anno ad sancto Mauro.
Die xxvij. sua I. S. con la Gasa da sancto Mauro anno allogiare a tri-
cariche.
Die xxviij. da trìcarìcho lo Signore con la casa anno a Jcnzano.
y-
Die xxviiìj. Sua I. S. parti da Jenzano et anno a uenosa et li fermo un di.
Die xxxi. Januarij parti da uenosa et anno a la tella.
Die primo februarij. Sua S. partio da la tella et anno a melfi et la sera febraro
audi uespero a lo pischopato che era la uigilia de sancta maria a caBneloro
et la matina sequente audi messa pure al piscopato et hebbece Sua S. la
cannela con tucti soi Gortisani: et eodem die anno a uedere lo castello et tucta
la terra et prouidi a molte cose necessarie: et die tertio che fuDomenica audita
missa et uesperis assecto molte cose de quella terra et reduxele a bono fine.
19
FBBRABO M.** ecce Lxxxviij.* 146
Die iiij. Sua S. partìo da melfi et anno con la casa a la cidognia.
Die Y. febraarij lo I. S. Duca se partio da la cidognia et anno a Carifi.
Die Yj. Partio lo I. S. Duca et anno ad Appici con la casa.
Die vij.loS. Duca se partio da Appici et anno ad monte Sarcio con laCasa.
Die vii], sua I. S. anno ad Caserta ad uedére li caualli et mando la casa
sua da monte Sarcio a napoli.
Die viiij. februarij lo S. Duca da Caserta venne a napoli et smonto in ca-
stello Capuano et mutose et uisito la S. Duchessa de Calabria sua consorte et
li Signori soi figlioli: et poi caualco et anno in Castel nono a basare la mano
al S. Re et a la S. Reyna et tomo in caste! capuano et subito mangio.
Die X. eiusdem lo S. Duca et la S. Duchessa con li Illustrissimi figlioli
annarono bona bora a uedere messa a la nontiata et post missam in carretta
se ne andarono insieme al castel nono et la dimorarenno alquanto : et poi Io
S. Duca et la S. Duchessa con la Reina andarono a trouare lo S. Re che
stana a la caccia de li storni et quel di lo S. Re et lo Duca et ali] fecerono
assai caccia usque ad noctem : et lo Duca stecte qualche una bora in Castel
nono con lo S. Re et poi tornato qua mangio de continente et riposose qua
duj di a fare faccende.
Die xiij. lo I. S. Duca caualco et anno ad arnone a trouare lo S. Re.
Die xiiij. partio Sua I. S. con lo S. Re et annarono a Casal de prìncipe:
et eodem die trasio lo imbasciatore de spagna molto bene in ordine.
147 ^'"^ ecce Lxxxviij.® febbabo
Diexv.febraary lo S.Duca partio da Casale et uenne ad Àuersa.Et eodem
die sua S. fece al imbasciatore de franza un bello conuito ad aversa de pesce.
Die XYJ. partio Sua S. da auersa et ueunesene a napoli insieme con li
soi Gortisiani. Eodem die trasio lo imbasciatore de franza con lo S. Re.
Die xviij. eiusdem lo S. Duca caualco ad lo muoio et anno ad montare
in calea: che uolea andare ad Monte de plocita a caccia: et in mezo mare ce
monto lo S. Don Federico in la galera. Eodem die tornando lo S. Duca caccio
Giuuan turcho de Galea che ce era stato parecchi misi.
Die xxviij. eiusdem lo S. Duca hebbe vn pocho de mal de fianco et la
Reina uenne ad uederlo : et poi sua I. S. caualco et anno a lo castello nono
insieme con ipsa.
Die ij. marti] lo S. Duca caualcho et anno al S. Re et poi anno al Par- marzo
cho con lo S. Re a uedere la jostra se facea al fosso : et hebbe lo premio lo
Principe de Capua : et poi hebbero jostrati tucti lo I. S. Duca jostro.
Die iij. eiusdem Io S. Duca hebbe un poco de mal de fiancho et lo S. Re
uenne in castello ad uisitarlo et quella nocte leuo un uento et annego al porto
una Saectia et certi vascelli.
Die vj. eiusdem lo Duca stana un pocho male et cosi lo S. Re lo uenne
ad uisitarlo in Castello.
Die xviiij. Martij lo Dvca caualco con lo S. Re et annarono a samo et per
la uia cacciando sempre: et poi stecteno quella sera a uedere canali] a la
longa uicino a samo doi miglia et quella sera medexima uennero a sarno.
MABZO M.® ecce LxZXYiij.^ 148
Die XX. lo S. Duca caualco con lo S. Re et annarono a caccia al piano
de palma et tornarono la sera a samo.
Die xxj. lo Duca caualco con lo S. Re et annarono a caccia et poi caccia
uidero caualli a la longa et la sera se ne tomoreno a samo.
Die xxij. lo S. Duca caualco con lo S. Re et annorono al Piano de Palma
a caccia.
Die xxiij. lo S. Duca caualco con lo S. Re et uennerossene a napoli che
se partirò da samo.
Die xxiiìj. lo S. Duca se anno a nchiudere a monte oliueto.
Die xxY. lo S. Duca caualco a caccia a li padulj con lo S. Re et post ea
se ne tomo a monte oliueto che era la semana sancta et uenne in castelleno
el di de pascqua.
APRILE Die vij. aprilis lo S. Duca caualco al S. Re. Eodem die la S. Reyna uenne
in castello che stana un pocho male la Duchessa de milano.
Die xiiij. eiusdem lo Duca caualco et anno ad ueder bagnulo et tomo la
sera a napoli.
Die xviiij. lo S. Duca anno a bagnulo per bagnarsi et stectece parec-
chi di.
Die xxiij. lo S. Duca caualco et anno a napoli che era Sangiorgio et ui-
de missa soUenne con lo S. Re et torno la sera.
149 ^-^ ^^^^ Lxxxviij-.**- APBILE
Die xxiiij. lo Duca caualco et anno a Napoli e tomo la sera.
Die xxvj. eiusdem io S. Daca caaalco et anno a la S. Reyna che stana a
la massarìa de francesco riccio la uicina et mangio con ipsa: et poi anno a
trepergole ai S. Re et annarono a caccia.
Die xxvij. lo S. Duca con lo Si Re annarono a caccia a Gannito.
Die xxviij. aprilis lo Duca fece un bellissimo conuito al S. Re et a la
f
S. Reyna a bagnulo che fu de carne et fuce assay robba.
Die xxviiij. lo S. Duca caualco et uennesene a napolj per fermo.
Die V. Maj lo S. Duca caualco in castello al S. Re et eodem die apparue maqqio
sopra napoli un traue de foco et anno a castello a mare et li poso.
Die Yj. eiusdem lo S. Duca fece un bello conuito a lo Gauallo a la S. Rey-
na et a la Duchessa de milano doue fu gran quantità de robba et fu de pesce.
Die vij. lo Duca caualco et anno a lo maczone et stecte fino a li dodici del
sopraditto: et a li none fece a lo maczone al S. Re un bello conuito et a li lì.
lo nepote del papa Àrcipiscopo de beneuento uenne ad uisitare la I. Duchessa
et poi anno a beneuento a pigliare la possessione del dicto arcipiscopato.
Die XX. lo S. Duca anno ad amone et stectece doi di et illic multa expe-
diuit negotia.
Die xxiij. da arnone anno S. Signoria a lo maczone.
Die xxiiij. lo S. Duca se partio da lo maczone et uennesene a napolj.
' MAGGIO M,^ ecce Lxxxviij.** I50
I
Eo die fa sostenuto Messer Rinaldo Moscha figlio del Rossecto de capua.
I GIUGNO Die primo Junij lo Signore caualco ai poggio reale et ibi donnioit illa
f Docte.
\-
Die ij. junij Io S. Duca fece al S. Re un bello conuito et a la S. Reyna
al Poggio reale: che fu de carne: et fu lo di che sua maestà sole andare a
sancta Maria armellino locho doue lo S. Re Alfonso hauea posto lo campo :
et lo jomo predicto prese napoli: et ad commemoratione de ciò lo prefato
S. Re quello di ogni anno ce sole andare a pede con gente de arme et fanti:
et in quella ecclesia aude missa cantata. Ea audlta caualco et venne al pog-
gio imperiale et li riposato et facta coUatione furono in taiiola ad bore xx.^ et
duro lo dicto conuito fino a xxiiij. bore et andò cum tanto ordine et cum
tanto silentio che fu cosa mirabile. Lo I. S. Duca seruiua a la tauola doue
stana lo S. Re la S. Regina la S. Duchessa de Calabria la S. Duchessa de mi-
lano et altri: pero non lassaua de uisitare le altre tauole et vedere se man-
caua alchuna cosa. La S. Infante fu bene prouista de ogni cosa che mangiaua
in la stanza de la S. Duchessa et cum quella la Scannaribecha. Finito conui-
uio doue fu copia et abbundantia de ogni cosa furono a cauallo neapolim
versus. Lo prefato L S. accompagno quelli et reuersus quella sera alloggio
loco et ceno conuitando molti jentili homini.
* Die iij. Junij sua I. S. audita solita eius missa equitauit neapolim et fu
in castello apud regiam maiestatem in negociis et reuersus cibum sumpsit :
et vnoquoque die usque ad nonum presentis fuit semper in negociis.
Die viiij. eiusdem eo solito more equitauit in castellum et expeditis ne-
gociis et reuersus cenauit. Eo die trasio in napoli vno mandato da lo imba-
sciatore de lo Imperatore che era a roma cum ecc. caualli. .
i5i M.^ ecce Lxxxviij.^ airavo
Die X. Junij. Sua I. S. stecte cum messer Julio in facciende per tre bore
et audita missa equitauit et cibum sumpsit in pomario suo bora xxj. et eo
die sua I. S. fece mutare li soi paggi a la stanza noua. Et quelli cum tanta
cura et soUicitudine facea gouemare et instruere quod mirum quid videbatur.
Die xiiij. lo S. Duca caualco et anno a marcianisi ad uedere caualli et
iUic dormiuit eo sero.
»
Die XY. Sua I. S. se partio da marcianisi et anno ad capua et stectece
doi di et li expaccio molte faccende.
Die xvij. lo Duca partio da capua et stecte a marcianisi tucto lo di a ue-
dere cauaUj et poi quella medesima sera a nocte se ne uenne a napoli.
Die xviij. caualcbo lo I. S. Duca et anno al S. Re et tornato in lo castello
fece al S. Re un bello conuito a lo giardino grande de carne. Eo die trasio
Io imbasciatore de firenze.
Die XX. Junij. lo I. S. Duca caualco al castello nono ad dare audientia a
lo imbasciatore de firentini che era venuto el di innanzi a napoli.
Die xxiiij. lo S. Re et lo S. Duca annareno a messa a San Gianni cbe era
el suo di et poi se ne uenneno in castello capuano a uedere caualli et la Rey-
na ce fé collatione con le altre donne: et poi lo S. Duca accompagno lo S. Re
et la S. Reyna in Castel nono et stetcit illic aliquantulum et reuersus cenauit:
et aliis diebus suo more solito versabatur in negociis et in regimine totius
regni sui. Et quello jomo porto la cappa loysi de marzano.
Die xiiij. Julij lo S. Re uenne in castello capuano cbe lo S. Don Pietro luquo
stana un poco male.
LTOUO M.** ecce Lxxxviij."* 152
Die XV]. lo S. Re et la S. Reyna uennero ad uisìtare Dom Pietro che sta-
na male et poi lo I. S. li accompagno in castello et reuersus cenauit.
Die XX. Julij la S. Reyna nonne ad nisitare Dom Pietro che stana male:
et lo I. S. Duca la accompagno in Castello quella sera*
Die xxij. lo S. Dom Pietro se taglio la gamma per uedere lo neruo: et
poi se 1 ebbe tagliata lo I. S. Duca caualco et anno quella sera a Caserta et
tomo a li 24 del detto. Eodem die ce uenne lo S. Re ad visitarlo et poi anno
ad aversa.
Die xxiij. la S. Reyna uenne in Castel capuano ad uisitare Dom Pietro
che già cominciaua a stare meglio.
Die xxiiij. la S. Reyna uenne ad uisitare dom Pietro et poi lo I. S. Duca
la accompagno in castel nono: et eodem die lo S. Re uenne da aversa de
nocte et uenne ad uedere Dom Pietro lo quale piglio de sua uisitatione gran
recreatione.
Die xxvij. lo S. Duca anno a adversa per scontrare lo Cardinale de foscia.
Die xxviij. Julij lo S. Duca bona bora caualco audita missa: anno a scon-
trare fora de aversa lo Cardinale de foscia et con ipso se ne uenne fino ad
aversa et poi la riposoreno: et lo Cardinale con tucta la gente sua mangnia-
reno et triompharono et poi Sua I. S. con Io S. Cardinale se ne uennero a na-
poli con gram festa et triomphi. Et lo S. Re lo anno a scontrare a sancto An-
tonio et uennerossene a napoli con gram triomphi et trombecte et annaro-
sene per tucta napoli : et poi anno a la casa del Principe de Salerno a la S.
Reyna. Doue ce era la Duchessa de Calabria com la soa I. figliola et molte
153 M.® ecce Lxxxyiij.** lvquo
altre Signore Donne: et fu receputo et acariczato assay da la S. Reyna saa
parente : et poi lo I. S. Duca con la I. Duchessa sua Consorte se ne uennero
a nocte al castello capuano et de subito lo I. S. Duca ceno.
Die xxviiij. lo S. Duca caualco al Castel nono al S. Re a fare faccende.
Die XXX. sua I. S. caualco et anno al castello nono. Et poi lo di seppe
lo S. Re che lo Cardinale sopradicto ueniua ad uisitarlo: lo anno a scontrare
Sua Maestate et lo I. S. Duca et stectero assay a ragionare con la S. Reyna et
poi lo S. Duca a nocte se ne uenne in castello capuano et subito ceno.
Die primo augusti lo S. Duca caualco al S. Re ad expedire faccende et agosto
postea reuersus cenauit.
Die ij. lo I. S. Duca fece um bello conuito a lo giardino picciolo a la
I. S. Duchessa sua Consorte a la Duchessa de milano et de orbino a la mar-
chese et a molte altre donne : et fu de carne.
Die iij. lo S. Duca caualco in castello ad lo S. Re et eo die fece lo pre-
fato S. Re al Cardinale de foscia um bello conuito al Castel nono. Eo die
seruio lo Marchese de Betonte al Comuito per gram senescalco et fu de car-
ne : et facto lo conuito lo S. Duca se ne uenne in castello capuano.
Die V. augusti la S. Duchessa com Dom Pietro cascarono amalati et la
malatia de dom pietro duro parecchi misi: et uenne lo S. Re com la S. Reyna
ad uisitarli che era quasi in nocte.
Die Tij. Augusti lo S. Cardinale de foscia uene ad uisitare la I. S. Du-
chessa et Dom Pietro che stanano male.
30
iooeio M.® ecce Lxxstììj/ i^
Die Tiy. eiusdem lo §. Re ueimé ad iiisitare egrotos et poi lo Duca ac«-
compagno sua Maestà in caste! nouo.
Die X. caualco lo I. S. Duca ad fare faccende al caste! nono: et eo die lo
S. Dom federico fece al cardinale predicto um bellissimo connito al x^astel
dell ouo : et eodem die uenne la Reyna ad uisitare egrotos.
Die xi. augusti lo S. Re uenne ad uisitare la S. Duchessa et Dom Pietro
che era quasi a nocte.
Die xij. la Regina uenne in notte ad uedere egrotos et poi se ne anno
al castello nono. Eadem nocte piglio a la L S. Duchessa a quattro bore lo
sudore de la morte che fui quasi in fine.
Die xiij. eiusdem la Regina uenne ad uisitare la I. S. Duchessa et dor-
mio qua in castello capuano Sua Maestate con Don Federico.
Die xiiij. augusti venne lo S. Re a nocte ad uisitare la I. Duchessa et lo
S. Dom Pietro.
*
Die XV. lo I. S. Prìncipe de Gapua uenne in napoli et smonto in castello
capuano circa a bore xiiìj. et mangio et stecte alquanto. Poibebbe basatala
mano a lo I. S. Duca et a la I. S. Duchessa caualco et anno al castello a ba-
sare la mano a lo I. S. Re et a la S. Reyna et poi tomo: et eodem die lo L S.
Duca caualco al Castel nono al S. Re.
Die xvi. vene la Reyna ad uedere egrotos : et poi lo I. S. Duca la ac-
compagno in castello nono.
155 Mr* ecce Lxxxviij.*' agosto
Die ivij. lo I. S* caoalco et anno a la festa se facea de Leonardo Como:
et poi torno in castello.
Die xvìij. lo Re et la Reyna uennero ad uisitare madonna che era assay
pigiorata et la Reyna dormio qua con dom federico. Eodem die se fece la
processione et anno per napoli con lo onciflxo de santo dominico et uenne
in camera soa che erano circa xx hore. Eodem die fece testamento chiuso.
Die xviiij. la L S. Duchessa axxi. hora morse che era quel di Sancto lo-
douico : la cui morte fu predicta da fra francisco de ragona che era a firenze
parecchi di innanzi per una sua lettera che e qua la copia: et morse sancta-
mente et bene che tucto homo ne piangea. Vide copiam litterarum infra in
2* carta:
Copia litterarum fratris Frangisci
Serenissima ....
Vna nostra lettera receputa per uno nostro che n e uenuto per flrenza
el quale non o ueduto e pero non respondo a quello che non me e dicto: solo
respondo a quello che contene la lettera de nostra eccellentia in quanto se
eontcne senza uedereue. Io me partij da napolj sappia questo la S. V.. che la
tenta dello amore con el quale io uos amo e dell altra condition esperto che
non quello con che se amano le altre gente : el mio non sa parlare non se
cura de uedere ne usare li sensi: tanto sta occupato et fatigato in fiamme et
incendio che altro che in ardere et cremare et penare per suo amato non se
cura non se occupa: et 1 altro comune amore con li animali usa contrari] ter-
mini che tolto del suo objecto la delectation de U sensi et lo amore e predicto
etiamdio in fra patre et figlioli: secundo el fundamento cosi e la torre. Et pero
ne supplico Signora matre mia Madonna che quante auran ex.^ natura che
\
AGOSTO M.** ecce Lxxxviij.** 156
optemperare sue forze in mee pene et mitighe lo ardore de mei desideri] e
circa nostra pace en onore : el quale io di et nocte me affatigo più che non
uoy medesima et questa serra malore estantia che non io havererie parlato
0 non parlato.
Vostra Matre che sta m fra li angeli a suppUcato dio che intrate in pace
come intro ipsa et dio U a concesso il dono a mio uedere: si e fornito el pane
de essere cocto che dio ne possa mangiare. Beata uoy se questo intendente
et amante: et questo basta ad quUlo che adesso se pò dire. Àmen.
Fu presentato questo agnus dei de le jlonne de sancta chiara de flrenze:
comò lo nidi imaginay che era la persona che più amaua in questa ulta : ap-
parendome uoy per questo deUberay de mandamelo. Recordateue de me
quando lo uederite: altro per quista non me occorre. In firenza a 13 de luglio
M.*^ ecce Lxxx viij.^
De V. S."* S.'**
R,** a 4. de agusto
Figlio caro et senio
FRATE FRANCESCO DE RAGONA
Ordinis MiDorum
Die xxi. augusti la S. Duchessa se porto a la nunctiata a socterrare con
gram pianto et forono uestutì nigri in quantità che era una cosa impossibile
ad uederli: et lo I. S. Duca anno appresso ai corpo molto malcontento et a la
nuntiata se disse la messa^de fore al cortiglio con la predica: et lo suo corpo
stana socto la Castellana con lo paramento de inbroccato : et poi facto lo of-
fertorio la socterrarono appresso a 1 altare malore con lo paramento de im-
broccato et lo I. S. Duca se ne uenne in castello capuano. Eo die tucte le
strate de napoli fenestre astrichi apoteche erano piene de homini donne pic-
cioli et grandi ehe stanano ad vedere passare diete corpo che non fu visto
157 M.® ecce Lxxxviij.® agosto
mai tanto expectaculo. A le exequie ce fu lo R.*"^ Monsignore cardinale de
fasce lo S. Re cum molti R.""^ archiepiscopi et epyscopi.
Die xxY. lo L S. Duca caualco et anno ad uisitare lo S. Re et era stato
inchiuso certi di per la predicta morte.
Die xxviij. lo Duca anno al S. Re et eodem die trasio lo imbasciatore
del Turcho con xij. caualli.
Die ultimo augusti lo S. Duca caualco al caste! nono et decte audientia
a lo imhasciatore del Turco: eodem die lo trono ammaczo Joanni colonbrello
scrinano de Ratìone del S. Re che uolea andare a uedere una Nane che tra-
siua al Porto.
Die vij. Septembris caualco et anno lo I. S. Duca a mangiare a Vgliolo septembbk
con li gentili homini de li Segi: et dormio et poi annarono a la bolla et tor-
narono al castello.
Die xij. septembris anno in castello et poi anno com lo S. Re a caccia
a li paduli.
Die xiiij. lo S. Duca caualco al S. Re. Eodem die uenuQ da abruczo mes-
ser Joam jacobo et trasio in Napoli.
Die x\j. a nocte piobbe tanto che gitto carri arbori mure et altre cose
in terra: et lo I. S. Duca caualco a la sua masaria de li uirgini a uedere le so-
' pradicte cose che may era ricordato a napoli tale ruyna. Eodem die trasio lo
imbasciatore de milano.
8SFTBIIBR& M.^ ecce Lzzxviij.^ 158
Die xviiij. lo S. Duca anno a mangiare a monte oliuaram. Eodem die
trasio la Contessa de pitigliano et la nocte che uenne per la gran pio£^a dor-
mio in castello nono et 1 altra matina seguente decte audientia et poi mangio
a monte oliuieto: et tucto quel di poi bebbe mangiato fece faccende et num-
quam ocio marcebat.
Die xxj. septembris.
Audita missa et facta collatione erat in negociis et li fii portato da mes-
ser francesco rizo lo figlio de messer Malda per Paggio nomine Joannj : quello
recepette de bona voglia. Et quam prìmum caualco in castello nouo ad Re-
gem et li expecto li imbasciatori de milano che vernano a visitare lo S. Re:
et a quelU douea dare audientia: che veniuano ad exponere la imbasciata dd
S. Duca de milano cum quello Signore dimandaua la I. Duchessa de milano
filia I. Domini Ducis.
Die xxij. eiusdem.
Surrexit bora xv. et audita missa quam nunquam pretermictere solitus
erat caualco et andò a trouare lo S. Re a la Maddalena et fu cum sua maestà
a caccia a le Padule: et bora xviiij. ritomo in castello nouo cum regia maestà
et ibi comedit cum Germano suo Don federico apud illam : et reversns est
domum bora iiij. noctis quia negocia illum detinuere.
Die xxiij. Septembris.
Hora xiiij decte audientia a la Contessa de pitigliano che era venuta
nouamente a napoli per fare la festa de la nora nepote del S. Re et figliola
del quondam I. Don Arrico filio regio. Et quella vide uolentere et la accarezo
assaj et in tal modo che se parUo da sua I. S. molto lieta et contenta: et lo
suo figliolo lo conte de noia la accompagno fino a sua habitatione sempre
con la berrecta in mano et cum vna vera filiale obbedientia. Et de poi ca-
159 M.^ ecce LxzXTiij.o SBPTEKBBf
ualco in castello nouo ad expedienda negocia. Et reversus bora prima ooctis
se fece lo bagno et comedit quam piimum quia membra jejuna tenuit per
totom illum diem. Et illa nocte satis bene quieuit et eo die visito lo conte de
altauilla cbe stana infenno.
Die xxiiij. Septenabris.
Missa sua solita audita caualco in castello et ibi cum regia maiestate fu
a caccia a le padule et reuersus in castollum nouum mansit. Ibi usque ad iij.
boram nóctis negociis regni impeditus. Et quello jomo lo S. Re fece venire
lo imbasciatore del turco et lo spaccio : et volendose partire quando vscio de
la porta bucto vno pugno de carlini a li compagni de la porta in memoriam
eius. Et eo sero cenauit bora v. noctis.
Die XXV. Septembris.
Surreiit bona bora et Missa celebrata contulit se in castellum ad Re-
giam maiestatem que eo die discessura erat: et post eius discessum semper
fu in facciende cum Regina et I. Don federico usque ad xiiij. boram et re^
uersus in domum suam cenauit. Eo die obyt bora prima noctis Comes alte<-
uille. Et requiescat in pace.
Die XXV] . Septembris.
Rena bora surrexìt e lectulo et audita missa in ecclesia Mentis oliueti
in castellum nouum se contulit. Ibi data audientia comedit. Sumpto prandio
dormiuit aliquantulum: et postea expaccio molte facciende con I. Don fede^
rico et lo conte de marigliano: et reuersus est in castellum suum ij. bora no-
ctis. Eo die bora xiiij. se fece uno tempo negrìssimo et comincio a tonare
cum vna acqua grandissima che parca fusse lo diluuio et certo si duraua
submergeua ogni cosa. Quello jomo fureno morti v. a sancta maria de la
nona de truono: a somma vno et ruinoro molte mura de case et orti: et alle
I
I
i
SEPTEHBRB M.® CCCC LzxXTÌÌj.^ l6o
Yirgine passando certi flglioli a costo ad vno muro del magnifico Joanni an-
tonio poderìco cascho vno mezo del muro del suo jardino et ne amazo due.
Et al poggio reale del I. S. Duca bucto muro assai in terra: ne porto la piena
carri assai arbori in quantitate et annego certi homini a la incoronata. Et la
ecclesia de la incoronata impleo in modo che non uè se potea intrare. La
acqua daua fino a la cona de lo altare : tucti li libri de quella ecclesia fece
andare natandp che erano de valore de ducati ecc. et più che con gran fati-
ca se reacconcioro. Vna ecclesia \icina a le Vergini impleo in modo de acqua
et terra che ce posseua andare vna naue.Res mirabilis et inaudita diebus no-
stris. Lo L S. prefato se trono in castello nono: de subito fece allumare can-
dele benedicte et deuotamente dixe sue orationi recorrendo al summo no-
stro opifice: et quella sera ceno a yj. bore de nocte.
Die xxvij. Septembris.
Surrexit bora xiij..et audita la sua missa caualco al poggio reale et li
uide certe ruine de muro hauea buctato quella procella che era stata lo di
de nanzi et andò fino a la Bulla. Et quello jomo che fu Sabbato et la vigilia
de sancto Angelo che venne in lunedi jeiunavit et mangio a lo jardino
grande: et in sere per tres horas noctumas cum D. Julio multa expediuit
Die xxviij. eiusdem.
Audita missa et collatione facta contulit se ad Stabulum et vidit equos
suos et expedio alchune facciende con lo imbasciatore de Milano: et poi ca-
ualco in castello nono et eo die venne lo S. Re che era de fora: et ibi audi-
tis vesperis con lo Armmio per la festa de sancto Angelo che era lo di se-
guente cenauit et dormitauit.
Die xxviiij. eiusdem.
Decimaquarta bora surrexit et quello jomo tucto pose in deuotione.
i6i. M. ecce Lxxxviij." septbmbre
Audita missa cantata et li vespri de sanclo angelo et quello de li Morti expc-
dìuit quedam negocia: et reuersus in castellum capuane non cenauit ut spe-
rabatur. Fece sparare lo tinello et alibi cenauit bora v. noctis. Eo die tenuit
in sacro fonte la figlia de la matre de lacte de la Infante : la quale illis die-
bus hauea parturito et quodam modo mirabili. Se stana in camera cum Re-
ginali maiestate et Illustrissimo prefato Domino Duce: et de subito li uennero
le doglie et gridando la Regina prefata et lo dicto I. S. la preseno per mano :
illieo ibi filiam proiecit viijam.
Die ultimo Septembris-
Visa missa petijt castrum regium: et expeditis quibusdam negociis ca-
ualco cum lo R.''^ prefato cardinale et Regina al poggio Reale bora xij : et re-
versus ad pomarium suum magnum ibi parata fuit colMo mirabilis de ogni
generatìone de fructi et de ogni confectione: et extimando che lo prefato car-
dinale et Regina uolessero tantummodo collatione fare delibero cenare per-
che già era nocte. Illico sua I. S. chiamato lo Magnifico Messer Ambrosino
Scrinano suo majore de ratione li numptio la volunta de quellj. Tantosto fa
prouisto de carne capponi pollastri porco de Sorrento et de altri vcelli et in
tal modo et cum tanta presteza quod est res mirabilis audita nec credenda :
et cum tanta abbundantia quod omnes mirabantur. Et ce se trouoro più de
ducento persone de dicto Cardinale et tucto homo se partio satisfacto. Et ac-
compagnato Io prefato cardinale et la S. Regina cum cereis infinitis reuersus
est domum suam.
Die primo octobris. octobbe
Bona bora surrexit et mando Don Petro suo figliolo a la Torre del greco
a pigliare vna pocha d aere perche era stato indisposto più de doi mesi et
de vna malatia assai strana. Et lo fece andare in carrecta et per la porta de
lardino pizolo quodam modo secreto perche anchora non sapea la morte de
31
OCTOBRE M.^ ecce LxZXViij.^ • I62
la I. madamma sua matre. Et reuersus est lectulum et per tres horas dormi-
uit et audita missa post dormitatioQem contulit se ad regiam maiestatem. Eo
die la S. Regina et lo R."'^ Cardinale prefato vennero in castello a visitare la
I. Duchessa de milano figliola de lo I. S. Duca de Calabria et discessere cum
pluvia : et quella nocte ad bore viij. passo de questa vita la contessa de Pi-
tigliano et mono come bona et optima cristiana et fu portata a noia illieo et
la furono facto le exequie. Eo die fu prohibito che non se expendesse nulla
pecunia argentea se non quella del conio regio et fusse de peso : aliter ha-
beretur prò nichilo.
Die ij- octobris.
Hora xij. surrexit et audita missa in castellum nouum se contulit quia
eo die discessurus erat cum R."^ cardinali et Rege et regina che se partiua
per roma et eo sero alloggio ad adversa. Ma lo S. Re passo a casale et lo
Duca eo sero eomedit cum Regina et fu de carne.
Die iij. partio lo L S. Duca con lo cardinale et la Reyna per uenire a
Capua. Essendo in camino scontrorono lo S. Re et annarono a caccia tucti
a lo maczone : et a la caccia fecero coUatione de confectioni : et poi facta cac-
cia se ne uennero a capua a una hora de nocte.
Die iiij. lo S. Duca caualco et anno al S. Ré et poi anno con lo S. Re et
la Reyna et lo Cardinale a caccia a la spinosa et li fecero collatione de ?on-
fectionj et poi uidero caualli : et quella sera mangio con la reyna a la casa
sua che fu de sabato : et poi mangiato se ne uenne a dormire a la casa sua:
et quel di lo re dono un cauallo a lo faurito del cardinale.
Die V. octobris lo Duca anno al signor Re et stetit aliquantulum et pòi
torno a la casa a fare collatione: et facta collatione tomo al S. Re et annarono
163 M.** ecce LxXXViij.*» OCTOBBB
a uedere caualli: et poi hebbero uisti li caualli anoarono con la Reyna et con
lo Cardinale a li Morlacei lontano iij. miglia et a certe altre anticaglie: et li
hebbe una medaglia che fu trouata la allora : et annarono a la casa del S. Re
et lo Re fece al cardinale et a ti altri una bella coUatione et lo S. Duca ce
era : et eodem die lo re dono uno cauallo al fagorito del Cardinale.
Die \j. lo Re et lo Cardinale et lo Duca adomandarono licentia a la^.
Reyna a le scale con multi abbracciamenti et basi maxime lo S. Cardinale :
et poi facto questo caualcarono et uennero a caccia et li fecero collatione: et
poi caccia lo S. Re con Io Duca annarono allogiare ad arnone et lo Cardi-
nale a castello a mare.
Eo die obijt mater Jacobi Zurlj.
Die vij. lo S. Re et lo S. Duca annarono a caccia a la chiusa d amone
et scontrorono lo Cardinale che uenia da castello a mare a caccia et li fecero
collatione et poi facta la caccia annarono accompagnare lo cardinale : ma lo
Duca come fu un poco da lontano de la caccia uide un porco et annoli ap-
presso et ammaczolo et poi se ne uenne ad amone et ceno de subito : et lo
Re accompagno lo cardinale appresso a castello a mare et la se adomandaro
licentia con gran cariczi et lo Re se ne tomo ad amone et lo Cardinale a ca-
stello a mare : et poi che lo S. Duca hebbe mangiato anno a cercare licentia
al S. Re et stetit aUquantulum et poi tornato anno a dormire.
Eo die lo I. S. ne fece andare Àndrìano a marito : che fu damigella de
la S. Duchessa quondam sua consorte.
Die viij. lo S. Duca ali alba anno ad trouare lo cardinale ad castello a
mare et caualcarono insieme: et essendo uicino a la torre de li bagni fece ti-
rare una recza et donoU una serena et \j. incoronati a li pescatori: che fu
um bellissimo acto a tal prìncipe : et a la torre de U bagni fece coUatione et
\
OCIOBSE M.^ ecce hxXX7ìì}.^ 164
ancora el cardinale et ancora un altra uolta al garìgliano et li montarono in
barca et annarono a mola quella sera: et fece al cardinale um bello conuito
de carne ed a tucti 1 altri episcopi et Signori. Et lo jomo caualcando per la
via trouaua aratori et dicea : tirateme innanzi et monstrateme la via. Impara-
bant et poi donaua loro vna serena.
Die viiij. lo Duca anno al cardinale et lo cardinale fece collatione et lo
Duca anno a una chiesa et a certi orti et poi montarono a cauallo et annaro
a gaeta et vedero molti giardini et orti et li uennero in contro homini assai et
lo Patriarca de Gapua: et smontaro a la nunziata et a lo episcopato et annaro
al molo et per tucta la terra et poi uennero in castello et li fecero collatione
et steterunt aliquantulum et poi caualcarono et uennero a la terra et monto-
rono in barca et uennero a mola: et la sera anno lo Duca a la casa del cardi-
nale a uedere la luminaria che se fece per tucta gaeta: et poi se ne uennero
in casa et lo Duca conuito lo S. Cardinale et tucti li episcopi et Signori et fu
de carne: che ce fu um belio ordine et fuce lo episcopo de Barsellona et lo
episcopo de pampellona et lo episcopo de marta et lo episcopo de rodon et
multi Signori et prelati: doue fu gran quantità de robba et fu facto con molto
silentio et bene ordinato.
Die X. lo Duca con lo cardinale partirò da mola et fore de mola um po-
co se spartirono con molti carizi et basi che per alegreze quasi piangeuono:
et tocco la mano Sua S« a tucti quelli episcopi et Signori et poi lo Duca se
ne uenne a gaeta et lo Cardinale anno a fundi' verso roma: et quel di lo
S. Duca prouide certe cose de la terra et poi uenne al castello et subito man-
• gio et poi de mangiare stecte um poco et annosene a dormire.
Die xj. bona bora anno Sua S. a uedere missa a san francesco et poi an-
no a prouedere la terra et anno a le mure et anno a uedere la torre de or-
165 M.** CCCC'Lxxxviij.» OCIQBBB
landò et anno intomo a la terra per mare et poi torno a mangiare: et man-
giato dormìo et poi anno a uespero a sancto francesco et la a la sacrestia
fece faccende con li homini de la terra et poi caualco et uide certe case de
sua I. S. et poi tomo in castello.
Eo die che fu sabato ad bore ij. de nocte morio la contessa de aliano.
Et die seguenti fu portata a la numptiata cum magno bonore.
Die xij. bona bora anno a uedere missa a sancto angelo et illic de subito
mangio : et poi bebbe mangiato uide lo monasterio et caualco et uenne a la
terra et fece .consiglio con li bomini de la terra et poi anno spassigianno a
piede per la terra et tomo puro a fare faccende: et poi caualco et misero
certe mure et torri et uide certj giardinj de sua L S. et certi modolj et uide
et misuro la torre del molo : et poi se ne uenne in castello et mangio de
subito.
Die xiij. octobris bona bora audita missa caualco et ascese a la terra et
monto in barca Sua I. S. con sua gente et uenne a la rocca de monte raone
et in mare fece collatione et giunto dormio.
Die xìiij. partio sua I. S. et uenne fino a capua et li scontro lo Re et
torno con Sua Maestate et annarono a la caualiaritìa a uedere uolare: et il-
lieo Sua S. fece collatione et poi tornarono a capua et lo I. S. Duca mangio
de subito et poi anno a trouare lo S. Re et stetit aliquantulum et poi uenné
a la Casa.
Die lY. bona bora ailno al S. Re et annaro a caccia ali anito et illic co-
mederunt et poi tomarono a una ora de nocte et giunto mangio.
Eodem die ordino sua I. S. fusse mandato per Don Petro et partio la
carrecta bora prima noctis: et die seguenti ante lucem arriuo in napoli: cbe
stana a la torre del greco: et poso in le case del conte de fundi.
ocroBBE M.^ ecce LxxxTìij.^ i66
Die IT], bona bora fu a cauallo Sua S. et uenne a la caualarìtìa de Ca-
serta innanzi al S. Re et prouedecte molte cose et uide caualli et poi uenne
al S. Re et fece collatione: et poi uidero caualli Sua Maestate et lo L S. Du-
ca: et poi io Re se ne andò quella sera a noia et lo Duca anno a la badia
allogiare et come ionze mangio: ma lo I. S. sparti certi caualli da poi par-
tio lo Re.
Die xvij. anno da Caserta et passo per mataluni et fece collatione a le
gradelle uicino a noia doi miglia: et passo da fore a noia et anno a trouare
lo S. Re a la longa et la uidero caualli et poi tomorono ad allogiare a noia
et lo S. Duca se uenne a mutare et poi anno a trouare lo S. Re: et annarono
a uespero a sancto francesco et poi tomorono et lo re mangio et li stecte lo
Duca fino che hebbe mangiato et poi se ne uenne et mangio de subito.
Die xviij. bora tarda iuit ad regem sua I. S. et stecte um poco et poi
caualcarono et andarono a la missa soUenne al piscopato de noia et tomo-
rono in palazo et lo re fece collatione: et poi annarono al piano de palma et
uidero uolare et lo I. S. Duca dono la al S. Re tre belli falcuni: et poi se ne
uennero a la matalena et lo Re se ne andò in castello nono et lo Duca senne
uenne in castello capuano: et factose lo bagno cenauit et quieuit.
Die xviiij. octobris.
Àudita missa et expeditis quibusdam negociis cum legatis totius ytalie
caualco in castello nono: et ibi mangio quello jomo per vna uolta et resto
cum Regia maiestate fino a nocte in expediendis negociis. Et eo die obijt lo
S. Loysi carrafa cuius anima requiescat.
Die 20. octobris.
Bona bora surrexit et audita missa delibero caualcare in castello nono
^
167 M.^ ecce LzxZVÌij.® 0CE09BBB
ad trouare lo S. Re: lo quale douea interuenire a le exeqaie del S. Loysi car-
rafEa in sancto Domenico: et li se trono cum sua maestà et residuum diei pose
in expedire facciende.
Die 2 1 • octobris.
Àudita sua solita missa caualco a dare audientia in Castello nouo et li
mangio quello jomo per vna uolta et ritomo in castello capuano bora tarda:
et quella sera andò a dormire bora vij. noctis.
Die xxij. eiusdem.
Sua L S. se fece cauare sangue et audita missa statim comedit et con-
tulitse ad stabulum ad visendos equos. Et de poi se ne andò in castello et
per totum diem fuit in negocijs: et reuersus bora prima noctis se fece sfocare
la sangnia et cenauit. Et eo die ne andò a noia la figlia del quondam I. Don
Arrico nepote del S. Re al conte de noia in coniugem eius.
Die xxiij. octobris.
Surrexit satis bona bora et audita missa ad stabulum: et li stecte fino
ad XX. boram et postea se ne andò a lo jardino grande doue mangio per vna
uolta et poi caualco in castello.
Die xxiiij. eiusdem.
Hora decima piglio la medicina et audita missa bora xvj. comedit: et
sumpto prandio aliquantulum dormiuit Et quello jomo vide molti Zebellini
et caualli : nunquam in ocio erat I. Princeps: et non partio de casa et cenauit
bòra V. noctis.
Die XXV. octobris.
Rona hora e lectulo surrexit et post missam caualco ad accompagnare
OdOBBS M.® ecce LzxzYiij.^ 168
lo S. Re che andaua Terso la baronia de flumini per fare caccia et po-
stea reuersus mangio per una uolta al Poggio Reale che era Sabbato: qnem
diem plurimam honorabat: et bora tarda reuersus caualco in castello nouo ad
visendam Reginam perche la mactina seguente volea partire et se conferre
apud Regiam maiestatem et andare ad Ariano per prouedere a certa rocha et
ad altre cose necessarie : che poi se uolea trouare a la prefata caccia.
Die xxvj. octobris.
Àudita missa iam rompente luce delibero caualcare. Quella mactina fece
vna grande acqua et ea cessante et parlato con lo imbasciatore Fiorentino
discessit ad Regiam maiestatem comperiendam. Et quella sera andò ad al-
loggiare ad Àrienzo: fece collatione ad vna taueroa vicino a la cerra et
quando fu a la cerra sua I. S. andò a vedere vno jardino fa lo S. Don fede-
rico : et caualcato andò al prefato Arienzo et post paulo andò a vedere lo jar-
dino del barone* et contuUt ad ecclesiam quamdam ad audiendifm completo-
rium : ut mos suus erat.
Die xxvij. octobris-
Bona bora partio sua I. S. da Àrienzo et andò ad alloggiare a cefalone
et come fu arriuato fece collatione et mangio quello jomo per vna uolta et
spaccio facciende.
Die xxviij. eiusdem.
Fece collatione innanzi se partisse da cefalpne et caualco et quella sera
andò ad alloggiare ad Apice doue fu uisto de bona vogUa et la mactina se-
quente partio bona bora per andare a trouare lo S. Re che intendeua era al-
loggiato a la Grocta menarda.
■n
169 M.® ecce LxXXViij.^ OCIOBBB
Die xxviiij. octobris.
Sua L S. partio da Àpice et caualco verso la Grocta credendo trouare lo
S. Re. Come fu li trouo era caualcato et cosi sua S. comando che la fila re-
stasse loco per quella sera et sua I. S. andò ad alloggiare ad Ariano et prò-
uide a lo castello et a 1 altre cose necessarie.
Die XXX. octobris.
Bona bora surrexit et andò ad missa a sancto francesco et li fece colla-
tione et poi se partio et andò ad vallata: et juncto trouo che lo S. Re era a
caccia: lo andò ad trouare et quella sera fu facta bella caccia.
Die vltimo octobris.
Surrexit e lectulo satis bona bora et audita sua solita missa caualco et
andò in corte del S. Re: et post paulo caualco et delìbero andare a uedere le
jumente de la maestà del S. Re per comandamento de quella: et illis visis et
bauto nona cbe lo S. Re cacciaua lo andò a trouare et quella sera ritorno a
VaUata.
Die primo nouenabris. novembre
Bona bora caualcbo et anno al Signor Re et nidi messa cantata con la
Sua Maestate a la casa et poi anno a uedere lo Signor Dom federico cbe sta-
na um pocbo male: et Sua Signoria mangio et tomo a la casa de Dom fede-
rico et anno in casa del Signor Re et stetit per boras et ritomo de nocte. Et
bis diebus morie lo Duca de grauina.
Die ij. eiusdem.
Surrexit e lectulo et anno a uedere Dom Federico et uide messa com
Sua Signorìa et tomo et fece collatione et caualcbo in corte del S. Re et uide
33
NOTBMBBB M.^ ^CCC Lxxxviij.^ I70
uespro de lì morti et de pò uenne con Sua Maestà a uedere lo S. Dom fede-
rico et poi mangio : ma lo Signor Re se ne andò sulo a la casa saa.
Die iij. nouembris.
Caualcho audita missa in corte del S/ Re et poi annarono a caccia et
Sua S. con la Sacra Maestà et Dom Federico fecero coUatione et tornarono
de nocte et fu una bella caccia.
«
Die iiij. nouembris.
Partio da Vallata et la se resto lo S/ Re com Dom federico et anno ad
alloggiare quella sera a la grocta menarda et subito mangio.
Die V. nouembris.
Partio Sua S. audita messa: et facta collatione anno ad allogiare a la
tribalda.
Die yj. nouembris.
Da la tripauda facta collatione partio et anno ad allogiare quella sera
a noia per andare presto a napoli : che intendeua che Messer Siluestro pro-
thomedico stana in fine : lo quale amaua grandemente et desideraua sua Si-
gnoria visitarlo.
Die vij. eiusdem.
Partio da noia facta collatione: caualcho et anno a somma a uedere la
S. Reina che stana fore a una massaria et stetit per hoi*as: et uenne a napoli
et smonto a la casa de messer Siluestro che stana maUssimo et poi uenne al
Castel capuano: doue factose alchuni remedij a certe rossori li erano vsciti
per la persona comedit et parum perche tenea certa tossa et in illa multum
prudenter se regebat. Et quella sera mando a presentare al prefato messer
171 M.® ecce LxxXYiij.® N0VE3IBRE
Siluestro tre belle coppe cristalline mandandolo spisso a visitare che già era
in extremis.
Die viij. nouembris.
Ante lucem prese certe pillule per remediare a la tussa tenea nam ma-
gno cum regimine vitam ducebat suam. Et quello jomo mangio per vna uol-
ta. Et eo die ad bore iiij. de nocte passo de questa vita la anima del prefato
messer Siluestro qui requiescat : et certe grandem jacturam ex illius obitu
accepit totum regnum. Et Illustrìssimus Dominus condoluit plurimum morte
illius: quia mirum in modum eum diligebat.
Die viiij. eiusdem.
Surrexit bona hora^t quasi per totum diem exercuit se in negociis cum
Messer Giulio et lo pontano: et sumpto prandio che mangio per vna uolta
contuUt se ad stabulum ad visendos equos. Et de pòi caualco in castello et
fece facciende cum Messer Pasqual et reuersus bora xxiiij. etiam fuit in ne-
gociis et pemoctauit in illis usque ad vj. boram noctis.
Et in quelli jorni furono trouati molti ducati de oro al carmino a la ma-
rina doue era già lo tercianale vechio: et duro vno mese et più et ogni jomo
ne trouavano. Et erant ibi custodes et se daua la terza parte a quelli li tro-
uauano.
Die xj. eiusdem.
Jam die claro surrexit et audita missa comedit et sumpto prandio ex-
pediuit quedam negocia et poi caualco et andò vna cum la I. Duchessa de
milano a vedere lo I. Don petro suo secondogenito che anchora non stana
in sua conualescentia. Et quam primum reuersus ad Stabulum se contulit et
mansit ibi usque ad boram vigesimam tertiam fransactam. De poi venendo
in casa scontro la prefata I. Duchessa sua cara figlia et scaualcato et basatoli
\
HOYEUBRE M.** cccc Lxxxviij.** 172
la mano da quella: per mano cmn molte careze la conduxe fino ad sua stan-
za: nec mirum cum vnica esset illi filia vnice eam diligebat.
Et facta collatione bora v. noctis contulit se ad lectulum expeditis prius
quibusdam negocijs.
Die xij. Nouembris.
Postquam surrexerat e lectulo mjulta expediuit necessaria et audita mis-
sa nam erat bora circiter decima octaua : et mangio per vna uolta. Et quella
sera se feceno le luminarie percbe ce era nona cbe lo cardinale Duge de
genoua se era accordato con lo S. Duca de milano et coitie quello bauea
bauto lo castelluccio et 1 altre forteze.
Die xiij, eiusdem.
Sua I. S. delibero andare in castello nono per duj jomi perche li era
necessario conferire con la S.°^ Regina alcbune cose per la partita de la
I. duchessa de milano cbe douea essere in partita a li xx. de dicembre : et
quella sera alloggio loco con tucta la casa et spaccio molte facciende quella
sera con la prefata S. Regina et petiit lectulum bora vj. noctis. Et quello jor*
no mangio a lo jardino grande per vna uolta et poi andò a li vespri et ad
completa a sancto pietro in ara: in deuotionibus reperìebatur feruentissimus
et nunquam ocio marcebat.
Die xiiij. Nouembris,
Surrexit bona bora et audita missa tenne audientia in lo loco solito et
expeditis multis negocijs mangio per vna uolta in castello nono : cbe stana
loco sua S. cum tucta la casa: et la sera semper fuit cum Regina vsque ad
quartam boram noctis et bora v. lectulum petijt.
173 M.® ecce Lxxxviij.** notembre
Die XV. Nouembris.
Sua I. S. horto diluculo suirexit et delibero ritornare in castello de ca-
puana cum la casa et andò ad audire missa in monteoliueto facta collatione:
et postea caualco a la stalla et uìsis equis contulit se in Sanctum Joannem
ad carbonara et ibi auditis vesperis et completorio reuersus in castellum ca-
puanum multa expediuit et cenauit bora circiter prima noctis et vigilauit vs-
que ad boram vj. Et eo die entro lo imbasciatore del gran Soldano molto bo-
noratamente.
Die xvj. Nouembris.
Hora decima quarta surrexit et expeditis multis andò ad missa in san-
cto Pietro ad ara et poi mangio al suo jardino grande in la prima camera
nona : cum sua I. S. mangio messer cario suo medico qui nunquam illum
pretermictebat. Et postea equitauit et andò al molo et uidde vna nane cbe
venne lo di innanzi in porto et quam primum andò a la casa del conte de
sancto angelo doue trono la S. Regina: et vide lo baptismo del figlio del dicto
conte et accompagno dieta Regina et cum illa mansit usque ad boram pri-
mam noctis : et reuersus in castellum capuanum positus fuit in negocijs per
plures boras. Et quella nocte fu vno malissimo tempo de acqua et vento et
troni grandissimi.
Die xvij. eiusdem.
Ante lucem surrexit et audita missa caualco al poggio reale et uide
tucte quelle massarie et mangio li per vna uolta: et reuersus contulit se in
castellum nouum et ibi paulum cum regina : et cum illa et I. Ducissa milani
eius Alia venit in castellum Capuanum bora xxij. ad vedere alchune cose do-
uea portare dieta I. Ducissa ad Milano in suo discessu. Et postea hora xxiij.
se partio et accompagno la S. Regina in Carrecta in castello nono : et hora
xxiiij. reuersus in negociis se quam primum inuoluit et quieuit bora viij.
\
SOVSMBBE M.^ ecce Lxxxviij.^ 174
Die xviij, Nouembris.
Ante lucem sorrexit et sumpto prandio plura expedita reddidit negocia:
tandem equitauit ad Reginam cum qua fuit per v. horas et reuersus bora
circiter xiiiij. implicitus negocijs non qiiiescebat.
Die xviiij. eiusdem.
Postquam surrexit e lectulo missam andinit et mangio al suo jardino
grande per vna uolta et poi andò a sancto pietre ad Ara al vespro et com-
pleta et reuersus domum se pose ad expedire facciende : et quella sera sua
I. S. hebbe nona cbe lo episcopo de Catanzaro era morto et subito spaccio
vno suo al S. Re per bonificare soi creati de quelli benefica come era soli-
to: quod semper procurabat prò suis et in hoc insudabat mirum in modum.
Die XX. Nouembris.
Orto jam sole surrexit et piglio medicina per consiglio del suo medico
per causa de vno poche de catarro tenea et tenuit illam per aliquot horas.
Postea comedit et per totum diem expediuit negocia. Hora tarda se apizo
fuocho al tauolato de la camera de passatori per rispecto del fuocho se era
facto a la cimìnera de la Sala noùa. Subito fu prouisto et cum tanta dìligen-
tia et cura che non fece dampno. Et ad bore iiij. mangio certe bona fresche
et cena illius fuit leuis.
Die xxj. Nouembris.
Ante lucem surrexit et audita missa equitauit et andò ad tenere audien-
tia in castello nono et li mangio per vna uolta: et postea andò ad audire ve-
spro et completa in monte oliueto visitata prius Regina: et reuersus in ca-
stellum capuanum plura expediuit negocia et delibero la mactina sequente
partire per noia per andare a scontrare lo S. Re che ritomaua de puglia: et
175 M.® ecce Lxxxviij.® i^otebibbe
leuandose certo vento a tre bore de nocte mutata mente fece comandare a
li officiali non mouessero niente perche sua L S. era granato alquanto de
catarro et se gouemaua cum summa prudentia guardandose da le cose con-
trarie: et ogni sera Messer Carlo cerusico suo medico cum ventose et altre
cose prebebat medelas satis conuenientes. Et quasi le più de le noeti se pas-
saua cbe dormiua pocbo o niente: et semel in die comedebat et parum quod
mirum videbatur.
Die xxij. Nouembris.
Sua I. S. non vscio da fora perche se trouaua indisposta d alquanto ca-
tarro lo quale per alchuni jorni lo hauea molestato. Eo die semel comedit et
parum maxima cum regula: et parum dormiebat vel nihil: non lassaua pero
de expedire facciende vt sui moris erat. Et eo die la S. Regina venne a uisi-
tare sua I. S. et intendendo che veniua la andò a scontrare fino a basso a Te
schale.
Die xxiij. Nouembris.
Non si partio de casa quia adhuc molestabatur a frigore et regebat se
magna cum prudentia. Àudita missa et sumpto prandio non nulla expediuit
negocia. Et eo die ritomo lo S. Re de puglia: et se expecto in castello de
capuana fino ad bore iiij. et non uenne perche intro in napoli bora satis tar-
da. Et lo L S. Principe eo die venne d/abruzo: ad bore ij. passate de nocte
venne a basare la mano al I. S. Duca et post paulo discessit: et HI."" Dux
quieuit.
Die xxiiij. Nouembris.
Jam orto sole surrexit e lectulo et audita missa mangio per vna uolta et
andò in castello nono vna con la I. Duchessa de milano in carrecta: et deli-
bero stare li per alchuni jorni per bauere più facile adito a parlare a la mae-
KOYBMBBB M.^ cccc Lxxxviij .^ 176
state del S. Re et expedire la partita de la prefata I. Duchessa de milano: et
andò ad stanzare in lo dicto castello con tucta la casa.
Die XXV. Nouembris.
Satis bona bora surrexit et audita missa mangio per vna uolta et postea
quamprimum contulit se ad regem : et quello jomo sempre fu in facciende et
stecte per quella nocte in castello nouo: et bora tarda contulit se ad lectulum.
Et attendeua pero ad curam suam diligenter del catarro tenea. Et stecte fer-
mo in castello nouo apud Regiam maiestatem fino a li xxvij. del dicto etfuit
semper in negocijs. Et la sera venne ad alloggiare in castello capuano cum
omnibus percbe lo S. Re volea partire lo di sequente per pezolo.
Die xxviij. Nouenabris.
Sua I. S. orto diluculo experctus sumpsit medelam prò indispositione
supradìcta. Et mangio bora xviiij. per vna uolta: et expedio molte cose quello
jomo et con lo I. S. Don federico et con lo S. Principe de capua suo primo-
genito. Et ad bore xxij. la S. Regina venne a visitare lo prefato I. S. per la
medicuia bauea pigliata. Et quella sera andò a dormire ad bore vìj.
Die xxviiij. Nouembris.
Bona bora surrexit et expeditis quibusdam negocijs familiaribus missam
suam solitam audiuit: et post paulo implicitus negocijs cum legatis ytalie et
aliis vsque ad boram xx, equitauit et andò al poggio reale solatij gratia: et
fece collatione de oua ad bore iiij. et andò a dormire ad bore vij. de nocte.
Die vltimo Nouembris.
Satis bona bora surrexit e lectulo et audita missa comedit et de poi se
pose in faccende con li imbasciatori et con lo I. S. Don federico usque ad
boram xviiij.: et statim caualco in castello nouo doue fece facciende con la
177 ^-^ ^^^^ LzXZViij.^ NOYEHBBE
S. Regina. Et reuersus bora xxiìj. iteram in negociìs se implicauit. Et ea bora
Io visito lo imbasciatore del gran Soldano et lo presento musco zibecto et
altre cose del paese et quello molto accarezo: et bora circiter iiij. noctis ce-
nauit: et lectulum petijt bora vij.
Die primo Decembris. dbcbmbrb
Orto iam sole surrexit audita missa et expeditis plurìmis cum Magnifico
Marino brancatio et aliis comedit per vna uolta bora xviij.: et postea equita-
uit in castellum nouum percbe quello jomo douea ritornare lo S. Re cbe era
stato de fora alcbuni jomi: et non veniens fu con la S. Regina et expaccio al-
cbune facciende et caualco et andò ad uisitare Io S. Villamarina qui egrota-
bat. Et reuersus domum causa fugiendi ocij versatus est aliquantulum circa
ludum scbacborum : et eo sero sua L S. audio completa in sancta maria de
monteoliueto et fece collatione ad bore iiij. et dormitum iuit bora vij. nel cir-
ca. Et eo die fu numptiato al I. S. Don petro la morte de la I. S. Ducbessa
dal I. S. Prìncipe de capua suo frate et dal I. Don federico.
Die ij, Decembris.
Hora xiiij. surrexit et audita missa andò in lo fosso del castello suo a
vedere certa acqua et poi a lo jardino grande sempre expacciando facciende:
et mangio per vna uolta a la camera nona del dicto jardino et caualco al
molo : dal molo in castello et postea andò a vedere vna massaria de messer
bectore carraffa et demum contulit se ad sanctam marìam de la grocta. Àu-
ditis ibi vesperis expectaua lo S. Re : et cum iam pemoctare cepisset re-
uersus est in castellum capuanum ob aera que sibi non proderat per lo ca-
tarro bauea sua I. S. et posuit se in expediendis negocijs.
Die iij. Decembris.
Bona bora surrexit et audita missa equitauit et andò a dare audientia in
«3
i);<n.i'i:r
/
M/ ecce Lxxxriij.* . 178
castello nouo et ibi mangio per Tna uolta: et tucto Quello jomo fu in fac-
ciende con lo S. Re che era venuto la sera dinanzi de nocte. Et reuersus in
castellum capuanum bora circiter prima noctis plura expediuit negocia: et in
sere nihil comedit et andò a dormire bora vj. noctis.
Die iiij. Decembris.
Hora satis bona surrexit et audita missa eo die mangio per vna uolta
bora xìiij. et spaccio molte facciende con lo S. Don Federico et messer Ma-
rino brancacio : et caualco in castello et per totum diem fuit cum regia maie-
state in negocijs expediendis: et reuersus bora prima noctis euitandiocij cau-
sa aliquantulum dedit se ludo scbacborum.
Die V. Decembris.
Àudita missa et expeditis quibusdam negocijs caualco con tucto lo ne-
cessario de la caccia percbe quello jorno douea andare con lo S. Re a Mari-
glianello ad caccia: et andò in castello nouo ad trouare la Maestà del prefato
S. Re et fece collatione a la guardarobba et furono ad cauaUo ad bore circa
decennoue et andare a caccia: et ea perfecta reuersus est cum Regia maie-
state la quale la accompagno fino a la porta de capua et lo S. Re se ne andò
in castello nouo et lo prefato I. S. con lo I. S. Don federico m castello de
capuana: et bora prima noctis cenerò insieme et bora iiij. cum dimidio lec-
tulum petijt.
Die vj. Decembris.
Decima v. bora surrexit et audita missa caualco in castello nouo: trono
cbe lo S. Re adhuc non surrexerat e lectulo: andò a visitare la S. Regina et
post paulo contulit se ad prandium et mangio quello jorno in castello prefato
per vna uolta: et sumpto prandio iterum et de nouo visito la prefata Regina
et cum illa aliquantulum moram traxit et andò al S. Re et cum sua maiestate
179 ^'^ ^®^^ Lxxxviij.®
expaccio molte facciende vsque ad xxiiij. horam: et reuersus in suam habita-
tìonem vidit quosdam libros ut morìs suj erat per euitare lo ocio qaod est
viuj honunis sepultura.
Die vij. Deeembris. ^
Surrexit ante lucem per daas horas et audita missa comedit cum cereis
et postea dormiuit aliquantulum: et quamprimum equitauit in castellum no-
uum et fa con la S. Regina quia adhuc Rex non surrexerat. Et bora xviiij. con-
tulit se ad Regiam maiestatem et semper fu in facciende usque ad horam
xxiiij. Et reuersus in castellum capuanum se fece lo bagno et postea cenauit
et bora v. noctis lectulum petijt.
Die viij. Deeembris.
Postquam surrexerat erat nam bora xv. missam audiuit et contulit se ad
stabulum et vidit equos. De poi andò a lo jardino et lo S. Principe cum Ma-
rino brancatio et Joancola et molti altrj mangioro al celiare et sua I. S. equi-
tauit in castellum nouum et spaccio molte facciende: et reuersus in castellum
capuanum cenauit et bora vj. noctis ingressus est lectulum.
Die viiij. Deeembris.
Summo mane surrexit et audita missa caualco al Poggio reale et mangio
li per vna uolta et ce douea mangiare cum sua Signoria Don federicbo : ma
per certa sua indispositione non caualco quello joroo et lo prefato Signore
monstre al magnifico marino brancatio et a laudadio cbe quello jomo era
venuto in napoli tucta la Massarìa et quella frabica: et quamprimum con-
tulit se in castellum nouum ad Regem.Et reuersus in castellum capuanum fu
tucta quella sera cum lo dicto laudadio et alcbuni altri soi curiali et expaccio
molte facciende. Lectulum ingressus est bora yj.
n:»w:4.'i:r<:
M.* ecce Lxxxviij.® i8o
Die X. Decembris.
Orto iam sole egressus est lectulam et audita missa fece coUatìone et
illieo caualco in castello nouo et suo more solito multa expediuit cum regia
maiestate: et reuersus est in castellum capuanum bora xxiiij. et ceno bora iij.
noctis. Et quella sera bebbe nona che li Signori lombardi cbe yeniano per
la S. Duchessa de milano erano a baya et tucta quella nocte fece prouedere
al bisogno loro per pezolo: et lo magnifico Ranerj gualandj suo majordomo
et lionardo Como fureno in pede de continuo et caualcando prouideno al ne-
^ cessarlo per la venuta de li dicti Signori Lombardi a li quali fu facto grande
honore et multo fureno accarezati. Et die sequenti le galere non entrerò et se
riposero et die sequenti vennero cum gran triumpho.
Die xij. Decembris.
Summo mane fuit egressus lectulum et audita missa caualco in castello
nouo et depose la gramaglia con tucti sol de casa: vestiebat tamen nigris ve-
stibus et sic tota curia Regis et alle: tucti li signori se vestirono con robbe
de velluto negro et fii facta gran festa per causa de la I. Duchessa de milano
et per la venuta de li dicti Signori Lombardi. De continente sua l. S. fece pe-
nero in ordine tucti soi corseri et fureno portati al molo grande doue a xxj.
hore smonterò li dicti Signori Lombardi et trouoro li lo I. S. Principe de ca-
pua lo S. Don Federico lo S. Don Petro cum multi Signori: et caualcati per
venire al castello nouo per visitare lo S^ Re la S. Regina et la L S. Duchessa
de milano che erano insieme a la stanza de la S. Regina: lo I. S. Duca andò
loro incontro a lo largo fuora de castello et trouandose insieme molto se ac-
carezoro et condusserse in castello doue fureno receputi uultu ylari et ne fu
facto festa grandissima: et postea fureno accompagnati dal prefato I. S. Duca
a la casa che fu del Principe de Salerno: che li alloggiauano et prouisti erano
de ogni cosa et abbundantissimamente: et sua I. S.non scaualco ymmo ritomo
l8l M.® ecce Lxxxviij.® DSCEUBBR
illieo in castello nouo ad regiam maiestatem. Lo capo de li Lombardi fa lo
marchese frate del S. Duca de milano et erat tenelle etatis et multo discreto
in ogni cosa et satìs commendabatur ab omnibus. Et cum ipso fu lo episcopo
de Papia et lo S. Joanfrancesco figlio del quondam S. Roberto et molti altri
Signori li quali per essere tanto bene tractati dal S. Re et da 1 1. S. Duca molto
stanano de bono animo : et per quella nocte se posero et quietarono perche
stanano inbarazati da la marina: che erano stati ben none jomi in mare. Lo
L S. Duca retomato in castello capuano et visitato la L S. Duchessa ceno con
quella et con lo L S. Don Petro et Don ferrante figlio del Duca de ferrara: et
post paulo ad lectulum se contulit.
Die xiij. Decembris.
Àudita missa se pose in fare assectare la casa perche quello jomo expe-
ctaua li Signori Lombardi che doueano venire a visitare sua L S. et la I. S. Du-
chessa de milano et mangio per vna uolta con quella: et per consolatione de
la figliola mangiaua sempre in sua compagnia et multo 1 accarezaua: etsumpto
prandio caualco in castello al Signor Re: et reuersus bora xxiij. expecto li Si-
gnori lombardi che vennero bora xxiiij. et molto bepe accompagnati : et lo
I. S. Principe caualco loro mcontra et visitare lo prefato I. S. Duca et la I. S.
Duchessa et accarezati assai da loro Signorie se partirono horaij.noctis molto
satisfacti de la bona raccolta fu a loro facta dal prefato L S. lo quale li facea
prouedere de ogni cosa: et quello jomo se riposero assai comodamente.
Die xiiij. Decembris.
Ante lucem fu in pede lo prefato I. S. et audita missa fece prouedere a
molte cose necessarie: et innanzi facesse coUatione sua I. S. fu visitata da
tucti trombecti et altri sonatori del S. Duca de milano et de dicti Signori Lom-
bardi con belle sonate et a lo sono fu molto bene satìsfacto che sua I. S. fece
donare loro due veste de brochato richissimo et jubboni de brochato et de-
BECBiiBBi M.^ ecce Lzxxviij.^ 182
nari. Lo simile fece fare a li Buffoni che ce erano et li tracto in modoqaod
omnes mii^bantur de tanta largita. A li prefati sonatori fa facto lo simile da
la S. Duchessa de Milano : tucta la festa parea fusse la loro Tt moris est. Et
sumpto prandio caualco in castello nouo et innanzi trasisse expaccio alchune
facciende a lo largo del dicto castello con Io Ctonte de cayaccio et Messer Si^
monecto belprato: li quali scontroro sua I. S. li appresso: et expacciati quelli
illieo fu cum Regia maiestate et cum Regina con la quale caualco et vennero
in castello capuano et fo concluso lo parentale del Magnifico Raneri gualandi
maiordomo de sua I. S. con Madamma Bìancha gallerana de milano et ne fu
facta gran festa: et poàt hoc ritomoro in castello nouo \1so prius ortulo Ck)mìr
tis terrenoue. Et trouoro che li Signori Lombardi erano con lo Signor Re: et
accompagnata la prefata S. Regina a le sue stanze lo prefato I. S. andò a tro-
uare lo S. Re et li dicti Signori Lombardi. Et tornato in castello capuano bora
circiter 2^ noctis cenerò insieme sua L S. la I. S. Duchessa de milano lo S.
Don Petro lo S. Don ferrante figlio del S. Duca de ferrara et Ranerì gualandi
cum Biancha sua noueUa consorte con alcuni altri a la sala de la prefata Du-
chessa. Et quella sera andò a la stalla et fece vedere alchuni caualli soi con
le intorze a duj Signori Lombardi et andò a riposare bora v. noctis. Eo die
entro lo imbasciatore de li venetiani bene in ordine et li fu facto honore et
lo accompagno lo L S. Don federico.
Die XV. Decenabris.
Surrexit bora xiiq. et expeditis quibusdam et audita sua solita missa se
ne andò a la stalla ad vedere soi caualli. Et postea fece coUatione a lo jardi-
no grande et fece portare a li Signori Lombardi vna bella quantità de cetri
de più ragioni : acri dolci senza arille et faue fresche cetroli et molte gene-
ratione de fructe che ne fu facto ceremonia per essere lo tempo hyemale: et
adducti fuere omnes in maximam admiratìonem. Ando a trouare lo S. Mar-
chese frate del S. Duca de milano a sua habitatione : parlo cum quello aliquan-
183 M."* ecce Lxxxriij.^ degebcbbe
tttlum et post palilo caualco in castello et expedio molte facciende cum sua
maestà: et reaersus in castellum capuanum bora ij. noctis ceno a le iij.
passate : ybi inteifiiere quidam buffones predicantes et alij faceti viri. Hora cir*
eiter vij. contulit se ad lectulum.
Die xvj. Decembris.
Orto jam sole egressus est lectulum et audita missa et eipeditis qui-
busdam andò a la stalla et quamprimum caualco in castello nono et cum lo
S. Re se pose in faccende: et quello jomo lo imbasciatore venetiano andò a
visitare lo S. Re et ad exponere la imbasciata de la eicelsa Signoria sua. Et
hora ij. noctis reuersus est in castellum capuanum et mangio per vna volta
et quieuit bora sua solita.
Die xvij. Decembris,
Hora xiiij. egressus est lectulum et expaccio alchune facciende et eo
die audita missa decte audientia a lo imbasciatore de venetiani lo quale da
sua I. S. fu receputo gratiosamente. Et post discessum eius andò a la stalla
et monstro tucti soi caualli al marchese sopradicto et a I altri Signori lom-
bardi: et hora circiter prima noctis reuersus cum cereis multis accensis con-
duxe seco lo dicto marchese a sue camere: et parlato cum quello aliquantu-
lum et habita licentia prius visa I. Domina Ducissa Mediolani se ne andò a
sua habitatione accompagnato dal I. S. Principe de capua. Et lo prefato I. S.
Duca quam primum ceno et hora iiij. noctis cum dimidia ingressus fuit 1^
etulum. Istis diebus comedebat semper cum Illustrìssima eius filia Ducissa
Mediolani et ogni di se facea festa.
Die xviij. Decembris.
Bona hora surrexit et audita missa caualco al poggio reale per vedere
certe strato facea fare et prouide a molte cose: et reuersus aliquantulum se
DBCEIfBRS M.^ ecce Lxzx?iij.® 184
riposo. Et poi andò a la stalla et li se jucho al pallone del I. S. Prìncipe et
dal conte de cayaza cum molti de quelli Signori Lombardi et altri jentili ho-
mini. Lo prefato L S. se pose a vedere parlando et ragionando con lo Mar-
chese et con altrj Conti et Signori vsque ad xxiiij. horam : et ritornato in Ca-
stello capuano con lo Marchese lo quale hauea conuitato quella sera insieme
con lo Conte de Cayaccia et messer Simonecto de bel prato imbasciatore del
S. Re per Milano. Furono in tauola tucti li prefetti insieme con la L S. Du-
chessa et cenerò cum sua L S. da la quale furono tanto accarezati che ogni
homo ne resto admirato et maxime li Signori Lombardi: li quali videndo tante
generationi de viuande et tancti fructi extra naturam eo tempore et tanto bo-
ne ordine et cum tanto silentio et ceremonia non se posseuano satiare de
parlarne. Et finito conuiuio furono accompagniati dal Signor Principe a la
habitatione loro. Et duro da due bore de nocte fino a le sej. Sumpto cibo
audiro Musica et omnes discessere: et quam primum lUustrissimus dominus
lectulum est ingressus. Et lo dicto conuito fu tanto abbundante che molti de
quelli Lombardi cenerò et furono semiti come la persona de dicto Signore et
quod plus est tucti li principali de napoli participoro de dicto conuito. Et eo
die obijt D. Gilius Gubemator paggiorum Serenissimi Regis ferdìnandi et se-
pultus est in annumptiata.
Die xviiij. Decembris.
Sua L S. se leuo a bona bora et posese in facciende con Messer Julio
et multi altri: et postea audita missa iterum in negocijs et postea caualco io
castello nono: andò a visitare la S. Regina et bora xxiij. reuersus: et quam
primum comedit per vna uolta et quieuit bora iiij. noctis.
Die XX. eiusdem.
Àudita eius solita missa caualco al poggio reale a Vedere alchune sue
fabriche: et reuersus bora xxj. comedit et quam primum equitauit in Castel-
185 M.® ecce Lxxxviij.^ DECEUBRC
lum noQum et fuit cum regina. Et poi andò ad scontrare lo S. Re che veniua
da trepergoli et mansit cum ilio asqae ad v. horam noctis: et bora vij. lec-
tulum petijt.
Die xxj. Decembris.
Bona bora surrexit et expeditis quibusdam missam audiuit et comedit
quam prìmum et equitauit in castellum nouum: cbe quello jomo se feceno li
sponsalitij del L Duchessa de milano et prese lo anello et se ne fece vna
grande festa in lo dicto castello : ce interuennero tucti li Signori Lombardi
et tucti li Signori de lo Reame et ce fu tanto concurso de gente quello jomo
cbe li parapecti de le scale grandi de dicto castello cbe erano murate ben ^
forte cascoro cum più de cento bomini appresso. Non ne morio nullo dio
gratia: ma cbi se ruppe lo capo cbi lo naso cbi le gambe et braccio: ita et
taliter che se ricorderanno de dieta festa. Et in concludere dicto parentado
molti ce fureno contrarij: tandem conclusum fuit bora xxij. et tucti quelli Si-
gnori lombardi fureno conuitati per quella sera dal S. Re et fu loro facto
grande honore : taliter che resterò admirati de tal conuito et non se posseano
satiare de parlarne. Quella sera lo I. S. Duca dormio in castello et a tre bore
de nocte fii prouisto cbe lecti et altri officiali andassero la perche lo S. Re era
alquanto indisposto de dolore de flancho lo piglio poi facta la festa et sumpta
cena.
Die xxij. Decembris.
Surrexit bona bora ante lucem et andò a vedere come passaua lo S. Re
et mai manchaua da la cura de quello cum tanta soUicitudine cbe era vno
spanto ad intenderlo tanto era obbediente et presto in li seruitij de sua mae-
stà et da quelli mai manchaua di et nocte. Et sumpto prandio con la S. Re-
gina et con li Illustrissimi figlioli et li Signori Lombardi fureno et se feceno
li pagamenti de la dote et strumenti publicbi et tucte solempnita necessarie
24
\
BECSaiBBE M.^ ecce Lzxxviij.^ 186
cum grande festa. Et completis omnibus lo I. S. Duca se resto con lo patre la
S. Regina lo I. S. Principe con Don federico: et Signori lombardi vennero ac-
compagnare la I. S. Duchessa de milano molto honoratamente fino in castello
de capuana. Et hebbeno vno pocho de acqua per la via che pione alquanto
quella sera et già erano circa due bore de nocte.
Die xxiij. Decembris.
Surrexit e lectulo summo mane et quam primum fecit collationem et
mentre che lo S. Re dormio sua I. S. sumpto prandio andò a riposarse per
due bore: et visito la S. Regina et fu con lo S. Re fino ad bore xxj.: et venit
in castellum capuanum perche quella sera conuito li Signori Lombardi et
volse vedere li preparatori] erano facti per honorare quelli. Et fece prouedere
a molte cose momento temporis cum tanta cura et diligentia che più non se
possea fare. Et fureno a quello conuito in tabula ben ventisecte Signori Lom-
bardi tucti li Principali : fra li quali fu lo primo lo S. Marchese con lo Imba-
sciatore del S. Re Messer Simonocto: lo Conte de cayaccia et molti altri li
quali non nomino per causa de breuita: et tucti stanano a la fila con suo or-
dine. Medium tenebat la L S. Duchessa de Milano : a fronte de quella stana
solo lo L S. Duca lo quale tucto incassaua vedendo andare Io conuito con
tanto bone ordine quod quidem omnes mirabantur. Abbundantia i^e fu de
ogni cosa et generation! de viuande infinite. Comincio lo conuito a due bore
de nocte. Interim lo I. S. Prìncipe de capua cum alchuni de quelli Signori
volteggio in la sala de la L prefata Duchessa de milano sopra vna mula et
tanto egregiamente che tucto homo ne resto spantato. Duro dicto conuiuio
vsque ad v. circiter horam et post discessum illorum lo prefato I. S. se an-
dò a riposare. Et Jacobo de capua mastro de casa del prefato L S. quella
sera fece venire tante generationi de vini et tante fructe che fureno vno
spancio. Opera eius vtrobique et ab omnibus commendabantur.
187 M.^ ecce LXXX7ÌÌJ.^ DECBUBBB
Die xxiiij. Decembris.
DeUbero sua I. S. andare a mangiare per vna nolta a monteoliueto con
quelli honesti Religiosi: che fu la vigilia de la Natìuita: et quella sera dor-
mire la et stare a li diuini officij : et confessarse ut moris sui erat. Nam vitam
suam gerebat cum summa bonitate. Expedio molte facciende in casa et au-
dita missa caualco in castello nono a vedere come passaua lo S. Re che era
stato indisposto. Trono passaua bene: visito la S. Regina et andò a dicto mon-
teoliueto et bora xx. prandium sumpsit et eo sumpto arriuo loco lo S. Mar-
chese con li prefati Signori Lombardi et quamprimum caualcoro in castello
de I ouo et monstro loro quello loco: et vistolo et facta coUatione che fii pro-
uista bellissima retomoro in castello nono et veniente vespere discessere
omnes. Lo prefato L S. andò a dormire in monteoliueto et quella nocte intese
li tucti li diuini officij.
Die XXV. Decembris.
Àudita sua solita missa ni Sancta maria de monteoliueto et sumpto pran-
dio: et eo die propter natiuitatem domini tres missas audiuit: aliquantulum
dormiuit et postea equitauit in castellum nouum et ibi audio la missa cantata
con lo S. Re et con li Signori lombardi et postea multa expediuit cum Rege
et Regina. Et reuersus in castellum capuanum bora iij. noctis cenauit et bora
V. noctis ingressus est lectulum.
Die XXV]. Decembris.
Surrexit bona bora et audita missa caualco et andò a vedere le mure
con lo Commendatore: et poi andò in castello nono et visito la S. Regina et
mansit ibi usque ad noctem: et reuersus cómedit per vna uolta et dormitauit
quam primum.
\
DECEìfBBS
M.*^ ecce Lxzzviij.
i88
/
Die xxvij. Decembris.
Postquam surrexerat et missam audiuerat caualco al poggio reale con
li Signori Lombardi et monstre loro tucte quelle muraglie et jardini et per la
via vide caualli : et a la ritornata andò a vedere con li prefati lombardi lo loco
doue lo S. Re tene li agronj. Et postea se ne uenne a la maddalena et vide
lì stalloni *del prefato S. Re et venne a mangiare a lo suo jardino grande per
vna uolta bora xxj. et bora xxiij. caualco in castello nono et spaccio faccien-
de con lo S. Re : et post paulo con lo S. Re andoro a la S. Regina et lì se
danzo et fecense farse et festa. Reuersus est in castellum capuanum bora iij.
noctis et bora vj. dormitauit: et tucto lo jorno se inbarcbo robba de la I. Du<
cbessa de milano et soi cortesani: cbe stana per partire ad ogni bora: solo
se expectaua lo tempo bone et lo mare placito.
Die xxviij. Decembris.
Hora xiiij. surrexit et expeditis quibusdam audiuit missam et quam pri-
mum comedit et posuit se in negocijs et equitauit tarda bora in castellum
nouum: et reuersus est bora iij. noctis. Et mangio quella sera con li Illu-
strissimi figlioli percbe la I. Ducbessa stana in la partita: bora circiter v. Hora
vj. lectulum petijt.
Die xxviiij. Decembris.*
Orto sole experrexit et audita missa posuit se in negocijs periiij. boras
et eo die se dicea cbe la I. Ducbessa de milano douea partire la sera : et fe-
cense tucti preparatorij : perciò fu carnato a le Galere ogni cosa necessaria
de sua I. S. et de tucta sua casa. Fu visitata da tucte Signore et jentile donne
de napoli et tante le lacrime abbundauano a li soi ocbij cbe lo I. S. Principe
de capua suo Germano la piglia per lo braccio et la portaua suso a lo astrico
et remoueuala da tanto cumulo de femine confortandola suauissimamente.
iSg M.® ecce Lxxxviij.** j)ECEMbre
Interim lo ì. S. Duca caualco io castello ad regiam majestatem et cum quella
expedio faccende fino ad noctej et reuersus fu posto a tauola bora prima
noctis et mangio per vna uolta con la S. Duchessa con lo I. S. Don petro et
Don ferrante figliolo de la Duchessa de ferrara. Et feceno gran festa insieme
con molte lacrime pensando che la mactina venente douea partire per Mila-
, no et imbarcare. Lo prefato I. S. molto consolaua sua Illustrissima figliola et
»
cosi molti altri jentili homini che ce haueano loro figliole. Vtrobique erat do-
lor: utrobique lacrime. Sumpta cena andoro a riposare.
Die penultimo Decembris.
Bona bora surrexit et audita missa contulit se ad lUustrissimam fiiiàm che
douea partire bora xvij. et inbarchare per milano: et consolabatur eam et
prouide a molte cose necessarie per la partita de quella. Comincio ad correre
tanto concurso de Signori jentili homini et donne che non se capea per nulla
camera: partim ce era allegreza de la j^artita de dieta I. Duchessa partim lacri-
me afiluebant che a molti increscea lo discesso suo. Tucto lo cortile era pie-
no de Trombecti et Biflerì: sonauano de continuo: tumulto grande ce era de
figlioli et tota fere ciuitas era piena de allegreza. Lo I. S. Principe mai ab-
bandonaua sua cara Sorella et consolabatur eam quantum poterat. Lo S. Re
la S. Regina con tucti imbasciatori fra li quali ce era lo imbasciatore vene-
tiano {Tm pomposo de li altri et con tucti Signori et baroni venne in. castello
capuano : et scaualcati tantosto venne la prefata I. Duchessa a basso con lo I.
S. Duca lo S. Marchese et altri Signori Lombardi tucti bene in ordine et sua
I. S. con vna bella robba cioè gonnella de brochato rizo et richissimo in or-
dine come Duchessa era et nepote de Re et figliola de tanto I. Duca: et ab-
bracciata et basata dal S. Re et S. Regina furono tucti a cauallo con tanto
triumpho et festa che mai fu vista simile illis diebus. Passero per tucti li Seg-
gi] et quando passero a la Zecha fu buttata grande quantità de pecunia. Ca-
ualcoro al Molo et scaualcoro tucti: lo S. Re condusse fino a la Galera la pre-
DBCSMBBE M.^ CCCC LxXXYÌij.^ I90
fata I. Duchessa et basatola caualco et andò a casale del prìncipe. Lo S. Du-
ca lo S. Don federico con lo I. S. Principe de capua accompagnerò quella fi-
no a lo castello del Ouo : et ritomo lo I. S. Duca quam primum con la S. Re-
gina che la accompagno in castello nono et venne a mangiare per vna uolta
in castello capuano che fu tarda hora. Lo S. Prìncipe la accompagno vicino
a sancta Maria de la grocta consolando sempre sua L S. et preso licentia an-
doro a la bona hora. Sumpto prandio lo L S. Dom federico venne a visitare
lo L S. Duca et cum quello spaccio alchune facciende et postea se pose a ve-
dere tucte le stanze de la L S. Duchessa per dame alcune a li soj accioche
più comodamente se trouassero al seraitio de sua L S. Et bona hora se an-
do a riposare sua I. S.
Die vltimo Decembris.
Satis bona hora surrexit et audita missa se pose in focciende et fece col-
lattone hora xvij. et lo I. S. Principe de capua et lo Magnifico Messer Marino
brancatio mangioro con sua I. S. et sumpto prandio se pose iterum m fac-
ciende con I. S. Don federico lo quale arriuo mangiando sua L S. Et hora
xxij. caualco et quella sera maialo con lo prefato Messer Marino branchatio
che Io conuitao come Adele seraitore de sua L S.: et fu receputo da quello
multo gratiosamente. Et quello jomo intervenne sua L S. al baptesmo del fi-
glio del Messer Julio scarzato : et fu compare. Reuersus est in castellum ca-
puanum hora v. noctis et quam prjmum andò a riposarse. Et etiam eo die in-
teraenne a li Vespri Solempni in castello nono con lo S. Re.
igi
M."" ecce LxxxviiiJ.
OENNABO
Die primo Januarij.
Bona bora surreiit et audita missa caualco al Poggio Reale et visis mul*
tis ibi ritomo et iotro in la sua cauallaritia et visis equis caualcao in castello
nouo : et ibi audio la missa cantata con lo S. Re et S. Regina et caualco quello
jomo con sua maestà a casa de messer Julio che se fece lo parentato de la
figlia del quondam messer Cola Toraldo con lo figlio del Conte de ayello ma-
iordomo del I. S. Duca prefato. Et caualcato se trono con le prefate Maiestate
al baptismo del figliolo del figlio de messer Pasqual. Et lasso le prefate Male-
scie li et caualco et andò a visitare lo I. S. Don federico che stana alquanto
indisposto : et postea ritorno in castello nouo et se trono ad vno parentato de
vna damigella de la S. Regina: etauditis vesperis et expeditis non nullis quella
sera resto a cena con lo S. Re che hauea conuitato la S. Regina et tucti li II-
lustrissimi figlioli et Nepoti et fu vno gratioso et piaceuole conuito. Et ritomo
in castello capuano bora quasi vj. noctis et quamprimum se andò a ripo-
sare.
Die ij. Januarij.
Ante lucem est egressus lectulum et audita missa caualco in castello
nouo et accompagno lo S. Re fino a la croce via che andana a casale et quam
primum est reuersus et fece sollicitare alchune cose necessarie per lo conuito
facea quella sera a li imbasciatori de ytaUa: cioè a lo imbasciatore de venetia
a quello de milano et a duj de fiorenza. Et fu lo conuito parato a due bore de
nocte et tanto sumptuoso che ce furono più de xxx. razioni de viuande et fu
GENKAKO M.* ecce Lxxxviiij.® 192
de pesce et oua che fu venardj: vini assai et boni: et lo magnìfico Jacobo de
capua soUicitatore de ogni cosa: homo che maj perdeùa tempo: et assaj era
a grato sua opera al prefato I. S. Duro lo mangiare loro fino in iij. bore bone.
' Fructe in quantità et vltimo confectioni de ogni ragione: res dictu mirabi-
lis. Resterò li imbasciatori spantati et admirati de dicto conuito et del bono
ordine et silentio de quello. Nebule et chiarera electissima. Fu dato loro acqua
profumata et de cedrangoli per lauare le mano: partirò assai satisfacti de la
bona raccolta fu facta loro dal prefato I. S. et se andoro a riposare. Lo pre-
fato Signore spedio alchune facciende ante dormitationem et bora vij. fult
ingressus lectulum. Et la mactina sequente dovea partire per Calabria.
Die iij. Januarij. In Sarno.
Bona bora surrexit et posese in facciende per due grosse bore: et audita
missa caualco et andò a visitare la S. Regina: et presa licentia da sua Regale
maestà caualco et quella sera andò ad alloggiare a Samo et li mangio per vna
uolta. Et facea la via de Calabria et facea portare più de Lxxi caualli grossi
et cum tucta sua casa.
Die iiij. Januarij. In Salerno.
Ante lucem fu in pede et posese in facciende con lo magnifico Messer
Ambrosino Scriuano magiore suo et cum lionardo Como suo Scrinano per
due bore: et illis expeditis et audita sua solita missa caualco et quella sera
andò a Salerno et passo per lo borgo de Sancto Seuerino. Tucti quelli jentili
bomini li andoro incontra et cum debite reuerentie lo basare la mano: sua
I. S. a tucti monstraua grande humanita et bona faccia. Non se fermo fino
in Salerno et fu receputo cum grande festa et triumpho. Piccioli et grandi
1 andoro a scontrare tre miglia lontano da Salerno : et juncto ceno per vna
uolta et bona bora quieuit.
X
193 M.*^ ecce Lxxxviiij.® gennabo
Die V. Januarij . In yevoli.
Surrexit bora xiij. et spaccio faccìeDde assaj importanti et andò ad au-
dire la inissa sua a lo altare doue sta lo corpo de sancto Macteo apostolo: et
ea audita caualco et fece la via de lago pizolo et vide li cauallj del S. Re et
quella sera alloggio in yevoli in lo castello et cenauit bora xxiij . et lectulum
ingressus est bora iiij. Et die seguenti cbe fu la pasqua epyfama fermo et
audio la missa cantata in casa deuotamente ut moris sui erat: percbe prese
quello jomo certe pillore. Et mangio per vna uolta bora xviiij. et vidit suos
equos. Et andò a li vespri et ad completa. Semper manebat in talìbus deuo-
tionibus quando sua L S. se trouaua in cammino: et quel di se passo la fiu-
mara de battipaglia.
Die vij. Januarij, In Agropuli.
Partio da yeuoli audita missa et caualco et quella sera andò ad alloggiare
cum tucta la casa ad agropoli: et li fu racolto cum gran festa et vndique pic-
cioli et grandi stanano per via cum pabnis oliuarum : et eo die se passo lo silo.
Die viij. eiusdem. In la Rocha del celento.
Bona bora surrexit et audita missa et expeditis quibusdam negociis ca-
ualco et andò ad alloggiare quella sera cum tucta la casa a la Rocba del ce-
lento. Et prouide a quella forteza facea fare in quello castello.
«
Die viiij. Januarij in 1 acqua bella.
Expeditis negocijs nonnuUis et audita missa caualco et andò quella
sera ad alloggiare in 1 acqua bella Gasale del Magnifico Gismondo de San-
guino et la sua casa con li caualli al casalicbio.
25
QBMHABO M.^ ecce Lxxxviiij.^ 194
Die X. Januarìj. In Pisciocta.
Caualco a bona bora et venne verso Pisciocta et mando inoanzi Joam-
baptista carazolo che douesse pigliare Io castello et tenerlo per lo S. Re: et
cosi fu facto bonesto quodam modo: et fa mandato da fora lo Castellano et
compagni del dicto castello che ce li tenea lo Conte de capaccio lo quale
trouandose dentro se ne vscio bellamente et andò ad scontrare lo I. S. lo
quale intro in pisciocta bora xviiij. et riposo in lo castello et mangio per
vna uolta et quieuit paululum. Et se fermo lo di sequente per dare expedi^
tiene a molte cose necessarie et visito Joai^^ola Gayetano lo qoale quella no*
cte passata hauea bauto certa doglia de fiancho: et de continuo fece coman*
dare al suo Scrinano malore che ordinasse a tucti officiali sol che donassero
ogni cosa necessaria al dicto Joancola. Et lo di denanzi sua I. S. bebbe let-
tere da la I. Duchessa de milano da Gayeta come a li v. del presente che fu
lo lunedi vigilia de epyfania erano partute le Galere da gayeta cum bono
tempo per andare a genoua con la prefata Duchessa de Milano: et queldi se
passo la fugia de castellamare de la bruca.
Die xij. Januarij. In Camberota.
Partio sua 1. S. da pisciotta satis bona bora et audita sua solita missa: et
quella sera alloggio a Gammerota terra del Conte de capacela et li fu molto
accarezato. Et sumpto prandio riposo alquanto et reliquum diei pose in ex-
pedire faccende et ad assectare molte tose per satisfactione de quelli boni
homini: et quel di se passo la fiumara de la molipa.
Die xiij. Januarij. In Policastro.
Partio da Camberota audita missa et facta collatione : et hauea dato or-
dine andare per mare et già erano venute le barche da policastro. Bene con-
sultus delibero partire per terra poi fu partita la casa con li caualli grossi : et
195
M.** ecce Lxxxviiij.^
GENNABO
quella sera venne ad alloggiare ad Policastro doue fa receputo allegramente
da qaello popolo. Et li uenne incontro lo R.°''' Monsignore suo confessore
che era episcopo de quella terra cum certe reliquie et cum tucto lo clero. Et
sua I. S. eo viso scaualco et basate le reliquie deuotamente monto a cauallo
et intro cum grande triumpho. Bombarde per tùcto sparauano et sono de
campane et altri som. Romore et tumulto de popolo grandissimo per alle-
greza haueano de sua venuta. Lo prefato Monsignore fece honore a sua I. S.
et a tucti de casa. Da quello popolo fu visitato assai bellamente et per satisfa-
ctione de quella comunità riposo li lo di sequente et spaccio molte facciende
et caualco al castello per prouedere ad alchune cose necessarie. Et eo sere
caualco intomo a la terra et portaua cum ipso maestro Antonio fiorentino
homo suhtile circa de fare forteze et roche et assecto molte cose: et eo die
audio li vespri solemnitate et deuote ut sui moris erat. Et delibero lo di se-
fpiente partire per Marathia et volea andare per mare et hauea facto venire
le barche quella nocte da policastro. Non ce andò per la indispositione del
tempo: et quel di se passo la fuga de policastro.
Die XV. Januarij. In Marathia.
Caualco audita missa et venne ad alloggiare in Marathia doue fu assaj
accarezato da quelli homini che sono veri ragonesi: et riposo lo di sequente
per contento eA satisfactione de quelli boni homini et accondo molte loro co-
se: et mentre che sua I. S. audio vespro sotempne: che mai lo lassaua: molti
soi curiali andoro a lo castello a visitare lo Corpo sancto de Sancto Biasio et
quello jomo fece manna prdpter morem et omnes fuere admirati: et die se-
quenti che furono li xvijj. partio cum tucta sua casa.
Die xvij. Januarij in la Schalea.
Partito da Marathia per mare perche quello jomo se hauea a fare vna
mala jomata et male cammino et fu bellissimo tempo: et junse sua I. S. in
GENNABO M.^ ecce LzxXYÌÌÌJ.^ I96
maratia bona bora et trouo lo Conte de capaccia che lo andò a scontrare per
mare cum vna barcha: et mangio per vna uolta et posese in facciende: et quel
di se passo la flmnara de castrocucco.
Die xviij Jginuarij. In beluedere.
Surrexit bona bora et audita missa et facta collatione caualco et volea
andare per mare : vide lo tempo indisposto et cosi venne per terra ad allog-
giare quella sera a belvedere et tucte quelle castella ne feceno grande festa
et ascesero a lo piano tucti quelli boni homini per visitare sua I. S. et de sua
venuta molto se congratulauano. Et eo die Ranerì de lagni per la via fu per-
cosso da vno cauallo in vno strecto ita et taliter cbe ne patio assai. Fu con-
ducto sopra vna mula de dicto I. S. al beluedere et prouisto a quanto li fu
necessario. Eo die lo prefato I. S. andò a vedere lo castello per prouedere al
necessario de quello et bona bora cenauit. Et quel di se passareno tre fiu-
mare: la prima la fiumara de la scalia la 2.^ la fiumara del diamante la 3.^
quella de abate marco.
Die xviiij. Januarij. In lo citraro.
Surrexit bona bora: audita sua solita missa partio da beluedere et anno
per mare fino a lo citraro et allogio ad vna casa de la terra: et quel di man-
gio a xxij bore et dormio vna bora et postea equitauit et anno al castello
a prouedere: et postea reuersus est et la casa andò quel di a san marco et lo
di sequente a Cosenza et li aspecto sua S. et quel di se passareno iij. fiuma-
re : la prima quella de beluedere la 2^ chiamata sagnito et la 3^ quella del
quatraro.
Die XX. Januarij. In sancto locito.
Surrexit bona bora et iuit ad vedere messa a sancto francesco et andò
per mare fino a sancto locito et in la barca fece collatione: et sua I. S. trasio
197 M.** ecce Lxxxviiij.** Gennaro
con lo palio et gram festa et quel di andò a vespro a sancto firancesco et
torno in casa: et quel di se passo la furca de li uagni.
Die xxi. eiusdem. In lamantia.
Surreiit e lectulo et iuit ad vedere messa a san firancesco et andò per
mare fino a la mantia et andò a prouedere certe cose al castello : et postea
comedit et andò a vespro a sancto Belardino et uidit multa pomaria: et quella
sera se fece la luminaria al castello. Et quel di se passarono doi fiumare la
prima la fiumara de fiume firido et la 2* quella de la mantia.
Die xxij. Iti aiello.
Partio de la mantia et andò a messa a sancto Belardino et quel di andò
ad aiello et la S. Contessa li uenne incontra a le scale: et quella sera li fece
um bel conuito lo S. Conte d aiello doue fu abundantia de robba et bene or-
dinato : et quel di se passo la fiumara de la uliua.
Die xxiìj. Januarij. In Cosenza.
Surrexit et iuit ad missam a sancto francesco et uenne a Cosenza con
gram festa et triumphi et come jonse mangio.
Die xxiiij. In Cosenza.
Sua I. S. cauarco et andò a messa a la nuncziata et tomo in casa et per
totum diem expediuit negotia.
Die XXV. In Cosenza.
Surrexit bona bora sua I. S. et collationauit et andò a uedere messa can-
tata a lo episcopato: che primo facesse collatione audi messa in casa: et lo
uicarìo poi la messa cantata li fece uno bello sermone: et andò a uedere ue-
spro quel di a sancto dominico et poi tomo in casa et expediuit multa ne-
gotia.
OEimABO M.^ ecce Lxxxviiij.^ * 198
Die xxvj. Januarij. In Cosenza.
Sua I. S. surrexit bona bora audio messa et poi decte audìentia publica
a tucto bomo fino ad bora de vespro: et poi andò a vespro a sancto Francesco
et uidit aliqua pomaria et reuersus est domum.
Die xxvij. In Cosenza.
Gaualcho sua L S. a uedere messa a sancto francesco et tomo in casa et
mangio per una uolta et andò a uedere el castello et li fece lo ^gnor Conte
de aiello una collatione de confectione: et uide le luminaria cbe faceano li ca-
sali de Cosenza et poi torno.
Die xxviij. In Cosenza.
Audio sua I. S. messa in casa et fece collatione et tucto quel di decte
audientia publica: et poi andò a compieta a sancto francesco et andò in ca-
stello et li mangio et dormio la sera.
Die xxviiij. Januarij. In Cosenza.
Surrexit bona bora sua I. S. et audio sua solita messa et poi andò a ue-
dere uno monastero de monacbe et tomo a la terra et decte tucto quel di
audientia usque ad septima bora noctis.
Die XXX. Januarij. In scigliano.
*
Partio bona bora sua I. S. et andò quella sera a scigliano cbe se partio
da Cosenza et quel di passo uno fiume cbiamato sauto.
Die XXX j. In scigliano.
■
Audior sua solita messa sua I. S. et tucto quel di feoà faccende et nun-
quam ocio marcebat.
*^^^^^^mamB•lm^g^
199 M.^ ecce Lxxxviiij.® . febrabo
Die prima februarij. In nicastro.
Sua I. S. audio sua solita messa et fece coUatione et ueone quel di a ni-
0
eastro et audi uespro in casa et postea comedit.
Die ij. Februarij. In nicastro.
Surrexit bona bora sua I. S. et andò a uedere missa cantata a lo epi-
$chopato et pigHo la candela benedecta et tomo in casa: et poi el di andò a
uedere u6spro et compieta a sancto francesco et tomo in casa.
Die iij. In laconia.
Àudio sua I. S. sua solita messa et coQationauit et uenne a lacconia et
per la uia caccio a porci et quella sera fece un conuito a li Signori de Casa:
et quel di passo tre fiumare la prima chiamata la fiumara de nicastro la se-
conda lamato la terza lo fiume de maina et tucte doe a la marina se congiun-
geno con lo amato.
Die iiij- Februarij. In lo piczo.
Sua I. S. partio da lacconia et uenne a lo piczo et come fu junto man-
gio et poi andò ad audire conpieta a sancto francesco et andò a uedere lo
castello et poi tomo in casa: et quel di passo sua S. dui fiumare la prima lan-
zitola la seconda la mucbata: et quel di la casa andò a montelione et lo di
seguente aspeeto sua L S.
é
Die V. In monte lione.
Surrexit bona bora et audio sua solita messa et uenne a montelione et
p^ la u^ uide una terra cbiamata biuona cbe era de messer Marino Bran-
ebazo: et quella sera messer marino li fece un conuito a sua I. S. et sua S.
andò a prouedere il castello et poi torno.
nSBRABO • M.^ ecce LxXXViiij.^ 200
Die yj. eiusdem. In Trobia.
Partio sua I. S. de montelioDe et uenne a Tropia et mangio de subito et
quella sera uenne nona da napoli che era nato uno figliolo a Ranerì de lagni
et focene gran festa et petijt lectulum bora quarta noctis.
Die vij. eiusdem, in Tropia.
Àudio missa in lo episcbopato et comedit et andò a lo castello et andò
a la marina et per la terra et tomo: et sempre de pò fece faccende et quella
nocte bebbe um poco de scarantia.
Die viij. In nicotera.
Partio da Tropia et uenne quella sera a nicotera et de subito mangio.
Die viiij. In Terranoua.
Partio da nicotera et uenne a terranoua et quam primum comedit et poi
andò a compieta a sancta chaterìna et quel di passo doi fiumare : la prima
quella de nicotera alias medima et 1 altra quella de terra nona.
Die X. februarij. In Terranoua.
Ando sua I. S. a messa a sancta chaterina de terranoua et tomo et fece
coUatione: et poi andò a caccia a stame et uide uno lardino de lo S. Conte et
poi andò a uedere una casa del dicto S. Conte et poi tomo a casa et quella
sera se mise doi sanguesuche a le mano.
Die xj. eiusdem. In Terranoua.
Sua I. S. audio sua solita messa et quel giomo non partio de casa per-
che piglio certe pindole.
201 M.® ecce LxXXYiiij.® fEBRABO
Die xij. eiusdem in Semenara.
' Partio bona bora sua L S. da Terranoua et andò a semenara et per la
uia andò ad opido et prooide al necessario de lo castello et uenne a seme-
nara : et quel di passo tre fiumare 1 una quella de terranoua 1 altra la fiu-
mara da patraclìi et 1 altra de menara.
Die xiij, februarij. In la fiumara de muro.
Partio da semenara sua L S. uisa prius missa a san firancesco et uenno
sua S. a la fiumara de muro et come fo junto mangio.
Die xiiij. In Rigio.
Partio da la fiumara de muro et uenne a rigio con gran festa et quel di
anno a vespro a la nuptiata et poi tomo in casa: et quel di passo la fiumara
de muro et la fiumara de la abatia. ^
Die XV. eiusdem. In Regio.
Àudio sua solita missa sua L S; in casa et fece collatione et poi andò a
vedere messa cantata a lo episcopato et poi anno al castello et tomo in casa:
et vennero alquanti gentili homini seciliali in casa ad visitarlo et li fece gran
cariczi et poi cauarco a vespro a la nunctiata et poi tomo in casa.
Die xvj. eiusdem. In rigio.
Àudita missa caualcbo a vedere Io castello et prouide al necessario de
quello : et reuersus se pose in faccende et bora tarda mangio per vna uolta.
Die xvij. In Rigio.
Audita missa caualco et anno a sant agata et la fece collatione et proue^
dìo al castello et tomo a rigio: et quel di uenne la galea da messina con quat^
36
FEBRABO M.^ ecce LzxZTÌÌÌj.<» 202
tro mascatori doue fu lo priore de messina : et andò a compieta a la nunctiata
et poi tomo in casa.
Die xviij. In Bigio.
Caualcho bona bora et andò sua I. S. a vedere messa cantata a la num-
ptiata et nidi caualli per la uia et mostroli a quelli Signori Siciliani et poi
uenne in casa: et poi andò a compieta a la numptiata et andò a lo castello et
tomo in casa: et quella sera fé caualieri tre gentili homini missinesi et petiit
lectulum bora quarta noctis.
Die xviiij. februarij. In la mendolia.
Partio da rigio sua I. S. et uenne quel di a la mendolia et per la uia fece
collatione: et quel di passo la fiumara de la mendolia et quella sera la casa a
la mocta de san Joanni.
Die XX. In lamendolia.
Se fermo sua S. quel di a la mandolia et fece pigliare lo Barone chia-
mato Antello de malda cbe erano xij. bore: et poi sua Signorìa surrexit e leo-
tulo et audi sua solita missa et per totum diem fuit in negotiis: et la casa quel
di a picto dactolo.
Die xxj. eiusdem. In la mandolia.
Bona bora surrexit et audita messa fece collatione et uide li caualli de
lo barone et tucto quel di fece (accende: et quel di la casa a pinto dactolo.
Die xxij. februarij a brancalione.
Partio da la mandolia et uenne a brancalione et per la uia uide certe
jomente del S. Re et quel di passo la fimnara de la mendoUa: et la casa a
1 amendolia.
203 M.^ ecce LxxXTiiij.^ JEBRABO^
Die xxìij. In la mocta Bubalina.
Partio da Brancalione et venne sua I. S. a la mocta Bubalina et per la
via uide sempre jomente del S. Re et quel di se passo lo Turbito : et la casa
quel di a brancalione.
Die xxiiij. In la mocta Bubalina,
Àudita sua solita messa et facta collatione andò a uedere le jomente del *
Re et li caualli et poi tomo: et quella sera jonse la casa la de sua I. S.
Die XXV. In la mocta Bubalina.
Caualcho sua S. a le jomente del S. Re et fece collatione la: et andò a ve-
dere certi stalluni del S. Re et poi tomo in casa.
Die xxvj. februarij. In la mocta Bubalina.
Caualco sua S. uisa prius missa a le jomente del S. Re et ne capo al-
quante: et poi tomo et mangio et petiit lectulum bora ij.^ noctis.
Die xxvij. In Irace.
Partio da la mocta et venne a Iraci et uidi per la uia certi caualli del S.
Re et junto mangio et poi andò al castello et torno in casa: et quel di se pas-
sarono doi fiumare la prima ardurì et la 2.^ sancto paulo.
Die xxviij. In Irace.
Se fermo quel di a iraci et uide messa a lo episcopato et tomo in casa
et andò a lo castello et vide vespro et tomo in casa.
Die primo martij. In la roccella. makzo
Partio da iraci facta collatione et uista messa uenne allogiare a la roc-
MASZO M.^ ecce LxxxYiiij.^ 204
cella: et quel di fece uno fortunale tempo et passo due fiumare 1 una chia-
mata nouici et 1 altra putrati.
Die ìj. martij. In stile.
Àudita sua solita missa partio da la roccella et uenne allogiare quella
sera a stile et mangio a xx. bore: et passo quel di dui fiumare 1 una alaro et
■
1 altra la fiumara de stilo.
Die iij. eiusdem. In stile.
Stecte fermo sua S.a stile che era cameuale : et quella sera fece uno bello
conuito a li soi cortisani.
Die iiij. In suuerata.
Partio da stile et uenne sua I. S. a suuerata et per la uia fece caccia de
doi porci domestichi: et quel di passo la fiumara de suerata.
Die V. In squillace.
Àudita missa partio et uenne a squillace et mangio de subito et andò a
conpieta et prQuìdeo al necessario del castello et poi torno in casa: et quel di
passo sua I. S. la fiumara de souerata.
Die vj. Martii. In squillace.
Stecte fermo a squillace et tucto quel di fece faccende et poi la sera andò
^ a compieta et poi torno.
Die vij. In squillace,
Caualcho bona bora et audi messa a sancto francesco et audi la predica
da lo elemosinerò et poi tomo in casa et fece faccende tucto lo di.
Et die sequenti andò pure a la dieta ecclesia et audio la predica del vir
205 ^'^ ecce Lxxxviiij.® MABZO
cario generale de la prouiocia et da quello fu assai satisfacta sua I. S. et tucto
quello popolo tanto predico elegantemente et cum gran sobrietà. Reuersus do*
mum quam primum comedit bora xvij. per vna uolta: bore viij. quella sera
andò a dormire: semper fuit in negocijs.
Die viiij. Marti j.
Surrexit bona bora et audita missa caualco et quella sera andò ad allog-
giare a Catanzaro et fu raccolto da quello popolo bonoriflce et bora xx. pran*
dium sumpsit. Et die sequenti fermo in Catanzaro caualco ad missam a la
obseruantia et domum reuersus comedit et in sero petijt eamdem ecclesiam:
et ibi auditis vesperis et completorio in redeundo multa expediuit negocia: bo-
ra V. lectulum petijt: et passo sua L S. quando uenne a Catanzaro la fiumara
de squiilace et coracbi.
Die xj, Martij. In bel castro-
Surrexit e lectulo et quam primum fece coUatione et venne allogiare
quella sera a ì)e\ castro et passo tre fiumare: la prima alli la 2.^ la
fiumara d£ simili et la 3.^ croccbi.
Die xij. In le castelle-
Partio da bel castro et uenne Sua I. S. a le castella et quam primum co-
medit: et poi andò per mare intomo a la terra et poi andò per terra a prone*
dere a lo castello et passo lo fiume de tagina : et la casa quel di andò a Co-
trona.
Die xiij. In Gotrona.
Àudita sua solita missa partio et uenne a cotrona et per la uia uide certo
porto et quam primum comedit.
\
VAI^ZO M.^ ecce Lxxxviìij.® 206
1
Die xiiij. In Cotrona.
Audio sua solita messa et mangio per vna uolta a xvij bore et andò a
prouedere la terra et lo castello et Illa die expediuit multa negotia.
Die XV. In cotrona.
Se fermo a cotrona. Àudita sua solita missa andò per la terra et mangio
per yna uolta et andò prouedendo el castello : et petiit lectulum bora quinta
noctis.
Die xvj. In cotrona.
Surrexit bona bora et audi sua solita messa : mangio per una volta et
tucto quel di fece faccende.
Die xvij. Marti j. In lo ciro.
Surrexit bona bora et partio da cotrona et uenne allogiare quel di a lo
Ciro: et quel di leuo lo castello al castellano et dece li doi milia ducati per lo
castello cbe tenea pigno et fece castellano Gurello carazolo: et iunto mangio:
et passo neto et lu puda.
Die xviij. In cariate.
Partio da lo cu*o et uenne a cariata et mangio per una volta et andò a
vespro a 1 osseruantia et poi tomo in casa: et quel di uenne uno cauallaro da
napoli: et passo quel di buluri et la scbomonicata.
Die xviiij. In Rossano.
Partio da cariata et uenne a Rossano et come fo junto mangio et poi
andò a uespro a 1 osseruantia et tomo in casa: et quel di passo trionti et
sagniti.
207 M.® ecce Lxxxviiij.o MABZO
Die XX. Martij. In corigliano.
Partìo da rossano et aenne alloggiare a corigliano et mangio per una uolta
et andò a uedere uno giardino de la terra et poi tomo : et quel di passo lucine.
Die xxj. In corigliano.
Piglio quel di Sua L S. la medicina et mangio a xxi. hore et andò a dor-
mire a basso a lo giardino et petiit lectulum bora 3. noctis.
Die xxij. In corigliano.
Surrexit bona bora et audi sua solita missa: fece collatione et poi ca-
uarco a la marina a uedere tirare la sciabica et poi torno a vedere le mure de -
la terra : et poi tomo et mangio et andò a dormire a quattro hore de nocte.
Die xxiij. in castrouilla.
Partio da corigliano et uenne a castrouilla et fece collatione a la caua-
larìtia del S. Re et come lonze andò a vedere lo castello: et passo dui fiumi
grati et cuscile per la scafa.
Die xxiiij. Martij. In castrouilla.
Se fermo in castrouilla et quel dì se insagno et digiono la nuntiata: et
andò a vespro et poi andò a lo castello et andò a piacere fere a vna ecclesia
chiamata san marco: et poi tomo et spaccio molte faccende.
Die XXV. Martij. In castrouilla.
Surrexit bona bora et audi messa in casa et fece collatione et poi andò
a messa cantata a san firancesco Conmentuale et tomo in casa: et andò a ue-
spro a san francesco et se fece quel di certe ontione per la tossa et multa
negotia expediuit.
XABZO M.° ecce LxxxYÌiij.^ 208
Die xxYJ. In cassana.
Surrexit bona bora et aenne allogiare a cassano et motose et andò, a ue-
dere la cauaUaritia et lo jardìno de la Corte et torno et mangio.
Die xxvij. In cassano,
Facta collatione et audita sua solita ndssa andò a la cauallaria: ettucto
quel di uide taualli et expediuit negocia et tomo in castello.
Die xxviij. Martij. in cassano.
Àudita sua solita missa sua L S. se pose in faccende et poi andò a la
eauallaritia et uide caualli: et andò a lo giardino et tomo in casa et mangio.
Die xxviiij. In cassano.
Tucto quel di fece faccende et mai se partio de casa et mangio a bore
xifj. per una uolta.
Die XXX. In casalnouo.
Partio da cassano et uenne alloggiare a casalnouo et per la uia uide
certe jomente del S. Re : et post paulo eauarco a uedere certi jardini de la
terra: et quel di passo tre fiumare la prima racanella la 2^ caldana et la 3^
satanasso.
«
Die ultimo martii. In la rocca Imperiale.
Partio sua I. S. da casalnouo et uenne a fare collatione a vna fiumara
chiamata saracina et uenne allogiare a lo giardino de la Rocca imperiale et
poi caualcho a uedere la terra: et quel di trasio in baselicata et passo certe
fiumare: la prima saracina la 2* lamedone la 3* la fiumara de 1 amendolara
et la 4^ lo fiume de riogolo: et petiit lectulum bora 2* noctis«
209 ^'^ ^^^^ LxXXViiij.® APRILE
Die prima aprilis. In pelichuoro,
Partio sua I. S. da la rocca imperiale et uenne per mare fino a pelìchuo-
ro et la casa uenne per terra et passo sinno: et come lonze mangio et poi
andò a vedere le mandre et poi tomo: et quel di la fila fermo a jardino de la
rocca imperiale che ce e vna caualarizia.
Die ij. aprilis in Torre.de mare.
Àudita missa et facta coUatione uide caualli et uenne allogiare a torre
a mare doue per la uia trono don federico et fecerose molte carize : et iunto
forono lo S. Don federico li fece uno bello conuito et mangiarono tucti in-
sieme et poi andarono a piacere fino a la marina et poi tornarono che era
nocte: et passo due fiumare Agri et la Salandrella et la fila andò quel di a
Turzo.
Die iij, aprilis. In tarante.
Àudita missa partio da torre a mare et uenne a tarante et per la uia sua
L S. vna con lo S. Don federico fecerono collatione et de subito mangiarono:
et andò a conpieta et a vedere le mure: et passo tre fiumi lo primo basiento
lo 2® brandano et lo 3** la tara.
Die iiij. aprilis in taranto.
■
Caualcho et andò a lo epischopato a la predica et a la messa et andò a
le mure et poi mangio per una uolta et dormio alquanto : et poi andò a la cac-
cia de li tunni per mare et uenne a lo castello per mare et prouedio lo ca-
stello et uenne in casa.
Die V. in pelichuoro.
Caualcho et uenne a santa maria de la iustitia et uide messa la et fece
«7
APRILE M.^ ecce LxXXYÌiij.^ 210
collatìone : et ueone per mare Ano a la torre a mare et poi uemie a pelichuoro
et come jonze uide caualli et mangio con I. S. Don federico.
Die vj. aprilis in Turzo.
Àudita sua solita missa partio et andò a le mandre et uide jomente et
spartio certe jomente: et poi lo S. Don federico se partio et andò a torre a
mare et lo L S. Duca uenne a Turzo et allogio a la caualaritia et de subito
mangio.
Die vij. Aprilis in Turzo.
Stette fermo a Turzo et tucto quel di fece faccende et poi la sera uide
caualli.
Die viij. In sonisi.
Partio bona bora de Turzo et uenne alloggiare a sonisi.
Die viiij. aprilis in sancto martino.
Caualco et uenne allogiare a sancto martino et comedit bora xviij. et an-
dò a conpieta a sancto francesco et passo quel di lo fiume de sancto cbirico.
Die X. aprilis in la saponara.
Partio Sua I. S. de sanmartino et uenne alloggiare a la saponara: et
passo agri per ponte et sciaura senza ponte.
Die xj. aprilis in la padula.
Àudita missa et facta coliatione partio et uenne a la padula et allogio a
lo monasterio cbiamato san lorenzo : et uennelo a scontrare lo conte de ca*
paccia: et come lonze mangio et andò a vespro a sancto francesco et poi tor-
no ad incbiuderse tucti quelli sancti jorni et se confesso et comonico dinota-
211 M.® ecce Lxxxviiij.** APRILE
mente et erace lo suo confessore et lo suo elemosinerò: et tucti quelli iomi
fece diuotamente et lo martedì che fu li quattordici del mese piglio la medi-
cina perche era stato alquanto turbato da certo catarro: et molto se gouer-
naua bene et non preteriua la ordinatione del magnifico Messer Carlo de leo
suo medico: et lo venardi sancto la sera uenne a sancto francesco al ofiitio
doue dimoro deuotamente : et iUis perfectis ritomo a sancto Lorenzo et deli-
bero partire la mactina sequente.
Die xviij. aprilis in 1 aulecta.
Partio da la padula poi hebbe uisto lo offitio che era sabhato santo et
andò a diano a vedere lo castello et san francesco : et uenne allogiare a la au-
lecta et per uia li uenne incontra lo S. Conte de Burgenza et lo S. Conte de
Gonza.
Die xviiij. aprilis. In 1 aulecta.
Se fermo quel di che era pasqua et andò a messa ^ santo francesco et
tomo et mangio per una uolta et uide caualli : et poi andò a uespro et a com-
pieta a san francesco et tomo et lo S. Conte li facea assai careze et assay honore.
Die XX. Aprilis in suoli.
^Partio da 1 aulecta et uenne ad euoli et se riposo per la uia a certa fon-
tana et passo dui fiumi : lo primo fiume nigro et lo 2^ sele et poi tucti se
coniungeno in vno.
Die xxi. aprilis. In salemo.
Partio sua I. S. et uenne a vno jardino fore de salemo doi miglia et li
lo conuito vno gentile homo chiamato troyano sciabica et poi uenne a salemo
et andò a sancto nicolo a vespro et a compieta: et quel di passo certi fiumi
Gosciano et Spogliamonaco et castagnara et 1 altro irgne.
APRILE M.® CCCC,LXXXVÌÌÌJ.® 212
Die xxij, Aprilis. In Napoli.
Àudio sua messa a àancto dominico et ueime a fare collatione sua I. S.
con molti Signori 1 erano uenuti in centra a le camerelie : et caualco et uenne
a napoli et fu scontrato da inbasciatorì Conti et baroni et molti Signori et gin-
tili homini et da episcopi et prelati : et come ionze se muto et andò in castello
nono a basare la mano al S. Re et a la S. Reyna et audirono uespro soUenne
che era la uigilia de san Jorgio : et tomo in capuana et se fece lo bagno et
mangio de subito et quella sera se andò a riposare a tre bore de nocte: pure
come era suo solito custume spaccio alcbune facciende et assecto molte cose
come quello che mai riposaua in lo animo suo vigilantissimo in tucte le cose.
Die xxiij. aprilis.
Caualco sua I. S. in castello nono che era el di de san Jorgio et audio
missa cantata et la predica: et mangio a xx bore et expediuit multa negotia
cum Regia maiestate et uenne in capuana che era nocte.
Die xxiiij. aprilis
Caualco sua I. S. al pogio reale audita sua solita missa et poi tomo et
andò al castello nono et iUic comedit: et poi fu sempre in faccende col S. Re
et uenne che era nocte in castello capuano.
Die XXV. aprilis.
Vista sua solita messa et facta collatione andò al molo et poi andò sua S.
in Castel nono et andò con S. Re et la S. Reyna a uedere messa cantata et
la predica: et ea die dono sua I. S. audientia a lo inbasciatore del Turco et
torno et comedit eo sero bora quarta noctis.
213 M.^ ecce Lzxxviiij.^ apbilb
Die xxvj. aprilis.
Bona bora caualco a monte oliueto et uide messa la et la decte audientia
a li inbasciatorì de Italia: et mangio a la citadella a xviij. bore et andò al S.
Re et accompagnolo fino a la matalena cbe uolea andare a noia et poi tomo
in capuana: et fece molte faccende con li inbasciatorì de milano et de florenza
usque ad noctem: et eo die se fece in episcopio cristiano vno Jadeo.
Die xxvij. aprilis.
À dodici bore sua I. S. piglio la medicina et mangio per vna uolta et quel
di may se partio de casa: semper erat in negotiis et nunquam ocio marcebat.
Et ad bore xxij. andò fino a lo jardino grande exercitij causa et reuersus do-
mum se piglio alquanto piacere con fra Joannj cbe passaua alcbuni donayri
da ridere: et quam primum quieuit.
Die xxviij. aprilis.
Sua I. S. surrexit bona bora et caualco in castello nono et li audio mìssa
et decte audientia a lo imbasciatore del turco lo quale lo presento de certe
cose turcbeze: et bis expeditis ritomo et venne a mangiare per vna uolta a lo
jardino grande: et sumpto prandio monstre lo Celiare et quelle fabricbe a
messer Julio et caualco a sue massarie et decte ordine a molte cose spac-
ciando de continuo per la via molte facciende: et reuersus se pose in nego-
cijs cum li scrìuani soi et lectulum petijt bora v. noctis.
Die xxviiij. aprilis.
9
Hora xij. egressus lectulum missam suam solitam audiuit et quam prì-
mi^n caualco a dare audientia in castello nono : et comedit ibi et fuit cum Re-
gina et feceno vno moro xpistiano et per totum diem fuit cum Reginali mar
iestate in negociis et reuersus fuit in negociis cum legatis ytalie: et data li-
AFBILE M.® ecce Lxxxviiij.® 214
centia a quelli fu in fecciende cum soj scrìuani usque ad horam iij. noctis et
lectulum petijt bora v. noctis.
Die vltìmo apriiis.
Orto iam sole surrexit et audita missa caualco ad Poggio Reale et spac-
cio molte facciende et li mangio per vna uolta. Et reuersus contulit se in ca-
stellum capuanum et ibi multa expediuit ut moris sui erat. Et audio vespro in
castello nono con lo S. Re cbe quella sera ueniua da Nola.
HAGoio Die primo Madij.
Surrexit bora xij. et caualco a sancto Joannj carbonara et audita ibi
missa caualco in castello: et sumpto prandio fuit cum regia maiestate et in
negociis per totum diem. Et reuersus domum et expeditis quibusdam nego-
ciis fece alquanto coUatione bora iam iij. noctis et bora v. lectulum petijt.
Die ij. Maij,
Jam orto sole surrexit et audita sua solita missa tenne audientia a la ca-
mera de paramento in castello capuano. Doue concorse tucto lo mondo et a
tucti satisfece sua I. S. ita et taliter cbe finita audientia se partirò contenti.
Fece coUatione de certe fragole et cerase et subito caualco in castello et fuit
cum Regia maiestate per totum diem in negociis: et li mangio per vna uolta.
Lectulum petijt bora iiij. noctis.
Die iij. Madij.
Caualco quam primum et andò a sancto lorenzo ad audire vna missa
nouella: postea in castellum ad regem. Li fece coUatione et expediuit multa
et come lo S. Re partio per capua sua I. S. se ne uenne a cenare a lo jardino
grande et li spaccio alcbune facciende cum lo suo scrinano maiore: et reuer-
sus domum dedit operam multis et bora iiij. noctis ingressus fuit lectulum.
215 M.** ecce Lxxxviiij.® magoio
Die iiij. Madij.
Hora xj. surreiit et audita missa caualco in castello a dare audientia et
ea expedita fuit cum regina et fece collatione la: et quella mactina tucti offi-
ciali et altri de sua casa partirò per mazone et sua I. S. partio pure per ma-
zone ad bore xviiij. et per. la via de aduersa scontro messer Julio et se pose
socto vno arbore et fece facciende per meza hora et statim caualco : trono
lo S. Re al ponte nichino che cacciaua li a porci : li baso la mano et vide vo-
lare vno sparoere : et partio et andò a la cauallaritia sua et juucto mangio et
vide certi polletri et caualli fino a nocte et cum le intorze. Et hora iij. lectu-
lum ingressus est.
Die V. madij.
Àudita sua solita missa fece collatione et per totum iUum diem vide soi
caualli et ad hore xxij. ceno et hora iij. noctis quieuit.
Die vj. madij.
Vidit summo mane equos et audita missa Caualco et andò ad arnone a
trouare lo S. Re et trouo che lo S. Re dormiua : expaccio facciende con lo S.
Conte de marigliano et fece collatione et postea fuit cum rege a la cauallaritia
de sua maestà semper expacciando facciende : et preso licentia da quella se
ne tomo a lo mazone et hora solita dormiuit sumpto pnus prandio et visis
equis : et quello jorno passo Io vultumo con la scapha.
Die vij. madij.
Bona hora audio missa et uide caualli et caualco ad hore xvj. per na-
poli: che quella nocte hebbe certi cauallari dal S. Re: et juncto in napoli co-
medit per vna uolta che Jeiuno la vigilia de Sancto michele archangelo : et
sumpto prandio et expeditis quibusdam negocijs cum messer Julio caualco
1IA0QIO M.° ecce LxxXYiiij.* 2^
a sancta maria de monte oliueto et li audio vespro et andò in castello ad uh
sitare la S. Regina: et postea se pose in facciende a le camere del S. Re cum
molti doctorì et fece venire messer anello arcamene et fece faccimde cum
ipso aliquantulum et poi fu reducto in locum suum : che sta retenuto ut supra
dictum est. Et iterum visito la S. Regina et bora ij. noctis fece facciende et
hora iiij. lectulum ingressus est.
Die viij. Madij.
Surrexit bona hora et expeditis quibusdam negocys caualco et andò ad
audire la messa cantata con lo arminio a sancta maria de monte oliueto prop-
ter festum sancti Michaelis: et la fece collatione et post paulo caualco in ca-
stello a la S. Regina et fece facciende con lo imbasciatore de milano et de
fiorentini et iterum fuit cum Regina. Et venne ad cenare a lo jardino grande
et sobrie comedit et sumpta cena caualco a piacere per la via del poggio
reale cum Baccio fiorentino homo del magnifico lorenzo. Et reuersus hora
solita quieuit.
Die viiij, maij.
Postquam surrexerat missam audiuit et andò ad dare audientia in ca-
stello et hora xv. andò al poggio reale a mangiare per vna uolta: et la spac-
cio molte facciende de casa sua et delibero lo di sequente andare a trousse
lo S. Re che stana ad Amone. Et ritomo in casteilo de capoana hora xxiiq.
et posese in facciende usque ad iij. horam noctis et quam primum andò ad
riposarse: et ordino ogni cosa et volea essere a cauallo ad bore viij. et ca-
ualcare per lo fresche.
Die x.^ Maij.
Volse sua I. S. quella mactina partire erompente luce: postea mutauit
mentem suam et surrexit hora xj. et audita mìssa et facta colla.tione caualco
217 ^-^ ^^^^ Lzzxviiij.^ MAGGIO
in castello nono done expaccio alchnne facciende et fuit cum Regina et par-
tio per lo maxone ad bore xyìììj. et come fa arrìuato quam primum comedit:
et vide quella sera alchuni canalli et bora iij. andò a riposare.
Die xj. maij.
Àudita missa et facta coUatìone caualco ad Àrnone ad Regiam maiesta-
tem et cum quella fece facciende et andaro ad uedere caualli et ibi mansit
fino ad bore xxiij. et ritornato a lo mazone mangio de continente et bora iij.
lectulum ingressus est.
Die xij. eiusdem.
Sua solita missa audita vide certi caualli con lo imbasciatore del S. Re
de castiglia et altri Signori et fece fare a quelli coUatione ita familiariter in
modo cbe baria bastato per conuito : et poi caualco al S. Re ad amone et
* fece facciende et ritomo ad bore xxij. et mangio et bora iij. andò a dor-
mire.
Die xiij. maij.
Bona bora surrexit et audita missa caualco et andò a trouare lo S. Re
ad amone et trono cbe sua maestà andina messa: et post paulo andoro a cac-
cia et li stecte ISno ad bore xxij. et fece coUatione de fragole: et quam pri-
mum babita licentia se ritomo a lo mazone et bora xxiiij. comedit et lectu-
lum petijt bora iij. noctis.
Die xiiij. eiusdem.
Àudita missa se pose sua I. S. a vedere caualli et interim venne lo Fon-
tano Secretarìo del S. Re et Messer Julio et cosi se pose in faccende per due
grosse bore et mangio bora xvij. per vna uolta: et sumpto prandio post paulo
dormio per vna bora et postquam surrexerat vide caualli fino a ventidue bo-
a8
MAflGlo M.*" ceco Lxxxyiiij.^ 2x8
re: et caualco et andò a scontrare lo S. Re che andana ad adnersa: et declìr
nante die reuersus bora ij. noctis lectulum ingressus est.
Die XV. eiusdem.
Ante lucem surrexit et audita missa partio per napoli et andò ad ad-
versa et li fece collatione et andò a trouare lo S. Re che anchora donnina et
cum 60 fuit in negociis per duas horas: et accompagno lo S. Re aliquantolnm
che andana quella sera ad Nola et postea habita licentia se ne uenne in na-^
poli bora xviij. et aliquantulum dormitauit. Et ceno a lo jardino grande a la
fontana et sumpta cena reuersus aliquantulum fuit in negociis et bora iij.
quieuit.
Diexvj.Maij.
Satis bona bora surrexit et decte audientia in castello et audio la missa
a monte oliueto et li fece collatione: et caualco a li bagninoli a uedere la S.
Regina et stecte cum sua maestà fino ad bore xxij et reuersus in castellum
capuanum intro a lo bagno et postea cenam sumpsit: et quella sera petijt
lectulum bora iij. La mactina bona bora andò a visitare lo S. Messer Andrea
de gennaro che stana a lo lecto che se bauea rocta la gamba et lo conforto
assai cum sue bone et dolci parole ut moris sui erat. Et die sequenti audita
missa andò in castello nono et li mangio et semper fuit in negocijs cum re-
gia maiestate.
Die xviij. maij.
Hora xj. surrexit et andò a missa a sancto pietro ad Ara et ui lo jardino
suo grande spaccio molte facciende et fece collatione de fragole: et quampri-
mum equitauit al Poggio reale et li mangio et sumpto prandio se pose in
facciende con messer Julio et lo pontano: et quam primum illis expeditis dor-
miuit aUquantulum et exprectus caualco et uide tucta la massaria et postea
219 ^'^ ecce LxXXViiij.^ MAGGIO
Yenit in castellum nouum et foit cam rege et omnibus legatis ytalie et do-
mum reversus est bora ij noctis et cenauit bora iiij et y. lectulum ingres-
SOS est.
[Die xviiij. Maij.
Summo mane fuit in negocijs et audita missa caualco in castello nouo
et li mangio per vna volta et semper fuit apud regiam maiestatem in nego-
cijs expediendis. Et reuersus est domum bora tarda et a negocijs non desti-
tit: et lectulum ingfessus est bora iiij. Et delibero la mactina seguente par* .
tire per Gayeta et con la galera partirò soi galuppi et molti de casa sua bora
tarda.
Die XX. Maij.
Bona bora fuit in negocijs et audita missa caualco per andare a Gayeta.
Et fece la via de la grocta et andò per lo gaudo et se fermo a la cisterna del
beluedere et li fece collatione: et ea facta caualco et passo la torre de patria
per lo ponte et juncto a castello in mare monto m Galera et quella sera andò
a Gayeta et junsé ad ore xxiij. yel circa: et riposato àliquantulum ceno et
sumpta cena lectulum petijt bora Hj. noctis et alloggio in castello. Et quillo
giorno se parti bisballe per Milano.
Die xxj. Maij in Gayeta.
Surreiit bona bora ut moris sui erat et audita missa designo certa fa-
brica a lo castello et caualco et andò a lo Scancbanello stanza de sua I. S.doue
e vna bella acqua: et li stecte per quactro bore et fece facciende et caualco a
vedere vno jardino: et reversus mangio per vna uolta al dicto Scancbanello
et sumpto prandio àliquantulum quieuit: et quam primum fuit in negociis et
illis expeditis andò al vespro a sancto Sancisco et caualco intomo a la terra:
et reuersus in castellum bora iiij. noctis lectulum petijt.
KAGGIO M.^ ecce Lzxxviiij.^ ' 220
Die xxij. Maij.
Postquam surrexerat andò ad missa a sancto angelo ordine de sancto
benedicto de sansoverino et andò a io Scanclianeiio a fare coiiatione et ibi
dormiuit per horam: et caualco al vespro a sancto angelo et auditis vesperis
andò a lo jardino de cola de auanzo doue mangio conuitato da quello et cum
sua I. S. mangio lo Priore de barlecta lo Ck)nte de trayecto et lo Marchese de
martina et francino pastore cum Sancisco galeocto cum alchuni altri: et sum-
pta cena caualco et venne a mola et aquam habuit in itinere et alloggio in
casa de Jacobo gactula et bora ij. quieuit. Eo die hebbe nona che lo I. Don
petro era stato indisposto de la doglia vechia sua de la gamma lo di innanzi.
Die xxiij. Maij in mola.
Audita sua solita missa andò a vedere vno jardino de Jacobo maccia
alias macciano pedes et fece prouedere de altra stanza per sua I. S. per quella
nocte perche quella doue era stato era freddosa. Et per quello jomo andò
vedendo tucti li jardini de mola et bora xviij. comedit et quieuit per horam:
et post paulo caualco al castellone et uidit quedam antiqua et \ide la Abba-
dia de sancto heremo et lectulum petiit bora iiìj. noctis.
Die xxiiij. Maij.
Missa audita et coiiatione facta caualco et venne quella sera ad allog-
giare a la Rocha de monteragone: et primo hauea facto passare innanzi tucta
la gente de casa et carriaggi perche come hauea mangiato volea andare ad
amene. Come fu a la Rocha delibero non partire et cosi resto quella sera li
et dormiuit bona bora.
Die XXV. Maij.
Orto dihiculo el audita missa caualco et venne a fare coiiatione al Ma-
22i . M.^ ecce Lzxxviiìj.^ . MAOCDO
zone et vide caualll et voluit aliquantulum quiescere sed quidam gallus fuit
illi contrarius: et quam primum caualco et venne in napoli et per la via hebbe
nona che 1 armata de la velona era abrusata: et juncto in napoli se muto et
caualco in castello nono ad regiam maiestatem et reuersus est domum bora
ij. et comedit bora iiij. et v. lectulum petijt.
Die xxvj. Maij.
Bona bora surreiit et spaccio molte facciende et audita missa ascese a
lo jardino grande et andò al poggio reale a vedere quella fabrica: et postea in
castellum ad regiam maiestatem et cum quella mangio quella sera al Para-
diso et bona bora lectulum petijt.
Die xxvij. Maij-
Decima bora e lectulo surgens posuit illieo se in negocijs eipediendis
vsque ad xvj. boram: et audita missa caualco in castello nono et li mangio et
data audientia caualco eoa lo S. Re a 1 ascensione a li vespij et accompagno
lo prefato S. Re et quam primum reuersus est domum. Et bora iij. lectulum
ingressus est.
Die xxviij. Maij.
Surrexit bona bora et audita missa caualco in castello nono prius audita
illa in monte oliuarum et in lo jardino expedio molte facciende: et in lo ca-
stello arriuo cbe ancbora lo S. Re donnina et mentre cbe la maestà del dicto
S. Re se vestio sua L S. fece collatìone: et caualco con lo S. Re et con la S.
Regina a 1 ascensione a la Missa cantata et ea perfecta audiro li vespri et eis
expletis mangioro con la prefata S. Regina cbe li conuito li ad vno jardino:
et quello jomo fece molte facciende: nunquam ocio marcebat. Et eo die lec-
tulum ingressus est bora ij.
KAGOIO M.^ ecce LzxXYiiij.* 222
Die xxviiij, Maij.
Àudita missa caualco in castello ad dare audientia et fa con Jo S. Re et
enm ilio iecit collationem: et lo prefato S. Re caualoo a le padole a la caccia
de vcelli et interim lo I. S. Duca dimoro con la S. Regina: et reuerso Rege ca-
ualco cum sua maestà et quella sera andoro ad adversa bora xiiij. et tanto
tardi perche quello jorno decteno audientia a tucti li imbasciatorì de ytalìa: et
quella sera alloggio a lo episcopato et quam prìmum comedit ^ bora iiij. dor-
niitum se contulit.
Die XXX. Maij.
t
Parti sua I. S. de adversa et andò a vedere li soi caualli al mazone et li
fece coUatione et andò ad scontrare quam prìmum lo S. Re che andana ad
amone a la fossa de lupo: et andò con sua maestà ad àmoneet li riposati vno
pezo caualcoro ad vedere caualli et videno caualli fino ad hore xxij: et ri-
tornato ad Amene che già era nocte quam prìmum mangio et conuito Mes*
ser Marino branchatio et antonecto cytaro et bora iij. lectulum ingressus est.
Die vltimo Maij.
Sua I. S. bona bora surrexit et audita missa fuit cum Rege et spaccio
molte facciende et caualco con sua maestà a le cauallarilìe pressò a capua: et
li lo S. Re vide caualli et li fece coUatione lo prefato L S.: et caualcando lo
S. Re verso ad amone a caccia sua S. habita licentia se venne a napoli et
quella resto a mangiare et dormire al poggio reale per prouedere a quelle
stanze: che bauea conuitato lo S. Re per lo Martedì venente che douea an-
dare a sancta Maria de la pace suo solito more.
GIUGNO Die primo Junij.
Surrexit bora viiìj. et audita missa quam primum collationem fecit et
223 M.*" cqcp La{X,3t.VÌÌÌj.? GIlEJaNO
I
con ipso mangio Baccio fiorentino Messer cario suo medico et alchuni altri:
et ea facta mai poso in fare pronedere al necessario del connito douea fare
al S. Re lo di seqaente: et quella sera ceno ad due bore de nocte et bora iiij.
dormitimi iuit
« •
Die ij. Junij.
Bona bora surrexit et audita missa andò prouedendo per tucte quelle
stanze et Tedendo a. cbe partito stanano li preparatorij facti per conuito : et
postea caualco in castello nono et intrando in castello quelli de la Zecba bue-
taro denari assai et quam prìmum lo S. Re partio ad pede et venne a le scale
et caualco fino ad episcopio et sua I. S. cum sua maestà: et da li se partirò ad
pede con la processione fino a sancta Caterina de formello et andoro postea
per la via de la massaria del prefato L S. a sancta maria de la pace vbi au-
dita missa venne lo prefato S. Re al poggiò reale: doue riposato aliquantulum
tuoto quello jorno se prese piacere de soni et canti et bora xxij. ceno sua
maestà cum multi Signori conuitati et con tanto ordine et de infinite. manere
de viuande et tam actillate et dilicatamente mangio sua maestà cbe tucto bomo
ne restaua admirato : et sumpto prandio sua maestà caualco dando licentia al
prefato I. S. Duca cbe restasse ad cenare cbe ancbora era dejuno: cbe bauea
seruito a. sua maestà molto attillatamente accarezando tucti li conuitati. Post
paulo bora xxiiij. sua I. S. se pose in tauola socto vna tenda grande a. lo
fresco et a lo largo del palazo cum molti jentilì bomini del S. Re cortesani
inuitati da sua I. S. et accarezati et bene tractati. Sumpta cena alcbuni se ne
ritomoro in napoli a dormire : alcbuni resterò loco et furono appareccbiati
loro lecti nobilissimi et sua L S. bora ij. lectulum ingressus est et dormio
quella )sera al poggio prefato.
Die iij. Junij.
Surrexit bora xj. et audita missa decte audientia a lo imbasciatore de fio-
6IUQK0 M.^ ecce Lzxxviiij.^ 224
rentini et spaccio molte facciende et se partio dal Poggio ad bore xx. et ca-
aalco et venne in castello nono et li mangio per vna uolta et fu con lo S. Re
et ritorno in castello capuano hora tarda: et bona bora quella sera se andò a
riposare. Et eo die bora xxij. entro lo unbasciatore del S. Re de Castiglia ac-
compagnato dal I. Don petro et lo I. Don Cesare et molti Signori assai bene
in ordine: et quella sera ad bora vna et mezo venne lo I. S. Don federico et
* scaualco in castello capuano et li expecto lo L S. Duca cbe ancbora non era
tornato et basciatoli la mano et presa licentia andò a sua babitatione.
Le nij. Junij.
SatU bona bora surrexit et audita missa caualco in castello con robba
lunga fino a li pedi: et quello jomo lo S. Re decte audientia ai prefato imba-
sciator de castiglia et lo prefato L S. fece collatione in castello et ad xxij. bore
uenne a cenare a lo suo jardino grande et conuito lo suo L Germano lo S.
Don federico Principe de altamura et lectulum petijt bora tertia noctis. Quella
sera fu liberato de carcere R. de Àluito qui per v. menses fuit vinctus.
Die V, Junij.
Bona bora missam audiuit et caualco in castello a dare audientia et ea
perfecta mangio li per vna uolta et expaccio molte facciende: et reuersus do-
mum lectulum ingressus est bora iij.
Die vj. Junij.
Caualco in castello nono bona bora et audio missa in monte oliueto et
quello jomo mangio ai poggio Reale: et eo die entro lo imbasciatore de vn-
garia: et lectulum ingressus est bora iiij.
Die vij- Junij.
Sua I. S. andò ad audire la messa cantata in castello nono con lo S. Re:
225 M.® ecce Lxxxviiij.® GIUGNO
doue stanano tucti li imbasciatorì de ytalia : et postea fecit coUationem pan-
lisper et qnella sera ceno con sua maestà al paradiso conuitato dal prefato
S. Re con lo I. S. Don federico et tre altri : et snmpta cena andoro per mare
solati] grafia et smontati vicino al paradiso caualcoro vno pezo per la incoro-
nata passo passo ragionando de molte cose. Presa licentia sua L S. caualco
et venne a dormire al poggio Reale perche lo di sequente douea fare lo con-
ulto a la S. Regina et a lo imbasciatore de castiglia et sue damicelle.
Die viij, Junij.
Bona bora surrexit et audita missa volse vedere tucti preparatori] facti
a lo conuito se douea fare a, la S. Regina quello jorno: et post paulo caualco
et andò ad conducere sua Regale maestà che veniua con la brigata sua cum
due carrecte innanzi bene adornate : et era accompagnata da la Infante sua
primogenita et dal !.. S. Don federico et da molti altri Signori. Intro in lo
dìcto poggio cum gran triumpho : li erano soni de trombe bifferì et altri soni.
Scaualcata interim quieuit et quam primum preparata fu la collatione et leg-
germente se ne passero per non guastare lo conuito: et tucto quello jorno
stecteno m piacere et maxime la prefata Infante la quale uolse intrare in
*
barcha et remare manibus propriis in certe aCque le quali artificiose lo I. S.
Duca le ha facto conducere in quello loco. Passero quello jorno in piacere
finche venne lo imbasciatore del S. Re de Castiglia che già erano bore xi.^
et quam primum fureno m tauola con tanto ordine che a me non basteria
lo animo a descriuerlo: pero lo tacerò. Le nature de le viuande fureno infi-
nite et ogni cosa a tempo et ad bora ita et taliter che lo prefato imbasciatore
et tucto homo ne resto spanctato. Duro fino a nocte : bisognerò interzo et
illieo fureno in ordine numero Lxxx.^ che ma^ fu visto la più ordinata cosa.
Finito lo convito caualcoro la S. Regina et lo imbasciatore con li altri: trouo-
rense con lo S. Re che era venuto ad scontrarli et cosi con vno bello ordine
et passim se condussero fino in castello nono cum gaudio et letitia. Lo I. S.
39
GIUGMO M.^ ecce LxxzTÌiij.® 226
Duca resto al poggio et quam primiHn fa posto in tauola et mangioro con
sua I. S. lo S. Don federico lo S. Don Petro et altri Signori et jentili homini
ut sui moris erat non mangiare maj solo : et sumpta cena molti se ne ritor-
»
noro in napoli et sua I. S. se resto a dormire in lo dicto Poggio perche lo di
sequente hauia conaitato lo S. Re.
Die viiij, Junij.
Audita sua solita missa ordino che se donasse licentia a li soi corte-
sani: solo li officiali de sua I. S. restassero per lo conuito se facea al S. Re
ad bore xxj. et sua I. S. andana prouedendo huc illud tanquam bonus nauta :
et eo die certe ocio non marcebat. Et venuto lo S. Re cum pochi soi corte-
sani furono preparate tucte cose necessarie et collocato in tauola presto ex-
pedito perche sua maestà mangiaua molto attillata et non con molta demo-
ra. Ando lo conuito con bono ordine et cum viuande infinite: et levate de ta-
uola de sua maestà erano date a li soi taliter et cum tale ordine che fino a
li mozi triumphoro quella sera: et eo die vennero none che lo S. Conte de
fundi hauea haute a fare con li Colonnesi. Et sumpta cena lo S. Re lo S. Du-
ca lo S. Don federico et lo Conte de marigliano furono a cauallo et sua mae-
stà de continuo veniua parlando et ragionando con lo prefato I. S. Duca passo
passo. Et habita Ucentia se ne ritomo al poggio a dormire: pero spaccio al-
chune facciende innanzi.
Die X. Junij.
Surrexit bora xj. et audita missa caualco et se ne venne in castello no-
no a trouare lo S. Re et spaccio molte facciende cum sua maestà fino ad xx.
bore con li imbasciatori : et statim caualco lo prefato S. Re per adversa et sua
I. S. lo accompagno fino a porta reale et vennese a mangiare per vna uolta
al suo jardino grande: et sumpto prandio andò a vedere le mure et tucte quelle
stanze none de lo jardino pizolo che ce era piero Corsmo ciptadino florentir
N
227 M.** ecce Lxxxviiij.* aiUGKO
no cum alchmù altri: et iam sole declinato se ne uenne in le sue camere et
spaccio molte facciende: et lectolum petiit bora iij. noctis.
Die xj, Junij.
#
Àudita missa caualco a la maddalena a la caualarìtia et spartio caualli a
la gente de anne et venne a mangiare a lo jardino grande ad bore xvij. et
smnpto prandio spaccia facciende con li soi Scrìuani de ratione. Et'caualco al
terzanale et vide certa artigliarìa et audio completa a sancta maria de la noua.
Et reuersus domum bora tarda spaccio pure facciende et lectulum ingressus
est bora iij.
Die xij. Junij.
Surrexit bora x« et spaccio alcbune facciende et audita missa decte au*
dientia a li imbasciatorL Et mangio per vna uolta a lo jardino grande et ibi
quieuit aliquantulum. Postea equitauit in castello nono et fu con la S. Regina
et a lo molo con lo S. Don federico et domum reuersus lectulum ingressus
est bora iij.
Die xiij. Junij.
Ando ad audirò la messa a monte oliuetò et postea tenne audientia in
castello nono et ritorno ad mangiare in diete monte oliueto et aliquantulum
dormiuit: et quam primum caualco in castello nono et fu con la S. Regina et
con lo imbasciatore del S. Re de castiglia: et quella sera ritomo lo S. Re da
amone et tanto tardi cbe sua I. S. non lo possecte eipectare. Et reuersus do-
mum expeditis quibusdam negocijs lectulum ingressus est bora iij.
Die xiiij. Junij.
Hora 1. surrexit et audita missa et collatione facta caualco m castello et
fu a la missa cantata con Io S. Re nam ilio die erat festum Beate trinitatis.
GITONO M.* ecce Lxxxviiij.* 228
Et fa quello jomo semper in facciende con io S. Re et cum legatis ytalie et
ritomo in castello capuano bora j. noctis et ceno : et sumpta cena fuit in gè-
rendis negocijs ut sui moris erat et andò a dormire bora iiij. noctis.
Die XV. Junij.
Satis bona bora surrexit et se pose in facciende con li imbasciatori et
con alcuni altrj et illis expeditis audìa sua solita missa. Et postea cauaicò in
castello nono al S. Re et spaccio facciende per tucto quello jomo : et ritornato
mangio a lo jardino grande ad bore xxiiij. et lectulum ingressus est bora iij.
Die xvj. Junij.
Postquam surrexerat multa expediuit et audita missa caualco et andò a
vedere le mura cum alcbuni jentili bomini per prouedere ad alcbune cose
necessarie et postea andò al poggio reale et ritornato per vna uolta mangio
al suo jardino grande ad bore xvij. Et quam primum caualco in castello et
fuit cum Rege et reuersus bora tarda lectulum ingressus bora iij.
Die xvij. Junij.
Audita missa andò a la sua cauallaritia del castello a pedo et vide ca-
ualli et ibi fecit coUationem a la porta uà entro lo jardino pizolo. Et quam
primum caualco a la maddalena et ibi stecte tanto cbe mangio lo S. Re et
poi ritomo pure a sua cauallaritia del castello et fece facciende con lo bnba-
sciatore de castiglia. Et post paulo ritorno pure a la maddalena et uide ca-
ualli cum lo S. Re et poi partendo uideno caualli per la via et cum eis multi
domini. Et arriuati in castello nono duxerunt reginam ad uesperas cbe era la
vigilia del Corpo de xpisto. Et iUìs finitis prese Ucentia da loro maiestate et
venne ad cenare bora prima noctis. Et sumpta cena lectulum ingressus est.
229 ^-^ ecce LzXZViiij.^ GIUGNO
Die xviij Junij.
Bona bora sunrexit et audita missa quam primum caualco in castello
nono et trono che lo S. Re volea venire a lo episcopato per accompagnare
corpus Domini et venne cum sua maiestate: et ibi audiro la missa cantata et
ea finita partio la processione cum suo ordine. Lo S. Re cum li imbasciatori
de venetia de milano de fiorentini et alijs legatis prese lo palio et lo porto fino
a lo Seggio et li lo prese lo I. S. Duca cum quelli de lo Seggio secundum mo-
rem eorum: et lo pre&ito S. Re monto a cauallo et andò ad expectare a san-
età chiara et lo prefato I. S. lo porto vicino a sancta chiara et trono lo S. Re
che era venuto ad scontrariò et lo riprese et lo porto fino in la ecclesia: et ibi
finita missa Io prefato S. Re a cauallo venne appresso lo corpus Domini fino
ad piscopio : lo S. Duca lo portao de contmuo et reposto in dieta ecclesia lo
S. Re in castello nono se andò ad riposare et lo S. Duca se ne andò al pog-
gio Reale: che hauea conuitato lo S. Don federico et alchuni altri: et juncto li
et lotis pedibus se riposo per due bore et ad bore xxj. se pose in tauola et
cum sua S. lo dicto S. Don federico Jacopozo Piero corsine et Baccio fioren-
tini: cum francesco Galeocto messer bemar(lo de la valle: et fu vno conuito
cum assai ordine et bello: et eo expleto caualco per la massaria con U pre-
feti et ritornato dormio quella sera li et expedio alchune facciende.
Die xviiij. Junij.
Postquam surreierat et missam audierat spaccio molte facciende et fece
coUatione bora xvij. et caualco et venne in castello nouo ad Regem et cum
sua maestà se pose in facciende per totum diem: et bora tarda reuersus ceno
ad bore due de nocte et lectulum ingressus est bora iiij noctis.
Die XX. Junij.
Àudita missa spaccio molte facciende et poi caualco et fu a lo lardino
GiuaKO M.® ecce Lxxxviiij.** - 230
grande et da li andò in castello nono ad trouare lo S. Re: trono sna maestà
a la porta a canalk) cum Regina che andauano per accompagnare vna Zita de
casa carrafifa a sancto andrea: et li audìta missa la accompa^noro fino a la
porta de lo mercato che andana a Nocera al figlio del S. francesco Zurlo. Et
sna I. S. venne con lo S. Re al suo jardino grande che li lo hauea conuitato
quello jomo et furono a la cauallarìtia et uideno caualli tucto quello di: et ad
uij. hore furono in tauola a la fontana et mangiorò lo S. Re lo S. Duca lo
S. Don federico et fu vno conuito molto familiare et molto ordinato: ad xxiiij*
bore fu fornito et caualco lo L S. Duca et accompagno lo S. Re fino in ca-
stello et reuersus hora iìj. lectulum ingressus est.
Die XX]. Junij.
Sua I. S. fece molte facciende a bona bora et audita missa caualco al
S. Re in castello nquo et trono che sua maestà uolea caualcare in castello
de 1 ouo che la facea lo conuito a la S. Regina et a li imbasciatori che se troua-
nano in napoli: a quello del S. Re de castiglia a quello del S. Re de vngaria et
a quello de Milano de venetia et de fiorenze. Et caualco sua L S. con le prefate-
Maiestate et arriuato in lo dicto castello audio la missa cantata con quelle: et
finita missa qnam prìmum furono in tauola et fu conuiuio dignissimo et copio*
sissimo de ogni cosa. Lo prefato I. S. demorato alquanto in conuiuio partia
con lo S. Don federico et andò a mangiare in vna longiecta et da prefata
maestà fu spesso visitato de viuande. Finito conuiuio tutto quello jomo stetteno
in festa cum danze et soni et ad ore^ixj inbarcboreuo et circundoreno intomo
napoli cum canti et soni tanto che jam declinabat dies et ritornerò a smon-
tare al molo grande : et arrìuati in castello nono et data licentia a li prefoti
imbasciatori lo prefato I. S. fuit aliquantulum cum regina et tandem habita
licentia regia se ne ritorno a sua habitatione accompagnato dal S. Don fede--
rìco: et quella sera se volea fare lo bagno et jam balnea preparata erant ha-
bito sano Consilio medicoram: che sempre li tenea appresso sua S. et eorum
231 M.* ceco Lxxxyiiij.^ aiTONO
judicio se regebat mimm in modum: li prolungo in diem sequentem et quella
sera aliquantolum facta collatìone cum sois curialìbus ut sui moris erat lec-
tulum ingressus est bora iiij prius yisis quibusdam scriptis de suis rebus gè-
stis aufugiendi ocij gratia.
Die xxij. Junij.
Sua 1. S. a bona bora fu excitato et ingressa balnea sua Dominatio fuit
post paulo: et illis expletis contulit ad Sacellum suum et ibi audita eius solita
missa quam primum fece coUatione et aliquantulum dormiuit: bora xv. equi-
tauit in castellum ad regiam maiestatem. Cum quella expedio molte facciende
et postea cauatco con la S. Regina et con li imbasciatori et andoro a sancta
chiara et preso la perdonanza in la dieta ecclesia entro con li prefati in lo mo-
nasterio et fece vedere a quelli ogni cosa: et preparata fuit coUatio satis co-
moda: et accompagno la prefata S. Regina et viso aliquantulum Rege domum
reversus fece alcbune facciende domestiche et quam primum cenauit bora
iam erat 2^ noctis: et bora iiij. lectulum ingressus est.
Die xxiij. Junij.
Surrexit e lectulo bona bora et delibero andare ad audire la missa a
sancta maria de monte oliueto: et essendo a pede de le scale vide tre caualtt
li quali li^bauea presentati lo S. Duca de milano : et illis visis caualco et au-
dita missa in monte oliuarum andò a dare audientia in castello nono et ex-
pedita quella mando per messer Pasqual et fece facciende per vna bona bo-
ra uel circiter: et fece venire lo imbasciatore del S. Re de vngaria et cum ilio
fuit in negociis per duas boras et contulit se ad Regem. Et bora xviiij. co-
medit per vna uolta percbe dejunaua la vigilia de sancto Joannj baptista : et
sumpto prandio ad regiam maiestatem reuersus est nam eo die comedit in
castello nono a la ciptadella: et se pose in facciende vsque ad primam et xx.
horam et venientibus legatis contulit se ad Reginam cum rege et cum ipsis
à
oiUGNO ^ M.*^ ceco LxxxYÌiij.* 232
andò a li yesprì a sancto Joanni in mare: et illis perfectis prese sua I. S. li-
centia dal S. Re et da la S. Regina che faceano la via prope mare et contu-
lit se in castellmn capuanum et in negocijs se implicuit et solita bora quieuit.
Die xxiiij. Junij.
Sua l. S. postquam surrexerat fece molte faccende et expedio lo imba-
sciatore fiorentino che se partio: et audita missa comedit et post paulo ca-
ualco et andò a trouare Io S. Re et la S. Regina che doueano venire a san-
eto Joannj a Carbonara a missa et a li vesperi: nam iUìc expectabantur et
eis expletis se ne andò in castello nono con loro maiestate et li stecte fino
ad bore xxj. Et partito andò a sancto Seuerìno al vespro: et reuersus est
domum et dimoro a lo jardino suo grande per horam faciendo sempre fac-
ciende. Et cenauit in la camera de la turre bora xxiiij: et bora solita quieuit.
Die XXV. Junij.
Hora satis condecenti surrexit et statim se pose in facciende per plures
boras: et audita missa caualco in castèllo nono et fuit cum Regia maiestate.
Interim se preparava la festa del Magnifico Raneri gualandi Pisano suo ma-
iordomo et de madamma Biancha Gallerana et eo sero debebant fieri nuptie.
Et postquam sumpserat prandium dieta regia maiestas se ne and(H*o a le
stanze de la S. Regina doue erano preparati soni et se comincio a fare la fe-
sta: et hora xxj. lo S. Re caualco per ad versa et lo L S. lo accompagno fino
a pede de le scale et habita licentia ritorno da la S. Regina et insieme con li
imbasciatori demoro cum. quella alquanto : et discessis legatis bora prima
noctis fu in tauola con la prefata S. Regina conuitato da quella a la dieta fe-
sta et a quella tauola ce fureno Raneri Biancha et alchuni altri et fu oonuiuio
assaj familiare et cum bono ordine: et eo perfecto sponsus cum sponsa col-
locatus fuit in lectulo. Et Dominus quieuit eo sero et dormio in castello no-
no et bora satis tarda.
^w^^^^^^^^^»^^^— I ^^i^^mmmm^mmmmmimm^mmmmmm^i^mm^m^mm^m^^' »im i ^
233 M.® ecce Lxxxviiij.® GIUGNO
Die xxvi. Junij-
Surrexit bora xij. eo die perche quella nocte passata per la festa andò
a riposarse sua I. S. molto tarde et caualco a sancto Martino de la certosa et
li audio missa et mangio et fece mangiare cum sua I. S. li imbasciatori et as-
sai li accarezo suo solito more: et sumpto prandio riposo alquanto et li audio
li vespri et illis perfectis ritomo in castello nono ad bore xxj. et stette pauli-
sper cum regina: et m suo discessu accompagno Madamma Biancha Gallerana
cum lo suo sposo Raneri Gualandi fino a sua casa: tanta fuit vsus bumanitate
quod multi admirabantur: et reuersus est in castellum capuanum bora xxiiij.
iam preterita et posuil se in negocijs con lo I. S. Don federico per duas cir-
citer boras et bora iiij. noctis lectulum ingressus est. Et eo die fu assaltato
da certa febre messer Antonio Galatheo de lecci medico doctissimo et subti-
lìssimo : illieo sua I. S. ordino li fusse parata la camera in casa de sua S. et *
gouemato come sua persona in omnibus et per omnia.
Eo die furono impesi duj: gener etsocer et abrasati: cbe baueano facto
moneta falsa.
Die xxvij. Junij.
Erumpente luce egressus est lectulum et expeditis quibusdam negociis
caualco et andò a vedere sua missa in monte oliueto et li fece collatione : et
illifio facta collatione andò in castello a dare audientia et postea dormitauit:
eo exporrecto intro lo S. R. cbe veniua da fora et quam primum eontulit ad
regiam maiestatem etmansit cum illa donec sumeret prandium et vidit aliquan-
tulum reginam. His perfectis fece facciende cum I. Don federicbo et messer
Julio et quibusdam aliis et post paulo andò vna cum Domino Rege a vedere
insayare alcbuni Curiali et ibi interfuere etiam legati. Et ritornato in castello
capuano bora tarda cenauit bora prima noctis et bora iij. lectulum ingres-
sus est.
30
GIUGNO M.** ecce LxxxTiiij.^ 234
Die xxviij. Junij.
Hora xìj. surrexit et fece alchune faccieDde Decessane et audita missa
contulit se ad stabulum suum : vidde caualli et caualco in castello nouo et f aìt
CUOI regia maiestate et fece collatione a sua guardarobba de certi fichi. Et
reuersus est quam primum ad negocia cum rege fino ad bore xviiij. et visi-
tanmt reginam et la condussero a lo fosso a le Giostre: che quello jomo jo-
strerò certi Curiali soi assai comodamente. Et ritornato hora xxiiij. ceno a lo
suo j ardine grande et sumpta cena vide tucti soi jardini et certe stanze none
et monto per lo ponte in le sue camere et dormitum iuit hora iij.
Die xxviiij. eiusdem. In Marcianese.
Hora xj. e lectulo egressus ad qùedam negocia se contuUt et audita sua
missa contulit se ad stabulum: vide caualli et caualco in castello nouo et la
missa audio quella mactina in sancto pietre ad Ara che era li la festa. Et mo-
ratus fuit cum regia maiestate in negocijs usque ad horam xxij.*"Et caualco
et andò ad alloggiare ad Marzanese doue tenea soi Caualli et arriuo li hora
tarda et ceno hora ij. noctis. Et trouosse cum sua I. S. Don federico et li ceno
et dormio. Ad lectulum contulit se hora iiij noctis.
Die ultimo Junij. In lo poggio reale.
Vide sua I. S. audita prius missa ut sui moris erat tucto quello jomo ca-
ualli et fece alquanto collatione: et hora tarda parilo da Marzanese doue era
alloggiato quella nocte et venne al poggio reale et li ceno hora circiter ij. et
cum sua I. S. lo I. S. Don federico : et lectulum petìjl hora solita ragionando
sempre de facto de arme : nam in armis animus erat suus.
LUGLIO Die primo Julij.
Bona hora surrexit et audita missa caualco alquanto per lo Poggio reale
235 M.° ecce Lxxxviiij." luguo
et renersns fece collatìone et venne in castello nono et fuit cnm Regina : et
quello di venneno a visitare la prefata Regina li imbasciatori de castiglia et
fureno mostrate loro tncte sue gyoye et la corona et expeditis quibusdam sua
I. S. se ne ritorno a lo poggio et li ceno et donnio quella nocte.
Die ij. Julij.
Delibero quella mactina partire dal poggio con la casa et cosi bona bora
postquam surrexerat caualco et venne in napoli et passo per la sua stalla et
uide caualli: et andò in castello nono et accompagno la S. Regina a sancta
Maria de la gratia et li audio sua missa et poi accompagno sua Reginale maer
sta et ea comedente sua I. S. fece collatione et expedio molte facciende in le
stanze del S. Re: et bora xxj. se ne ritomo et venne a cenare in lo jardino
grande a la fontana et sumpta cena andò passeggiandose aliquantulum per
le mure et bora iij. lectulum ingressus est.
Die iij. Julij. In lo poggio.
Hora xj. surrexit et audita sua missa contulit se ad stabulum et expe-
diendo faccende uide suoi caualli et postea caualco in castello nono et fuit
cum rege in negocijs : et bora xxj. discessit et andò a mangiare al poggio et
li dormio quella sera percbe lo di] sequente douea andare loco lo S. Re a
mangiare et riposarse quello jomo per andare a caccia. Et lectulum petijt ilio
sere bora ij.
Die iiij. Julij.
Surrexit bona bora et dato ordine al necessario per lo S. Re cbe li ve-
niua quello jomo a mangiare et a riposarse audio sua missa et caualco a tro-
ttare lo prefato S. Re cbe era partito de napoli et andato a caccia de vcelli
verso le padule : et facto la caccia vennero al dicto poggio ad bore xv. et a
xvj. fureno in tauola et mangio sua I. S. et lo I. S. Don federico cum la pre-
>^
LUGUO M.® ecce Lixxviiij.® 236
fata maestà : et perche era sabbato f areno preparati pesci assai ed de più ra-
gioni et molte viuande et bene ordinate: et mangioro per vna uolta. Sumpto
prandio lo S. Re se andò a riposare fino ad bore xx/' et interim lo S. Duca
caualco per la massaria et fece facciende: et ritornato fu parata la coUatione
et facta collatione quelli cortesani del S. Re se dectero piacere alquanto. Et
experrecto a sonno Rege quam primum delibero caualcare et andò a caccia
a le padule et reuerso neapolim I. Dux cum Rege aliquantulum cum ilio mo-
ratus est. Et retofnato in castello de capuana non uolse quella sera fare molte
faccende quia mestitia affectus erat che hauea nona che la I. Duchessa de
milano sua figlia era indisposta. Et lectulum ingressus est bora iiij.
Die V. Julij.
Hora X. surrexit et audìta sua missa fece collatione et andò a sua stalla
et vide soi caualli et caualco et andò a visitare lo imbasciatore del S. Re de
castiglia che stana in le case del S. Conte de fundi indisposto: et eo visitato
caualco in castello nono et U fece tutto quello jomo facciende. Et ritomo in
castello de capuana hora xxiiij. et ceno a lo jardino suo grande a la fontana:
et quello di a xx. bore se trono sua L S. con lo S. Re a lo fosso de lo castello
a le giostre de alchuni cortesani del prefato S. Re et de sua I. S. Et lectulum
petijt bora iij. noctis.
Die vj. Julij.
E lectulo egressus est bona bora et expeditis quibusdam negociis ca-
ualco et andò ad missa a monte oliueto : et ea audita andò in castello riouo
a dare audientia et postmodum fuit cum regia maiestate et eo die multa expe-
diuit. Venne a mangiare a lo suo jardino grande ad bore xxij. et sumpto pran-
dio vide caualli in lo dicto jardino et ascese a sue camere in castello bora
circiter prima noctis. Et lectulum petijt hora iij noctis.
237 ^'^'^ ecce Lxxxviiij.* luglio
Die vij. Julij.
Surrexit bora xj. et fece faccende cum multi ante missam et post. Tan-
dein discese a sua stalla et li fece coUatione et fece prouedere ad alchune cose
perche expectaua lo S. Re che douea veuire a vedere soi cauallj. Et bora
xvj. caualco et andò ad trouare dicto S. Re et bora xx. pulsata venne con
quello ad sua stalla et li vide cauallj per vna bora: et caualcoro a caccia a le
padule et tomoro bora xxiiij. Et vigilauit usque ad boram iiij noctis.
Die viij. Julij.
Àudita sua solita missa fece x^ollatione et descese a lo j ardine suo gran-
de et caualco a lo poggio reale et fece designare certi bagni et certe stanze.
De poi se ne andò in castello nono et fuit cum rege et regina et expeditis
quibusdam negocijs: babita Ucentia a Regio patre lo quale andò a caccia a le
padule: se ne uenne a lo jardino grande et li mangio bora xxij. a la fontana :
et sumpto prandio vidde soi caualll et lectulum ingressus est bora iiij. Et eo
die ingressus est legatus turcarum cum equis xxx. et assai bene in ordine.
Die viiij. Julij.
Bona boi*a surrexit et audita sua solita missa caualco m castello nouo
cum Regia maiestate: et interim quia illa dulcem capiebat sompnum caualco
sua I. S. et lo I. S. Don federico fino al molo grande solatij gratia. Et reuer-
sus in castellum fuit cum regina et postmodum in negociis et bora xxij. re-
uersus est et mangio in lo suo jardino grande a la fontana loco molto ame-
nissimo estivis temporibus. Et sumpta cena fece venire caualli et cum per-
noctasset Consilio medicorum so ne ritorno a sue babitatìone et bora iy. noo-
tis lectulum petijt.
LtiQUO M.^ ecce LxzxTÌiij.^ 238
Die X. Julij. In Io poggio reale.
Postquam surrexerat posuit se ìd negocijs et sao more solito dono au-
dientia a molti Signori imbasciatorì et altri per plm^es horas. Et audita missa
caualco in castello nono et foit cum regia maiestate et feceno molte faccen-
de. Et quello jomo fu dato audientia a lo imbasciatore del turco lo quale pre-
sento a dieta maestà certo imbrochato et certo argento : et lo dicto imbascia-
tore vedendo lo S. Re et lo S. Duca non fuit ausus aperire os et cosi fu re-
ducta la imbasciata ad alium diem. Et mangio in la ciptadella doue sole sua
I. S. dare audientia et bora xxiij. caualco al poggio reale et li dormio quella
sera perche lo di sequente expectaua la lo S. Re ad prandium. Et fu a lo fosso
de lo Castello nono quella sera a vedere insayare lo I. S. Don Petro suo figlio
lo quale assai bene se porto. Et bora iij. lectulum petijt.
Die xj. Julij.
Bona bora egressus est lectulum et audita missa caualco et andò a tro*
uare lo S. Re a le padule cbe veniua cacciando. Et fornita la caccia se ne
uenne con sua maestà al poggio bora xiiij. et quam primùm furono in tabu-
la doue fu abbundantia de fructe de più ragioni et pesce in quantità quia
erat dies Sabbatì. Et fu posto la tauola doue stanno li vcelli aquatici: et sum-
pto prandio aliquantulum quieti et sompno corpus tradidere suum. Hora xx.
experecti furono in eodem loco vbi prandium sumpsere et li se dectero al-
quanto piacere. Hora xxij. caualcoro et cacciando per le Padule furono in
castello nono et sua I. S. lo accompagno fino a le porte et reuersus est do-
mum et expeditis quìbusdam hora ij. coUationem accepit et hora v. dormi-
tum iuit.
Die xij. Julij.
Hora xij. surrexit e lectulo et expeditis multis audiuìt Missam et caualco
239 ^'^ ^^^^ Lxxxyiiij.^ WQUO
in castello nouo et trouo che suo Regio patre et la S. Regina mangianano in-
sieme a le stanze del prefato S. Ré: et finito prandio accompagno dieta S. Re-
gina a sue stanze et ritorno al S. Re a fare facciende et bora xx. andoro a
vedere le Giostre al fosso doue se trouaro tucti li imbasciatori et quello del
turcbo al quale pàrue mirabile cosa tale giostra et in uerita molto fu ordina*
ta. Et li cortesani del S. Re et del I. S. Duca se porterò molto egregiamente
et quella sera furono molto accarezati da I. S. Et dono al rosso de messer
Precido yna bella jomera: che certo se porto extrenuamente in tenere tauola
come jouane fortissimo era. Ceno sua I. S. a due bore et bora iiij. lectulum
ingressus fuit Et suniliter a Cammillo earazolo dono molte cose perche se
pòrto in la Giostra extrenue.
Die xiìj. Julij.
Non orto adhuc sole surrexit et audita missa et expeditis quibusdam in
scalis caualco a lo castello a dare audientia. Et ea expleta fuit aliquantulum
in lectulo et quieuit. Postea fuit cum regina et multa negocia expedluit : et
bora xxij. reuersus mangio a lo jardino a la fontana et parum perche lo di
sequente volea pigliare medicina: et lectulum ingressus est bora iiij.
Die xiiij. Julij.
Non est egressus lectulum nimis bona bora perche prese medicina la
quale li fu ordinata dal suo magnifico medico Messer Carlo de leo a quo di-
ligenter curabatur. Solum per conseruare sua I. S. in bona dispositione bora
xviij. mangio per vna uolta et aliquantulum sumpto prandio corpus suum
quieti tradidit: et postea fece molte cose per la casa et designo stanze. Et vide
molti suoi vestimenti et ne dono alquanti a soi creati vt sui moris erat. Eo
sere lectulum ingressus est bora v. transacta.
LUQUO M.^ ecce Lxxzviiij.^ 240
Die XV. Julij.
Eo die audita sua missa expedio molte facciende in casa et postea equi-
tauit in castellum et fuit cum rege et Regina. Et equitante rege ad venatio-
nem suam solitam resto cum la prefata S. Regina la quale quello jomo fu vi-
sitata da lo legato del Turche. Et bora xxiij. reuersus ceno a lo jardino suo
a la fontana et dormitum se contulit bora iiij. Et eo die lo imbasciatore de li
venetiani andò al poggio reale per vedere quella fabrica et li fu conuitato da
parte del prefato I. S. et cum alchuni sol et tractato amico: et lo conuito as-
sai fu da quello commendato et merito percbe fu seruito da li officiali de
dicto Signore come bauessero bauto a seruire sua I. S.
Die xvj. Julij.
Hora xj. surrexit e lectulo et audita missa et expeditis quibusdam expe-
ctao lo imbasciatore del Turco cbe lo venne ad uisitare et li dono vna briglia
turcbeza vno tamburo de jannecto et una peza de zambellocto. Et eo audito
caualco per napoli vide certa fabrica del Magnifico ferrante de Gennaro al
quale eo die fece dare la Abbatia de cappella cbe li fu renumptiata da lo Ab-
bate suo parente medio sue I. D. Et vide la casa de lionardo comò et a quella
dato alcbuno suo judicio : che nouiter se fabricaua : li fece collatione. Et canal-
cato in castello nono fu con lo S. Re et fu in facciende per tucto quello j or-
no : et quella sera ceno con sua maestà a lo paradiso. Et reuersus lectulum
ingressus est hora iij.
Die xvij. eiusdem in ad versa.
Audita eius solita missa et expeditis quibusdam negocijs caualco in ca-
stello nono et fuit cum regia maiestate: se fermo prius al molo per vedere
vna nane intrante al porto. Et hora xviij. partio cum prefata maiestate per ad-
uersa ragionando de molte et varie cose per tucta quella via. Et accompa-
241 M.® ecce Lxxxviiij.® LUGUO
gnato lo S. Re in castello de adversa venne a lo episcopato doue e sua stanza
et bora xxij. mangio: et sumpto prandio ritorno a trouare dieta maestà et
vide caualli cum quella al reuellino de lo castello et li demoro vsque ad pri- .
mam lìoram noctis et bora ij. lectulum ingressus est.
Die xviij. Julij. in adversa.
Bona bora surrexit et audita missa caualco in castello ad Regem: trono
cbe sua maestà mangiaua et sumpto prandio vide caualli cum sua maestà la
quale se riposo alquanto et ilio tunc lo prefato I. S. se ne ritorno a lo epi-
scopato: et sumpto prandio bora xxij. et expeditis quibusdam ritomo in ca-
stello et vide caualli pure cma sua maestà. Et bora tarda reuersus lectulum
ingressus est 2.^ bora noctis.
Die xviiij. Julij.
Delìbero partire quello jorno sua I. S. con lo S. Re bona bora et essere
in napoli percbe se faceano certe Giostre de loro cortesani. Et in napoli ar-
riuo sua I. S. bora xiiij. et mutato mangio a lo j ardine suo grande in la ca-
mera pinctata: et sumpto prandio se fece la barba et quieuit aliquantulum.
Et bora xviij. equitauit et andò in castello et trono cbe lo S. Re era con la
S. Regina: et post paulo partiti vennero al fosso a vedere le giostre le quali
quello jorno andoro assai bellamente: et perfectis omnibus caualco sua L S.
vna con lo S. Don federico et fureno insieme vsque ad iij. boram noctis et
fece collatione bora v. noctis et quam primum dormitum iuit.
• Die XX. Julij.
Bencbe quella nocte bauesse sua I. S. pocbo dormito et douesse ripo-
sarse la mactina tamen bona bora surrexit et fuit in negociis con lo I. S. Don
federico et aliis per iiij."*^ boras bonas: et audita missa caualco et andò a tro- *
Ilare lo S. Re al poggio reale cbe li era andato quello jorno ad solacium et li
31
LUGLIO M.^ ecce Lxxxviiij.^ 242
mangio per vna uolta ad xx. bore. Et caualco con lo prefato S. Re et ven-
nense a la maddalena et in castello nono et bora tarda reuersus lectolum
. petijt bora iy. noctis.
Die xxj. eiusdem.
Bona bora surrexit et caualco et audio missa in monte oliueto et li fece
coUatione: et sumpta collatione andò in castello ad dare audientia et li dor-
mio quello jorno due bore percbe le due nocte passate mai bauea riposato.
Et postea fuit cum rege et fece facciende: et quella sera caualco et andò ad
cenare al poggio Reale et U dormip quella sera percbe la douea andare lo
S. Re lo di sequente.
Die xxij. Julij.
Non adbuc orto sole surrexit et audita missa caualco et andò a trouare
lo S. Re a le padule cba cacciaua. Et fornita sua caccia se ne uenne al pog-
gio reale et li mangio per vna uolta et alquanto se riposo et caualcoro a
caccia. Et ritomoro in napoli bora tarda: et ingressus est lectulum eo serò
bora iiij.
Die xxiij. Julij.
Hora xij. egressus est lectulum et fece facciende: et audita missa andò
a sua stalla et U fece collatione et ea sumpta caualco in castello nono et fece
facciende con lo S. Re tucto quello jorno: et quella sera ceno con lo S. Re
et S. Regina et a la camera de rigiolo. Et ritomo in castello bora tarda et lec-
tulum ingressus est bora iij. Eo die cascboro malati dui paggij de sua I. S.
de febre pestilenziale. Eo intellecto sua I. S. statim fece conuocare lo Magni-
fico Messer Carlo de leo suo medico lo quale sua prudentia et scientia prò-
uide tantosto: et adbibitis medelis in due jorni U caccio fora de perìcolo ita
et taliter quod omnes admirati fuere. Et sua I. S. U fece con tanta diUgentìa
n»^^^^^^
243 M.® ecce Lxxxviiij.® LUGUO
curare che se fossero stati soi figlioli non se possea fare più : Yt moris suj
erat circa de malati. Et certe in hoc vtrobique comendabatur senlper.
Die xxiiij. Julij.
Àudita sua solita missa caualcò in castello nouo et fuit cum Rege in so- ^
litis negociis et andò a caccia cum sua maiestate ad hore xxj. Et reuersus
hora tarda et spartito dal prefato S. Re a sancto Joannj carbonara ceno et
bora iiij. lectulum petijt.
Die XXV. eiusdem.
Caualco hora xij. in castello nouo et li audio missa che fu la festa de
sancto Jacobo apostolo et fu die Sabbati et fece facciende con lo S. Re. Et
andando a caccia sua maestà: resto con la S. Regina et andoro al baptismo .
de Baordo Carraffa che se fece de vno suo nepote. Et accompagnato in ca-
stello nouo dieta S. Regina venne a mangiare per vna volta a lo jardino suo
grande a la fontana. Et hora iiij. lectulum ingressus est.
Die xxvj. Julij.
Àudita missa a la sua solita Cappella et expeditis qoibusdam discese a
sua stalla et vide caualli: et caualco in castello nouo et expecto che lo S. Re
fusse vestito: che se leuaua de lecto: et fuit cum sua maestà et con la S. Re-
gma et fuit in negociis pluries cum illis eo die. Et reuersus hora xxiij. cena-
uit in lo suo jardino a la fontana. Et fuit cum Rege etHegina a la festa de
Joanni carraffa. Eo sere lectulum ingressus est hora iij. et aliquantulum ea
nocte non bene se habuit corporis indìspesitione.
Die xxvij. Julij.
Quella mactina se riposo alquanto in lo lecto perche hauea haute la
nocte passata certi mouimentì de corpo.Et audita missa et expeditis quibusdam
LUGLIO M.** ecce Lxxxviiij.® 244
andò a sua stalla facta aliquantulum collatìone et caualco in casteUo nono et
fuit cum rege per totum diem iti negocìjs. Et reuersus bora xxj. ceno al suo
jardino grande a la fontana et bora xiiiij. se ne ascesela sue camere a ca-
uallo: et facta collatione lectulum ingressus est bora circiter iij.
Die xxviij. eiusdem.
Bona bora surrexit et caualco a monte oliueto et li audio sua mìssa et
fece collatione leggermente. Et andò a dare audientia a la ciptadella doue
sua I. S. era solito darla et ea finita se riposo due bore : et postea fuit cum
rege et cum regina et expeditis multis fu con loro maiestate a lo fosso a ve-
dere le giostre: et illis expeditis venne a cenare bora xxiij.in castello capuano
in lo astricbo de la camera de la musicba. Et lectulum ingressus est bora ij*
. Et mangio quella sera cum sua I. S. lo L S. Don federico et lo suo medico.
Die xxviiij. Julij in marcianese.
Quieuit eo die in lectulo vsque ad boram xiij. quia patiebatur aliquan-
tulum in stomaco: et adbibitis quibusdam sacculorum remediis et audita mis-
sa et parum collatione facta caualco in castellò nono et fuit cum Rege et multa
expediuit. Et quella sera delibero partire et caualcare da fora cum tucta sua
gente : et doue douesse fare sua andata non se comunicaua: de cbe non pi-
cbola admbratione se ne fece maxime da li bexteri. Et prese licentia dal S.
Re lo quale la sera dinanzi uolse partire per adversa et già soi carriaggi eran
in via: et venendo certa indispositione a la S. Regina se resto. Et cosi lo pre-
fato I. S. ad bore xviiij. visitato la prefata Regina cbe stana a lolecto et preso
da quella licentia se ne uenne in castello de capuana et se riposo fino ad bore
xxij. per causa del grande caldo erat illis diebus: et ea bora pulsata illieo fu
a cauallo et andò quella sera ad alloggiare ad Marcianese. Et sua partita
decte cbe dire a tucta Napoli et fora de napoli. Et junse de nocte con le in-
torze: et sumpta cena quam primum quieuit cbe erano bore iiij.
^ «1^
" Wil"»^
p^V^^^W^^^^IV^^^^^^ -= — -«
245 M/ oocc Lxxxyiìij.^ luglio
Die penultimo Julij. In Caluj,
Non surrexit nimis bona hora quia det^ebatur aliquantulum ddore sto-
maci. Àudita sua solita missa vidit equos: et mangio per vna uolta. Et par--
tio ad bore xxij. et quella sera andò a caluj : et bona hora ilio sere lectulum
ingressus est et erat iij. hora noctis.
Die ultimo Julij. In S. Germano.
Bona hora surrexit et audita missa caualco et andò a Mignano doue fu
receputo honorifice et da tucte quelle terre fu presentato et visitato: et riposo
li lo di fiuo ad bore xxij. et fece molte facciende: et eo sere hora satis com-
petenti ingressus fuit lectulum: et quella sera intro in sancto Germano cum
gran triumpho et li fu facto grande honore: et quello jomo scontro lo imba-
sciatore de fiorentini vicino a calui et parlo cum quello circa vna hora. Et
hora ij. noctis febre aliquantulum laborauit.
m
Die primo Augusti. In sancto (Germano. agosto
Àudita solita sua missa et facta collatione et expeditis nuiltis tucto quello
jomo se riposo in lo lecto quia detenebatur iebre: et per lo suo medico fu-
rono facti.molti remedij: et mangio ad bore xxij. et hora prima noctis quie-r
uit. Et eo die entro in napoli lo imbasciatore de fiorenze molto honorata-
mente.
Die ij. Augusti. In Sangermano.
Àudita missa fece collatione et jam erat hora xj. et adhuc detenebatur
febre et erat tertiana secundum Medicorum opiuionem: et postpaulo dormio
vn poche et quello jomo non vscio de lo lecto. Mangio ad bore due de nocte
et furono facti a sua I. S. molti remedij de ventose et de altre cose oh dilir
gentiam Medici sui. Et hora tertia tradidit se aliquantulum quieti.
Aoosro M.^ ecce LxxzTÌiij.^ 246
Die iij. eiusdem. In Sangermano*
Hora lij. missa sua solita audita fece collatioDe perche quella nocte ha-
uea presa la medicina circa le sei bore et multo lo hauea debilitato. Hora
Tij. arriuo lo L S. Principe suo Primogenito che veniua de Àbruzo da la gente
de arme che li demoraua. Eo die hora circiter xij. arriuo lo Duca de Malfi in
Sangermano. Goncurrebant ad eum visendum MiUtes et Tirones. Et delibero
sua L S. partire lo di sequente per napoli: et già erano arriuate cert« Galere
Ticino al Garigliano ad iiij. miglia et non se posseano acostare più innanzi
perche era lo mare grosso: et li expectoro sua I. S. che lo di sequente partio
da Sangermano. Eo die entro in napoli lo imbasciatore de Milano molto re-
ceputo honoratamente.
Die iiij. Augusti. In lo garigliano.
Partio sua I. S. da Sangermano bona hora et andò ad imbarchare a Ban-
trj in certe scaphe et per lo Garigliano andò fino a sei miglia. Et perche lo
fiume era alquanto continuo a le scaphe sua I. S. smonto et se condusse a
cauallo li vicino ad vna casa de vno villano: doue soi jentili homini statim
de certe porte feceno vna bara grosso quodam modo. Et perche stana debile
per lo accidente che lo prese Messer cario suo medico li fece pigliare certe
cose et postea in la bara lo condussero li soj fino ad vna tauema doue piglio
certe morene confecte : et rinfrescato lo condussero fino a le barche che era*
no da qua de suj et imbarchato venne a le torrj del garigliano ad bore xxij.
et li alloggio quella sera factoli tucti li remedij necessarij.
Die V. eiusdem.
Non dimissa sua solita deuotione Missarum bona hora fu portata sua L
S. in vna seggia fino a Scauoli perche in le barche non possecte andare quia
lo Garigliano non stana in bonaccia: et li imbarchato in le galere doue al«*
247 M.** ccc^ Lxxxviiij.® agosto
quanto se rinfresco et se ne uenne fino a Io Cannino. Smontanno caualco et
qoam primum arrìuato in castello se riposo in lo lecto et factì alchuni remedq
, hora xxiij. mangio. Per napoli multi multa et varia dicebant vt moris est vut
gi et come e solito de dirse de tuo grande Principe. Et Dio gratia quello
ìorno se riposo bene non multum molestatus a febre: et fu illìco sual. S. vi-
sitato da la S. Regina hora prima noctis. Lo I; S. Principe et lo I. S. Don fe-
derico et lo S. Don Petro non discedebant ab ilio: et li prefati Signori excepto
Don Petro mangiauano et dormiuano in castello et li feceno condurre li loro
offici].
Die vj. Augusti.
Àudita sua solita missa et facta coUatione aliquantulum se riposo et ex-
pedio' molte facciende a lo lecto con lo I. S. Don federicho et lo Pontano Se-
cretano Regio. Et bora xxij. ceno et ilio tunc venne la S. Regina a visitarlo.
Eo sero lo S. Don Petro se amalo de yna pocba de febre a sua habitàtione.
Et fu quello anno vno malo temporale in napoli : nam quamplures egrota-
bantur.
Die vij. Augusti.
Solito suo more missam audiuit et coUatione facta aliquantulum quieuit
Semper lU.'"^ Domini et sui Curiales aderant. Non mancbaua pero non facesse
faccende a lo lecto con lo Conte de marigUano con lo I. S. Don federico et
aliis. Et hora xx. fu visitato da li imbasciatori de ytalia et da quello del Tur- '
co: et eadem hora venne la S. Regina con la S. Infante a visitarlo et eo tem-
pore cenauit: et2^hora noctis licentiare fece soi cortesani et quieti se tradidit.
Die viij. eiusdem.
Satis bona hora missam audiuit in sua camera et delibero cum Consilio
mediocrum non mangiare alchuna cosa perche era lo jorno suspecto: et cosi
AGOSTO M.^ ecce Lxxxviiij.^ 248
66 passo fino ad bore xxij. et ea horà ìam febris discesserat et mangio satis
leuiter et bono ordine medicorum qui semper aderant. Et quello jomo fu vi-
etato da molti et la sua Corte era piena de Signori et jentili homini. Fece
facciende con Messer Pasqual et cum messer Julio et quamuis deteneretur
febre tamen ocio non marcebat: semper in negocijs versabatur. Et bora ij.
noctis quieuit.
Die viiij. Augusti.
Audita sua solita missa fece collatione et lo jomo non era suspecto: as^
sai bene se conforto presentibus medicis. Et fra francesco de Ragona parlo
cum sua I. S. per spatium bore: et certe del ragionamento de quello molto
se ne refrigeraua et inerito percbe lo dicto frate francesco reputabatur vir
sancte vite : et era obseruantino de Sancto francesco et bone conuersationis.
Quello jomo sua I. S. alquanto fu alterato et non li tochaua febre et ne bebbe
vna pocha: bora ixij. comedit et quieuit satis bene per illam noctem.
Die X. eiusdem.
Bona bora audita missa fece collatione leuiter et expectaua lo termino
quia febris erat tertiana: et Dio grafia passo bene et spedio facciende et molto
bene se riposo. Hora xxiiij. cenauit et vnoquoque die intendeua saal. S. no-
na del S. Re cbe quelli jomi se trouaua a Carinola. Hora sua solita quieuit
Die xj. eiusdem,
Summo mane missam audiuit et fece collatione et aliquantulum dormi*
uit. Postea fuit in negocijs cum legato fiorentino lo quale venne a visitare sua
I. S. et passo bene dio gratia quello jomo: et bora xxij. ceno et locutus cum
suis per tres boras postea quieuit
249 ^^•*' c^c^ Lxxxviiij.** AGOSTO
Die xij. Augusti.
Hora xij comedit et aliquantulum dormiuit et audita mìssa multa expe-
diuit. Et passo bene quello jomo secundum opinìonem medicorum. Et lo S.
Re venendo da carinola scaualco a lo castello de capuana hora xxij. et venne
a visitare sua I. S. et stette cum quella fino hebbe cenato et discessit. Et sua
Signoria hora soUta quieuìt. Et eo die se amalo Joannj de sanguino creato
del dicto I. S. de vna mala febre.
Die xiij. eiusdem.
Àudita missa et facta coUatione riposo \iio poche: et postea cum suis
curialibus fuit in colloquio. Et hora xviij. fra francesco de Ragona venne a vi-
sitare sua I. S. et demoro cum quella per spatium bore solus : et bora xxij.
venne lo S. Re et la S. Regina a visitarlo. Et post discessum ìllorum ceno as-
sai comodamente et quieuit hora solita.
Die xiiij. Augusti.
Àudita sua solita missa comedit et eo die satis bene se habuit. Et domus
fuit piena Curialum: et audiuit vesperos maxima cum deuotione in la sua ca-
mera et erat vigilia assumptionis: et illis auditis cenam sumpsit et se passo
molto bene in modo che lo I. S. Don federico se ne ritomo a sua habitatione
cum omnibus suis. Nocte sequenti aliquantulum fu indisposta sua Signoria :
et da li* medici fu presto remediato al bisogno. Et hora solita quieuit.
Die XV. eiusdem.
Volse audire la Messa cantata a la camera sua ma a li Medici non panie
perche la nocte passata non era passata molto bene. Et cosi audita sua so-
lita mìssà comedit: ma innanzi li Medici li fecero fare una insagnia molto al
proposito et lo sangue fu negrìssimo et se passo molto quieto. Audio li ve-
3»
àOOBto M.^ ecce LxzzYiiij.*^ 250
spri et postea cenauit. Et deliberoro li Medici darli medicina la nocte sequeo-
te : et ita factum fuit. Et lo S. Re lo vemie a visitare bora circiter prima noctis.
Et la mactina a bona bora ritomo cmn omnibus lo L S. Don federico.
Die xvj. Augusti.
Hora viiij. prese sua I. S. pillore et aliquantulum quieuit et transacta
bora prese la manna: et talis medicina satis suum officium fecit. Et bora iv.
comedit prius audita sua solita missa et suis expletis deuotionibus : et quie-
uit aliquantulum. Et quello di fece venire Musica et multo oblectabatur ex
illa. Et aliquantulum fuit debilis et comedit bora solita: et quamuis esset
indispositus multa fecit eo die.
Die xvij. Augusti.
Àudita sua solita missa et coUatione facta se riposo per boram et sui cu-
riales circum circa semper habebat: lo Magnifico Messer Marino brancazo
unquam illum relinquerat et ragionauano de molte et varie cose solo per so-
lazo de sua I. S. Eo die lo S. Re et la S. Regina lo visiterò: et relieta ibi re-
gina sua maestà andò a caccia a le padule. Dominus autem I. Dux ceno ilio
sere alquanto tardi et ea nocte aliquantulum a febre fuit vexatus. Et eo die
fu visitato da frate francesco de Ragona con lo quale solus conferiua et pi-
gliaua grande recreatione de animo.
Die xviij. Augusti.
Hora xij. comedit et audita missa se riposo et tucto quello jorno passo
bene: et volse cenare bora xxiiij. Et vedendo li medici a sua I. S. lo polso
alquanto alterato dilaterò lo suo mangiare fino a le cinque bore sonate. Et
hauendo sua I. S. vno poche de febre tamen fece coUatione de cucuzata et
de alcbune confectionj : et a le bore opto li uoleano dare la torta et postea
dilatarunt usque ad diluculum bona causa. Et eo die Joanni de sanguino fu
diffidato da li medici summo mane. Sumpto prandio alquanto miglioro.
2^i M.® ecce Lzxxviiij.^ kmmo
Die iviiij. Augusti.
Bona bora comedit et audita missa qaam primum se riposo per due
bone bore. Et bora xxj. fii visitato da la S. Regina et da la infante la quale
li pose a collo vno Agnus dei centra febres donatoli da là prefata S. Regina
et quello prese cum grande deuotione. Et eo die parum fuit vexatus a febre.
Hora V. comedit et leuiter assecutus medicorum consilium. Lo S. Re bora
prima noctis lo venne a visitare et cum ilio per boram fuit et sua I. S. prese
de tale visitatione recreatione assai. Quella nocte se riposo bene: et quello
jomo se comunico Joannj de sanguino et prese miglioratione assaj.
Die XX. Augusti.
Hora xiij. comedit et audita missa se riposo per due bore. Et illieo fece
venire lo suo Confessore et se confesso molto deuotamente. Et post paulo lo
venne a visitare frate francesco de Ragona et cum quello ragionando per vna
bora molta recreatione ne prese sua I. S. Et quella sera fu visitato etiam dal
S. Re et fureno tucti in festa percbe sua I. S. era passata bene quello jomo :
et mangio bora iiij. noctis.
Die xxj. Augusti.
Bona bora comedit et audita missa expediuit quedam negocia oum Se-
cretarlo Regio : et quam primum dormiuit per duas boras. Et tucto quello
jomo stecte bene senza febre. Et boc intellecto Rege venne sua maestà cum
Regina a visitarlo bora xxiij. et stecteno in piacere circa vna bora et disces-
serunt assai allegri vedendo lo S. Duca già sano. Et quam primum cenauit et
bora iij. quieuit. Et eo sero vennero certe farse fra le quali fu Jacobo Sena-
zara et cariteo: et de ciò lo I. S. prese grande recreatione et piacere.
AQ06TO M."" ecce LzXXTiiij.^ 252
Die xxij. Augusti.--
Àudita missa et sumpto prandio bona bora dormiuit aliquantulom. Et
quello jorno passo molto bene et delibero cenare bora xxij. Poi comincio a
sudare et cosi dilato sua cena fino ad bore xxiiij. et ea bora venne lo S. Re
a visitarlo et stecte fino flnio suo mangiare: et discessit cum grande gaudio
per la sanità recuperata del dicto I. S. Et bora ij. quieuit percbe bauea deli-
berato comunicarse quella nocte a viiij. bore come xpistianissimo Signore*
Eo die ritomo Messer Clemente Medico de Milano lo quale era stato mandato
da dicto I. S. a la cura de la I. Duchessa et basato la mano a sua I. S. fu
molto accarezato da quella. Et cosi lo magnifico Messer alfonso d alagno cbe
pure era stato mandato per simile causa.
Die xxiij. Augusti.
Nona bora sua I. S. bene preparata suscepit Eucaristiam molto deuota-
mente adbìbitis lacrimis ita et taliter quod complures induxit ad lacrimas. Et
audita missa prese certo elactuario li porse lo suo medico Messer Carlo et
quieuit aliquantulum: bora xiij. comedit et dormiuit per boras et post dormì-
tionem fece facciende con lo compagno del Reverendo frate firancesco de Ra-
gona: et passando bene tucta sua casa stana de bona uoglia. Et cosi lo I. Don
federicd delibero remeare a sua babitatione et cosi tucti soi officiali con li
carriaggi partiron de castello bora decima optaua. Et ea bora fu lo imbascia-
tore de li fiorentini con dicto Signore et parlorono insieme per boras. Fugie-
bat ocium eius III."* Dominatio quantum poterat. Et eo die Messer Cammillo
Pandone li dono certi pezi de arme que grata extiterunt sue Dominationi
IH."* Cenauit bora xxiiij et passo bene tucto quello jorno: et bora ij. quieuit.
Die xxiiij. Augusti..
Audita sua solita missa prandium sumpsit et dormiuit per quartam bo-
253 M** ^^^^ LxXXViiij.** AGOSTO
ram: et poi fu in ragionamento con li soi et passo bene usque ad xxiiij. ho-
ram. Et leuandose de lo lecto et andando a la fenestra sua I. S. per vedere
certi cauallj illieo se sentìo alquanto caldo. Conuocatis medicis et reductose
in lo lecto trouoreno che hauea lo accidente. Et ilio tunc venne lo S. Re et
la S. Regina a visitarlo et demoraro cum quello per mediam horam et per non
fastidirlo discessere: et quella sera non uolse mangiare. Et certo tucta la casa
de sua I. S. stana de mala uoglia: per essere stata quella ben cinque jomi
senza febre: et quella nocte se riposo mediocriter.
Die XXV. Augusti.
Bona bora comedit et audita missa post paulo dormiuit. Hora xyj. ali-
quantulum febre detenta fuit sua I. Dominatio: et fu pocha cosa dio gratia.
Et eo die li fureno presentati certi sparueri de Calabria et ne prese gran pia-
cere sua Signoria. Et venendo lo S. Re a visitarlo hora xxiiij •alquanto fu fe-
bricitante et ceno hora v. noctis.
Die XX vj. Augusti.
Àudita missa prandium sumpsit hora xiij. et parum dormiuit. Eo die fu
visitato da la S. Regina hora xxj. et hora prima noctis ce fu lo S. Re che ve-
niua da caccia et demoro cum ipso per horam ragionando de molte cose : et
sua Signoria ne prese gran recreatione ita et taliter che parca ad ipso non
hauere male. Et semper cogitaua cose sancte et de bona uoglia andina Re-
ligiosi et a loro parole porgeua sue orecchie tanto attente che assai ne resta-
uano quelli admirati. Più uolte mando per frate francescho de Àragonìa ho-
mo de sancta vita et cum quello parlaua due et tre bore cum tanta facilita
quod alterum cibum vite sue reputabat. Facea molti voti et illieo ponea quelli
ad executione non expectans exitum valetudinis sue recuperande. 0 res mi-
randa et inaudita in Principibus nostri temporis. Non cessabat ab orationibus
sdlitis: missam suam solitam non pretermictebat. Post hec cum suis Curiali-
Aeo8!io M.® ceco Lzxzviiij.^ 254
bDS per reliquum diei versabatur ìd optimis sermocinacionibus cum summa
humanitate. Sopportaua la sua indispositioDe cum tanta patientia che tucto
homo ne restaua admirato: de sua bocha non se audiua vna blasfemia: sem-
per laudabat ipsum opificem de quanto li facea. Raro hoc in Principe.
Visitato da la S. Regina assai recreatione de sua visit^tione pigliaua et
ragionaua cum sua maestà cosi vna bora come fusse stato più sano del mon-
do: et non lassaua de expedire cum ipsa facciende. El che parea cosa da non
credere in tanto Principe et indisposto. De tanta constanlia et forteza lo tro-
uaua la Maestà del S. Re quando ce andaua che a la sua partita ne hauea che
dire ad soi Curiali. Facea adducere ad se la S. Infante et quella accarezaua
et recreauase cum quella per spatium temporis: non la lassaua maj partire
da sua S. che non hauesse primo la consueta collatione: vnice illam diligebat.
Preterea sua I. S. ordinaua che li imbasciatori de ytalia due uolte la sep*
timana venissero a fare facciende: et cosi attendeua a quelle come quando
era in la sua primeua conualescentia : ita et taliter che non era creso sua I. S.
stare indisposta et cum febre. Et ita per ytalìam predicabatur. Et più diceua
publicamente che se fusse stato necessario caualcare lo haueria facto et del
suo male poche curaua. Timebat et colebat illum tota ytalia: et Turcas abhor-
rebat: li imbasciatori de quello sepissime concurreuano in napolj. Nomina-
batur vtrobique Dominatio sua Olustrissima Salus ytalie: et ita erat perche
illis temporibus omnes populi pacem complectebantur. In potu et cibo sum-
ma modestia vtebatur. Hora iij. noctis cenam sumpsit et quieuit et passo
quello jomo bene.
Die xxvij. Augusti.
Audita prius missa sua solita comedit bona hora et dormiuit : et poi tucto
quello jomo se passo tempo cum U soi. Et dio gratia passo bene et sudo
due uolte. Hora prima noctis lo S. Re venendo da caccia lo venne a visitare.
Et moratus fuit cum eo per bonam horam. Hora ij. cenauit et quam primum
255 M.** ecce Lxxxviiij.* AGOfiftO
qaieuit: et dies ac noctes sua I. S. facea leggere ad vno de lì soi curiali ali-
quid boni. Et certe ocio non marcebat.
Die xxviij. Augusti.
Hora xiiij. comedit audita sua solita missa et dormiuit parum et nun-
quam desistebat a negocijs in hac sua indispositione. Fu visitato dal S. Re
et da la S. Regina et da la infante et lo S. Re quam primum partio per ad-
versa quella sera : che andana a caccia. Et la prefata S. Regina demoro per
duas horas cum quello et passo bene: et hora prima noctis cenauit et quieuit.
Die xxviiij. Augusti.
Tertia decima hora comedit audita sua missa et dormiuit et passo bene
dio gratia: et fecesi la barba con li forbici et per totum diem fu in ragiona-
menti de molte cose et fece facciende. Eo die ^e fece la processione per fare
piouere che eran passati mesi che mai era piovuto in napoli. Et extra ciui-
tatem ce sta vna ecclesia de sancto Joanni che quando ce uà processione et
uogliano pioni sole piouere: et quando non uogliano acqua itidem: quod mi-
rum quidem uidelur. Et quello jomo pione et omnes in maximam ducti fue-
re admirationem. Et hora xxj. venne lo S. lordano lo figlio del S. Virginio
vrsino in napoli et innanzi che schaualcasse a sua stanza venne a visitare
sua I. S. et li baso la mano : de sua venuta lo prefato Signore molto ne fece
festa. Et del tempo disposto ad aquam se ne allegro assaj et se leuo de lecto
et aliquantulum lusit carlis gratia exercitij. Hora prima noctis laborauit fe-
bre et era stato quinque jomi senza et lo tenne fino ad bore opto de nocte :
et cenauit hora viiij. sui genere. Et tucto homo stana de mala uoglia per la
indispositione de quello: et Dominatio sua Illustrissima forti animo tolerabat
omnia et animam et corpus continuo summo opifici commendabat vt fortem
Principem decet. Et omnia intimata fuere regie maestati quam primum et
missus fuit Tabellarius.
AGOSTO M.® ecce Lxxxviiij.® 256
Die penultimo Augusti.
Hora xiiij. comedit et audita missa post paolo dormioit. Et passo bene
quello jomo et se leuo de lo lecto et ludo cartarum aliquantulum se dedit
exercitij causa. Et fu visitato da la S. Regina et da molti Signorj. Hora ij. ce-
nami et quieuit.
Die vltimo Augusti.
Quindecima hora et audita missa comedit et noluit dormire eo die. Sur-
rexit e lectulo et aliquantulum deambulauit per cameras: et exercitii causa
intellexit quedam sua negocia et cum frate franclsco de ragona parlo circa
due bore et molto se recreaua sua I. S. del ragionare sancto de quello. Ad
hora vna de nocte lo prese lo accidente et se comporto assai bene: et lo ten-
ne per spatium quatuor horarum et quinta hora cenauit et quieuit. Et fece
portare a la Numptiata ducente ducati d oro in oro tucti traboccanti in soc-
corrimento de quella casa. Et molte altre elemosine fureno facto illis diebus
per ordinatione de sua L S. et orationes flebant ab omnibus prò eo.
sEPTEBfBRE Dìb ppimo Scptembrìs.
Comedit et missam audiuit hora circiter xvj. et dormiuit per horam. Et
fu alquanto indisposto quella noctè : et cenauit hora iij. noctis. Et quello jorao
fu visitato da la S. Regina et da la Infante.
Die 2.® eiusdem.
Passo bene quello jomo et se leuo et vestio et passeggio per le camere
et expedio alchune facciende: et satis forti animo se gerebat in egritudine
sua et omnes mirabantur. Hora ij. cenauit et tertia quieuere omnes.
257
M.* ccccLxxxviiij.**
SEPTEHBBE
Die 3^ eiusdem.
Àudita sua missa comedit bora xv. et dormiuit param et passeggio per
la casa et passo bene: et bora xxj. entro in lo lecto Consilio medicorum. Et
vennelo a visitare la S. Regina con la Infonte: et stetit cum ilio fino ad bore
xxiiij. et cenauit bora ij. noctis et quieuit.
Die iiij. Septembris.
Audita sua solita missa mangio bora xv. et dormiuit parum et postea
passeggio fino a la Sala a vedere jocare a la palla: cbe jocaua lo S. Principe
de capua cum alcbuni jentili bomini: et bora v. cenauit et quieuit bora yj.
Die V. Septembris.
Dormiuit vsque ad boram xiiij. et audita missa comedit: et fece facciende
cum messer Julio per duas boras: et già sua I. S. se cominciaua a sentire
gagliardo et forte. Et quella sera expectaua lo S. Re cbe ueniua da fora et
percbe sua maestà tomo tardi non venit. Geno sua I. S. bora vj. et quieuit
bora vij.
Die vj. eiusdem.
Surrexit e lectulo bora xiìj. et audita missa comedit et dormiuit aliquan-
tulum et fece facciende : et bono et forti animo erat percbe dei gratia era pas-
sato et passaua bene. Et fu visitato da lo imbascìatore de venetiani et li dono
grata audientia. Hora xxj. lo S. Re et la S. Regina lo vennero a visitare et
stetere cum ilio per boram bonam in gaudio vedendo sua I. S. già sanato.
Ogni bomo de sua casa et da fora rendeua gratia a dio dicendo : si patieba-
tur iste patiebatur tota ytalia: et ita erat quia vulgo vocabatur Scipio et sub-
stentaculum totius ytalie. Hora ij. noctis cenauit et quieuit bora iiij.
33
SEPTEIIBBE M.^ ecce LzXZTÌÌÌJ.^ 258
Die yij. Septembris.
Non nimis bona bora surrexit coosilib medicoram: et aadita missa co-
medit bora xyj. et postea dormioit et poi fece facciende et uide caualli dà
la fenestra. Et bora iiij. noctis cenauit et quieuit bora v. Et quello jomó fa al-
quanto indisposto lo S. Don Petro.
Die viij. eiusdem.
Hora xiiij. surrexit e lectulo et caualcbo a la Numptiata de napoli: che
hauea focto voto vestirse de biancbo in la malathia sua: et facta sua oratione
et deuotione cum bona elemosina ut nioris sui erat et vestutose li panni bian-
cbi reuersus est et audita missa comedit: et illieo rimando tucti li vestimenti
biancbi a la prefata annumptiata fino a li tappini et ogni cosa fu de fino do-
mascbino. Et bora xviij. se pose in facciende con mesSer Julio: et eo die
multa eipediuit cum I. D. federico eius Germano et audio li vespri cantati in
camera quia erat dies Natiuitatis beate virginìs. Et bora iiij. cenauit et bora v.
lectulum ingressus est. Quello di dono a messer Carlo suo medico iiij. panni
de arazo et vno porteri vna mula et vestirlo tucto de nono: et tucti li altri
medici cbe se trouoro a sua' cura furono remeritati.
Die viiij. Septembris.
Summo mane egressus est lectulum et audita sua missa comedit bora
xj. Consilio medicorum et dormiuit aliquantulum. Et postea equitauit et andò
a sancta maria de la gratia a fare oratione et a rendere gratia ad ipsa Ma-
donna de la recuperata sanità et ce dono ducati dece. Et statim caualco in
castello nono et fuit cum Rege paululum quia equitaturus erat: et andò a cac-
cia a Pianura sua maestà: et visitauit reginam et demoro cum quella fino cbe
sonoro xviiij. bore et due quarti. Et reuersus est et ceno bora xxij. et fece
facciende. Dormitum iuit bora ij. noctis.
259 ^'^ ^^^^ LxxXViiìj.^ SEPTEMBBB
Die X. Septembris.
Satis bona bora surrexit et se fece lo bagno et audita missa cemedit et
leuiter percbe regebat se bono regimine. Et bora xvij. equitauit et andò in
castello nono ad Regiam maiestatem: et fece facciende et bora xxj. reuersus
cenauit a la camera de la Musica et dormitum iuit bora y.
Die xj. Septembris.
Surrexit satis bona bora et audita sua missa quam nunq[uam pretermi-
serat diebus suis comedit bora xiiij. et dormiuit per boram et dimidiam : et
quam primum ad negocia se tradidit. Cenauit bora xxj. et uidit equos a fene-
stra sua. Expedio facciende cum lo imbasciatore fiorentino et lectulum in-
gressus est ore v. noctìs.
Die xij. eiusdem.
Postquam surrexerat se fece lo bagno et se lauo: et audita missa et
sumpto prandio equitauit in castellum nouum et fuit cum Regia maiestate et
Regina: et reuersus bora xxij. cenauit. Et non triuit tempus quia multa ex-
pediniti et bora v. lectulum petijt.
Die xiij. Septembris.
Hora xij. surrexit et expediuit aliqua et post bec audita missa et sumpto
prandio aliquantulum dormiuit: et equitauit et andò a sancta croce et per lo
confrate francésco de Ragona per vna grossa bora : et ibi auditis vesperis
andò in castello nono et ftiit cum Rege et Regina : et reuersus cenauit bora
xxij. a la camera de la Musica et bene se babebat. Hora iiij. noctis aliquan-
tulum yexatus fuit a febre et era stato sua I. S. cu*ca jomi xiij senza: et bora
vij. quieuit.
SEPTEMBBE M."" ecce LzxXYiììj.'' 260
V
Die xiiij. eiusdem.
Audita sua solita missa comedit a la camera grande et eo die bene se
habuit. Et equitauit et andò a lo poggio reale a vedere quella fabrica et cum
exercitijs ibi aliquantulum inoram traxit: et reuersus fuit cum medicis et di-
sputata fu sua indispositione. Et multi multa dicebant: tamen sua I. S. bora
circiter iij. aliquantulum febricitauit et bora viij. fecit collationem et bora
viiij. quieuit.
Die XV. eiusdem.
Se riposo alquanto quella mactina perche la nocte passata non hauea
dormito: et lo S. Re lo venne a uisitare: et post paulo caualco sua maestà ver-
so lo casale a caccia. Et sua I. S. prandium sumpsit bora xvj: et aliquantur
lum dormiuit: et quam primum se pose in facciende con lo Fontano Secreta-
no del prefato S. Re. Hora tarda circa 2.*" noctis horam sua I. S. comincio
a sentire certo freddo per le carne et illieo ingressus est lectulum. et bebbe
febre: et eo sere parum collationauit hora quasi vj. et quieuit. Et Medici di-
cebant febrem suam esse Tertianam: et deliberoreno dargli la medicina et
cosi bora viiij. prese le pillole et dormiuit. Et bora xv. prese sua I. S. la man-
na et assai bene lo purgo. Et mangio ad bore xx. sonate et assai li piacque
lo cibo et la medicina molto bene bauea adoperato : de che ne speraua la re-
cuperatione de la pristina sanità. Et post horam dormitauit Consilio amicorum
perche la nocte passata mai hauea dormito: interim venne la S. Regina a vi-
sitarlo et distulit dormitationem post discessum iUius. Quella sera non ceno
et dormitum iuit hora vij. et passo bene.
Die xvij. Septembris.
Se riposo assaj bene quella mactina et audita missa mangio satis com-
petenter perche non hauea molto appetito et poche innanzi hauea preso lo
i)L <^H6ìi
9^
r
261 * M.^ ecce LxxXTÌÌij.^ SEFTEIfBRB
cristere. Sumpto prandio riposo lo cibo et post pàulo dormiuit per horas : et
caaalco et andò a monte oliueto et li fece facciende con lo Fontano et con lo
imbasciatore de fiorentìni.Et parlo con frate francesco de ragona a la Came-
ra in monte oliueto doue sua I. S. hauea facto facciende. Et postea auditis ve-
speris caualco et fu a la Massaria a le virgine et vide li conigli. Et reuersus
domum fece facciende et bora v. cenauit et vij. dormitum iuit.
Die xviij. Septembris.
Bona bora surrexit et andò ad audire. missa a Sancto Petro in ara et po-
stea contulit se a lo suo jardino grande: li fece facciende mangio et dormio.
Et poi caualco et ante fuit aUocutus patrem franciscum de Àragonia che ven*
ne a lo jardino a parlarli. Et ritomo ad audire vespro et completa in lo dicto
Sancto pietre et illis expletis et ritornato in lo jardino fece facciende con Mes-
ser Julio et interim venne lo imbasciatore de li fiorent'mi et fuit cum eo per
horam. Et bora xxij. reuersus domum et bora j. ingressus lectulum fece fac-
ciende et dubitans de qualcbe accidente dei gratia passo bene: et fece colla-
tione bora v. et yj. quieuit.
Die xviiij. Septembris.
Orto jam sole surrexit et se ne andò a lo jardino percbe Consilio medi-
corum ogni mactina facea exercitio ad pede: li audio missa mangio et fece
facciende et caualco in castello nono et fuit cum Regina per quatuor boras :
et reuersus bora xxij. se pose in facciende cum lo I. S. Don federico lo quale
quella sera partiua per la Cena. Et eo sero sua I. S. intrò in lo lecto bona
bora et fu molestato alquanto da febre. Et semper aderant Medici: et adbibi-
tis remediis passo la febre momento temporis. Et fece collatione bora v. et
vij« quieuit.
SEFTBMBRK M.** cccc Lxxxviiij.^ '262
Die XX. Septembris.
Bona hora surrexit et andò a lo suo jardinò grande et ibi audita missa
6t sumpto prandio fece facciende et donnluit hora xviiij. Gaualco et fa a la
festa de artuso pappacoda. Et reuersus in castellum suom se pose in faccien-
de de sua casa con Messer Jeronimo suo auditore et multa alia expediuit. Et
hora iij. fece collarone et v. quieuit.
Die xxj. eiusdem.
Erumpente luce e lectulo surrexìt et illieo se ne andò al solito suo jar-
' dìno grande et li mangio. La missa sua solita audio in sancto petro ad Ara.
Et spaccio molte facciende a lo predicto jardino: et caualco a sancto Seue-
rìno et li audio lo vespro et fii con quelli Monaci alquanto per sua recrea-
tione. Et reuersus domum posuit se uì negocijs et a le tre hore fece colla-
tione et v. dormitum iuit.
Die xxij. Septembris.
Erat dies iste suspectus febris quartane secundum opinionemmedicorum.
Non se partio de casa: li audio messa et mangio a la sua loggecta: et fece fac-
ciende con Messer Albericho carrafiTa et cum alijs: posteà andò a lo jardino
grande et li venne a visitarlo la S. Regina et la infante: et post paulo fu pre-
. parata vna dignissima collatione de ogni generatione de fructi et bellissimi
et in gran copia con molti piacti de confectioni et collocato ogni cosa a la
fontana de dicto jardino. Et hora xiìj. se condusse la lo prefato I. S. con la
S. Regina et infante et molte Damigelle et fuìt facta collatio mirabilis: et ea
finita et partita la dieta S. Regina sua I. S. se ne ritomo in castello et ingres^
sus est lectulum et hebbe febre. Hora vij. fece collatione et viij. dormiuit.
263 M.® ecce Lxxxviiij,® SBPTBMBRB
Die xxiij. Septembris.
Siirrexit bona bora et andò a lo jardino grande et ibi audio missa et
mangio et dormio et fece facciende : et audio li vespri in Sancto petro ad ara:
et postea reuersus domum ingressus fuit lectulum et febre laborauit et bora
vij. fece coUatione viij. quieuit Et de continuo facea leggere ad vno de li soi
Curiali tucta la nocte: et lo j omo sempre caualcava et affaticaua et facea pò-
cbo conto de febre et de altra indispositione sempre robusto et de forte animo.
Die xxiiij. Septembris.
Jam orto sole surrexit et audita sua missa et sumpto prandio a la sua
loggiecta fece facciende. Et eo die audio vespro et vitam suam deuotam du-
cebàt: et bora tarda laborauit febre: fece collatione bora v. et yj. dormitum se
contulit.
Die XXV. eiusdem.
Bora xiiij. surrexit et audita missa et sumpto prandio post paulo con-
tulit se ad stabulum et vide caualU. Et bora xx. ritomo in castello a cauallo
et quam primum se pose a vedere gioye: cbe le fece venire sua I. S. da la
Guardarobba del S. Re: vna con lo I. S. Don federico et lo Magnifico Messer
Marino brancazo: et interim venne lo S. Conte de Marigliano. Et vedute le
gioie fece facciende: et fu visitato da la S. Regina et da la infante: et bebbe
lo accidente: et fece collatione bora v. noctis et vij. quieuit.
Die xxvj. Septembris.
Horà xiij. surrexit et audita missa et collatione facta post paulo dormi-
uiL Et fu visitato dal S. Re cbe veniua da fora: et eo semoto venne la S. Re-
gina : et prese de loro visitationi assai recreatìone de animo. Et facta colla-
tione bora tarda quieuit bora yj.
\
SEFTEMBRE M.^ CCCC LxxXTÌiiJ.^ 264
Die xxvij. eiusdem.
Audita sua solita missa fece collatione leggennente Consilio medicorum
et bora xvij. caualco et andò in castello nono per trouare lo S. Re. Lo trono
a sancta Margarita del Seggio de porto che audiva messa cantata cum vna
Zita : et finita la missa accompagno sua maestà fino a la Sellarla. Li alquanto
se comincio sua Signorìa sentire alterato: presa licentia se ne ritomo in ca-
stello et se pose in lo lecto. Conuocatis Medicis et coacto Consilio se prouido
ad ogni cosa et poche fu lo accidente. Et bora v. fece collatione et vij. lectu-
lum ingressus est.
Die xxviij. Septembris,
Àudita sua solita missa non vscio de casa: fece collatione bora xvij. et
postea fece exercitio per la casa faciendo alcbune faccende. Bora xxij. se pose
in lo lecto et se riposo: expectaua la sua febre et babuit: ad bore 4 cenauit
et Yj. quieuit. Eo die audio li vespri cantati de sancto Michele. Et eo die tra-
sio lo imbasciatore del S. Re de francia molto bonoratamente : lo accompia-
gnoro lo L S. Don federico lo L S. Don Petro cum molti Conti et baroni.
Die xxviiij. eiusdem.
Orto iam sole surrexit et audita missa bora xvij. che fu cantata prese
alquanto exercitio per la casa fece collatione et quieuit. Àudio li vespri can-
tati : babuit febrem bora xxj. et vsque ad quartam boram noctis non cenauit:
et bora vj. lectulum ingressus est.
Die vltimo Septembris.
Satis bona bora surrexit: et volea audita missa caualcare ad Regem che
lo expectaua: et essendo quasi in fine de la messa cantata lo prese lo fred-
do et sic lectulum ingressus est bora xyj. Et lo tenne la febre fino ad bore
/
265 M.* ecce LxxXTiiij.® SEPTBMBBE
xxiiij. et statim cenauit et bora iij. lectulum ingressus est. Et fu visitato da la
S. Regina et da la infante.
Die primo octobris. octobee
Postqaam surrexerat e lectulo passeggio per la casa et per alchune
stanze et andò abasso ad audire messa ad sua Cappella: et facta collatione
post paulo caualco in castello nono ad regem cum quo locutus : che trono * -
audiua missa: et visa regina che stana alquanto indisposta: reuersus esthora
XX. ingressus est lectulum che lo prese lo accidente. Medici certantes infra
se dixere illum febribus tertianis laborare. In duj mesi che sua I. S. era stata
indisposta mai uolseno bactezare dieta sua febre vsque ad hunc diem. Bora
2.^ noctis prese lo sciloppo et iiij. cenauit et vj.iectulum ingressus est.
Die ij. octobris.
Se riposo in lo lecto sua I. S. eo die quia fuit detentus febre: et audita
missa et expeditis non nullis negociis fece collatione bora xviij. Et perche
quello jorno fu tempo malissimo de vento et de acqua non fuit egressus do-
mum. Et bora iij. mangio oua solo. Et li medici li feceno vno cristere bono
cum Reobarbaro che lo porto più uolte del corpo et molto bona operatione
li fece. Lectulum petiere Curiales bora iiij. Et quella nocte fu tale tempesta
che mino tecti arbori et fece dampno assaj.
Die iij. eiusdem.
Bona bora surrexit et audita missa comedit et expectaua lo imbasciatore
del S. Re de francia che lo veniua a visitare vt moris est legatorum. Et ordino
che sui Curiali tucti comparissero in castello per honorare dicto imbasciatore:
et bora xviij. venne dicto imbasciatore accompagnato dal S. Conte de bur-
genza et dal Conte de potenza et lo S. CammiUo pandone.^lt lo prefato I. S. li
decte audientia a la camera de paramento che fu de la S. Duchessa de Cala-
34
OCTOBBE M.^ ecce LxxxTÌiìj.* ^66
bria et molto lo accarezo : et de la raccolta li fé tam bona lo prefato I. S. lo
dicto imbascìatore se ne partio molto satisfacto. Et post paulo hebbe lo ao«
cidente solito. Hora tarda lectulum ingressus est et cenauit. Et quella sera
vsciro li tauolerj de la Giostra Reale se douea fare lo di seguente a la inco-
ronata de castello capuano hora xxiij. Et andoro per la terra honoratamente
accompagnati dal L S. Principe de capua et dal I. S. Don federico et molti
altri Signorj.
Die iiij. Octobris.
Bona hora surrexit et audita missa quam primum monto in carrecta et
andò a la incoronata perche expectaua lo accidente a le xiiij. bore. Et li in
vna camera bauea facto parare lo lecto bisognando. Lo accidente fu tanto
leggeri che non.lrasio a lo lecto: stecte vicino ad vna fenestra et vide tucta
la Giostra che duro fino ad bore xxiiij. che certo fu molto attillata et bene
ordinata. Giostratori ce furono circiter L.** Lo primo fu lo Marchese de byrace
nepote del S. Re che ruppe quactro lance et bucto lo cauallo in terra: et per
' essere de xiij. anni se porto tanto extrenuamente che tucti quelli imbascia*
tori cioè del S. Re de trancia de castiglia de venetiani de Milano et fiorentini
et altri ne resloro spantati. Lo S. Re et la S. Regina et lo prefato L S. che sta-
uano a dieta Giostra ne pigUoro gran piacere de li gesti de quello Signore.
De poi seguirò li altrj Giostratori che tucti furono homini et jouani de conto
de casa del S. Re et I. S. Duca et I. S. Don federico con altri Signori Conti
et baroni : molto bene in ordine et richamente introro. Lo ultimo fu lo L S.
Principe de Capua lo quale entro molto actillato con vno cauallo tucto co-
pertalo de brochato richissimo: et sua L S. shniliter accompagnato da Conti
et Signori con tucte generationi de soni che adduxe tucto homo in non pi-
chola admu*atione. Mirabantur Oratores et alij de tanto apparato. Se porto
bene come L S. Principe era: ruppe tucte quactro le lanze: lo honore era
suo sed renuit et fu dato a Rinaldo del rosso de messer Precida. Lo L S. pre-
267 M.** ecce LxXXViiij.** OCTOBRE
fato se ne ritomo in castello et statim ìngressus fuit lectulum per rìposarse
alquanto: bora v. cenauit et vj. Curiales discessere. Et dono al prefato I. S. ^
Principe' suo Primogenito vna bella peza de brochato per hauere optenuto
ipso lo premio de dieta Giostra. Lo S. Re lo di vedendo lo prefato I. S. Prin-
cipe fare sue correre tanto attillatamente tucto era festa: congratulabantur
iili omnes circum stantes et quello ut moris sui erat: che ne de prosperìtate
se allegraua ne de tristitia se turbaua: ylari fronte omnibus referebat gratias.
Le paramenti de dicto cauallo et soi vestimenti illieo fece donare a li semi-
tori del imbasciatore de francia.
«
Die V. Octobris.
Non surrexit eo die nimis bona bora perche la nocte precedente se an-
dò riposare tarda bora: et audìta sua missa expedio alchune facciende et fece
coUatione de oua solo ad bore xvij. Et eo die lo S. Re^et la S. Regina fureno
ad episcopato ad missa cantata che fu nouella et de sposa: che desposo lo
figlio de messer Tiberio carazolo. Et dieta missa loro maestate accompagnerò
la cita et lo cito per tucti li Seggij de napoli fino a la porta de Capoana: et
illis dimissis venne a visitare lo L S. Duca: doue trono la S. Regina et la in-
fante et vna simul parlerò de piacere per spatium temporis: et li fece coUa-
tione lo prefato S. Re et S. Regina et discessere. Lo l. S. se pose a fare fac-
ciende et bora iiij. cenauit et v. discessere Curiales et quieuit. Eo die lo im-
basciatore del S. Re de francia dono a la prefata maestà none acbinee.
Die vj. eiusdem.
Se riposo in lo lecto et febre non tenebatur: et audita missa per tucto
quello jorao fece molte facciende et bora prima noctis cenam sumpsit : et lo
L S. Principe venne loco per stare quella nocte loco a dormire perche volea
lo dicto L S. Duca pigliare medicina ad bore viij. et non cepit bone respectu
et Consilio medicomm. Porto nona che la S. Regina bauea febre et non bene
OCTOBRE M.® ecce Lxxxviiij.* 268
se habebat quod displicuit Domino Illustrissimo plurimum. Hora v. lectulum
ìngressus est.
Die vij. Octobris.
Bona hora experrectus est et quedam fecit satis necessaria. Et post mo-
dum quieuit aliquantisper: et audita missa hora xvj. coUationem fecit: et per
totum fere diem fuit in negocijs. Hora prima noctis leuiter cenauit perche
quella nocte futura deliberaua pigliare medicina. Lectulum ingressus est
hora V.
Die viij. eiusdem.
Yndecima hora iam pulsata prese sua I. S. cinque pillule satis bono or->
dine: et noluit dormire ymmo fece intrare li cortesani sol solum per ragio-
nare et non dormire. Jlora xiiij. prese la manna et se refrigero molto de di-
eta medicina: et hora xviiij. fece vna coUatione leggerissima et regebat se
multum bene quia adhuc febrem expectabat. Et benché li Medici dicessero
che non hauerìa niente sua I. S. tenea lo contrario et ita fuit: che ad vna
hora et mezo de nocte lo prese lo freddo et li duro fino a le v. in yj. con lo
caldo. Et hora illa cenauit et vij. quieuit.
Die viiij. Octobris.
Bona hora surrexit et delibero caualcare et andò a monte oliueto. Ibi
audita missa et facta coUatione ragiono vno pezo con quelli Monaci et caual-
co in castello et de passata vide quella fabrica de sancta maria de la nona.
Et fuit cum Rege et Regina: et hora xxij. reuersus aliquantulum febre labo-
rauit: et cenauit hora vj. et vij. Guriales discessere.
Die X. eiusdem.
Satis hora comoda surrexit et audita missa fece coUatione a lo jardino
269 M.^ ecce Lxxxyiiìj*^ OCIOBBB
s\io grande et li fece molte facciende et audio li vespri in sancto petro ad
Ara et illis perfectis ritomo in castello che expectaua lo imbasciatore de mi-
lano et fa cum quello per bonam horam et multa expediuit. Et eo tempore
venere Medici ut soliti erant. Nullum diem pretermictebat quin equitaret uel
aliquid faceret exercitij causa. Et passo cum pocha febre: et ceno bora yj. et
vij. discessere Curìales.
Die xj. Octobris.
Bora xiiij. surrexit e lectulo et audita sua missa expediuit multa et post
paulo fece coUatione et per totum diem f uit in negociis : et fu visitato da lo
imbasciatore del S. Re de francia et quello accarezo assaj et se ne partio molto
satisfacto. Hebbe vna pocha de febre et bora iiij. cum dimidia cenam sumpsit:
bora vj. lectulum ingressus est.
Die xij. eiusdem.
Audita sua solita missa comincio a fare facciende et per totum diem fuit
in negociis. Fece collatione bona xvj. et ea sumpta aliquantulum deambula-
uit per cameras: et fece ordinare a soi officiali et a tucta sua casa cbe fusse
in ordine cbe volea partire lo di sequente de napoli : et bora v. noctis cena*-
uit: vj. Guriales discessere.
Die xiij. Octobris.
Bona bora surrexit et essendo lo aere claro et bello tempo delibero an-
dare a monte oliueto a fare collatione. Et audita missa sua solita caualco et
sumpto prandio ragiono con quelli Monaci et andò a visitare la S. Regina: et
reuersus lectulum ingressus est -et parum febre detemptus. Expediuit multa
et delibero partire de napoli lo di sequente: et cenauit bora solita et quieuit.
OCIOBRB M.® ecce Lxxxviiij.^ 270
Die xiiij. Octobris.
Ante ortum solis surrexit et audita sua missa et dato audientia a li im-
basciatorì de ytalia et expeditis non nullis negocijs cauaico bora xv. et andò
ad alloggiare a la Massaria de la S. Regina a somma. Fece coUatione per la
via a xxiij. bore : aliquantulum febre laborauit quasi per duas horas: bora iij.
cenauit et pulsata iiij. lectulum ingressus est.
Die XV. eiusdem.
Orto iam sole surrexit e iectulo et audita missa sua solita cauaico per la
Massaria et in la strata fece correre certi caualli^ossi: et post paulo reuersus
fece coUatione et ea facta expediuit quedam exercitij causa: et delibero ca-
ualcare per lo casale a piacere et jam erat bora xviij. Et reuersus bebbe vno
pocbo de accidente : et bora iij. mangio due oua et se passo leggiero percbe
deliberaua pigliare quella nocte certe pillore: et bora iiij. lectulum ingres-
sus est.
Die xvi. Octobris.
Bora xiij. sua I. S. prese cinque pillole Consilio medicorum le quali pò-
cba operatione feceno : ita et taliter cbe li fu necessario farli la subposta bo-
ra tarda. Et audita sua missa fece alcbune facciende et fece coUatione bora
xvuij. et parum. QueUo jomo lo imbasciatore de fiorentini lo venne a visitare
et fece facciende cum queUo et bebbe pocbo accidente: et bora iij. ceno et
leggiermente: iUj. quieuit.
Die xvij. eiusdem.
Audita sua missa cauaico et vide cauallj et UUs vìsis andò al casale a
vedere certa casa et reuersus fece coUatione. Eo die venne lo I. S. Principe
suo prunogenito: lo Conte de marìgUano expedio molte facciende. £0 die
271 M." ecce Lxxxviiij." oeiOBBB
hebbe lo accidente et ingressus lectulum li medici in necessarijs prouedendo
discessit febris et quieuit aliquantulum. Lo I. S. Principe bora xxiij. babita
licentia se partio et ritomo a napoli : et cosi lo Magnifico Messer Andrea de
gennaro cbe era stato vna cam sua Signoria ad expedire alchune facciende
et ad visitare sua I. S. Bora iij. cenauit et solita discessere Curìales. £o die
la Contessa de Nola nepote del S. Re et sua lo venne a visitare: et placuit
plurimum sibi et assaj se ne partio contenta de bona recolta li fece sua I. S.
Die xviij. Octobris.
Audita sua missa caualco alquanto et andò a vedere vna Massaria de la
S. Regina. Et reuersus fece collatione et eo die expedio alchune facciende
et ad boram xxj. li prese lo accidente et lo tenne fino ad vna bora de nocte:
et bora iij. cenauit et iiij. quieuit. Quella sera vide creta era venuta de pe-
saro.
Die xviiij. eiusdem.
Surrexit bona bora et audita missa caualco a sancto Nastagio: li fece
collatione et expecto la S. Regina che veniua a somma a visitarlo: et venen-
do caualcoro et se uennero a somma: et stati alquanto insieme et facta col-
latione : la quale certe fu bene ordinata et ad ogni homo et copiosa de con-
fecti et fructi: discessit Regina. Sua I. S. se pose a lo lecto con alquanto de
accidente et bora prima noctis fu libero et 2.^ cenauit et v. dormitum iuit.
Die XX. Octobris.
Sua I. S. non surrexit bona bora: che volea vedere come se passaua de
lo accidente- cbe expectaua: et certe parum detentus est a febre. Non vscio
fora propter aera cbe fu turbido et pluuia aliquantulum cecidit. Venne Mes-
ser Julio et cum quello expedio molte facciende. Et bora prima noctis ceno
et bora iiij. lectulum ingressus est.
OCIOBBS
M.* ecce Lxxxviiij.* 272
Die xxj. eiusdem.
Bona bora surrexit et audita missa caualco et andò a vedere vna mas-
saria de la S. Regina et nide caualli et reuersus non se partio più de casa:
parum uel nihil febrem habuit: non comedit ilio die nisi bora xxiiij. et bora
V. lectulum ingressus est. Et venne messer Marino brancazo et messer An-
drea de gennaro suo cammerlingbo et fece facciende. Eo die nunquam uà-
cuus a negociis vitam ducebat.
Die xxij. eiusdem in somma.
Orto sole suirexit e lectulo et audita missa coUationem fecit. Yolea ca-
ualcare sed expectabat febrem et dubitaua. Stecte per casa per solazo et bora
xviij. aliquantulum a febre vexatus lectulum ingressus est et bora xxiij. egres*
sus contulit se ad Retrectum per vedere cauaUj et ibi moratus est per boram.
Et post paulo reuersus est ad lectulum febre iaborans: et bora iij. cenauit fé-
bre iam cessata. Et delibero sua I. S. partire la mactina seguente per Nola :
et cosi fece comandare a tucta sua casa fusse in ordine et lectulum ingres-
sus bora V.
Die xxiij. Octobris.
Orto sole surrexit e lectulo et audita missa sua I. S. caualco per Nola et
juncto se riposo in lo iecto aliquantulum a febre detentus: et fu receputo dal
conte de dieta cipta molto de bona voglia et da quello presentato. Geno bo-
ra iiij. et lectulum ingressus bora vj.
Die xxiiij. eiusdem in noia.
Bora xiiij. surrexit e lectulo et fece facciende et audita missa fece col-
lattone et bora xvij. aliquantulum febre detentus non egressus est domum :
et lo tenne lOino ad bore 2. de nocte et cenauit et v. lectulum ingressus est et
discessere Gurìales.
273 M/ ecce Lxxxviìij.** ogtobeb
Die XXV, eiusdem in Nola.
Non eiiuit domum eo die. Àudita missa volse fare collatione et se sen-
tio dal freddo molestato et cosi non uolse niente. Ingressas est lectulum et
egressus est bora xx. et se pose a fare facciende facendo pocho conto de fé-
bre et forti animo multa expediuit. Cenauit bora iij. et v. lectulum petijt.
Die xxvj. Octobris in noia.
Surreiit bona bora et audita missa caualco a sancto angelo doue demo*
rano frati de sancto francesco obseruanti. Li fece collatione et prese aera et
alquanto piacere per lo loco et audio U vespri. Et prese molta recreatione cum
queùi religiosi et reuersus bora xxj. ingressus est lectulum aliquantulum a
febre detentus: et cenauit bora iiij. et vj. Curiales discessere.
Die xxvij. eiusdem in noia.
Orto iam sole egressus est lectulum et audita missa caualco ad solacium
verso Gimitino casale de noia. Et visito certa ecclesia doue sta lo pozo de san-
cto Patritio et multa corpora sanctorum: et li fece collatione et post paulo
reuersus lectulum ingressus est per lo accidente cbe bebbe: et eo die fu visi-
tato dal S. Principe suo primogenito. Geno bora iiij. v. dormitum iuit.
Die xxviij. eiusdem.
Àudita missa volea caualcare et andare a caccia ma dubitaua de lo ac-*
cidente et cosi se passeggio vicino a la casa: et a la stalla vide soj caualli: et
reuersus domum expedio molte facciende et tamen febre laborauit aliquan-
tulum. Bora iij. cenauit et v. dormitum iuit.
Die xxviiij. Octobris in noia.
Volse sua I. S. quella mactina andare a caccia audita missa sua solita et
35
OCIQBBB M.^ ecce Lxxxviiij.^ 274
per causa de lo accidente et anchora perche lo tempo fu alquanto nebuloso
non se partio de casa. Spaccio facciende con lo Fontano et delibero la ma-
ctina sequente partire de Nola et ritornare in napoli per essere con lo S. Re
che se expectaua lo Sabbato : che stana a lo Gasale. Quella sera ceno hora
iij. et V. lectulum ingressus est.
Die XXX. Octobris in Napoli.
Bona hora surrexit et audita missa caualco et fece collatione a lo Casale
chiamato Sancto vitagliano: et se uenne in napoli bona hora et de febre as-
saj meglio se passo quello jorno. Hora iij. cenauit et v. petijt lectulum iam
discessis Curialibus suis.
Die ultimo Octobris.
Hora XV. egressus est lectulum et audita missa sua solita caualco a
monte oliueto doue fece sua collatione et demoro con quelli monaci : et au-
ditis vesp^ ritomo in castello et aliquantulum more solito febricitauit. Ceno
a iij. bore et v. lectulum petijt. Et quella nocte fu vno male temporale de
acqua.
NOTEMBRE , Die pfimo Nouembris.
Hora xiiij. surrexit e lectulo et vdea caualcare in castello a li officij de
tucti li Sancii et perche comincio a piovere non partio. Audio la Missa can-
tata in casa et fece collatione. Et hora xx. caualco in castello nono et fuit cum
Rege: et expeditis quibusdam reuersus est detentus solito morbo suo. Cena-
uit hora iiij. et vj. lectulum ingressus est et discessere Curiales. Eo die torno
bisbal de milano et ferrara et fu accarezato dal prefato I. S, molto.
Die ij. Nouembris.
Delibero non partire de casa per essere lo tempo piouoso: et cosi audita
275
M.** ecce Lxxxviiij.'
NOTEBIBRE
sua missa et facta collatione se pose in facciende et multa expediuit: et bora
xxj. fii visitato sua S. da. la S. Regina: et morbo suo solito laborauit. Bora iiij.
cenauit: vj. lectulum ingressus est.
Die iij. eiusdem.
Non egrèssus est domum eo die. Audita missa sua et expeditis negocijs
pluribus fece coUatione et vide da le finestre de sua camera lungo lo fosso
tucto quello jomo caualli de Caserta: cbe li tenea Monte in napoli in la nouella
stalla ad sancto Joannj ad carbonara. Et iUis visis bebbe lo solito accidente
et lo tenne fino ad bore 4. et vj. cenauit et viij. lectulum ingressus est. Et la S.
Regina eo die lo venne a visitare.
Die iiij. Nouembris.
Satis bona bora surrexit et audita missa caualco et andò a vedere soi
caualli nouamente venuti da marcenese a la nona stalla ad carbonara: et illis
visis caualco in castello nono et li fece collatione et mansit cum rege per più-
res boras et multa expediuil: et reuersus domum bora xxij. non dedit se ocio
sed in quibusdam expediendis : et ingressus lectulum febre detentus solita
cenauit bora iij. et v. lectulum petijt.
Die V. eiusdepi.
Postquam surrexerat missam suam audiuit et expediuit multa et colla-
tione facta mansit cum curìalibus suis in jocalibus: percbe lo tempo fu piu-
moso non egrèssus est domum. Lo imbasciatore florentbio lo venne a visitare
et cum ilio multa expediuit. Geno a iiij. bòre: vij. lectulum petijt.
Die vj. Nouembris.
Àudita sua missa caualco et fece coUatione a lo suo jardino grande et fu
ili castello et visitauit reginam:et reuersus domum bora xxiij. expediuit multa:
NOVEMBBE
M.^ ecce Lxxxviiij.'
276
et ingressus lectulom parum a febre yexatus hora iiìj. cenauit et leuiter per-
che quella nocte delibero pigliare medicina. Hora vij. lectulam ingressus est.
Et eo die fureno facto le exequie del S. Joanni antonio de sancto Seuerino
maiordomo del S. Re qui diem suum obijt.
Die vij. eiusdem.
Hora xiij. sua I. S. piglio le pillole et hora liiij. la manna: et audita missa
comedit hora xviij. et ea hora la medicina hauea bene adoperato: et eo die
multa expediuit: et hora v. comedit et lectulum ingressus est hora vij.
Die viij- Nouembris-
Fu lo tempo assai turbato et pluit: pero sua I. S. audio sua missa et fece
collatione et hora xviiij. caualco quia aer erat clarus: et vide la casa noua
del suo jardino et la caualleritia noua ad carbonara et fu in castello conia
S. Regina: et reuersus expediuit multa. Gensoiit hora iiij. lo accidente hebbe
hora xxiij. et vj. lectulum ingressus est.
Die viiij. Nouembris.
Àudita sua missa et facta collatione non exiuit domum perche fu lo tem-
po piumoso: et expediuit multa negocia per totum diem. Et hora iiij. cena-
uit: vj. lectulum ingressus est.
Die X. eiusdem.
Àudita missa ascese al suo jardino et caualco al Poggio reale et li fece
collatione et fece facciende sumpto prandio con suo Cancellere. Et interim
arriuo li lo imbasciatore fiorentino et con quello multa expediuit et caualco
con quello et li monstre tucta la massarìa. Et reuersus laborauit sua solita
febre. Cenauit hora iiij. et conuito Joancola et bisbal propter vigUiam Sancti
Martini et loro fece vno assai acconcio convito. Et vij. discessere Curiales et
lectulum ingressus est.
■■Hall
277 ^«^ ^^^^ LxxXTiiij.^ KOTBIIBEB
Die xj, eiusdem.
Non vscio de casa propter pluuìam que per totum diem durauit. Fece
molte facciende. Ceaauit bora iiij. et vij. dormitum iuit.
Die xij. Nouembris.
Àudìta sua missa ascese la via del suo jardino et caualco al molo : et par-
tito da li andò in castello al S. Re et fece facciende cum sua maestà et fece
collatione a la guardarobba: et reuersus ad regiam maiestatem per tres boras
fuit in expediendis negocijs.£tpost paulo andò a la S. Regina et cum quella
et con lo imbasciatore del S. Re de Castiglia andò ad epyscopio et li videro
io sangue de sancto Jennario squagliare mirabiliter: et ce interuenne lo ar-
ehyepiscopo cum grande solempnita : et conjunse la sua sancta Testa con lo
Sangue et illieo diuento liquido: et omnes adducti sunt in maximam admira-
tionem. Et eo viso discessere et sua I. S. se ne ritorno a sua babitatione ad
riposare et eo die se passo bene del solito accidente. Ceno ad bora iiij. Dor-
mitum iuit bora vj.
Die xiij. eiusdem.
Bona bora surrexit et audita sua missa caualco a lo castello ad regiam
maiestatem et expediuit multa cum illa: et percbe sua maestà andò a caccia
lo accompagno fino a la Maddalena et reuersus est: et eo die passo bene et
nibil febrem babuit. Ceno a iiij. bore et lectulum ingressus est bora vj. Sua
collatione quello jomo fece in castello.
Die xiiij. Nouembris.
Sua I. S. non vscio de casa quello jomo: audita sua missa et facta col-
latione se pose in facciende per totum iUum diem. Et lo imbasciatore del S;
Re de trancia cbe era venuto da roma fu con sua I. S. et multa expediuit. Et
ceno bora iiij. et dormitum iuit bora vj. Non bebbe febre.
\
HOTEKBRK M.** cccc Lxxxviiij.® 278
Die XV. eiusdem.
Surrexit hora xv. et non andìta missa caaalco in castello nono et expe-
diuit multa: et sua missa audio in monte oliueto. Et bora xxiij. reuersus ali-
qua negocia executioni mandauit et passo bene eo die de febre. Ceno a iiij.
bore et dormitum iuit yj.
Die xvj. eiusdem.
Hora xvj. caualco in castello et li fece collatione et andò con lo S. Re
a caccia a le padule. Et hora xxj reuersus dimoro in lo suo jardino grande
et fece facciende. Hora tarda se ne intro in castello et non tradidit se ocio
quia non erat moris sui. Et cenauit bora iij. cum dimidia: lectulum ingressus
est bora vj. et passo bene dei gratia de lo accidente. Sperabant Medici salu*
tem eius.
Die xvij. Nouembris.
Hora xv. surrexit e lectulo et expeditis quibusdam negocijs Contulit se
ad stabulum ad videndos equos suos et fece collatione bora xviiij. Et sumpto
prandio de sua fenestra vidit equos. Et hora iiij. cenauit et lectulum ingres-
sus est: et nihil tébrexn habuit eo die.
Die xviij. eiusdem.
Satis bona hora surrexit et audita missa ascese a lo jardmo suo et ca*
ualco in castello nono et cum rege multa expediuit. Et fece collatione a la
guardarobba et reuersus iterum ad regiam maiestatem posuit se ad expe-
dìenda negocia: et post paulo caualco cum Regina et andoro a sancta Chiara
et monstre a lo imbasciatore de francia tucto quello monasterio: et eo uiso
Regina in Castnim nouutn aduentauit: sua I. S. in domum: et expeditis qui*
busdam ceno ad bore iiij. et lectulum ingressus est hora vj.
279 ^-^ ^^^^ Lxxxviiij.** KOTBUBBli
Die xviiij. eiusdem.
Audita sua missa ascese al suo jardino et li fece coUatione et caualco in
castello et uisitauit Reginam et demoro alquanto con quella et causa exercitij
schachis. Et reuersus bora xxij. se pose in facciende et cenauit hora v. quia
adlìuc stomacus suus non bene se babebat secundum medicorum judicium.
Et lectulum ingressus est hora vij.
Die XX. Nouembris.
Surrexit hora xv. et audita sua missa ascese a lo suo jardino et caualco
al poggio reale: et li fece coUatione et fece vedere tucte quelle cose a lo can«>
collere de la S. Duchessa de ferrara. Et reuersus venne a sua stalla et vide
soi caualli et cenauit bora iiìj. et vj. donhitum iuit.
Die xxj. eiusdem.
- Audita missa andò al suo jardino grande et li fece collalione : et poi ca-
ualco a sancto Seuerino et li audio li vespri: et postea reuersus vide li soi ca-
ualli da la fenestra vsque ad noctem. Cenauit hora iiy. et lectulum ingressus
est hora vj.
Die xxij. Nouembris.
Postquam sjirrexerat e lectulo missam audiuit et quam primum caualco
in castello nono perche douea venire lo S. Re che stana fora a caccia: et fuit
cum Regina et post paulo caualco et andò a monte oliueto a li vespri : et illis
perfectis ritomo in sua habitatione et fece facciende. Et ceno bora v. et lectu-
lum ingressus est hora vij.
Die xxiij. Nouembris.
Surrexit bona bora et audita missa caualco in castello et fuit cum rege
SOVEMBBB
M.® ecce Lxxxviiij.»
280
et expediuit multa negocia et fece collatione a la sua guardarobba: et reaersus
ad regem interim venne lo imbasciatore del Re de inghilterra * et hauta au-
dientia dal S. Re sua I. S. se partio et venne a le sue stalle et vide caualcare
soi caualli. Et ceno bora v. et vij. lectulum ingressus est.
Die xxiiij. eiusdem.
Satis tempestine e lectulo egressus missam audiuit et caualco in castello
nono et accompagnerò vna con lo imbasciatore del Re de francia la S. Regina
a la caccia a quarto doue trouoro lo prefato S. Re: et fu facta bella caccia et
ce fureno morti cerai xv. et vno lupo et altre fere saluaticbe. Et finita la cac-
cia sua I. S. ne venne con lo S. Re fino a la grocta et li monto in carrecta
con la S. Regina propter puluerem: et smontata in castello la prefata S. Re-
gina sua I. S. se ne uenne in capuana in carrecta jam circiter bora ij. noctis:
iiij. cenauit et vj. lectulum ingressus est^
Die XXV. Nouembris.
Hora XV. surrexit et audita missa caualco in castello nono ad regiam
maiestatem et li fece collatione : et expeditis non nullis cum regia maiestate
sua I. S. se ne uenne^ et audio li vespri in sancta Catarina de formelle quia
erat dies suus. Et postea caualco et monstre le mura a lo imbasciatore de ve-
netiani : et reuersus domum statim posuit se in negociis expediendis. Et hora
uij. cum dimidia cenauit et vij. lectulum^ petiere Guriales. Quella sera bebbe
parum febris.
Die xxvj. eiusdem.
Satis bona hora. surrexit et audita sua missa ascese a lo suo jardino
grande. Li fece collatione et quibusdam expeditis negocijs caualco al poggio
reale et vide tucte quelle cose: et reuersus domum fece facciende: et ceno
hora iiij. sexta quieuit.
9B
28i M."" ecce Lzxxviiij.'' notxmbbb
Die xxvij. Nouembris.
Perche qaello jomo fa male temporale de pioua et vento sua I. S. non
Tscio fora de casa. Audita sua mìssa se pose in facciende facta collatione.
Ceno hóra iiij. et vj. quieuit. ^
Die xxvìij. eiusdem.
Surrexit bora xv. et audita sua missa et percepto Consilio medicorum
fece molte facciende et hora xvìiij. caualco in castello nouo con tucta sua
casa per dimorare ibi due jomi. Et ceno ad hore iiij. et vj. dormitum iuit: et
quella sera venne lo S. Re che era fora ad vna hora de nocte.
Die xxviiij. eiusdem.
Surectis Curìalibus et iam in Curia profectis certe satis non tarda hora
surrexit e lectulo: et audita sua missà et facta collatione. fuit cum Regia ma-
iestate et Regina in negocijs: et furono facti certi sponsalicij de vna creata de
la prefata S. Regina. Hora iiij. cenauìt et vij. lectulum ingressus est. Et deli-
bero sua I. S. ritornare a sua habitatione die sequenti.
Die vltimo Nouembris.
Sua I. S. audita missa et facta collatione et expeditis quibusdam nego-
cijs cum regia maiestate caualco et ritomo in castello capuano: etstatim po-
suit se in negocijs. Hora iij. cenauit et v. lectulum ingressus est.
Die primo Decembris. dbcembbe
Hora XV. surrexit e lectulo et audita missa fece collatione hora xviij. Et
quam primum caualco in castello nouo et cum Regia maiestate multa expe-
diuit. Et contulit.se ad Reginam et cum quella monto m carrecta et andoro
a la incoronata et in certa casa fu danzato da le Damigelle de dieta S. Regi-
36
BSGEMBBS M.^ cccc Lzxxviiij.^ 282
na: et post iUinc discessum Regine sua I. S. se ne uenne in castello capua-
no. Expeditis non nullis negocijs et visis non nullis Codicibus suis qui vene-
rant florentìa cenauit bora iiij. et \j. lectulum ingressus est
Die ij. Decembris.
Sua I. S. audita missa et expeditis non nullis : propter pluuiam que ilio
■
die fuit demoratus est domi per totum diem videns suos Codices et alia aufu-
giendi ocij causa. Hora xx. fece coUatione: cenauit bora iiij. vj. lectulum petijt.
Die iij. Decembris.
Surrexit bona hora quia raro uel nunquam demorata est sua L Domi-
natio in lectulo: nam summo mane mos eius erat ponere se in negocijs. Au-
dita sua missa et facta collatione ascese al suo jardino et caualco in castello
nono et fuit cum regina et andò in casa messer pasqual quia eo die obijt
diem suum vxoc ^i^ nobilissima quam I. Dominus vnice dilexerat in vita ob
eius optimos mores. Et reuersus in castellum Capuanum posuit se in nego-
cijs : cenauit hora iiij. et yj. petijt lectulum.
Die iiij. Decembris.
Satis bona hora surrexit et audita sua missa caualco a sancta Maria de
la nona et li audio la messa cantata et lo officio: che furono facto le exequie
de U consorte del S. Messer Pasqual: et illis expletis ne uenne a lo suo jar-
dino grande et facta collatione contulit post paulo ad stabula sua vna con lo
imbasciatore del S. Re de francia et vide soi caualli. Et iUis visis domum re-
uersus^ ad negocia se implicauit. Cenauit hora iiij. et vj. ad lectulum con-
uolauit.
Die V. Decembris.
Bona hora surrexit et audita sua missa caualco a sancto Martino doue
!••« ■
283 M.<^ ecce LxxXYÌiij.® DECBMBfiB
coQuito lo imbasciatore del S. Re de firancia et li molto lo accarezo : et lo
connito fa molto ordinato et copioso de pescio et de ouo et multe altre vi*
uande: ita et taliter che lo dicto imbasciatore resto admirato. Et smnpto pran-
dio fece accompagnare saa I. S. lo prefato imbasciatore a pezolo da alchoni
de li soi fra li quali ce mando lo Magnifico Jacobo Sanazara Poeta eximio
che li monstrasse tucte quelle antiquitate come homo experto in ciò. Et fece
ordinare che mentre dicto imbasciatore demorasse la non li manchasse al-
chuna cosa ymo fosse seruito come la persona sua. Sua I. S. caualco et ven-
ne a la incoronata doue trouando la S. Regma in carrecta scaualco et intro
in carrecta et andoro a visitare una donna hauea figliato. Et li lasso la pre-
fata S. Regina et se ne uenne in castello capuano: et expeditis quibusdam
bora iiij. cenauit: yj. lectolum ingressus est.
Die vj. Decembris.
Postquam surrexerat audiuit missam suam et caualco in castello nono
et fuit cum Regina. Interim arriuo lo imbasciatore del Re de francia che ve-
niua da vedere quelle antiquitatj de pezolo et cum quello se ne uenne in
castello bora xxiy. et fece facciende. Ceno a iiij. bore et vij. lectulum petijt.
Die vij. eiusdem.
Hora xvj. surrexit et audita missa caualco in castello nono et decte au-
dientia per iiij. bore. Fuit ibi maximus hominum concursus perche sual. S.
per sua indispositione era stato circa iiij. mesi che non hauea dato audien-
tia. Expaccio cose assai et la fece sua coUatione et post paulo caualco et
andò a li vespri de la conceptione a sancto Seuerino. Et cenauit hora iiij. et
solita dormiuit.
Die viij. Decembris.
Hora xvj. surrexit et ascese a lo suo jardmo grande et audio 4nissa a
M.® ecce LxzzTiiij.** 284
sancto Petro ad Ara: et eo die expedio molte facciende et fu a sua stalla et
li fece collatione. Et de poi canalco fino a lo Molo et andando in castello
nono trono che la S. Regina era canalcata : et partendose sua L S. per ritor-
narsene trono quella per la via et reuersus in castellum démoro alquanto cum
sua Reginale maestà et hora xxiiij. cum dimidia reuersus est in castellum
capuanum et multa expediuit. Geno ad bore iij. conuito a sua cena messer
Joannj antonio Caldera et messer Berlingeri suo figlio et antonecto Citare:
et ut plurimum Joannj Cola Gayetano et Bisbal erant in prandio cum ilio:
nam iiij duo faceti viri habebantur. Lectulum ingressus est hora yj.
Die viiij. eiusdem.
Audita sua missa caualco al Poggio reale et vide quelle fabricbe et li
fece collatione: et post paulo ritomo et vide li conigli a le virginj. Et venne
in castello et posese in facciende et ceno ad boreiiij. et yj. lectulum ingres-
sus est.
Die X. Decembris.
Fu tanto tempo piumoso che non escio de casa et tucto quello jomo
fece facciende et li imbasciatori de ytalia fureno cum sua I. S. et vide molti
libri et panni de Araza. CeuQ hora iiij. et vij. lectulum petijt.
Die xj, eiusdem.
Àudita sua missa caualco in castello nono et fuit cum Regina et la fece
collatione et fece facciende cum Illa et Pontano Secretano regio. Et vide
certi panni pincti et certi brochati. Et reuersus in castellum capuanum po-
suit se in negocijs et cenauit hora iiij. et vij. Curiales discessere.
Die xij. Decembris.
Surrexit bona hora et audita missa ascese a sue stalle et vide cauallj.
285 M."* ecce LzxzTiiij.^
Àniuo lo imbasciatore del S. Re de francia et visis equìs caualcoro al molo
ragionando de molte cose: et renersus domnm posuit se in negocijs. Ceno
ad bore iiij. et vij. lectulum ingressus est.
Die xiij. Decembris.
Demoro alquanto in casa et audita sua missa caualco in castellò nono
et fuit cum Regina: et li fii facto vna parentela che fu data la sore del Conte
de conza a Messer hectoire pignactello. Et li arriuando lo imbasciatore del
S. Re de francia caualco con la S. Regina a Sancta Lucia erat enim dies
suus. Etreuersus accompagno la prefata Regina a casa de Donna Maria cbe
hauea figliato: et quam prìmum caualco con lo imbasciatore predicto et quello
de Milano et andò a visitare lo imbasciatore del S. Re de castiglia a le case
del conte de fundi: et reuersus conuito quella sera lo prefato imbasciatore
del S« Re de francia et honorifice et laute illum recepit. A tre bore furono in
tauola : antea semper in soni et canti : bora vj. finito conuiuio discessit le-
gatus Gàllorum et quam primum post paulo Dominatio sua lectulum petijt.
Die xiiij, Decembris.
Hora xv). surrexit et expeditis quibusdam andò a missa a sancto Joannj
ad carbonara et caualco et vide et designo alcbune habitationi appresso
le Mure none de la terra: et quello jorno fu a lo poggio et li facta collatione
vide tucte quelle frabiche. Et reuersus caualco fino a lo molo et audio com-
pleta a sancta maria de monte oliueto. Et reuersus se pose in facciende. Ce-
nauit hora iiij. et vj. lectulum petijt.
Die XV. eiusdem.
Àudita sua missa satis bona hora caualco in castello nono a dare au-
dientia et data ibi fecit collationem et fu in castello : visito la S. Regina et
parlo con messer pasqual. Et expeditis non nuUis discessit et andò a visi-
/
BBCSMBBIS
M.** ceco Lxxxviiij.* 286
tare lo imbasdatore del S. Re de francia che staua indisposto. Et ritornato
in castello de capuana se pose in facciende. Ceno ad bore iiij. et vj. lectn-
lum ingressus est.
Die xvj. Decembris.
Àudita sua missa quam primum se pose in facciende fino ad bore xx.
et ea bora mangio per vna uolta: et sumpto prandio vennero li imbasciatori
et con quelli multa expediuit eo die. Et non vscio fora quello jomo per es-
sere male temporale. Cenauit minime eo sero perche quella nocte volea pi*
gliare certe pillole. Lectulum ingressus est bora yj.
Die xvij. eiusdem.
Sua I. S. prese pillole ante lucem cum Consilio medicorum et de quelle
sentio grande restauratitene et molto adoperoreno dei gratia ad salutem cor*
poris. Mangio per vna uolta ad bore xviiij. sonate: et quello jomo fece molte
facciende et ocio vnquam marcebat. Lectulum ingressus est bora v.
Die xviij. eiusdena.
Bona bora surrexit et audita missa bora xvj. fece coUatione et caualco
post paulo et andò In castello nouo et fu con la S. Regina et con quella an-
doro in carrecta a visitare lo imbasciatore del S. Re de trancia che staua in-
disposto in le case del S. Don federico. Et sua I. S. non lassaua mancare in
la casa de quello mai suo medico ne altra cosa necessaria quanto a sua per*
sona propria. Et accompagno la prefata S. Regina in castello nouo: etreuer*
sus in castellum capuanum fece facciende fino ad bore iiij. et ea bora cenam
sumpsit: et lectulum ingressus est bora vj.
Die xviiij. Decembris-
Surrexit satis bona bora et audita missa caualco in castello nouo et
287
M.** ecce Lxxxviiij.'
i].'h:4 i\*^
decte aadientia : et illa finita fece la collatione et parlo con messer pasqnal
et andò al fnolo che fu vna tempesta maritima assai grande: et eo die arriuo
al molo vna saecthia de palermo in xx bore et salaa fuit. Ritornato in casa
se pose in facciende. Cenauit hora iiìj. et vj. lectulum ingressus est.
Die XX. Decembris.
Hora xvj. surrexit et audita missa ascese al .suo jardino et li fece colla-
tione et caualco et trono la S. Regina a casa del S. Alfonso carazolo et cum
quella interuenne al baptismo de vna sua figlia: et post paulo se ne andò in
castello cum la S. Regina et caualco et andò ad scontrare lo S. Re a porta
reale cbe veniua da fora: et ritorno in castello cum sua maestà la quale illieo
visito la S. Regina et fu in facciende con messer Julio et lo pontano: et dimoro
li tanto cbe lo S. Re andò a li vespri: et discessit et ritorno in castello capuano
hora prima noctis. Cenauit hora iij. et lectulum ingressus est hora v. Eo die
lo prefato L S. audio li vespri a sancto Seuerino. Versabatur continuo cum
ipsis Religiosis et vitam deuote ducebat perche die Nati\1tatis votebat ipsam
Eucharistiam accipere.
Die xxj. Decembris.
Sua I. S. bona hora audio sua missa et caualco in castellonouo et fece
facciende cum sua maiestate Regia et Regina. Li fece collatione et caualco
con quella ad visitare lo imbasciatore del S. Re de trancia che stana indi-
sposto. Reuersus hora prima noctis in castellum capuanum ceno ad bore iij.
et V. lectulum ingressus est.
Die xxij. Decembris.
Hora xvj. surrexit et audio la missa a sua Cappella et ascese a lo jar-
dino suo grande: et post paulo caualco et andò a vedere certa massaria doue
volea fare venire le mura de la Cipta: et andò a lo molo et da li in castello
I. 'Hi i;<
M,® ecce Lxxxviiij.* 288
nono eX fn con lo S. Re et Regina in facciende per totum diem. Reuarsus
bora prima in negocijs se implicoit. Genaoit bora iij. et v. lectulnm petijt.
Die. xxiij. eiusdem.
Audita sua missa caualco et andò a caccia a le padule con lo S. Re et
con sua maestà fece coUatione: et caualcoro a pianura et la feceno caccia de
porci: et Io prefato I. S. ne amazo vno cum sue mano et grosso. Reuersus
est bora prima noctis et 2.* cenauit et solito^suo more lectulum ingressus
est. Et ordino cbe fusse previsto per stanza in Sancta maria de monte oliueto:
cbe volea andare la lo di seguente a li ofQtij paschali et confessarse et co*
municarse.
Die xxiiij. Decembris.
Satis bona bora surrexit et caualco et audio sua missa in sancta maria
de monte oliueto: et li mangio per vna uolta et audio li vespri et la nocte lo
ofQtio tucto con gran diuotione: et confessato diligentemente dal suo Confes-
sore delibero comunicarse la mactina seguente: et li dormio quella nocte.
Die XXV. Decembris. In monte oliueto.
Summo mane auditis ofQciis noctumis et tribus solitis missis sua I. S.
prese la sancta Eucaristia et tanto diuotamente quod plurimi dicunt lacri-
masse satis: et admirantur illius contritìonem capiant exemplum ali) viuentes
et bene viuant et ab ipso deo post vitam nil aliud expectent nìsi justiciam.
Sumpto ibi prandio dormiuit aliquantulum et caualco in castello ad regiam
maiestatem: et ordino che sua casa andasse la cbe uoleua starce dui jomi:
cbe volea fare pasqua cum Regio patre et Pasqua die veneris fuit. Et la dor-
mio quella sera et fece cenare cum ipso lo I. S. Principe suo primogenito.
Et lectulum petijt bora vij.
IR^I
OS
289 M.° ecce LxxXTÌÌÌj.*> SBCSUBBB
Die xxvj. Decembris.
Ed die aadiuit missam cantatam cum regia maiestate et li fece coUa-
tione et eipedio molte facciende. Et in sero discessit et ritomo in suo ca-
stello de capuana. Ceno hora iij. et v. lectulum petijt.
Die xxvij. eiusdem.
Àudita sua missa caualco et yide soj caualli et sue cauallaritie et li mon-
stro a messer Joan Jacobo et poi andò in castello nono et trono che lo S. R»
mangiaua et demorauit cum ilio: et contulit se ad reginam et la conduxe a
la missa cantata et cum illis audio missa cantata: et perfecta fiiit cum Regi-
na. Et expeditis multis vide jocare al pallone dal I. S. Principe et da molti
altri: et post paulo fuit cum Rege et regina et Fontano et lo imbasciatore de
castiglia in faccende: et hora prima noctis fuit in vesperis cum illis: et reuer*
sus quam prìmum cenauit hora iij. et v. lectulum ingressus est. Et eo die
suo I. S. fece cauallere fra Joanuincenzo carraffa figlio de messer bertoldo
suo paggio.
Die xxviij. Decembris.
Bona hora surreiit et audita sua missa contulit se ad stabulum et fece
ordinare molte cose et soi caualli : che espectaua lo S. Re che douea uenire
quella sera ad cenam a la Duchescha doue sua Signoria lo hauea conuitato
con molti conti et marchesi: et venendo sua maestà dimoro a sue cauallari*
tie et vide soj caualli et contulit se post paulo a la dieta Duchescha palatìo
nouamente edificato dal dicto L S. fronte a lo suo jardino grande. Quella fu
posta bene in ordine et ben parata con panni de arazo. Et lo conuito bene
preparato bora iij. noctis furono in tauola doue furono viuande in quantità
et fu lo conuito copiosissimo de ogni cosa. Poi hebbe cenato dieta maestà
con li baroni Conti et altri sua I. S. ceno con molti cortesani del S. Re et la
37
|].-H:4/i:^
M.^ ecce LxxzTiiij/ 290
prefata maestà se partio in castello nono. Sumpta cena lectalum ingressus
est et ordino a soi officiali che lo di seguente prouedessero che la casa andasse
a casale del Principe: che la volea andare sua I. S. con lo S. Re prèfato.
Die xxviiij. Decembris. In casal de principe.
Bona bora surrexit et aadita sua solita missa expedio molte facciende et
hora xviij. caualco tirato a casale del principe: et li poi fa juncto per spatium
hore mangio per vna uolta et post paulo andò a visitare lo S. Re che già era
arriuato et expedio facciende com sua maestà. Et reuersus hora iìj. noctis a-
liquantulum quieuit et hora iiij. lectulum mgressus est.
<
Die XXX. Decembris. In casal de Principe.
Surrexit e lectulo bona hora et audita sua missa caualco et andò a tro-
uare lo S. Re et andò a caccia cum sua maestà al Blazone et videno volare.
Et reuersus aliquantulum moram traxit domi et mutato ritomo al S. Re pre-
fato et fece facciende ut sui moris erat. Quello jorno sua I. S. fece coUatione
a la cauallaritia del mazone. Et ceno a tre hore de nocte et v. lectulum in-
gressus est. Et semper che sua I. S. seguitaua sua maestà dormiua tanto po-
che che tucto homo restaua admirato come posseua durare: et presertim li
Medici che stanano gelosi de sua sanità eo maxime che sua I. S. ^a stata
indisposta assai tempo et guarito et richaschato plurimum: ad id Medici pre-
fati dabant oculos perche cosi era stato imposto loro dal S. Re suo patre : et
a loro honore era attribuito et mancamento quando alchuna cosa nona fusse
acchaschata. Interueniano semper li preM medici al mangiare de quello et
ogni jorno nouam adhibebant medelam. 0 res miranda. Parca impossibile
che tale I. S. douesse patire si per lo bone reggimento si etiam per la bona
et sancta vita sua. Denoto elemosinerò amatore de li pouerì zelatore de li
pupilli et de li Religiosi carìtatiuo. Cosi parlaua mangiaua conuersaua con
quelli come con suoi germani illustrissimi. Ogni di andina sua missa et non
291 M.^ ecce LxxxYiiij.^
se trooa che maj la lassasse. Spesso se confessaua: facea dare denari per lo
amore de dio: a la nomptiata de napoli: maritaoa figliole: et ego huius rei
testis sum: che me pose al mondo. vna mia sore. Le cose de ipsi Religiosi et
loro facciende teneoa per proprie. Et illis temporibus hauendose a pagare la
decima al Papa Innocentio volse sponte pagare et esborsare del suo circa
ce. ducati tochaua a pagare a li Monaci de Sancta maria de monte oliueto.
0 tempora 0 res. De continuo facea leggere in sua camera da li soi ca-
mererì dicti antiqui et boni et più uolte dicea sua I. S. che se non che dubi*
taùa che non se mormorasse haria facto leggere in sua tauola quando man-
giaua cose sancte. Et per intendere quelle spesse uolte andana a mangiare
con li Monaci de sancto Seuerino et de Sancto benedicto de monte oliueto
recreandi animi sui gratia. Faciua dare ogni mactina a lo castello elemosi-
ne a quanti peneri ce ahdauano: pane et vino. Lo venardi facea venire xij.
peneri vergognosi in vna sua habitatione: et dato loro 1 acqua a le mani fa-
cea donare loro vno carlino per vno. Non delibero in ciò distenderme più
perche già ho cominciato tractare sua vita ampiamente et in quello tractato
sarà più condecente narrare ogni cosa. Basta in questo penero le jornate sue
et fare quanto me e stato ordinato. Et se pure qualche uolta me alargo a di-
re qualche cosa fora de necessario parcant mihi lectores perche lo fo per mio
exercitio. Et eo die lo S. Re delibero partire dal Casale et venire in napoli:
Et pero sua I. S. ante lucem fu in pede et expeditis non nuUis et ordinato
a li soj partissero: se pose a dire a la mente alchune orationi le quali soli-
tus erat dicere vnoquoque die : et arriuato in napoli subito cosi lapso ante-
quam lectulum peteret expedio alchune cose importanti. Et ea nocte pa-
rum dormiuit: et ut morìs sui erat cogitami non nuUa prò statu suo con-
seruando.
Die vltimo Decembris.
Summo mane surrexit et audita sua missa volea andare a caccia con lo
n i'in;
DECEMBBE
M."* ecce Lxxxviiij.* 292
S. Re: et per essere mal temporale non ce andoro. Fece faccende con lo S.
Re et quam primum caualco et per la via fece collatione: et accompagnato Io
S. Re prefato in castello nono et visitata la S. Regina se ne venne in capua-
na et ceno ad hore due de nocte et 4* dormitom iuit. Et per la via hebbeno
nona che lo S. Re de castiglia hauea pigliata Bazo cipta grossa del Re de
granata.
293
M,"* ecce Lxxxx.""
GENKARO
Die primo Januarij.
Hora XV. surrexit et audita missa caualco in castello nouo per intendere
la missa cantata con lo S. Re. Trono che dormiua: expecto a la sua guarda-
robba ragionando con li Regali Curiali: interim Regia maiestas surrexit. Au-
dio la missa cantata et fece la coUatione et tucto quello jorno stette in ca-
stello a piacere et joco con alchuni mercanti et vinze cento xxx ducati et
tucti li dono a le damigelle de la S. Regina ut semper moris sui erat. Et re-
uersus domum hora iij. cenauit et vj. lectulum ingressus est.
Die ij. Januarij.
Postquam surrexerat posuit se in negociis cum messer Julio et quam
primum equitauit et andò a trouare lo S. Re che veniua ad Piscopio: che vo-
lea andare a la Numptiata con là processione et audire la la missa cantata
insieme con la S. Regina: et lo affronto a là porta Reale et andò con loro
maiestate. Finita la processione et missa ritorno in castello nouo vbi cum
Rege et legato fiorentino expediuit multa: vsque ad iiij. horam noctis fuit im-
plicitus rebus necessarìjs. Reuersus in castellum suum quamprimum cenauit:
hora vij. lectulum petijt.
Die iij. Januarij.
Bona hora surrexit et audita missa caualco et andò a trouare lo S. Re
che douea venire con la Regina a sancto Domenico doue veniua la processio-
ne generale da piscopio: et trono che lo prefato S. Re se vestina et caualco et
QINNARO M.^ ecce LxXZZ.<» 3^4
accompagno la S. Regina ad piscòpio: etiitoraando in caltelio per accompa-
gnare lo prefato S. Re lo trono a porta reale che veniua et andoro in sancto
Domenico. Interim venne la S. Regina accompagnata dal B. Principe et da lo
imbasciatore del S. Re de Castiglia. Audiro la missa cantata et ea perfecta
andoro a la festa de la figlia de messer Cola toraldo:et li fece collatione. Et fé-
sto completo ritomoro in castello nono et ibi plura eipediuit vsque ad horam
iij. noctis: et non cenauit domi eo sero nec habuit suos Cttliales. Arriuato in
castello bora vj. lectnlum ingressus est.
Die iiij. Januarij.
Satis bona bora andiuit missam suam et andò a trouare Io S. Re et fu
con quello a sancta maria de la gratia. Li audiro la missa cantata eo modo
ut supra con la processione: et perfecta se ne tornerò in castello et tucto
quello jomo fu in faccende. Hora iij. noctis se ne uenne et ceno bora iiij. et
V. lectulum petijt.
Die V. eiusdem.
Delibero sua I. S. andare in castello et la alloggiare perche lo di seden-
te se facea festa per la nona era venuta de la Victoria del S. Re de castiglia.
Erano state conuitate tucte le jentili donne de napoli per danzare. Et la man-
gio et dormio quella sera: lo jomo fu cum Regia maiestate in negocijs e\^
pediendis. Lectulum ingressus est hora vij.
Die vj. Januarij.
Jam sole terram rigante surreiit et audita sua missa et eipeditis qui-
busdam rebus domesticis: essendo in castello nono con sua casa: andò a tro-
uare lo S. Re che già se leuaua: audio missa cantata cum sua maiestate: do-
ne se trono la S. Regina et tucti li imbasciatori de ytalia et quelli del S. Re
de castiglia et de francia. Audita missa fece collatione. Tucto quello jomo se
^maet
295
M.* ecce Lszzx.'^
GENNABO
fece fofta et danze che ce se trouoro tucte le nobili donne de Napoli. Finita
la fetta fa preparata et data vna coUatione Regale et copiosa de ogni ragione
de eonfectioni: Quella sera lo S. Re conuito la S. Regina et imbasciatori li
quali fureno assai accarezati et molto amicheuolmente raccolti da sua mae-
ata. Lo prefato I. B. se ne andò a cenare a sue stanze et semper seruio al S.
Re mentre mangio. Sampta cena fureno facto belle tramesse et maschere.
Media nocte lectulum petiere.
Die vij. Januarij.
Satis bora congrua surrexit e lectulo et audita sua missa fece alchune
facciènde perche lo di dinanzi era stata la epyfania et sempre se trono in fe-
sta: non hauea possuto expedire facciènde et quello jorno douea ritornare
in castello de capuana. Et andando al S. Re trono non era leuato: et post
paulo intese che, sua maestà non deliberaua partire quello jorno. Cosi fece
ritornare li soi che già erano in partita et quella sera mangio et dormio in
castello nouo et a negocijs unquam fuit liber ut sui moris erat. A xxij. bore
intro lo imbasciatore de Milano in napoli cum grande triumpho et bene ac-
compagnato da molti Signori jussu regie maiestatis.
Die viij. Januarij.
Omnino delibero partire lo S. Re et andare a casale. Cosi lo I. S. audita
sua missa et partito lo prefato S. Re se pose in facciènde et tucto quello jorno
non fece altro: sua collatione fece in castello nouo. Reuersus iterum in ne-
gocijs posuit se: et ceno bora iij. et v. lectulum ingressus est. Et quella sera
vide caualli in camera sua.
Die viiij. Januarij.
Non vscio de casa: solum andò a sua stalla a vedere soi caualli andina
prius missa et decte audientia ad imbasciatori et a molti altri. Nunquam
GEMNARO M.^ ecce LxxXX.® 296
qnieuit eo die vsque ad horam xiiiij. Tunc contuUt se ad prandiom per vna
nolta: et bora solita petijt lectulum: et aliquantulum eo die illum tetigit febris.
Die X. eiusdem.
Bona bora surrexit e lectalo et andita missa mangio et non exinit do-
«
mum nisi bora vespertina et contulit se in castellum nouum : et li fece fac-
ciende et fuit cum Regina: et reuersus posuit se in negocijs et cenaoit bora
ij. noctis: y. lectulum ingressus est.
Die xj. eiusdem.
Hora XV. egressus est lectulum et audita missa fece collatione a sedici
bore: et postea fuit in negocijs: et bora xx. monto in carrecta et andò in ca-
- stello nono et fuit cum Regina et fece facciende con lo Fontano et alijs. Re-
uersus domum statim ingressus est lectulum febre laborans: et bora iiij. ce-
nati sumpsit deliberans die seguenti medicinam accipere recuperande sani-
tatis gratta. Hora yj. discessere Curiales.
Die xij. Januarij.
Hora xvj. sua I. S. prese la medicioa assai cum compiacere et forti ani-
mo sperans salutem corporis ex illa: et audita sua missa non dormitans sed
alloquens suos Curiales bora xviiij. comedit et quieuit et passo bene dei gra-
tta. Hora yj. discessere Curiales.
Die xiij. Januarij.
Audita sua missa bora xvj. et facta collatione solum ex passubs expe-
diuit aliqua. Et vidit alcbuni jannectì bauea facto venire de castiglia. Et ceno
bora iij. et lectulum ingressus est bora vj. Et la S. Regina quello jomo lo
uenne ad uisitare.
MV±aBi
^97 M/ ecce Lxxxx.® gennabo
Die xiiij. Januanj.
Àudita sua mlssa et eipeditis quibusdam negocijs mangio per vna uolta
ad bore xviiij. et perche era lo jomo sospecto tucto quello di stette in pia-
cere et vide caualli soi da la fenestra de Io fosso verso sue stalle. Et lectulum
ingressus est bora vij. et passo bene.
Die XV. Januarij.
Hora decima fu in pede sua L S. et fece collatione bora xj. et post bo-
ram andò a dormire et quieuit multum bene per plures boras: et oculi mei
testes sunt quod vigilias complexi sunt per illam noctem. Compatior illis qui
in presentia non faciunt suum officium: tamen prò viribus sequar more soli-
to: et bora j. noctis cenam sumpsit et v. lectulum ingressus est.
Die xvj. Januarij.
Surrexit satis bona bora et audita missa sua et facta collatione expedio
molte facciende cum messer Julio: et caualco in castello et per totum diem
fuit cum Rege et Regina la quale quello jomo bebbe doglia de capo: et con-
solatus illam cum Regia maiestate multa expediuit. Reuersus bora xxiij. ite-
rum in negocijs se immiscuit. Hora ij. noctis ceno et vj. lectulum ingres-
sus est.
Die xvij. Januarij.
Bona bora surrexit et audita sua missa caualco et andò in sancta Cate-
rina de formelle. Li designo certe cose percbe ce doueano tornare le'mona-
cbe de la Maddalena. Et poi fu in castello nono cum Regìa maiestate. Fece
facciende tucto quello jomo: reuersus bora tarda cenauit et bora v. lectulum
ingressus est.
38
GENNARO
M.^ ecce Lxxxx.^
298
Die xviij. eiusdem-
Delibero andare al poggio reale et ibi fare collatione solo per vedere
quelle frabiche et per designare alchune cose. Et cosi fece sua 1. S. et reuer*
sus bora xviiij. quam primum se pose in facciende con messer Julio. Et man-
gio per quella sera ad iij. bore de nocte: et \j. lectulum ingressus est Et
ordino che lo di sequente sua casa andasse in castello nono che li uolea an-
dare ad alloggiare per trouarse al conuito che facea Ib S. Re a lo imbascia-
tore del Re de francia.
Die xviiij, Januarij.
Bona bora surrexit et audita sua missa caualco et andò a trouare lo S.
Re in castello: et li donnio quella sera expacciando molte faccende con sua
maestà et lo Imbasciatore del S. Re de francia: lo quale fu conuitato dal pre-
fato S. Re et fu molto accarezato. Sua L S. fece vna pocha de collatione al
tardo et ceno bora v. et vj. lectulum ingressus est: et delibero la mactina
sequente caualcare con lo S. Re a Samo et cosi lo fece commandare a tucta
sua casa.
Die XX. eiusdem.
Surreiit bona bora et audita sua missa fuit cum Regia maiestate : che
quella nocte hauea dormito in castello nouo. Et caualco cum quella ad bore
xyj. et mezo: et per la via fece collatione ad vna tauerna et galuppando junse
lo S. Re lo quale fece collatione a la massaria de la S. Regina: et li dunoro
alquanto. Hora xviiij. caualcoro fino a la longa Cauallaritia del S. Re et ibi
videro caualli et volaro et arriuoro a Sarno ad vna hora et mezo de nocte: et
riposata sua I. S. ad sua stanza bora iij. cenauit: hora v. lectulum mgres-
sus est.
299 M.^ ecce Lxxxx.^ gbkkabo
Die xxj. Januarij.
Non nimis bona bora surrexit et andò ad audire sua missa ad sancto
francesco et caualco al S. Re et li fece collatione: et eo die andò a la longa
con sua maestà a vedere caualli et lo S. Prìncipe, venne a visitarli da napoli.
Volaro et bora prima noctis reuersus dimoro fino a le iiìj. et tunc cenauit: et
bora vj. petijt lectulum et certe babuit quosdam dolores capitis.
Die xxij. eiusdem.
Bona bora egressus est lectulum et audita sua missa in sancto Fran-
cesco: et non la audiua in casa percbe alloggiaua in casa de vno Judero:
andò a trouare lo S. Re et demcnro cum sua maestà fino ad bore xviìij. et
caualcoro et vennero a napoli bora xxiij. et reuersus in castellum capuanum
bora iij. cenauit et v. lectulum petijt: et tunc discessere Curìales.
Die xxiij. Januarij.
Hora XV. lectulum egressus et audita sua missa ascese per la via del
suo jardino et caualco in castello nono et fuit cum Kegia maiestate et cum
Regina : et expeditis non nullis reuersus est et cenauit bora iij. et v. dormi-
tum iuit.
Die xxiiij. eiusdem.
Non est egressus domum eo die percbe alquanto se sentio distempera-
to et se fece alcbuni remedij : et audita sua missa la collatione sua fo solo
de passule. Expedio molte facciende et ceno bora iiij.: v. discessere Curìales:
«
vj. dormitum se contulit.
Die XXV. eiusdem.
Hora iam xv. transacta surrexit et fu visitato dal I. S. Prìncipe suo prì-
V
GBNNABO M.^ ecce LzXZX.^ y>0
"mogenito che li baso la mano et prese licentia perche partiua per Abruzo a
la gente de arme. Et audita sua missa expediuit uon nulla : sua coUatione fu
leggeri: hora xx. caualco et vide certi caualli a sue cauallaritie et quam prì-
mum reuersus se pose in facciende. Et quello jomo se dixe che lo episcopo
de nicastro stana in extremis: subito sua L S. desiderosa beneficare li soi or-
dino de dare lo episcopato al suo cappellano lo episcopo de nicotera. Et
certe molto se trouaua de bona volunta in ponere innanzi tucti soi seruitori.
Et ipse in eo numero sum et dico vnoquoque die : expectans expectaui etc.
Yiuat Dominatio sua Illustrìssima et omnia seruitoribus succedent ad votum.
Ceno ad due bore et lectulum ingressus est v. hora. ,
Die xxvj. Januarij.
Sua I. S. audita missa et facta parum collatione ascese al suo jardino
grande et spaccio molte facciende: et non caualcaua perche hauea male ad
vno pede. Ceno hora prima noctis et lectulum ingressus est hora v.
Die xxvij. eiusdem.
Hora XV. surrexit et audita sua missa et facta collatione monto in car-
recta hora xvij. et andò in castello nouo et fuit cum Rege et regina et expe-
dio molte facciende: et li fece collatione de pane et passe: che obseruaua
tale vita per viuere sobrio. Et lo S. Re che andana a caccia lo accompagno
fino a le scale : et ritornato in castello mando a chiamare lo Fontano et mes-
ser Julio et fece faccende. Et hora xxj. partio in carrecta et venne a la mad-
dalena vicino al castello et designo alchune cose. Et reuersus domum ceno
hora prìma noctis : v. lectulum ingressus est.
Die xxviij. Januarij.
Bona hora surrexit et audita missa caualco al poggio Reale et vide
quelle frabiche: et reuersus \1de tucte le mure et designo molte cose et vide
301 M."" ecce Lxxxx.** Gennaro
soi caualli. Et reuersus domum expediuit non nulla hora ij. Cenauit et quello
jomo fece collatione vicino a sancta maria de la pace. Lectulum ingressus
est bora v.
Die xxviiij. Januarij.
Hora xvj. surrexit e lectulo et audita missa ascese al suo j ardine grande
et li decte audientia a li imbasciatori et fece collatione hora xviiij. Et expe*
ditis quibusdam andò a sua stalla doue tenea li caualli grossi. Et visis equi3
caualco a quella doue tenea li polletri: et paulisper ibi moram trahens reuer-
sus post paulo domum fuit et in lectulum meauit quia aliquantulum indispo*
situs fuit. Cenauit hora iij. et v. discessere Curiales.
Die penultimo Januarij.
Satis hora competenti surrexit et audita sua missa caualco in castello
nono et fuit cum Regina et li fece collatione: Rex autem erat absens che sta-»
uà a trepergoli. Et reuersus hora xx. posuit se in negociis. Ceno hora pri-
ma noctis et V. lectulum mgressus est.
Die ultimo Januarij. In casale.
Hora xij. surrexit et audita sua missa caualco a casal del Principe a tro-
uare lo S. Re che la andana da trepergoli a caccia. Et la ceno quella sera et
alloggio cum sua casa: expaccio molte facciende con lo prefato S. Re et die
sequenti rìtornoro a napoli.
Die primo februarij. febraro
Trouandose sua L S. in lo casale surresit bona hora et audita sua missa
andò a trouare lo S. Re et li fece collatione et caualcoro et venne in napoli.
Et come fu smontato in sua habitatione et mutatose quam primum caualco
in castello nono ad Regem prefatum: h fece facciende et audio li vespri con
7EBBAR0 M.^ ecce LZXZX.^ 302
sna maestà de la Candelora. Et reuersus domam bora iij. noctis aliquantu-
lum quieuit et iiìj. bora cenauit et vj. lectulum ingressus est.
Die 2.® februarij.
Bona bora surrexit et audita missa caualco in castello nono et fuit com
regia maiestate: et cum quella et con la Regina audio la messa cantata: et fu
solenne propter festum purificationis: et candele furenp date in maxima co-
pia, larda bora reuersus ceno a iij. bore et vj. lectulum petijt. Et bauendo
conuitato lo S. Re al poggio reale per lo di seguente fece illieo prouedere al
necessario.
Die iij. februarij.
Satis tempestine surrexit e lectulo et nudità sua missa caualco al poggio
reale a vedere come baueano preparate quelle stanze percbe la veniua lo S.
Re a mangiare: et per tirare con lo arco certi vcelli exercitij gratta. Et come
bebbe prouìsto sua I. S. ad alcbune cose andò ad scontrare lo S. Re et fecero
coUatione a bore xviij. et quam primum caualcoro a caccia a mariglianello
et amazoro fino in vj. porci et vno cernie: et tornerò de nocte et acompagno
lo S. Re fino a la via va a le virgine et presa licentia domum se contulit et
fece facciende. Geno ad bore iìij. sonate et vìj. lectulum ingressus est. Et e^a
bauea deliberato partire con la casa con lo S. Re et andare ad Àduersa et
cosi lo fece commandare a li sol cbe stessero in ordine.
Die iiij. februarij.
Hora X. bebbe lettere de castello nono come lo S. Re era stato indispo-
i sto alquanto et cbe non deliberaua partire: cosi fece commandare a li soi non
facessero motiuo alcbuno fino al 2^ mandato : et fu in péde a bona bora et
audita sua missa caualco in castello nono. Et trono cbe lo S. Re bauea bauto
doglia de fianco: et adbibitis medeUs conualuit et mangio sua maestà ad bo-
303 M.^ ecce LZXXZ.® FEBKABO
re xviij. et dormio septe bore et cosi passo la doglia. Sua I. S. tucto quello
jomo fece faccieude: et reuersus bora ij. noctìs expediuit quedam. Ceno ad
bore iiij. et vj. lectulum ingressus est.
Die V. februarij.
Eo die quieuit aliquantulum et audita missa expediuit multa: et caualco
bora x\1j. et andò in Castello nouo et fuit cum Regia maiestate. Prius andò a
vedere sue massarìe: fece collatione in castello et tucto quello jomo expedio
faccende. Hora tarda reuersus ceno bora iij.: v. lectulum ingressus est. Eo die
intro lo imbasciatore del turco.
Die vj. eiusdem.
Hora xiij. surrexit et audita missa illieo caualco in castello percbe lo S.
Re volea pigliare medicUia et sua I. S. ce la uolea dare suis manibus propriis.
Et data illi medicina posuit se m negocijs per illum diem: multa expediuit et
fugiebat ocium quantum poterat nec pretermictebat diem quin ageret aliquid:
semper in labore erat. Et reuersus est domum bora iij. pulsata et iiij. come-
dit: vj. lectulum ingressus est.
Die vij. eiusdem.
Orto iam sole surrexit et audita sua missa bora xvij. caualco in castello
nouo et trono cbe lo S. Re dormiua. Expectans aliqua expediuit. Postea po-
suit se in negocijs cum sua maiestate et ibi collationauit. Reuersus domum
bora ij. noctis iij. cenam sumpsit et vj. lectulum ingressus est.
Die viij. februarij.
Surrexit e lectulo hora tarda et expeditis non nullis et audita missa ca-
ualco in castello et fuit cum Rege et regina et multa expediuit. Et reuersus
domum ceno a iij. bore: v. lectulum ingressus est et fece ordinare a la casa
FEBRAEO M.^ ecce LxXXX.^ 304
cbe stessero in ordine che lo di sequente volea caualcare cum regia maie-
^tate et andare quella sera ad adversa.
Die viiij. eiusdem. In adversa.
Bona bora egressus est lectulum et audita missa et expeditis quibusdam
caualco et andò al poggio reale et vide quelle frabiche et designo molte cose.
Et andò a la maddalena doue stana lo S. Re cbe vedeua caualli et li sna I. S.
fece coUatione: et post paulo caualco con lo prefato S. Re et aUoggioro in ad^
versa quella sera.
Die X. februarij. In Capua.
Orto iam sole surrexit et audita sua missa caualco et andò a trouare lo
S. Re a lo castello et sua I. S. alloggio a lo episcopato: et bora xviij. partirò
de adversa et andoro a* caccia a mazone et la fece collatione: et volare et
quella sera andoro ad allogìare in Capua.
Die xj. In capua.
Audita sua solita missa caualco et andò a trouare lo S. Re a sua stanza:
et statim caualcoro a lo mazone a caccia a la Spineta et li fecero collatione
et volare et ritomoro ad alloggiare pure in capua.
Die xij. februarij.
Bona bora surrexit et audita sua solita missa andò a trouare lo S. Re et
caualcoro a caccia et la fece collatione a cauallo a cauallo: et yolaro et andoro
ad alloggiare quella sera a casale. Et eo die venne lo patre limosinerò de o-
tranto et adduxe ben dece capse de osse de morti de quelli cbe furono tagliati
a pezi da li turcbi: le quali lo prefato I. S. bauea facto venire per collocarle
in sancta maria de li martiri ecclesia nouiter intitulanda in la Hagdalena
coniuncta con lo suo Castello: loco già de monacbe le quali furono collocate
305 M.*> ccccLxxxx.** febbabo
a sancta Caterina de formello: et li frati che stauano in quella ecclesia foreno *
mandati in sancto petro Mayella et provisti tucti del necessario et bene assec-
tati et contenti: et LD.Dax hec omnia diligenti cura et studio composuit et ordì-
nauit habita licentia a Summo Pontifice: et expeditis omnibus quieuere omnes.
Die xiij. februarij.
Satis bona bora surrexit et expediuit non nulla cum D. JuUo et audita
missa andò a trouare lo S. Re et fecero la via del gaudo cacciando et fece
sua I. S. coUatione equitando: et vennero in napoli quella sera et bora ij. ce-
nauit iiij. lectulum ingressus est. Et quello jorno partio messer Dieco Vela
suo maiordomo per Milano et trouando lo prefato I. S. da quello li fu ordi-
nato ritornasse in napoli et sic actum fuit: mando sua gente et carriaggi in-
nanzi et ipso venne in napoli cum vno famiglio prò expeditione sua. Et quella
sera sua I. S. recepette da la I. S. Duchessa de milano sua figlia vno bello
presente de formaggio et confectioni et vno pappagallo biancho con altre co-
se: del quale sua I. S. ne fé gran festa ut decet bonum patrem.
Die xiiij. februarij.
Satis bora competenti surrexit et audita sua missa ascese a lo suo jar-
dinó grande: et expedio alcune sue facciende et caualco in castello nono: et
tucto quello jorno fece facciende con lo S. Re. Reuersus bora ìj. noctis et ce-
no a quactro et vj. lectulum ingressus est.
Die XV. eiusdem.
Surrexit bora xiij. et audita sua missa caualco et andò a dare audientia
in castello nouo : et satisfece a molti poueri bomini desiderosi essere intesi da
sua I. S. et omnibus expeditis andò ad Regiam maiestatem: trono cbe quella
partio de napoli per lo casale. Fu con la S. Regina et expedio molte faccien-
de. Reuersus bora iij. cenauit et v. lectulum ingressus est.
39
»i
FEBSABO M.^ ecce LzXXX.^ .306
Die xvj. eiusdem.
Audita sua missa caualco et andò a le virgine a vedere sua massarìa et
conigli exereitij gratia: et de li andò al poggio reale et li fece collatioue et uì-
sis illis fabricis caualco in castello nouo et fuit cum Regina: et expedìtis non
nullis cum D. Pascali redijt domum et ceno bora iij. et v. lectulum ingressus
est. Et eo die fece circiter xiiij. homini de arme de soi creati.
Die xvij. februarij.
Surrexit bora xiiij. et expeditis non nullis et audita sua missa in sua
CappeUa decte audientia in quelle sue camere prope cappellam per tres ho-
ras bonas. Et assecto molte cose et molti successi facti per causa de certi
preiti con lo Reggente. Sua I. S. non procuraua ad altro nisi ad bonum pacis.
Hora XX. caualco et andò a suo jardino grande: et demorato li alquanto re-
uersus ceno a iij. bore et vj. lectulum ingressus est. Et quello jomo dono
molti caualli a quelli bomini d arme bauea facti de sua casa.
Die xviij. eiusdem.
Eadem bora surrexit et audita missa et expeditis multls cattalco et andò
a vedere le mura de la terra: et fu in castello nouo con la $. Regina 6t trono
cbe volea mangiare: le porse 1 acqua a mano et li fece coUatione et posese
in facciende in le camere del S. Re con lo Conte de alifi messer Julio lo Fon-
tano et lo Reggente: et multis negocijs perfectis ritorno a la S. Regina et post
paulo presa licentia reuersus est domum suam et ceno a due bore et v. le-
ctulum ingressus est.
Die xviiij. februarij.
Surrexit bora xij. et audita missa caualco et andò a dare audientia in
castello : et li fece coUatione et uolea riposare alquanto percbe la nocte pas-
307 M/ ecce Lxxxx.^ fbbrabo
sata non hauea dormito molto : et non potuit implicitus alijs negocijs occur-
rentibus: et tucto quello jomo fece facciende. Reuersas bora xxiiij. qaam
primum cenauit et bora iij. lectulam ingressus est.
Die XX. eiusdem. •
Bona bora surreiit et audita missa sua I. S. statim se pose in facciende
et delibero non vscire de casa propter pluuiam que eo die nunquam cessa-
ult. Hauea deliberato andare al Poggio reale percbe la douea andare la S. Re-
gina per vedere quella fabrica: et era ordinata vna bella coUatione et parate
stanano quelle stanze. Et non ce andò per la indispositione del tempo quella
sera. Ceno a due bore et bébbe nona cbe lo Mastro del I. S. Don petro suo
figlio : cbe era episcopo et cbiamauase per nome M. Aurelio poeta eccellen-
tìssimo et dodo: bauea ferito vno suo preite malamente cum vna spada in li
fiancbi : et per sospecto de non venire in mano de la Corte se ferio se me-
desmo in la gola con vno raserò. Sua I. S. ce mando de continente lo Magni-
fico messer Andrea de gennaro suo Camerlingbo : et intesa la cosa fece scri-
uere al S. Re cbe stana da fori de napoli: et lo dicto episcopo lo fece portare
in castello del ouo et medicare fece amendue da lo suo medico Messer Carlo
coppula : et per la scientia sua coufidaua nullo de loro perirea. Bora iiij. lec-
tulum ingressus est.
Die xxj. febmarij.
Audita sua missa caualco in castello nono et fijit cum Regina et expac-
cio molte facciende. biterim venne lo S. Re da fora: fu cum sua maestà et
expeditìs non nullis et ibi facta collatione reuersus est bora xxiiij. Et bora
circiter ij. ceno et conuito Messer Marino brancbazo Joancola et Bisbal: et
iiij. lectulum ingressus est.
FEBBABO j- M.^ ecce LXXXZ.® 308
Die xxij. februarij.
Surrexit bona bora et audita sua missa caualco in castello nouo et li
fece collatione: et jeuersus bora prima noctis ceno* et conuito lo S. Conte de
potenza Conte de terra nona et altri Signori: et le cose andoro tucte con lo
ordine bono. Et quella sera se fece Camouale et fu lunedi percbe lo di se-
guente era la vigilia de Sancto Matbia. Lectulum ingressus est bora v. noctis.
Die xxiij. eiusdem.
Hora xiij. surreiit et audita sua missa caualco iti castello nouo et fuit
semper cum Rege in facciende et etiam cum Regina : et la fece collatione et
bora ij. noctis reuersus se fece lo bagno et statim cenauit: et bora v. lectulum
ingressus est.
Die xxiiij. eiusdem.
Satis bona bora surreiit et caualco et andò ad Piscopio et li audio la
predica cbe predlcaua frate Roberto lo Reuerendissimo Monsignor episcopo
de Aquino et tanto dignamente cbe a sua predicatione de continuo ce se tro-
uauano in v. et vj. milia persone: et certe era lo Trombecta de predicatori.
Et audita la predica andò a monte oliueto: li audio missa et demoro alquanto
con lo $. Conte de potentia et vide vno frate cbe fece professione: et mangio
con li frati per vna uolta. Et li elexe li sei cappellani volea tenere a sancta
maria de li martiri de nouo fabricanda a la magdalena vicino al suo castello.
Et expeditis omnibus andò in castello nouo et expaccio molte facciende con
lo S. Re et ritorno a sua stanza bora ij. noctis et v. lectulum ingressus est.
Die XXV. februarij.
Per andare ad audire la predica del prefato frate Roberto bona bora
surrexit: et audita predicatione in episcopio audio ibi sua missa et caualco in
\
309 M,° ecce LXXXX.® . FEBBABO
castello. Per la via spaccio molte facciende con lo imbasciatore de fiorentini
et fuit cum Regia maiestate et la fece collatione : et ea sumpta expediuit multa
cum Secretarlo Regio et alijs.Et reuersus bora ij.cum dimidia cenauit: et bora
vj. lectulum ingressus est. Et eo die caualco in carrecta con la S. Regina a casa
de Don gasparro et li feceno vno parentato : cbe lo dicto Don gasparre piglio
per mogliera Madamma EUsabetba de Says damigella de la predicta Regina.
Die xxvj. februarij.
Bona bora surrexit et caualco et andò ad audire missa a monte oliueto
et andò a dare audientia: et a xviiij bore lassao la audientia et fu con lo S. Re
et spaccio alcbune faciende: et statim sua maestà caualco a caccia. Lo pre-
fato I. S. andò a visitare la S. Regina: et caualcando la S. Regina sua I. S. fece
la collatione et expaccio molte facciende cum quelli Signori et caualco et an-
dò a le virgine et monstro la massaria al Conte de matalona. Et reuersus do-
mum bora xxiiij. posuit se bi negocijs et bora prima noctis ceno et iiij. lec*
tulum ingressus est.
Die xxvij. eiusdem.
Solita bora iam erompente sole caualco sua I. S. et andò ad piscopio:
li audio sua missa et la predica de frate Roberto: et ea expedita caualco in
castello nono percbe lo S. Re douea partire: et fu cum sua maestà et expe-
ditis multis fece li collatione et caualco con lo S. Re et lo accompagno fino
a la porta de la cauallaritia de lo castello. Et lo S. Re prefato fece la via de U
bancbi et caualco et alloggio a somma per quella sera: et lo predicto I. S.
fece la via de la incoronata et se ne uenne in castello capuano et ceno a iij.
bore de nocte: v. lectulum ingressus est.
Die xxviij. februarij.
Hora xiij. surrexit et andò ad piscopio et li audio sua missa et la predica:
yEBBABO
M.° ecce Lxxxx,^
310
HABZO
et ea expedita ritomo in casa et aliquantulum fece collatione: et ppsuit se in
negocijs per totum illum diem perche uolea partire con la casa et andare ap^
presso lo S. Re. Hora ij. noctis cenauìt et iiij. lectulum ingressus est.
Die primo Marti] in Sarno.
i
/
Bona bora surrexit sua dominatio et andò ad piscopio: li audio la pre-
dica et la sua missa et caualco et per la via expedio molte facciende: et andò
verso Samo a trouare lo S. Re lo quale stana a la Ipnga et vedea cauallj : et
basato la mano a sua maestà caualcoro et volaro et se ne uennero in Samo
cacciando per la via. Geno bora prima noctis et iiij. lectulum petìjt.
Die ij. Martij in Salerno.
Orto non adbuc sole caualco et audio missa in sancto francescò de samo
et andò al S. Re et fece collatione con sua maestà: et expeditis non nuUis ca-
ualcoro et vennero verso Salemo cacciando: et trasiro in la cipta bora xxiij.
doue fu receputo lo prefato S. Re bonorifice da quello populo eo maxime cbe
sua maestà non ce era stata già circiter anni xx.^ Et scaualcato quello lo I.
S. se ne andò ad alloggiare a casa del Reuerendo Abbate Ruggio doue fu as-
sai accarezato et receputo allegramente da phylippo suo frate con tucta sua
casa. Ceno ad prima bora de nocte: pero innanzi andò a visitare la prefata
maestà: et reuersus post paulo cenam sumpsit et hora iij. lectulum ingressus
est. Quella sera in quella cipta fu facto gran festa et luminaria in quantità.
Die iij. Martij. In lago pizolo.
Surrexit hora xij. et audio missa: caualco et andò a trouare lo S. Re a
lo episcopato et expeditis non nuUis fureno a cauallo et vennero cacciando ad
alloggiare a lago pizolo: et la casa del I. S. alloggio quelli jomi a la campa-
gna con trabache et tende allegramente: et certo lo dicto Signore era seruito
da li sol con grande gratia et de animo assai ben disposto non postposita al-
"7^
311 M.® ecce Lxzxx.® marzo
chuna faticha. Ceno a xxiij. bore et sumpta cena fu con lo S. Re in facciende:
et iiij. bora lectulum pétijt.
Die iiij. Marti] . In lago pizolo.
Orto iam sole surrexit et audita sua missa et expeditis non nuUìs fece
collatione et fuit cum Regia maiestate: et per totum illum diem furono in fac-
ciende. Solum bora xx. caualcoro a caccia et quam primum reuersi sunt. Ce-
no sua I. S. bora xxij. et lectulum ingressus est bora iij.
Die V. eiusdem. In lago pizolo.
Surì*exit bora xij. et audita sua solita missa et facta collatione fuit cum
Rege: et expeditis non nuUis caualco con sua maestà et andoro volando. Re-
uersus bora xxij. quam primum cenauit et bora iij. lectulum petijt.
Die vj. eiusdem. In lago pizolo.
Hora solita egressus lectulum et audìta missa caualco con lo S. Re et
tucto quello jomo andoro volando: et in itinere multa expediebantur.necessa-
ria. Hora tarda reuersus cenauit et lectulum ingressus est bora iiij.
Die vij. eiusdem. In lago pizolo.
Bona bora surrexit et audita missa fece caualcare molti sol creati con soi
jannecti cbe volea andare con lo S. Re ad volare: et caualcoro bora xiij. et
tucto quello jomo stettero a cauallo fino ad bore xxij. pero spacciando molte
facciende : et lo di sequente era fama partiuano per Euoli a caccia de porci
et già era ordinata vna bella caccia. Tornati bora xxiij. et expeditis aliquibus
ceno a xxiiij. bore: et bora iij. noctis venendo dal S. Re fece comandare cbe
tucto bomo de sua casa fusse in ordine cbe lo di sequente volea trouarse in
samo cum Regia maiestate quia jam mutauerat mentem sacra Maiestas Regia
quibusdam nouis percectis: et quam primum lectulum ingressus est.
VABZO M.^'.cocc Lxxxx.** 312
Die viij. Martij in Sarno.
NoD orto adhuc sole sua I. S. audita missa caualco con lo S. Re et se
ne andò con quello fino a 1 acqua de la mela: da la prese llcentìa et tiro in-
nanzi con lì soi perchB sua I. S. se sentio alquanto indisposto et cum alquanto
de febre: et se hauesse haute suo medico appresso haria per quella sera ri-
posato in Salerno. Ando ad alloggiare in samo et adhibitìs remedijis se passo
per quella nocte assai competentemente.
Die viiij. Martij in napoli.
Satis bona bora surrexit et andò a trouare lo S. Re a sua stanza in sar-
no: et caualco con sua maestà fino al piano de palma: et da la prese licen-
tia. Sua maestà rimase a volare: ipso venne a somma a la massaria de la S.
Regina. Li fece collatione bora ivij. audita ibi sua missa et caualco et ven-
nese in napoli: et post paulo lectulum ingressus membra sua quieti tradidit.
Horaiiij. cenam sumpsit.
Die X. eiusdem.
Quello jomo se riposo che dubitaua de febre quia erat dies suspectus.
Fu visitato dal S. Re et da la S. Regina et da tucti Signori et baroni: se go-
uemo molto discretamente: ita et taliter che quasi niente hebbe. Cibum sum-
psit bora xxiiij. et delibererò lì medici darli medicina la nocte venente. Hora
ij. quieuit
Die xj. Martij.
Audita i^ua missa et capta medicina summo mane et facta collatione ho-
ra xvj. solum de oua: che non uolse carne: se riposo aliquantulum. Ad bore
xxij. fu visitato da la S. Regina et hora ij. cenauit et iiij. discessere Gurìalfs.
Et passo bene dio gratia et la medicina adopero molto egregiamente.
313 M.* ecce Lxxxx.® lUBZO
Die xij. Marti] .
Sorrexit bora xiij. et audita missa passeggio per le camere sue assai
ben disposto : et facta coUatione aliquantulum dormiuit. Et fu visitato da la
S. Regina: et vide cauallj da la sua fenestra. Genauit bora ij. noctis: iuj. le-
ctulum ingressus est: et passo dio gratia sine febre.
Die xiij. Martij.
Hora xiiij. surrexit et quella nocte dormio bene et sua L S. se sentina
m
gagliarda. Àudita sua missa bora xvj. comedit et post paulo dormiuit aliquan-
tulum et spaccio molte facciende et vide caualli. Genauit bora 2.^ noctis et
iiij. discessere curiales.
Die xiiij. Martij.
Àudita sua missa in casa spaccio molte facciende et bora xyj. fece col-
latìone de due oua et ascese a sua stalla et vide caualli: et post paulo ca-
ualco per napoli aliquantulum: et reuersus ceno a due bore et iiij. lectu-
lum ingressus est. Et passo bene dio gratia: per v. dies era stato senza
febre.
Die XV. Martij.
Hora xiij. surrexit et audita sua missa et facta coUatione a la Ducbescba
et expedilìs non nullis negocijs caualco et andò a visitare la S. Regina et la
Infante: et bora xxiiij. reuersus cenauit iam adventante 2.^ bora noctis et
iiij. lectulum ingressus est.
Die xvj. Martij.
Surrexit bona bora et caualco ad piscopio: li audio la predica et la
missa et venne a sua stalla: et li facta coUatione vide sua massaria a le ver-
40
MABZO M.^ ecce Lxxzx.* 314
gine et fu al poggio reale. Et reuersus bora xxij. cenaait et iij. lectulam 1d-
gressus est.
Die xvij. eiusdem.
Decima iij. bora fu a cauallo et andò in castello douo: et da li adduie ad
piscopio la S. Regina a la predica del Trombecto de li predicatori frate Ro-
berto : et li andita quella prese licentia da la prefata S. Regina : audio sua
missa et venne in castello capuano: et prò complacentia de lionardo suo
scrinano interuenne al doctorato del suo parente cbe prese li gradi in lo
dicto suo castello doue concorseno tucti li doctori de napoli: et preso lo doc-
torato fu accompagnato dal Reu.'^'' et 111."''' Monsignor Don Alfonso de ara-
gonia per napoli domum suam versus. Lo prefato I. S« Duca caualco et andò
a trouare lo S. Re cbe andana a le Padule a caccia et lo accompagno fino a
sancta maria del carmino: et basateli la mano se ne nenne in castello et quam
primum ceno et bora iiij. lectulum ingressus est.
Die xviij. Martij.
Àudita sua missa caualco al poggio reale et vide quille camere come
erano parate: cbe la douea andare Io S. Re a fare coUatione et la nocte in-
nanzi erano state parate. Et quam primum caualco a le padule a lo prefato
S. Re cbe volana et venne cum sua maestà a fare collatione al prefato pog-
gio. Interim cbe quella dormio caualco per la massaria a vedere quelle fa-
bricbe. Post paulo lo S. Re caualco et volo: et domum reuersus bora xxiiij.
quam primum cenam sumpsit: lectulum ingressus bora solita.
Die xviiij. Martij.
Bona bora surrexit et audita missa caualco in castello et data audientia
reuersus est in castellum et mangio per vna uolta bora xviij. et sumpto pran-
dio dormiuit per duas bonas boras. Experectus fece focciende et bora prima
noctis coUationem paulisper sumpsit. Hora iiij. discessere Curiales.
3i5 M."* ecce Lxxxx.* marzo
Die XX. eìusdem.
Audita sua missa caualco et andò a trouare lo S. Re a la forma che già
era caualcato a volare: et quam prìmum vennero a fare collatione al poggio
reale et ea sumpta andoro cacciando per le padule: et bora xx. reuersus est
et quedam necessaria expediuit: et caualco hora xxiij. in castello nono et fuit
cum regia maiestate vsque ad 2.^ horam noctis: et post paulo domum re-
diens cenauit et v. hora lectulum ingressus est.
Die xxj. Martij.
Satis bona hora surrexit et caualco \ sancta maria de monteoliueto: li
audio la Missa cantata et la predica quia erat festum Sancti Benedicti: et era
molto denoto de quelli sancti Monaci. Et flnitis omnibus caualco in castello
et tucto quello jomo demoro con lo S. Re et S. Regina a la ciptadella in fac-
ciende. Reuersus hora xxiij. quam prìmum cenauit et hora iij. lectulum petijt.
Die xxij. Martij.
Decima terlia hora surrexit et audita sua missa passeggio alquanto per
le sue camere: et se haueria facto insangniare ma lo temporale non fu bono
et a li medici non panie molto comodo. Et cosi post paulo caualco et andò
in castello nono et fuit cum regina et expedio facciende cum messer Pasqual:
et partendose per venirsene in castello scontro lo S. Re vicino a lo mercato
et lo accompagno in castello nono: et demorato alquanto cum sua maestà se
partio et arrìuato in castello capuano se pose in facciende ed delibero farse
ìnsagniare lo di sequente conuocatis Medicis. Ceno a due bore et v. lectulum
ingressus est.
Die xxiij. Martij.
Sua I. S. audita missa se fece insagniare et hora xviiij. ntàngio per vna
KABZO M.^ occc Lzxxx.^ 316
uolta et caualco: non hauendo risguardo a lo insagniare suo: in castello no-
uo et fuit cum regina: et partito trono lo S. Re a la incoronata et lo accom-
pagno fino a la porta de castello: et presa licentia andò a lo molo et post paulo
reuersus in castellum capuanum et expeditis quibusdam se fece aprire ali-
quantulum venam percussam: et facta collatione bora iiq. lectulum petijt.
Die xxiiij. Martij.
Surrexit iam orto sole et expeditis non nullis caualco et andò ad audire
sua missa in monte oliueto: et ea expleta fu in castello nono et ritomo in san-
cta maria de monte oliueto et ibi auditis vesperis mangio per vna uolta con
li Monaci in consolatione de quelli. Et reuersus in castellum accompagno la
■
S. Regina et la infante a la Ànnumptiata al perdono quia eo die fuit vigilia
annumptiationis. Et bora tarda redijt domum et collatione facta bora iij. v.
lectulum ingressus est.
Die XXV. eiusdem.
Audita sua missa et facta collatione caualco in castello nono: et per essere
quello jomo lo S. Re indisposto de vno pedo non parilo da la et ce dormio
quella sera et semper stecte sua I. S. vigilante in solUcitare li Medici et me-
dicine proprijs manibus per illum adbibebantur. Monstraua bene lo amore
grande portaua a lo Regale patre. Et sua I. S. volea lo di sequente partire per
andare a li bagnoli et respectu indispositionis paterne non discessit et mansit
ibi continuo die xxvj. xxvij. et eo die fuit magna pluuia et grandine percusse
fuere arbores. Et die xxviij. reuersus cum suis in castellum capuanum bora
prima noctis expediuit quedam et 2* pulsata cenauit et iiij. discessereCuriales.
Die xxviiij. Martij.
Hora xij. surrexit et xiij caualco ad piscopio a la predica et ibi missam
audiuit: et ea'expedita ne uenne a sue stalle et vide caualli: et eo die uolea
31? ^-^ <^CCC LXXXX.^ HABZO
andare a bagnolo et già tucta la casa stana in ordine. Vedendo sua S. lo tempo
non molto bono et pluit delibero non partire et caualco in castello : et tucto
quello jorno stette con la maestà del S. Re la quale già cominciaua a stare
bene del pedo. Et fece collatione a la guardarobba del S. Re et reuersus bora
uiij. quam primum cenauit et bora iiij. lectulum ingressus est.
Die penultimo martij.
Surrexit bona bora et caualco a la predica: et audita la missa ibi in ec-
clesia malori vbi solitus erat illis diebus: et post paulo venne a sua stalla et
visis equis et expeditis non nullis cum Secretarlo et alijs caualco in castello:
fece collatione de fragole a la guardarobba del S. Re : et ibi moratus fuit cum
regia maiestate usque ad xxiij. boram: et reuersus iUico cenauit et bora v. le-
ctulum ingressus est
Die vltimo Martij.
Hora xiij. surrexit et audjja sua missa delibero andare al poggio: et v^
dendo lo tempo alquanto turbato trouandose a sua stalla mutauit mentem et
caualco a la Maddalena a la marina et vide certi ingegni de alzare bombarde:
• ■
et da li andò in castello nouo a trouare lo S. Re cbe allora se Testina. Fece
collatione a la guardarobba et post paulo caualco con lo S. Re verso le pa-
dule a caccia et tornerò a nocte. Accompagnato sua maestà fino a lo castello
reuersus est et cenauit hora 2^ et iiij. lectulum ingressus est.
Die primo Aprilis. aprilb
Surrexit eo die bora xij. et audita sua missa et expeditis quibusdam ^
scese a sua stalla visis non nullis equis. Caualco al Poggio Reale et demorato
alquanto li venne in castello nouo a trouare lo S. Re et cum quello fu a cao-
eia a le Padule tucto quello jorno: fece sua collatione a lo Mulino de sancto
Severino: et reuersus hora tarda et accompagnato lo S. Re fino a la porta de
AFBiLS M.® ecce Lxxxx."* 318
Io Mercato venne ad cenare et bora iiij. iam pulsata lectulum petìjt. Et die 2.^
caualco in castello et andò a caccia con lo S. Re a li monti et amazoro vno
grosso porco. Reuersus bora tarda ceno bora 2* et vj. lectulum ingressus est.
Die iij. Aprilis.
Jam sol irradiabat terram suis radijs quando surrexit: et expeditis multis
et audita sua missa delibero andare a caccia con lo S. Re a li Monti: et la se-
ra bauea facto proposito andare a Sancta maria de monteoliueto a mangiare
con quelli Monaci. Et cosi mutata mente prò meliori parte caualco et andò a
trouare lo S. Re in castello nono : et intendendo per la via cbe sua maestà dor*
mina ritorno et mangio con li dicti Monaci et trouo cbe già baueano comin-
ciato a mangiare. Et sumpto prandio dormiuit aliquantulum vestitus et expe-
diuit multa: et fuit in castello et negocia quam plura ad finem traxit. Reuer-
sus domum quibusdam expletis bora v. lectulum ingressus est.
Die iiij. Aprilis.
Hora xiij. surrexit et audita sua missa fece collatione et postea caualco
in castello et audio la missa cantata et la benedictione de le palme et vespri
con lo S. Re: et expedio molte facciende cum sua maestà. Et reuersus est do-
mum bora prima noctis: 2^ cenauit et iiij. lectulum petijt.
Die V. Aprilis.
Solita bora surrexit et audio missa a sua cappella et eà expleta ascese
al suo jardino et caualco et andò a trouare lo S. Re in castello nono : et uolea
accompagnarlo a caccia et a sua maestà piacque restasse in castello a faro
facciende: et sic fecit quia semper op temperare pateroìs dictis solitus erat. Et
li fece collatione et expeditis negocijs caualco et andò ad scontrare lo S. Re
a la maddalena et lo accompagno fino a la porta de lo mercato et reuersus
est: et ij. bora noctis cenauit et v. lectulum petijt.
319 M.^ ecce LZXZX.'^ APRIUE
Die vj. Aprilis.
Satis bona bora surrexit et caualco et andò ad audire sua missa a san-
età mafia de monteoliueto: et li mangio et se rìncbiuse ut solitus erat vnoquo-
que anno in talibus diebus sanctis : et fuit die martis quando claustralem illam
vitam elegit. Die Jouis venne in castello bora xy). a fare lo mandato sicut mos
erat suus: et partito andò in castello nouo a fare lo mandato del S. Re: et
postea ritorno pure in dieta Sancta Maria de monte oliueto et li andina tucti
li officij : et lo venerdi Saneto la audio la predica de frate Roberto lo quale
quella maetina bauea predicato tu altra uolta ad piscopio et certe molto sa*
tisfece a sua I. S. Et ea audita quello jomo fece vna vita condecente per tale
di. Et lo sabbato sancto venente non partio dal dicto Monasterio ma li audio
tueto lo officio diuino et dormio ettam ibi quella nocte cbe fureno li x. de
Aprile.
Die xj. Aprilis. In eodem monasterio.
Àudita sua solita missa fece coliatione et ea facta riposo alquanto quia
illis diebus non bauea dormito: bauea facta vita de religioso eonfessatose et
comunicato tanto deuotamente secondo referiua vno suo elemosenere bomo
de sancta vita frate de sancto francesco et obseruantino. Et post paulo ca-
ualco in castello nono et fuit cum Regia maiestate a la missa cantata: et eo
die redijt in castellum capuanum: cenauit bora iij. noctis et vj. lectulum pe-
tijt. Et delibero sua I. S. lo di sequente part'u*e per bagnolo et stare li cum
sua casa àlcbuni jorni et bagnarse: et cosi fece ordinare a li soi cbe stessero
parati al 2^ mandato.
Die xij. Aprilis in bagnolo.
Bora xig. surrexit et audita sua missa caualco et andò in castello nouo
et li demoro cum lo S. Re fino cbe caualco: et postea mangio a la ciptadella
APBILB M.^ ecce LXXXX.^ 32O
per yna uolta: et quella sera venne a dormire a bagnolo a la massaria de
francesco Maria cum sua casa : li alloggio et li soi officiali con tende circum
circa. Hora iij. noctis lectulum petijt et coacto Consilio medicorum delibero
pigliare lo di seguente vna pocba de purgatione per posserse bagnare.
Die xiij. Aprilis in bagnolo.
Orto iam sole surrexit et audita missa bora xiij. aliquantulum dedit ope-
ram negocijs et post paulo prese la purgatione et bora xyj. comedit. Et sum-
pto prandio donniuit aliquantulum et non partio de casa quello jomo. Solum
bora xiiiy. aliquantulum descendlt ad portulam domus: et reuersus quam
primum et facta coUatione bora ij. noctis discessere curiales cbe alloggiaua-
no m quelle massarie intomo: et ipso lectulum petijt. Et già lo bagno era in
ordine per lo di sequente del tucto lo necessario.
Die xiiij. Aprilis in bagnolo.
E lectulo egressus est bora xj. et quam primum caualco al bagno et
bagnato et facti li remedij necessarij dal suo Medico reuersus est: et audiuìt
suam solitam missam et fece collatione et post paulo donniuit. Et smnpsit
cenam bora xxj. et ea sumpta caualco a la S. Regina la quale eo die era ve-
nuta à bagnolo ad alloggiare vicino a sua I. S. et fu cum quella vsque ad
prìmam boram noctis. Reuersus bora iij. lectulum ingressus est.
Die XV. Aprilis in bagnolo.
Surrexit bora xij. et.qùam primum caualco al bagno et come fu bagnato
audiuit suam solitam missam: et reuersus fece collatione et postea dormiuit
aliquantulum et experrectus caualco a la S. Regina et fuit cum illa vsque ad
boram xxiiij. Et reuersus cenam sumpsit et ea sumpta iterum adiuit ipsam
Re^^alem Maiestatem et bora tarda rediens lectulum ingressus est bora iij.
321 M.° ecce Lxxxx.^ afkile
* É
noctis. Et non nulla tamen expediuit negocia eo die: complures concunrebant
ad eum et tucto homo se partiua in re sua satisfactus.
Die xvj. Aprilis in bagnolo.
Postquam surrexerat e lectulo equitauit ad balnea solita: et bagnato au-
dio sua missa: et reuersus fece coliatione et aliquantulum donniuit : et post
paulo equitauit ad Reginam. Et reuersus bora xxj. cenauit et reuersus est ad
Reginalem maiestatem et bora iij. noctis lectulum ingressus est. Et Consilio
medicorum delìbero sua I. S. de cetero lauarse in vesperis per non dormire
lo jomo. Et in mane aliquantulum quiescebat.
Die xvij. Aprilis in bagnolo.
Sua I. S. tardo alquanto in lo lecto solo per non dormire lo jomo quum
id medici voluere: et audita sua missa fece coliatione et caualco a la S. Re-
gina et da quella partio ad bore xx. et andò al bagno : et reuersus bora xxj.
cenauit et sumpta cena non partio de casa quia pluit et feceno molti troni.
Lectulum ingressus bora ij.
Die xviij. eiusdem in bagnolo.
flora xij. surrexit et audita sua missa caualco a la Massaria de francesco
Galeocto et li facta aliquantulum coliatione reuersus est et adiuit Reginam et
ab illa discessit bora xx et andò al bagno : et tornato bora xxj. cenauit quam
primum et non discessit domo eo sero : expedio facciende con lo Conte de
Àlifi et con lo Conte de marìgliano: et bora iij. lectulum ingressus est.
Die xviiij. Aprilis in bagnolo.
Surrexit adbuc non orto sole et ea bora omnes sui dormitabant. Et per
non trouarse in tempore lo suo cappellano non audiuit missam domi sed pu-^
teoli. Caualco et andò a trouare la S. Regina cbe era caualcata ad agnano: et ea
41
y
APMLB M.^ ecce Lxxxx.» 322
visitata andò a pezolo et visito Antonio Carbone che stana la malato et già re-
dncto in conualescentia per la dUigentia hauea facta vsarli sua I. S. et da li
medici et de ciò che li bisognaua: et confortatolo andò a trepergoli a vedere
certa canactaria havea facta fabricare lo S. Re. Et reuersus bora xv. fece col-
latione et post paulo caualco a la S. Regina et ab illa discessit bora xx. et
andò al bagno: et bagnato domum redijt et ceno bora xxij. et iij. noctis lec-
tulum ingressus est.
Die XX. Aprilis in bagnolo.
Satis bona bora surrexit et audita missa expedìo motte facciende et ali-
quantulam caualco per quelle massarie intomo a sua stanza: et reuersus fece
collatione et ea facta aliquantulum quieuit: et eo die andò a visitare la S. Re-
gina: et bagnato bora sua solita ut supra cenauit et quieti corpus tradidit suum.
Et già bauea deliberato partire da li bagnoli lo di de sancto Geòrgie et tro-
uarse in Napoli a la festa. Et ferebatur cbe lo S. Re veniua in napoli et illis
diebus era stato de fora a caccia et se uolea purgare : sua I. S. omnino uolea
interuenire a la medicina quando sua maestà la pigliaua. Et non se curaua
de aproperare sua partita da bagnolo tanto era affectionata sua Signoria de
trouarse con lo Regale patre quam vnice diligebat timebat et colebat. Et ben-
ché sua I. S. per trouarse al bagno douesse de ragione quietare ut moris est
Principum: tamen nuUum diem pretermictebat quin negocia plura expediret.
Complures advene et vassalli concurrebant ad eum nel prò fauore nel prò
auxilio: accessus nulli denegabatur. Daua a tucti audientia et tucto homo se
partiua contento in re sua. Preterea animi sui recreandi gratia in cena facea
venire lo Greco IGiorentino homo facetissimo lo quale contaua molte facetie
que I. Dominum mouebant ad risum. Et lo dicto Greco narraua soi mocti cum
multa facetia et de bona voglia perche expectaua lo premio : ut moris erat
prefati Illustrissimi Principis. Et era pasciuto de le viuande regali et epula-
■
batur splendide. Et bis diebus sua I. S. fece venire de Napoli sartori et altri
• 323 M.® ceco LXXXX.** APRILE
mastri et fece pigliare misura de vestiti cioè cappa robbe limge de seta giob-
boni de seta: et li fece tucte expese nel venire suo et in lo suo ritornare in fio-
renze fino per la barba. Li dono vna mula tacta fornita de ducati xL. et altre
cose come calze duplicate et stiuali et molte altre cose necessarie per lo can)-
mino a lo dicto Greco che già stana in partita pcLfirenze : che volea repa-
triare a sua casa. Ordino sua I. S. che ad quello fusseno donati ducati L.^ de
oro in oro. Gaudebat ille et merito che cognoscea la liberalità de tanto prìn-
cipe essere molto al suo proposito. Quid hoc? Solea fare lo similiante quotidie
a molti et vtrobique nomen eius predicabatur. Non sapeà conseruare vno de-
naro. In frabiche molto se delectaua et in più lochi ameni facea fabricare: ita
et taliter che a facto molti poueri homini rìchi : et molti fabrìcatori che te-
neano quactro et cinque figliole da maritare et pouerìssimi in quello tempo le
marìtoro molto facilmente per li denari vernano in loro mano fabricando de
continuo palazi et case molto amene come a lo Poggio reale vicmo a napoli
a due miglia: come la Duchescha et molti jardini et massarie. 0 doue non fa-
brìcaua? In calabrìa in puglia in Gayeta a casal de principe. Vtrobique ad
id operam dabat. Et perche in altre opere nostre tractamo la vita sua ampia-
mente non me distendo più in ciò per non tediare li lectorì ne anchora violare
et contaminare la materia de queste jomate.
Die xxj. Aprilis in bagnolo.
Bora xiij. surrexit et audita sua missa fece coUatione a la guardarobba
et post paulo caualco a la S. Regina et fuit cum illa usque ad horam xx. et
andò al bagno: et cenauit et lectulum ingressus est bora solita.
Die xxij. eiusdem in napoli.
Surrexit jam bora xq. et audita missa caualco a la S. Regina suo solito
more et da li al bagno: et decreuit eo die omnino neapolim conferre: et cosi
bonalìora curiales sui discessere. Et come fu bagnato entro in carrecta pas-
APRILE M/ ecce LZXXX.® 324
SO per la casa et habitatione de la S. Regina la quale venne da fora: et presa
da quella licentia venne fino a la Duchescha in carrecta et bora xxiiij. cenauit
et tertia lectulum ingressus est. Et ordino a li soi stessero preparati che lo di
sequente volea partire per capua a visitare lo S. Re che stana la et douea pi-
gliare medicina ad valetudinem preseruandam.
Die xxiij. In capua.
Satis bona hora surrexit et expedio facciende: et audita sua missa in sua
cappella caualco et andò a fare collatione al Poggio: et quella sera alloggio a
capua: et juncto fu in capua che già erano xxiij. hore andò a visitare Io S. Re
et cum quello audio li vespri de sancto Geòrgie et demoro li fino ad hore v.
de nocte: et reuersus ceno ad hore vj.et quam primum lectulum ingressus est.
Die xxiiij. Aprilis in Capua.
Hora xj. surrexit et audita missa caualco et andò al mazone a vedere
soi caualli che li tenea loco al herha: et li fece collatione et intendendo che
lo S. Re veniua cacciando li andò in centra et videro iterum caualli insieme
fino ad xxiij. hore et partirò fino in capua cacciando per la via: et arriuato
a sua stanza et presa licentia dal prefato S. Re et mangiato post paulo expe-
dio facciende con lo Secretarlo del dicto S. Re et messer Julio per duas ho-
ras: et iterum visito lo S. Re et expeditls multis hora v. reuersus lectulum in-
gressus est. Eo die furono facto processioni et andò lo archyepiscopo de na-
poli a la numptiata cum toto clero : et se canto la missa per lo Re de vngarìa
che ce erano none stana in extremis.
Die XXV. Aprilis in napoli.
Non orto sole surrexit et expedio molte facciende et andò al S. Re et li
audio la missa cantata: et expeditis non nuUis caualcoro et al mazone fecero
collatione et vennero a Gasale et li riposo lo S. Re et aliquantulum sua I. S.
325 ^•'' ^^^^ LXXXX."* AFBILB
Post paolo caualcoro et vennero in napoli et presa licentia dal S. Re a sancto
Antonio et basato la mano a sua maestà venne in suo castello capuano et ali-
quantulum quieuit in lectulo: et hora iiij. cenauit: vj. lectulum ingressus est.
Die xxvj. Aprilis.
Eo die riposo alquanto de mane et postquam surreierat et expeditis non
nullis audio sua missa et caualco in castello nono : et cum Regia maiestate
multa expediuit et li fece coUatione. Et quello jorno venne Don federìcho de
lo stato suo et interuenne in Consilio eorum: et ferebatur che lo S. Re de vn-
garia era morto. Et reuersus hora tarda cenauit hora ij. et v. lectulum in- '
gressus est.
Die xxvij. Aprilis.
Àudita sua missa caualco in castello nono et expedio facciende con lo
S. Re et fece coUatione a la guardarobba. Et ritorno in castello a xxiiij. bore
et cenauit et prese piacere alquanto de alchune facetie dicea lo greco floren-
tino sopra nominato: et ordino fusse spacciato che lo di sequente potesse
partire per fiorenze et mandato in ceste cum tucte cose necessarie che non
li mancasse alchuna cosa. Et lectulum ingressus est hora iij.
Die xxviij. Aprilis.
Satis bona hora surrexit et audita missa caualco in castello nono et per
totum diem fuit in negocijs cum regia maiestate: et jam.de obitu Regis vnga-
rie fama erat Clara. Domum reuersus est hora xxiiij. et quam primum cenauit
et iij. lectulum petijt.
Die penultimo eiusdem.
Hera xij. surrexit e lectulo et àudio sua missa et expeditis non nullis
ascese a la Duchescha: la fece coUatione et ea facta caualco in casteUo nono
APRILE M.® ceco Lxxzx.^ 3^6
et per totum dìem negocijs se implicoit: et domum reuei^us est bora xxiiij.
et illieo cenauit et lectulum ingressus est bora iiij. Et in casa del prefoto S.
Re tucto quello jomo se taglioro vestiti negri per la successa morte del S. Re
de vngaria. Et se ponea in ordine de farse bellissime exequie vt talem Regem
decebat.
Die vltimo Aprilis.
Sua I. S. aliquantulum quieuit eo mane percbe queUa nocte non hauea
possuto dormire et bora xij. venne lo Fontano Secretano del S. Re cum let-
tere et noua cbe lo I. S. Duca de milano bauea perfecto lo matrimonio con
I. S. Ducbessa sua consorte: cbe con quella era stato più de vno anno et
adbuc sui noti compos fuit : et ex boc nono surrexit e lectulo satis jocundus.
Et audita sua missa caualco al poggio reale et uide quella fabrica et certa
grocta: et da la andò in castello et tucto quello jomo demoro la in facciende
et li fece sua coliatione et audio li vespri de sancto Jacobo et pbylippo. Et
reuersus ceno bora prima noctis : iij. lectulum ingressus est.
MAGGIO Die primo Madij.
Antequam exiret domum multa expediuit con lo suo scrinano maggiore :
et audita sua missa et facta aliquantulum coliatione caualco et vide la Testa
et lo Sangue de Sancto Gennaro in capuana vicino a sancto Stefano: cbe
quello jomo erano portati per napoli da lo Clero ingrillandato. Et andò io
castello et fuit cum Rege et regina et cum sua maiestate: caualco alquanto
per lo parco et quello jardino: et reuersus bora xxiiij. cenauit et bora iij.
lectulum petijt.
Die ij. Madij.
Expeditis non nullis et audita sua missa ascese a la Ducbescba la quale
se paraua percbe quella sera sua I. S. bauea conuitato lo I. S. Don federica
3^7
M.** ecce Lxxxx.^
HAGGIO
cum alchuni Curiali Regali: et da li caoalco in castello nouo et cum regia male-
state expedio faccende: et bora xxj. vna cum I. Don federico suo Germano
et alijs conuiuio uocatis discessit obsculata manu regia et venne a cenare a
la dieta Duchescha et certe fu lo conuiuio molto copioso et abbundante de
ogni cosa. Stettero in tauola usque ad horam xxiiij. et accensis cereis demo-
foro in piacere usque ad horam ij. noctis. Discessere omnes et sua I. Domi-
natio quam piimnm iectolom ingressus est
Die iij. Madìj.
Satis bona bora surrexit et audita sua missa in sancta croce fuit cum
bonesto Religioso frate francisco de aragonia et post paulo fu in castello no-
uo : trouando che lo S. Re adhuc dormiebat andò a la incoronata et vide certi
cani del S. Re et da la venne a la massaria sua de le virgine. Et reuersus in
castellum per illum diem fuit in negocijs expediendis cum regia maiestate et
Regina: et medici vna cum eo cogerunt consilium prò conseruanda regia va-
letudine. Et in casteUum suum bora xxiiij. reuersus et in negocijs positus
bora prima cenauit et iij. lectulum petijt.
Die iiij. eiusdem.
Non adhuc orto sole surrexit et audita missa caualco et andò a dare au-
dientia: et expedita illa fece li coUatione et aliqoantulum dormiuit et postea
fuit cum Rege et regina: et eo die multa expediuit et fuit cum sua maiestate
al Palco: et reuersus contulit se domum et cenauit bora prima noctis et iij.
lectulum ingressus est. Et die sequenti la maestà del S. Re volea fare le exe-
quie per la successa morte del S. Re de vngaria et jam preparate erant.
Die V. Madij.
Hora xij. surrexit et expeditis nonnuUis audiuit suam missam in suo o-
ratorio et caualco cum suis curialibus cum nigris vestibus propter funus fieoh
V
lUflOlo « M/ ecce Lxxxx.^ 328
dum : tucti cum gramaglie fino in terra: et andò a tronare lo S. Re in castello
nono: et la fece coUatione bora ivj. Partio con lo prefato S. Re cum più de
ecc. vestiti de negro et fureno in sancto Domenici doue se celebro vno di-
gnìssimo officio per la anima de dictò S. Re de vngaria: et li fu facta et edita
vna oratione assai degna in laude del defuncto. Expletis exequijs retomo in
castello et expedio molte facciende: et reuersus domum bora xxiiij. ceno bo-
ra iij. percbe quella sera voluit accipere quoddam cristere prò valetudine sua
conseruanda. Et lectulum ingressus est bora v. noctis.
Die vj. Madij.
Satis bona bora surrexit et audita sua missa caualco in castello nono et
fuìt cum regia maiestate: et expeditis non nuUis accompagno quella fino vi-
cino a sancto Joanni de carbonara cbe andana ad adversa quella sera: et pre-
so licentia se ne uenne in castello et expedio facciende et ceno bora xxiij.: et
fece commandare per la casa cbe stessero in ordine cbe lo di sequente volea
andare a trouare lo S. Re et al Mazone a vedere soi caualli: et bora iij. lectu-
lum ingressus est.
Die vij. Madij. In lo mazone.
Satis tempestine surrexit et audita sua missa et expeditis non nullis fu
a cauallo et andò a trouare lo S. Re ad adversa : et la per la via fece coUatio-
ne: et trouando cbe sua maestà era caualcata verso lo mazone lo andò a tro-
■
uare et basato la mano a quella ritornò al mazone et li alloggio quella sera
et vide cauallj: et ceno bora prima noctis et 2^ quieuit.
Die viij. eiusdem.
Bona bora surrexit et audita missa et visis suis equis: cbe loco li teneua
al berba: caualco et andò a trouare lo S. Re ad Àmone et trono cbe sua mae-
stà se leuaua. Fuit cum sua maiestate vsque ad boram xx. et ibi fecit colla-
\
329 M.^ ecce LxXXX." MAGGIO
tionem et caualco cum quella et videno caualli del S. Re a sue cauallaritìe fino
a xiiij. hore: et presa licentia se ritorno al Mazone et quella sera dono ca-
. ualli a sol creati che hauea nouiter facti homini de arme. Et bora prima noc-
tis ceno et post paulo hora circìter 2^ noctis lectulum ingressus est.
Die viiij. Madij in Arnone.
Surrexit bona hora et audita missa delibero partire dal mazone cum
tucti li soi et andare a trouare lo S. Re ad Àmone: che quella sera douea es-
sere la omnino da poi che ritomaua da sua caccia: trono che allora sua mae-
stà se leuaua et fu con quella et andò a caccia et a vedere caualli de dieta
maestà. Et ritornati sua I. S. presa licentia andò ad sua habitatione et cenauit
et hora solita lectulum ingressus est.
Die X. eiusdem. In arnone.
Orto iam sole surrexit et audita missa sua solita andò a trouare lo S. Re
et caualco cum sua maestà a caccia de porci et de cerai: et ritornato sua I. S.
conuito ad cena lo I. S. Don federico et vna simul cenam sumpsere: et hora
solita quieuit.
Die xj. eiusdem. In arnone.
Solita hora surrexit et andò con lo S. Re a sua cauallaritia et vide caualli
de sua maestà : et illis visis se ne ritornoro in arnone cacciando con li spar-
neri: et quam primum cenam sumpsit et post paulo lectulum ingressus est.
Die xij. Madij. In arnone.
Caualco pure con lo S. Re a caccia de porci et de cerni et de sparueri
in la loro partita fino a le stanze. Et reuersus bora tarda sumpsit cibum et
hora ij. lectulum petijt. Et ceno quella sera con lo I. S. Don federico et fuit
satis lautum conuiuium.
42
UACiGio M.® ecce Lzxzx.^ 330
Die xiij. eiusdem in lo Mazone.
Bona bora surrexit et audita missa et facta collatione andò al S. Re et
bora xviij. cauaico con sua maestà a caccia de cerai: et bora xxij. sua I. S.
dimando licentia basando la mano a sua maestà et andò ad alloggiare al ma-
zone cum sua casa. Et juncto vide cauallj usque ad boram primam noctis ad-
bibitis cereis: et post paulo cenauit et quam primum ad lectulum se contulit.
Die xiiij. eiusdem.
Hora xj. audita missa et visis suis equis delibero partire et venire in na-
poli et cauaico bora xvj. et se ne venne in napoli. Come fu arriuato aliquan-
tulum quieuit et bora xxiij. ceno in lo suo jardino grande: et renersus in ca-
stellum capuanum bora tarda et expeditis non nulUs lectulum ingressus est
bora 2.* et Curiales discessere.
Die XV. Madij.
Surrexit bora xij. et expeditis non nullis et audita missa in sua cappella
fecit coUationem : et quam primum decte audientia al imbasciatore de fioren-
tini: et quam primum cauaico in castello nono et fuit cum Regina: et post paulo
cauaico cum quella et fureno al baptismo del figlio del Conte de marigliano.
Et accompagnata la prefata S. Regina se ne ritorno et bora xxij. ceno a lo suo
jardino grande a la fontana: et nocte iam aduentante discessit et ascese in
castello: et bora 2.^ lectulum ingressus est.
^'**
Die xvj. eiusdem.
Quella nocte sua I. S. fu alquanto indisposta et adbibitis remedijs passo
bene: et bora xv. audio sua missa et se riposo fino ad bore xviij. Et quello
jomo non vscio fora de casa et mangio per vna uolta a xxj. bora. Et bora ij.
noctis discessere Curiales: et quieuit et fu suo male doglia de ventre cum al-
cbuni corsi: et fu prouisto da soi medici diligentemente.
• m I ■ ■■
331 M/ ecce Lxxxx.** MAGGIO
Die xvij. Madij.
Hora xij. snrrexit et audita missa fece collatione et quam piìmum ca-
valco et andò a visitare frate francesco de Aragonia a la Trinità et a sancta
Croce : et post paulo discessit et se ne andò in castello nono et fuit cum Re-
gina. Et quello jomo sua L S. audio li vespri in sancta maria de monte oli-
ueto: et reuersus hora xj. cenauit et sumpta cena fece facciende vsque ad 2. '"
horam noctis : et quam primum lectulum ingressus est.
Die xviij. eiusdem.
Audita sua missa et facta collatione caualco a lo Poggio reale et la vide
quelle fabrìche et vide caualli et quam primum comedit. Et expeditis non
nullis ritorno in napoli et andò al molo et la passeggio alquanto: et reuersus
in castellum facta collatione hora 2^ noctis lectulum ingressus est.
Die xviiij. eiusdem.
Orto sole surrexit et audita missa caualco in castello nono a la audien-
tia: li mangio parum et postea decte audientia et ea expedita dormio per ho-
ram: et experectus visito la S. Regina et trouosse in 3uo mangiare. Post paulo
ritorno a la ciptadella et li hora xx cenauit et fu con la S. Regina fino a la
massaria de messer hectorre solo per scontrare lo S. Re che quella sera uen-
ne: et non trouandolo reuersus cum Regina in castellum expecto sua maestà
et cum quella audio li vespri de Ascensione : et flnitis vesperìs venit in castrum
Gapuanum et hora i|j. quieuit.
Die XX. Madij.
Hora xj. surrexit et expeditis non nullis caualco et andò ad audire sua
missa a sancta maria de monte oliueto et li mangio et visito quelli monaci et
conM)ulo con ipsi alquanto: et post paulo caualco in castello et trouosse al
/
MAGGIO M.^ ecce LXXXX."^ 332
mangiare del S. Re et expaccio facciende cum sua maestà: et caualco cum
quella et con la S. Regina a la festa de la Ascensione et la audio missa can-
tata et li vespri: et quella sera ceno con loro maestate a lo jardino de la pre-
fata S. Regina. Et reuersus 2.^ noctis bora quedam expediuit perche volea
partire cum tucta la casa per Àbruzo et bora 3.^ lectulum ingressus est.
Die xxj. eiusdem.
Ea nocte parum dormiuit perche ad hore sei fu chiamato dal S. Re et
sua I. S. ce mando lo magnifico Antonello pizolo et intellexìt suam uolunta-
tem : et surrexit bona bora et audita missa expaccio facciende con messer Pa-
squa!. Et quam primum caualco con sua casa et quella sera alloggio a lo Ma-
zone: et come fu arriuato quieuit aliquantulum et postea uidit quasdam litteras
et quam primum cenauit: etsumpta cena \idit suos equos: et bora ij. lectn*
lum mgressus est. Et eo die pluit taliter che passero le trabache et tende doue
alloggiauano suoi creati.
Die xxij. Madij.
Bona bora surrexit et audita missa et visìs equis caualco et venne allog-
giare a caluj: et bora xxj. cenauit et bora prima noctis lectulum ingressus
est. Et eo die aqua fuit magna et magni tronitus.
Die xxiij. eiusdem.
Delibero partire summo mane: et audita missa caualco et fece collatione
a la fontana del chioppò : et omnes sui Guriales vna cum ilio tam familiari-
ter quod Inter se uidebantur fratres tanta erat ipsius humanitas in omnes. Et
* quella sera andò ad alloggiare a Mignano et alloggio in castello. Juncto che
fu aliquantulum dormiuit: postea equitauit et andò a cenare a la fontana: et
domum reuersus est bora xxiiìj. et prima lectulum ingressus est. Et la mactina
sequente delibero partire bora viiij. et andare a fare collatione in Sangermano
et cosi fureno mandati tucti 1 officij quella sera.
«^»ff?s
333 M."* ecce Lxxxx.** maggio
Die xxiiij. Madij. in Sangermano.
Hora viiij. surrexit et audita missa caualco et andò tirato in sangermano
doue fa raccolto honoriflce: et come fu arriuato quod iam erat hora xj. fece
collatione et aliquantulum dormiuit: et multa eo die expediuit. Et bora xxj.
caualco et andò a cenare a san Francesco che la ce erano bellissime fontane:
et li stecte fino ad xxiiij. bore: et reuersus post paulo bora ij. lectulum in-
gressus est. Et eo die prouide a fore le mura de dieta terra. Et lo magnifico
Messer Andrea de gennaro fu mandato in vngaria per imbasciatore.
Die XXV. eiusdem in Sangermano.
Hora X. surrexit et caualco quella mactina a la badia de montecasino.
£t la audio sua missa et vide la libraria et per spatium bore lesse alcbuni li-
bri exercitij causa: et se passeggio per lo jardino et celle de quelli monaci:
et tantmn bibit eo mane. Et hora xvj. retomo in sangermano et aliquantulum
dormiuit: et expeditis quibusdam caualco et vide iterum et prouide a la mu-
raglia facea fare a quella ì&ttdn et andò a cenare in sancto francesco a quelle
acque fi'escbe. Et reuersus bora solita ingressus est lectulum.
Die xxvj. Madij in oliueto.
Quella mactina bona bora et audita sua missa caualco et andò ad al-
loggiare in oliueto: fece collatione per via alla cappella de sancta maria: et
juncto che fu delibero alquanto riposare. Fu da quella terra raccolto cum
gran festa: in obuiam eius venere pueri cum palmis oliuarum: furono facto
luminaria et molta bona demonstratione da tucti quelli popoli. Hora xxj. ce-
nam sumpsit et bora ij. lectulum ingressus est. Quella sera fu dicto per noua
a la sua I. S. come li presso a la terra stana vna cappella doue vna figura de
nostra dompna facea miraculi: che chi ce andana come era li et genibus fle-
xis cascbaua et stana fora de se alquanto : et post hoc ferebatur che quelli
VAGOio M.® ecce Lxxxz.^ 334
tali mutabant mores eoram: hec ferebantur. Quello jomo fa vna grande ac-
qua cum troni assai. Passo la fiumara de la terra chiamata Melfi et vn altra
chiamata Rimolle.
Die xxvij. eiusdem in Oliueto.
Hora 1. surrexit et audlta sua missa in casa caualco et andò a vedere
lo castello de la terra et la fece coUatione et prouide a quello in molte cose
necessarie. Et reuersus bora liij. dormiuit aliquantulum. Accarezo assai
quella gente de arme ce tenea ut sui moris semper erat: et hora xxj. cenauit
et sumpta cena parlo con lo suo Confessore et suo cappellano et elemosinere
bomini religiosi et de sancta vita quali semper se li faceua andare appresso.
Et inteso da quelli che lo miraculo predicto veniua da ribaldaria de quelli
che gouernauano la ecclesia delibero caualcarce: che già erano xxiij. bore:
et cosi fece: et arriuato la et adorato ut consueuerat a lo altare quello firate se
lasso cascare con dire che era miraculo de la gloriosa Vergine maria. Lo
prefato I. S. illieo cognobbe sua prudentia mirabiliter che quello frate era in
crìmine: conuocatolo ad se et parlatoli humanamente exortandolo li douesse
dire la causa de quanto facea iUe instabat taUter che sua I. S. lo fece pigliare
cum dui suoi sequaci: et eo sero confesso ogni cosa et come per fare denari
tucto hauea facto. Tucto quello popolo adoraua lo dicto Signore che li bauea
liberati da latri et falsi frati: che ciò che haueano dauano per dio credendo
quello essere miracolo. 0 f es miranda in tanto Prìncipe che tucte cose redu-
cea ad bonum pacis et tranquillitatis. Ordino che quello frate fusse adducto
ligato appresso sua I. S. perche la mactina sequénte uolea partire et andare
verso Gayeta. A due bore de nocte lectulum ingressus est. Spedio quella sera
molte facciende perche bebbe lettere de vngaria et de Milano et a tucte fece
fare risposta: et ordino che la mactina bona hora tucto homo fusse a caual-
lo. Et illis diebus passoro molti grilli per aera. Quid sibi voluerint Deus scil.
Aliquid indicabunt.
335 M.* ecce Lxxxx.'* uaqqio
Die xxviij. Madij in Sangermano.
Bona hora sorrexit et audita missa caualco et venne directo a Sanger-
mano et jtincto che già erano bore xvj. et mutato andò a sancto francesco: et
la mangio che era venardi per vna volta: et la dormio per horam et fece fac-
ciende li fino a nocte: et reuersus bora iij. lectulum ingressus est. Quello
jorno fu grande pioggia cum grandine et fu tale che non lasso quasi fructe
in li arbori: la grosseza de quella era corno ouo vt ferebatur: et tocbo più a
gayetani che a 1 altri conuicinij.
Die xxviiij. eiusdem in Mola.
Ante lucem audiuit suam missam et facta aliquantuhun coUatione caual-
co et venne fino a sancto Angelo et da li imbarco et andò per lo fiume in la
scafa fino al Garìgliano: et da li venne in le barche intro in mare et venne in
mola per mare et quam primum cenam sumpsit in la torre doue alloggio sua
I. S. et dormio paulisper: et quella sera vide molti giardini solati] causa. Et
la mactina sequente che era la pasqua rosata ordino fusse preparata la missa
cantata : et audita quella volea imbarcbare et andare a Gay età. Lectulum in-
gressus est hora 2.^ auditis prius vesperis.
Die penultimo Madij. In Gayeta.
Surrexit bora x. et andò ad audire la Missa cantata in mola ad vna ec-
desia de sancta maria vicino a la torre: et quella audita et expeditis non nul-
lis. fece coUatione et post paulo imbarco et andò ad alloggiare in Gayeta.
Smonto vicino a la Annumptiata et alloggiato aliquantulum quieuit. Et audio
li vespri a sancto francesco et delibero confessarse et lo di sequente pigliare
la Eucharistia. Auditis vesperis caualco in castello et vide quella fabrìca facea
fare. Fu molto accarezato da quello popolo. Ceno hora xxij. in sua habitatione
et 2.^ hora noctis lectulum ingressus est.
MAGGIO M.^ ecce LXXXX.^ 336
Die vltimo Madij in Gayeta.
Hora xj. e lectulo egressus est et andò in sancto francesco doae audio
la Missa cantata et li deuotamente se comunico: et expeditis diuinis ritorno
et facta coUatione caualco et andò a visitare la cojitessa de fondi et qudla de
Trayecto che era sua figlia: che quella mactina erano arrìuate che vernano da
fondi per visitare sua I. S. Hora vespertina fu a caoallo et audio li vespri in
sancto angelo de Gayeta et andò a cenare a lo jardino de Gola de Àuanzo.
Et hora ij. lectulum petijt.
GIUGNO Die primo Junij in mola.
Delibero partire per Mola et audita sua missa in Sancto Domenico et ve-
duto lo castello et prouisto a quelle moraglie ritorno in sua hahitatione : et
facta coUatione post paulo imbarco in mare et vide alchuni jardini Gayetani
et andò ad alloggiare in mola: et ceno quella sera de fora ad vno suo jardino
et hora ij. lectulum ingressus est.
Die 2.^ Junij- In mola-
Surrexit hora xj. et audita sua missa andò a vedere certi jardini: et post
paulo se ne conferi a lo suo et la mangio per vna uolta ad hore xx. et reuer-
sus dormiuit aliquantulum : et hora xxij. caualco et andò a vedere certi jar-
dini iterum et de nouo et dimoro da fora fino ad nocte: hora prima cum ce^
reis domum redijt et iij. lectulum ingressus est
Die iij. Junij. In la Rocha de monteragone.
Hora viij. surrexit et audita sua missa delibero partu*e da Mola et anda-
re quella sera a la rocha : et fece coUatione per la via a la Scauola et venne
a lo GarigUano: U dormio circa due hore et caualco et arriuo a la Rocha ad
hore XX. Hora xxj. cenam sumpsit et hora prima noctis petijt lectulom.
337 M/ ecce Lxxxx.^ giugno
Die iiij. Junij. In Arnone.
Ante lucem surrexit e lectulo et audita missa caualco adhuc non orto
sole verso arnone per trouarse con lo S. Re che la douea andare ad allog-
giare. Et arriuando in amone et trouando che sua maestà ancora non era
arriuata delìbero passare innanzi ad scontrarla : et sua casa se fermo in Ar-
none et sua I. S. passo et eipecto la prefata maestà a la Tauema del ponte
Nichino : et basato la mano a quella fu con ipsa a caccia de cerni che ne fu-
reno morti due et vno lupo al mazone. Et reuersus bora prima noctis cenam
sumpsit et illieo andò in corte del S. Re: et post paulo reuersus lectulum in-
gressus est.
Die V. Junij [n Arnone.
Hora X. surrexit et audita missa sua solita andò in corte del S. Re et la
fece coUatione et caualco con sua maestà ad xx. bore verso lo mazone a cac-
cia de cerai: et per la via videno caualli a la cauallaritia del prefato S. Re. Et
reuersus bora prima noctis cenam sumpsit et secum Messer Marino brancazo
Jacobozo de alexandro et Antonecto Gitaro. Solus raro comedebat et curiam
petijt patris et post paulo reuersus lectulum ingressus est.
Die vj. Junij in arnone.
Surrexit hora xj. et audita missa se conferio in corte et la stette fino ad
bore XX. Caualco a caccia con lo S. Re et hora xxiiij. reuersus cenauit et ij.
lectulum petijt.
Die vij. Junij in napoli.
Sua I. S. delibero partire quello jorno per napoli et expectare tanto che
lo S. Re partisse per capua : ordino da la sera che li soi partissero con la casa:
et bora xj. surrexit et audita sua missa se conferio: et expeditis non nuUis
43
GIUGNO
M.** ecce Lzxxx.^
338
partio bora xx. con lo S. Re : et accompagnato quello fino in itinere suo se
ne uenne in napoli et ceno a la Duchescha et la doraiio quella sera: et bora
iiij. lectulum ingressus est.
Die viij. Junij. in napoli.
Sunrexit bora xij. et audita missa et.facta coUatione caualco et andò a
visitare la S. Regina: et demoratus cum illa aliquantulum et bora xx. reuersus
ceno a lo jardino grande a la fontana : et sumpta cena caualco fino a lo Molo
et trono lo S. Don federico et allocatus illum aliquantulum discessit et quella
sera visito Antonio carbone qui egrotabat in lectulo: et reuersus et facta col-
latione bora ij. lectulum petijt.
Die viiij. Junij. In napoli.
Hora xj. surrexit et expeditis non nullis missam audiuit suam: et facta
collatione contulit se ad Stabulum et vide soi caualli et postea contulit se ad
pomarium suum doue decte audientia al Generale de sancto francesco et
expedio molte facciende con messer Julio et alijs. Hora xxj. cenauit apud
fontem solitum: et post paulo equitauit et andò a sancta chiara a lo perdono
et da li in castello a trouare lo S. Re cbe era ritornato da Àmone: et audio
li vespri solempni del corpo de xpisto. Et reuersus hora 2.^ lectulum in-
gressus est.
^ Die X. Junij. In napoli.
Bona bora egressus est lectulum et andò ad piscopio et li audio la missa
cantata et accompagno lo corpo de xpisto a sancta chiara doue trono lo S.
Re: et li audio la missa cantata sua maestà et già se leuaua lo corpo de xpi-
sto: et expleta sua I. S. se ne ritorno ad piscopio con lo archypiscopo: et ac-
cepta benedictione redijt in castellum capuanum et quieuit aliquantulum. Et
hora XX. caualco in castello ad regem : et expeditis quibusdam venne a vi-
339 M/ ecce Lxxxx/ qidqno
sitare madamina Biancha consorte del suo maiordomo Raneri Gualandi: et
bora xxij. cenauit a lo suo jardino grande a la fontana: et 2.^ horalectulum
ingressus est. Et quella sera se fece lo bagno.
Die xj. Junij in napoli.
Hora xj. surrexit et expediuit non nulla: et audita missa et facta coUa-
tione caualco in castello et fuit cum rege in negocijs per totum diem: et re-
uersus bora xxj. ceno a lo suo jardino grande a la fontana: et bora 2.^ no-
ctis lectulum petijt.
Die xij. Junij in lo poggio reale.
Satis bora competenti Principibus surrexit e lectulo: expeditisque non
nullis audiuit missam et venendo lo imbasciatore venetiano et altri decte a
tucti plenaria ^udientia et satisfacti discessere. Sua I. S. fece alquanto colla-
■
tiene et ordino a li soi che quella sera volea alloggiare al poggio reale. Et fu
quello jomo in castello con lo S. Re et expedio molte facciende et andò a lo
poggio a xxj. bore: li ceno et dormio quella sera.
Die xiij. Junij in napoli.
Surrexit iam orto sole et audita sua missa fece collatione in vna certa
grocta a lo poggio : et caualco et venne in castello nono et cum rege multa
expediuit. Et quello jomo fu a la Zita sere de Joambaptista del dolce et la ac-
compagno fbio a la porta del Mercato: et venne a cenare a suo jardino gran-
de a la fontana bora xxj. et postea caualco fino a la Maddalena: et li monto
in barca et andò a trouare lo S. Re a lo paradiso doue stana gratia solacij :
et cosi sua maestà monto in barca et andoro per mare fino a la Maddalena :
et reuersi in castellum sua I. S. presa Ucentia se ne uenne ad sua babitatione
et bora 2.* quieuit.
GIUGNO M/ ecce Lxxxx.** 340
Die xiiij. Junij in napoli.
Surrexit satis bona bora et audita missa caualco ìq castello: et ibi mo-
ratus aliquaiìtulum cum Rege et Regina accompagno quella al baptismo del
genero di messer Malitia Carraffa et fu in sancta clara a lo perdono: et reuer-
sus in castellum expedio facciende con lo S. Re et bora xxij. venne a cenare
al suo jardino grande a la fontana: et non equitauit amplius ilio sero. Domum
petijt bora clrciter prima et 2.^ lectulum ingressus est.
Die XV. eiusdem in napoli.
Bona bora surrexit et audita sua missa caualco in castèllo et decte au-
dientia et fece coUatione a la guardarobba: et expediuit negocia suo solito
niore et dorraio a la ciptadella per due bore. Et quella sera ceno con lo S.
Conte de terra nona: et reuersus bora tarda post paulo lectulum ingressus est.
Die xvj. Junij in lo poggio.
Jam orto sole surrexit et audita missa et expedilis non nullis delibero
quella sera andare ad alloggiare a lo Poggio. Caualco et andò a sancta Croce
et parlo con frate francesco de Ragona bomo de sancta vita. Et visito lo S.
Don federico cbe stana indisposto et li fece coUatione: et fu in castello et expe-
diuit multa cum Regia maiestate: et bora xxiij. pulsata partio de castello no-
no: andò al dicto poggiò: la ceno et dormio quella sera. Et quella noe te fu
vna grande pioua con grandine tanto grossa cbe guasto ogni fructo.
Die xvij. eiusdem in Napoli.
Satis bora comoda surrexit et audita sua missa fece coUatione ^d vna
grotta del Poggio : et post modum caualco et fu in casa del I. S. t>on fede-
rico cbe stana indisposto. Et per reUquum spatium diei fuit in casteUo cum
Regio patre in expediendis negocijs. Et caualco con quello a caccia a le pa-
34^ M.® ecce Lxxxx.** Qiuaira
dale et al Poggio reale: et accompagnato dicto S. Re fino a Sancto Martino
in capuana et presa lìcentia entro in castello capuano et per quella sera fece
ordinare vno certo conuito volea fare al S. Re et a la S. Regina la Domenica
proxima futura: et expeditis non nuUis cenauit bora iij. et v. lectulum ingres-
sus est.
Die xviij. Junij in napoli.
Bona bora audiuit suam missam et caualco in castello nono. Trouo che
lo S. Re se uestiua : moratus aliquantulum interfuit suo prandio et post mo- .
dum andò a mangiare a la Ciptadella bora xxj. et postea dormiuit aliquantu-
■
lum. Et postquam surrexerat adiuit I. D. federìcum eius germanum: etredijt
in castellum et vna cum Rege vidit equos: et expeditis multis necessarijs re-
uersus est domum et bora iij. transacta lectulum petijt. Et eo die summo
mane pluit et grandinauit mirabiliter.
Die xviiij. Junij in lo Poggio.
Percbe lo di precedente sua I. S. mangio vna uolta voluit surgere sum-
mo mane et volea fare collatione et equitare al Poggio per vedere quanto se
era preparato per lo conuiuio se douea fare lo di sequente al S. Re et a la S.
Regina: tamen insta causa impeditus demoro alquanto et audita sua missa et
expeditis multis domi cum Regente et alijs caualco et andò al poggio et ali-
quantulum dormiuit: et post paulo comedit et postea andò per la massaria et
prouede al necessario del conuito se douea fare et se attendeua a parare tucte
quelle stanze. Et eo sere bora 2^ lectulum ingressus est
Die XX. Junij in lo Poggio.
Bòna bora surrexit et vide quelle stanze parate et a molte cose prouide
cbe erano necessarie al dicto poggio per conuiuio : et audita missa caualco
et andò a trouare lo S. Re cbe era verso le padule et venne con sua maestà
GIUGNO M.° ecce Lxxxx." 342
al poggio et yideno la vcellera et in quelle stanze doue dieta maestà se riposo
et fece collatione bora xx. andò ad scontrare la S. Regina : et condocta quella
la ad xxij. bore mangioro et tuo conuito vero Regale et copiosissimo et ab-
bundantissimo de ogni cosa. Sua I. S. attese sempre ad seruire a lo Regio
patre: et post cenam illorum et discessum sua I. S. ceno cum quibusdam re*
gijs curìalìbus: et bora iij. lectulum ingressus est: et quella sera alloggio in
lo dicto Poggio.
Die xxj. Junij in napoli.
Orto iam sole surrexit et audita missa caualco: et partito dal poggio se
ne uenne a la sua stalla et vide caualli: et iUis visis fece collatione a la Du-
cbescba et postea caualco in castello et fuit cum Rege et Regina eo die: et ex-
peditis multis venne a cenare al suo jardino grande a la fontana et bora 2.^
lectulum ingressus est.
Die xxij. Junij in napoli.
Satis bona bora fiiit in negocijs et audita missa in sua cappella fece col-
latione a la Ducbescba et uide caualli: et post paulo caualco in castello nono
et fuit cum rege et regina: et dormiente rege aliquantulum caualco con la
Regina a la bombarderà et videno fundere vna bombarda: et reuersus se
pose in facciende con lo S. Don federico et messer Julio. Et reuersus bora
xxij. ceno al suo jardino grande a la fontana et bora iij. discessereCurìales:
et sua I. S. mando a parare la Ducbescba percbe lo di de sancto Joannj expec-
tana la lo S. Re la S. Regina et la infante.
Die xxiij. Junij in napoli.
Postquam surrexerat et missam audierat fece collatione a la Maddalena
et sumpto cibo dormio a le stanze del suo jardino grande: et post paulo ca-
ualco in castello nono et trono cbe lo S. Re già volea caualcare: et furono a
—'--*-"
\
343 M.® ecce Lxzxx.^ giugno
lo vespro a sancto Joanni in mare: et auditis vesperis f areno a la marina et
omnes mare intrauere : et imbarcati passeggioro per mare fino a la nocte et
sbarcaro vicino a lo castello: et accompagnato lo S. Re lo prefato I. S. habita
licentia se ne nonne a sua babitatione et bora iij. lectulum ingressus est.
Die'xxiiij. Junij. in napoli.
\
Sommo mane egressus est lectulum perche quello jomo expectaua lo S.
Re et la S. Regina a la Duche$cha: et audita sua missa fece collatione alaMad-
dalena et expedio molte cose necessarie: tandem caualco et expecto lo S. Re
et la S. Regina vicuio a sancto Joannj carbonara a le case che furono del
quondam notaro viceguerra stando pero a cauallo: et venendo loro maestate
le accompagno in sancto Joanni a la missa cantata et in fine de quello se
partio sua I. S. et se ne uenne a la Ducbescha per vedere et intendere li pre-
paratorij erano facti per la venuta de li sopradicti: et expecto fino in tanto
vennero. Et veduti caualli et quelle stanze et riposati alquanto ascesero a lo
Cenaculo grande de la Maddalena doue fu preparata una vera collatione re-
«
gale copiosissima de ogni generatione de fi*ucte et confectioni varie et cose
regali con ordine mirabilissimo. Et Jacobo de Capua suo mastro de casa de
continuo sopra ciò sollicitante et ordinante che venissero vini varij et dilica-
tissimi. Et fu facta la collatione intomo a la acqua che c<vrreua in terra. li
stanano tucti prostrati a lo fresche et passero quello jorno ui molti boni et
suaui ragionamenti. Hora xxiij. discessere : lo I. S. resto et cenatus est et dor-
mio quella sera a la dieta Ducbescha.
Die XXV. Junij in napoli.
Audita sua missa a la Ducbescha caualco in castello nono et fuit cum
rege: trono che mangiaua et sua I. S. fece collatione a la sala de li paggi con
io S. Don federico. Post paulo dormiente Rege per totum diem expediuit ne-
gocia cum Fontano et alijs. Et hora xxij. venne a cenare a la Duchescba a la
fontana et 2.^ hora lectulum ingressus est.
cauGNO M.® ecce Lxxxx.* 344
Die xxvj. Junij in napoli.
Bona bora suFgere uolebat perche donea andare a caccia con lo S. Re
a le padule : et cosi la sera innanti era stato ordinato per sua maestà la quale
volea andarse a riposare lo jorno a lo poggio : et tucti li officiali già erano
andati. Hebbe nona summo mane cbe dicto S. Re jam mentem mutauerat et
cosi fece ritornare li soi et se riposo alquanto: et orto sole surrexit et caual-
co et andò ad audire missa in monte oliueto et audita missa decte audientia
in le camere sue la a lo imbasciatore de milano : et post paulo caualco in
castello: la fece coUatione et expediuit multa cum Domino Rege et Regina
et se ne uenne a cenare a la Duchescha a la fontana accompagnato lo S. Re
fino a la porta de lo Mercato: che andana a caccia: et non vscio fora aliter.
Lectulum ingressus est bora iij. et dormio a la Duchescha et quella sera fece
conducere la vna parte de la sua guardarobba per hauerla più vicina. Et bis
diebus ce era nona cbe Io turco andana contra lo Soldano et già hauea in
mare circa CL. vele. Et multa alia ferebantur circa res ytaUcas: tamen omnes
*
terrebatur nomen Ducis.
Die xxvij. Junij in napoli.
Surrexit bona *hora et audita sua missa et facta coUatione et expeditis
non nullis caualco in castello nono et fuit cum rege. Et post paulo interuen-
ne al baptismo de Raneri Gualandi Pisano suo maiordomo che quelli jomi
hauea haute lo figlio cui fuit impositum nomen Alfonsus. Et ce fu con la
Ser.""* Regina: et accompagnata quella in castello uenne a cenare a la Du-
chescha a la fontana: et bora ij. dormitum iuit.
Die xxviij. Junij in napoli.
Orto jam sole surrexit et audita missa caualco in castello et decte au-
dientia et post paulo quieuit aliquantulum: et facta coUatione adiuitRegem:
345 M.^^'cccc Lxxxz.^ oiuono
trono che se vestiua: et mansit cum ìlio et llegina per totum diem in nego-
cijs: et venne a cenare a la magdalena et bora ij. lectulum ingressus est
Die xxviiij. Junij in napoli.
Summo mane surrexit et audita missa se pose in facciende et fece pro-
nedere a molte cose necessarie: che quello jomo lo S. Re et la S. Regina ve-
niua a sancto petro a missa et quam primum caualco et accompagnato lo
S. Re et la S. Regina a sancto petro ad hara: li lasso et se ne uenne a la Du-
chescha et in castello: che loco douea venire lo S. Re a rìposarse: et sua
maestà dormio in la camera grande per due hore et a xxij. hore caualco
quella et se ne andò ad aduersa. La S. Regina la S. Infante cenerò con lo
I. S. Duca quella sera a la fontana del suo jardino grande et furono molto
accarezate dal dicto L S. Duca. Et sumpta cena sua L S. le accompagno fino
in castello: et hora iij. eo sere lectulum ingressus est.
Die vltimo Junij in napoli.
■
Postquam surrexerat missam suam audiuit et multa expediuit: et facta
coUatione caualco et andò in castello nono et fuit cum regina et in negocijs
con messer Pasqual per duas horas. Et reuersus in castellum non nulla ex-
pediuit: et quello jomo fu retenuto vicenzo laudato in castello capuano per-
che fu trouato in casa de certa femìna et res erat in manus Illustrissimi in
quo non solebat deesse misericordia. Et post paulo caualco a la massarìa de
le vergini et vide quelle fabriche : et reuersus hora xxiij. cenam sumpsit a lo
jardino grande a la fontana et hora iij. lectulum ingressus est.
Die primo Julij in lo Poggio. luguo
Àudita sua missa et expeditis non nullis caualco al Poggio et fece col-
latione a la Grotta et post paulo andò a dormire. Et postea caualco per la
massaria et cenam sumpsit hora xxij. et iij. lectulum ingressus est. Et la dor-
mio quella sera. ♦^
LUGUO M.^ ecce Lxxxx.® 346
Die 2** Julij in castello nouo.
Hora xij. surrexit et visis non nullis mangio per vna volta a lo Poggio
et sumpto prandio dormio: et quello jomo partito dal Poggio fa in castello
nono cum Regina et com quella caualco a piacere passeggiando per lo Molo
fino a due hore de nocte sumpta cena. Et dormio quella sera a la ciptadella
perche quella nocte sequente volea imbarchare a viij. hore et andare a pre-
cida et hischia.
Die iij. Julij in precida.
Sua I. S. se leuo a bona hora et audita missa andò ad imbarcare in la
galea de firancino pastore a 1 arba: et in quella fece coUatione et postea dor-
miuit: et arriuato a precida se riposo alquanto visis non nullis : et post paula
andò a caccia de sparueri et hora xxiij. cenauit et bora 2.* lectulum ingres-
sus est.
Die iiij. Julij in napoli.
Bona hora surrexit et audita missa andò a caccia et post paulo imbar-
cho et andò ad hischia a' vedere quello castello: et proueduto ad alchune
cose ritomo in barcha et fece coUatione con certi fichi et se ne uenne in na*
poli ad hora xx. et illieo se riposo: et hora xxìj. ceno a lo suo jardino grande
a la fontana et hora prima fu facta li vna bella coUatione al S. Conte de brien-
za et a certi altri: et hora iij. lectulum mgressus est.
Die V. Julij ili napoli-
Erompente luce lectulum egressus est Dominatio sua et audita sua missa
ascese a la Duchescha et a lo jardino grande: che hauea facto parare quelle
stanze che expectaua la S. Regina ad cena che la hauea conuitata a lo Gena-
colo de la Maddalena. Et caualco et andò in casteUo nouo et fuit cum Regi-
347 M.** ecce Lxxxx.* luguo
na : et expeditis non nuUis se ne uenne a lo jardino suo grande cum quella
et cum la Mante et S. Don federico. Et riposo la prefata Regina in quelle ca-
mere de lo dicto jardino et bora xxiij. vennero ad cenam paratam et dubiam:
et in terra sopra tauole cenarunt currente aqua per medium. Et fu tam gra-
tiosa et piaceuole cena et conuiuio quanto fusse stato facto in quelli jomi.
Demororo li vsque ad 2.^ horam noctis semper in piacere: perche fu vno
certo vento et grande cum pioggia quella sera: et accompagnata la S. Regina
vsque in suum talamum se ne ritomo a sua stanza hora iij. et post paulo le-
ctulum ingressus est. Gurialibus suis discedentibus.
Die vj. Julij in lo Poggio i^ale.
Decima hora iam egressus erat lectulum et se pose in facciende audita
sua missa con lo I. S. Don federico et altri Signori vsque ad horam xyj. Et
post aliquantulum quieuit: et caualco et andò ad alloggiare al Poggio: che la
hauea conuitati alchuni Signori: et hora xxj. ceno et sumpta cena fece vedere
a tucti quelle cose et animali et le fabriche se fanno in quella massaria. Et
hpra i]j. lectulum ingressus est.
Die vij. Julij in napolj.
Orto iam sole surrexit et audita missa et visis non nullis fece collatione
in la grocta et post paulo partio et se ne uenne in napoli et quam primum
lectulum ingressus dormiuit aliquantisper. Horaxvij. experectusnegociaexpe-
diuit. Et quello jomo sua I. S. alquanto se sentio indisposta et secundo la
opinione de medici febricitauit. Hora xxj. cenam sumpsit leuiter et 2.* hora
quieuit et satis bene per illam noctem. Hebbe alchune mosse de ventre et
adhibitis remedijs secessere.
Die viij. Julij in napoli.
Decima hora experectus et audita missa adhibitis quibusdam medico-
Luouo M.^ ecce Lxxzx.'' 348
rum remedijs et sumpto prandio quedam expediuit anfugiendi ocij causa et
suj exercìtij. Et bora xxj. cenam sumsit et eo die se passo assai bene: et dor-
mitum iuit bora 2^ noctis.
Die viiij. Julij. In napoli.
Satis bora competenti surrexit et audita missa fece coUatione. Et venen-
do messer Julio fece facciende et aliquantulum quieuit: et postea iterum pò*
suit se in negocijs con lo L S. Don federico. Et caualco et fu a io molo pizolo
solati] causa: et fu in castello nono con la S. Regina et fu a lo molo grande*^
et hoc post cenam cbe ceno a lo jardino suo grande. Hora 2.^ lectulum in-
gressus est.
Die X. Julij in napolj.
Hora xj. surrexit et audita sua missa fece collarone et post paulo quie-
uit aliquantulum: et postea posuit se in negocijs con lo I. S. Don federico et
messer Julio: et caualco in castello nono et fuit cum Reginali maiestate. Et
reuersus ceno a lo suo jardino grande: et bora solita dormitum se contulit.
Die xj. Julij. In napolj.
Jam orto sole surrexit e lectulo et audita sua missa fece coUatione et
post modum quieuit et per plures horas multa expediuit cum I. D. Don fede-
rico eius Germano. Et tandem equitauit et andò in castello nono et trono che
la S. Regina mangiaua a lo jardino de chiaya: et monto a lo molo in la ga-
lera con io S. Don federico et andò a trouare la prefata Regina. Eo die visito
lo Marchese de bitonta cbe stana indisposto et mangio a la Maddalena: et
hora iy. lectulum ingressus est.
Die xij. Julij in napoli.
Quasi per totum diem domi negocia expediuit et hora xx^. cenam sum-
349 M** ^^^^ Lxxxx.® LUGUO
psit: et eqoitauit et audo a lo molo pizolo et la trouo lo S. Don federico: con
quello passeggiando et ragionando circa horam post paulo reuersus aliqua
necessaria pertractauit et bora iiij. lectulum petijt.
Die xiij. Julij in napolj.
Summo mane experectus fùerat et deliberaua andare a capaa perche
quella nocte hauea receputo lettere che lo S. Re era indisposto de dolore de
fiancho et già erano adviati sol officiali. Tucta quella nocte fece sua I. S. fare
grande prouisione de mandare medicine et altre cose. Et hauendo nona de
poi che sua maestà passaua meglio et cosi fece ritornare li soi in retro so-
lum perche la S. Regina volea caualcare se era necessario al S. Re prefato et
volea accompagnarlo. Mando subilo lo Magnifico Messer cario suo medico et
lo Magnifico Messer Diego vela a visitare sua maestà et lo dì sequente expe-
ctaua accompagnare la predicta S. Regina. Eo die audita sua missa et facta
collatione caualco et andò in castello nono et fuit cum regina solum proui-
dendo a quanto era necessario a la indìspositione del S. Re: et reuersus vide
caualli dinanzi a la porta del suo jardino grande et ceno a la fontana: et de-
libero caualcare lo di sequente ad adversa che la doueua venire lo S. Re et
lo fece commandare a sua casa. Hora iij. lectulum ingressus est.
Die xiiij. Julij in Adversa.
Hora xij. surrexit et audita missa et expeditis non nullis fece cóUatione
et sui iam versus Ciuitatem adversanam iter fecere. Doue quella sera sua I. S.
andana ad alloggiare: che la se douea trouare lo S. Re: et sumpto prandio
parum quieuit. Et caualco a xxj. hora et andò ad adversa et trouo lo S. Re
in lo castello che passaua bene: et mansit cum ilio vsque ad primam horam
noctis. Et venuto a lo plscopato doue sua I. S. alloggiaua cenauit et hora iij.
lectulum ingressus est.
LUGUO M.** ecce Lzxxx.^ 350
Die XV. Julij in napoli-
Bona bora snrrexit et Illa nocte parum dormiuit multa et yarìa cogìtans
de rebus ytalicis. Et audita missa caualco al S. Re et trouo che quello se ve-
stiua: fuìt ibi finche sua maestà fece coUatione et illieo andò a sua habitatio-
ne et idem fecit sua Dommatio: et post paulo parum dormiuit et eiperectus
andò a trouare lo S. Re. Et bora xij. caualco cum sua maestà verso napoli
et accompagnatola fino in castello nono et habita licentia se ne uenne a ce*
nare in castello capuano a la Camera de la Musicha et bora iij. lectulum in-
gressus est.
Die xvj. Julij in napoli.
Orto iam sole surrexit et audita missa fece commandare a li soi cbe
quella sera volea andare in castello nono et la mangiare per vna uolta et dor-
mire. Et caualco al S. Re : trouo che sua maestà volea audire missa: fuit ibi
fin che mangio et sua I. S. andò a mangiare a la Giptadella: et sumpto pran-
dio ritomo m castello et tucto quello jorno expediuit negocia cum Rege: et
ritomo a dormire a la dieta Giptadella.
Die xvij. Julij in napoli.
Hora xij. surrexit et audita missa fuit cum rege et ibi fecit coUationem
et mansit cum regia maiestate: fece collatione et per totum diem in negocijs
expediendis versatus est: et hora xxij. venne a cenare al suo jardino a la fon-
tana et lectulum ingressus est hora iij.
Die xviij. eiusdem in napoli.
Surrexit bona hora et audita missa caualco in castello aliquantulum fa-
età collatione: et cum Rege et Regina fuit in negocijs et quello jomo vidono
giostrare a lo fosso al Marchisino nepote del S. Re con alchuni altri Curiali.
351 M.* ecce Lxxxx.^ luquo
Tandem caualco con lo prefato S. Re a caccia a le padule. Reuersus hora
tarda ceno a la camera de la musica et hora iiìj. lectulum ingressus est.
Die xviiij. Julij in napoli.
Hora xij. missam audiuit et facta collatione a la Duchescha cauàlco in
castello nono et per totmn diem multa expediuit cum Rege et Regina: et hora
xxiq. reuersus se fece lo bagno et eo facto cenauit etiìj. horadormitum iuit.
Die XX. Julij in lo poggio.
' Hora viiij. surrexit et audita missa andò a dare audientia in la Ciptadella
et illa^expedita visitauit Regiam maiestatem et ritomo a la Ciptadella: fece
collatione et postea dormiuit. Et rediens ad Regem caualco con sua maestà
a le padule a caccia. Et post modum habita licentia andò a cenare al poggio
et li dormio quella sera.
Die xxj. Julij in napoli.
Orto iam sole surrexit et audita sua missa caualco per napoli et andò in
sua cauallaritia et vide caualli: et fuit cum rege et la' fece collatione et quam
prìmum posuit se in negocijs per totum diem cum illis dominis solitis: et hora
xxiij. venne a cenare al suo jardino grande a la fontana: et hora iij. lectulum
ingressus est Et quella sera sua I. S. hebbe nona de certi motiui verso be-
neuento. UUco ce dette bono expedimento: ce mando lo Magnifico Messer
Diego Vela cum alijs quibusdam.
Die xxij. Julij in napoli.
Postquam surrexerat audita sua missa caualco in castello nono et fuit cum
Regina vna con lo L S. Don federico da xv. bore fino a xxj. Postea ftdt cum
regia maiestate in negocijs expediendis et ceno quella sera in casa de Joan-
cola Gayetano: et reuersus hora prima noctis posuit se in negocijs vsque ad
s
LUGUO M.^ ecce Lxxxx.*^ 352
horam iiij. Hora v. lectùlum ingressus est et donnio qaeUa sera a la Duche-
scha et ordino che tocta sua casa tornasse la a stanzare«
Die xxiij. Julij in napoli.
Hora yiiij. surrexit et audita sua mìssa caualco in castello nouo et tenne
audientia a la Giptadella doue sua I. S. era solita: et la mangio per vna volta
et inde quieuit et expedìo facciende con lo S. Re. Et reuersus tarda hora andò
a dormire a la Duchescha : che la alloggiaua con tucta la casa.
Die xxiiij Julij in napoli.
Sua I. S. quello jomo non caualco perche expectàua lo S. Re a la Du-
chescha: et audita sua missa fece provedere a molte cose necessarie: et hora
xviiij. arriuando lo prefato S. Re et riposato alquanto fece coUatione sua mae-
stà a la Duchescha et post paulo quieuit: et experectus vide tucto quello jomo
caualli. Hora xxij. discessit sua I. S. con lo S. Don federico: ceno a la fon-
tana de lo jardino grande et li dimòro vsque ad primam horam. Partito lo
prefato S. Don federico suo germano lectùlum post paulo se contulit.
Die XXV. Julij in napoli.
Hora xij. surrexit et audìta missa et facta coUatione caualco in castello
nouo et fiiit con lo S. Re: et hora xvj. sua maestà con la S. Regina et fllijs
audio la missa cantata de Zita: che fu facto matrimonio fra la Nepote del S.
Re idest fra la figlia del quondam Don Àrrìcho figlio de sua maestà et lo fi-
glio del S. Ducha de Malfi. Et finita missa feceno la festa et triumpho grande
ut moris erat illorum. Post hec se ne andoro con la cita a la casa del cito et
ibi cenarunt et fu facta festa et grande con danze et soni et farse: taliter che
a vj. hore de nocte lo I. S. Duca ritomo a la Duchescha sua posata et facta
coUatione lectùlum se contulit.
353 M.* ecce Lxxxx.** luguo
Die xxvj. Juli] in lo poggio.
Surrexit bora xiiij. et audita missa et facta collatioiie et quibusdam ex-
peditis negocijs caualco in castello nouo et foit cum Regio patre et Regina in
nuptijs supradictis. Et reuersus bora tarda ceno a la pescbera a lo poggio et
Cam sua I. S. ceno lo S. Don federicbo et li dormio quella sera. Et delibero
ritornare in napoli lo di sequente.
Die xxvij. Julij in napoli.
Orto iam sole surrexit et audita sua missa caualco et fece collatione a
la grocta et venne in napoli et vide caualli: et illis visis andò in castello no-
uo bora XX. Ando a caccia de porci con lo S. Re a Marianella et reuersus bo-
ra tarda ceno a la Ducbescba a la Salecta et bora iìj. lectulum ingressus est.
Die xxviij. in napoli.
Surrexit bora xij. et expeditis non nullis et audita sua missa fece col-
latione: et bpra xvij. caualco et vide a sua stalla de carbonara certi stalloni
et da la andò a sancta maria de la nona et parlo con lo Prouinciale: et post
paulo caualco in castello nouo. Fuit cum Rege et Regina a vedere le giostre
a lo fosso et illis expeditis et accompagnata la S. Regina se ne uenne a ce-
nare al suo jardino grande a la fontana. Et bora iiij. lectulum petijt.
Die xxviiij. Julij in napoli.
Bona bora egressus est lectulum et expecto lo S. Re cbe quello jòmo
douea venire a cenare a la fontana del suo jardino grande et vedere cauaSì.
Fece prouedere al necessario sua I. S. et quam primum caualco in castello
nouo : et expeditis quibusdam cum Regia maiestate visitauit reginam. Et post
paulo reuersus a la Ducbescba vide caualli et bora xxij. veniente Rege illieo
omnia parata fuere: et ceno sua maestà cum vno ordine et silentio mirabi-
45
LUGLIO M/ ecce Lxxxx.® 354
lissimo : et sumpta cena sua maestà se ne andò a le camere pinctate de lo
jardino et li expecto interim che lo S. ceno: et quam primum fu cum sua
maestà et bora prima noctis lo accompagno fino in castello nono et a cauallo
prese licentia et fu a lo molo con lo S. Don federico suo germano et se ne
uenne a la Duchescha: et bora iy. transacta lectulum ingresàus est.
Die penultimo Julij in napoli.
Postquam surrexerat et missam viderat sumpsit coUationem et post
paulo caualco in castello nouo ad reperiendam regiam maiestatem: che quello
iomo douea caualcare per capua cum Regina a la festa et perdonanza de
sancta maria: la quale era lo primo de Augosto proximo: et quella sera an-
dana ad alloggiare in adversa. Et expeditis non nullis cum sua maiestate
andò fino a pedo de le scale del castello: et ritornato post paulo caualco -con
la S. Regina la quale resto per lo sequente di a la pouana a vedere certa
robba bauea portata certa galeaza de venetia. Et accompagnata dieta S. Re-
gina ad suam babitationem se ne uenne a la Duchescha et ceno li a la fon-
tana et bora iij. lectulum petijt.
Die vltimo Julij in napoli.
Surrexit bora xij. et audita missa et facta coUatione et visis equis de fe-
nestra Ducisse babitationis caualco ad bore xviiij. et andò a trouare la S. Re-
gina in castello nouo: et quella accompagno quella sera in adversa et ibi fuit
cum rege qui post paulo discessit cum regma Gapuam versus: et sual. S. se
ne ritorno in napoli bora xxiiij. et quam primum cenam sumpsit : et per es-
sere^ quella sera sabbato bebbe infinite generationi de pesci et optimi. Sumpta
cena et aliquantulum cum Gurialibus intèrlocutus lectulum ingressus est bo-
ra fere iij.
355 • M/ ecce Lxxxx."* agosto
Die primo Agusti in napoli.
Orto iam sole egreàsus est lectulum et audita missa et facta coUatione
se pose in facciende domestiche cum suis Scribis. Et post paulo venendo lo
I. S. Don federico sno germano se pose a la fenestra Duchescha et vide ca-
ualli da xvij. bore fino a xxj. et postea caualco a lo molo et reuersus cena-
uit a la fontana de la Duchescha. Et quello jomo decte audientia a li imba-
sciatori et bora lij. lectulum ingressus est
Die 2.^ Augusti in lo poggio.
Duodecima bora surrexit e lectulo et audita missa sua solita et facta col-
latione caualco et andò in casa del I. S. Don federico et li spaccio facciende
perche quello stana indisposto: et illis expeditis se ne uenne a la casa de lo
imbasciatore fiorentino et lo porto a lo Poggio et la lo fece i^enare cum ipso
et assai lo accarezo: et sumpta cena lo porto per tucta la massaria et lo ac-
compagno fino a la porta et sua S. ritorno a dormire a lo poggio.
Die 3.^ Augusti in napoli.
Surrexit bora iam xìij. et audita missa et fecta collatione vidit equos.
Sua collatione fu in la grocta del Poggio. Et postea caualco et andò in ca-
stello nono: visito la bifante et fu in casa lo I. S. Don federico in facciende
et bora xxij. venne a la Duchescha: fuit in negocijs per boram: a xxiij. bore
ceno a la fontana del suo jardino grande et post paulo caualco: fu a lo molo
et visito lo S. Re et la S. Regina che erano ritornati da capua. Et reuersus
bora tarda fece collatione et lectulum ingressus est bora iiij.
Die iiij. Augusti. In napoli.
Satis bora competentr surrexit e lectulo et expeditis non nullis domesti-
cis missam audiuit: et collatione facta caualco in castello et fuit cum Rege et
/
AOOSTO M.^ ecce Lxxxx.® 356
Regina per totum diem in negocijs: et bora xxiij. se ne uenne a la Dnchescha
et li ceno a la fontana et tertia bora lectulum ingressus est.
Die V. Augusti in napoli.
Bona bora lectulum egressus andò a sua stalla et vidit suos equos : et re-
uersus dormiuit per duas boras et postea audiuit missam: et facta coUatipne
caualco in castello nono et fuit cum regia maiestate et Regina: et expeditis
multìs andò a vedere la giostra con loro maiestate a lo fosso del castello :
cbe giostraro li cortesani del S. Re de sua S. et quelli del S. Don federico.
Et bora xxiij. se ne uenne a cenare a la fontana de la Duchescba et bora iij.
lectulum ingressus est.
Die vj. Augusti in napoli.
Surrexit satis bona bora et expeditis non nullis caualco et andò a missa
a sancto Seuerino et fu con quelli Religiosi per boram: et postea andò in
castello nouo et fuit cum Rege et Regina et la fece collationo : et andando lo
S. Re a caccia a le padule sua I. S. resto in castello a fare facciende et bora
xxij. se ne uenne passeggiando per lo molo a la Ducbescba: ceno a la fon-
tana: et sumpta cena vscio da fora a la porta et da la vide caualli fino a iij.
bore de nocte con le torze: et post paulo dormitum iuit. Et quella sera ce fu
nona cbe lo Papa stana con due febri in lo lecto.'
Die vij. Augusti in napoli.
Hora xxij. e lectulo surrexit et audita missa caualco in castello nouo et
fu a lo parco doue designo certa cauallarìtta cbe volea fare la lo S. Re: et re-
uersus fuit cum Rege et Regina: et caualcando quelli a càccia sua I. S. con
Don federico restoro a fare facciende. Et post paulo caualco et al molo monto
in galera et andò a cenare a la massaria de lo Abbate Albino suo librerò ma-
lore sita vicina a la marina verso la torre del Greco. Et reuersus per mare
■^M»
357 M.* ecce Lxxxx.^ agosto
smonto a lo carmino et se ne uenne a la Duchescha : et aliqaantulum riposato
bora iij. lectulum ingressus est.
Die vii]. Augusti in napoli.
Surrexit bora xij. et audiuit missam et caualco in castello nono et fait
cum rege et Regina: et expeditis non nuUis andò con loro maestate a vedere
le giostre a lo fosso: et illis expletis et accompagnati quelli in castello se ne
uenne a la Ducbescba et ceno a la fontana: et bora iij. lectulum ingressus est.
Die viiij. Augusti in napoli.
- Audita sua missa in monte oliueto: cbe era la vigilia de sancto lauren-
zo : et ragionato con quelli monaci mangio per vna uolta et post paulo andò
in castello nono : fuit cum Rege et caualcando sua maestà a caccia sua I. S.
resto in castello ad expedire facciende ut sui moris erat fino cbe lo prefato
S. Re ritomo: et audio li vespri con quello et bora ij. noctis se ne uenne a
la Ducbescba et lectulum se contulit bora iij.
Die X. Augusti in napoli.
Satis bona bora surrexit e lectulo et andò vedendo alcbune stanze per
la Ducbescba cbe volea fare assectare insieme con lo suo Scrinano malore :
et quam primum audita missa et facta coUatione caualco in castello nono et
fuit cum Rege et Regina et multa expediuit. Et quello jomo bebbe nona cbe
lo Cardinale de foes parente de la S. Regina era indisposto in Roma. Illico
delibero la nocte venente mandarce a visitarlo: £t cosi ce mando vno suo Ca-
merere vno Jentile bomo suo Ck)rtesano nomine Colantonio brancazo vno suo
cbuocbo et lo Spettale cum due carriaggi de ogni generatione de medicina
cum vno suo Medico nomine Messer Ghimento bomo doctissimus : cum ordi-
nationc cbe douessero semper interuenire al gouerno de dicto Cardinale. 0
res mirabilis in tanto Principe et inaudita temporibus nostris. Cosi era solita
^
AflOSio M.^ ecce Lzzxx.^ 358
saa L S. fare de continao a tucti soi beneaoli et erga suos semper magna est
Tsus pietate. Se ne uenne a xxij. bore a la Duchescha et ceno ilio tunc a la
fontana: et sumpta cena vscio da fora in la strata: fece venire cauallj et videli
fino in iìj. bore. Adductl fuerunt cerei et circum circa ad murum ortnli adbe-
sere vt moris erat: et ita seruabatur tunc percbe bauea facto ponere candelere
lungo lo muro del jardino grande solum cbe li cauain non facessero male a
qualcbe Paggio. Summa prudentia se regebat et suos. Hora circiter iiij con-
tulit se lectulum.
Die xj. Augusti in napoli.
Summo mane egressus est lectulum et audita missa caualco et andò a
dare audientia in castello a la Giptadella ut solita erat Dominatìo sua Illustris-
sima: et illa expedita cóntulit se ad regiam maiestatem et trono cbe mangia-*
uà : et demoratus est cum eo vsque ad boram xx. et ea bora andò a caccia
a le padule: et lasso sua maestate vicino al Poggio reale et se ne uenne a ce-
nare a la fontana de la Ducbescba con Jacobozo de Alexandro: et bora iij.
lectulum est ingressus. Quello jomo venne la conflrmatione del matrimonio
de la regina de vngaria con lo S. Re de Boemia.
Die xij. Augusti in napoli.
Orto sole egressus est lectulum et expeditis non nullis domesticis nego-
cys audiuit missam suam et facta collatione vidit certos equos: et post paulo
caualco in castello nono facta aliquaotulum collatione. Et quello jomo sé do-
ueano fare Giostre cbe non $e attendea ad altro cbe a fare festa per lo ma-
trimonio successo de la Regina de Vngaria con lo Re de boemia. Ma venendo
nona cbe lo Cardinale de foes era morto omnia frigere et molto tale nona ad-
duxe tristitia al S. Re et a la S. Regina: et lacrunarunt et se prese lo negro
da loro maestate. I. Dux consolans eos non cessabat a seruitio suo et non di-
scessit ab illis usque ad boram primam noctis. Et se ne uenne a cenare a la
fontana Ducbescale. Hora iiij. lectulum petijt.
359 M-** ecce Lxxxx.® Aoosio
Die xiij. Augusti in napoli.
Hora xij. surrexit: bona videbatur dormitatio Dominis ea bora propter
pluuiam aliquantulum nam pluebat. Audiuit suam missam et vidit certos
equos suos e fenestra: et adveniente I. D. federico eius germano caualco con
4
Ogni cosa negra propter obltum Cardinalis predictì. Fu in castello nono et
fait cum rege et regina: et expeditis non nuliis ad hora decena se ne uenne
a la Ducbescha et ceno a la fontana del suo jardino grande: et hora iij. lec-
tulum ingressus est
Die xiiij. Augusti in napoli.
Bona hora egressus est lectulum et expeditis non nuliis audio sua missa:
et fu a la stalla et vidit suos equos: et postea caualco et andò a sancto Joanni
c^bonara et vide le mure et designo certe case et certe loggie: et reuersus
mangio per vna uolta a la magdalena et dormiuit aliquantulum: et caualco in
castello et fuit cum Regina interim che lo S. Re ritorno da caccia: et fuit cum
eius maiestate et audio li vespri: et hora tarda reuersus est et hora iij. lectu-
lum ingressus est.
Die XV. Augusti in napoli.
Hora X. surrexit et audita missa fecit coUationem : et post paulo caualco
in castello nono et li fece facciende con lo S. Re et la S. Regina quasi per to-
tum diem per la morte successa del S. Cardinale de foes. Reuersus domum
ceno a la fontana Ducheschale et hora iij. lectulum ingressus est. Et eo die
rediere illi quos miserat romam prò cura Cardinalis predicti.
Die xvj. Augusti in Marcianese.
Delibera sua I. S. caualcare quello jomo. Surrexit bona hora et audita
missa et facta coUatione vide caualli et fuh in sermone domestico con lo L
i
AGOSTO M.^ ecce Lxxzx.^ 360
S. Don federico fino ad bore xviiij. Et caualco et andò con lo I. S. Don fede-
rico in castello nono a visitare la S. Regina et bora xxij. partio et andò ti-
rato a marcianese: fece vna passata per sua stalla et vide li soi caualli et
cenauit et quam primum iectulam ingressus est.
Die xvij. in capua.
Bona bora sutrexit et audita missa uide soi caualli fino ad bore xx. et
facta coUatione quella sera partio et andò ad alloggiare in capua: et arrivo li
bora xxiiij. et quam primum cenauit: et post paulo caualco in corte et visita
lo S. Re qui ibi morabatur. Et bora circiter iij. noctis lectulum petijt.
Die xviij. in capua.
Surrexit satis bora competenti percbe bauea nona cbe lo S. Virginio ve-
niua a visitare lo S. Re: et audita missa caualco et iuit illi obuiam cum suis
Curialibus et duxit illum ad regem: et dimoro la cum ilio fino ad bore xvij.
Semper in negocijs fuere: et reuersus mangio per vna volta et cum eo prefa-
tus virginius: 'et postea dormiuit aliquantulum et interim lo S. Re andò a
caccia : et eo. reuerso sua I. & andò in corte ad ipsum Regem et cum lo S.
Virgilio fuit in negocijs fino ad due bore de nocte: et eo bora domum redijt
et fece collatione et lectulum quam primum ingressus est. Et fu facto lo più
bello prouedimento del mondo ita et taliter cbe al S. Virgilio et a li soi non
mancbaua alcbuna cosa: it^ copiose et laute quod admirabantur omnes: fu
accarezato dal prefato I. S. inirum in modum.
Die xviiij. Augusti in capua.
Surrexit bora xij. et audita sua missa fecit collationem et quam primum
posuit se in negocijs cum D. Virgilio usque ad boram xviij. et equitauit ad
regiam maiestatem: duxit secum eumdem Virginium Vrsinum*et ibi in ne-
gocijs tractandis permansit vsque ad xx. boram : et volendo mangiare sua
I
rt«*>
361 M."* ceco LXXXX.** AGOSTO
maestà domum rediere et interim lo S. Re fu a caccia: et sua I. S. ceno bora
xxiii]. et illieo Regem adiuit. Et bora iij. redijt et lectulum ingressus est post
paulo.
Die XX. Augusti in capua.
Summo mane surrexit et audita missa fecit collationem. Interim fu con
lo S. Virginio Vrsino tanto cbe intese come lo S. Re volea andare a caccia
et secutus est eum. Et feceno bella caccia de la quale lo predicto S. Virgilio
prese non piccola recreatione de animo : et bora tarda reuersus ceno et quam
primum lectulum petijt.
Die xxj. in napoli.
Salis bona bora egressus est lectulum et audita missa caualco a lo ca-
stello de Capua : et vide certe fabricbe cbe U se faceano per sua ordinatione:
et vide certi caualli: et quam primum adiuit regem et trono cbe sua maestà
volea caualcare et lo accompagno fino a lo mazone insieme con lo prefato
S. Virgilio: et li fece coUatione sua L S. Interim lo S. Re vide certi jannecti
et equitarunt et accompagnerò dieta maestà fino a lo palazo de Casale del
Principe. La resto lo S. Re et presa licentia vide certa fabrica facea fare la
sua S. et se ne uenne in napoli con lo prefato S. Virginio: et bora xxij. ce-
no a la fontana del jardino suo grande: etboraiiij. lectulum ingressus est.
Lo S. Virgilio alloggio in castello in le camere del prefato I. S. : sua I. S. al-
loggiaua in la Ducbescba.
Die xxij; Augusti in lo poggio.
Sua L S. conuito a lo Poggio reale lo prefato S. Virgilio cum tucti li soi:
et audita sua missa caualco et andò a vedere la Conigliera a le virgine: eum
sequebatur semper virgilius. Et quam primum caualco in castello nono ad
visitare la S. Regina da la quale assai fu accarezato lo dicto S. Virgilio. Et
46
AGOSTO M.® ecce Lxxxx.^ 362
bora XX. prese licentia et se ne uenne a lo Poggio et quam primum faere in
conniuio: et fa lauto et con tanto ordine quod admirabantor noni hospites. Fi-
nito conuiuio caualcoro per la massaria et videno tucte quelle fabriche: assai
piacere prese de ogni cosa lo S. Virgilio prefato: et bora iij. quietarunt omnes.
Die xxiij. in napoli.
Orto sole surreiit et audita missa a lo Poggio et vìsis non nuUis non
uolse mangiare solo: lo S. Don federico et lo S. Virgilio mangioro a lo Sgua-
zatoro. Et quam primum se ne uenne in napoli a la Ducbescba et mangio
per vna uolta a la Maddalena et vide caualli quello jomo fino ad bore uj.
et equitauit: andò a trouare lo S. Don federico al Terzanale et furono quella
sera per mare dal molo fino a la massaria del S. Don federico cbe sta verso
Sancta maria de la grocta. Et reuersus per ipare venne ad montare a lo Car-
mino et caualco: se ne uenne a la Ducbescba et fuit in sermocinatione con
lo S. Virgilio fino ad due bore: et fece collatione a la fontana parum pero
percbe volea lo di sequente pigliare medicina. Lo S. Virgilio fece collatione
de fructe suo soUto more: mangiaua de continuo vna uolta lo jomo bora
circiter xiij. et post paulo lectulum petite.
Die xxiiij. in napoli.
Hora xj. sua L S. prese medicma et xiiq. bora missam audiuit et sur-
rexit e lectulo et passeggio per le sue camere donec medicina faceret cur-
sum suum et bore xviij. comedit. Et quello jorno non vscio de casa: solum
andò fino in lo suo jardino grande et vide caualli. Hora y. noctis aliquantu-
lum coUationem sumpsit et post paulo ingressus est lectulum.
Die XXV. Augusti in napoli.
Bona bora surrexìt et audita missa mangio et cum sua I. S. lo S. Virgi-
lio Vrsino a lo cenaculo de la Maddalena : et postea dormiuit aliquantulum
363 M.** ecce LXXXX.^ AGOSTO
et vidit equos che già sua S. hauea deliberato donarne alchuno al prefato I.
S. Virgilio. Equitauit et duxit Yii^inium Yrsinum Regium Capitaneum in ca-
stello nono: trono che lo S. Re se vestina et post panlD missam audinit ma-
iorem cum Rege et Regina. Et expediuit multa cnm legatis Serenissime lìge
per totum diem: et hora circiter prima reuersus ceno a la fontana Ducheschale
et vidit certos equos quos dono tradidit prefato Virginio: et parlato cum
quello et donatoli licentia: che volea partire la nocte a vij. hore per tagliaco-
zo: lectulum Ingressus est.
Die xxvj. Augusti in napoli.
Bona hora lectulum egressus missam audiuit et fece sollicitare li prepa-
ratori] necessari] in le stanze ducheschali perche loco veniua lo S. Re et vo-
lea cenare a la fontana de lo jardino grande. Fu preparato ogni cosa con
tempo et assaj acconciamente: tucto quello jorno fu expectato. Et sua mae-
stà andò a caccia et ritorno ad hora vna de nocte: venne a la Duchescha et
smontato a le camere del jardino et quietato alquanto andò a dieta fontana
et li ceno molto attillatamente con abbundantia de ogni cosa et a piacere. A
tre hore de nocte expleto conuiuio se leuo de tauola et ritomo a diete ca-
mere a vedere quelle storie. Interim ceno lo I. S. Duca con certi Curiali Re-
gali: et sumpta cena sua maestà se partio et lo prefato L S. post paulo che
già erano hore cinque lectulum petijt.
Die xxvij. Augusti in castello nono.
Hora xij. surrexit et audita missa delibero andare ad alloggiare in ca-
stello nono a la ciptadella perche la Ser."** Regina stana con febre: et caual-
cato fu la. Visitata sua Reginale maestà fuit cum Rege et expeditis non nullis
iterum adiuit illam: et hora xx. andò a mangiare per vna uolta a la cipta^
della: et sumpto prandio se ne ritomao a la prefota Regina et attendeua cum
ogni studio et amore a sua indispositione. Hora i^. noctis lectulum petijt.
AGOSTO M.** ecce Lxxxx.** 364
Die xxviij. Augusti in castello nouo.
Satis bona bora surrexit et audita missa andò a vedere la S. Regina: et
ea quiescente bora xiiij. mangio et conuito quelle Damigelle de la S. Regina
in le stanze de quella: et sumpto prandio ritomo al gouemo de dieta Re-
ginale maestate et mai se ne partiua: ita et taliter quod omnes admirabantur
eius continuam diligentiàm. Et bora iiij. dormitum iuit.
Die xxviiij. Augusti in castello nouo.
Postquam surrexerat e lectulo missam audiuit et adiuit Reginam egro-
tantem nam eo die parum frigore laborauit. Sua I. S. de continuo fu appresso
a quella et inseruiendo tanquam fidelis minister bumanitate sua solita. Man-
gio pure in quelle solite stanze con le solite Damigelle in consolatone de la
prefata Regina: et reliquum diei pose con lo S. Don federico in dare piacere
a la Reginale maestate. Et bora xxiiij. pulsata cenauit ut solitus erat cum
curialibus mulieribus. Dormitum iuit bora iij.
Die penultimo Augusti in napoli in la Duchescha.
Orto sole surrexit et audita missa Reginam adiuit: trono ebe passaua
bene: fuit cum Regia maiestate et expeditis non nullis se ne uenne a la Du-
cbescba ad bore xviiij. aliquai^tulum indispositus. Quieuit aliquantulum et
conuocato suo medico et adbibitis remedijs conualere cepit et melius se ba-
bere. Mangio per vna uolta ad xxj. bore et bora iij. lectulum ingressus est:
et delibero mutare stanza et ritornare in castello ad sue solite babitationi.
Die vltimo Augusti in napoli in castello.
Duodecima bora surrexit et audita missa et facta collatione ordino cbe
sua casa ritornasse in castello capuano: et quella sera uolea cenare la et
dormire percbe lo aere era rinfrescato. Et caualco in castello et fuit cum re-
365 M.* ecce Lxxxx.** ^ AGOSTO
gè et regina et multa expediuit: et andando lo S. Re a caccia de porci quello
*
jomo a pianura et sua I. S. andò a le padule a caccia de quaglie. Et reuer-
sus bora xxiiìj. quam prìmum cenauit et bora iij. lectulum ingressus est.
Die primo Septembris in napoli. septembkb
Satis bona bora surrexit et audita missa et facta collatione caualco in
castello et expediuit multa cum Rege eo die: et bora xxiiij. reuersus post
paulo cenauit et bora iiij. lectulum adiuit: et delìbero lo di sequente surgere
bora X. a 1 arba et andare a caccia de quaglie.
Die 2.^ Septembris in napoli.
Mutata mente de andare a caccia quello jomo non surrexit nisi orto so-
le. Sui autem pemoctarunt ea nocte. Et audita missa et expeditis non nullis
caualco in castello demorato alquanto a sua cauallaritia: et cum Sacra Maie-
state expediuit non nulla et Reginam adiuit. Quella sera cenauit apud Ànto-
nectum Citarum et dormio in castello Nono.
Die iij. Septembris.
Surrexit bora xij. et adiuit Reginam et accompagno sua maiestate fino
a la porta del castello cbe andana a caccia: et sua I. S. se ne uenne in ca-
Stello de capuana et lectulum ingressus est bora xx. quia non bene se babe-
bat: et adbibitis medelis coiiualuit et bora xxij. cenauit et lectulum adiuit
bora iij. Et dormio in la Ducbescba.
Die iiij. Septembris in napoli.
Sua I. S. passo bene: bebbe solo certe scorse de neutre et se gouemo
molto diligentemente in cibo et potu. Facta parum collatione bora xv. et de-
libero partire de castello capuano et ritornare ad alloggiare a la Ducbescba
et cosi fece: bora xxij. reuersus et bora prima cibum sumpsit et iiij. lectulum
ingressus est.
8EPTEMBBB M.^ CCCC Lxxxx/ 366
Die V. Septembris in napoli.
Sua L S. demoro in casa fino a ixij. bore semper io negocijs cam lo
S. Don federico et alijs et multa expediuit: et caualco et andò in castello no-
no. Adiuit reginam et bora xxiiij. reuersus fuit aliquantulum in lo suo jardi-
no grande et bora prima noctis cenauit et ììij. lectulum petijt.
Die vj. Septembris.
Bona bora experectus et vide cbe quella nocte non bauea possuto ripo-
sare: se riposo fino in xv. et surrexit: et audita missa et facta coUatione lo S.
Don federico visito sua I. S. et cum ilio in negocijs mansit fino ad xxij. bo-
re: et caualco et andò a visitare Messer Marino carazolo cbe stana indisposto
a lo lecto et de la visitatione sua quello jentile bomo resto molto satisfacto
et ne piglio non piccola recreatione de animo. Sua I. S. era solita semper
visitare suoi Curiali et altri quando se trouauano in alcbuna indispositione. Et
da la andò 'm castello et se pose in fàcciende con lo L S. Don federico et a-
diuit Reginam: et reuersus venne a la Ducbescba bora prima noctis: ceno et
iiij. lectulum ingressus est.
Die vij. Septembris in napoli.
Satis competenti bora surrexit et audita sua missa et facta collatione in
la sua cauallaritia caualco in castello: et expeditis non nuliis andò con la S.
Regina a lo perdono de sancta Maria de la grocta: et per la via lo imbascia*
tore de Rodes li baso la mano et lo accompagno fino in lo castello facendo
compagnia a la S. Regina: et postea se ne uenne con lo dicto imbasciatore li
mostro lo jardino suo grande et la Ducbescba et le ipura de la Cipta: et do-
nata licentia al dicto imbasciatore se resto a la Ducbescba et quam primum
ceno et bora iy. lectulum ingressus est.
367 M."" ecce LXXXX."" SEPTEUBaK
Die vii]\ Septembris in napoli.
. Bona bora surrexit et expeditis Don nuUis mangio a la anticamera de la
Dachescha: et sumpto prandio caaalco et andò in castello: adiuit Regem et
Reginam et ibi audioit vesperas. Et reuersus bora prima ooctis et positas ali-
quaotulum in negocijs bora 2^ cenauit et iiij. lectulum coDtulit. Quella sera
ritorno ad alloggiare in castello capuano cum tucta sua casa.
Die viiij. Septembris in napoli.
Postquam surrexerat et missam audiuerat caualco in castello nono : Re-
gem adiuit et multa expediuit: et bora xviiij. caualco et andò a caccia de qua-
glie a le paduli: et bora xxij. cum dimidio reuersus et factis quibusdam re-
medijs stomaco suo in quo patiebatur cenauit post paulo. Et quella sera ex-
paccio molte facciende et delibero lo di sequente cauaicare verso Juliauo
per cacciare a quaglie: et bora Uj. cum dimidio lectulum ingressus est. Et eo
die entro in porto vna naue francese con lo imbasciatore del S. Re de francia.
Die X. Septembris. In Juliano.
Sua I. S. delibero quella mactina tenere audieutia et cauaicare verso Ju-
liano. Audio sua missa et expeditis non nullis coUationem fecit et andò in
castello nouo et trono cbe lo S. Re facea facciende et cum eo multa expedi-
uit fino a xviiij. bore: et iUico venit pluuia ingens. Sua I. S. se firmo a la vi-
trera: interim cessauit plttuia et venne a la Ducbescba: spaccio alcbune fac-
eieude con lo suo auditore et Cancellere et caualco verso Juliano et la al-
loggio quella sera.
Die xj. Septembris in Juliano.
Satis bona bora surrexit et audita missa caualco et andò a caccia de
quaglie et per la via fece collatione a certa massarìa: et iterum fuit in vena-
tiene fino a nocte: et reuersus cenauit et lectulum ingressus est bora iij.
SEPTEMBBE
M.** ceco Lxxxx.** 368
Die xij. Septembris in Napoli.
Hora satis bona egressus est lectulum et andita missa caualco et fece la
via verso Belvedere cacciando a quaglie: et fece collatione abeluedere et quel-
lo jorno andò a vedere la massaria de francesco Galeocta. Et se ne uenne iii
napoli et in la ciptadelia se muto et quam primum adiuit regem et expedio
molte facciende cum sua maestà: et se ne uenne in castello capuano bora
prima noctis et quam primum cenam sumpsit: et hora iiij. lectulum ingres-
sus est.
Die xiij. Septembris.
Hora xij. surrexit et audita missa caualco in castello nono: fnit cum Re-
ge et Regina et volendo caualcare sua maestà lo accompagno fino a porta
reale. Lo S. Re piglio la via de fora che andana a casale et sua I. S. se ne
uenne in castello capuano et se pose in facciende domestiche vsque ad pri-
màm horam noctis. Postea se fece lo bagno et eo facto cenauit et hora iiij.
lectulum ingressus est. Yolea sua I. S. partire lo di sequente et andare a tró-
uare lo S. Re a casale: hebbe lettere da sua maestà quella sera che restasse
in napoli ad expedire certe facciende necessarie: et ita factum est.
Die xiiij. Septembris in napoli.
Perfectis non nuUis eo die et audita sua missa et facta collatione fu vi-
sitato da lo imbasciatore del Re de francia: et eo audito fu tucto quello jorno
in facciende in suo castello de capuana con lo I. S. Don federico Secretarlo
del S. Re et messer Julio. La mactina a xiij. bore fu in la Ciptadelia et tenne
audientia publica vt sui moris erat. Non fini mai quello jorno de expedire
facciende. Eo die venne lo L S. Principe de Capua de Àbruzo. Cenatus est
hora vigesima prima et dormiuit per duas horas: et postea iterum fnit in ex-
pediendis negocijs vsque ad horam iiij. noctis: et facta aliquantulum colla-
tione lectulum petìjt hora v.
369 M.^ ecce LXXXX.^ SEFTEUBBB
Die XV. Septembris in napoli.
Quello jorno volea andare ad alloggiare al Poggio Reale per dui jorni.
Fu lo tempo alquanto pluuioso et non partio de napoli. Àudita sua missa fé*
ce collatione et caualco in castello nouo: adiuit Reginam et postea se pose
in facciende con lo S. Don federico et lo S. Principe de capua suo primoge-
nito : et bora xxiij. reuersus est in castellum suum. Fu visitato da lo imba-
sciatore de francia et da quello bebbe certi presenti et doni li quali cum gra-
tia immensa ricepette et accarezo molto lo dicto imbasciatore. Et quello par-
tito cenam sumpsit et dormitum iuit bora iiij. et ordino andare a caccia lo di
sequente a 1 arba.
Die xvj. Septembris.
Ante lucem surrexit et audita missa caualco a caccia de quaglie a le pa-
dule. Et finita la caccia se ne uenne al Poggio: li fece collatione et reuersus
a la Ducbescba dormiuit aliquantulum : et expeditis non nullis caualco in ca-
stello et adiuit Reginam: et expeditis pluribus negocijs se ne uenne et tro-
uando a lo molo lo imbasciatore de firancia locuti sunt simul. Et lo dicto im-
basciatore venne con sua I. S. a la sua Gauallaritia et vide caualli : et reuer-
sus in castellum capuanum et data licentia a tucto bomo ij. bora noctis pul-
sata cenauit et iiij. lectulum ingressus est.
Die xvij. Septembris in napoli.
Experectus bora xiij. negocia plura domestica expediuit: audita sua
missa fecit collationem et per totum diem fuit in negocijs implicitué: et bora
XX. caualco in castello nouo et se pose in facciende fino a xxiij. bore: visi-
tauit reginam et reuersus bora prima noctis cenauit quam primum et v. lec-
tulum petijt.
47
\
SBPTEMBBE M.® CCCC LzZZX.® 370
Die xviij. Septembris.
Satis bona bora sorrexit et andò ad audire saa missa in monte oliueto :
et li mangio quello jorao con li Monaci et li expedio molte facciende: et post
paulo andò in castello nono et li fece facciende: et reuersus in castellum ca-
puanum bora v. lectulum ingressus est. Et eo sero fece conuitare lo imba-
sciatore del S. Re de francia per lo di seguente a la Ducbescha et ibi para-
bantur omnia necessaria.
Die xviiij. Septembris in la Duchescha.
Surrexit bona bora et audita missa et expeditis non nullis Qegocgs do-
mesticis fece collatione et caualco in castello et fuit cum Reg;ina. Et venen-
dose trono lo imbasciatore del S. Re de francia et cosi tucti insieme venero
a la Duchescba videno caualli et bora prima noctis fu in tauola: fece conuito
a lo dicto imbasciatore et ad vno altro suo compagno: ceno con ipso lo I. S.
Don federico et lo S. cammillo pannone: et finito conuiuio certo fu assaj ac-
carezato dal prefato I. S. lo quale per sua natura semper solitus erat sic facere
omnibus: ymo quod mirum videtur illis diebus inuenit aliquos ex suis in cer-
tis erroribus inuolutos: ex quo spectabatur pena ingens: ipse autem cogitans
magnum et bonestum vindicte genus e^se ignoscere: recordandose de Cesare
qui omnium rerum solebat reminisci preter injuriarum: dedit veniàm illis.
Partito lo dicto imbasciatore post paulo dormitum iuit et iam erat bora t.
pulsata.
Die XX. Septembris in napoli.
Hora xij. surrexit et audita missa fecit collationem et caualco in castello
nono : et per totum diem fuit in negocijs expediendis cum Hegia maiestate :
et hora 2.' reuersus auditis prius vesperis in castello cum Rege et Regina ce-
nauit quam primum et bora iiij. lectulum ingressus est. Zacbagnius eo die
nouum officium habuit.
37i M."* ecce Lxxxx.** septembeb
Die xxj. Septembris in napoli.
Bona bora surrexit et aadita missa et expeditis non nullis caualco in
castello nouo: la audio missa cantata et fece collatione et per totum diem
expedinit multa cum Rege: et reuersus bora prima noctis cenauit et v. lectu-
lum ingressus est.
Die xxij. Septembris in napoli.
Postquam egressus est lectulum fuit in expediendis negocijs: et audita
missa caualco in castello nouo et la fece collatione et per totum diem fuit in
negocijs excepto che andò in la Douana con la S. regina a vedere la robba
bauea portata la galeaza de trancia: et emit quedam Regia et pulcra. Reuer-
sus est et bora 2. noctis cenam sumpsit et iiij. quieuit.
s
Die xxiij. Septembris in napoli.
Hora xij. surrexit et expeditis non nullis domesticis negocijs audiuit
missam: et bora xvj. equitauit in castello nouo et li per totum diem fuit in
negocijs: et andando per trouare lo S.-Re intese da vno suo balestrerò cbe
sua maestà èra caualcata a le padule a caccia: 1 andò a trouare et nunquam
discessit ab ilio. Hora prima partendo de castello nouo cbe se ne venia co-
mò fu ad arco intese certe none cbe lo Papa stana in transito. Ritomo in ca-
stello et fuit cum Rege patre iterum in negocijs. Et bora 2. reuersus expe-
ditis multis cenauit et bora vj. lectulum ingressus est.
Die xxiiij. Septembris in napoli.
Surrexit bora xiij. et expeditis non nullis missam audiuit suam et ca-
ualco hora xxiiij. prius focta collatione. Fu in castello et expediuit per totum
diem negocia cum Rege: et fu deliberato cbe lo S. Principe partisse lo di s&-
quente per abruzo per hauere nona cbe lo Papa stana malissimo. Et hora ij.
SEPTEMBRE M.® CCCC LxxXX.^ 372
reuersus se pose pure in faccende cum messer alberico: et quella nocte
mando fora lo suo maiordomo Raneri con suoi Balestreri et altri soi creati
con lo corpo de coraza et andoro verso Sermona. Et anchora ce era noua
che lo Conte de montoro che stana in 1 aquila moriua: per conseruatione de
qi^elio stato et che la sua robba non venisse in preda lo I. S. Principe de
Capua demoraua la vicino. Cenauit hora iij. pulsata et yj. lectulum ingres-
sus est.
Die XXV. Septembris in napoli.
Bona hora surrexit et audita missa caualco in castello nono et ibi per
totum diem fuit in negòcijs cum Rege et regina. Et hora tarda reuersus ce*
nam sumpsit hora iij. et v. lectulum petijt: et delibero lo di sequente andare
ad alloggiare al Poggio.
Die xxvj. Septembris in lo Poggio.
Hóra xiij. surrexit et expeditis non nullis et audita sua missa caualco
in Castello nono: fuit cum rege et regina in negòcijs: la fece coUatione ca-
ualcando Io S. Re et la S. Regma a caccia a le padule. Sua I. S. Vesto al-
quanto in castello nono con lo L S. Don federìcho suo germano ad expe-
dienda negocia: etpost paulo andò a trouare lo S. Re a le Padule et da la se
ne andò al Poggio et la ceno et dormio quella nocte.
Die xxvij. Septembris.
Sua I. S. bona hora surrexit et audita missa caualco per la massaria ve-
dendo alchune cose : et da la se ne uenne in napoli a la Duchescha et li fece
coUatione et post paulo andò in castello nono ad regem : et per reliquum
diem cum ilio et regina expediuit negocia plura. Et reuersus hora iij. quam
primum cenatus est et vj. lectulum ingressus est.
373 M-*" ^<5CC LxXXX.^ SEPTRMBBB
Die xxviij. eiusdem in napoli.
Hora xij. e lectulo egressQS est et audita missa in la sua cappella ca-
ualco et fu in castello nouo : et expeditis non nullis cum regia maiestate andò
a mangiare per vna uolta a la Ciptadella: eo die jejunium seruabat cum tota
domo ob festum Sancti Michaelis. Et sumpto prandio reuersus ad Regem ibi
commoratus in negocijs post modum audio li vespri cum Rege eorum more
solito cum lo Àrminio. Et reuersus hora ij. et facta coUatione lectulum petijt.
Die xxviiij. Septembris in napoli.
Satis bona hora e lectulo egressus est et audita sua missa et facta col-
latione illieo caualco in Castello ad Regiam maiestatem : et cum ea audio la
missa cantata et li vespri solempni ob festum Sancti Michaelis et quelli de li
morti vt moris eorum erat fare celebrar^ lo di sequente lo officio et missa
de li morti per la anima de la Confratanza de quelli de lo Àrminio. Et expe-
diuit Don nulla: et ritorno in castello capuano hora 2.' et quam prlmum ce-
nauit et lectulum ingressus est hora v.
* Die vltimo Septembris in napoli.
Bona hora surrexit et audita missa: venendo lo S. Don federico suo Ger-
mano in castello capuano a trouare sua I. S. con certe none: illieo caualco ad
Regiam maiestatem et expeditis non nullis audio la missa cantata prò anima
defunctorum eorum consociorum in lo Àrminio. Et moratus fuit ibi per totum
diem: ibi fecit coUationem et reuersus est hora tarda: cenauit hora iij. et vj.
lectulum petijt.
Die primo Octobris in napoli. • octobbb
Hora xiìj; egressus est lectulum et audita missa et expeditis non nullis
caualco in castello nouo et la fece collatione. Caualco a caccia con lo S. Re
OCIOBBB M.'* ecce Lxxxx.* 374
a le padule et fa in lo Poggio con lo S. Don federico: et reuersi cam Rege
faeront in negocijs: et reuersus bora ij. noctis et quam primom cenauit et
bora V. lectulum adijt.
Die ij. Octobris in Adversa.
Hora xiiij. surrexit et expeditis non nullis debberò caualcare quello jor-
no con lo S. Re verso lo Casale et lo fece ordinare a tucti sol CuriaU. Et au-
dita missa caualco in castello nono et fa in facciende con sua maestà: et ca-
ualco con quella bora xxj. et venne ad aUoggiare in adversa et porto bene
Lxxx caualU. Et mirati sunt omnes ex tam subito discessu: fii con lo S. Re in
adversa poi cbe fu scaualcato a lo episcopato: et cum eo in negocijs vsque
ad iij. boram noctis. Reuersus cenauit et bora vj. lectulum ingressus est.
Die iij. Octobris in Casale.
Satis bona bora surrexit et audita missa caualco: andò a trouare lo S. Re
in castello de adversa et post paulo caualco con sua maestà et al ponte Ni-
cbino fece collatione: et fnreno a caccia quello jomo de cerni et porci et ar-
riuoro al casale bora xxiiij. pulsata. Quieuit aliquantulum et bora ij. cenauit
et iiij. lectulum ingressus est.
Die iiij. Octobris in lo casale.
Hora XV. surrexit et audita missa caualco: trouo lo S. Re al suo palazo:
demoratus est cum ilio parum: caualco cum sua maestate et furono a caccia
verso lo mazone et amazoro fino in xv. porci. Et reuersus bora tarda cenauit
et lectulum ingressus est bora iu|j.
Die V. eiusdem in Capua.
Orto iam sole surrexit et audita missa visito lo S. Re et cum quello ca-
ualco a caccia verso lo mazone et quella sera vennero ad aUoggiare in Capua.
375 M.® ecce Lxxxx.*^ octobbe
Die vj. eiusdem in capua.
m
m
Postquam surrexerat missam suam audiiiit et fece coUatione et expedio
molte facciende cum messer Marino brancazo et alijs: etpostpaulo caualco.
Trouo che lo S. Re audiua missa: demoratus ibi postmodum caualcoro a cac-
cia et bora xiiiy. reaersus ceoauit et bora iiij. lectuliun petijt.
Die vij. Octobris in capua.
Sua solita bora experectus missam audiait et expeditis non nullis andò
a trouare lo S. Re et con quello fa a caccia. Et reuersus bora vesperi ali-
quantulum dormiuit et bora i^. cenauit et v. ad lectulum conuolauit. Eo die
hebbe noua cbe lo Conte de montorio era morto in 1 aquila. Fweno expedite
molte facciende quello, jorno. Et delìberoro lo di sequente non caualcare. Eo
die venne lo I. S. Don federico et lo imbasciatore del Re de {rancia.
Die viij. octobris in capua.
Hora XT. surrexit e lectulo et audita sua missa et expeditis qaibusdam
domesticis negocijs cum leonardo suo scriba volea caualcare. Venne lo I. S.
Don federico et comincioro a fare facciende fino ad bore xviiij. et eo tunc
partito messer Julio fece venire la viuanda et mangio per vna uolta et caual-
co al S. Re et li expedio molte facciende: et hora iij. reuersus post paulo lec-
tulum ingressus est.
Die viiij. eiusdem in capua.
Satis bona bora surrexit et audita missa et facta coUatione arido a tro-
uare lo S. Re et fu a caccia quello jorno et fu focta assai bella: ce se trouo
lo imbasciatore del S. Re de firancia. Et hora prima reuersus fuit in cena:
€um eo cenarunt non nulli Curiales Regij. Lectulum ingressus est bora v.^
OCTOBRR M.** ecce Lxxxx.*" 376
Die X. Octobris in capua.
Summo mane egressns est lectulum et audita missa comincio ad expe-
dire facciende con lo I. S. Don federico con messer Antonio de Àlexandro
qui fuerat illis temporibus legatus regius apud summum Pontificem Innocen-
tium : et fino in xviij. bore fuit in negocijs et quam primum caualco ad Regem
et ibi fuit in expediendis negocijs fino a due bore de nocte: etliora iij.sumpsit
cenam et v. lectulum petijt. Et quello jomo non fureno da fora de capua.
Die xj. Octobris in capua.
Non adhuc orto Sole surrexit et venendo lo I. S. Don federico audio
missa et expeditis non nuUis caualco al S. Re; et li in negocijs moratus per
horas reuersus est et fece coUatione: et bora xx. caualco et andò a trouare lo
S. Re et fu a caccia cum sua maestà et ritornoro de nocte. Et bora ìij. cena-
uit et cum eo I. D. federicus et alij non nulli Regij Curìales: et lectulum bora
y.^ ingressus est ea nocte: a dolore stomaci uexatus fuit et parum febricita-
uit: et delibero lo di sequente venire in napoli cum tucta sua casa.
Die xij. Octobris in napoli.
Hora XV. surrexit e lectulo et quella nocte era stato alquanto indisposto:
pero se riposo alquanto quella mactina: audio sua missa et bora xvij. partio
cum tucti li soi et arriuo in napoli satis bona bora et riposo. Passo bene et
a negocijs non cessauit: ceno bora xxiij. et tertia bora noctis discessere Cu-
riales.
Die xiij. Octobris in napoli.
Surrexit bora xiiij. et audita missa et expeditis non nuliis negocijs fa-
miliaribus fecit aliquantulum collationem. <}uella mactina prese lo sciloppo
percbe sua S. se uolea purgare: quia sperat se foras quam primum iturum
377 M.* ecce Lxxxx.'' octobre
boQO pacis. Hora xvij. caualco in castello nouo et visitauit reginam: et re-
nersus cenauit hora xx. et lectulum ingressus est bora iiij. Et die seguenti
audita missa caualcho al Pog^o et tucto quello jomo fu a piacere. Reuersus
cènam sumpsit bona hora.
Die XV. Octobris in napoli.
Experectus bona hora perche volea pigliare la medicina statim conuo-
catis medicis et adductis necessarijs preso le pillole hora xij. et post paulo
la manna: et bene purgato passo quello jomo molto bene et mangio hora
xxj. pulsata per vna uolta et non vscio de casa. Expedio molte facciende: et ,
hauendo nona che Mastro Mariano de vayano fiorentino homo experto in la
fabrìca et in desegni stana malissimo ce mando li sol medeci et pratichi et
ordino che non li manchasse alchuna cosa vt moris sui erat erga suos. Et
quello stana a sua prouisione et facea fare sue fabriche de la Duchescha
et del Poggio. Et demonstraua sua I. S. che certo 1 increscea la malathia de
quello: ad ogni hora lo mandaua a visitare. Hora v. lectulum ingressus est.
Die xvj. Octobris in napoli.
Summo mane surrexit et au(tita missa sua S. fece collatione et dormi-
uit aliquantulum. Quello jomo caualco m castello ad Reginam et audio li
vespri in monte oliueto. Et venne a lo suo jardino grande: et expeditis non
nullis itemm caualco a le virgine a vedere la Conigliera et quella sua Mas-
saria: et reuersus quam primum cenauit et hora iiij. lectulum mgressus est.
Die xvij. Octobris in napoli.
Hora xiij. surrexit e lectulo et audita sua missa non uolse fare collatione
ma ordino che uoleua mangiare per vna ùolta ad bore xxj. Caualco et fuit
cum Regina al Baptismo del figlio de messer Tìbaldo bisconte. Et reuersus
hora xxj. cenauit et hora iiij. noctis lectulum petijt. Quella sera tomoro li soi
48
OCTOBEE M.*» ecce LxxXX,"" 378
cortesani che erano iti con lo S. Prìncipe in Abruzo. Ea nocte bora ij. mono
lo sopradicto Mariano fiorentino.
Die xviij. Octobris in napoli.
Satis bona bora surrexit et audita sua missa et expeditis non nullis ca-
ualco facta prìus collatione. Et fu in castello cum Regina et bora xxij. partio
de castello nono et cum illa venne a le virgine a la conigliera : li fu factà col-
latione regale et expedita acompagno la prefata regina: et reuersus in ca-
stellum capuanum bora prima noctis tertia cenauit intrato pero in lo bagno:
et y. bora lectulum ingressus est.
Die xviiij. octobris in napoli.
Eo die non est egressus Castellum Capuanum: ibi audiuit missam suam:
et mangio per vna uolta bora xx. et semper fuit in negocijs. Hora v.^ ingres-
sus est lectulum.
Die XX. octobris in napoli.
Bona bora surrexit et audita missa caualco in castello nono et decte au-
dientia in la Ciptadella et la mangio bora xviij. et visito la S. Regina. Et re-
uersus in castellum Capuanum posuit se in negocijs: et venne lo S. Don fe-
derico et cum sua I. S. ceno et spaccìoro molte facciende. Hora v. lectulum
ingressus est.
Die XX j. Octobris in napoli.
Non egressus est domum eo die. Àudita missa posuit se m negocijs cum
I. S. Don federico et messer Julio et moratus est in illls fino a nocte. Cenam
sumpsit bora iij. v. lectulum petijt.
379 M.® ecce Lxxxx.^ octobbe
Die xxij. Octobris in napoli.
Hora xiiij. surrexit et audita missa eipediuit multa cum I. Don federico.
Hora xYìj. coUationem fecit et iterum in negocijs fuit vsque ad horam xxiij.
et caualco in castello et visito la S. Regina: et ritorno hora 2.^ noctis: iìj. ce-
nam sumpsit: v.^ lectulum ìngressus est.
Die xxiij. Octobris in lo poggio.
Sua I. S. delibero quella sera andare ad alloggiare in lo Poggio exerci-
tij causa et animi recreandi aliquantulum. Et bona hora surrexit et audìta
missa et expeditis non nullis caualco et andò a lo Poggio et vide quelle mas-
sarie et quelle frabiche: la ceno et dormio.
Die xxiiij. octobris in napoli.
Hora xiiij. surrexit et audita missa sua in Io Poggio et expeditis non
nullis caualco et se ne uenne in napoli et andò in castello. Fu i^on la S. Re^
gina et con quella fu al batismo del suo Cauallarìtio: et accompagnatola m
castello fece facendo a la stanza del S. Re. Et ritornato in castello cenauit
prima hora noctis et v. lectulum ingressus est. Et quella sera expedio molte
facciende con fabritio Colonna lo quale illis diebus se era acconcio al soldo
del S. Re.
Die XXV. Octobris in napoli.
Non fuit egressus domum eo die. Àudita sua missa se pose in facciende
con lo imbasciatore de milano: et data licentia a quello fino ad bore xxj. fuit
in negocijs et quam prìmum mangio per vna uolta: et hora v. lectulum petijt.
Die xxvj. Octobris in napoli.
Hora xiiij. egressus est lectulum et audita missa se pose in facciende
OCTOBBE M.® ecce LXXZX.^ 380
con Io I. S. Don federicho suo germano et al^s et quasi per totum diem non
discessit ab illis. Bora xvij. fece coUatione et parum perche quella sera erat
cenaturus apud prefatum I. Germanum. Gaualco bora xxj. et fu in castello ad
Reginam et poi andò a cenare: et eipeditis prius non nuUis cum io I. S. Don
federico cenauit et dormiuit apud illum ea nocte propter pluuiam: cbe quella
nocte f/x tam grande tempestate et troni cbe mando a terra case a la incoro-
nata et in molte parti de napoli: et fora fece molto dampno et furono morti
de trono certi bombii: muri de jardini andoro in terra: furono guaste molte
vie et lo cellaro del prefato I. S. fu pieno de multa acqua. Tucta quella nocte
fece tal tempo stare in pede molte persone per timore.
Die xxvij. Octobris in napoli.
Hora tarda surrexit et caualco et andò ad audire sua missa a sancto Se-
uerino: la mangio per vna uolta cbe jeiuno la vigilia de sancto Simone et
Juda et la audio li vespri. Et reuersus cum aqua dormio cbe fu vno male
tempo: et bora prima experectus fece facciende et vigilauit vsque ad vij. bo-
ram noctis et tunc lectulum mgressus est et Curiales discessere.
M
Die xxviij. Octobris in napoli.
Satis bona bora surrexit et audita missa fece collatione et caualco et
andò a monte oliueto. Li audio missa cantata et fece facciende con lo I. S.
Don federico et lo Fontano: et caualco in castello nono per visitare la S. Re-
gina et trono cb era andata ad audire li vespri a sancto Seuerino : et andato
la audio li vespri et accompagno sua Reginale maestà in castello nono. Et
post paulo andò a lo molo: vide cbe veniua vna nane: expecto li alquanto et
delibero andarla a trouare per mare et cosi fece vna con lo h S. Don federi-
co. Et reuersus se ne uenne in castello capuano : post paulo cenauit et bora
iiij. lectulum ingressus est.
38i M.^ ecce Lxxxx.*» ociobre
Die xxviiij. Octobris in napoli.
Surrexit satis bona bora et audita missa sua expediuit non nulla: et eo
die non discessit domo: semper versatus est innegocijs et mangio per vna
uolta et bora vj. lectulum ingressus est.
Die penultimo octobris in napoli.
Hora xiiij. lectulum egressus est et caualco et andò ad audire missa in
sancta maria de monte oliueto: et mangio con li frati per vna uolta cbe je-
iunaua: et fece facciende sumpto prandio et audio li vespri: et post paiQo ca-
ualco in castello nono et fuit cum regina, hiterìm venit Rex lo quale era stato
de fora de napoli per alcbuni jorni: io visito et basatoli la mano et aliquan-
tulum cum eo locutus babuit licentiam et se ne uenne in castello capuano et
facta coUatione lectulum ingressus est.
Die vltimo octobris in napoli.
Egressus lectulum audiuit missam et caualco in castello nono: et tucto
quello jomo fece facciende con lo S. Re et fuit in vesperis solempnibus cum
sua maiestate quia erat uigilia omnium sanctorum. Et reuersus bora 2.' ce-
nam sumpsit et lectulum petijt bora yj.''
ÌDie primo Nouembris in napoli. novembre
Postquam surrexerat et missam suam audierat non facta coUatione ca-
ualco m castello nono. Ibi cum rege et regina multa expediuit et con quelli
audio li vespri et la missa: et non nullis alijs expeditis non expectato alio
tempore discessit vna cum 111."''' D. federico et extra domum suam cenauit.
Hora V. reuersus quam primum lectulum ingressus est.
NOVEUBBE M.^ ecce LXXXX.^ 382
Die 2.® nouembris in napoli.
Hora xiiij. lectalum egressus et audita missa expediuit quedam et inte-
rim accessere medici et se fece tagliare vna certa nascentia et conualuit. Et
vide caualli da la fenestra et quello jomo mai stette in ocio. Non tscìo de
casa: fu visitato da la S. Regina hora xij. et hora prima noctis cenam sum-
psit: et medicato de la tagliatura post terga lectulum ingressus est hora v.^
Die iij. Nouembris in napoli.
Quieuit eo mane aliquantulum et postquam surrexerat et medicato la
tagliatura sua missam audiuit et fece facciende con lo I. S. Don federico p^
totum diem. Et fu visitato dal S. Re hora xxiij. et cenauit bora iij. noctis et
vj. lectulum petijt et non fuit egressus Domum eo die.
Die iiij. Nouembris in napoli.
Non fuit egressus domum eo die Consilio inedicorum perche se atten-
deua a^ curare bene la piagha. Àudita sua missa se pose m facciende fino a
xxj. bore et post paulo mangio per vna uolta. La S. Regma conia Infante le
visito quello jomo. Vide caualli et hora vj. lectulum petijt
Die V. Nouembris in napoli.
Non exiuit castellum curabat nam vulnus suum : et per totum diem au-
dita missa et facta coUatione fuit in negocijs vsque ad 2.*^ horam noctis: et
eo die vidit suos equos. Cenauit pulsata 2.^ bora et v. lectulum petijt. Fu vi-
sitato da molti.
Die vj. Nouembris in napoli.
Nec fuit egressus domum eo die quia medici curabant enm : et audita
missa et facta coUatione posuit se in negocijs expediendis per totum diem.
Cenauit hora prima noctis et lectulum ingressus est bora v.
i
383 M.** ecce LXXXX.** NOTEMBBB
Die vij. Nouembris in napoli.
Satis bona bora surrexit et expediiiit non nulla: et medicato de la sua ci-
catrìce fecit collationem et reliquum diei expeditis negocijs plurìbus non quie-
uit vt mos suus erat. Scribebat ynoquoque die ad Regem: et mai sua I. S.
facea alcbuna cosa senza sua consulta bencbe pizola fusse: et tale virtù re-
gno semper in I. S.: de qua re totus mundus mirabatur. Cenam sumpsit bora
prima et v. lectulum ingressus est.
Die viij, Nouembris in napoli.
Hora xiiij. lectulum egressus est et statim negocia complexus est: et
audita missa et facta collatione per totum diem in negocijs versatus est. Hora
2.^ cenam sumpsit et v. lectulum ingressus est.
Die viiij. Nouembris in napoli.
Non fuit egressus eo die: versatus fuit in negocijs et vidit equos: et col-
latione facta bora xviij. quieuit aliquantulum et iterum fùit in negocijs usque
ad noctem. Hora 2.^ cenauit et v. lectulum ingressus est.
Die X. Nouembris in napoli.
Quartadecima bora surrexit et adbibitis medicis et medicata sua cica-
trice missam audiuit et post paulo andò a la Ducbescba: ibi negocia expedi-
uit et collationem fecit. Sollicito li soi cbe prouedessero al conuito cbe quella
sera fece al S. Don federico et a molti curiali soi et altri jentili bominì cbe
fureno più de L.^ quella sera feceno la festa de sancto Martino solito more
eorum. Et per sorte tocbo ad esser Re a Joannj antonio firancese suo Corte-
sano : et lo conuito fu copioso de ogni cosa et vini nobilissimi fureno pa-
rati per Io saputo bomo Jacobo de capua Mastro de casa de sua I. S. Fureno
facti molti jocbi piaceuoli et bora vj. vnusquisque in suam domum remea-
NOYSMBBE M.° CCCC LxZXZ.® 384
Hit. Et Dominus 111."'°' lectulum ingressus est et dormio qaella sera a la Da<
chescha.
• Die xj. Nouembris in napoli.
Hauendo dormito quella nocte a la Duchescha satis bona bora sorreiit
et delibero audìre missa et expedire alchune faccieode familiari : et già se
preparaaa sua I. S. per andare io puglia con tucta sua casa. Et facta colla-
tione decte audientia a molti : et quella sera ritorno a dormire et cenare in ca-
steUo et solita bora cenauit et dormiuit.
Die xij. Nouembris in napoli.
Satis bona bora surrexit et audita missa andò a basso a la Ducbescba :
la fece collatione et per totum diem negocia expediuit: et decte audientia a
li imbasciatori de ytalia et a quello del S. Re de trancia. Et bora xxiiij. saglio
in castello: bora 2.^ cenauit et v. lectulum ingressus est.
Die xiij. Nouembris in napoli.
Hora xiiij. egressus lectulum quam primum in negocijs implicitus est:
et audita missa ascese a la Ducbescba: la fece collatione et expedio molte
facciende per totum diem: et bora xxj. caualco per vedere certe acque de for-
mello : et se ne uenne in castello a cauallo et ceno a due bore et v. lectulum
ingressus est. Et eo die partio Don federico per puglia.
Die xiiij. Nouembris in napoli.
Bona hora snrrexit et audita missa fece collatione et caualco in casteUo
preter opinionem medicorum perche la cicatrice ancbora non era salda. Vi-
sito lo S. Re et la S. Regina et interuenne a la festa de bisbal che quello jor-
no prese per sua consorte Caterina creata de la S. Regina et Ma del quon-
dam Barone de la Torella: et interuenne a la festa del figlio del quondam
385 M.* ecce LXXXX.* NOVBMBKB
conte de altauilla che piglio la figlia de messer Sancio de herua et fureno
facte in castello nono. Et eis perfectis et expeditis non nullis sua L S. se ne
ritorno in castello capuano bora prima noctis: 2.^ cenauit et v. lectulum in-
gressus est. Quello jorao prese licentia dal S. Re et li baso la mano percbe
sua maestà volea partire per puglia: et sua I. S. voleua sanarse de la sua ci-
catrice et quam primum caualcare in puglia apresso de dieta Maestà.
Die XV. Nouembris in napoli.
Sua solita bora surrexit et audita missa ascese a lo suo jardino: la ex-
pedio faccende per totum diem: et eo die discessit Réx per Àpuleam. Hora
2.^ cenauit et v. lectulum ingressus est.
Die xvj. Nouembris in napoli.
Hora xiiii. surrexit et audita missa ascese a la Ducbescba: la fece colla-
tione et per totum diem expedio faccende con lo imbasciatore del Re de fran-
cia et cum alìjs ytaliè legatis. Hora 2.^ pulsata ceham sumpsit et \j. lectulum
ingressus est.
Die xvij. Nouembris in napoli.
Satis bona bora surrexit et audita missa ascese a basso a la Ducbescba
et delibero andare al Poggio et la fare coUatione con lo imbasciatore del Re
di Francia. Et caualco et andò al dicto Poggio et la mangio per vna uolta et
conuito lo dicto imbasciatore et fu accarezato ipso cum tucti li soi. Mostro
tucta quella fabrica al dicto imbasciatore et reuersus aliquantulum dormiuit:
et post paulo expedio alcbune facciende et comando cbe tucta sua casa fusse
in ordine per Puglia lo lunedi sequente a li xxij. del dicto mese. Hora vij.
lectulum ingressus est.
49
NOVEMBRE M.« COCC LziIX.*" 386
Die xviij. Nouembris in napoli.
Egressus est leclulum erumpente sole: el audita missa et facta collatione
a la Duchescha caualco et andò in castello nono: duxe queUo jorno la Regina
al Poggio a piacere et la facta fu una regale collatione a lo jardino dicto de
Raymo. Reuersus accompagno dieta Regina: et presa Ucentia liora circiter
prima se ne uenne in castello capuano. Geno hora iij. et vj. lectulum in-
gressus est.
Die xviiij. Nouembris in napoli.
Postquam surreierat e lectulo statim audiuit missam et non exiuit do-
mum eo die propter tempus indispositum. Multa expediuit et mangio per
vna volta hora xxiiij. et post paulo comando che fussero expedite alchune
cose per la partita de puglia: et hora iiij. lectulum petijt. Eo die ce fu nona
che lo magnifico Messer Andrea de gennaro era arriuato a Manfredonia che
veniua de vngaria.
Die XX. Nouembris in Napoli.
Hore xiiij. surrexit et audita missa et facta collatione et expeditis non
nullis caualco et andò in castello nono. Expedio molte facciende con messer
Julio et post paulo visito la S. Regina: et reuersus hora xxiiij. quam primum
negocijs implicitus iij. hora cenam sumpsit etvj. lectulum ingressus est. Or*
dio eo sero che fusse mandata vna carrecta al Magnifico Messer Andrea de
gennaro che già era arriuato in Puglia el veniua indisposto cum vna quar-
tana: che era stato m vngaria per imbasciatore del S. Re per alchuni mesi.
Die xxj. Nouembris in napoli.
Quindecima hora egressus est lectulum et audita missa fecit collationem
et decreuit non exire domum quia tempus erat preparatum ad pluuiam: et
387 M/ ecce LXXXX.^ KOYEMBRE
eo die expediuit plura necessaria in la camera de la torrecta de lo Passadore
che fa de la Duchessa. Et hora xxiiij. ascese a sue camere et 2.^ bora cena-
uit et V. lectulum ingressus est. Et die xxij. idem fecit et negocia expediuit
in €!odem loco.
Die xxiij. Nouembris in napoli.
Satis bona hora surrexit et audita missa et facta coUatione se pose in
facciende et vide caualli. Eo die fu visitato da la S. Regina: ceno a due bore
de nocte: \j. lectulum ingressus est.
Die xxiiij. Nouembris in napoli.
Hora xiiij. lectulum egressus est et audita missa descese al suo jardi-
m
no : la fece collatione et per totum diem negocia expediuit. Et andò in sancto
Petro ad Ara a lì vespri: et hora iij. cenauit et vj. lectulum petijt.
Die XXV. Nouembris in napoli.
Erumpente sole experectus est et post paulo surrexit et expeditis non
nullis caualco et andò a trouare la S. Regina in castello nono et con quella
fu a sancto petro a mayella che la se facea la festa de sancta Caterina: et au-
dita missa fureno in casa del magnifico Cesare buzuto al baptismo del figlio
che bauea iUis diebus haute vna figlia: et accompagnato la prefata S. Regina
se ne uenne in castello et medicato et leuato lo stoyello de la ferita sua che
già era sana cenauit hora 2.^ et v. lectulum ingressus est. Et fu comandato a
tucta la casa che fusse in ordine che lo di sequente volea partire per puglia.
Die xxvj. Nouembris in noia.
Surrexit bona hora et audita missa caualco et andò a dare audientia in
castello nono a la ciptadella et li fece collatione: et visitata la S. Regina post
paulo caualco et venne ad alloggiare quella sera a Nola.
NOTSMBRE
M.^ ecce Lzxxz.^
388
Die xxvij. Nouembris in la tripalda.
Satis bona bora surrexit et audita missa caualco et per la via fece colla-
tione: et voleua quella sera andare ad alloggiare a Serpi cbe la era stato con-
ttitato da francesco Galeocto. Et per bauere trouato per la via gran vento mu-
tauit mentem et venne ad alloggiare a la Tripada et ordino cbe tucti li offi-
ciali cbe già erano a Serpi ritornassero. Arriuato dormio et bora iiij. cenauit:
vij. lectulum ingressus est.
Die xxviij. Nouembris in la grocta.
Non orto adbuc sole et audita missa caualco et delibero andare ad al-
loggiare a la grocta menalda: et per la via fece collatione et arriuato dormi-
uit et bora iij. cenauit et yj. lectulum petijt.
Die xxviiij. eiusdem in Monte leone.
Caualco a bona bora et partito da la grocta andò a monte leone et la
mangio per vna uolta cbe degiuno la vigilia de sancto Andrea.
Die vltimo Nouembris in Troya.
Partito da Montelione audita prius missa et facta collatione fu a cauallo:
et fu vno grande freddo per quella via. Fu visitato da li bomini de bouino et
da alcbuni altri populi et per tucto non se gridaua altro cbe Ducba Ducba.
Se ne uenne a troya passo lo fiume cbiamato Geruara et arriuato a la cipta
fu molto bonorato et de sua venuta ne fu facto grande festa. Et quella sera
delibero lo di sequente andare a trouare lo S. Re a foggia et lassare vna parte
de soi caualli: cbe ne portaua solo de li soi cento et trenta. Et cosi fece.
DECEUBBE
Die primo Decembris in foggia.
Orto iam sole surrexit et audita sua missa fu a cauallo: et per la via fece
389 M.^ ecce LXXZX.^ DECEMBRB
caccia de lepori et fece coliatione. Lasso tucti lì soi jentili homini con loro
caualli a Troya et vna parte de li soi perche non posseano alloggiare a Fog-
gia doue stana alloggiato lo S. Re: et arriuato a xxj. bore se riposo alquanto
et expecto che venisse lo S. Re che era a caccia et arriuato lo visito et de-
moro cum sua maestà fino a due hore de nocte: et ritornato in sua stanza
cenauit et hora v. lectulum ingressus est.
Die 2.^ Decembris in foggia.
Àudita sua missa et facta coliatione andò a trouare lo S. Re et quello
jomo fu a caccia cum sua maestate: et quello jomo amazoro opto porci grossi
et vna volpe et per la via feceno caccia de lepri ritornando et ne amazoro as-
sai et cum gran piacere loro. Ritornerò cum acqua hora xxìiij. pulsata.
Die iij. Decembris in foggia.
Bona hora surrexit et audita missa andò a la stanza del S. Re et la fece
facciende cum sua maestà. Et quello 'jomo non andoro a caccia perche fu
mal tempo. Cenauit hora ij. noctis et post cenam ritomo al S. Re et la di-
moro fino a le vj. hore et reuersus lectulum ingressus est.
Die iiij. Decembris in foggia.
Surrexit hora xv. et audita missa andò al S. Re et post paulo caualco a
caccia con sua maestà: et quello jomo presero ben xiij. lepori et amazoro
certe volpi. Et reuersus hora xxiiij. se poseno in facciende: bora 2^ cenauit ?
et V. lectulum ingressus est.
Die V. Decembris in foggia.
Hora XV. surrexit et audita missa andò al S. Re. La fece coliatione et
voleano andare a caccia ma vedendo lo tempo indisposto che fu gran vento
se riposero et tucto quello jomo stetteno in casa: videno caualli da la fene-
stra. Cenauit bora 2.^ vj.^ lectulum ingressus est.
DECEUBRE M.® cccc Lxxxx.^ 3go
m
Die vj. Decembris in foggia.
Summo mane lectulum egressus est et vestendose audio missa et subito
fu a cauallo che già lo S. Re hauea mangiato: che mangio a liij. bore per an-
dare a caccia. Et partirò et f eceno caccia de volpi et lepori: et ne presero fi*
no in XY. et volpi xij. secondo lo judicio de quelli che haueano cura de la
caccia. Tornerò hora circiter prima et cenauit hora 2.^ et sumpta cena post
paulo lectulum ingressus est.
Die vij. eiusdem in foggia.
Satis bona hora surrexit et audita missa andò a trouare lo S. Re. Trono
facea coUatione et la mangio tre oua et quam primum fu a cauallo et andò
a caccia con lo prefato S. Re et loro caccia fu a volpi et a lepori ut supra et
quello jomo fra lepori et volpi ne amazoro circiter xx.^* Et hora prima reuer-
sus post paulo cenauit: et sumpta cena andò in corte et hora vj. Yediens et
aliquantulum cum suis Curìalibus allocutus hora vij. lectulum ingressus est.
Die viij. Decembris in foggia.
Hora XV. egressus lectulum missam suam audiuit et facta coUatione adi-
uit Curiam regìam. Et post paulo caualco con lo S. Re a caccia de lepori et
volpi. Et reuersus cenauit et lectulum ingressus est solita hora.
Die viiij. Decembris in foggia.
Summo mane audita sua missa fu a cauallo et andò con lo S. Re a la
Incoronata. La quello jomo feceno vna bella caccia de porci et ne furono
morti fino in xxvj. et certi cervi. Et se li animali vsciano fora del boscho
certe secundum opinionem venatorum se saria facta grande occisione de a-
nimali : ma li porci se lassauano amazare intro lo boscho et non vscio fora
altro che tre scrofe. Reuersus prima hora noctis se pose a dormire et post
paulo cenauit et lectulum ingressus est hora vij.
39^ M.^ ecce Lzxxx.^ koysmbbe
Die X, eiusdem in foggia.
Hora XV. egressus est lectulum et audita mìssa fece coUatione et andò
in corte del S: Re et con sua maestà fu a caccia de lepori: et hora xxìj. re*
uersus se pose in facciende: et (piella sera cerco licentia al S. Re et delibero
caualcare fino a Manfredonia per vedere quella fabrica se era facla per sua
ordinatione: facta quando ce caualco annis superioribus. Et cosi spartio sua
casa et ordino che sui paggi andassero in la partita facea lo S. Re da foggia
a la Cerìgnola et U altri sol Gortesani ad Ascoli. Et cenauit hora 2.^ et vj.
lectulum ingressus est.
Die xj. Decembris in Manfredonia.
Satis bona hora surrexit et audita missa et expeditis non nullis fu a ca-
uallo con lo S. Re lo quale andana a caccia et lo accompagno: et habita po-
stea licentia vt moris sui erat : che mai facea alchuna cosa absque consensu
paterno: tiro per la vìa de manfredonia et la andò ad alloggiare quella sera:
et non partio lo di sequente: spaccio molte facciende et caualco a sancto
Angelo et prese la perdonanza come denoto Signore de quello. Fece com-
prare a tucta sua casa Sancto Angelo: che fureho fino in ce. et più: alloggio
in Castello quelli dui jomi: et prouide a molte cose necessarie et a quelle
fabriche. De sua andata la quelli populi molto ne resterò contenti.
Die xiij, Decembris in la Cerignola.
«
Bona hora surrexit et audita missa et expeditis non nullis fu a cauallo
et se partio da Manfredonia. Et se ne uenne a trouare lo S. Re che se ne an-
dana cacciando per la pianura de la Cirignola et con sua maestà se ne uen-
ne quella sera in la Cerignola. Scaualcato et mutato se conferio in corte et
spaccio facciende con lo S. Re fino in tre bore de nocte. Reuersus a sua ha-
bitatione: che alloggiaua in casa de lo Arciprete: cenauit et hora vij. lectu-
lum ingressus est.
DEGEHBBB M.^ CCCC LzzXZ.^ » 392
Die xiiij. Decembris in la Cerignola.
Orto sole surrexit et audita missa quam primum fa a cauallo et andò ìq
corte: et post paulo caualco con lo S. Re che andana a caccia de lepori et a
volare. Lo accompagno circa tre miglia et prese licentia da sua maestà. Se
ne venne a la terra de mandato Regio et tucto quello jomo spaccio fatcien-
de a compiacimento de quello popolo. Et bora ixj. mangio per vna uolta et
bora tarda ritorno in corte et fece facciende con lo S. Re che già era tornato
da sua caccia et hauea amazato xij. lepori. Reuersus bora v. post paulo le-
ctulum ingressus est.
Die XV. Decembris in la Cirignola.
Bona bora surrexit et audìta missa fu in corte et post paulo caualco a
caccia de lepori con lo S. Re: et reuersus fuit bora xxij. et posuit se in nego-
cijs. Cenauit bora prima et iiij. lectulum ingressus est.
Die xvj. eiusdem in la Cirignola.
Satis bona bora experectus est et audiuit missam: et expeditis non nul*
lìs collationem fecit et caualco in corte et fu a caccia de volpi con lo S. Re:
et feceno vna bella caccia. Reuersus se muto et andò in corte a donare al
S. Re due girifalchi che erano venuti da Milano. Et post paulo cenauit et
dormiuit.
Die xvij, Decembris in la Cirignola.
Ante lucem surrexit e lectulo et caualco vna con lo magnifico Messer
Marino brancazo ad preparare certe caccie a la Torre de la Manna doue ca-
ualco lo S. Re iam orto sole: et la fece caccia a porci dayni cerai et lepori et
volauit. Tornerò quella sera a nocte: la presa de li animaU fu mediocre. Sua
I. S. cenauit et v. bora lectulum ingressus est et fu deliberato lo di sequente
partire et andare a la Massaria del I. S. Principe Don federico.
393 M.^* ecce Lxxzx.'' becembre
Die xviij. eiusdem in la Massaria.
Postquam surrexerat audiuit missam et ordino che tucti soi Paggi con
la casa andassero ad alloggiare ad Anello tanto che lo S. Re partisse da la
Massaria del Principe vicina ad Anello miglia quactro: doue quello jorno an-
dò ad alloggiare molto leggeri. Lasso sua maestà soi Paggi a la Cirìgnola
con ordine che come partiua da la Massaria hauessero a seguitare quella.
Lo L S. alloggio a la Massaria appresso lo S. I(e solo con li soi camereri et
ritrecto. Quello jorno fureno a caccia et a volare et per lo jorno sequente fu
preparata vna bella caccia a la dieta Massaria la intomo: et lo L S. Don fe-
derico fece spesa a tucto homo et molto lautamente.
Die xviiij. eiusdem in la Massaria.
Bona hora surrexit et audita missa et facta collatione fu a caccia con
lo S. Re et quello jorno fureno pigliati porci xviij. et tre ceruj et altre bestie
et volarono: et lo simile feceno fino a li xxij. del dicto et ogni jorno piglioro
circa porci xx. lo manche xviij. Et die xxiij. partirò dà la Massaria et andoro
ad alloggiare a Canosa et tucta la casa a Monormino : et lo di sequente che
furono li xxiiij. lo S. Re lo S. Duca con tucti loro cortesani. Et quello jorno
che sua maestà andò ad alloggiare a Canosa veniua lo imbasciatore del tur- .
co et andò ad alloggiare a monormino et lo L S. Don federico alloggio la
per farli honore. Et andò a visitare lo S. Re ad andria.
Die xxiiij. Decembris in andria.
Sua L S. bona hora caualco con lo S. Re et per via caccioro et vennero
in Andria hora xxj. Fu facto gran festa et triumpho et dal L S. Don federico
facta spesa a tucto homo lautamente. Cenauit hora xxiij. et poi fu in corte et
dormitum iuit hora vij.
b*>
DEGEHBRS M.^ CCCC LXXZZ."* 394
Die XXV, Decembris in andria.
Hora xij. fu in corte del S. Re et audio le messe ordinarie: eo die erat
dies pascatis : et auditis missis fece collatione et postea dormiuìt: et reliquum
diei fu in corte et audio li vespri et lo offitio sempre con lo S. Re. Cenauit
hora iij. et vij. lectulum ingressus est.
Die xxvj. eiusdem in andria.
Surrexit bona hora et audiuit missam et fece collatione et fu in corte et
audio la missa cantata con lo S. Re a lo episcopato : et spaccio facciende con
lo imbasciatore del Turco che quello jomo hauea haute audientia dal S. Re
^ al quale presento certi cani seta et ciambellocto. Sua I. S. non manchaua
mai da facciende. Hora iij. cenauit et vij. lectulum petijt.
Die xxvij. Decembris in andria.
Surrexit bona hora et audita missa fu in corte et la fece collatione et
caualco con lo S. Re a caccia: che volerò quello jomo et tucti Signori et im-
basciatori accompagnerò sua maestà. Lo I. S. Duca fece caualcare xx. cor-
seri de li soi et da fora de la porta li fece correre che parue cosa miranda a
lo imbasciatore del turco et a li altri che se trouoro in dieta caualcata. Ri-
tornato se trono a U vespri cantati del S. Re et fece facciende: et cenauit hora
iij. con lo I. S. Don federico et ritorno a sua stanza hora vij. et statim lectu-
lum ingressus est;
Die xxviij. eiusdem in andria.
Satis bona hora egressus est lectulum et audita missa caualco con lo
S. Re a caccia: che andò a uolare: et quam primum reuersus est propter ven-
tum che impedio la caccia: et audio la missa cantata con lo S. Re et tucto
quello jomo expedio facciende. Cenauit hora 2.^ et ritomo in corte et hora
vij. lectulum petijt.
395
M.^ ecce Lzxxx.
DEGEHBBE
Die xxviiij. Decembris in andria.
Bora XV. surrexit et audita missa caualco con lo S, Re. Et reuersus dor-
miuit aliquantulum et bora xxj. comedit per vna uolta et multa expediuit et
caualco in corte: et bora vj. lectulum ingressus est.
Die penultimo eiusdem in andria.
Delibero quello jomo non andare a caccia con lo S. Re: et postquam
surrexerat audiuit missam et andò in corte et la fece coUatione: et caualcato
cbe fu lo S. Re a caccia^reuersus est et donniuit: et experectus fuit in ne-
gocijs: et illis expeditis caualco et andò a sancta Maria vetere cbe stana fora
de Andria de ordine de sancto francesco obseruantino a la completa. Et ri-
tornato fu con lo S. Re in facciende fino a due bore de nocte. Et venit et
cenauit et sumpta cena reuersus est iterum in curia. Et bora yj. lectulum in-
gressus est.
Die vltimo Decembris in Andria.
Bona bora surrexit et audita missa caualco con lo S. Re a caccia: et re-
uersus se pose in facciende con lo prefato S. Re et fu a U vèspri cantati a lo
episcopato con sua maestà. Et eo sero cenauit et comedit semel: nam sobrie
vitam suam ducebat. Bora vj. lectulum ingressus est.
396
GENMABO
M.° ecce Lxxxxj.
Die primo Januarij in andria.
Eo die bona bora surrexit et audita missa fece collatione et fu iu corte :
et auditis vesperis reuersus est et facti alcbuni remedij per lo catarro quo pa-
tiebatur aliquantulum expedio molte facciende: et bora xxiij. cenauit et leui-
ter percbe se gouernaua secuudum consilium medicorum.Horayij. lectulum
ingressus est.
Die 2.^ Januarij in Canosa.
Bona bora surrexit et audita missa et facta collatione caualco: et babita
licentia dal S. Re andò innanzi a Canosa et la alloggio quella sera: et tucta
sua casa con li caualli alloggio a monorvino.
Die 3.^ Januarij in venosa.
Àudita sua missa caualco et venne alloggiare a venosa percbe volea
purgarse. Interim cbe lo S. Re stana alla Massaria del Principe: cbe la andò
ad alloggiare quella sera per alcbuni di per cacciare: arriuo a bore xxij. et
quieuit et bora 2,* cenauit et v. lectulum ingressus est.
Die 4.^ Januarij in venosa.
Sua I. S. delibero pigliare la medicina et bora xv. la prese et bora
XX. mangio per vna uolta bene purgato et se riposo: et vj. lectulum ingres-
sus est.
397 ^'"^ ^^^<^ LXZXXJ."" GENNARO
Die V. Januarij in venosa.
Sua I. S. audio sua missa et fece coUatione et demoro in casa fino che
lo S. Re veniua : che se expectaua che volea fare la festa de li tre magi io ve-
nosa : et hauenno noua che sua maestà veniua caualco et lo bando a scon-
trare et fu a li vespri solempni in sancto Domenico. Quello jomo fu uno male
temporale de neue. Ritornato hora vij. in sua habitatione: che ceno con lo
prefato S. Re: lectulum ìngressus est.
Die vj. eiusdem in venosa,
Satis bona hora surrexit et àudita missa andò in corte: fu a la missa
cantata con lo S. Re et reuersus fece coUatione et expedio facciende. Illìs
diebus furono grande gelate et neue. Quella sera fu conuitato dal S. Re: et
reuersus hora tarda lectulum ingressus est.
Die vij. eiusdem in venosa.
Postquam surrexerat andò in corte et expedio facciende et expecto che
lo S. Re caualcasse: che quello jomo andò ad alloggiare alla Massaria. Ac-
compagno sua maestà alquanto et reuersus mutao stanza et venne ad allog-
giare doue alloggio lo S. Re: et statim mangio per vna uolta et queiuit.Hora
vj. lectulum ingressus est: et ordino che fusse data la prestanza a la gente de
arme de sua casa.
Die viij. Januarij in venosa.
Eo die bona hora surrexit et àudita missa sua solita fece coUatione et
statim se pose in facciende per totum illum diem. Hora ij. noctis cenauit et
vj. lectulum ingressus est: et non exiuit domum eo die propter niues et fri-
gus: eo maxime che sua I. S. era oppressa da certo catarro.
OBNNAHO M.® ecce LXXXXJ.® 398
Die viiij. Januarij in venosa.
Non est egressus domam eo die nec alijs sequentibus propter raucam
vocem qua oppressus erat. Audita sua missa et facta coUatione facea facciende
a quibus vnquam cessabat. Die xj. audita sua missa et facta collatione caualco
et Tide sci caualii et anco a sancta Maria da fora de venosa loco de frati ob-
seruantini de sancto francesco. Li audio li vespri et demoro con quelli sancti
frati per spatium bore in loro consolatione. Et mangio per vna udita lo di
sequente che fureno li dodici del presente: et non exiuit domum: et delibero
prendere medicina lo jouedi mactina che fureno li xiij.
Die xiij. Januarij in venosa.
Sua I. S. audita sua missa prese certe pillole et postea medicinam: qua
bene purgatus bora xxj. mangio per vna uolta et passo meglio del catarro
tenea: et bora vij. lectulum ingressus est. lUis diebus apparue la Cometa et
era fama da alchuni Astrologi che era apparsa per lo Papa qui tunc graua-
batur quartana. Et fureno tante neue cbe in puglia morirono molte pecore:
et accidit che a Trani morìreno ad vno tucte et ille ductus desperatione se
amazo. ■
Die xiiij. Januarij in venosa.
Satis bona hora surrexit et audita missa parum fecit collationem: che se
gouemaua propter tussim cum maxima prudentia. Et quello jomo delibero
partire lo di sequente et mandare la fila ad Ascoli et sua I. S. caualcare a la
Massaria et trouare lo S. Re: che se dicea che sua maestà lo voleua mandare
a napoli 9r visitare la S. Regina che stana indisposta.
Die XV. Januarij in la massaria,
Hora XV. surrexit et fece mandare la sua fila cum tucti de casa ad
399 ^^-^ ^^^^ LXZXXJ.'' GENNARO
Ascoli et saa I. S. andò a trouare lo S. Re a la massarìa et la firmo lo di se*
quente.
Die xvij. Januarij in Ascoli. *
Sua I. S. partio dal S. Re che staua a la massaria: et audita sua missa et
facta param coUatione presa licentia da sua maestà caualco et passo lo ofanto
a guazzo et venne ad alloggiare quella sera in ascoli: arriuo a xxj. bore et
statim vide certi stalloni che hauea mandati a sua I. S. lo S. Principe de ca-
pua: et postea cenauit et bora vj. lectulum ingressus est.
Die xviij. Januarij in acquavia.
Partio sua I. S. da Ascoli quella mactina audita sua missa et andò ad
alloggiare in acquavia. Et sua casa con li cauaUi grossi andoro in monte
leone.
Die xviiij. Januarij in le grocte.
Quella nocte fu vno male temporale de acqua neue et vento: tamen bona
bora surrexit et audita missa partio da acquavia et venne ad alloggiare cum
tucta sua casa a le grocte: et quello jomo fu tam grande furia de vento
cum grandine che ne portaua caualli et homini et soi paggij se trouoreno a
gran pericolo. Tandem sua I. S. cum omnibus se conduxe a le diete grocte
incolumis: et la alloggio quella sera: et per hauere uisto tal tempo delibero
non partire lo di sequente. Fu assai accarezato da quello Signore et fece co-
mandare che nullo partisse senza ordinatione.
Die XX. Januarij in Montefusculi.
Vedendo sua L S. la mactina lo soie da fora parue assai lo tempo bone:
et cosi comando al suo Camberlingho facesse sonare la tromba che volea
omnino partire benché hauesse deliberato lo di passato stare fermo. Tucto
OBRNABO M.^ ecce Lxxxxj.^ 40O
homo fu in ordine et partisse con grande neue et per quactro miglia fu vno
entrano tempo : postea sedato aliquantulum se ne andò ad alloggiare a mon-
tefusculi et sua casa a Prata. La fu receputo honoriflce et de bona voglia.
Die xxj. Januarij in monteforte.
Satis bona bora surrexit et audita sua missa partio da montefusculi et
venne ad alloggiare a monteforte et sol caualli con la casa a Bayano casale
de noia.
Die xxij. Januarij in napoli.
Da Monteforte partio sua I. S. et sua casa da Bayano et quella sera venne
in napoli et quam primum fu visitato da la S. Regina. Audito hoc che sua
Reginale maestà veniua descese sue scale et la venne a scontrare fino a la
porta del castello de capuana : et insembre portatola per lo braccio demororo
in castello per spatium bore. Et partita lo prefato I. S. attese a fare li soliti
remedij per lo catarro: et postea cenam sumpsit et leuiter: bora vj. lectulum
ingressus est.
Die xxiij. Januarij in napoli.
Postquam surrexeràt audiuit missam et fecit coUationem et caualco in
castello et fuit cum Regina : bora xxij reuersus est. Quello jomo fu facta la fe-
sta de la figlia del Conte de muro con Messer Joannantonio poderico Teso-
riere del I. S. Duca de Calabria. Cenauit 2.*^ bora noctis: vij. lectulum ingres-
sus est.
Die xxiiij. Januarij in napoli.
Non fuit egressus domum eo die che se curaua lo suo catarro. Mangio
per vna uolta bora xviij. et bora v. fece collatione et post paulo lectulum
petyt.
401 M.^ ecce Lxxxxj.^^
Die XXV. Januarij in napoli.
Bora xiiij. surrexit et audita missa expedinit multa. Bora xyìj. comedit
et postea foit in negocijs. Fu visitato da la S. Regina liora xxj. et qoam prì-
mum fa preparata coUatione per la infante: et post dìscessum Regine itenim
posnit se in negocijs ut moris sui erat qui nunquam ocio marcebat. Bora v.
coUationem fecit leuiter quia se multum regebat prudenter: et bora vj. lectu-
lum ingressus est-
Die xxvj. Januarij in napoli.
Jam bora xv. surrexit et audita missa multa expediuit: et mangio per
vna uolta bora xviiij. et post paulo implicuit se negocijs et non fuit eo die
egressus domum. Fece collatione bora vij. noctis et i^ost paulo lectulum
petijt. Et quella sera deliberoreno lì medici la mactina sequente dare a sua
I. S« vna pocba de cassia per remonere lo catarro tenea.
Die xxvij. Januarij in napoli.
Non fuit egressus domum eo die sed audita missa piglio vna pocba de
cassia: da la quale secondo la opinione de medici recepecte bene et miglioro
de la voce rauca tenea. Mangio per vna volta bora xviiij. et quello jomo se
riposo bene per amore de la medicina: et bora v. discessere Guriales.
Die xxviij. Januarij in napoli.
m
Non fuit egressus domum eo die perche lo di precedente bauea preso
la medicina et fu gran freddo et gran vento. Audita sua missa et factis qui-
busdam remedijs al catarro mangio bora xvij. pulsata. Eo die bebbe molte
bone none de vngaria che lo Re de romani era stato recto da lo Re de vn-
garìa et fugato. Et de francia et de milano molte bone none. Tucto quello jor-
no expedio facciende: bora v. fece collatione et vij. lectulum ingressus est.
OENNABO M/ ecce Lxxxxy^ 40X
Die xxviiij. Januarij in napoli.
Satis bona bora surreiit et audita sua missa descese a lo suo jardiao
grande: la expedio facciende et fece coUatione et post paolo caualco in Ca-
stello nono et visito la S. Regina. Et reuersus iterom in negocijs et bora vj.
coUationem fecit et vij. lectulum ingressus est.
' Die penultimo Januarij in napoli.
Hora xiiij. surreiit et audita missa descese al suo jardino grande: li fece
coUatione et poi caualco al Poggio reale: vide tucte quelle cose: reuersus
fu in facciende con messer Juliò per piures boras. Eon t. fece coUatione:
cbe se gouernaua per lo catarro. Hora vij. lectulum mgressus est.
Die vltimo Januarij in napoli.
Satis bona bora surreiit et audita missa decte audientia a io imbascia-
tore de MUano et descese a lo suo jardino grande. Li fece coUatione et eipe-
dio molte facciende: caualco in casteUo visito la S. Regina fu a lo molo: et
reuersus se pose in facciende. Hora yj. fece coUatione et vij. lectulum ingres-
sus est.
FEBRABo Die primo februarij in castello nouo.
Hora IV. surreiit et audita missa delibero andare ad aUoggiare et stare
in castello nouo con tucta sua casa et cosi lo ordino. Descese al suo jardino
grande: U mangio et post paulo caualco in casteUo nono: fuit cum Regina
et audio U vespri solempni con quella bencbe in prima audio U vespri m
sancta maria de monte oUueto: et aUoggio in le stanze del S. Re cum tucta
sua casa. Hora v. fecit coUationem et vij. lectulum ingressus est.
403 M.** ecce Lxxxxj.** febrabo
Die 2!" februarij in castello nouo.
Surrexit bona bora et andò ad aadire la missa cantata a la stanza de la
S. Regina et li prese la candela benedecta: postea venne a mangiare et man-
. gio a la stanza de li Paggi] et li fece facciende con lo Secretano del S. Re: et
post modum andò a la S. Regina et la accompagno a sancta maria de monte
óliueto: li audio vespri et reuersus expediuit multa suo solito more: fece col-
latione bora vj. et vìj. lectulum ingressus est
Die iij. februarij in castello nouo.
Satis bona bora egressus est lectulum et audita missa expediuit non
nuUa et visitami Reginam: et bora xviiij. reuersus est et mangio per vna uol-
ta. Eo die vennero none de Milano come la Duchessa figliola del prefato L S.
Duca bauea figliato et facto figlio masculo: quibus nouis tota ciuitas ymo
totum regnum gaudio summo exultauit. Fureno facte luminaria et festa gran*
de de tale nona: et merito. Hora v. lectulum petijt.
Die iiij. februarij in castello nouo.
Quindecima bora et missa iam perfecta comedit et post paulo andò a la
Ciptadella et decte audientia ut moris sui erat: et hora xviiij. reuersus Regi-
nam adiuit. Et tucto homo stana in gaudio et in festa per la successa nona
del nouo parto de la I. Duchessa de Milano. Quella sera fureno facte dignis-
' sime luminaria. Hora v. collationem fecit et vij. lectulum ingressus est.
Die V. februarij in castello nouo.
Satis bona hora surrexit et caualco a sancto Martino de la Certosa: li
audio missa et mangio per vna uolta : dimoro con queUi frati et audio li ve-
spri. Reuersus in castello nouo trono che la S. Regina già era in carrecta per
andare a sancta Maria de la grocta: sua I. S. scaualco et monto in carrecta
nSRèM M.^ ecce Lxzxxj.^ 404
et accompagDo la prefata S. Regina: et ritomato che già era hora tarda se
pose in facciende con Fontano fino a tre hore de nocte et postea hora iam
V. fece collatione et vij. lectulum petijL Et ordino a li soi che lo di seqnente
ritornassero in castello de capuana che la volea andare ad alloggiare et ri-
tornare a sua habitatione. Iterum quella sera furono facte luminarie.
Die vj. februarij in napoli.
Hora xiiij. surrexit et audita missa fece collatìone in castello nono a la
Camera de li paggi: et postea fuit cum Regina. Et hora xiiij. reuersus in ca-
stellum capuanum se pose in facciende et hora v. fece collatione et leviter
ptfche se gooemaua del catarro. Et vij. hora lectulum petijt.
ALU: IN S.^: L.^ VIDE:
INDICE GENERALE
A
Acerra« i68.
Agropoli, 193.
Ajello, 197.
Ajello (Coiste di), 191, 197, 198.
Alagno (d*) Alfonso, 252.
» Banieri, 25,64,65,196,200.
Albi, 91.
Albino Giovanni, 22, 27, 89, 90, 356.
Alessandro (d') Antonio, 376.
» Jacobozo, 76 , 89 , 91 ,
337^358.
Aliano (Contessa di), 165.
Alife (Conte di), 306, 321.
Altamura (Principe di), 61 , 136.
Altavilla (Conte di), 159, 385.
Al Vito (de) Baimo, 84, 224.
Amalfi (Daca di), 55, 57, 61, 84, 86,
118,352.
Amantea, 197.
A mbasciatore di Castiglia, 131,1 46,2 1 7,
224, 225, 227, 230,
236, 266, 277,285,
289. ^94.
Ambasciatore di Ferrara, 69, 119, 131.
» di Firenze,69,94, 95, 1 00,
131, 151, 168, 191,
213, 216, 223, 229,
230, 232, 245, 248,
259, 261 , 266, 270,
275. 356.
> di Francia, 1 19, 1 38, 147,
264, 265, 266, 269,
277, 278, 280, 283,
285, 286, 287, 298,
367. 368, 369, 370,
375,385.
dell'Imperatore, 150.
d'Inghilterra, 135,136,
280.
di Milano, 69, 94, 95, 98,
100, 119, 131, 157,
158, 191, 213, 216,
2 29,. 230, 246, 266,
269, 285.
5«
4o6
INDICE GENERALE
Ambasciatore del Papa, 131 , 136.
> di Rodi , 366.
» del Turco, 1 30. 1 33> ^ 3^,
157.159. 177. 212,
213. 237. 238. 240,
303. 394-
» d'Ungheria, 224,230,231.
» di Venezia, 1 82, 1 83, 1 89,
191, 229, 230, 240,
257, 266, 280.
Ambrosino (Messer), 144, 161, 192,
214.357-
Amendolia, 202.
Andria, 141 , 396.
Anticaglie, 163, 220.
Antonello di Campobasso, 12, 104, 105.
Apice, 168.
Aquila, 57, 73.74» 80,85, 118.
Aragona (d') Alfonso —V. Calabria
(Duca di).
» Alfonso (Don), 1 38,3 14.
» Beatrice — V. Ungheria
(Beginadi).
» Eleonora — V. Ferrara
(Duchessa di).
» Enrico, 158, 352.
» Federico, 44, 47, 98,
190,209,224, 233,
234,261, 286, 348,
355*364. 366,369.
372, 373. 374. 375.
376, 379. 380, 381,
382, 384.
Aragona (d*) Ferdinando— Y. Ferdinan-
do L d'Aragona.
» Ferdinando — Y. Capoa
(Principe di).
» Ferrante (Don), 44, 67, 9 1 .
» Francesco, 44, 49, 51,
54, 120.
» OioY^na ( V Infante ) ,
225,251,254.
» Giovanni (Cardinale), 42,
43563,67,80,81.
» Isabella — Y. Milano (Du-
chessa di ).
» Luigi — Y. Qerace (Mar-
chese di )..
» PietA), 151, 132, 153,
161, 165, 171, 177,
220, 238.
> Sanda, Ciancia^ 135 — V.
Traetto ( Contessa di ).
Arazzi, 284, 289.
Arcamone Anello ,216.
Architetti delDuca di Calabria— Y. Giu-
liano da Majano — Fiorentino An-
tonio.
Arezzo, 41.
Arienzo, 168.
Armellino, Arminio (Ordine dell*), 74,
138, 160,216,373.
Amone, 135, 139, 163, 222, 328, 329,
337-
Arsenale di Napoli, Tereianah^ Ter^
Banale^ 171, 227, 362.
INDICE GENERALE
407
Artiglioria, 81, 98, 128, 195, 198,227,
3171342.
Ascoli, '82, 83.
Astrologi ,31, 398.
Astrologia, 45, 89, 127.
Atri, 82.
Atripalda, La tripauda^ 140, 388.
Auditore del Daca di Calabria— YJero-
nimo (Messer).
Aaletta, 211.
Aurelio (Messer), yescovo e poeta, 307.
Avanzo (de) Gola ,220.
Aversa,45, 62,218,222,241,304,374.
Azano .21.
B
Baccio, Fiorentino, 216, 223, 229.
Bagnoli, 148, 218, 320, 321 , 322.
Bagnolo, 23.
Bairano, 62.
Baja\ 180.
Bajano, 400.
Balzo (del) Angliberto — V. TJgento
( Conte di ).
» , Giovan Paolo — V. Nola
( Conte di ).
» Pirro— V. Altamura (Prin-
cipe di ).
Barbariga, 20.
Bari, 142.
Bari (Duca di), 18, 19, 25, 30, 31.
Barignano, 20.
Barletta, 141.
Barletta (Priore di), 220.
Baroni ribelli, 6 1,63,65, 70,75, 76,91,
112, 118, 121, 128, 134, 136.
Belcastro , 205.
Belprato Simonetto, 27, 182, 184.
Belvedere, 196.
Benevento, 351.
Bentivoglio Giovanni,2 1 ,25,34, 1 1 4, 1 1 5.
Bienato Aurelio— Y. Aurelio (Messer).
Bisbal , 14, 58, 73, 87, 218, 276, 284,
307 , 384.
Bisceglia, 141.
Bisconte Tibaldo, 377.
Bisignano ( Principe di ) , 6 1 , 123, 1 24,
125, 136.
» (Principessa di), 137.
Bitonto, 141.
Bitonto (Marchese di), 1 18,122,153,348.
Bivona, 199.
Boemia (Redi), 358.
Bologna, 39.
Bordellano, 5, 6, 7, 18.
Borgo S. Sepolcro ,113.
Bozzuto Cesare , 387. ^
Bracciano , 42 , 106.
Brancaccio Colantonio-, 92, 357.
» Marino, 124, 177, 178, 179,
190» i99i 222, 250, 272,
307» 337» 39^-
( Brancaleone, 202.
Brescia, 21.
Brienza — Y. Burgenza.
-CV*
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I2'> no, 253, 254,257.
2^';, 2y'>, 2^w. 3C0, 323,
> ( I>3^LÉ&»i*a di ; . 4% nò. 12S,
«53*^54» 135. '2*^-
Ca-^jta Benia^^o, 16, 17, 20, 2*4.
> GioTaimì Afito&io, 284.
Cairi, 50, 73, 243,
Cameriere del Duca di Calabria — V.
Pizolo ALìonelìo.
CamerllDgo del Duca dì Calabria— T.
Ge&Baro (de) Andrea^
Campagoaiko, 99, 103.
CampobaMo— y. Aotooello.
Ca&celliere del Daca di Calabria— Y.
CasaloaoTo Loisì.
Caoetterìa Beale— Y. Tripergole.
Caiw>«i,396,
Capaccio (Conte di), 194, 196.
Cappellano del Daca di (^labria, 300/
32it334- ;
Capua, 44, 73, 304, 334, 360,374, 373. ;
G.cTA-ii— V.MelS
•ji^T^ji^ Xz^ccly, 14, 15.
GioTaa B^nsta, 11. i^
GriTtLo, :o. 20. S-S, 2>5-
Ja£opo — T. Bzrgccja ; Con-
te di ).
llari^o, 125, y'fj.
Bcberto ( Fra ) , 143, 3C-S,
309- 319.
Tiberio, 207.
Caiaia Alberico, 202, 372.
Baordo. 243, 2 So.
Dicmede — V. Maddaloni (Con-
te dì).
Ettore, 30, 123, 177.
Giorannì, 243.
Gioran Vincenzo, 2 89.
Ifiìsì, 166, 1Ó7.
Malizia, 340.
Cararaggio, 12.
Carbone Antonio, 322.
Cariati, 206.
Carinola ( Conte di ) , 93 , 126.
Cariteo, 231.
Camerale , 308.
INDICE GENERALE
409
Carpi ,38.
Carpì (Signore di), 25, 38.
Casale di Principe « 131, 134, 135, 190,
290,301.361,374.
Casalmaggiore, 38.
CasalnoYO (de) Loisi , 34, 85 , 96 , i o i ,
367.
CasalnnoTO , 208.
Gasciano, 36.
Caserta, 73, 133, 139, 152.
Cassano, 208.
Castel Bolognese , 114, 115.
Castel San Giovanni, 41.
Castel di Sangro , 50 , 78.
Castellaneta , 144.
Castelli e Palazzi Beali di Napoli :
Castel Capuano, sne camere e giar-
dini, 128, 136, 173,
174. 177, 190, 214,
226, 232, 234, 236,
237, 239, 241, 244,
259.265,306,350,354.
» Nuoto, sue camere e giar-
dim,46,i85,238,242,
326,343.378403>404-
» dell' Ovo, 135, 154, 187,
190,307.
Dachesca, 289, 313, 3231324.
325» 326, 327, 338,
342 . 343, 344t 345,
346. 35I1 3b2. 352,
354, 355, 356. 357.
359, 362, 363.
Incoronata, 130, 266, 327.
Maddalena, 342, 343, 345, 346,
359.362,363.
Castello di Àmantea, 197.
» di Àversa, 241.
di Belvedere, 196.
di Castrovillari , 207.
» di Ciro , 206.
» di Cotrone, 206.
» di Eboli, 193.
» di Gaeta, 219.
» di Gerace, 203.
» d' Ischia, 346.
» di Lecce, 143.
» di Manfredonia ,391.
» di Melfi, 145.
» di Mignano, 332.
» dì Monteleone, 199.
» di Oppido, 201.
» di Oria, 143.
» di Pisciotta , 1 94.
» di Pizzo, 199.
^ > di Policastro, 195.
> di Reggio, 201.
» diSqnillace, 204.
» di Taranto, 143.
Castiglia (Be di) , 292, 294.
Castrovillari, 207.
Catanzaro, 205.
Catignano, 21.
Cavaggiolo, 40.
Cavallerizze Beali, 73, 166, 207, 208,
2 1 5, 222 , 228 , 230, 275, 276, 289,
410
INDICE GENERALE
298, 329. 337, 353, 356, 369.
Oavallerìzzo del Duea dì Calabria, 26,
379-
Gelano, 91.
Celano ( Conte di ) , 11 8.
Cerignola, 122, 391 , 392.
Cesena, 115.
Chiaja, 348.
Chiese e Monasteri di Napoli :
S. Agostino, 135.
Annunziata, 66, 165,256, 258,
293, 316-
S. Antonio, 152, 325.
Ascensione, 221 , 332.
S. Benedetto , 48.
Carmine , 48 , 66.
S. Caterina a Formelle, 280, 297,
305-
Cattedrale, 267, 277, 293, 294,
308, 309, 310, 313, 314,
316,338.
S. Chiara, 229. 231, 278, 338,
340.
S. Croce, 259, 327, 331, 340.
S. Domenico, 135, 293,294,328.
S. Giovanni a Carbonara, 48, 2 1 4,
232.285.
S. Giovanni a mare, 232, 343.
S. Giovanni exfra civitaiem (ora,
agli Ottocalli ), 255.
Incoronata, 160.
S. Lorenzo, 214.
S. Lncìa , 285.
Maddalena, 297, 300, 304.
S. Margherita, 264.
S. Maria Armellino, 150.
S. Maria delle Grazie, 235, 258,
294
S. Maria della Grotta, 137, 177,
190,366,403.
S. Maria dei Martiri, 304, 308.
S. Maria la Nova, 227, 268, 282,
353.
S. Maria della Pace, 222^ 223,
301.
S. Martino, 48, 233, 282, 403.
Monteoliveto, 65, 69, 148, 173,
1 77, 1 87, 2 1 3, 2 1 6, 268, 269,
288,315,331,370. •
S. Pietro ad Ara, 48,' 172, 173 ,
174,218,234,261.
S. Pietro a Majella, 305, 387.
S. Pietro Martire, 64.
S. Severino, 232 , 262, 279, 2S3,
287, 356 — V. S. Benedetto.
Trinità, 331.
Chieti, 51.
Cicchella (Messer), 64, 72, 83, 91, 125,
136.
Cicinello M. Antonio, 55 « 58, 74.
Cignano, 21.
Cigolo, 22.
Cilento, 138.
Cimitile, 273.
Ciro, 206.
Citaro Antonetto, 222, 284, 337, 365.
INDICE GENERALE
411
\
f
Civita Lavina, 92.
Civita Santangelo , 84.
Civitavecchia, 110.
Civitella , 82.
Clemente, CAimenfo (Messer), 252, 357.
Codici, 282.
Colonbrello Giovanni, 157.
Colonna (Cardinale), 42.
> Fabrizio, 379.
» Pietro, 23.
Cometa, 398.
Como Leonardo, 125, 155, 180, 192,
240,314, 375.
Compratore Maggiore del Daca di Ca-
labria — Y. Majo (De) Ambrosino.
Confessore del Duca di Calabria, 195,
211, 251, 334.
Congiara dei Baroni — Y. Baroni ribelli.
Conigliera— Y. Masseria del Daca di Ca-
labria.
Conza ( Conte di ), 1 1 7, 2 1 1 , 285.
Coppola Carlo, 307.
> Francesco *-V; Sarno (Conte di).
Corigliano,207.
Comete, no.
Corse di cavalli, 26, 31, 394.
Corsine Fiero, 226, 229.
Corte del Daca di Calabria— Y. Architet-
ti — Aaditore — Cameriere — Camer-
Ungo — Cancelliere — Cappellano —
Cavallerizzo —Compratore Maggio-
re — Confessore — Elemosiniere —
Gaardarobba — Librare Maggio-
re — Maggiordomi — Mastro di Ca-
sa—Medici—Paggi—Scrivano Mag-
giore — Scrivano — Segretario — Te»
soriere.
Cortigelli ,21.
Cortona, 41 , 107, 108.
Cosenza, 197, 198.
Costitozioni del Regno di Napoli, 46.
Cotrone, 205, 206.
Crema, 17.
Cremezano , 20.
Cremona, 5, 16,. 3 8.
Creta di Pesaro, 271.
Crispano Matteo, 144.
Cristalli, 41, 51, 171
Cagnolo , 20.
Cama, 132.
D
Diano, 138.
Diofebo, 28, 32.
Dogana di Napoli, 354, 371 •
Dogliolo, Ogliuolo, Ugliolo,6^ 157.
Dolce (del) Giovan Battista, 339.
E
Eboli, Tevoli, 193,211,311.
Elemosiniere del Daca di Calabria, 211,
334.
Este (d') Ercole— Y. Ferrara (Daca di).
» Isabella , 69.
\
412
INDICE GENERALE
F
Parfengo, 5, 20.
Farina Antonio, 34.
Farse, 188, 251, 352.
Felice ( de ) Francesco — Y. Cicohella
( Messer ).
Ferdinando I. d'Aragona, 62, 63, 64,
96, 122, 123, 128, 226, 363, 383.
Ferrara ( Daca di), 18, 19, 38, 39, 1 1 5.
» ( Duchessa di ), 38, 39, 1 89.
Festa di S. Maria dell* Armellino, 1 50.
» di S. Martino, 87, 276, 383.
» diPiedigrotta, 137.
Filomarino Scipione , 88.
Fiorentino Antonio, 195.
Firenze , 40.
Firenzuola, 39.
Foggia, 140, 388, 389, 390, 391.
Foiz, Foes, jPo5{»a( Cardinale di), 152,
153, 154, 161, 162, 163, 164,357,
358, 359-
Fondi , 44.
Fondi (Conte di) , 1 1 7, 165, 226, 285.
Forlì, 115.
Forma (de) Carlo, 1 14.
Fornello , 78.
Fracasso, 12, 26, loi.
FrancaTÌlla,5i.
Francesco (Fra) d* Aragona, 155, 248,
249, 250,251, 252, 253, 256, 259,
261,327,331,340.
Francese Giovanni Antonio, 383.
Francia , 40 1 .
Frignano , 20.
Frontignano , 20.
Gt
Gabbiano, 9, 19.
Gaeta, 44, 164, 219, 335, 336.
Gaetani Joancola, 194, 276, 284, 307,
351.
» Mandella— y. Bisignano (Prin-
cipessa di ).
Onorato— V. Fondi (Conte di).
Onorato (Juniore)— V. Traetto
( Conte di ).
» Pietro Bernardino — V. Moroo-
ne ( Conte di ).
Galateo Antonio, 233.
Galeota Francesco, 136, 220, 229, 321,
368, 388.
Galere , 48, 49.
Gallerana Bianca, 182, 232, 233.
Gallipoli, 142, 143.
Gallo (del) Gaspare , 38.
Gattola Jacobo, 220.
Gazollo Francesco Maria, io.
Gennaro (de) Andrea,55, 56, 79,85,98,
105, 120,218,271,
272» 333i 386, 399.
. » Ferrante, 137, 240.
Genova ( Doge di ), 1 72.
Genzano, 145.
Gerace, Irace^ 203.
INDICE GENERALE
413
Gerace (Marchese dì), 266.
Giardino di D. Federico d* Aragona ad
Acerra, 168.
» della Regina a Chiaja,332,348.
Giostre, 62, 63 ,64,65,66,67,68,
137. 147.234,236,239,241,266,
350, 353.
Gioyenazzo, 141.
Giuliano da Majano, Mariano da Vaya-
no, 132, 377, 378.
Ginlianova, JttZ«a, 82, 84, 1 17.
Giuochi, 54, 177, 178, 184, 256, 257,
289,293,383.
Gonzaga {Lidolfo, 33.
Granata (Be di), 292.
Gravina ( Daca di ) , 169.
Greco (Lo) Fiorentino, 322, 323, 325.
Grottaminarda, 168.
Gualandi Bernardino, 58.
» Ranieri, 64, 65, 1 37, 1 80, 1 82,
232, 233, 344, 372.
Guardarobba del Duca di Calabria — V.
Alyito (de) Raimo.
H
y
Herra (de) Sancio, 385.
I
Innocenzo Vili, 41, 43, 63, 73, 90, 94,
104, 110,371,376,398.
Ischia , 346.
J
Jacopo da Volterra, 1 36.
Jeronimo (Messer) , 262, 367.
Julio (Messer), 151, 160, 171 , 184,
190, 191, 213, 215, 217, 218, 233,
248, 257, 258, 261, 271, 287, 298,
300, 306, 348, 402.
L
Labro ta, 20.
Lairano, 39.
Lanciano, 50, 51.
Laudato Vincenzo, 345.
Lauria ( Conte di ) , 1 36.
Lecce, 142, 143.
Leo (de) Carlo, 173^175» 211, 223 ,
239, 242, 246, 252, 258.
Librare Maggiore del Duca di Calabria —
V. Albino Giovanni.
Libri, 160, 179, 284, 333.
Lodi, 37, 38.
Loffredo Carlo, 90.
Loreto (S. Maria di), 116.
Lunghena, 21.
M
Maccia Jacobo, 220.
Maddaloni (Conte di), 72, 135, 309.
Maggiordomi del Duca di Calabria— V.
Gualandi Ranieri — Siscar Paolo —
53
414
INDICE GENERALE
Vela Diego.
Majano (da) — V. Giuliano.
Majo (de) Ambrosino, 92.
Manerbi, 21.
Manfredonia, 140, 386, 391.
Mantova (Marchese di) , 1 1 5.
Maratea, 195.
Marcianise, 151, 234, 244..
Marianella, 353.
Marigliano ( Conte di ) , 72 , 1 59, 2 1 ^
226,321,330.
Marino, 43.
Marsilio (Conte), 6, 12, 18.
Martina (Marchese di), 220.
Martiri di Otranto , 304.
Marzano Antonio, 12, 16, 24.
Maschere ,295.
Masseria della Regina a Somma, 270.
» del Daca di Calabria ai Vergi-
ni (Conigliera), 157, 261,
284,306,309,313,327,
361,377,378.
» di D. Federico d' Aragona a
S. Maria della Grotta, 362.
» dello stesso, in Puglia, 392,
393. 396.
Mastro di Casa del Daca di Calabria —
V. Capua (de) Jacòbo.
Matera, 144.
Medici del Daca di Calabria — Y. Cle-
mente (Messer) — Coppola Carlo —
Leo (de) Carlo — Silvestro (Messer).
Medici (de) Lorenzo, 39, 40, 113, 133.
Melfi, 145.
Melfi (Daca di), 120, 121, 123, 136.
Messina, 201*
Messina ( Priore di ) , 202.
Messinesi, 202.
Miglionico, 144
Mignano,74,245, 332.
Milano, i7»35. 36, 37»40i.
Milano (Duca di), 107, 172, 326.
» (Duchessa di), 62, 128, 162, 171,
17^.173.176,185,188,189,
236,305,326,403.
Mileto ( Conte di ) , 117, 1 24, 1 35.
Minerva, 35, 36.
Minervino, Monormino^ 393, 396.
Miracolo di S. Gennaro, 277, 326.
Miracolo falso, 333, 334
Mirandola (della) Antonio Maria, 15,31.
Modena, 38.
Mola di Gaeta, 220, 336.
Molo diNapoli, 173, 177,180, 189,227,
230, 237, 240, 287, 316, 338, 346,
348, 349. 354, 355, 356, 362, 369.
Molfetta, 141,
Monasteri di Napoli — V. Chiese e Mo*
nasteri.
Monete, 162, 171, 189, 223.
Monopoli ,142.
Montecasino, 333.
Monteforte , 400.
Montefusco, 400.
Monteleone, 199.
Montepulciano, 107, 108.
INDICE GENERALE
41&
Monterotondo,93.
Montesantaogelo (Santuario), 391.
Montoro(Contedi),54,55,56,85.37^»375-
Morano Francesco , 86.
Morcone (Contedi), 87, 90, 134. 135.
Mormìle, MorminOy Trojano, 105.
Mosca Rinaldo , 1 50.
Motta Babalina, 203.
Mottella , 1 9, 20.
Mura di Napoli, 48, 187,228,285,287.
300, 306, 359, 366.
Mura ( Conte di ), 400. ,
Musica, 181, 184, 223, 230, 232, 250.
N
Napoli— V. Arsenale— Castelli e Palazzi
Beali — Chiese e Monasteri — Doga-
na — Molo — Mura— Porte — Seg-
gi — Vie — Zecca.
Nardo, 47, 143.
Nicastro, 199.
Nicotera, 200.
"Nocera di Puglia, 120.
Nola, 139, 140, 272, 273, 387.
Nola ( Conte di ) , 158, 167.
0
OUveto,333»334-
Oria, 143.
Orsini (Cardinale), 42, 83, 99, 100,
loi, 103, 104, 105.
Orsini Giordano, 255.
» Mario, 83,. 98.
» Paolo, 91,96, 104.
> Virgilio, 85, 94, 97, 121, 360,
361,362,363.
Ortona, 51.
Orvieto, 42.
Otranto, 47, 142, 304.
Padula, 210.
Paduli di Napoli, 148, 235, 237,238,
242 , 250, 314, 315, 317, 356, 365,
372.
Pagano Ferrante, 83.
» Galeotto, 12.
» Pietro, 1 19.
Paggi del Duca di Calabria, 13, 77,242,
393.
Paglieta, 119.
Pagone, 22.
Palazzi Reali — V. Castelli.
Pandolfini Pietro Filippo, 29.
Pandone Camillo , 252, 265, 370.
» Scipione— V.Venafro(Conte di).
Pappacoda Artuso, 72, 75, 87, 98, 262.
» Jacobo, 34, 58, 70, 74, 75.
> Trojano,22.
Paradiso (Villa), 221, 225, 240, 339.
Pasqual (Messer), 171, 191, 231, 248,
282, 285, 287, 332.
Pastore Francino, 220, 346.
4i6
INDICE GENERALE
Patrinella , 20.
Pavia (Vescovo di), 181.
Fentima ,119.
Pesaro, 116.
Pesaro (Signore di) , 11 9.
Pescara, 57, 1 19.
Petrinaca, 20.
Petraciis (de) Antonello (Io Secretorio),
98, 112, 135.
» Francesco — V. Carinola
(Conte di).
» Giovanni Antonio— V.Po-
licastro ( Conte di ).
Pianura, 258, 288, 365.
Picare, 42.
Pignatelli Ettore, 285.
Piombino (Signore di), 119.
Piperno , 43.
Piscina , 90.
Pisciotta, 194.
Pisticcio, 144.
Pitigliano, 108.
Pitigliano (Conte di) , io, 19, 24, 52.
» (Contessa di), 158, 162.
Pizolo Giovanna, 1 19.
» Antonello, 76, 332.
■
Pizzo, 199.
Placente (de) Colandrea, 11, 12.
Poderico Giovanni Antonio, 160, 400.
Poggioreale (Villa), 150, 160, 168, 173,
176, 179, 183, 184, 188, 191,214,
218, 223, 225, 237, 238, 240, 260,
279, 284,298,302, 304, 307, 313,
314» 323» 331» 340, 341.34^. 345t
347» 363. 355. 362, 377, 379, 385,
386.
Policastro, 194.
Policastro (Conte di ), 126.
Policoro, 145,209.
Polignano, 142.
Pontano Giovanni, 30, 58, 65, 68, 217,
218, 247, 260, 261 , 274, 284, 287,
289, 296, 300, 306. 343, 380,403,404.
Popoli (Conte di), 80, 88, 90, 120.
Porte di Napoli:
Porta Capuana, 1 78, 267.
» del Mercato, 230, 3 1 8, 339,
344.
> Beale, 226, 287, 293, 294,
368.
Potenza (Conte di) , 265, 308.
Pozzuoli, 67, 131, 134, 288, 322.
Prata , 400.
Presenzano , 74.
Processione del Corpus Domini, 229.
» di S. Gennaro, 326.
» per impetrare la pioggia ,
255.
Precida, 346.
Precido (Messer), 239.
Provveditori Veneziani, 32, 33, 35.
Q
Quarto, 133, 280.
Quatri , 50.
f-» -^t
INDICE GENERALE
417
Qainzanello, 21.
Qainzano , 6.
R
Seggio, 201, 202.
Biminì, 116.
Bimini (Signore di), 119.
Bizo Francesco ,158.
Bocca Imperiale , 145, 208.
Bocca di Mondragone, 220, 336.
Boccella, 203.
Boma,43,95,96, 97.
Bomanenga, 36.
Bomano Pietro, 136.
Bossano, 206.
Bossetto (Messer), 11 , 13, 14, 17, 21,
73.78, 150.
S
Salerno, 126, 138, 192,211,310.
Salerno (Principe di), 44, 61, 64, 124,
125, 126, 127, 130, 180.
San Gei-mano,. 77, 78, 245, 246, 333,
335-
San Gervaso, 22.
Sangro , Sanguino (de) Francesco , 60.
> Giovanni, 250.
» Gismondo, 193.
» Pietro, 90, 91.
Sa A Lucido, 196.
San Mauro, 145.
Sannazaro Jacopo, 251, 283.
Sanseyerino Antonello — V. Salerno
^ (Principe di ).
» Anton Maria, 24, 26.
» Barnaba —V. Lauria (Con-
te di ).
» Carlo— V.Mileto (Conte di).
» Cola Maria, 109.
> Gaspare — V. Fracasso .
> Giorgio, 17.
» Giovanni Antonio, 276.
» Giovan Francesco , 181.
» Girolamo — Y. Bisignano ,
(Principe di).
» Guglielmo — V. Capaccio
( Conte di ).
» Jacopo, 251, 283.
» Boberto,7,8,9, io, 11, 26,
.27. 30» 33. 80, 83, 97,
104, 105, 108 , 109,
III, 112, 113.
Santacroce Prospero, 90.
Sant* Angelo (Conte di), 173.
Saponara, 210.
Samo, 192, 298, 310, 312.
Samo (Conte di ) , 112, 135, 138.
Sarzana , 36.
Sassetta (della) Ludovico, 109.
Savelli (Cardinale), 42.
> Giovanni, 85, 86.
» Luca, 24.
Says (de) Elisabetta , 309.
Scalea, 195.
t
4i8
INDICE GENERALE
Scandeìrbech (La Scannartbecha) , 1 50.
Scancanello (Villa), 219, 220.
Scarpizolo , 20.
Sciabica Trojano, 211.
Scigliano, 198.
Scorzarolo, 20.
Scortiatis (de) Scansato^ Giulio— V. Ju-
lio (Messer).
Scriyano Maggiore del Duca di Cala-
bria—V. Ambrosino (Messer)— Cic-
chella (Messer).
Scrivano del Duca di Calabria — V. Co-
mo Leonardo.
Sechi Francesco , 1 8.
Seggidi Napoli, 45, 128, 130.
Segretario del Duca di Calabria — Y.
Fontano Giovanni — CasalnoYO (de)
Loisi.
Seminara, 201.
Senise, 210.
Sermoneta ,43.
Sessa , 44.
Seta, 41, 51.
'Sforza Gioran Galeazzo — V. Milano
(Duca di).
» Ippolita — V. Calabria (Duches-
sa di ).
Sguazatoro (Villa), 362.
Siciliani, 201, 202.
Silvestro (Messer) Protomedico, 170,
171.
Siscar Francesco— V. Ajello (Conte di).
» Paolo, 56, 191.
Sisto IV, 34.
Sora (Duca di), 88, 90, 133.
Sorano, 108.
Soverato, 204.
Spinelli Francesco, 134.
Spinola Jeronimo ,119.
Squillace, 204.
Stilo , 204.
Sulmona, 59, 78, 79, 80, 81, 372.
Suonatori, 181, 182, 189,225.
T
Tagliacozzo, 92.
Taranto, 143, 144, 209.
Teano, 73.
Terracina, 137.
Terranova, 200.
Terranova ( Conte di ) , 308.
Tesoriere del Duca di Calabria— V. Po-
derico Giovanni Antonio.
Tocco, 58,81.
Tolentino (di) Giovan Francesco, 17,
31» 34-
Toraldo Cola ,191.
Torcila (Barone della) , 67, 384.
Torello Marsilio— V. Marsilio (Conte).
Torre a mare , 209.
Torre del Greco , 127, 161, 356.
Toscanella, 109.
Traetto (Conte di), 220.
> (Contessa di), 336.
Trani, 141.
INDICE GENERALE
419
Treze, 36,37.
Tricarìco, 145.
Tripergole, 149, 185, 301, 322.
Trivnlzio Joan Jacobo, 6, 8, 24, 33,
107, 134.
» fienaio, 6, 18.
Troja, 388, 389.
Tropea, 200.
Tufo (del) Giambattista, 137.
Turchi , 47.
Tursi, 210.
u
Ugento , Ducenfo (Conte di) , 1 36.
Ungheri, 120, 122, 123, 333.
Ungheria, 44, 63, 66, 386, 401.
Ungheria (fie di), 35, 66, 324, 325, 326,
3271328,401,406.
» (Regina di), 358.
Urbino (Conte di) , 13.
> ( Duchessa di ) , 46, 1 53.
V
Valle (della) Bernardo, 229.
Vela Diego, 16,56, 123, 305, 349, 351.
Venafro , 50.
Venafro (Conte di), 77, 78.
Venosa, 145, 396, 397, 398.
Venosa ( Duca di ) , 61, 121, 122.
Verola Alghisi , 20.
Verola Vecchia, 20.
Vicovaro , 93.
Vie di Napoli , 309.
Villachiara, 19.
Ville Beali — V. Casal di Principe —
Dogliolo — Giardino di D. Federico
d* Aragona ad Àcerra , della Begina
a Chiaja — lilasseria della Begina,
del Duca di Calabria, di D. Federi-
co d' Aragona — Paradiso — Pog-
gioreale— Scancanello— Sguazatoro. *
Visconte Battista , 1 7.
Vuanengo, 19.
z
Zacagni, 370.
Zecca di Napoli, 189.
Zurlo Francesco, 230.
» Jacobo, 163.
FINE DEL VOLUME PRIMO.
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